Indottrinamento Lgbt in una scuola di Firenze: genitori in rivolta

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Roma, 15 nov – Nonostante il ddl Zan sia stato approvato solo alla Camera, il mondo Lgbt continua ad allargare il suo raggio di propaganda nelle scuole primarie. Stavolta in Toscana, regione la cui amministrazione nei mesi scorsi ha elargito ingenti finanziamenti pubblici alle varie sigle.

Bambini e bambine recitano ruoli del sesso opposto

«Individuare gli stereotipi di genere presenti in fiabe, racconti, personaggi dei cartoni animati, giocattoli, mass media e nella realtà della vita quotidiana». Secondo quanto riportato da La Nazione, questo è l’inquietante contenuto del programma promosso dall’associazione Lgbt Ireos Onlus – Centro Servizi Autogestito Comunità Queer (termine quest’ultimo che prende il nome dalla teoria che mette in discussione la naturalità dell’identità di genere, dell’identità sessuale e degli atti sessuali di ciascun individuo, affermando invece che esse sono interamente o in parte costruite socialmente) in alcune classi di elementari e medie presso l’Istituto Comprensivo Rosai a Firenze, che ha fatto alzare un polverone tra i genitori.

A destare più scalpore è la testimonianza di un genitore su una maestra che “durante le lezioni d’inglese fa recitare ai bambini i ruoli delle femmine e alle bambine quelle dei maschi. In un dialogo un bimbo fa Lilly e una bimba fa Arthur. Tutto questo senza chiedere il consenso ai genitori”.

La maestra però non ha fatto mistero dei suoi decisamente discutibili metodi di insegnamento, tant’è che sui suoi social scrive: “Esercizio di drammatizzazione con ruoli maschili e femminili dati a caso. Il maschio tocca alla femmina e passa, la femmina tocca al maschio e risatine al seguito”. “C’è da lavorare” aggiunge.

Donzelli: “No alla manipolazione dei bambini”

Tra i primi a denunciare la vicenda è stato il deputato di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli. “Siamo con le mamme che si sono ribellate a questa follia, non è accettabile che si tenti di manipolare dei bambini in questo modo – tuona Donzelli– Ora il nuovo provvedimento voluto dalla maggioranza di governo di sinistra, il Ddl Zan, sta giustificando questi metodi e anzi la situazione peggiorerà una volta che sarà approvata. La nuova legge, già approvata dalla Camera, istituisce la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia per insegnare ai bambini delle elementari a scegliere, anche a giorni alternati, se sentirsi maschi, femmine, o trans. Abbiamo provato in tutti i modi a fermarli proponendo emendamenti di buonsenso alla Camera. La sinistra li ha tutti bocciati. Ma noi non ci perdiamo d’animo”.

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/indottrinamento-lgbt-scuola-firenze-genitori-rivolta-173988/

Il Grande fratello ai tempi del Covid. Ecco perché evocare Orwell non è complottismo

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Roma, 14 nov – Se avete letto 1984 di Orwell: i “due minuti d’odio” che, trasmessi quotidianamente, servono ad ammorbidire e al contempo inferocire il popolo di Oceania, imprimendogli nella mente la Verità oltre la quale vi è solo l’illecito. Ripensate a quel passaggio del romanzo, a come le immagini trasmesse dal Grande Fratello fossero idonee a stravolgere l’animo e il buon senso di chiunque le guardasse, legando a doppio filo il cittadino-suddito alla narrazione imposta dal Partito. Molti trovano analogie tra il romanzo di George Orwell e la realtà odierna e tali analogie riguardano la sensazione di non aver più margine di libertà entro cui contrapporsi alla narrazione in corso: dall’ecologismo talebano al terrorismo islamico innominabile, dalla questione sanitaria in essere ai tentativi più o meno riusciti di imporre per legge un controllo sociale delle idee difformi, varie commissioni, vari disegni di legge varati da maggioranze parlamentari non corrispondenti all’elettorato maggioritario. Vedi la legge Zan, vedi la commissione contro le fake news, vedi la commissione Segre, vedi la vecchia legge Fiano, il tutto condito dalle ottime intenzioni di chi pervicacemente tenta di ridurre al minimo la libertà altrui.

La narrazione immigrazionista

Accostamenti forzati con 1984, ma forse neanche troppo, poiché del romanzo v’è da prendere solo il succo. I due minuti d’odio e l’incarognimento che ne segue somigliano al bombardamento mediatico che ha seguito il naufragio della barca a causa del quale è annegato Joseph, il bambino di sei mesi che dalla Libia tentava di venire in Italia assieme alla madre. Sono seguiti a questo evento drammatico, come sempre accade dal 2012 a questa parte, una serie infinita di insulsaggini e prediche prive di senso che richiamerebbero popolo italiano e istituzioni ad una non ben identificata solidarietà verso qualsiasi tipo di immigrato. Naturalmente, la storia del neonato rende queste esortazioni inattaccabili: chi si sognerebbe mai di affermare (o di ammettere?) di non provar dolore per l’accaduto? I due minuti di regime che ci vengono sparati addosso servono proprio a distorcere la realtà per evitare che ognuno di noi usi il buon senso nell’affrontare anche la vicenda più triste. Nel caso di specie, le frontiere aperte e l’accoglienza indiscriminata funzionano da calamita per milioni di persone, e più ne partono e più ne muoiono. Qualsiasi idiota è in grado di capire che se domani arrivassero, anziché mille, magari diecimila immigrati, le possibilità che si verificasse un altro drammatico naufragio aumenterebbero sensibilmente. Eppure siamo ingabbiati nella narrazione strappalacrime.

Covid e fake news

A proposito di Orwell e propaganda. Sembra che la percentuale di asintomatici o lievemente sintomatici si attesti attorno al 93% di coloro che giornalmente risultano positivi al Covid-19. Il 7% dei malati ha sintomi più gravi e la mortalità non sfiora l’1%. In Italia vige il caos e il divieto assoluto di negare la portata devastante della pandemia che viene ormai paragonata alla pandemia da Spagnola. Non a caso è stata istituita una task force contro le fake news, sebbene nessuno sia in grado di tracciare il limite tra ciò che è oggettivamente falso e ciò che è libero pensiero. Personaggi imbarazzati come Vincenzo De Luca hanno mostrato le lastre fatte ai polmoni di un malato grave, spacciandole per referto comune al quale chiunque potrebbe andare incontro.

Evocare Orwell è da complottisti?

Eppure non è così, sappiamo tutti che non è così, ma il risultato finale si riassume in un terrore generalizzato che comporta la reclusione dentro casa mentre il governo ha deciso di governare senza organizzare per tempo una risposta razionale all’attuale seconda ondata. La medicina territoriale sarebbe servita ad evitare l’intasamento degli ospedali di tutta Italia, con persone che al primo colpo di tosse temono di morire entro l’alba. E chi si chiude in casa deve star bene attento perché la psicopolizia può intervenire se attendi la tua pizza a domicilio davanti al portone o se, all’aperto e lontano da tutti, baci la tua fidanzata. Meglio l’onanismo. A breve il ministro Speranza pubblicherà il suo nuovo libro: il Coronasutra. D’altronde, tra i tecnici che oggi governano, ossia i virologi, vi è chi ha sconsigliato persino alle coppie stabili di far sesso, come se di questi tempi abbondassero i momenti di svago e di godimento. Scivolare dalle buone intenzioni al Grande Fratello non è poi così arduo. E a condurre non è Signorini.

DA

https://www.ilprimatonazionale.it/cultura/grande-fratello-covid-orwell-complottismo-173906/

Chi definisce Trump un presidente “antiamericano” è ignorante o in malafede

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Trump “antiamericano”? Qualcuno lo ha detto. Andando con ordine, e in ogni caso, quanto accadrà o meno nei prossimi mesi ci darà una misura dei rapporti di forza. Nello specifico, darà un peso specifico a chi c’è dietro Trump.

Gli USA reali non prosperano di globalizzazione ed espansionismo, è un dato di fatto

Perché chi ancora non ha capito che in questo momento gli interessi genuini dell’America potrebbero coincidere con – almeno una parte significativa – dei nostri è fuori strada.

All’America, quella socio-economica quanto meno, proseguire nello stillicidio della globalizzazione senza freni, non conviene.
All’America, geopolitica e militare, proseguire nel ruolo di poliziotto del mondo non conviene: basti vedere l’infinito pantano che ha generato la politica medio-orientale dalla metà degli anni Novanta fino al 2015 – 2016.

Ci sono infinite schiere di politologi anzitutto americani ad essersene resi conto, da Walt allo stesso Mearsheimer. Non è un’opinione isolata e viene diffusa negli atenei americani da decenni.

Quindi non si tratta, quando si parla di Trump, di sognare un “presidente antiamericano”, come titolava un editoriale per quel che mi concerne veramente miope de Linkiesta qualche giorno fa, ma di capire che nella storia e nella politica le situazioni sono mutevoli e può capitare di trovarsi in una fase di convergenza, che l’intelligenza imporrebbe di sfruttare. La miopia dell’analisi si concreta in questo passaggio, a mio avviso totalmente privo di spirito analitico, in cui si parla dei sogni irrealizzabili di “destra e sinistra§”:

In entrambi i casi si tratta di giudizi convergenti attorno all’idea che l’America, per emendarsi e per guarire il mondo dalla malattia che rappresenta, debba diventare meno americana, cioè meno liberale, meno espansionistica con il suo soft power culturale e hard power militare, meno rappresentativa di un immaginario di valori, desideri, stili e consumi globalizzati e quindi standardizzati e omologanti. Insomma chi pensa che tutto ciò che non andava, non va e non andrà nel mondo rimandi in qualche modo alla Washington pre-trumpiana, ha aspettato dalle elezioni americane una sorta di ricompensa della propria tenacia, una tardiva soddisfazione del proprio antico pregiudizio.

Chi sta dietro Trump ha capito benissimo che gli USA non possono sopravvivere in questo modo nel mondo multipolare e che una prosecuzione dell’espansionismo in questa fase storica è, semplicemente, insostenibile: non lo dico io, lo dicono i fatti, che non hanno portato nessun vantaggio significativo agli USA, quanto meno nei termini che la vecchia élite sognava.

Chi non sta dietro Trump, ovvero proprio la vecchia élite neoconsevatrice che domina gli USA da almeno 50 anni, non ha mai compreso questa evidenza, non la vuole riconoscere manco sotto tortura ed è completamente folle. Tanto è che voleva muovere guerra in Iran, in Siria, in Venezuela e pure in Corea del Nord.
Non è questione di essere pacifisti o guerrafondai, ma realisti.

Trump antiamericano? Ma per carità

Quanto accadrà o meno nei prossimi mesi ci darà una misura di quanto sia forte il sostegno della élite di opposizione ai neocon. Ovvero quella che, al momento, dobbiamo sostenere.

