E’ disponibile il numero 34 (13 novembre 2016) di Sursum Corda

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Dio sia lodato!
Sul nostro sito è disponibile il numero 34 (del 13 novembre 2016) di Sursum Corda®.

Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata agli Associati, oppure si può acquistare nel MiniShop in cartaceo o PDF. Gli articoli sono comunque leggibili gratis sul sito.

In questo numero studieremo i castighi di Dio, il Divino Magistero della Chiesa ed ancora il Limbo dei bimbi morti senza battesimo.

Ultimi articoli:

– Comunicato numero 34. Se è vero che Dio castighi con terremoti anche a causa delle “leggi” inique;

– Lamentabili Sane Exitu di san Pio X, n° V, VI, VII e VIII;

– Vita e detti dei Padri del Deserto: Padre Arsenio, parte 11;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 1;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 2;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 3;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 4;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 5;

– Il Divino Magistero della Chiesa, parte 6;

– Del gran mezzo della Preghiera, Parte II. Preliminare, parte 7;

– Chi fa professione di vita cristiana deve sottomettersi alla divina autorità;

– Teologia Politica n° 45. Governo massonico: «Pozzo d’abisso il cui fumo oscurò il sole, locuste che divorano tutta la terra»;

– Breve ricerca sui castighi per i trasgressori della legge divina.

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Burn a Candle. Honor a Saint. Send Your Intention

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Segnalazione di don Anthony Cekada

Burn a Candle. Honor a Saint. Send an Intention.

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We have 45 images or shrines to choose from.

For info, click here.

In addition to being the month of the Holy Souls, November is also the month of All Saints, and a good time to honor your favorite saints. Lighting a votive candle before a shrine or image honoring Our Lord, Our Lady or a saint is a venerable Catholic tradition symbolizing the desire to present our prayer in church day and night.

St. Gertrude the Great Church contains a vast array of beautiful shrines, statues and paintings in the altar reredos, the sanctuary, the votive altars, the side chapel and the nave.

We can burn 7-day votive candles at these shrines for your intentions. The customary offering is $7 per votive candle.

  1. Sacred Heart of Jesus
  2. Infant of Prague
  3. Holy Child, Doctor of Sick
  4. Holy Child, Sac. Heart
  5. Holy Face
  6. Mary Help of Christians*
  7. Mother of Good Counsel
  8. Mother of Perpetual Help
  9. Our Lady of Consolation
  10. Our Lady of Good Success
  11. Our Lady of Lourdes
  12. Our Lady of Mt. Carmel
  13. Our Lady of Sorrows
  14. Our Lady of the Rosary
  15. St. Joseph*
  16. The Holy Family
  17. Guardian Angel
  18. St. Michael Archangel
  19. St. Raphael Archangel
  20. St. Albert the Great
  21. St. Aloysius Gonzaga
  22. St. Anne
  23. St. Anthony of Padua*
  24. St. Bernadette
  25. St. Bernard*
  26. St. Casimir*
  27. St. Catherine of Siena
  28. St. Cunnegunda
  29. St. Francis de Sales
  30. St. Gertrude the Great*
  31. St. Hedwig*
  32. St. John the Evangelist
  33. St. John Vianney
  34. St. Leonard of Port Maurice
  35. St. Maria Goretti
  36. St. Mark, Evangelist
  37. St. Mary Magdalene*
  38. St. Patrick*
  39. St. Philomena
  40. St. Pius V
  41. St. Pius X
  42. St. Rita of Cascia*
  43. St. Stanislaus, King
  44. St. Stanislaus Kostka
  45. St. Therese of the Child Jesus*

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RICORDO DI UN EROICO TESTIMONE DI QUEST’«OCCIDENTE» SEMPRE PIÙ IN BILICO

