La Generazione Erasmus e i suoi oppositori

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di Paolo Borgognone

La Generazione Erasmus e i suoi oppositori

Fonte: Italicum

L’Ue dev’essere davvero arrivata al capolinea se intende risollevare le sue sorti, pesantemente compromesse da Brexit, dal referendum ungherese sulle politiche migratorie e dall’ascesa politica di movimenti e partiti “euroscettici” in vari Paesi della sedicente unione, attraverso il varo di una proposta di legge tesa a resuscitare l’Interrail come «antidoto all’antieuropeismo». Il Parlamento di Strasburgo, infatti, si è addirittura preso la briga di discutere la proposta di Manfred Weber, deputato tedesco del PPE, in base a cui, si legge sul sito di Repubblica, «per la prima volta sarà valutata la fattibilità di regalare un pass interrail gratuito a tutti i nuovi diciottenni dell’Ue». L’idea di Weber, guarda caso, «piace molto anche ai Socialisti & Democratici, che rivendicano anche la paternità dell’iniziativa, avanzata per la prima volta dall’ungherese Istvan Ujhelyi nell’agosto 2015». Si tratta, in effetti, dell’ennesima tirata propagandistica di un’Unione europea che, con le sue politiche improntate a una sorta di pseudo-melting pot, rimuove le culture tradizionali dei popoli (considerate un ostacolo alla costruzione del mercato unico delle identità mercificate) e promuove l’omogeneizzazione di moltitudini astratte, volutamente deterritorializzate (guai a parlare di patria originaria e di legami comunitari nell’Europa di banchieri e affaristi transnazionali), senza confini e standardizzate all’insegna di stili di vita, gusti musicali, abbigliamento e modi di comunicazione ormai identici a prescindere dalla nazionalità e dalla cultura di appartenenza dei singoli. Un esempio su tutti può essere utile per comprendere il perché del ricorso smodato, da parte di tecnocrati e opinion makers pro-Ue, alla retorica del giovanilismo e dell’Europa da intendersi come mercato unificato del divertimento senza frontiere. Continua a leggere

Il generale Aoun è il nuovo presidente del Libano

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UN’ALTRA NOTIZIA CHE CI RALLEGRA:

Michel Aoun è il famoso comandante dell’esercito libanese negli anni Ottanta e Novanta: cristiano maronita (come è previsto dalla prassi per la nomina del presidente della Repubblica libanese), gode dell’appoggio del principale partito sciita, Hezbollah, e del leader sunnita Saad Hariri.

Fiero oppositore delle ingerenze israeliane e statunitensi, erede di una amicizia rinnovata con Siria e Iran, conservatore e uomo d’ordine. Questo potrebbe essere un estremo riassunto delle caratteristiche di Aoun. (Fonte Radio Spada) Continua a leggere

Il Presidente del Perù ha consacrato ufficialmente il Paese al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria

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ajesuspo-7582721Tra tante notizie negative, eccone finalmente una buona, che ci riempie il cuore di gioia e di speranza

Segnalazione di A.A.

“Yo, Pedro Pablo Kuczynski, Presidente de la República del Perú, con la autoridad que se me ha otorgado, hago un acto de consagración de mi persona, mi familia, aquí presente mi esposa, y la República del Perú al amor y protección de Dios Todopoderoso a través de la intercesión del Sagrado Corazón de Jesús y del Inmaculado Corazón de María.

Pongo en sus manos amorosas mi gobierno con todos sus trabajadores y ciudadanos que están bajo mi responsabilidad. Ofrezco a Dios Todopoderoso mis pensamientos y decisiones como Presidente para que los utilice para el bien de nuestro país y siempre estar consciente de los Diez Mandamientos al gobernarlo. Le pido a Dios que, a través de la intercesión del Sagrado Corazón de Jesús y del Inmaculado Corazón de María, escuche y acepte mi acto de consagración y cubra a nuestro país con su especial protección.

Al hacer esta plegaria le pido a Dios perdón por todas las transgresiones que haya cometido en el pasado, todas las que se hayan hecho en el pasado de la República y por todas aquellas decisiones que se hayan tomado estando en contra de sus mandamientos y le pido su ayuda para cambiar todo lo que nos separa de Él.

Yo, Pedro Pablo Kuczynski, como Presidente de la República del Perú, declaro este juramento solemne ante Dios y los ciudadanos de nuestro país hoy 21 de octubre de 2016”.

