Budapest 1956: la rivolta ungherese in nome della sovranità nazionale

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Ieri, il Circolo “Christus Rex” ha ricordato nella preghiera i caduti ungheresi (Giorgio Napolitano, all’epoca, si schierò coi sovietici!) e le vittime trucidate dai partigiani a guerra finita nella Cartiera di Mignagola (TV) ove Continuità Ideale ha ricordato gli avvenimenti con l’intervento del prof. Antonio Serena e deposto una corona al monumento.

hungary-56-budapest-demonstrationBudapest, 23 ott – Correva l’anno 1956 quando nella capitale magiara scoppiava la rivolta ungherese. A Budapest sessanta anni or sono verso le quindici del pomeriggio iniziava una grande manifestazione di protesta. All’inizio c’erano giovani universitari, intellettuali, ed ex detenuti politici. Nel giro di poche ore si unirono alla marcia numerosi cittadini. Col crescere del numero dei manifestanti cambiavano anche gli slogan. Se si era partiti in nome della difesa della libertà d’espressione e di parola. Man mano che la gente comune si univa al corteo i cori patriottici e antisovietici avevano la meglio. Le bandiere nazionali prive dello stemma comunista erano sempre più numerose. La protesta poteva concludersi come tante altre: ossia tutti a casa dopo l’ora d’aria. Le cose però non andarono cosi. La folla ormai composta da più di cinquantamila persone aveva deciso di continuare la marcia fin sotto al Parlamento. Ormai il dado era tratto. La protesta sfuggiva di mano agli stessi organizzatori. Gli appelli alla calma dei comunisti-moderati restano inascoltati. A sera, il Parlamento era sotto assedio. Duecentomila persone si scagliavano contro il comunismo e l’Unione Sovietica.

A questo punto è necessario fermarsi un attimo per ricostruire il contesto in cui si stava svolgendo la rivolta di Budapest. Il 25 febbraio 1956 ha luogo a Mosca il XX Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica. Nikita Chruščёv denuncia il “culto della personalità” di Stalin e le sue “violazioni della legalità socialista”. Inizia la destalinizzazione. Questo è almeno quello che pensano alcuni esponenti delle classi dirigenti del Blocco Sovietico. In Ungheria, in particolare, c’è una grande voglia di riformare il bolscevismo dall’interno. Ed è qui che è nato un grande equivoco: la rivolta ungherese fu il frutto delle elite comuniste che chiedevano un socialismo più democratico. I russi, dunque, non seppero comprendere la buona fede dei compagni ungheresi. E, invece, Mosca sapeva cosa voleva il popolo magiaro e per questo che ha deciso di attaccare i rivoltosi a testa bassa. La manifestazione del ventitré ottobre da questo punto di vista è emblematica. Certo, il primo nucleo dei manifestanti era costituito da universitari e intellettuali (riuniti nell’Unione degli scrittori magiari e nel Circolo Petőfi) che chiedevano libertà civili e politiche. La maggioranza del popolo magiaro, però, chiedeva ben altro. Quella manifestazione fu una miccia in un pagliaio. Anche secondo l’enciclopedia Treccani l’istanza nazionalistica e antisovietica era prevalente”. Per non parlare poi dei settori urbani e rurali legati alla Chiesa.  Il cui primate, il cardinale Mindszenty, era deciso avversario del regime. Per i progressisti di ieri e di oggi l’idea che il popolo possa scendere in piazza per difendere la propria sovranità nazionale è difficile da digerire. Ora che il contesto è più chiaro, torniamo a Budapest in quella sera del ventitré ottobre 1956. Continua a leggere

Terrorismo risorgimentale a Roma e “plebiscito-truffa” in Veneto

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img-20161022-wa0032A lato, foto del seggio, ieri a Verona in Piazza Erbe con figuranti in divisa d’epoca che sparano a salve

Al referendum sulla famosa “devolution” non si raggiunse il quorum, ma il Veneto votò a maggioranza per l’autonomia. Ieri alcuni sindaci hanno fatto mettere la bandiera a mezz’asta, alcune associazioni venetiste hanno organizzato manifestazioni contro l’annessione al Regno d’Italia del 1866 e a Verona il Comitato Veneto Indipendente ha ricostruito il seggio delle votazioni del “plebiscito-truffa”, che coi brogli, la coercizione ed il voto palese costrinse gli elettori ad un “SI'” forzato. A Venezia, un altro gruppo venetista ha eletto il 121esimo Doge a Palazzo Ducale, nella persona di Albert Gardin. “D’ora in poi, nulla sarà come prima” – hanno sostenuto i promotori. Staremo a vedere…  

Segnalazione del Centro Studi Federici

22 ottobre 1867: terrorismo risorgimentale 
 
22 ottobre 1867: il terrorismo colpisce Roma 
 
Terrorismo a Roma: l’attentato alla caserma Serristori

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LE ORIGINI DEI MALI PRESENTI SONO IN UN TEMPO E CAUSA PROSSIMI?

