VANNO AVANTI COME SONNAMBULI. E VOI? COME ZOMBI

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di Maurizio Blondet

Bastano dei titoli:

“Il Regno Unito invia  carri armati, droni e 800 uomini al confine della  Russia.”.

La NATO spinge per il più grosso concentramento militare ai confini della Russia dai tempi  della guerra fredda.

“Gli Usa contano di impegnare l’Europa a riempire quattro gruppo di battaglia di 4 mila uomini, come parte della risposta NATO all’annesione della Crimea e il  timore che possa fare lo stesso con gli stati ex-sovietici d’Europa.  Francia, Danimarca, Italia ed altri alleati sono tra le nazioni che ci si aspetta si uniscano ai quattro gruppi di battaglia guidati da Usa, Germania, Gran Bretagna e Canada per andare in Polonia, Lituania, Estonia e Lettonia con forze che vanno dalla fanteria ai droni. Jens Stoltenberg: “Mandiamo un chiaro messaggio alla Russia,  una chiara prova del nostro legame transatlantico.” Seocndo i diplomatici, è un chiaro messaggio mandato anche a Donald Trump,che  s’è lamentato che gli europei non pagano la loro parte nell’alleanza.

15 nazioni che non confinano con   la Russia  concentrano truppe al   confine della Russia”:

In Polonia, Estonia, Lituania...
In Polonia, Estonia, Lituania…

Rabbia perché la Spagna si prepara a rifornire di carburante  le navi da guerra russe che tornano per bombardare Aleppo” (Guardian: la sinistra intelligente  è la più rabbiosamente guerrafondaia) .  “La NATO preme sulla Spagna perché non rifornisca”. “La Russia cancella la sua sosta di rifornimento in Spagna  mentre si avvia a bombardare Aleppo”.  “Oltre 80  ONG  vogliono l’espulsione della Russia dal  Consiglio dei diritti Umani dell’Onu per la sua campagna militare in Siria”. (ovviamente non chiedono  l’espulsione dell’Arabia Saudita, che in Yemen  stermina deliberatamente i civili ai funerali).  Di queste 87  organizzazioni che hanno firmato la richiesta di espulsione di Mosca,   49 sono di fatto una sola: si situano sotto  il nome-ombrello di Syria Relief Network, organizzazioni ad hoc nate per propagandare la crisi umanitari che le bombe russe  creerebbero ad  Aleppo, e a  favore dei  jihadisti. Che vogliono far vincere.  Fra i firmatari ci sono  gli Elmetti Bianchi, già comprovati come organizzazione ausiliaria dei terroristi islamici, e promotrice di false foto e notizie  sulle “vittime civili”.

Le esportazioni di munizioni tedesche di colpo decuplicate nella prima metà del 2016”. “La  vendita autorizzata [dal governo] di munizioni è passata da 27 milioni di euro a 283,8 milioni.  La coalizione è alle porte d i Mossul e consuma un mucchio di munizioni, e la Germania sostiene la coalizione, in specie i curdi”.   Secondo il corrispondente  tedesco di Jane’s Defense Weekly, Berlino invia sicuramente vagonate di proiettili alla Turchia, “come sapete è pesantemente coinvolta”  in Siria”.

Per l’industria tedesca dell’armamento, la Turchia è diventata  uno dei maggiori clienti: è salita dal 25 mo all’ottavo posto.   L’Arabia Saudita è al terzo posto come grande cliente, e ha accresciuto le proprie compere da 179 milioni di euro nella prima metà del 2015  ai 484 milioni: deve rifornire  tutti i ribelli e jihadisti che ha  pagato e mobilitato contro Assad.  Anche gli Emirati hanno raddoppiato i loro acquisti di munizionamento dalla Germania: da 46  a 85 milioni di euro. Continua a leggere