In primavera mi ero illuso potesse essere divenuta addirittura dominante, e ammetto di essermi lasciato decisamente andare. Adesso non lo so. Di sicuro non è un sostegno di poco conto, altrimenti Trump non avrebbe resistito a due impeachment (perché, di fatto, sono due) e non ci sarebbe una visibilità tutto sommato decente delle prove dei brogli, nonostante la semi-totale opposizione dei media.

Senza troppi giri di parole o idealismi – in questo frangente – totalmente inutili.

Chi pensa che le tendenze isolazioniste di Trump siano filosoficamente “antiamericane” comunque, è anzitutto un ignorante, visto che quanto meno dovrebbe leggere gli studi di professori americani i quali – ripeto, da decenni – contestano i vantaggi dell’espansionismo.

Ma c’è sempre la seconda possibilità, ovvero la malafede, mai da escludere – purtroppo – quando si tratta di cultura.

DA

https://oltrelalinea.news/2020/11/15/trump-antiamerciano/

L’Italia di Conte isolata nel mondo

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Mattarella sa bene, oramai, che la tempesta perfetta sul governo Conte sta per arrivare non solo per la gestione della pandemia ma anche per il colpevole sfilacciamento dei rapporti con le capitali che contano: Washington, Parigi, Berlino e Bruxelles. E sullo sfondo Istanbul, con l’offensiva che Erdogan sta per scatenare sulla Libia. Il Quirinale lo sa talmente bene che sta spingendo, in tutti i modi, per un cambio di passo nel timore di essere coinvolto in questo caos che non risparmia più nessuno e che può sfociare in tensioni sociali.

Autogol e furbate di Conte

Eppure Conte continua ad infilare clamorosi autogol che indeboliscono ulteriormente la sua credibilità: ‘Giuseppi’, disperato orfano di Trump – infatti è stato l’ultimo leader a congratularsi con Biden – pensando di fare l’ennesima furbata ha invece addentato una polpetta avvelenata convinto di ingraziarsi Forza Italia: alla fine però ha finito per far infuriare tutto il Pd, gran parte dei Cinque Stelle e addirittura pezzi del centrodestra. Una polpetta confezionata con ogni probabilità dal tandem grillino Patuanelli-Buffagni per un emendamento che alla fine, anziché favorire Mediaset oramai ad un passo dall’accordo con i francesi di Vivendi, ha finito per scatenare una polemica feroce con la Francia e la Commissione Ue contro il Governo.

Il risultato più probabile se l’emendamento non verrà ritirato a passo di corsa, oltre alle sanzioni comunitarie monstre, sarà che, entrando in fibrillazione l’azionariato di Tim in combinato con le pruderie dell’Enel di Francesco Starace, il progetto della Cassa depositi e Prestiti per la rete unica subisca un gravissimo ritardo.

Grana libica

Una bella grana sul fronte dei rapporti economici e le partnership industriali ma è nulla rispetto a quello che sta avvenendo sulle nostre coste dopo che i turchi hanno deciso un’accelerazione sul fronte libico. “Al mio segnale scatenate l’inferno”, sembra aver ordinato Erdogan ai suoi. Il sultano sa che deve approfittare della confusione che regna a Washington per concludere l’operazione Libia prima che si insedi Joe Biden, il quale lo vede come fumo negli occhi. Trump invece era più interessato a Israele e Medio Oriente e ha lasciato fare, tanto che a Tripoli sono arrivati all’aeroporto Mitiga mezzi sofisticati con contractors siriani organizzati dal Mit (Milli Istihbarat Teşkilati), il Servizio segreto turco fondato da Mustafa Kemal Ataturk.

Ankara non solo ha oramai il controllo di Misurata e della Tripolitania ma si sta spingendo verso il sud forte anche di un accordo con i Fratelli Musulmani, il cui uomo di punta è l’attuale ministro dell’interno e probabile futuro Premier Fathi Bashagha, un ex pilota militare. E per destabilizzare il Mediterraneo, passo obbligato per il Governo turco è il via libera ad un’immigrazione di massa come si sta vedendo in queste ore, con le ONG già pronte a raccogliere in mare migliaia di disperati in fuga.

E l’Italia in questo scenario? Non pervenuta, naturalmente. Ormai la capitale per i negoziati libici è solo Berlino e gli accordi per il cessate il fuoco e nuove elezioni il 24 dicembre 2021 sono esercitazioni di inutile diplomazia nonostante gli sforzi dei 75 partecipanti al Forum di Dialogo politico libico, iniziato lunedì scorso a Tunisi sotto gli auspici dell’inviata Onu, Stephanie Williams. Per l’Italia un vero scempio aver lasciato la Libia al suo destino. Restano aperti l’ambasciata di Tripoli, ma senza indicazioni, la grande Eni di Enrico Mattei, ridotta ad un mero ruolo commerciale visto che ancora regge la rete di approvvigionamenti domestici e i nostri Servizi, senza ordini né indicazioni da Palazzo Chigi.

Nonostante a capo dell’AISE sieda un generale apprezzato come Gianni Caravelli, già Capo dell’unità di consiglieri nell’ambito della “United Nations Assistance Mission in Afghanistan” e Consigliere militare del Rappresentante speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite. Ma è risaputo, Conte tiene stretta a sé la delega ai Servizi e ama confrontarsi solo con il suo fidato amico Gennaro Vecchione, capo del Dis, in scadenza nelle prossime settimane. Pare che pur di ottenere la sua riconferma sarebbe disposto a cedere la sua delega ad un suo fedelissimo, il sottosegretario al Cipe Mario Turco anziché a Marco MinnitiVincenzo Amendola o Luigi Zanda come suggeriscono Quirinale e Pd. È proprio il caso di dire “mamma li turchi’.

DA

L’Italia di Conte isolata nel mondo

Pedofilia e omosessualità nella Chiesa? Hanno una causa ultima: aver rinunciato a Dio

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI
di LEONARDO MOTTA

La crisi della pedofilia nella Chiesa, la moltiplicazione scandalosa e spaventosa degli abusi, la piaga dell’omosessualità (“le indagini sull’abuso di minori hanno rivelato la portata tragica delle pratiche omosessuali o semplicemente contrarie alla castità all’interno del clero”), hanno una e una sola causa ultima: l’assenza di Dio (“la crisi della fede, la crisi del significato di Dio”. Questo perché “un clima di ateismo e assenza di Dio crea le condizioni morali, spirituali e umane di una proliferazione di abusi sessuali” e della pratica omosessuale. “È l’atmosfera morale del rifiuto di Dio, il clima spirituale di rifiuto dell’oggettività divina che rende possibile la proliferazione dell’abuso di minori e la banalizzazione di atti contrari alla castità tra i chierici”).

Con queste parole il cardinale Robert Sarah (vedi qui: http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2019/05/14/lumiere-dans-la-nuit/), ha proposto di rimettere la Santissima Trinità al centro della Chiesa Cattolica: “se la causa della crisi è l’oblio di Dio, allora rimettiamo Dio al centro! Restituiamo al centro della Chiesa e alle nostre liturgie il primato di Dio, la presenza di Dio, la sua presenza oggettiva e reale. […] Se non adoriamo il corpo eucaristico del nostro Dio, se non lo trattiamo con una paura gioiosa e riverente, allora saremo tentati di profanare i corpi dei bambini. La Chiesa è piena di peccatori ma non è tutta in crisi. Il diavolo vuol far credere questo, insinuando il dubbio, vuole che crediamo che Dio sta abbandonando la sua Chiesa. Ma ancora oggi la Chiesa è ‘il campo di Dio’. Non c’è solo la zizzania, ma anche il raccolto di Dio. Ci sono tra di noi stupendi raccolti divini”.

Concordiamo con il cardinale africano: dimenticare Dio apre la porta a tutti gli abusi e a tutte le pratiche contro natura.

Dio solo dà la vita e la dà per mezzo di un padre e di una madre, che lo rappresentano. 

Satana cerca d’impedirlo, di dare una immagine negativa di Dio Padre e creatore. Egli lotta contro Dio e da’ la morte.

Gesù viene per togliere il peccato che dà la morte e per dare la vita in pienezza agli uomini, mediante la Chiesa, che amministra la Parola di Dio e i Sacramenti. 

Satana ostacola gli uomini dal diventare fedeli di Cristo e cerca di corrompere la Chiesa. 

La Chiesa diffonde il Vangelo e il Battesimo, l’Eucaristia e la comunione fraterna. 

Satana cerca di legare l’uomo ai beni terreni col falso vangelo del successo e della vanagloria. Attacca la Santa Messa e l’Eucaristia. Propone altre fratellanze: massonica, islamica…

La famiglia è un’immagine autentica di Dio Trino (comunione di persone che da’ vita). 

Satana attacca la famiglia in tutti i lati: unità, eterosessualità, fecondità, fedeltà, durata…

L’uomo riceve la vita per amore da un coniugio. È chiamato a trasmetterla per amore. 

Satana sforma l’identità maschile/femminile per impedire il dono della vita e i legami vitali.

L’eterosessualità e la stabilità del legame uomo/donna sono indispensabili per dare la vita.

Satana attacca queste cose con l’omosessualità, la divisione, l’identità liquida, le depravazioni…

I suoi strumenti preferiti sono i mass-media, le scuole, i film, i teatri, le canzoni, l’evasione, i vip, le ideologie…

Come ha spiegato Don Ariel Levi di Gualdo (vedi qui: www.lanuovabq.it/it/nella-chiesa-e-in-atto-un-golpe-omosessualista) “Satana usa raffinate arti sovrumane seminando confusione e creando strutture di inversione, attraverso le quali il bene diventa male, il male bene, la virtù vizio e il vizio virtù, la sana dottrina diventa eresia e l’eresia sana dottrina. Da questo si sono sviluppate le metastasi che hanno infettato il corpo ecclesiale, generando una mancanza di governo della Chiesa indebolita da un relativismo teologico gnostico, da un individualismo esasperato e dalla disubbidienza all’autorità del Sommo Pontefice e dei Vescovi. Questo meccanismo di inversione mira a sostituire Dio col proprio Io, basta udire certi preti teologi in giacca e cravatta che nella stagione del post concilio hanno creato il loro personale concilio egomenico e che dalle cattedre delle università pontificie insegnano il discutibile magistero di se stessi”.

Leonardo Motta

In lockdown mandiamoci gli “esperti”

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Ogni giorno ha il suo Walter Ricciardi. Oggi, “l’ultimo guappo” ci ha deliziati con l’ennesima iniezione di incoraggiamenti: “Peggio della prima ondata”, le persone circolano troppo, ovviamente “un lockdown rinforzato è nei fatti”.

Zona rossa in arrivo

Non si capisce mai a che titolo parli il professore, quello che non voleva nemmeno farci votare alle regionali: è un consulente del ministero, non un decisore politico. Nei “fatti” di chi sarebbe il lockdown totale? Stabilito sulla base di quali dati e dopo che tipo di analisi dei costi economici, nonché sanitari? Parliamo delle conseguenze psicologiche e delle altre gravi patologie, da mesi neglette dal sistema sanitario.