Il Presidente del Perù, in carica dal 21 ottobre 2016, ha pubblicamente consacrato la sua Patria al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria, proponendosi ufficialmente di fare ogni cosa possibile per avvicinare il popolo e la Repubblica del Perù a Dio e ai suoi Comandamenti, chiedendo perdono per tutte le volte che fosse accaduto diversamente. Qui le 12 Promesse del Sacro Cuore e la Grande Promessa del Cuore Immacolato di Maria. MAGARI AVESSIMO IN ITALIA UN PREMIER DEGNO DI COTANTO GESTO! Continua a leggere

Morta Tina Anselmi, colei che rese operativa la legge 194

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vitadi Raimondo Gatto

IERI E’ MORTA TINA ANSELMI. FU PARTIGIANA LA MINISTRA “CATTOLICA”, CHE RESE OPERATIVA LA LEGGE 194, IN QUANTO MINISTRO DELLA SANITA’. Fu un bel terzetto di “cattolici”, cui dobbiamo questa legge infame: GIOVANNI LEONE, Presidente della Repubblica; GIULIO ANDREOTTI, Presidente del consiglio, TINA ANSELMI ministro della sanità.

Dio abbia avuto misericordia delle loro anime. I frutti dei disastri nella società, i fanciulli innocenti li stanno ancora pagando nei grembi materni. Continua a leggere

Il terremoto del 1117, con epicentro Verona e, in particolare, Isola della Scala

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il-terremoto-del-3-gennaio-1117-640x440Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

http://www.meteoweb.eu/2016/01/3-gennaio-1117-899-anni-fa-si-verificava-il-grande-terremoto-del-nord-italia/607869/ – 3 gennaio 2016

3 Gennaio 1117: 899 anni fa si verificava

il grande terremoto del Nord Italia

A cura di Luigi Andrea Luppino

Il 3 Gennaio 1117, un grande terremoto colpì il Nord Italia, provocando immensi danni in un territorio vastissimo della Pianura Padana; i morti furono decine di migliaia

Precisamente 899 anni fa, il 3 Gennaio 1117, avvenne il più catastrofico terremoto, a memoria d’uomo, che abbia mai colpito il Nord Italia. La scossa, che potrebbe aver avuto una magnitudo dai 6.4 ai 6.7 gradi della scala Richter, ha colpito nei pressi di Isola della Scala, nella Pianura Padana del veronese, con una violenza inaudita.  La città più duramente colpita fu sicuramente Verona, dove andarono perdute completamente intere opere architettoniche di epoche passate, mai più ricostruite. Perfino l’anello esterno dell’Arena fu parzialmente distrutta, lasciando solo la caratteristica ala che oggi si può ancora ammirare. Migliaia i morti nella città.

Tuttavia Verona non fu l’unica a subire gravi danni. Gravi crolli e numerose vittime si riscontrarono anche nel basso trentino e nel bresciano, intorno al Lago di Garda; da Padova a Milano; perfino nell’Appennino Tosco-emiliano e intorno alla città di Pisa. Gli epicentri delle scosse dei giorni successivi si spostarono verso ovest, creando ulteriori danni soprattutto nella città di Cremona, dove crollò la Cattedrale. In totale si ipotizzano 30.000 vittime nel il territorio funestato dall’evento. Continua a leggere

MARTIN LUTERO. LA VERITA’

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010-lutero1Segnalazione di Patrizia Stella 

Estratto della Rivista della TFP in Italia Ottobre 2016:

La verità storica

Il fatto è che, oltre a cozzare col dogma cattolico, la “rivalutazione” di Lutero si scontra – e in modo violento – con la stessa verità storica. Sembrerebbe quasi che coloro che “mitizzano” la figura di Lutero non abbiano mai letto le sue opere, piene di bestemmie contro Nostro Signore Gesù Cristo e contro il Papato. “L’immagine tradizionale di Lutero, per molti aspetti, è incoerente con la realtà storica”, scrive lo storico protestante Dietrich Emme, specialista nella vita giovanile del riformatore (2).

Nel 1510 Martino Lutero, allora monaco agostiniano, si recò a Roma per portare una lettera di protesta in merito a una diatriba interna al suo Ordine. La volgata protestante vorrebbe che, di fronte al desolante spettacolo di decadenza (“una cloaca”, dirà lui con riferimento sia all’Urbe sia alla Chiesa), il monaco di Wittemberg fosse rimasto scioccato. Il che avrebbe innescato in lui prima il rigetto, poi il dubbio e infine la ribellione. Dunque, una reazione forse esagerata ma tutto sommato giustificata.