Grandi opere, 31 arresti per Tav e Salerno-Reggio

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Corruzione e grandi opere, indagati il figlio di Lunardi e quello di Monorchio Corruzione e associazione a delinquere negli appalti di A3, Terzo valico e il Mover di Pisa. In manette Monorchio jr, indagato il figlio di Lunardi

La vecchia tangente questa volta non c’è: nell’inchiesta romana che ha portato a 21 arresti la corruzione si alimentava con le assegnazioni dei lavori.

continua su: http://www.ilfattoquotidiano.it/premium/articoli/grandi-opere-31-arresti-per-tav-e-salerno-reggio/?utm_source=facebook&utm_medium=social&utm_content=page-travaglio&utm_campaign=premium2016

Sono ventuno gli arresti nell’inchiesta della procura di Roma sugli appalti dell’alta velocità. Quattordici, invece, quelli richiesti dai pm di Genova. Due inchieste collegate. E tra le persone coinvolte spuntano il figlio dell’ex ministro dei trasporti e quello dell’ex ragioniere generale dello Stato (di Monorchio, illustre membro della C3 International, parlò il nostro Matteo Castagna su www.vvox.it del 2/8/2016)

Ci sono anche due figli illustri nell’inchiesta della procura di Roma per gli appalti sulle grandi opere. Tra gli indagati per corruzione compaiono infatti Giuseppe Lunardi, figlio dell’ex ministro e attuale responsabile di Rocksoil, l’azienda di progettazione di cui è proprietaria la famiglia Lunardi, e Gian Domenico Monorchio, figlio dell’ex Ragionere generale dello stato, accusato di corruzione ma non del reato associativo.
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I sionisti amano l’ISIS (e non lo nascondono)

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isis-mossadSegnalazione di Federico Prati

di Ben Norton*

Secondo un think tank che lavora per la NATO e il governo israeliano, l’Occidente non dovrebbe distruggere ISIS/IS (Daesh), il gruppo islamista estremista salafita che sta commettendo un genocidio e una pulizia etnica delle minoranze in Siria e Iraq
Perché? Il sedicente Stato Islamico «può essere uno strumento utile per indebolire» Iran, Hezbollah, Siria e Russia, dice il direttore, Efraim Inbar. Preservare l’esistenza di ISIS è funzionale ad un obiettivo strategico», scrive in “The Destruction of Islamic State Is a Strategic Mistake” («La distruzione di IS è un errore strategico»), un articolo pubblicato il 2 agosto.

Collaborando con la Russia nella guerra contro il gruppo estremista genocida, gli Stati Uniti stanno commettendo una «follia strategica» che «rafforzerà la potenza dell’asse Mosca-Teheran-Damasco, argomenta Inba, lasciando intendere che la Russia, l’Iran e la Siria formano una alleanza strategica per dominare il Medio Oriente. «L’Occidente dovrebbe mirare all’indebolimento dello Stato Islamico, ma non alla sua distruzione. Un ISIS più debole è paradossalmente preferibile alla sua sparizione».

Efraim Inbar, influente professore israeliano, è il direttore del Centro Begin-Sadat di Studi strategici, un think tank che si propone di fare avanzare «un programma realista, conservatore e sionista, per la sicurezza e la pace di Israele». Continua a leggere

Libertà di stampa? Non per le agenzie russe…

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Segnalazione di Federico Prati

Il Regno Unito, senza preavviso e con provvedimento unilaterale, ha bloccato i conti bancari delle agenzie russe in Gran Bretagna : R.T. (Russia Today) e Sputnik news.

Il pretesto potrebbe essere quello delle sanzioni alla Russia ma in realta’ si sapeva che queste due agenzie trasmettevano informazioni difformi rispetto alle notizie ed alla propaganda massiccia trasmessa dai grandi  media dell’apparato atlantista  come la BBC, Sky News, CNN, Reuters, Associated Press, NBC, ecc.. tutti uniformi nel diffondere le tesi  di Washington e di Londra sulle questioni internazionali . In poche parole RT e Sputnik, che si erano conquistate una larga fetta di pubblico anche nel Regno Unito, “disturbavano” con la loro informazione non codificata e non conforme alla propaganda atlantista.