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terremoro-in-norciaL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Questa elezione del nuovo presidente americano può bastare per testimoniare oggi uno stato d’incertezze croniche a livello mondiale, di lunga e variegata gestazione storica, da cui è nata quell’americana. Essa è legata alle rivoluzioni europee, sia protestante, sia illuminista liberale, poi americanista, nemiche della Chiesa civilizzatrice e santificatrice.
Cosa definisce quest’incertezza di fronte al degrado spirituale, ormai pluri-secolare? Secondo il Vangelo è il distacco dalla «Parola del Regno», dopo averla inteso, scambiandola con parole del mondo; quindi, distacco dei popoli cristianizzati che scelgono di lasciare i semi evangelici alle spine e tra le rocce; le perle ai porci; la luce dei misteri soprannaturali del Regno in mezzo alla zizzania ecumenista delle superstizioni di false credenze (v. Mt 13).
Essere nella Chiesa Cattolica è voler appartenere al regno dei cieli, simile a un tesoro nascosto nel campo; una perla preziosa.» Trovarli e buttarli … è scambiarla con una setta protestante o massonica, portatrici di squilibri e guerre. Ecco il degrado coinvolgente persone e popoli.
La Dottrina della Chiesa è fondata sul Pensiero del Signore e coltivata dal miglior pensiero prodotto dall’uomo; farne a meno è scegliere quanto contrasta la verità stessa che definisce l’uomo, come creato da Dio; allontanare da questi principi è seguire la via del degrado. Oggi, quali sono e che fanno i veri capi che hanno potere nel mondo? Nel piano dei fatti, non sembra che ci siano molti a governare con la propria testa: Putin, Netanyahu e Erdogan, ai quali si può aggiungere ora, se dura, Trump. Ogn’uno con un pensiero politico religioso diverso; due ancora nell’area cristiana. Intanto, non sarà facile per nessuno affrontare l’instabilità del mondo che vive su delle basi esplosive, mentre manca a Roma chi segni la rotta con principi eterni. Continua a leggere

Muore (come tutti) l’oncologo Umberto Veronesi

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Ha combattuto tutte le battaglie (aborto, eutanasia, ”matrimoni” gay, ecc.) della “rivoluzione”
di Tommaso Scandroglio

E’ morto Umberto Veronesi, all’età di 91 anni nella sua casa di Milano. E’ toccato anche a lui morire. L’affermazione è priva di accenti cinici o polemici. Infatti – ammettiamolo – nell’immaginario collettivo l’oncologo milanese non poteva morire mai. Immortale come la fiducia che infondeva in tutti noi nei progressi della scienza, quella scienza che ci avrebbe sottratto un giorno, non troppo lontano, dal raggio d’azione della Signora con la falce in mano. A breve “cureremo tutti i tumori con la diagnosi precoce” ebbe una volta a dire. La vita eterna non promessa dall’Onnipotente, ma dalla medicina.

ALFIERE DELLO SCIENTISMO
Veronesi non solo è stato un grande oncologo, nonché direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia e dell’Istituto nazionale dei tumori e Ministro della Salute sotto il governo Amato, Veronesi è stato anche l’alfiere dello scientismo, cioè di quella religione che crede con adamantina certezza che la scienza e la tecnica sono le uniche due dee a cui consacrarsi per vivere felici e che non esiste altra realtà che quella che cade sotto i nostri sensi. Nel Veronesi pensiero non c’era posto per la religione, per Dio, per la Chiesa, ma solo per l’uomo inteso unicamente come un magnifico pezzo di carne. Da qui la sue fede laicista assolutamente granitica. In una intervista una volta ammise che “da quando Dio uscì dal mio orizzonte la mia vita si è indirizzata ad obiettivi etici diversi. Io dico sempre ai miei figli: ‘Abbandoniamo la famosa triade Dio, patria e famiglia, e sostituiamola con valori etici nuovi che sono libertà, solidarietà e tolleranza’. […] Dimentichiamoci della patria, dimentichiamoci di Dio, ma pensiamo all’uomo”.
Questo umanesimo positivista è stato il motore di molte sue battaglie ideologiche a danno dei principi non negoziabili, le quali sono state ammantate di un’aura di scientificità e quindi di veridicità per il semplice motivo che furono condotte da un uomo di scienza. Ma dal punto di vista scientifico il Nostro nulla produsse ad esempio nel settore disciplinare della morale naturale e della bioetica, ambiti in cui invece Veronesi amava spendersi pubblicamente. Continua a leggere

Le prime vittorie della determinazione di “Verona ai Veronesi”

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img-20161111-wa0010di Redazione

L’impulso vivo e vitale della piazza, composta ma determinata, spinge le amministrazioni a clamorosi dietrofront sull’accoglienza dei supposti profughi.