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miracolo_sole_fatima_sole_1L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Poiché i mali presenti hanno pregressi storici, per capire dove stiamo arrivando si deve capire il legame delle anime con la storia, dalla sua origine, a cui siamo legati fisica e spiritualmente. Torniamo un momento a queste radici della nostra vita, per approfondire il senso cristiano della storia, della politica e quindi delle crisi umane.
Tutti i popoli in tutti i tempi, come la stragrande maggioranza dei vivi, sanno che la natura in sé non basta per spiegare l’uomo, la cui esistenza è legata a un fine trascendente la vita terrena. Infatti, non vi è scienza, filosofia, storia e perciò politica, di natura soltanto terrena, laica.
La ragione può analizzare speculativamente i fenomeni relativi al corpo, ma, giustamente perché incapace di capire l’essenza dell’anima, non riesce a spiegare l’uomo nella sua integrità. Ecco il primo limite delle scienze e filosofie e della storia e perciò della politica per governare la vita dell’uomo della società. La psicologia come la sociologia sono impotenti per spiegare la ragione e il destino della vita umana, poiché non vi é in noi una sola facoltà che non sia legata a un «terminale spirituale», ma collegato a quale conoscenza? Eppure, si deve trovare un modo per realizzare l’armonia del carnale con lo spirituale affinché la creatura umana fruttifichi in questo mondo, aspirando a un buon governo, perciò la sua giusta politica.
Tale buon governo dell’uomo nella società, è quello cosciente di avere un limite e capire la precarietà di seguire barlumi di scienze naturali, ispiratrici d’ideologie politiche svianti, che negano luci soprannaturali. Queste erano necessari e sono venute con un intervento divino. Non si scappa, la storia della società umana si svolge sul palco in cui, si creda o no, è manifesto il soprannaturale, sia quando la docilità dei popoli alla Fede fa che i suoi principi prevalgano in forma di leggi sulle brame materiali, sia quando sono questi a prevalere, ignorando i principi a favore di una libertà indefinita. Ecco una causa del declino delle nazioni e del caos moderni. Continua a leggere

Riforma sanità, tutto quello che c’è da sapere

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La riforma della sanità veneta approvata in consiglio regionale del Veneto, con il passaggio delle Ullss da 21 a nove e con la nascita dell’Azienda Zero costituisce una sorta di “rivoluzione” nella gestione dei servizi amministrativi, che non tocca in alcun modo i servizi e le cure sia ospedalieri che territoriali ma, al contrario, punta a potenziarli utilizzando le risorserisparmiate in burocrazia, in sovrapposizione di uffici con gli stessi compiti, in sistemi informatici non omogenei, nella produzione delle cosiddette “carte” che non fanno altro che complicare la vita agli operatori sanitari ma, soprattutto, alla gente, sia in termini di costi che di tempo dedicato.

Le novità sono numerosissime, sia di sistema che di dettaglio. Di seguito se ne evidenziano alcune significative. Secondo il provvedimento ci sarà meno burocrazia più salute perché secondo le stime tecniche la nuova organizzazione farà risparmiare circa 90 milioni l’anno in costi amministrativi, che verranno reinvestiti in cure e tecnologie sanitarie. Per le “carte” basta un ufficio perché nell’Azienda Zero verranno concentrate importanti funzioni amministrative finora svolte da uffici diversi in ogni Ullss. Si centralizzano tutti gli acquisti, risparmiando perché si compra “all’ingrosso”; magazzino unico (oggi sono decine; una sola gestione di buste paga, personale, assicurazioni, informatica.