Il redattore capo dell’emittente, Margarita Simonjan, aveva comunicato poco prima:  “Le autorità britanniche ci hanno chiuso i conti nel Regno Unito. Tutti i conti. La decisione non è soggetta a revisione”, ha scritto Simonyan. La  Simonjan, responsabile  dell’emittente, intervistata dall’agenzia “Rbk”, si è detta sorpresa e non ha saputo individuare quali siano le cause delle misure restrittive. “Non abbiamo idea di quale sia la ragione, perché né ieri né l’altro ieri o settimane fa ci è stata riferita alcuna novità. E non ci sono state fatte minacce. Forse, ma questa è solo una nostra ipotesi, a causa del fatto che siamo in attesa dell’annuncio di nuove sanzioni britanniche e statunitensi contro la Russia.

Margarita Simonyan, editor in chief of the Russia Today TV
Margarita Simonyan, editor in chief of the Russia Today TV

Attualmente i legali  dell’emittente sono impegnati su questo caso”, ha detto il capo redattore di “Rt”. “Viva la libertà di parola”!, ha aggiunto.

In precedenza si era saputo che l’authority britannica per le comunicazioni, Ofcom, ha avanzato accuse contro “Rt”, aveva parlato genericamente di “violazioni in materia di informazione” sulla crisi ucraina e su altre vicende.

Come ha informato l’emittente russa, è stata la banca NatWest ad annunciare in una lettera che Rt Uk non sarebbe più stata un cliente dell’istituto senza però fornire alcuna spiegazione. Nel documento si specificava anche che nessuna banca del gruppo Rbs, di cui NatWest fa parte, avrebbe più fornito servizi all’emittente russa.

 

Censura su notizie scomode per l'Impero
Censura su notizie scomode per l’Impero

La responsabile dell’emittente russa ha interessato anche  l’OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico)  e questo organismo, che dovrebbe assicurare che sia garantita la libertà di stampa nei paesi aderenti, ha immediatamente aperto una inchiesta.

Ne vedremo presto gli sviluppi se l’Impero permetterà ancora delle voci dissidenti rispetto al “Pensiero Unico” atlantista.

L.Lago

http://www.controinformazione.info/la-liberta-di-stampa-in-occidente-bloccati-i-conti-bancari-delle-agenzie-di-informazione-russe/#

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Antichrist Continues To Have His Way With Believing Catholics, part two | Christ or Chaos

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Risultati immagini per Cristo o il caosCi viene segnalato da una cara amica e collaboratrice spagnola questo sito molto interessante, in inglese: http://www.christorchaos.com/ di cui avremo presto il piacere di conoscere l’ideatore, un sedevacantista americano, molto conosciuto per lo zelo militante.

Most people alive today live in various worlds of fantasy and escape.

We are governed by lawless men and women, most of whom ignore the binding precepts of the Divine Positive Law and the Natural Law, to say nothing of scoffing at silly little things such as constitutions and civil statutes that they do not believe are impediments to the pursuit of their ideological agendas.

Yet it is that most citizens do not care about this lawlessness. As has been noted in so many articles on this site in the past, including Do Not Expect Justice From Those Who Are Unjust, part one and Do Not Expect Injustice From Those Who Are Unjust, part two, no believing Catholic should be in the least bit surprised by this fact as most people alive today are completely indifferent to the daily slaughter of the innocent preborn. Even those who say that they are concerned about it go about their daily lives by immersing themselves in the bread and circuses of the day, including the agitation caused by competitive sports and partisan politics, without seeing a “disconnect” between their inordinate interest in diversions and amusements that have become so engrossing in recent decades as to take away one’s focus from First and Last Things. Continua a leggere

Atto vandalico alla basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor

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tabor1-2Segnalazione del Centro Studi Federici
Il 24/10/2016 dei vandali hanno colpito la basilica della Trasfigurazione sul Monte Tabor. Non vi è stata nessuna rivendicazione, la Custodia di Terra Santa e il Patriarcato Latino di Gerusalemme parlano di delinquenza comune, anche se l’atto è avvenuto al termine dei festeggiamenti per il Sukkot.
 