Un’attenta lettura delle fonti originali ci fa vedere, invece, uno spirito irrequieto, dissoluto e già incline alla ribellione. Forse è il caso di gettare uno sguardo su alcuni di questi documenti, che altro non sono che le stesse opere (Werke) di Martin Lutero, nelle due edizioni ufficiali: quella di Wittemberg (1551) e quella di Weimar (1883). Conviene anche rilevare che gli autori sotto citati – Emme, Brentano, De Wette e Burckhardt – sono tutti protestanti. Continua a leggere

Socci attacca “Papa” Francesco, Castagna replica: “Sede Vacante dal 1958” e scoppia la bagarre su Twitter

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Il quotidiano “Leggo” riprende i tweet di Socci, Castagna e un altro signore che vedono una correlazione tra il terremoto e la riabilitazione di Lutero. Castagna rilancia: “Ma è Sede Vacante dalla morte di Pio XII, col conciliabolo si sono fatti un’altra Chiesa, con a capo un Antipapa”. Socci e l’altro signore prendono le distanze, sempre su Twetter, così da rimarcare le differenze, come si aspetta il nostro Castagna. E rimane la Sede Vacante! Mediaticamente sdoganata più che mai. (N.D.R)

http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/01/bergoglio-va-in-svezia-per-far-pace-coi-luterani-e-litiga-con-i-teolog/1325523/

Bergoglio va in Svezia per far pace coi luterani E litiga con i teologi

Da molti in Vaticano il suo gesto è visto come provocazione. Socci: “Un oltraggio a Norcia”

Riconciliazione e polemiche. Papa Francesco arriva in Svezia per il suo diciassettesimo viaggio internazionale.

L’occasione è storica: la commemorazione dei 500 anni (meno uno) della Riforma protestante, nella cattedrale di Lund. Era proprio il 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero affisse le 95 tesi nella chiesa di Wittenberg. Ed è la prima volta che protestanti e cattolici ricordano insieme quella data spartiacque nelle relazioni tra le due confessioni cristiane. Bergoglio tende la mano, dice che la «separazione con i luterani è una profonda ferita». «Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi – ha detto Francesco -. Ora abbiamo la possibilità di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni gli altri».

Ma in Italia è un fuoco di polemiche. «Invece di andare a rendere omaggio a Lutero che ha distrutto la cristianità scrive sul proprio profilo Facebook il giornalista Antonio Socci Bergoglio dovrebbe consacrare l’Italia mettendola sotto il patrocinio della Madonna». E ancora: «Papa Francesco va in Svezia dal nemico Lutero, mentre la Basilica di Norcia crolla per le scosse del terremoto che ha devastato il centro Italia. San Benedetto è stato il grande unificatore spirituale e culturale dell’Europa. All’opposto del santo di Norcia conclude Socci sta la figura di Martin Lutero, su cui potremo avere mille pareri diversi, ma è incontestabile che sia stato, storicamente, il grande divisore dell’Europa e della cristianità. Lui stesso si definì l’uomo della discordia». La critica fa il giro del web e comincia a propagarsi sui social network: piuttosto che pregare, il Papa vola in Svezia. Alcuni rilanciano: Bergoglio va a rendere omaggio a chi con la sua riforma ha fatto milioni di morti e che avrebbe volentieri «strappato la lingua» ai Papi. Tra molti teologi e porporati il blitz vedese del papa è vista come una vera provocazione. E così durante il volo che da Roma lo ha portato a Malmö, Bergoglio sembra quasi rispondere alle critiche. «Questo viaggio è importante, perché è un viaggio molto ecclesiale nel campo dell’ecumenismo. Aiutatemi a far capire alla gente l’importanza di questo viaggio», ha chiesto con forza ai giornalisti.

Dopo la commemorazione nella cattedrale di Lund, il Papa e il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Mubib Yunan, hanno firmato una dichiarazione congiunta: «Mentre siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma, confessiamo e deploriamo davanti a Cristo il fatto che luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della chiesa», si legge. Stamattina il Pontefice celebra la solenne messa nello Swedbank Stadion a Malmö prima di ripartire, alle 12.30 per rientrare in Vaticano.

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Bergoglio “scomunica” Leone X e riabilita Lutero: ecco a voi LUTEROGLIO!

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facebook_1477903714146SEDE VACANTE – ENNESIMA PROVA

DA “IL MESSAGGERO” DI IERI

Bergoglio in Svezia chiede perdono per la scomunica a Martin Lutero: «Abbiamo sbagliato»