Poi le Ullss da 21 a 9. Questa, per la Regione, è la risposta alla richiesta della gente dirisparmiare in stipendi dirigenziali. Viene più che dimezzato il costo complessivo degli emolumenti dei DG e delle altre figure di vertice. Meno scrivanie e accentramento dei servizi amministrativi, più soldi per macchinari e diagnosi. Con il nuovo provvedimento cresce l’informatica così si risparmia perché la maggiore efficienza dei servizi tecnico-amministrativi significa una gestione quanto più possibile informatizzata. Calano i tempi di ogni pratica amministrativa, si accelerano i pagamenti dei fornitori. Meno burocrazia realizza risparmi di tempo e denaro. Continua a leggere

Una pagliacciata da abolire: ecco cosa sono oggi le Nazioni Unite

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di Fulvio Scaglione

Una pagliacciata da abolire: ecco cosa sono oggi le Nazioni Unite

Fonte: linkiesta

La sai l’ultima sull’Onu Come nell’italica saga dei carabinieri, le Nazioni Unite offrono un campionario sempre più vasto di ragioni per sghignazzare, mentre dal rango di ente inutile stanno rapidamente passando a quello di ente ridicolo. L’ultima barzelletta l’ha prodotta l’Unesco (l’agenzia dell’Onu per la cultura, la storia e la scienza), approvando una risoluzione in cui il Monte del Tempio di Gerusalemme è indicato solo con il nome arabo (Al Haram al-Sharif; in ebraico Har aBayt) e in cui si nega di fatto qualunque connessione tra gli ebrei e il Monte stesso.
È un’idiozia storica e religiosa. Il tempio di Salomone fu costruito sul Monte nel decimo secolo avanti Cristo e da allora è il punto di riferimento per gli ebrei di tutto il mondo che, dopo le distruzioni portate dai Romani, venerano l’unica vestigia rimasta della costruzione originale: il Muro Occidentale.
Che sia un luogo sacro all’Islam perché, secondo la tradizione, Maometto venne assunto in cielo proprio dalla roccia situata sul Monte e oggi contenuto nella Cupola della Roccia (appunto) e sacro ai cristiani, perché su di esso si svolsero molti capitoli della predicazione di Gesù, non cambia le cose. Anzi, per l’Unesco le peggiora: perché assegnare all’Islam un monopolio che non può esistere?

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Poker nucleare

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di Israël Shamir

Poker nucleare

Fonte: Comedonchisciotte

Se la più grande partita di poker di tutti i tempi terminerà con un grande slam nucleare, i sopravvissuti che si troveranno a esaminare le cause della terza guerra mondiale, non potranno non morire dal ridere. La terza guerra mondiale ha avuto inizio per salvare al-Qaeda. Sì! Cari amici lettori! Lo zio Sam ha invaso l’Afghanistan per punire al-Qaeda, e adesso ha cominciato la terza guerra mondiale per salvare al-Qaeda. Ecco a voi l’appassionata e ambivalente relazione di amore/odio tra il gentilman americano e la fanciulla araba, dall’undici settembre ad Aleppo.

Per i futuri storici la terza guerra mondiale è cominciata con la decisione americana di porre fine ai negoziati bilaterali con la Russia sulla Siria. «Lasciate parlare le armi», hanno detto. Ecco una rivelazione esclusiva: gli Stati Uniti hanno deciso di sospendere i negoziati dopo che la Russia ha chiesto il ritiro da Aleppo dei combattenti di Al-Qaeda, del Fronte al-Nusra, etc. Questo è il casus belli. Sono in possesso di due documenti che sono dichiarazioni di guerra: Primo documento intitolato Accordo 2 ottobre. È un progetto americano di un accordo presentato dal segretario di Stato John Kerry al ministro russo degli affari esteri Serghei Lavrov. La prima riga dichiara: «Il 3 ottobre, la Federazione russa assicurerà un arresto immediato di tutte le operazioni militari offensive, etc.». Esso ricalca un vecchio accordo di corta durata Lavrov-Kerry con un’aggiunta importante: «senza il requisito precedente del riposizionamento delle forze». Continua a leggere