Accade, ovviamente. in provincia di Verona, ove guidati dal movimento apartitico “Verona ai Veronesi”, migliaia di persone comuni sfilano nei paesi ove i prefetti dirottano i clandestini per dire che non li vogliono perché non c’è più posto per alcuna accoglienza. Non per razzismo ma perché NON c’è PIU’ POSTO. Non c’è più disponibilità. La gente vuole sentirsi sicura a casa propria ed avere le minime garanzie del vivere civile. Così, a Pescantina, anche grazie alla piazza, il sindaco è stato costretto al dietrofront. Ma anche Castel d’Azzano, dopo la mobilitazione popolare, non metterà più a disposizione l’Hotel Cristallo. Ieri sera è stata la volta di Pastrengo, col sindaco in testa al corteo. 300 persone hanno sfilato per le vie del paese gardesano per dire NO! all’accoglienza business di clandestini! E Martedì prossimo sarà la volta di Soave.

La determinazione, la costanza, la comunità sono davvero determinanti e ottengono risultati, insperati alla vigilia. Mentre buonisti, sinistri e affaristi schiumano di bile.  Continua a leggere

Aleppo: le menzogne dei media

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aleppo-chiesa-maronitiSegnalazione del Centro Studi Federici

I giornali sono fogli di carta imbrattati al servizio dei sepolcri imbiancati occidentali. Un esempio eclatante proviene dal modo di manipolare le notizie relative alla Siria in generale e ad Aleppo in particolare.
 
Da Aleppo Ovest (le toccanti testimonianze degli abitanti in questi giorni terribili)
 
Pierre Le Corf è un giovane volontario francese che ha scelto di trascorrere ad Aleppo alcuni mesi come testimone umanitario tra il popolo, la gente più semplice, e ne racconta l’incredibile resistenza, i drammi, gli orrori e le speranze quotidiane su una pagina facebook dal significativo titolo ‘We are superheroes’
 
3 novembre 2016. Poiché in questi giorni non c’era connessione Internet, ho scritto questo su un pezzo di carta per eliminare le emozioni: 

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IL RITRATTO DI TRUMP – CHE LA BOTTERI NON HA MAI DATO (ma cosa fa a New York?)

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Quando al Time piacevadi Maurizio Blondet

Lo ha scritto, mesi fa – dunque  in tempi non sospetti, quando ancora la vittoria di Trump sembrava incredibile – il corrispondente del Figaro per gli Usa, Laure de Mandeville.   Un pari grado della Botteri,   la corrispondente che noi contribuenti paghiamo con 200 mila euro annui, e “buca” le informazioni utili.

Attenzione,  avvertiva il francese: Trump è una caricatura, e lui stesso gioca molto bene col suo lato caricaturale:  la voglia di potere, la grossolanità, l’ego, le ossessioni, l’esibizione dei suoi  successi….. “La macchina mediatica ha bisogno di sempre nuovi scandali. E Donald, il commerciale, lo sa meglio di chiunque,  come creatore e animatore di un tele-reality show durato anni”.

“Intelligente, scaltro e accorto”

Ma “dietro l’immagine televisiva semplificatrice, si nasconde un uomo intelligente, scaltro ed accorto, che gestisce un impero miliardario dando lavoro a decine di migliaia di persone”.  Che “rifletteva a una candidatura presidenziale da vari anni, ed ha saputo  cogliere  l’aria del tempi, la collera profonda che traversa l’America, e  l’ha espressa e  cavalcata. Con i suoi istinti politici eccezionali, ha visto arrivare l’ondata gigantesca di un paese in cerca di protezione contro gli effetti devastanti della globalizzazione, dell’immigrazione di massa e del terrorismo islamico, un paese spaventato anche del proprio declino; e si è proposto al paese come lo sceriffo dalla spalle larghe che lo protegge”.