di Franca Giansoldati

Malmo “Sarà un viaggio molto importante per l’unità dei cristiani” ha detto il Papa in aereo, non appena partito per Lund, città chiave della realtà luterana, dove è andato per celebrare in modo congiunto i 500 anni dell’affissione sul duomo di Wittenberg delle 94 tesi di Martin Lutero. Una cerimonia commemorativa densa di elementi simbolici perché mai prima d’ora un pontefice aveva sdoganato la Riforma in modo tanto esplicito e intenso. “Lutero ha messo la Parola di Dio nelle mani del popolo”. Papa Bergoglio viene accolto dalla arcivescova che guida la Chiesa luterana, Antje Jackelen, sorridente, vestita di nero, con una gonna longuette e un bel crocifisso d’oro bene in vista sulla giacca. Davanti a lei e a tutti i vertici delle chiese protestanti Papa Francesco pronuncia parole importanti. Un vero mea culpa. “Anche noi dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono. Dio solo è giudice”. E ancora. “Si deve riconoscere con la stessa onestà che la nostra divisione si allontanava dalla intuizione originaria del popolo di Dio, che aspira naturalmente a rimanere unito, ed è stata storicamente perpetrata da uomini di potere di questo mondo più che per volontà del popolo fedele”. Come dire che aveva ragione Lutero e non Papa Leone X che poi lo ha scomunicato. Oggi, a distanza di 500 anni, le scomuniche non ci sono più, quelle sono morte con la scomparsa del riformatore tedesco anche se restano però tante incomprensioni e diffidenze da stemperare con una buona dose di pazienza. Intanto Francesco e i luterani si incontrano sul terreno della concretezza, presentando una road map di obiettivi comuni che include la lotta contro la violenza, la sfida climatica, la povertà, la questione della pace, il tema del conflitto mediorientale. Una piattaforma impegnativa che il monaco agostiniano certamente avrebbe apprezzato. Continua a leggere

Francesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

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Bergoglio con l’ “arcivescova” luterana Antje Jackelen (ansa)                

La parola dell’a-cattolico amico di Bergoglio è identica alla suaFrancesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

Per Bergoglio le religioni dovrebbero affratellarsi a partire da quelle monoteistiche

di EUGENIO SCALFARI

IL 31 OTTOBRE del 1517 Martin Lutero affisse sulla porta della cattedrale di Wittenberg le sue 95 tesi che inaugurarono ufficialmente la religione luterana, ma già l’anno prima il contenuto di quelle tesi era stato elaborato e reso pubblico nelle riunioni dei monaci agostiniani dei quali Lutero era stato nominato vicario generale.

Si dà il caso che in quella stessa data si compie domani mezzo millennio. Il nostro papa Francesco non poteva esimersi dal partecipare a questa ricorrenza che sarà celebrata a Lund in Svezia dai luterani guidati dal rappresentante mondiale di quella religione. La messa sarà naturalmente celebrata da loro. Papa Francesco vi parteciperà pregando e poi terrà un discorso sulla Riforma.

Ho avuto l’onore di ricevere tre giorni fa una telefonata da Lui che desiderava — così mi ha detto — parlare con me di quella Riforma che ebbe un’enorme importanza per tutta la Chiesa e mise in moto allora il luteranesimo ma, in seguito, l’intera galassia protestante che conta ormai nella sua interezza 800 milioni di fedeli. I luterani veri e propri sono una minoranza, 80 milioni in tutto, cioè un decimo del protestantesimo. I cattolici sono un miliardo e trecento milioni.

Se si aggiungono gli ortodossi, gli anglicani, i valdesi, i copti, si superano i 2 miliardi di anime fedeli. Papa Francesco sa che ho studiato abbastanza a fondo la vita di Lutero e la sua Riforma e mi sono chiesto quale sia il rapporto di Francesco con le altre Chiese cristiane al di là dei riti e delle credenze.

Francesco — è bene ricordarlo — crede nell’unicità di Dio. Questo significa che tutte le religioni, a cominciare da quelle monoteistiche ma anche le altre, credono in quel Dio al quale arrivano ciascuna attraverso le sue Scritture, la sua teologia, la sua dottrina e i suoi canoni. Tutte quindi dovrebbero affratellarsi e questo è il risultato che Francesco persegue pur essendo ben consapevole che ci vorranno molti e molti anni per ottenerlo. CONTINUA SU http://www.repubblica.it/vaticano/2016/10/30/news/francesco_lutero_e_il_valore_condiviso_della_riforma-150895049/ Continua a leggere

You Can Still Enroll Departed in Our Holy Souls Masses

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Segnalazione di don Anthony Cekada

You Can Still Enroll Departed in Our Holy Souls Masses

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Join us in the great prayer of the Mass on November 2nd, All Souls’ Day. Bring the souls dear to you to share in the benefits of many Masses that day, and throughout all the month of November.

The names of your dear dead that are submitted are placed on the high altar for all the days of November, and will share in the following:

  • High Mass offered for them on All Souls’ Day, November 2
  • The Solemn Absolution after High Mass on All Souls’ Day
  • Other Masses offered for them during the month of November
  • A remembrance in all Masses offered in St. Gertrude the Great Church during November
  • A remembrance in Vespers of the Dead on November 1

We also invite you to assist at High Mass and Absolution on All Souls’ Day, Nov. 2, 11.20 AM EDT, via our live webcasts at this link. Continua a leggere

Festa di Cristo Re!

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cristo_reE’ appena trascorsa la Festa di Cristo Re. Nella S. Messa abbiamo pregato per il ritorno del Papa sul Soglio che fu di San Pietro, per la Regalità Sociale di Cristo e la restaurazione cattolica

Segnalazione del Centro Studi Federici

Auguri per la festa di Cristo Re
Consacrazione del genere umano al Sacratissimo Cuore di Gesù, da recitarsi ogni anno all’ultima domenica di ottobre.
 