Sui ripetuti atti contro chiese ed edifici cattolici in Terra Santa da parte di gruppi ebraici avvenuti negli ultimi anni:
 

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Silvia Valerio intervista Vittorio Sgarbi contro la “dittatura dell’orrore”

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Risultati immagini per orroreNon siamo d’accordo su alcune cose, come è ovvio, perché siamo Cattolici. Ma, sia Silvia che Vittorio forniscono interessanti spunti di riflessione e delle analisi che non hanno nulla di banale. Come accade di consueto.

Segnalazione Edizioni di Ar

Sgarbi: “Contro la dittatura dell’orrore, solo la bellezza salverà il mondo”

di Silvia Valerio

Ha iniziato la sua domenica di scorribande parlando delle quartine del poeta persiano Omar Khayyam, così simili per vertigine al Pascoli cosmico, e poi delle migliaia di libri che tiene in una biblioteca immensa e rivaleggiano in numero con le sue conquiste femminili, delle letture adolescenziali proibite, nel collegio di Este, quando si beccò una sospensione per aver infilato di straforo capitoli fascicolati di “Senilità” di Italo Svevo tra le pagine della Sintassi Latina. Vittorio Sgarbi ha firmato la direzione artistica della prima edizione del festival “Babele a Nord Est”, che ha portato a Padova, dal 18 al 23 ottobre, un certo scompiglio culturale e parecchie centinaia di visitatori nelle splendide sale affrescate della zona centrale. Ha proposto un calendario ricco e fuori dall’ordinario, in cui si è dibattuto di arte, libri, Islam, libertà femminile, dei nuovi terrorismi come l’antirazzismo, in cui si sono ritrovati e ricordati grandi scrittori veneti come Meneghello, Berto, Comisso, Cibotto, Vighy, con ospiti, teatro, musica e letture che si intersecavano in maniera insolita e vitale.

Continua a leggere l’intervista di Silvia Valerio a Vittorio Sgarbi su Barbadillo.it  Continua a leggere

“RESTANO DIECI PAESI DA DESTABILIZZARE”, PAROLA DI NEOCON

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di Maurizio Blondet

“Dieci paesi la cui stabilità non può essere date per garantita ( Ten countries whose stability can’t be taken for granted ), è il titolo dello studio, che il famoso think tank dedica al prossimo presidente degli Stati Uniti, segnalandoli alla sua attenzione, perché saranno questi, nei prossimi quattro anni “una sfida per la Casa Bianca”.

A far correre un brivido lungo la schiena è il nome del  famoso think tank: American Enterprise Institute, AEI. Il vostro vecchio cronista si ricorda benissimo come, dall’11 Settembre 2001, da questa “fondazione culturale” uscissero tutte le politiche di aggressione che adottò il presidente W. Bush, il junior. Essi avevano decretato che a fare gli attentati era stata sì Al Qaeda, ma che bisognava attaccare l’Irak e rovesciare Saddam, perché  aveva armi di distruzione di massa. Saddam soprattutto, che preoccupava Israele per la sua forza militare.