Per carità, non è un mistero che la serrata nazionale sarà l’ultima tappa di questa via crucis. Il nostro Winston Churchill sta solo capendo come ci può arrivare, senza che la misura impatti troppo sul suo capitale.

Una soluzione, scrive il Corriere, potrebbe essere quella di spingere man mano tutto il Paese nella zona rossa, mandando avanti governatori, sindaci e ordinanze di Roberto Speranza. Così potrà dire: non sono stato io.

Omissioni giallorosse

Nel frattempo, i tecnici si prestano a coprire le omissioni di un governo arrivato incredibilmente impreparato alla seconda ondata, battendo sul tasto delle paternali. Se i contagi aumentano, è colpa degli italiani. È colpa delle discoteche piene in Sardegna, ovvero del presidente leghista.

Al che uno si domanda: ma se il Cts aveva dato parere contrario, ma se bastava passeggiare in una qualunque meta vacanziera italiana per vedere i giovani nelle balere, come mai a Roma non se n’è accorto nessuno fino a baldorie ferragostane archiviate?

Ieri, Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, ci ha minacciato: “Violare le regole, individualmente e socialmente, comporta la difficoltà di modellare la curva e la necessità di adottare provvedimenti più restrittivi”.

Il male si diffonde non solo perché qualcuno passeggia sul lungomare di Mergellina, ma anche quando tu – sì, proprio tu che leggi, sappi che loro ti vedono come Dio nella cabina elettorale nel 1948 – per un attimo, ti cali la mascherina sotto al naso, credendo di essere da solo.

“Socialmente” e “individualmente”, pare di ascoltare un’arringa di Giovanni Calvino nella Ginevra del Cinquecento. Gli esperti e il governicchio sono immacolati. Pasticci sulla scuola? Trasporti nel caos? Ma quando mai: gli untori siete voi della movida (che non esiste più da due mesi).

Virologi moralizzatori

Verrebbe da ribaltare il tavolo dal quale pontificano questi fenomeni: dopo mesi passati a raccontarci che le mascherine non servivano, che “vedremo gli effetti del lockdown tra due settimane” (e poi sono passati quattro mesi), che il modello italiano è stato un successo, ci ritroviamo di nuovo senza posti letto, senza medici e senza infermieri.

Ebbene, visti i brillanti successi, sareste voi da mettere in lockdown. Chiusi a doppia mandata, senza uscire più di casa, senza più comparire in tv: a proposito, Massimo Galli, che va nei salottini a prescriverci quanta gente possiamo invitare al cenone di Natale, non aveva promesso di disertare per sempre il piccolo schermo?

E come mai Ilaria Capua, che dice di essersi già messa in clausura, continua a collezionare ospitate per raccontare che la mascherina è il nuovo preservativo? Tanto, se lo stato dell’arte è che per combattere il virus dobbiamo lavarci le mani e stare distanti, be’, possiamo anche cavarcela da soli. Loro non sanno nemmeno dirci come andrà a finire con il vaccino.

Per qualcuno sarà la salvezza, giunta all’uopo dopo la sconfitta di Donald Trump, poi arriva il professor Giuseppe Remuzzi e ti gela: non risolverà nulla, non rimetteremo le mascherine nel cassetto prima del 2024. Com’è che, se sono i nuovi preservativi, non giubiliamo come se ci aspettassero tre anni di scopate?

Peraltro, la richiesta di moratoria mediatica per competenti avrebbe illustri sostenitori. Persino i dottori del San Raffaele, infatti, hanno sconfessato il “loro” Roberto Burioni, il quale nega che la campagna terroristica abbia prodotto l’effetto di sovraccaricare gli ospedali con gente in preda al panico per qualche linea di febbre. Burioni era lo stesso che, a febbraio, si preoccupava più della “discriminazione contro i cinesi” che del Covid.

E assicurava: “In Italia il rischio è zero”. Uno che se ne esce così, se ancora si ricorda cos’è la dignità, deve stare zitto per due decenni. Invece passa le giornate a twittare, a spiegare, a insegnare, dall’alto di non si sa bene quali ricerche.

Esattamente come gli altri luminari dell’Iss e del Cts, che quando Il Tempo provò a misurare i loro indici di autorevolezza accademica, fecero la figura dei prof Aristogitone. Ecco, esimi illustrissimi stimatissimi esperti: in lockdown, andateci voi.

Alessandro Rico, 11 novembre 2020

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In lockdown mandiamoci gli “esperti”

E ora Carola Rackete protesta sugli alberi: arrestata in Germania

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L’ex Capitana della Sea Watch 3 ha occupato una piattaforma area per la potatura degli alberi al fine di scongiurare l’abbattimento delle querce centenarie nella foresta di Dannenröder. Sarebbe in stato di fermo insieme ad altri attivsiti

Carola Rackete, la capitana tedesca della Sea Watch 3 diventata un idolo della sinistra mondiale dopo aver speronato un motovedetta della Guardia di Finanza italiana a Lampedusa, parrebbe essere finita sotto custodia delle forze dell’ordine tedesche.

Da settimane, infatti, come già riportato da IlGiornale.it, la capitana si trova ora accampata insieme ad un gruppo di compagni nella foresta di querce centenarie di Dannenröder (Germania centrale) affinché le piante non vengano rimosse per fare posto al progetto dell’autostrada numero 49. Nelle scorse settimane, in un video pubblicato sul proprio account Twitter, la 32enne denunciava la situazione in cui si trovano molte foreste del globo e spiega la ragione per cui lei ed altri attivisti si trovano ora ad occupare l’area verde. “Qui la società civile ora dice basta! In Germania ci sono centinaia di progetti di costruzione di strade. È insensato nel contesto di crisi climatica“.

Carola Rackete: dal Mediterraneo alla salvaguardia degli alberi

Secondo quanto riportato dalla stampa tedesca, tuttavia, dopo aver occupato con altri attivisti della sinistra radicale una piattaforma area per la potatura degli alberi, vestita da pinguino, Carola Rackete sarebbe stata scortata via dalla polizia. Come riferisce il Fuldaer Zeitungla polizia avrebbe inoltre arrestato i manifestanti dopo che questi ultimi hanno fatto uso di fuochi d’artificio e fumogeni, proprio contro le forze dell’ordine. È accaduto nella foresta vicino a Homberg-Ohm, nel quartiere di Vogelsberg. In mattinata, la Rackete ha spiegato così le ragioni della sua protesta: “Sono quassù perché le emissioni di CO2 aumentano da 30 anni e perché tutte le petizioni e gli accordi internazionali non servono“. A quanto pare l’iniziativa sta andando avanti dalla fine di settembre. I manifestanti, accampati in alcune tende, hanno occupato una zona specifica della foresta per impedire che le autorità possano abbattere gli alberi secolari. “Abbiamo bisogno di una moratoria su tutti i progetti infrastrutturali se vogliamo avere qualche speranza di raggiungere gli obiettivi dell’accordo di Parigi sul clima e affrontare la drammatica crisi climatica”, spiegava ancora la giovane nel suo appello.

La Capitana come Greta Thunberg: ora fa l’ecologista

Carola Rackete, la capitana della Sea Watch beniamina del partito Open Borders, segue le orme di Greta Thunberg – altra idola della sinistra chic – e si ricicla ecologista. Dall’immigrazionismo all’ecologismo gretino il passo è brevissimo. D’altronde il mantra della sinistra chic è sempre lo stesso: i migranti scappano sempre di più dalle loro terre a causa dei cambiamenti climatici, che sono colpa dell’uomo (rigorosamente bianco). In ogni caso Carola è fortunata: a differenza di tanti suoi coetanei italiani – ma anche tedeschi – che ogni giorno devono recarsi in ufficio, piuttosto che in fabbrica per portare a casa lo stipendio, può tranquillamente permettersi di fare l’ecologista di professione e fronteggiare così i suoi sensi di colpa di essere “bianca e occidentale”. Anche stando settimane a protestare contro l’abbattimento di una foresta.

 

DA

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/e-ora-carola-rackete-protesta-sugli-alberi-arrestata-1902861.html

Vaccini ad Arcuri: il potere premia gli incapaci

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Lo so che è difficile fare storia del presente, ma ogni tanto sarebbe opportuno considerare la politica, che ci vede tutti partecipi e impegnati, e più o meno moderatamente partigiani, con un certo distacco. Con l’occhio, appunto, dello storico: di chi guarda le cose da lontano non disinteressamente, ma con un altro tipo di interesse. E che sa vedere le cose anche con le dovute sfumature, senza schematismi mentali. Proviamo perciò a giudicare il commissario Domenico Arcuri da questa prospettiva, per quello che è o dovrebbe essere: un manager. Non un politico, ma un tecnico con elevata competenza, cioè capacità organizzativa, capace di risolvere problemi complessi in situazioni di emergenza. Un po’ quello che è stato Sergio Bertolaso, lo storico capo della Protezione Civile ai tempi del berlusconismo.

1° fallimento

Amministratore delegato di Invitalia, ove non aveva certo brillato, Arcuri ha assunto il 16 marzo 2020, in piena pandemia, per volontà di Giuseppe Conte che aveva scartato altre candidature, fra cui appunto quella di Bertolaso, il delicato compito di commissario straordinario “per il contenimento e il contrasto dell’emergenza epidemiologica”. Compito immane, senza dubbio, ma Arcuri ha subito mostrato un’incapacità di focalizzare i problemi, di aggredirli e risolverli, di uscire da un modo di comunicare fra lo spocchioso e l’arrogante, di fare squadra (“creare empatia”, dicono i manager) e non colpevolizzare gli altri (vi ricordate i famosi “liberisti da salotto”?) In sostanza, un fallimento, nonostante che la macchina propagandistica casaliniana avesse cercato all’inizio di avvalorare l’idea di un improbabile “modello italiano”.

2° fallimento

Arriviamo a luglio: il peggio è passato, si parla di “ripartenza” e uno dei problemi diventa quello di farlo in sicurezza nelle scuole. Il premier si rende conto che occorre affiancare un manager alla “sprovveduta” ministra Lucia Azzolina. E che fa? Incurante di tutti, premia proprio l’ineffabile Arcuri. Il quale, oltre ogni buon senso, invece di concentrarsi sulle strutture fatiscenti e sul pronto intervento di un medico di istituto, ha la geniale e costosa idea di comprare banchi a rotelle singoli che non serviranno a nulla. Inutile dire che la ripartenza delle scuole avviene nel casino più completo. E sono due fallimenti, sulle spalle della salute (non solo fisica) e con le tasche degli italiani. Il tutto poi al i fuori, continuiamo con il gergo manageriale, di ogni accountability: procedure, gare, appalti, sono, e non si sa perché, tutti secretati. Due fallimenti secchi, ma, come si dice, tutto lascia presagire che presto ce ne sarà un terzo.