“C’è il personaggio pubblico, fiammeggiante, egoista, eccessivo, che non vuol mai ammettere le sue debolezze perché  deve “vendere la sua mercanzia” e  perpetuare il suo mito – e un personaggio privato molto più sfumato, più  moderato e pragmatico, che sa ascoltare gli altri e non sceglie sempre l’opinione più estrema”. Continua a leggere

Il Narcisismo, la Superbia e l’Invidia

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Narcisismo

di Lorenzo Parolin

Fonte: Lorenzo Parolin

Come dice il Dottore Angelico: “Il superbo è innamorato della propria eccellenza”. E anziché rendere culto a Dio, lo rende al proprio “io” potenziando se stesso e disprezzando cinicamente gli altri. (chiunque di noi si è imbattuto in persone così, sia tra i laici che tra i chierici. Grave danno fanno i primi nella società temporale, grave danno alle anime producono i secondi! N.d.R.)

Incapace di autocritica, il superbo addossa tutte le colpe agli altri, rei di non comprendere il suo talento. Egli si sente innocente e perseguitato ingiustamente. (la sindrome del complotto e la sindrome del sospetto, la sindrome dell’accerchiamento e le modalità settarie sono tipiche del Narciso, quando si sente attaccato. Non ammette le sue colpe, seppur evidenti, fa la vittima o getta le colpe su terzi, con consapevole dolo, N.d.R.)

L’amore per se stesso e la poca considerazione per gli altri lo porta ad isolarsi e a condurre una vita grama e triste. Il suo sguardo è tenebroso, il suo atteggiamento è scontroso, e cova nell’intimo rancore e frustrazione. (alle volte tali rancori e frustrazioni sono abilmente mascherati all’esterno da un atteggiamento spocchioso, superbo, altezzoso, bugiardo e doppio per ottenere i propri fini, N.d.R).

Se poi tra i soggetti che gli gravitano attorno ce n’è qualcuno con qualità che egli (il superbo) non ha, ma che desidererebbe avere, sviluppa invidia: il peccato dei peccati, il vizio responsabile delle deformità presenti nel nostro mondo. In-vidia significa guardare con occhio malevolo: non tollerare la presenza dell’altro.

L’invidioso non sopporta che il suo ideale inconfessato si incarni in un altro, anche se, nel non reggere la vista dell’invidiato, egli “… riconosce implicitamente, senza mai ammetterlo, l’eccellenza di chi invidia, e si tormenta dell’impossibilità di raggiungere lo stesso prestigio”. (Massimo Recalcati) Continua a leggere

A proposito del “castigo divino” (Provvidenza, Volontà e Destino)

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di Gianluca Marletta, già autore del bel testo “UNISEX” contro l’ideologia gender, presentato qualche mese fa, da noi, a Verona

A proposito del “castigo divino” (Provvidenza, Volontà e Destino)

Fonte: Gianluca Marletta

Ogni qual volta una catastrofe naturale colpisce la nostra terra, si ripropone a margine una sorta di teatrino pseudo-teologico e pseudo-filosofico dove orgogliosi atei prendono a scusa la tragedia per riaffermare che “Dio non esiste” e dove zelanti credenti si lanciano in altrettante quanto improvvisate “teodicee”. Di frequente, poi, alcuni credenti si propongono in ardite interpretazioni che vedono nella catastrofe di turno l’effetto (o il ”castigo” inflitto da Dio) per un determinato e specifico “peccato” compiuto dall’umanità: interpretazioni commoventi nel loro “zelo” ma spesso povere di contenuto e viziate da un antropomorfismo esagerato che appare banale e persino “urticante”.

La breve riflessione che vi proponiamo non intende, naturalmente, dissipare ogni dubbio sulla questione del “castigo divino” o sul cosiddetto problema del “male nel mondo”, ma vuole provare ad offrire una chiave di lettura più intellegibile e meno “sentimentale” rispetto a questi problemi, cosa che al giorno d’oggi sembra quasi sempre mancare.