Putin trasformato nel nemico pubblico numero 1 di stampo orwelliano

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di Enrica Perucchietti

Putin trasformato nel nemico pubblico numero 1 di stampo orwelliano

Fonte: intelligonews

“La Mogherini sta cercando di ricucire la frattura, anche perché la decisione di mandare le truppe nel Baltico ha creato una escalation che va ben oltre la guerra fredda”. Muove da questa “pedina” l’analisi che Enrica Perucchietti, scrittrice, calibra nell’intervista a Intelligonews delineando lo scacchiere geopolitico internazionale nella partita a scacchi tra Putin e Obama.
La Mogherini annuncia che non ci saranno sanzioni contro la Russia nell’agenda Ue, al contrario di quanto paventato nei giorni scorsi. Che mossa è da parte di Bruxelles? 
“Forse sta cercando di ricucire la frattura, soprattutto agli occhi dell’opinione pubblica, anche perché la decisione di mandare le truppe nel Baltico ha creato una escalation che va ben oltre la guerra fredda”.
Renzi oggi da Obama: qual è la vera richiesta degli Usa all’Italia in tema di politica estera?
“Secondo me Obama, ovviamente prima delle elezioni alla Casa Bianca, cercherà di mantenere l’equilibrio sempre più precario che Washington ha nella politica estera. Mi sembra che in qualche maniera, gli Stati Uniti stiano perdendo i pezzi e anche questo braccio di ferro esagerato, con toni preoccupanti sia per quanto riguarda i cyber-attacchi su cui si è espresso anche Obama; dall’altro l’intervista di Biden è davvero da brividi perchè arriva a paventare un’azione militare se la Russia continuerà a intervenire sul voto per le presidenziali e quindi a sottintendere quasi una sorta di reazione militare in caso di vittoria di Trump. E’ possibile, quindi, che Obama stia sparando le ultime cartucce e stia cercando di riportare nell’alveo statunitense gli alleati storici, soprattutto quelli che non possono fare grandi richieste, come l’Italia”. 

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Possiamo andare alla Messa “una cum” in stato di emergenza?

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10942567_868964996457683_7938641220330463831_nFonte: http://www.cattolicesimo.com/2014/12/03/possiamo-andare-alla-messa-non-una-cum-in-stato-di-emergenza/

di S.E.R. Monsignor Donald J. Sanborn

Molti cattolici sono arrivati a capire che la partecipazione attiva ad una Messa che sia una cum, cioè quella in cui il nome del “papa” modernista è citato nel canone, è un peccato.

Padre Cekada ha scritto l’articolo definitivo sul soggetto qualche anno fa, delineando tutti i punti teologici sul perché un tale atto sia contrario al Primo Comandamento.

In sostanza tutto si può riassumere nel principio dell’offrire una falsa adorazione a Dio. Affinché una Messa sia cattolica, e quindi accettabile a Dio come vera adorazione, essa deve essere offerta in persona Ecclesiae (in persona della Chiesa) dal sacerdote che la sta celebrando. Questo significa che il suo atto di offerta della Messa deve essere in unione con la Chiesa Cattolica, che è il Corpo Mistico di Cristo, del quale Cristo è il Capo.

Quindi le Messe, qualunque sia la loro validità, che sono offerte al di fuori della Chiesa, e cioè da preti che non sono in comunione con la Chiesa Cattolica Romana, costituiscono una falsa adorazione. Per questa ragione, non siamo liberi di assistere alla Messa dei greci ortodossi, non per motivi di validità, ma a causa della mancata unione con il Corpo Mistico, la Chiesa Cattolica Romana.

I sedevacantisti ritengono che i “papi” del Vaticano II non siano veri papi cattolici perché (1) intendono imporre una nuova religione alla Chiesa Cattolica Romana; (2) sono eretici pubblici. Come risultato, sono incapaci di agire in nome di Cristo, il Capo della Chiesa Cattolica, e soprattutto sono incapaci di offrire a Dio un sacrificio accettabile in nome di Cristo e come rappresentanti nel sacerdozio della Chiesa Cattolica Romana. Continua a leggere

La Ciccone propone sesso a chi vota la Clinton. Significa che i democratici sono proprio in difficoltà…

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Durante lo show di Amy Schumer al Madison Square Garden di New York – Video da YouTube

“Se votate Hillary Clinton vi farò…”: Madonna, che non finisce mai di provocare e di stupire, promette ai supporter della candidata sesso orale in cambio di voti.

CONTINUA SU http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2016/10/20/la-provocazione-hot-di-madonna-sesso-per-chi-vota-clinton_3c6d8cdd-0a2f-40fb-a34c-6f7fd4af8216.html Continua a leggere

Per una nuova aurora…

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di Mario Michele Merlino

Nelle prime pagine di Niente di nuovo sul fronte occidentale, il celebre romanzo di Erich Maria Remarque – oltre tre milioni e mezzo di copie vendute alla sua pubblicazione (1929) e un film made in USA di un regista ebreo di origine russa –, libro divenuto simbolo di ogni opposizione agli orrori della guerra, si assiste all’infiammata esortazione del professor K. ai suoi allievi di arruolarsi volontari nell’esercito del Kaiser allo scoppio della Prima Guerra mondiale. Indossare la divisa, abbandonare i banchi il calamaio l’inchiostro i libri. Il suo appello sarà accolto. La gran parte di quei suoi studenti si faranno ammazzare nelle trincee all’assalto con la baionetta maciullati dal cannone e falciati dalle mitragliatrici asfissiati dai gas venefici i corpi straziati privati della vista di braccia gambe ridotti a miseri storpi. Lo stesso protagonista verrà ucciso da un proiettile di qualche anonimo cecchino mentre tenta di prendere una farfalla che si attarda ai bordi della trincea. Un simbolo certo di libertà di variegati colori di pace contro il grigiore infame la ferocia la stupidità degli uomini contro.