Da lì veniva una buona metà del personale dell’amministrazione Bush jr.  E’ ancora dell’AEI, vedo, l’allora vicepresidente Dick Cheney,  presidente del Think Tank. Di lì veniva Paul Wolfowitz, il primo dei tre ebrei viceministri  della Difesa, allievo di Leo Strauss, che poi Bush mise a  capo della Banca Mondiale. Di ,lì John Bolton, ex ambasciatore all’Onu. Di lì veniva Jeane Kirpatrick, ministra degli esteri.  Membro influente dell’American Enterprise era  Richard Perle, che in quei giorni  aveva allestito un ufficio  al Pentagono dove, da privato, senza alcuna carica  ufficiale, stava preparando la guerra all’Irak, dando ordini ai  militari al posto del ministro, Rumsfeld. Erano giorni  di euforia, per costoro: mi ricordo Michael Ledeen che mi rilasciò interviste, mi ricordo di Irving Kristol, di Kagan,  stelle dei neocon, mebri della fondazione; di Joshua Muravchik, di James Woolsey, di  Michael Novak, cattolico, del tutto guadagnato alla impresa.  Mi ricordo che era ricevuto lì spesso e volentieri un giovane politico polacco di Donald Tusk.

american-enterprise

Di ciascuno di questi  nomi ci sarebbe da scrivere un libro. Basti dire che  quasi tutti   sono ebrei, e la loro American Enterprise mi è fitta nella memoria come la centrale  intellettuale del vero e proprio  colpo di Stato che fu l’11 Settembre.  Quello è il gruppo che prese il potere, o i suoi apparati di forza e di strategia,   e  diresse  la enorme potenza americana alle guerre per devastare i paesi musulmani,  chiamandola “lunga guerra al terrorismo globale”.

Vedo che   non ha placato la loro sete la devastazione dell’Irak, o dell’Afghanistan, che non gli  è bastata la Libia, la Somalia, la Siria che stanno  distruggendo da cinque anni. Adesso costoro additano al presidente Usa “dieci paesi la cui stabilità non può essere data per certa”,  in cui “prevedono” malcontento e  la nascita di “terrorismo islamico”.

Vediamo dunque il documento dell’American Enterprise. Metto i paesi secondo l’ordine di importanza e grandezza. Continua a leggere

“Christus Rex”: blasfema adunata sincretista in Val d’Ossola, preghiamo in riparazione!

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cgvqy9fueaaa3bldi Matteo Castagna

A Villa Il 6 novembre si terrà una funzione organizzata dalla Comunità Musulmana del Vco, dalla Chiesa Evangelica Metodista di Verbania e Omegna e dalla parrocchia dei vicariati dei Laghi e dell’Ossola per ricordare gli immigrati, morti nel Mediterraneo. Ricordare i propri morti è doveroso, così come pregare in loro suffragio. La Dottrina cattolica insegna che tale pratica aiuta le anime del Purgatorio ad andare in Paradiso ed attira Grazie da parte loro nei confronti di chi utilizza questa santa pratica di autentica misericordia spirituale. La manifestazione congiunta tra la parrocchia, gli eretici e scismatici evangelici e gli eretici islamici si concluderà scandalosamente con un invocazione musulmana e una preghiera cristiana. Questa adunata sincretista, condannata assieme ad ogni “preghiera comune” alle false religioni ed ai falsi credi nell’ Enciclica “Mortalium Animos” di S.S. Pio XI (1928) è una scandalosa pagliacciata in salsa conciliare che non può piacere all’unico Dio, che è Cattolico, quindi Uno e Trino e che accetta SOLO le preghiere ed invocazioni a Lui rivolte, in quanto unica Via di salvezza. Al contrario, il relativismo religioso attira castighi dal Cielo perché bestemmia l’unico Vero Dio. Il Circolo Cattolico Christus Rex, fedele al Magistero Perenne di Santa Madre Chiesa, reciterà le preghiere di Requiem per i defunti ed un Santo Rosario di riparazione all’offesa che chi dovrebbe essere ministro Cattolico recherà a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo, come se fosse assimilabile ad Allah o i Suoi insegnamenti fossero accomunabili a quelli erronei degli eretici protestanti.