PROVVIDENZA, VOLONTA’, DESTINO

Per prima cosa, bisogna capire che anche il senso del cosiddetto “castigo” divino va compreso alla luce dell’insegnamento metafisico per il quale tutti i fenomeni del mondo soggiacciono al potere della Triade Provvidenza/Volontà/Destino[1]. Continua a leggere

Due mondi distinti

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di Thierry Meyssan

Due mondi distinti

Fonte: Megachip

Giornale del cambiamento d’ordine mondiale 
Nel corso di un’importantissima riunione del Consiglio di Sicurezza – ignorata dalla stampa occidentale – tenutasi il 28 ottobre, gli Stati Uniti hanno rifiutato che l’ONU collabori con le organizzazioni regionali che ricomprendono la Russia, e di fatto la Cina. Rifiutando di lavorare con gli altri e, quindi, di ammettere che questi altri siano suoi pari, Washington ha preso la strada di una divisione del mondo in due sfere distinte e la fine della globalizzazione economica.
Nell’illustrazione in apertura
Gli Stati Uniti hanno rifiutato, il 28 Ottobre 2016, che le Nazioni Unite lavorino con la Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione, rappresentata dal suo Segretario Generale, il tagico Rashid Alimov, sulla base del fatto che la Russia vi ha sede. L’OCS rappresenta oltre il 40% della popolazione mondiale.
© UN Photo / Evan Schneider
DAMASCO (Siria) – Mosca ha convocato una riunione speciale del Consiglio di Sicurezza il 28 ottobre 2016, per discutere della cooperazione tra l’ONU e le organizzazioni regionali. L’ambasciatore Vladimir Churkin, che presiedeva allora il Consiglio, aveva invitato i rappresentanti della Comunità degli Stati Indipendenti (il russo Sergey Ivanov, CSI), dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (il generale russo Nikolai Bordyuzha, CSTO) e l’Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (il tagico Rashid Alimov, OCS).

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Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

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di Fabio Ferracci

Quel blasfemo di Ezra Pound (sulla fiscalità monetaria)

Fonte: Il Talebano

Per non far pagare le tasse ai cittadini basta tassare la moneta al momento stesso della sua emissione. (Ezra Pound)

Può davvero esistere un sistema di fiscalità alternativo, che non necessiti di applicare alcuna pressione fiscale a danno del cittadino? Può davvero reggere un sistema economico che non richieda IVA, IMU,TARES e gabelle varie? Il poeta, scrittore, economista e candidato al premio nobel nel 1959 – Ezra Pound – aveva già trovato negli anni quaranta una soluzione. L’idea era di tassare non i cittadini produttori, sul cui lavoro si regge la prosperità della Nazione, ma il denaro stesso, ponendo ogni mese una marca da bollo pari ad un centesimo del valore nominale delle banconote ed ottenendo così i seguenti effetti:

  • lo Stato, senza alcuna spesa di riscossione e senza alcuna possibilità di evasione fiscale, avrebbe avuto un reddito pari al 12% annuale della massa monetaria;
  • le banche sarebbero state ridotte a meri intermediari finanziari, non potendo rinchiudere il denaro nei propri forzieri, pena perdere tutti i propri averi in 100 mesi;
  • lo Stato avrebbe riacquisto sovranità monetaria, garantendo un’adeguata emissione.

Questa teoria non ebbe mai modo di realizzarsi, cadendo nell’oblìo, dimenticata da tutti ma mai smentita. Tuttavia, sulla scia di queste intuizioni, più tardi l’ AIFIMO (associazione per la fiscalità monetaria) presentò in Parlamento una proposta di legge ad iniziativa popolare, a norma dell’art. 71 della Costituzione della repubblica italiana e degli art. 7 e 48 della Legge 25 Maggio 1970 n. 352, sulla fiscalità monetaria, aggiungendo inoltre l’erogazione di un reddito di cittadinanza come elemento sistemico complementare. La proposta non fu mai presa in considerazione, neppure quando riproposta nel 2007 dall’onorevole Teodoro Bontempo. Continua a leggere