Berlino, 16 ottobre 1916, dalla Dichiarazione degli insegnanti delle scuole superiori del Reich: ‘Prestare servizio nell’Esercito istruisce la nostra gioventù anche in tutte le opere di pace, e pure nella scienza. Infatti la educa a mantenere fede al proprio dovere e alla rinuncia di sé, le dona la consapevolezza e il senso dell’onore degli uomini autenticamente liberi che, con impulso spontaneo, si mettono al servizio della collettività’. (Qui emerge l’eco dei Discorsi alla Nazione tedesca del filosofo Fichte, l’eredità dei poeti Teodoro Koerner, caduto nella battaglia di Lipsia, di Max von Scheckendorf, l’autore del Canto delle Fedeltà – quest’ultimo diverrà per espressa volontà di Himmler l’inno delle SS). ‘E’ nostra convinzione che per l’intera cultura dell’Europa la salvezza dipenda dalla vittoria che il militarismo tedesco saprà conquistare, insieme con la vigorosa disciplina, la fedeltà, l’abnegazione del popolo tedesco concorde e libero’. Continua a leggere

Caso Saguto, la Finanza sequestra i beni all’ex magistrato antimafia

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Caso Saguto, la Finanza sequestra i beni all'ex magistrato antimafiaProvvedimento urgente dei pm di Caltanissetta anche per l’avvocato Cappellano Seminara e per altri cinque indagati. Il sequestro ammonta a 900 mila euro in totale

di SALVO PALAZZOLO

Per anni, ha firmato sequestri contro i boss. Adesso, un provvedimento di sequestro colpisce il suo patrimonio. Secondo la procura di Caltanissetta e il nucleo di polizia tributaria di Palermo, Silvana Saguto, l’ex presidente della sezione Misura di prevenzione del capoluogo siciliano, avrebbe gestito in maniera allegra i beni sottratti alla mafia. Con la complicità dell’avvocato Gaetano Cappellano Seminara, diventato nel giro di pochi anni il ras delle amministrazioni giudiziarie: anche per lui è scattato un sequestro di beni. Un decreto urgente è stato firnato dal sostituto procuratore di Caltanissetta Cristina Lucchini, dagli aggiunti Lia Sava e Gabriele Paci, dal procuratore capo Amedeo Bertone. Sequestro di beni anche per altri cinque amministratori giudiziari del cerchio magico della Saguto. Sono Carmelo Provenzano, Maria Ingrao, Roberto Nicola Santangelo, Walter Virga e Luca Nivarra.

CONTINUA SU  http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/10/20/news/caso_saguto_la_finanza_sequestra_i_beni_al_giudice_simbolo_dell_antimafia-150179938/ Continua a leggere

Gorla, 20 ottobre 1944: 184 bambini assassinati dagli americani

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Risultati immagini per GorlaSegnalazione del Centro Studi Federici

 
 

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Gender: questa volta queer, sempre all’università di Verona

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gender_queerSegnalazione di L.M.

Per chi ancora non lo sapesse la Q di LGBTQIA(…) sta per queer, che letteralmente vuol dire strano. Indica persone con una sessualità non ben definita, molto fluida.

La Quir (Queer Italia Network) ha promosso 5 seminari, guidati da Charlotte Ross (Università di Birmingham), da Julia Heim (CUNY) e da SA Smythe (UCSC).

Tra il 2016 e il 2018 il Queer Italian Network  «cerca di costruire una rete internazionale di studiosi, attivisti e operatori culturali, che si impegneranno in modo significativo per la sessualità, l’identità, la cultura, e la politica queer in Italia ; si concentreranno su questioni di teoria critica e pratica, con l’obiettivo di sviluppare approcci teorici innovativi per rispondere alle istanze queer, e riflettere in modo approfondito sulle questioni fondamentali del linguaggio, dell’interdisciplinarietà, della rappresentazione, delle prestazioni, della politica, dell’identità e della migrazione su varie piattaforme.