Vedi l’articolo segnalato da Andrea Amico di Domodossola: http://www.ossola24.it/index.php/6891-villa-mussulmani-e-cristiani-il-novembre-ricorderanno-i-morti-nel-mediterraneo  Continua a leggere

La più grande Task Force Navale Russa

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map-syria-sea_0-500x330Segnalazione di Federico Prati

di TYLER DURDEN

Zerohedge.com

La Russia sta dispiegando la più grande Task Force Navale dalla fine della Guerra Fredda: secondo un Diplomatico NATO
Pochi istanti fa, abbiamo raccontato che dopo l’ ultima escalation che coinvolge la Siria, la portaerei russa Kuznetsov ha lasciato la Norvegia e sta navigando verso la Siria, dove si prevede che arrivi in poco meno di due settimane. Come parte della flotta navale, la Russia ha anche implementato una scorta di altre sette navi, che abbiamo definito la “più potente task force navale russa che abbia mai navigato in Nord Europa dal 2014“, secondo i rapporti quotidiani della Nezavisimaya Gazeta  russa.

Ma si scopre anche che la flotta doveva essere ancora più grande, perché secondo un diplomatico della  NATO citato dalla Reuters, la Russia “sta allertando tutta la flotta del Nord e gran parte della flotta del Baltico nel più grande dispiegamento di forze dopo la fine della guerra fredda“. Secondo le dichiarazioni di un anonimo diplomatico.

“Questa non è una veleggiata tra amici del porto. Tra un paio di settimane, vedremo un crescendo di attacchi aerei su Aleppo come parte di una strategia della Russia che vuol dichiarare vittoria”, ha detto ancora il diplomatico.

Intensificare  una campagna aerea  su Aleppo orientale, dove sono intrappolate 275 mila persone, potrebbe ulteriormente peggiorare i legami tra Mosca e l’Occidente, secondo il diplomatico che ha aggiunto che “Questo assalto, dovrebbe essere sufficiente per consentire una strategia di uscita della Russia, se Mosca dovesse ritenere che Assad è ormai abbastanza stabile per sopravvivere da solo. ” Continua a leggere

Ricostruzione, a Verona, di un seggio del plebiscito-truffa del 1866 – esito

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LEGITTIMISMO

SIMG-20161015-WA0013(1)egnalazione del Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi

di Maurizio-G. Ruggiero

La ricostruzione del seggio del plebiscito-truffa di annessione del Veneto all’Italia, a Verona, in Piazza Bra (nei giorni 15-16 ottobre 2016) e in Piazza delle Erbe (nei giorni 21-22-23 ottobre 2016) ha avuto luogo ed è stata condotta con le medesime modalità di voto del 21-22 ottobre 1866.

Vale a dire: suffragio palese; urne e registri dei votanti separati per il SÌ e per il NO; schede differenziate e di diverso colore per il SÌ e per il NO; bandiere tricolorate e scritte in favore dell’unità nazionalista sabauda; sagoma di un reale carabiniere a vigilare sulle operazioni, quale garanzia del regime liberal-massonico d’allora e in rappresentanza delle truppe piemontesi, occupanti militarmente il Veneto e Verona già diversi giorni prima che si celebrasse il referendum-truffa.

Da notare che tutti i votanti di questi giorni dovevano vincere la naturale ritrosia ad annotarsi nei registri o del SÌ o del NO col proprio nome, cognome, indirizzo e firma, dichiarandosi in forma palese per l’annessione al Regno d’Italia di Vittorio Emanuele II o contro. Mentre le persone con cui si è potuto parlare e spiegare i fatti di 150 anni fa sono state diverse migliaia. Continua a leggere

Falce, sesso libero e martello: così l’Urss distrusse la famiglia

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comunismodi Raimondo Gatto

Comuni, divorzio facile e mercificazione del corpo della donna. Così i rivoluzionari stravolsero la società russa

L’anno prossimo cadrà il centenario delle apparizioni di Fatima, nelle quali la Madonna aveva profetizzato l’avvento e le conseguenze – del comunismo in Russia (il golpe leninista avvenne di lì a poche settimane).