Germania: commessi in 6 mesi dai ‘profughi’ 142.500 crimini

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Segnalazione Corrispondenza Romana

germania

A dir certe cose si viene qualunquisticamente tacciati di razzismo, ma i numeri sono numeri e non si possono cambiare: i cosiddetti “profughi”, in Germania, nei primi sei mesi del 2016 hanno commesso ben 142.500 crimini. Dati ufficiali, diffusi dall’Ufficio federale di Polizia criminale e subito ripresi dal Daily Mail, oltre tutto dati relativi alla certezza della cattura del responsabile, quindi non fondati né su impressioni, né sui “si dice”.

Tale cifra equivale a ben 780 reati al giorno con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2015: per lo più si tratta di episodi di natura finanziaria o di casi di contraffazione. Ma non solo, c’è di ben peggio. Politicamente questa notizia si è rivelata una bomba, fortissime sono ormai le pressioni esercitate sul Cancelliere tedesco, Angela Merkel, affinché cambi immediatamente rotta rispetto alla sua linea possibilista sulla questione migratoria.

Intanto, è di queste ore ed ha già provocato forte sdegno e dure reazioni la notizia del poliziotto tedesco, che avrebbe cercato di convincere una 15enne a non sporgere denuncia contro un 50enne algerino, accusato d’averla aggredita sessualmente. Alla fine l’agente avrebbe ceduto e compilato il rapporto, ma solo grazie all’insistenza del padre della vittima e di un testimone, un 44enne dettosi pronto, nel caso il funzionario di Pubblica Sicurezza non avesse compiuto il proprio dovere, a denunciare l’accaduto alla stampa.

L’incredibile vicenda, immediatamente ripresa dal Rheinische Post, è accaduta a Rheinberg. L’aggressore è stato rintracciato in una vicina struttura di accoglienza, grazie al personale di sicurezza ed a quello della Croce Rossa, prontamente allertati. In merito alla condotta dell’agente, la Polizia ha avviato un’indagine interna.

Sono notizie, che rendono ancor più sconcertante le frontiere lasciate indiscriminatamente aperte, anzi spalancate dai vertici dell’Unione Europea di fronte ad un’invasione silenziosa di massa, incuranti non solo delle infiltrazioni jihadiste, il che è già evidentemente molto grave, bensì incuranti anche di quelle folle di criminali (e sono tanti, come riportano quotidianamente le cronache), giunti qui per dar impunito sfogo alla propria attività delittuosa. (M.F.) Continua a leggere

Una conferenza della GLDI: «Lucifero portatore di luce…» (2014)

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Segnalazione Corrispondenza Romana

conferenza-lucifero-portatore-di-luce

di P. Paolo M. Siano

Dal sito internet della Gran Loggia d’Italia – Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi(GLDI), http://www.granloggia.it/, è possibile collegarsi al video (durata 01:07:38, “postato” il 16 maggio 2015, http://www.youtube.com/embed/NHGas17jKPs?width=640&height=480&iframe=true) della conferenza Lucifero portatore di luce. Un’indagine oltre le visioni dantesche, tenuta a Torino il 12 maggio 2014 (Salone Internazionale del Libro). La conferenza, organizzata dalla GLDI, si concentra sulla figura di Lucifero e si pone sulla scia del film di Louis Nero Il Mistero di Dante (2014) nel quale (fatta eccezione di due voci cattoliche) «Dante Alighieri è presentato generalmente come un Iniziato Templare dei Fedeli d’Amore» e la sua “Commedia” come «un’opera esoterica».  

Moderatore della conferenza è Giancarlo Guerreri (scrittore), con interventi di don Roberto Carelli (teologo), Khared Fouad Allam (islamologo), Aurora Distefano (scrittrice) e Louis Nero. All’inizio Guerreri mostra circa 7 minuti del film di Nero in cui il Lucifero dantesco è lodato come «la causa dell’inizio del processo di reintegrazione» (Guerreri), oppure come «Metatron il Volto di Dio», «il portatore della luce dentro le tenebre» (Gabriele La Porta), oppure come «il nucleo più profondo di sé stessi che l’Iniziato impara a trovare e a superare» (Marcello Vicchio), oppure come «la pietra occulta che nasconde la vera medicina, che è effettivamente la rivoluzione di noi stessi» (Distefano). Continua a leggere

Le ceneri? In chiesa!