La regalità sociale di Cristo.
 

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Miracolo del sole a Fatima

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Segnalazione di Arai Daniele

Da «Madre di Dio» 2003

IL MIRACOLO DEL SOLE, appuntamento marcato con giorno e ora

La Madonna, per il 13 Ottobre, aveva promesso ai veggenti di Fatima un grande miracolo, affinché tutti credessero: man mano che si avvicinava il giorno fatidico, l’attesa diventava sempre più impaziente e mobilitava folle mai viste precedentemente.
Riferisce il giornale portoghese ‘O Dia‘ in un reportage del 19 Ottobre 1917, che oggi sappiamo essere stato citato da Dona Madalena de Martel Patricio: “Si erano spopolati paesi, villaggi e città vicine. Fin dalla vigilia sulle strade gruppi di pellegrini si avviavano a Fatima…”.

Le settantamila persone che assistettero al miracolo
Le settantamila persone che assistettero al miracolo

E il giornale ‘O Seculo‘, per la penna di Averlino de Almeida, dà questa descrizione: “Sulla strada s’incontrano i primi gruppi di pellegrini che vanno verso il luogo santo, distante ben più di venti chilometri. Uomini e donne sono quasi tutti scalzi. Al sorger dell’alba, nuovi gruppi si avviano intrepidi e attraversano l’abitato, il cui silenzio viene rotto dall’armonia dei loro canti. Il sole nasce, ma la volta del cielo minaccia la pioggia. Le nubi nere si ammucchiano proprio verso Fatima, ma nulla può arrestare coloro che, da tutte le strade e con tutti i mezzi di locomozione, confluiscono al paese. A mezzogiorno del 13 Ottobre 1917 la vallata era un mare di gente: era piovuto durante tutta la notte e continuava a piovere, ma l’attesa era grande…, anche se qualcuno era venuto per deridere e assistere allo spettacolo del grande fiasco“.

Il momento fissato era il mezzogiorno solare. La pioggia cessò e alcuni istanti dopo i tre bambini vedono il lampo e Lucia grida:
« Silenzio! Silenzio! Viene la Madonna, viene la Madonna! ». E la Madonna, per l’ultima volta, viene a posare i suoi piedi verginali sopra l’elce dei giorni precedenti. Lucia entra in comunicazione diretta con lei e non sente la mamma che le dice: « Guarda bene, figlia; guarda di non ingannarti! ». Una nube argentea avvolge il candido gruppo come una tenue voluta di incenso.

Lucia si rivolge con la semplicità di sempre alla Vergine che le appare:
« Che volete da me? » « Voglio dirti che si costruisca qui una Cappella in mio onore. Io sono la Madonna del Rosario. Continuate a recitare il Rosario tutti i giorni. La guerra sta per finire e i soldati torneranno presto alle proprie case »
« Ho molte grazie da chiederVi. Le esaudirete? », esclama Lucia.
« Alcune sì, altre no », risponde la Vergine. E aggiunge:
« È necessario che i peccatori si convertano, che chiedano perdono dei loro peccati ».
E, assumendo un’aria di tristezza, continua:
« Non offendano più Gesù che è già troppo offeso ».
« Non volete più niente da me? », domanda infine Lucia.
« Non voglio altro », risponde la bianca Signora.
« Io pure non Vi chiedo più nulla », conclude Lucia.
E la Madonna del Rosario si accomiata, per l’ultima volta, dai suoi tre confidenti. La visione è più splendente del sole! Mentre i fanciulli contemplavano estatici, ha inizio il miracolo annunziato: stupendo come nessuno avrebbe osato sperare. E furono testimoni del “miracolo del sole” circa sessantamila persone.

Dicono i testimoni

Riprendendo il discorso del numero precedente sul “miracolo del sole” a Fatima, il 13 Ottobre 1917, ascoltiamo la narrazione di alcuni testimoni oculari.

Le settantamila persone che assistettero al miracolo
Le settantamila persone che assistettero al miracolo

« Noi guardavamo senza difficoltà il sole – ci racconta il padre di Giacinta – e non accecava. Pareva che si spegnesse e si accendesse un po’ in un modo, un po’ in un altro. Gettava raggi di luce da un lato e dall’altro e colorava ogni cosa di differenti colori: gli alberi e il popolo, la terra e l’aria. Ma la cosa più stupefacente è che il sole non faceva male alla vista. Tutto era quieto e tranquillo. Tutti tenevano gli occhi rivolti verso il cielo, quando ad un certo punto il sole si fermò e poi cominciò a danzare e a saltare: si fermò un’altra volta e un’altra volta cominciò a danzare, fino al punto che sembrò staccarsi dal cielo e venire sopra di noi. Fu un momento terribile!… ».