Per l’occasione si è svolto in settembre a Fatima un congresso mariologico internazionale in cui, tra l’altro, è stato presentato il libro Fatima misteries. Mary’s message to the modern age
(I misteri di Fatima. Il messaggio di Maria per l’epoca moderna), di due polacchi, Grzegorz Gorny e Janusz Rosikon, uscito negli Stati Uniti per Ignatius Press, la prestigiosa editrice dei gesuiti. Il primo è un produttore cinematografico e televisivo, il secondo è un famoso fotogiornalista.

Il libro è curioso perché è strutturato come una specie di anti-Decalogo, nel quale si dimostra, punto per punto, come il comunismo ha contraddetto, scientemente e in pieno, tutti i Dieci Comandamenti della religione ebraico-cristiana, costruendo una vera e propria religione atea, un dio artificiale anch’esso onnipotente e onniveggente, il cui unico attributo (volutamente) mancante è la misericordia. Continua a leggere

Il protestantesimo, oltraggio alla verità

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010-lutero1Segnalazione del Centro Studi Federici
E’ stato ristampato il volumetto “I protestanti distruttori della religione cristiana”, del padre passionista Luigi di San Carlo, edito nel 1931.
Per gentile concessione dell’editore, pubblichiamo la lettera che il card. Camillo Laurenti, Prefetto della S. Congregazione dei Riti, indirizzò all’Autore.
 
P. Luigi di S. Carlo, I protestanti distruttori della religione cristiana, Amicizia Cristiana 2016, pag. 88, euro 9,00. Ordini: edizioniamiciziacristiana@yahoo.it
 
Lettera di Sua Eminenza il Cardinale Camillo Laurenti
Prefetto della Santa Congregazione dei Riti
Roma, 14 aprile 1931
Reverendo P. L., 
Saluto con piacere il suo piccolo ma vigoroso opuscolo, che reca un notevole contributo alla difesa della nostra santa fede cattolica attualmente cosi insidiata in Italia dai Protestanti. La schiettezza della fede che l’eresia non arrivò mai a contaminare nella massa del nostro buon popolo, è, tra i molti doni che Dio ci ha fatto, il tesoro più prezioso e il vanto più glorioso di nostra gente. Collocata da Dio nel bel mezzo d’Italia, la Sede di Pietro, centro di unità nella Chiesa, qui più che altrove irradiò la luce del suo magistero e mantenne salda la fede della nazione. 

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Barricate contro l’arrivo di 20 profughi. E alla fine i migranti vengono dirottati in altre città

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Clamorosa protesta a Gorino, nel Delta del Po, con blocchi stradali e barricate improvvisate per fermare l’arrivo di 20 tra donne e bambini. 

25 ottobre 2016 Alcune decine di abitanti dei comuni di Gorino e di Goro, sul Delta del Po ferrarese, si sono ribellati, erigendo anche delle barricate, per impedire il passaggio dei pullman che avrebbero dovuto portare alcuni profughi all’Ostello di Gorino, requisito dal Prefetto di Ferrara, Michele Tortora, per affrontare l’emergenza nel piano di accoglienza nazionale. Una protesta clamorosa contro la decisione, annunciata da tempo ma notificata ieri pomeriggio pomeriggio, di ospitare gente scappata dalle guerre e dalla carestia da parte di diversi cittadini di Gorino e della vicina Goro, che hanno eretto dei blocchi stradali per bloccare il convoglio, scortato dalle forze dell’ordine.   La protesta in qualche modo ha sortito il suo effetto, dopo la mediazione raggiunta con prefettura, carabinieri e polizia, e grazie alla mediazione del sindaco di Ferrara e di altri comuni della provincia i profughi sono stati dirottati, temporaneamente, ad altre strutture della provincia ferrarese, senza soluzioni di forza, come si era ventilato in un primo tempo. Continua a leggere

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