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urna-compasso_croceSegnalazione del Centro Studi Federici

Dopo i tavoli protestanti, in alcune le chiese potrebbero arrivare le urne di tradizione massonica.
 
Nosiglia: una o due chiese per raccogliere le ceneri
Una o anche due chiese non più utilizzate per le celebrazioni potrebbero diventare a Torino luoghi per accogliere le urne con le ceneri di chi ha scelto la cremazione. Un’alternativa al cimitero, insomma. Ne ha parlato ieri, a margine della messa celebrata nella festa di tutti i Santi alla grande croce del cimitero Parco, l’arcivescovo Cesare Nosiglia dialogando con i giornalisti. Per l’arcivescovo «sarebbe una possibilità da esplorare, dal momento che di luoghi sacri e di chiese parla il documento della Congregazione per la Dottrina della Fede sulla cremazione pubblicato nei giorni scorsi». E di chiese non più gran che utilizzate la Diocesi ne ha parecchie. «La cremazione non è vietata dalla Chiesa, ma le ceneri non devono essere disperse o trasformate in gioielli – ha ricordato Nosiglia – , devono essere conservate nei cimiteri o in altri luoghi sacri che preservino il ricordo nell’ambito della comunità». (…)
 
 

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Mosul, arrivano i liberatori

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image-1Segnalazione del Centro Studi Federici

Obama apre all’Isis una via di fuga in Siria per incastrare Putin
La regola, antica quanto «L’Arte della Guerra» di Sun Tsu ed il «Principe» di Macchiavelli, insegna che un assedio sarà tanto più breve e meno sanguinoso quanto più agevole sarà la via di fuga lasciata al nemico.
A Mosul nessuno può ammettere che stia avvenendo, ma tanti incominciano a sospettarlo. E molti sostengono di dedurlo analizzando le esigenze della politica, osservando il dispiegamento degli attaccanti e, soprattutto, seguendo i movimenti di civili e militanti dell’Isis in fuga sull’asse Mosul-frontiera siriana. E così – mentre le avanguardie della coalizione anti-Califfato avanzano a meno di nove chilometri da Mosul e sul campo si contano 74 villaggi liberati e quasi 800 militanti del Califfato uccisi – un machiavellico dubbio agita il presidente francese Francoise Hollande e i vertici dei peshmerga curdi. Dietro quel dubbio s’insinua il sospetto che la grande offensiva irachena nasconda un’inconfessabile, implicita intesa tra lo Stato Islamico e la coalizione a guida americana. Un’intesa che garantirebbe da una parte una rapida caduta di Mosul e dall’altra il trasferimento, sostanzialmente indolore, di buona parte dei vertici e dei combattenti dell’Isis in quel di Raqqa, la capitale del versante siriano del Califfato. L’accordo, ovviamente mai trattato né discusso esplicitamente, garantirebbe vantaggi reciproci ad ambo le parti. Una caduta di Mosul entro metà dicembre permetterebbe a Barack Obama di chiudere la presidenza attribuendosi la conquista della capitale irachena dello Stato Islamico. E gli consentirebbe di venir ricordato come il presidente capace, dopo aver ucciso Bin Laden nel primo mandato, d’infliggere, nel secondo, una sconfitta decisiva allo Stato Islamico. Il Califfo Al Baghdadi potrebbe invece sperare di dilazionare i tempi della propria capitolazione e guadagnare qualche mese di vita arroccandosi in quel di Raqqa. Sul fronte politico-strategico Obama potrebbe annoverare un altro sostanziale vantaggio conseguito proprio su quel fronte siriano dove le iniziative americane sono state sistematicamente annullate da quelle russe. Lo spostamento della partita finale lascerebbe infatti a Vladimir Putin e ai suoi alleati siriani la responsabilità della battaglia finale contro lo Stato Islamico. Uno spostamento che garantirebbe agli Stati Uniti una relativa tranquillità durante i primi mesi del prossimo mandato affidato, nelle speranze di Obama, alla democratica Hillary Clinton. Il primo ad alludere ad un’inconfessabile intesa è stato, come si diceva, il presidente Francoise Hollande. Giovedì scorso – durante un convegno sul «Futuro di Mosul» organizzato da Francia e Iraq al ministero degli esteri di Parigi, il presidente ha denunciato l’inspiegabile fuga di almeno un migliaio di combattenti dell’Isis usciti da Mosul e arrivati a Raqqa senza che nessuno, aerei Usa compresi, abbia mosso un dito per fermarli. «Non possiamo permetterci errori nella caccia ai terroristi che stanno lasciando Mosul per Raqqa» ammonisce il presidente francese rivolgendosi ai rappresentanti della coalizione anti Isis, tra cui alcuni americani, arrivati ad ascoltarlo. L’ammonimento, inequivocabilmente esplicitò, riflette il timore che i «calcoli» statunitensi consentano ai combattenti dell’Isis defluiti sul fronte siriano di rispondere all’offensiva su Mosul con attentati condotti in Francia e in altri paesi europei. Una paura giustificata visto che Raqqa è la capitale del Califfato dove opera la cellula dell’Isis responsabile della pianificazione degli attacchi in Europa. E a confermare i timori di Hollande s’aggiunge Qassim Shesho, un comandante curdo di origine yazide, nemico giurato dello Stato Islamico, che segnala come, nei giorni scorsi, centinaia di civili e combattenti usciti da Mosul si siano mossi lungo la «strada di Ba’aj» un percorso aperto in questi ultimi due anni dallo Stato Islamico per garantire i collegamenti con Raqqa. Altre colonne di veicoli dello Stato Islamico avrebbero invece passato la frontiera di Al Qaim dirigendosi verso Deir El Zor, la regione petrolifera siriana controllata dall’Isis.