Il primo workshop si terrà presso l’Università di Verona, in collaborazione con Politesse. Sarà incentrato sulle questioni di teoria e pratica e indagherà le intersezioni e le divergenze della  riflessione critica inglese e italiana per quanto riguarda la teoria queer in Italia,  e il  pensiero italiano dissidente».

Tra le domande cui il workshop cerca di rispondere ci interessa particolarmente la n. 4: «Ci sono intersezioni tra attivismo e l’insegnamento nel contesto italiano quando si tratta di questioni di teoria queer e studi di genere e sessualità Continua a leggere

Il “renziano” Tosi di nuovo a destra? Dipende dal referendum

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tosi_con_bossi_e_berlusconidi Alessio Mannino, direttore di Vvox

Cos’è questo ritorno di amorosi sensi fra Forza Italia e il sindaco di Verona, Flavio Tosi? Il deputato Alberto Giorgetti – che era, e a quanto risulta è tuttora, il nome su cui gli azzurri puntano come candidato per le comunali 2017 – tifa apertamente per riabbracciare il reprobo ex leghista che oggi sostiene convintamente, in parlamento e nella campagna referendaria, il governo Renzi. A meno che non sia un raro caso di altruismo, spera che Tosi acconsenta ad appoggiarne la candidatura, per non rimanere stritolato fra il centrodestra trainato da una Lega che vuol vederlo politicamente morto, e un centrosinistra che, per quanto il sindaco fiancheggi il premier Pd, dovrebbe far dimenticare al proprio elettorato tutti questi anni di opposizione alla sua giunta. Ma si sa che Tosi, a meno di un terzo mandato calato dall’alto con apposita legge, punta a candidare il suo braccio destro Fabio Venturi (presidente della multiservizi Agsm).

Quel che si sa meno, nel senso che é d’incerta previsione, è di quanti voti sia effettivamente titolare l’esercito tosiano. Che si è via via assottigliato in questi mesi, data la strettoia in cui il sindaco si è ficcato da solo. Ora, a decidere con quale stato maggiore e quale generale andrà il centrodestra scaligero alle amministrative, è sempre e solo lui, Silvio Berlusconi. O meglio, lui ha l’ultima parola per quanto riguarda Forza Italia. E la sua parola farà la differenza. Perché se Berlusconi ascolterà le sirene filo-tosiane, che all’orecchio gli sussurrano che Tosi è ancora dotato di un buon seguito elettorale che potrà solo rafforzarsi in caso vincesse il Sì al referendum, allora passerà la linea Giorgetti, che bisognerà far digerire anche a Salvini e ai leghisti (cioè a tutti, tranne che all’ex forzista Sboarina con la sua civica “Battiti”: per lui, Tosi è un nemico assoluto e irreconciliabile). Se invece prevarranno gli anti-tosiani, Carroccio in testa, Tosi sarà sospinto verso il Pd.

Che non è detto se lo prenda in casa. Se vincesse il No, perché a quel punto sarebbe come dar vita all’alleanza dei perdenti. Ma anche se vincesse il Sì, il punto è che, in un’elezione locale, i cittadini pensano prima di tutto alla città e a come si hanno agito chi ha governato e chi ha fatto opposizione. Perciò l’effetto-scia della vittoria referendaria potrebbe rivelarsi non decisivo se non ininfluente, per Palazzo Barbieri. In tutti i casi, i nodi si scioglieranno dopo il 4 dicembre. Solo dopo si capirà il futuro di Flavio Tosi. Le cui sorti ormai, in tutto e per tutto, viaggiano in parallelo a quelle di Renzi. Continua a leggere

Professio Fidei Tridentina

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Segnalazione Corrispondenza Romana

professio-fidei-tridentina

Il 31 ottobre 1517 segnò l’inizio della rivoluzione protestante con l’assione
delle tesi di Martin Lutero a Wittenberg. Nel V centenario che si apre, ricordiamo
la Professione di Fede antiluterana promulgata da papa Pio IV nel 1564 a
conclusione del Concilio di Trento.

Io N.… con fede sicura credo e professo tutto e singolarmente quanto è contenuto nel simbolo di fede di cui fa uso la santa romana Chiesa, cioè:

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli: Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre; per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo, e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, mori e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivie i morti, e il suo regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti.
Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica. Professo un solo Battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen. Continua a leggere

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