Maria da Capelinha ha dichiarato: « Il sole assumeva diversi colori: giallo, azzurro, bianco; e tremava, tremava tanto che pareva una ruota di fuoco che venisse a cadere sul popolo! Tutti gridavano: “Ahi, Gesù, qui moriamo tutti! Gesù, qui moriamo tutti!”.
Altri urlavano: “O Madonna, aiuto!” e recitavano l’atto di contrizione. Ci fu persino una signora che fece la confessione generale, e ad alta voce diceva: “Io ho fatto questo e quest’altro peccato…”.
Infine, il sole si fermò e tutti diedero un gran sospiro di sollievo. Erano ancora vivi ed era quello il miracolo che i tre fanciulli avevano annunziato: sessantamila persone là radunate, credenti e non credenti, testimoniavano il fatto singolare 
».

L’incredulo che se la rideva

Interessantissima è pure la descrizione rilasciata da P. Ignazio Lourenco: « Avevo allora appena nove anni e frequentavo la Scuola elementare del mio paese, che dista da Fatima 18 o 19 kilometri. Si era verso mezzogiorno, quando fummo sorpresi dalle grida ed esclamazioni di uomini e donne che passavano per la strada, davanti alla Scuola. La maestra fu la prima a correre sulla strada, senza poter impedire che noi ragazzi le corressimo dietro. Nella strada il popolo piangeva e gridava, indicando il sole: era il miracolo, il grande miracolo che si vedeva distintamente dall’alto del monte, ove è posto il mio paese. Mi sento incapace di descriverlo come anch’io lo vidi e sentii allora […]. 

Le settantamila persone che assistettero al miracolo
Le settantamila persone che assistettero al miracolo

Vicino a me stava un incredulo che aveva passato la mattinata a ridersi dei creduloni che facevano tutto quel viaggio a Fatima “per vedere una ragazza”. Lo guardai: era come paralizzato, assorto, spaventato, con gli occhi fissi al sole. Poi lo vidi tremare da capo a piedi e, levando le mani al cielo, cadere in ginocchio nel fango, gridando: “Nostra Signora! Nostra Signora!” […].

Passati dieci minuti di fenomeni straordinari e terribili, il sole tornò al suo posto, nello stesso modo con cui era disceso, pallido e quasi senza splendore… Quando la gente si persuase che il pericolo era scampato, fu un’esplosione di gioia. Tutti proruppero in un coro di ringraziamento: “Miracolo, miracolo! Sia benedetta la Madonna!” ».

Terminato il fenomeno solare, avvenne un fatto naturalmente inspiegabile: tutta quella gente, inzuppata d’acqua com’era, si ritrovò completamente asciutta.
La Vergine Santa aveva moltiplicato i suoi prodigi per confermare la verità delle affermazioni dei piccoli veggenti e, in definitiva, la verità del Vangelo di Gesù. Perché la preoccupazione di Maria è una sola: farci capire che quel che ha detto Gesù è tutto vero, anzi: è la Verità!



Le settantamila persone che assistettero al miracolo

La testimonianza di un testimone oculare non credente

A Fatima il 13 ottobre del 1917 si verificò uno dei miracoli più clamorosi, di fronte a migliaia di persone, tra cui molte non credenti. Tra di esse il dott. José Maria de Almeida Garrett, professore alla Facoltà di Scienze di Coimbra, che scrisse il seguente resoconto:

Saranno state circa le tredici e trenta pomeridiane quando, nel punto esatto dove si trovavano i fanciulli si alzò una colonna di fumo, sottile, bella e azzurrina, che si estendeva per almeno due metri sopra le loro teste, e a quella altezza evaporava. Questo fenomeno, perfettamente visibile a occhio nudo, durò pochi secondi. Non avendo preso nota della sua durata, non so dire se era più o meno di un minuto. Il fumo si dissolse improvvisamente, e dopo un po’ si riformò una seconda volta, e poi una terza.
Il cielo, che era stato nuvoloso tutto il giorno, improvvisamente si schiarì: la pioggia cessò e sembrò che il sole stesse per riempire di luce la campagna circostante, che in quella mattinata invernale appariva così malinconica. Io stavo guardando il luogo delle apparizioni in una serena, anche se fredda, aspettativa di qualcosa che doveva accadere, e la mia curiosità diminuiva per il lungo tempo che era passato senza che nulla attirasse la mia attenzione. Il sole, pochi istanti prima, si era fatto largo tra la spessa coltre di nuvole che lo nascondevano e ora risplendeva chiaro e intenso.