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Islamici: “ridateci le moschee abusive”

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Dopo la chiusura dell’ultimo “centro culturale” fuorilegge arriva la minaccia: “Pronti ad invadere San Pietro”

Roma Nonostante la protesta organizzata dalla comunità musulmana al Colosseo contro la chiusura delle moschee abusive, la polizia locale di Roma Capitale, nei giorni scorsi, ha apposto i sigilli ad un’altra sala preghiera in via Montenovesi, nel quartiere Boccea.

I musulmani romani hanno perciò annunciato una nuova mobilitazione. Quella di Boccea, infatti, è la sesta moschea non a norma ad essere posta sotto sequestro in pochi mesi.

Il motivo è sempre lo stesso: abusi edilizi e mancato rispetto delle norme per la sicurezza all’interno dei locali. Di sale-preghiera così, a Roma, ce ne sono circa 52.

Si chiamano centri culturali islamici, ma in realtà sono vere e proprie moschee, ricavate in garage, scantinati o ex magazzini, che ogni venerdì accolgono centinaia di fedeli islamici (guarda il video).

 

«Qui pregano fino a 300 persone, se ci chiudono dove andiamo?», ci dice Hussein che lavora in una ferramenta a Tor Pignattara, a pochi metri dal centro islamico dove tutti i giorni viene a pregare. Questo quartiere della periferia est di Roma, dove la metà degli abitanti sono musulmani, è il cuore della protesta islamica contro la chiusura dei luoghi di culto.

«Noi viviamo qui, lavoriamo qui, non possiamo mica andare a pregare ai Parioli – spiega Anwar, presidente di una sala preghiera del quartiere -. In Italia non c’è una legge per le moschee, quindi noi troviamo i locali e li sistemiamo a modo nostro».

Qui a Tor Pignattara l’ennesima chiusura la considerano «una presa in giro», perché è avvenuta mentre era ancora aperto il tavolo tra la Prefettura, il Comune e le associazioni islamiche, per trovare una soluzione al problema (guarda le foto). Continua a leggere

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