3° fallimento

Ieri il buon Arcuri ha inanellato un altro incaricato da Conte: gestirà nientemeno che la distribuzione del vaccino, quando e se arriverà. E ritorniamo allo sguardo disinteressato dello storico, che non guarda né a destra né a sinistra e né al centro. E che giudica i fatti e non le persone. Come giudicare tutta questa faccenda?

Direi solo una cosa: un Paese il cui il Potere non solo non premia il merito, ma premia il demerito nella più totale impunità e arroganza, senza cioè destare un minimo di sdegno o ribellione, e senza pudore; che lo fa alla luce del sole e in modo reiterato, senza che nessuno glielo impedisca e senza che nello Stato, nemmeno al livello più alto, ci siano più gli anticorpi; non ha molte possibilità di futuro. La débâcle di una classe dirigente, di cui Arcuri è fenomeno e epifenomeno, è totale e non dà nessuna speranza.

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I vaccini ad Arcuri: il potere premia gli incapaci

Usurai, vil razza dannata! È uscito in edizione italiana il libro da non perdere

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Usurai, vil razza dannata! Libro di Gingko edizioni (Verona) è una antologia dei precursori alla lotta agli speculatori in doppio petto.

La Gingko edizioni ha da poco pubblicato un libro dal un titolo che non permette equivoci d’interpretazione: “Usurai, vil razza dannata! L’opposizione ai prestatori di denaro.

Usurai, vil razza dannata!

La lotta per abolire la schiavitù degli interessi” si tratta di una antologia degli scritti di autori che hanno combattuto per raddrizzare le storture di un sistema finanziario criminogeno, Arthur Nelson Field, John A. Lee, John Hargrave, Ezra Pound, Padre Charles Coughlin, Gottfried Feder.

Il curatore di questa antologia di pensatori anti usurai è il neozelandese Kerry Bolton.

A parte Ezra Pound alcuni di questi autori non sono ben noti in Italia.
Parliamo di Arthur Nelson Field, John A. Lee appartenenti all’emisfero australe e di John Hargrave, il geniale creatore del movimento delle Camicie Verdi in Gran Bretagna.
L’ingegnere prestato alla politica, Gottfried Feder, con le sue idee permise alla Germania di rinascere industrialmente e finanziariamente, senza ricorrere ai capitali internazionali, offerti in cambio di interessi a livello di usura.
Feder dopo la Prima guerra mondiale offrì i propri piani ai comunisti tedeschi, che neppure lo degnarono di una risposta e poi ad Adolf Hitler.
Il futuro dittatore tedesco intuì immediatamente che quelle idee avrebbero funzionato e, come poi tutti videro, funzionarono alla perfezione.
Alcuni dicono che fece rinascere l’economia tedesca investendo in armamenti, ma le statistiche dicono che sino al 1938 spendevano quanto le altre nazioni europee, ad eccezione dell’Unione Sovietica che investiva enormi somme in armamenti.

In particolare, meriterebbe di essere meglio noto un prete straordinario che godette di un seguito enorme negli Stati Uniti durante gli anni Trenta. Parliamo di Charles Coughlin, un prete cattolico noto come “il prete radiofonico”.
Se fosse vissuto ai giorni nostri, con internet godrebbe di un seguito planetario.
Egli contribuì all’elezione del presidente Roosevelt, tanto grande era il suo seguito, ma poi lo sconfessò prima di essere ridotto da lui al silenzio.
Roosevelt offrì l’invio di proprio ambasciatore in Vaticano in cambio del silenziamento delle trasmissioni di padre Coughlin.

Charles Edward Coughlin

Charles Edward Coughlin nacque a Hamilton, Ontario, il 25 ottobre 1891.
Fin dall’adolescenza volle essere un sacerdote. Fu ordinato prete nel 1916.
Insegnò per sette anni all’Assumption College in Ontario e nel 1923 si trasferì a Detroit. Vi fondò una chiesa a Royal Oak, nel Michigan, con una congregazione di 28 famiglie.

Essendo appassionato di baseball, incontrò Dick Richards, proprietario dei Detroit Tigers, che si offrì di sponsorizzare un discorso di mezz’ora sulla sua stazione radio.
Padre Coughlin iniziò le sue trasmissioni radiofoniche domenicali su WJR nel 1926. I temi erano la famiglia, con particolare attenzione ai bambini.
Un critico anti-Coughlin, Wallace Stegner, ricorderà che in mezzo alla disperazione della Grande Depressione la voce di padre Coughlin era “di una ricchezza così dolce, così virile, così calorosa, così intima, così confidenziale, così emotiva e aggraziata, che chiunque si sintonizzasse su di essa quasi automaticamente tornava a sentirlo di nuovo.
Egli fu senza dubbio una delle grandi voci del ventesimo secolo”.

La sua popolarità crebbe rapidamente e le donazioni fioccarono, permettendogli di acquistare spazio su altre stazioni. La trasmissione venne ripresa dalla CBS.
La sua congregazione salì a 2.600 famiglie, e fu aggiunta alla Chiesa una torre di 60 metri che venne usata per le trasmissioni. Il 30 gennaio 1930 padre Coughlin trasmise il suo primo discorso politico, riferendosi ai “bolscevichi e ai banchieri che li sostengono”.

Attaccò il presidente Herbert Hoover. Il senatore Hamilton Fish Jr. chiese a Coughlin di testimoniare a Washington contro al Comunismo. Ma le sue trasmissioni furono improvvisamente cancellate dalla CBS nel 1931. Tuttavia, Coughlin fece appello ai propri ascoltatori per ottenere fondi e, tramite il servizio postale, riceveva 80.000 lettere alla settimana, e presto sviluppò una propria rete radiofonica che raggiunse circa dieci milioni di ascoltatori. A Royal Oak fu costruito un nuovo ufficio postale proprio per gestire l’enorme quantità di posta che Coughlin riceveva.

O Roosevelt, o la rovina

Durante le elezioni presidenziali del 1932 Coughlin promosse fortemente la candidatura di Franklin D. Roosevelt, con lo slogan ‘O Roosevelt, o la rovina’, descrivendo il piano di Roosevelt di un ‘New Deal’ per far ripartire l’economia americana come ‘Il patto di Cristo’.

A questo punto l’audience radiofonica era stimata tra i 30.000.000 e i 45.000.000 di ascoltatori. Roosevelt incontrò Coughlin varie volte per sollecitare il suo sostegno, e Coughlin scrisse vari discorsi per Roosevelt.
La gerarchia cattolica approvò, e Papa Pio XI scrisse a Coughlin, congratulandosi con lui per la sua adesione alla dottrina sociale della chiesa cattolica. Una volta che Roosevelt assunse la presidenza, Coughlin lo vide presto come un burattino dei banchieri internazionali. La rottura con Roosevelt divenne pubblica nel marzo del 1933 e durante una trasmissione disse di considerare Roosevelt un “peso”.

I 16 credo del movimento anti usurai

Pubblicò dei libri che vendettero milioni di copie e che potrebbero essere letti con profitto anche ai giorni nostri, dato che il sistema bancario non ha sentito alcun bisogno di auto-riformarsi. Ecco i sedici principi enunciati da padre Coughlin nel fondare il suo movimento:

  1. Credo nella libertà di coscienza e nella libertà di educazione, non permetterò allo Stato di dettare il mio culto nel mio Dio o la mia vocazione nella vita.
  2. Credo che ogni cittadino disposto a lavorare e capace di lavorare riceverà un salario annuo, giusto e che gli permetterà sia di mantenere, che di educare la sua famiglia, secondo gli standard della decenza americana.
  3. Credo nella nazionalizzazione di quelle risorse pubbliche che, per loro stessa natura, sono troppo importanti per essere mantenute sotto al controllo dei privati.
  4. Credo nella proprietà privata più di tutte le altre proprietà.
  5. Credo nella difesa del diritto alla proprietà privata ma nel controllo della stessa per il bene pubblico.
  6. Credo nell’abolizione del sistema bancario privato della Federal Reserve e nella creazione di una Banca Centrale di proprietà del Governo.
  7. Credo nella sottrazione dalle mani dei proprietari privati del diritto di coniare e regolare il valore del denaro, diritto che deve essere restituito al Congresso, a quale appartiene.
  8. Credo che uno dei principali doveri di questa Banca Centrale di proprietà del Governo sarà quello di mantenere il costo della vita in equilibrio e di provvedere al rimborso dei debiti in dollari, con dollari di pari valore.
  9. Credo nella copertura del costo di produzione, più un equo profitto, per l’agricoltore.
  10.  Credo non solo nel diritto dei lavoratori di organizzarsi in sindacati, ma anche nel dovere del Governo, che sostiene il lavoratore, di proteggere queste organizzazioni contro agli interessi acquisiti della ricchezza e dell’intelletto.
  11. Credo nel richiamo di tutte le obbligazioni non produttive e quindi nell’alleggerimento della tassazione.
  12. Credo nell’abolizione delle obbligazioni esenti da imposte.
  13. Credo nell’ampliamento della base imponibile, secondo i principii della proprietà e della capacità di pagamento.
  14. Credo nella semplificazione del Governo e nell’ulteriore abolizione di una tassazione schiacciante dalle esili entrate che competono alla classe lavoratrice.
  15. Credo che, in caso di guerra per la difesa della nostra Nazione e delle sue libertà, ci sarà una coscrizione di ricchezza e una coscrizione di uomini.
  16. Credo nel preferire la sacralità dei diritti umani alla sacralità dei diritti di proprietà; perché la principale preoccupazione del Governo dovrà essere per i poveri perché, come si vede, i ricchi hanno ampi mezzi propri per badare a sé stessi.

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Usurai, vil razza dannata! È uscito in edizione italiana il libro da non perdere

Recovery Fund e bilancio UE: accordo tra Europarlamento e Consiglio

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Fumata bianca nelle trattative tra Consiglio Ue e Parlamento europeo sul pacchetto economico che comprende il Bilancio Ue ed il Recovery fund. Ad annunciare l’accordo è la presidenza di turno tedesca su Twitter

BRUXELLES – I sei relatori-negoziatori del Parlamento europeo, la presidenza semestrale di tedesca del Consiglio Ue in rappresentanza dei governi dei Ventisette e la Commissione europea hanno trovato nel pomeriggio di oggi, dopo dieci settimane di durissimi negoziati nel «trilogo», un accordo politico preliminare sul nuovo bilancio comunitario pluriennale 2021-2027, con alcune importanti modifiche rispetto all’accordo raggiunto a luglio dal Consiglio europeo. Il testo di compromesso dovrà ora essere approvato dalla plenaria del Parlamento europeo e dal Consiglio Ue all’unanimità.