Improvvisamente udii il clamore di centinaia di voci e vidi che la folla si sparpagliava ai miei piedi … voltava la schiena al luogo dove, fino a quel momento, si era concentrata la sua attesa e guardava verso il sole dall’altro lato. Anche io mi sono rivoltato verso il punto che richiamava lo sguardo di tutti e potei vedere il sole apparire come un disco chiarissimo, con i contorni nitidi, che splendeva senza offendere la vista. Non poteva essere confuso con il sole visto attraverso una nebbia (che non c’era in quel momento) perché non era né velato né attenuato. A Fatima esso manteneva la sua luce e il suo calore e si stagliava nel cielo con i suoi nitidi contorni, come un largo tavolo da gioco. La cosa più stupefacente era il poter contemplare il disco solare, per lungo tempo, brillante di luce e calore, senza ferirsi gli occhi o danneggiare la retina. [Durante questo tempo] il disco del sole non rimase immobile: aveva un movimento vertiginoso [ma] non come lo scintillìo di una stella in tutto il suo splendore perché esso girava su se stesso in folli giravolte.
Durante il fenomeno solare che ho appena descritto, avvenne anche un cambiamento di colore nell’atmosfera. Guardando verso il sole, ho notato che tutto stava diventando più scuro. Ho guardato prima gli oggetti più vicini e poi ho esteso il mio sguardo ai campi fino all’orizzonte. Vidi ogni cosa assumere il colore dell’ametista. Gli oggetti intorno a me, il cielo e l’atmosfera, erano dello stesso colore. Ogni cosa, sia vicina che lontana era cambiata, assumendo il colore di un vecchio damasco giallo. Sembrava che la gente soffrisse di itterizia e io ricordo di aver provato un senso di divertimento vedendo le persone sembrare così brutte e sgradevoli. La mia stessa mano era di tale colore.
Poi, improvvisamente, si udì un clamore, un grido di angoscia prorompere da tutti. Il sole, roteando selvaggiamente, sembrò staccarsi all’improvviso dal firmamento e, rosso come sangue, avanzare minacciosamente verso la terra come per schiacciarci con il suo peso immenso e ardente. Durante quei momenti provai una sensazione veramente terribile.
Tutti i fenomeni che ho descritto furono da me osservati in uno stato d’animo calmo e sereno, senza alcun disturbo emotivo. Interpretarli e spiegarli è compito di altri. Debbo dichiarare infine che mai, prima o dopo il 13 ottobre [1917] ho assistito a simili fenomeni atmosferici o solari
“.


Pio XII e Fatima «Ho rivisto il miracolo»

tratto da Il Giornale.it articolo di Andrea Tornielli

«Ho visto» il miracolo del sole, «questa è la pura verità». Nel 1950, poco prima di proclamare il dogma dell’Assunta, Pio XII mentre passeggiava nei giardini vaticani assistette più volte allo stesso fenomeno verificatosi nel 1917 al termine delle apparizioni di Fatima e lo considerò una conferma celeste di quanto stava per compiere. Una circostanza fino ad oggi nota solo grazie alla testimonianza indiretta del cardinale Federico Tedeschini che ne parlò durante un’omelia.

Ora dall’Archivio privato Pacelli, conservato dalla famiglia del Pontefice, riemerge un documento eccezionale e inedito su quella visione: un appunto manoscritto dello stesso Pio XII, vergato a matita sul retro di un foglio nell’ultimo periodo della sua vita, nel quale in prima persona il Papa racconta ciò che gli è accaduto. L’appunto sarà esposto il prossimo novembre nella mostra vaticana dedicata a Papa Pacelli nel cinquantesimo della morte. Il resoconto è asciutto, quasi notarile, senza alcun cedimento al sensazionalismo.

«Era il 30 ottobre 1950», antivigilia del giorno della solenne definizione dell’assunzione, spiega Pio XII. Il Papa stava dunque per proclamare dogma di fede l’assunzione corporea in cielo della Madonna al momento della morte, e lo faceva dopo aver consultato l’episcopato mondiale, unanimemente concorde: soltanto sei risposte su 1.181 manifestavano qualche riserva. Verso le quattro di quel pomeriggio faceva «la consueta passeggiata nei giardini vaticani, leggendo e studiando». Pacelli ricorda che, mentre saliva dal piazzale della Madonna di Lourdes «verso la sommità della collina, nel viale di destra che costeggia il muraglione di cinta», sollevò gli occhi dai fogli. «Fui colpito da un fenomeno, mai fino allora da me veduto. Il sole, che era ancora abbastanza alto, appariva come un globo opaco giallognolo, circondato tutto intorno da un cerchio luminoso», che però non impediva in alcun modo di fissare lo sguardo «senza riceverne la minima molestia. Una leggerissima nuvoletta trovavasi davanti». «Il globo opaco – continua Pio XII nell’appunto inedito – si muoveva all’esterno leggermente, sia girando, sia spostandosi da sinistra a destra e viceversa. Ma nell’interno del globo si vedevano con tutta chiarezza e senza interruzione fortissimi movimenti». Il Papa attesta di aver assistito allo stesso fenomeno il giorno seguente, 31 ottobre, e il 1° novembre, giorno della definizione del dogma dell’Assunta, quindi di nuovo l’8 novembre. Poi non più». Ricorda pure di aver cercato «varie volte» negli altri giorni, alla stessa ora e in condizioni atmosferiche simili, «di guardare il sole per vedere se appariva il medesimo fenomeno, ma invano; non potei fissare nemmeno per un istante, rimaneva subito la vista abbagliata».

Nei giorni seguenti Pio XII riferisce il fatto «a pochi intimi e a un piccolo gruppo di Cardinali (forse quattro o cinque), fra i quali era il Cardinal Tedeschini». Quest’ultimo, nell’ottobre dell’anno seguente, 1951, si deve recare a Fatima per chiudere le celebrazioni dell’Anno Santo. Prima di partire viene ricevuto in udienza e chiede al Papa di poter citare la visione nell’omelia. «Gli risposi: “Lascia stare, non è il caso”. Ma egli insistette – continua Pio XII nel manoscritto – sostenendo l’opportunità di tale annuncio, ed io allora gli spiegai alcuni particolari dell’avvenimento». «Questa è, in brevi e semplici termini – conclude Papa Pacelli – la pura verità». «Pio XII era persuasissimo della realtà del fenomeno straordinario, cui aveva assistito ben quattro volte», ha dichiarato suor Pascalina Lehnert, la religiosa governante dell’appartamento papale.
Il cosiddetto «miracolo del sole» si era già verificato il 13 ottobre 1917 a Fatima, al termine delle apparizioni ai tre pastorelli. Così lo raccontò nella sua cronaca M. Avelino di Almeida, giornalista laico e non credente, inviato del quotidiano O Seculo e testimone oculare: «E si assiste allora ad uno spettacolo unico ed incredibile allo stesso tempo per chi non ne è stato testimone… Si vede l’immensa folla voltarsi verso il sole sgombro di nuvole, in pieno giorno. Il sole ricorda un disco d’argento sbiadito ed è possibile guardarlo in faccia senza subire il minimo disagio. Non scotta, non acceca. Si direbbe un’eclisse».

Pio XII era molto legato a Fatima: la prima apparizione ai tre pastorelli era infatti avvenuta il 13 maggio 1917, lo stesso giorno in cui Pacelli veniva consacrato arcivescovo nella cappella Sistina. È attestato che Pio XII e l’unica sopravvissuta dei tre veggenti, suor Lucia Dos Santos, rimarranno sempre in contatto, e il Pontefice, nell’ultimo anno della sua vita, conserverà il testo del Terzo segreto di Fatima nel suo appartamento. «Varie volte – ha dichiarato la marchesa Olga Nicolis di Robilant Alves Pereira de Melo testimoniando al processo di beatificazione di Pacelli, «trasmisi messaggi del Santo Padre per Suor Lucia e di questa per lui, ma siccome promisi di mai rivelare nulla a chicchessia, non mi sento autorizzata a farlo adesso».

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RITORNO AL 1960 : EFFETTI DEL DILEGGIO CATTOLICO VERSO IL TEMPO DELLA PROFEZIA DI FATIMA

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profezia-1L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Nell’ora presente nessun cattolico può negare il fatto che dal 1958 la situazione della Chiesa è cambiata radicalmente con l’elezione di Giovanni 23. Se molti gradirono il cambio, altri son rimasti perplessi con le strane novità divenute «più chiare» nel 1960 profetizzato dalla Madonna di Fatima. Come ignorarlo se da allora cresce nella Chiesa e nel mondo, a pari di progressi materiali, un universale degrado spirituale che, nell’attuale clima di menzogne e di delitti, evoca una disgrazia per un’intera generazione. Sarà stata questa innescata da quel tempo a causa del velato disprezzo umano per l’aiuto divino?

Retour à 1960 : effets du mépris catholique face au temps de la Prophétie de Fatima.

Lorsque Notre-Dame a révélé sur la montagne de la Salette « Rome perdra la foi et deviendra le siège de l’Antichrist», si elle avait donné une date, les catholiques auraient évidemment consacré à cette date la plus grande attention. Pourtant, dans le message prophétique de Fatima, une telle date a été donnée pour la période de 1960, parce qu’alors la 3ème partie du Secret, la grande punition prévue, serait plus claire. Cela signifie : quand Rome perd la foi et devient le siège des antichrists, le monde est plongé dans le plus funeste châtiment. C’est là un mal pire que les grandes guerres et les révolutions ensemble, parce que cette catastrophe inouïe se produit dans le silence sépulcral des tromperies par le fait des faux pasteurs qui ont usurpé les fonctions ecclésiastiques. 

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