La conferenza dei presidenti del Parlamento europeo deciderà domani la data della votazione in plenaria, che appare certa, visto l’appoggio scontato di una forte maggioranza dell’aula e le posizioni dei gruppi politici. Più problematica sarà l’approvazione da parte di tutti i governi nel Consiglio Ue, dove in particolare Polonia e Ungheria potrebbero ancora cercare di tenere il voto in ostaggio per far valere la loro opposizione al meccanismo che condiziona l’esborso dei fondi Ue al rispetto dello stato di diritto da parte del paese beneficiario.

Lo stesso vale per il voto su un’altra decisione complementare che il Consiglio deve prendere unanimemente, quella sull’aumento del «tetto delle risorse proprie», ovvero il massimale nuovo degli impegni finanziari sottoscritti dagli Stati membri per il bilancio pluriennale. Questo decisione, che dovrà poi essere ratificata da tutti i parlamenti nazionali, è essenziale per permettere alla Commissione europea di emettere i titoli di debito comune sui mercati per finanziare il Recovery Fund (chiamato Rrf, «Recovery and Resilience Facility”) da 750 miliardi di euro.

L’opposizione dei due paesi ostili al meccanismo sullo stato di diritto sanno di non poterlo bloccare al momento della sua approvazione finale in Consiglio. In quell’occasione, infatti, basterà la maggioranza qualificata per adottare il compromesso sul meccanismo che è stato già raggiunto con il Parlamento europeo.

I relatori dell’Europarlamento, presentando l’accordo sul bilancio pluriennale in una videoconferenza nel pomeriggio a Bruxelles, hanno sottolineato con forza che ormai «il Consiglio non ha più scuse», e che i cittadini ora sapranno che tutta la responsabilità dell’evenutale ritardo per le decisioni necessarie ad attuare i programmi dell’Ue e il pino di rilancio post-pandemico «Next Generation EU» è ormai solo del Consiglio stesso.

Con il compromesso raggiunto oggi, il Parlamento europeo ha ottenuto soprattutto due cose: 16 miliardi di euro in più assegnati ad alcuni programmi chiave del bilancio pluriennale (in particolare quelli riguardanti la salute, la ricerca e il programma di scambi di studenti Erasmus+), rispetto al pacchetto concordato dai capi di Stato o di governo al vertice Ue di luglio, e un impegno vincolante sull’introduzione di sei o più nuove fonti di entrate (nuove «risorse proprie”) del bilancio Ue, con un calendario preciso per la loro introduzione.

Le nuove risorse proprie sono i meccanismi di finanziamento del bilancio comunitario diversi dai contributi annuali che gli Stati forniscono, proporzionalmente alla loro prosperità e popolazione. Alcune di queste risorse non legate ai bilanci nazionali già esistono: vengono attinte dalla tariffa doganale comune, da una parte del gettito Iva, da un prelievo sulle vendite dello zucchero.

I fondi aggiuntivi proverranno principalmente dagli importi corrispondenti alle multe sulla concorrenza che le imprese devono pagare quando non rispettano le norme dell’Ue (somme che oggi vengono restituite agli Stati membri), in linea con la richiesta di lunga data del Parlamento che il denaro generato dall’Unione europea rimanga nel bilancio dell’Ue.

Grazie a questo compromesso, in termini reali, il Parlamento europeo tra l’altro triplica la dotazione per «EU4Health», il programma per la salute (che passa da 1,7 a 5,1 miliardi di euro), garantisce l’equivalente di un anno aggiuntivo di finanziamento per Erasmus+ (con un finanziamento aggiuntivo di 2,2 miliardi), e assicura che i fondi per la ricerca continuino ad aumentare (4 miliardi in più).

Riguardo alle nuove risorse proprie, è stato accettato il principio secondo cui i costi a medio e lungo termine del rimborso del debito che deriverà dal Fondo Rrf per la ripresa non devono andare a scapito di programmi comunitari di investimento già esistenti, né devono tradursi in contributi più elevati da parte degli Stati membri. I costi del debito del Recovery Fund, che all’inizio saranno limitati agli interessi e pari solo allo 0,01% del bilancio Ue, dal 2027, con l’inizio dei rimborsi, arriveranno a pesare per il 10% sullo stesso bilancio. Le nuove risorse proprie, che verranno introdotte gradualmente secondo una tabella di marcia predefinita, serviranno proprio a finanziare questi costi.

Questa tabella di marcia è stata integrata nell'”Accordo interistituzionale», che è giuridicamente vincolante. Oltre al contributo basato sull’uso della plastica monouso, già previsto a partire dal 2021, sono previste nel primo gruppo tre nuove risorse proprie basate sulla «borsa delle emissioni» (Ets), sul futuro «meccanismo di adeguamento alle frontiere» (una «carbon tax» che colpirà le importazioni di certi prodotti fabbricati in paesi terzi che non hanno norme contro il cambiamento climatico equivalenti a quelle europee), e su un prelievo sui profitti generati nel Mercato unico dai giganti dell’industria digitale. La Commissione presenterà le sue proposte per queste nuove risorse proprie nel luglio del 2021, il Consiglio dovrà votarle entro il mese di luglio 2022, e dovranno entrare in vigore nel gennaio 2023.

Inoltre, la Commissione proporrà entro il luglio 2024 un’altra nuova risorsa propria, basata su un’imposta sulle transazioni finanziarie (Ftt), che il Consiglio dovrà approvare entro il 2025 e che dovrà entrare in vigore nel 2026. A meno che non vada in porto entro la fine del 2022 il tentativo (arenatosi da tempo ma ancora in corso) di creare una «cooperazione rafforzata» per una Ftt riguardante solo una parte degli Stati membri; in questo caso, la Commissione si impegna a proporre immediatamente (nel 2022) l’introduzione della nuova risorsa propria basata sul prelievo della cooperazione rafforzata.

Altre nuove risorse potrebbero venire poi da una nuova base imponibile comune per l’imposta sulle società, o da un contributo finanziario comunque legato al settore delle imprese. Anche in questo caso, la proposta della Commissione dovrà essere presentata nel 2024, con approvazione del Consiglio nel 2025 ed entrata in vigore nel 2026.

Un’altra novità riguarda la spesa dei finanziamenti comunitari: le tre istituzioni (Commissione, Parlamento e Consiglio) si riuniranno regolarmente per valutare l’attuazione dei fondi messi a disposizione degli Stati membri. La spesa sarà effettuata in modo trasparente e il Parlamento, insieme al Consiglio, controllerà eventuali scostamenti dai piani nazionali precedentemente concordati.

Ci sarà un monitoraggio rafforzato sul rispetto degli obiettivi in tema di clima e biodiversità, per garantire che almeno il 30% dell’importo totale del bilancio dell’Unione e della spesa dell’Ue per la ripresa sostenga gli obiettivi climatici. Inoltre, è stato inserito un obiettivo riguardante gli obiettivi della biodiversità: il 7,5% della spesa annuale dovrà essere dedicata agli obiettivi della biodiversità a partire dal 2024 e il 10% a partire dal 2026.

Infine, un’altra priorità orizzontale del nuovo bilancio pluriennale sarà la promozione della parità di genere, accompagnata da un’approfondita valutazione dell’impatto dei programmi comunitari in questo campo.

(con fonte Askanews)

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https://www.diariodelweb.it/economia/articolo/?nid=20201111-547472

Coronavirus, più morti in Italia che negli Usa. Stanno già scegliendo chi salvare

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La gestione della pandemia è già fra le peggiori al mondo

Nell’ultimo mese i morti per coronavirus in Italia in rapporto al numero degli abitanti sono stati il doppio esatto di quelli registrati nei vituperati Stati Uniti di Donald Trump e superiori del 50% a quelli registrati nel Brasile di Bolsonaro. Peggio di Gran Bretagna, di Germania e di Francia e il solo caso così grave è stato quello della Spagna. Per capirci un mese fa l’Italia aveva registrato da inizio pandemia un morto ogni 1.654 abitanti e gli Stati Uniti a quella data un morto ogni 1.491 abitanti. A ieri il conteggio è questo: in Italia un morto ogni 1.422 abitanti e negli Stati Uniti un morto ogni 1.377 abitanti. Come si può vedere la propaganda la può fare chiunque, ma visto che il primo compito di ogni paese è cercare di salvare dalla pandemia quante più vite possibili la gestione della crisi da parte del governo di Giuseppe Conte è assai simile nei numeri negativi a quella americana: una delle più disastrose del mondo. Davanti ai 580 morti di ieri non si possono tacere più per amore di patria gli errori clamorosi di un governo che invece di chiedere scusa scarica le sue responsabilità sul popolo italiano che a suo dire avrebbe messo le ali al virus per i suoi comportamenti non virtuosi. Non è più tollerabile sentirlo: si guardino allo specchio Conte, i suoi ministri e l’esercito delle loro truppe di parlamentari e consulenti.

Siamo tornati allo stesso dramma delle prime settimane di marzo: negli ospedali di gran parte di Italia si decide preventivamente chi salvare e chi no, perché non c’è posto per tutti nelle terapie intensive né in quelle subintensive. Ogni giorno ci sono decine di morti che sarebbero stati evitabili e che sono dovuti alle balle raccontate sul rafforzamento della rete ospedaliera e dei posti di terapia intensiva. Non è vero che ci siano, e lo sapeva bene il comitato tecnico scientifico quando a fin e settembre nelle sue riunioni si è posto il problema chiedendo i dati- che non aveva- alla società italiana degli anestesisti e dei rianimatori. Furono loro a fare scandalo il 6 marzo scorso quando in documento fatto circolare fra i propri membri avevano fornito dei criteri per escludere dalle terapie salva-vita chi aveva poche possibilità di farcela. Non ci giriamo intorno: significava scegliere per un posto in terapia intensiva fra un numero di casi gravi solo quelli che avevano meno anni e meno acciacchi pregressi. Siamo di nuovo in quella stessa identica situazione: non arrivano in terapia intensiva molti ultraottantenni, e l’età sembra davvero lo sparti-acque più decisivo, perché se poi si vedono le cosiddette co-morbilità che riguardano gli indici di morbilità, la principale individuata nei rapporti del ministero della Salute è l’ipertensione, cioé la pressione alta che è comune a tantissimi anziani e che senza coronavirus avrebbe consentito loro di vivere ancora molti anni prendendo una pasticca. Non è un caso se quella stessa società degli anestesisti e rianimatori (la Siaarti) ha vergato a fin e ottobre un nuovo documento questa volta coinvolgendo i medici del Fnomceo con le istruzioni “etiche” da fornire a chi opera sul fronte del coronavirus in caso di drammatica scelta su chi salvare e chi no. “Coloro”, vi è scritto, “che non sono trattabili in modo intensivo, ovvero non sono eleggibili ad un trattamento intensivo a causa dell’improbabilità d’ottenere concreti, accettabili e duraturi benefici clinici, sono comunque presi in carico prestando loro le cure appropriate e proporzionate di cui vi sia disponibilità”. E ancora: “All’impossibilità di erogare un determinato trattamento sanitario in condizioni eccezionali di squilibrio tra necessità e risorse disponibili, non può seguire l’abbandono terapeutico, dovendo il medico sempre provvedere, in considerazione della sua posizione di garanzia, a porre in atto le valutazioni e l’assistenza necessaria affinché l’eventuale progressione della patologia risulti il meno dolorosa possibile e soprattutto sia salvaguardata la dignità della persona, mediante un sostegno idoneo ad alleviarne le sofferenze fisiche, psichiche e spirituali”. Traduco nella realtà che purtroppo si sta sperimentando in molti ospedali italiani: entra un paziente ammalato di coronavirus molto anziano, non ci sono posti né ventilatori per tutti, e si sceglie. I ventilatori sono riservati a quelli che hanno più chance di farcela. Gli altri si provano a curare e in caso di crisi respiratoria si lasciano morire alleviando solo le sofferenze con uso abbondante della morfina.

E’ l’orrore in cui speravamo di non precipitare più. E invece ci siamo per esclusiva responsabilità di chi non ha governato lo stato di emergenza che aveva chiesto e si è nascosto dietro un paravento ripetuto fino alla nausea (“facciamo quello che dicono gli scienziati”), che è anche questo falso. Consiglierei a tutti la lettura dei verbali del Cts delle tre ultime sedute di settembre appena pubblicate. Perché smontano tonnellate di bugie dette da membri del governo, ad esempio sulla sicurezza delle scuole. “L’avvio dell’anno scolastico, seppure con attente misure di contenimento messe in atto”, scrive il Cts, “ha riportato in presenza più di 11 milioni di cittadini, fra alunni e lavoratori del mondo della scuola”, che diventavano 14 milioni con riapertura di asili e Università, e si aggiungevano al 50% di lavoratori della Pa in presenza e alla capienza del trasporto pubblico locale all’80%. “Come prevede l’OMS dopo ogni misura di rilascio è necessario attendere 14 giorni più il periodo di monitoraggio dei dati, per ottenere una valutazione esaustiva degli effetti sull’andamento della curva epidemica. Alla luce di queste considerazioni quindi è plausibile che non si riesca ad ottenere un quadro complessivo dell’impatto delle riaperture di settembre prima della fine del mese di ottobre. Il Cts rileva che ancora oggi la circolazione del virus Sars Cov 2 rimane elevata con situazioni locali che in alcuni casi destano particolare preoccupazione”. A fine ottobre dunque avremmo dovuto vedere gli effetti della riapertura delle scuole, e non quando Lucia Azzolina diceva sciocchezze a vanvera per tranquillizzare. E a fine ottobre quei numeri abbiamo visto.

 

DA

https://www.iltempo.it/politica/2020/11/11/news/coronavirus-morti-oggi-italia-lockdown-ospedali-pieni-medici-scelgono-chi-salvare-25194424/

Buttafuoco: Pd e 5 Stelle sono il nuovo establishment

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Pietrangelo Buttafuoco (Catania, 2 settembre 1963) è un giornalista e scrittore italianoopinionista e conduttore di programmi di successo.

Dal febbraio 2015 scrive per il Fatto Quotidiano e a partire dal 2019 inizia anche a collaborare con Il Quotidiano del Sud . Nello stesso anno è nominato presidente del Teatro Stabile d’Abruzzo.


  • Buttafuoco, quali sono i rapporti di forza all’interno dell’attuale maggioranza?

Dopo la dabbenaggine di quello sciagurato agosto, quando Salvini ha fatto saltare tutto riconsegnando le chiavi della città al sistema, i cosiddetti antisistema, cioè il M5S, si sono ritrovati nella condizione di essere gratificati e accolti in società.

Improvvisamente sono stati dimenticati i congiuntivi sbagliati.

E lo stesso Giuseppe Conte, che veniva additato dalla stampa nazionale e internazionale come il rappresentante dell’anonimo “pescato dal caso”, diventava uno statista. Tutti dimenticavano come venisse spernacchiato per essere l’omino nella mani di Rocco Casalino. Hanno vissuto l’ebrezza di essere finalmente accettati in società.

Quell’esperienza del Governo Giallo Verde dove si univano i due antagonismi, in contrapposizione allo status quo e al sistema, si è ribaltata nell’esatto contrario.

Dobbiamo inoltre ricordare che per la prima volta nella storia dell’Italia repubblicana, il SUD aveva votato per l’antisistema. Quel territorio che era sempre stato considerato un bagaglio elettorale a disposizione dei vecchi partiti (DC, PSI e PCI), aveva scelto l’esatto contrario.

  • Cosa successe allora?

Salvini aveva calcolato male.  Si era fatto forte di un 40 % che oggi è completamente inutilizzato e il vantaggio che gli altri si sono presi, è inaudito. Quelli non fanno prigionieri!

  • Dunque oggi, chi tira le fila?

Abbiamo, in questo momento, la peggiore delle condizioni.

Si ritrovano a comandare senza l’incomodo di vincere le elezioni. Hanno probabilmente anche lasciato in difficoltà quanti, all’interno del movimento, avrebbero preferito sicuramente stare al governo con la Lega piuttosto che con il PD.

Conte è espressione della palude del sistema di potere romano e lì l’errore fondamentale è stato nominarlo Premier per ben due volte. Sarebbe stato molto meglio scegliere Di Maio. Sarebbe stata una scelta politica.

I rapporti di forza all’ interno della maggioranza ovviamente sono tutti del PD. Il Movimento cinque stelle ringrazia per il miracolo ricevuto.

  • Ma in tutto questo, il centro destra in Italia esiste ancora?

Non credo.

Il centro destra era legato alla figura di Berlusconi. Anche lui oggi ha attraversato una mutazione. Di sé stesso, del suo mondo e di quella che era l’alchimia del centro destra.

Averlo visto da Fabio Fazio accolto e acclamato, ha completato un circuito di trasformazione perché lui ha veramente diviso l’Italia in due. C’era quella parte che lo amava e un’altra che lo odiava. Ora quell’Italia che lo odiava ne ha quasi tenerezza, lo rimpiange. Lo accoglie. Mi ha fatto riflettere vederlo omaggiato e santificato da Fazio.

Perché, ancora una volta, la vecchia talpa della storia simpaticamente scava nel terreno del paradosso. E non c’era manco bisogno di litigare con Indro Montanelli perché si è ritrovato nella stessa condizione. Applaudito alla Festà dell’Unità televisiva.

Non ci sono le condizioni di immaginare dunque un centro destra.

  • In che senso?

Allo stato attuale siamo nella condizione di immaginare una risposta alternativa all’attuale sistema di potere e ad una minoranza egemone, che comanda in Italia da molto e troppo tempo. Noi dobbiamo fare i conti con il PD che somma due soggetti apparentemente contrapposti il PCI e DC. Il PD è questo. La sintesi di un qualcosa che arriva da lontano. Dalla prima repubblica. E’ caduto il muro di Berlino ma con questo il comunismo non è stato cancellato. Tanto è vero che oggi, nello scacchiere internazionale, la prima potenza globale al mondo è guidata dal Partito Comunista e sto parlando della Cina, che ha un potere molto più forte di quanto possano avere persino gli Stati Uniti d’America.

Il PD è espressione di un potere che oramai ha esaurito la sua capacità di progettare e costruire il futuro. Quindi non è una questione di fare destra o sinistra è di capire se questa struttura di sistema è in grado di reggere la crisi o transizione che sia che stiamo vivendo.

  • Pandemia e Covid. Cosa ci sta insegnando questa situazione?

Noi dell’attuale pandemia abbiamo studiato, verificato, analizzato tutta una serie di conseguenze che sono quelle delle ricerca medica, organizzazione sanitaria e del minimo di struttura che si deve dare alla società. Ma non abbiamo considerato un altro aspetto che è totalmente politico e geopolitico. Non abbiamo considerato il POLEMOS di guerra in atto. Quando dobbiamo immaginare una guerra, vediamo stazioni e aeroporti bombardati affinché non arrivino e decollino mezzi. Immaginiamo ospedali bombardati affinché non siano fruibili da chi ne ha bisogno. Stessa cosa quando ci troviamo davanti a scuole.

Non c’è bisogno di bombardare Gorla, come avvenne in passato. Adesso è sufficiente immaginarla nel caos attuale per evitare che ci vadano i bambini. Allo stesso modo non abbiamo modo di rivedere una guerra con i proiettili e con il rumore e la distruzione quando tutte queste strutture sono già state rese immobili.

  • Scenario politico post pandemia?

Ieri era l’anniversario del crollo del Muro di Berlino. Con quel simbolo, crollava il comunismo e perché invece la muraglia Cinese è rimasta integra e potente nel gioco del mondo? Dobbiamo fare i conti con questo.

  • Cosa intende dire?

Vede, DC e PCI una volta erano cane e gatto, mentre oggi sono un unico riferimento per un sistema che secondo me sta dando solamente colpi di coda. Basta vedere come hanno reagito con l’elezione di Biden. Ovviamente Trump è quanto di peggio si possa immaginare. Mike Pompeo, Dio ce ne scampi!

Ma sono degli elementi di sovversione e di aggregazione di una società. Ma con Biden torna invece prepotente un sistema di potere che, da quello che posso vedere, è nei suoi colpi di coda più pericolosi. Basti ricordare il caos che hanno generato in Medio Oriente. Basta vedere che cosa è stata quella dottrina dell’esportazione della democrazia con la distruzione di realtà statuarie e di sovranità.

  • Cosa si può fare? Cosa devono fare la politica e l’Italia per uscire da questa situazione?

La politica deve superare questa fase provinciale e restituirsi alla sua vocazione universale e immaginare uno scenario ulteriore. Il centro sinistra è il riferimento per un sistema di potere che abbiamo sotto gli occhi. Da quell’agosto in poi, non c’è angolo di Italia che non sia lottizzato da questo sistema di potere.

  • Caso Open? Che idea si è fatto?

Mi sottraggo al rituale italiano di dire “ho fiducia nella magistratura”. So perfettamente che nel vuoto di potere l’unico soggetto decisore politico forte in Italia sono le procure.

  • Mi spiega perché il governo ha deciso di chiudere cinema e teatri?

Perché immagino che il ministro sia ipocondriaco.

Secondo me è semplice il meccanismo mentale per il quale hanno preso questa decisione. Intanto vivono la gestione di tutta l’attività culturale e artistica come una dimensione di nicchia. E quindi pensano che solo una nicchia possa protestare perché si basano solo sui sondaggi e non tanto le relazione tecniche. Fanno dunque una valutazione approssimativa. “Ne accontentiamo 100 ne scontentiamo 3”.

A loro basta la complicità oscena di molti vip, che fanno collegamenti Skype su Rai Uno, fanno la loro comparsata,  il loro sermoncino e su quello accontentano il governo.

Noi in Italia siamo un’eccezione rispetto a quello che da sempre è stato l’andazzo creativo spirituale potentissimo dell’arte, che ha fabbricato sempre negli artisti un elemento di sovversione, eversione di delinquente allegria. Mentre noi abbiamo artisti che sono tutti più o meno gendarmi del pensiero unico , sceriffi a disposizione dello status quo, moralisti insopportabili.

Caravaggio? Oggi sarebbe censurato.  Fazio non lo inviterebbe mai nelle sue trasmissioni.

Se dobbiamo credere a quello che ci raccontano stiamo  vivendo adesso la stagione migliore in assoluto. Andrà tutto bene, diventeremo migliori. Quello è.

DA

Buttafuoco: Pd e 5 Stelle sono il nuovo establishment

Elezioni Usa, Trump ora può contare su tre novità importanti

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La Pennsylvania è ancora in bilico: Trump è convinto che le elezioni non siano finite. Intanto dagli States arrivano altre due notizie rilevanti

Donald Trump è convinto di poter dire ancora la sua: lo spoglio delle schede è ancora in corso e tra ricorsi e controricorsi è possibile che qualcosa, da qui alla prossima settimana, possa cambiare.

Difficile che il risultato venga ribaltato, ma il tycoon continua ad ostentare ottimismo a mezzo social, sostenendo che alla fine vincerà la sua battaglia, ossia le elezioni presidenziali. La novità principale riguarda il possibile rimescolamento dei risultati negli Stati chiave: secondo quanto riportato pure da Dagospia, il sito Real Clear Politics, che non è vicino a Donald Trump, avrebbe evitato di assegnare la Pennsylvania a Joe Biden. Quel risultato era stato invece utilizzato dalla Cnn per “chiamare” – così si dice in gergo – la vittoria del candidato degli asinelli.

Per quel che riguarda questo Stato, che è governato da un Democratico, Trump segnala soprattuto come agli osservatori repubblicani non sia stato consentito di assistere allo spoglio. C’è un atto giuridico che riguarda questo tema che ha iniziato il suo iter. Al fine di raggiungere 270 grandi elettori – così come previsto dal sistema elettorale americano – è necessario per Joe Biden strappare la maggioranza dei voti in quello Stato. Altrimenti gli servirebbero altri incastri, che non possono essere dati per scontati in partenza, considerando che in Nevada ed Arizona gli scrutatori stanno ancora lavorando. E Trump, nei suoi interventi social, ha annunciato che qualcosa dovrebbe cambiare all’inizio della prossima settimana.

I riconteggi, per legge, dovrebbero invece avvenire in Michigan, in Wisconsin ed in Georgia, dove il distacco tra i due contendenti è davvero risicato. Il presidente degli Stati Uniti in carica, al netto di quanto scritto da molti commentatori italiani in questi giorni, non sembra affatto persuaso della vittoria del rivale. Melania ed Ivanka Trump, nel frattempo, hanno preso la medesima posizione: bisogna contare i voti legali, hanno fatto sapere entrambe. Anche il Gop, con il vicepresidente Mike Pence in testa, è convinto dello stesso principio. E i leader della maggioranza in Senato e della minoranza al Congresso non si sono affatto discostati dalla linea trumpiana. Chi la pensa diversamente è Mitt Romney, che ha sostanzialmente chiesto a Trump di riconoscere la vittoria di Biden. Una considerazione condivisa anche da George W.Bush. Ma questi due esponenti fanno parte della vecchia gestione del Partito Repubblicano.

Intanto The Donald ha lanciato anche un Super Pac destinato a raccogliere fondi per le sue future attività politiche. Il 2024 non è poi così lontano, e Trump avrebbe persino manifestato l’intenzione di candidarsi alle presidenziali che si terrano tra quattro anni. Al momento, però, Trump sembra ancora convinto di poter trionfare in questo appuntamento elettorale, sul quale non è ancora arrivata ufficialmente la parola “fine”. Tra accuse di brogli e presunti errori dei software, il tycoon conta di presentare un numero di questioni sufficientemente corposo, per poter magari giungere dinanzi al giudizio della Corte Suprema. Ma la strada per questo obiettivo non è proprio semplice. A ben vedere, la strategia di Trump potrebbe anche essere legata alle tempistiche: più tempo passa, più il Gop potrebbe avere difficoltà a sganciarsi, in caso, dalla sua figura.

Joe Biden ed il suo team intanto stanno valutando a loro volta se presentare azioni nei confronti di Trump. Il presidente eletto è già attivo nel campo della pandemia, per cui ha sostanzialmente già disposto la sua task force, ma non può dirsi in carica. Per l’ufficializzazione e l’insediamento, se tutto dovesse andare come previsto, bisognerà aspettare il prossimo 20 gennaio. Ma Trump pare avere intenzione di complicare non poco le cose per Biden. Proprio in queste ore, l’ex vicepresidente di Barack Obama starebbe valutando addirittura una serie di azioni da presentare nei confronti della amministrazione guidata da Trump.

DA

https://www.ilgiornale.it/news/mondo/elezioni-usa-trump-ora-pu-contare-su-tre-novit-importanti-1902479.html

Studi antimassonici: rigore e verità!

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenzaAlbert_Pike_portrait
Comunicato n. 95/20 del 10 novembre 2020, Sant’Andrea Avellino

Studi antimassonici: rigore e verità! 

Segnaliamo un articolo della rivista francese “Héritage”, tradotto e pubblicato dalla rivista “Sodalitium” (nn.70-71, settembre 2020), sui problemi di documentazione di alcuni studi anti-massonici.

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Presentiamo ai nostri lettori un articolo tratto dalla rivista francese “Héritage” (n. 12, pp. 26-28). La nostra rivista si è sempre schierata contro la massoneria, e nel contempo ha sempre pensato che una seria battaglia antimassonica debba poggiare su una solida e seria documentazione, evitando pertanto argomenti poco credibili che invece di suffragare la nostra lotta finiscono con lo screditarla. L’articolo che state per leggere è un buon esempio di quello che intendiamo, e chiarisce le idee sul preteso carteggio tra Pike e Mazzini al quale spesso fa riferimento – con poca acribia – una certa stampa antimassonica, sia di lingua italiana che di lingua francese.

PROBLEMI DI DOCUMENTAZIONE IN ALCUNI LIBRI ANTI-MASSONICI.
I casi di Pio XII e di Albert Pike. A proposito di una citazione di Pio XII

Un lettore, Joseph R., ci scrive:

“Grazie per aver pubblicato questo elenco di condanne papali verso la frammassoneria. (1) Troppi cattolici ignorano o vogliono ignorare questa incompatibilità radicale, letteralmente “martellata” dai Sommi Pontefici nel corso dei secoli. (…) Tuttavia ho notato una diversità fra la vostra versione della citazione di Pio XII del 1958 (2) e quella che ho trovato qua e là su internet: “Le radici dell’apostasia moderna sono: l’ateismo scientifico, il materialismo dialettico, il razionalismo, il laicismo e la loro madre comune: la Massoneria (…)”.

Ecco la risposta di Frédéric Chermont, del Centre d’études sur la francmaconnerie, che collabora a L’Héritage.

La citazione che lei ricorda era troppo bella, fin troppo “enorme”. Essa è falsa e quella che noi abbiamo pubblicato è l’esatta versione: “La rottura dell’unità cristiana in Europa, l’ateismo Il libro di Massimo Firpo e Germano Maifreda sul cardinale Morone scientifico, il razionalismo, l’illuminismo, il laicismo, il materialismo dialettico, la massoneria sono alcune delle cause di questo lento processo di sviamento intellettuale e morale di cui vediamo oggi le ultime conseguenze”. Prima di pubblicarla, dato che ne circolano parecchie versioni, siamo andati a consultare un esemplare de la Documentation Catholiquedel 1958 (vedi fotografia) (3), che ognuno può verificare per conto suo in qualche biblioteca francese. Dispiace che in diversi libri di critica dedicati alla massoneria, la versione falsa sia quella più diffusa!

È un vero peccato…

La maggior parte del tempo gli autori antimassonici si servono di quello che è stato scritto prima di essi (il che può essere veramente utile): ma ahimè spesso sembra che riprendano ciò che i loro predecessori hanno scritto senza nessun lavoro di verifica né di ricerca. Così un errore instillato da decenni si ritrova in numerose opere nel corso delle generazioni…

Ora, la critica di questa organizzazione occulta e potente, che si serve di confusione e menzogna, deve essere fatta in modo molto rigoroso, col rischio di essere screditata e quindi perfettamente inutile.

Albert Pike e la “dottrina luciferina”

A questo proposito si può ricordare il caso del famoso scritto di Albert Pike su “la purezza della dottrina luciferina”.

L’influente Albert Pike (1809–1891), cittadino degli Stati Uniti d’America, fu un dignitario massonico ad altissimo livello, in particolare “Gran Comandante” della “Giurisdizione Sud” del “Rito scozzese antico e accettato” per trentadue anni (4).

In diverse opere o studi antimassonici, si fa spesso riferimento a delle “Istruzioni del Supremo Consiglio di Charleston ai 23 supremi Consigli Confederati”, redatte da Albert Pike (mettiamo in neretto il passo più importante): “(…) Quello che dobbiamo dire alla gente, è: Noi adoriamo un Dio, ma è il Dio che si adora senza superstizione.

A voi, Sovrani Grandi Ispettori Generali, Noi diciamo, perché voi lo ripetiate ai fratelli del 32°, 31° e 30° grado: – La religione massonica deve essere, per tutti noi, iniziati degli alti gradi, mantenuta nella purezza della dottrina luciferina.

(…) Se Lucifero non era affatto Dio, Adonai, di cui tutti gli atti attestano la crudeltà, la perfidia, l’odio dell’uomo, Albert Pike La documentation Catholique del 1958 la barbarie, la repulsione per la scienza, se Lucifero non era affatto Dio, Adonai e i suoi preti lo calunnierebbero? (…) Sì, Lucifero è Dio, e disgraziatamente Adonai lo è anche lui. (…) Dunque, la dottrina del Satanismo è un’eresia: e la vera e pura religione filosofica, è il credo in Lucifero, eguale ad Adonai, ma Lucifero Dio di Luce e Dio del Bene, che lotta contro Adonai Dio delle Tenebre e Dio del Male.”

Anche lì, “è troppo bello”, la citazione è troppo sensazionale, troppo shoccante, troppo comoda per certi antimassoni che vi si sono gettati sopra, riprendendola nel corso delle pubblicazioni, senza alcuna verifica.

La maggior parte degli autori che la riprendono, dal 1967 fino ad oggi, dicono che è stata pronunciata il 14 luglio 1889 e danno come fonte il giornale The Freemason (settimanale pubblicato a Londra) del 19 gennaio 1935.

Ora noi abbiamo verificato: nessuna citazione del genere compare in quel numero di The Freemason(5)!

Incredibile!

Altre opere antimassoniche, generalmente più vecchie, danno come fonte di questa citazione su “la purezza della dottrina luciferina” il libro di Abel Clarin de la Rive (1855–1914) La Donna e il Bambino nella Massoneria Universale(6).

In realtà, sembra (7) che l’insegnamento di Pike sia stato menzionato per la prima volta da Gabriel Jogand-Pagès, meglio conosciuto con lo pseudonimo di… Leo Taxil [la cui personalità è controversa anche negli ambienti antimassonici (8)] nella sua opera Vi sono donne nella massoneria? (9) Vi si trova solo qualche estratto di quest’affermazione relativa alle donne, ma non il testo intero. Il passaggio sulla “purezza della dottrina luciferiana” non esiste.

Il testo è stato, poi, interamente pubblicato da Adolphe Ricoux nella sua opera francese l’Esistenza delle logge femminili(10), con il titolo “Istruzioni del Gran Consiglio di Charleston ai 23 Consigli Supremi confederati”.Si tratta della prima circostanza nota di questo proposito diabolico attribuito a Pike. Ora, Adolphe Ricoux è uno pseudonimo di… Leo Taxil.

In conclusione, lungi dall’essere, come si crede generalmente, un argomento schiacciante, l’istruzione “luciferiana” di Albert Pike dev’essere considerata – fino a nuovo ordine – di dubbio valore.

La lettera di Albert Pike a Mazzini e le tre guerre mondiali

Nello stesso ordine di idee, non si può non soffermarsi sulla famosa lettera di Albert Pike al rivoluzionario italiano Giuseppe Mazzini, in cui annunciava nel 1871 tre guerre mondiali e i loro scopi segreti.

A tal riguardo, la fonte maggiormente conosciuta è il libro del canadese William Guy Carr (1895–1959): Pedine sulla scacchiera(11). Innanzitutto, Carr parla del contenuto della lettera, senza citarla direttamente (e non usa virgolette): “Il piano di Pike era semplice e si rivelò essere efficace. Bastava che il comunismo, il nazismo, il sionismo politico e gli altri movimenti internazionali fossero organizzati e usati per fomentare le tre guerre generali e le tre grandi rivoluzioni.

La Prima Guerra Mondiale doveva permettere agli Illuminati di destituire il potere degli zar in Russia e di trasformare questo paese grazie al dominio del Comunismo ateo. Le divergenze “naturali”, attizzate dagli Agenti degli Illuminati tra La testata della rivista su cui si troverebbe l’istruzione luciferina di Pike gli Imperi britannico e tedesco dovevano servire a fomentare queste guerre. Una volta terminato il conflitto, il Comunismo avrebbe dovuto essersi creato ed essere usato per distruggere gli altri governi e indebolire le religioni.

La Seconda Guerra Mondiale doveva essere fomentata giocando sulle divergenze tra fascisti e sionisti politici. Questa guerra doveva portare alla distruzione del Nazismo e aumentare la potenza del Sionismo Politico in modo che lo stato sovrano d’Israele potesse affermarsi in Palestina. Durante la Seconda Guerra Mondiale, la potenza del Comunismo Internazionale doveva raggiungere lo stesso livello di quella dell’intera Cristianità. Arrivati a questo punto, doveva essere messo da parte fino al suo utilizzo per l’ultimo cataclisma sociale.

Qualsiasi persona informata può forse negare che Roosevelt e Churchill abbiano messo in atto questa politica?

La Terza Guerra Mondiale dev’essere fomentata dalle divergenze che gli agenti degli Illuminati istigheranno tra i Sionisti Politici e i capi del mondo musulmano. Bisogna portare avanti la guerra in modo da arrivare alla distruzione dell’Islam (compreso il Mondo Arabo, la religione di Maometto) e del Sionismo Politico (che comprende lo Stato d’Israele). Allo stesso tempo, le altre nazioni sempre più divise tra loro a tal riguardo, saranno costrette a scontrarsi fino ad uno stato di distruzione completa sia fisica, mentale, spirituale che economica” (Chiamiamo questo estratto “prima parte”).

Poi Carr cita direttamente questa lettera: “Ci sganceremo dai Nichilisti e dagli Atei e provocheremo un formidabile cataclisma sociale che mostrerà alle nazioni, in tutto il suo orrore, l’effetto dell’ateismo assoluto, che è all’origine della ferocia più cruenta e dello sconvolgimento totale. Così, obbligati a difendersi ovunque dalla minoranza dei rivoluzionari, i cittadini stermineranno questi distruttori della civiltà. La folla, riempita di disillusioni nei confronti del Cristiane33 simo i cui adoratori saranno in questo momento disorientati e alla ricerca di un ideale, senza sapere verso dove dirigere la loro adorazione, riceverà la vera illuminazione dalla manifestazione universale della pura dottrina di Lucifero. Verrà finalmente rivelata al popolo; questa manifestazione deriverà dal movimento reazionario generale che segue da vicino la distruzione del Cristianesimo e dall’Ateismo, conquistati e distrutti entrambi nello stesso momento” (seconda parte).

Carr presenta questa lettera estremamente compromettente come “repertoriata nella Biblioteca del British Museum di Londra”, ma non ve ne è alcuna traccia in questa biblioteca. “W. G. Carr, forse, ha potuto accedervi prima che il museo la sopprimesse?”, potremmo ribattere. Sarebbe comunque una fonte fragile per delle affermazioni così gravi…(12).

In compenso, in questo suddetto museo, è stato repertoriato un libro famoso ai suoi tempi, intitolato Il Diavolonel XIX secolo, scritto dal dottor Bataille. Vi viene evocata la lettera di cui stiamo Un libro che ha segnato un’epoca parlando (ma senza il passaggio sulle tre guerre mondiali): si tratta della fonte originale, o almeno della prima evocazione nota ad oggi. Ora, dottor Bataille è uno pseudonimo collettivo dietro cui troviamo, ancora una volta, … Leo Taxil.

Inoltre, nel suo libro, Satana, Principe di questo mondo(13), Carr lascia intendere di non aver consultato egli stesso la lettera!

Nella nota 9 a piè di pagina, scrive in effetti: “Il guardiano dei manoscritti ha recentemente informato l’autore che questa lettera NON è catalogata nella biblioteca del British Museum. Sembra strano che un uomo colto come il Cardinal Rodriguez abbia detto che ci fosse nel 1925”.

Fa riferimento al libro del cardinale cileno Rodriguez (1866-1958), arcivescovo di Santiago del Cile Il mistero svelato della massoneria(14), che, in effetti, parla del British Museum negli stessi termini di Carr ne Le pedine sulla scacchiera, ma dice innanzitutto che questa lettera viene svelata ne… Il diavolo nel XIX secolo.

Sottolineiamo che il cardinal Rodriguez cita solo la seconda parte della lettera e, come d’altronde il “dottor Bataille” non dice nulla della prima.

Riassumiamo: la prima parte della lettera di Pike (che parla delle tre guerre mondiali) si trova solo ne Le pedine sulla scacchiera, unica fonte in cui vengono citate; inoltre, Carr fa intendere in un libro successivo di non averla letta personalmente. La seconda parte si trova per la prima volta ne Il diavolo nel XIX secolo ed è solo un estratto di un testo molto più lungo. Il riferimento a questa lettera, quindi, non potrà essere molto convincente per uno studioso rigoroso… Ecco, quindi, che bisognerebbe innanzitutto riaprire il “dossier Leo Taxil” (almeno per la seconda parte della lettera e per le istruzionisulla “purezza della dottrina luciferiana”) e dimostrare che non sia stato quell’impostore che tutti dipingono quasi all’unanimità.

Se i nostri lettori avessero altre informazioni o annotazioni a tal proposito, saremo molto felici di esserne messi al corrente! Rigore e verità!

Frédéric Chermont

Note

1) Vedi L’Heritage n. 11, pagg. 18-29.

2) “Lettera che Pio XII fece pervenire a Mons. Montini, arcivescovo di Milano da parte di S. E. Mons. Dall’Acqua, sostituto della Segreteria di Stato in occasione dell’VIII settimana di adattazione pastorale che si tenne in quella città nel settembre” 1958.

3) La Doc. cath. ha tradotto “il testo italiano de L’Osservatore romano del 29 giugno 1958”.

4) E persino, secondo alcuni, “capo supremo dell’alta-massoneria”.

5) Disponibile alla BNF. Gli abbonati de L’Héritage possono domandare alla rivista una copia per controllare. 6

6) In “Delhomme e Briguet”, 1894, pag. 588, l’autore si riferisce a Diana Vaughan, senza fornire maggiori informazioni. Si è verosimilmente ispirato a libri evocati poco dopo.

7) Secondo il sito http://onvousment.fr/antimacons.htm che ha eseguito un vero lavoro di ricerca.

8) Possiamo essere certi che la maggior parte degli autori che riprendono le sue asserzioni, si rifiuterebbero di essere paragonati a lui.

9 Cfr. H. NOIROT, 1891, pagg. 357-359.

10) In Téqui, 1891, pagg. 67 a 95.

11 Edizioni Gadsby-Leek Co., Ontario, Canada, 1955.

12) Ci si potrebbe anche stupire che termini come “nazismo” o “fascismo” siano impiegati nel 1871! Ma alcuni potrebbero sostenere che, poiché queste due correnti sono state “create dagli Illuminati”, non è improbabile che un Albert Pike (che si trovava in cima alla piramide) ne fosse a conoscenza. Questo non ci sembra molto convincente, ma andiamo oltre.

13) Pubblicato dopo la sua morte, con prefazione del figlio maggiore, da Omni Publications, Palmade, California, 1966.

14) El misterio de la Masoneria, Editorial Difusion, Buenos Aires, Argentina, 1925. Libro non tradotto in francese.

Fonte: https://www.sodalitium.biz/sodalitium_pdf/70-71.pdf pagg. 30-34

DA

Studi antimassonici: rigore e verità!

Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

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Di Matteo Castagna 

Angelo Amato (61 anni) e Andrea Gardoni (25 anni) sono una coppia omosessuale convivente a Stallavena, frazione di Grezzana, in provincia di Verona.

Due anni fa, a seguito degli strascichi polemici sul Congresso Mondiale delle Famiglie, svoltosi con gran clamore e successo alla Gran Guardia della città di Romeo e Giulietta, i due vennero sbeffeggiati da un gruppetto di giovani perché passeggiavano, mano nella mano, proprio nei pressi di Piazza Bra. Il giovane ricevette anche una sberla. Era l’11 agosto 2018.

Si gonfiò la grancassa mediatica e le sinistre gridarono alla vile aggressione omofoba da parte di un branco di estremisti di destra. Ah, se ci fosse stata in vigore la legge Zan! Per quei fascistacci si sarebbero aperte le porte del carcere e l’aggressione avrebbe avuto l’aggravante dell’odio di genere.

La coppia, vicina al Circolo omosessualista Pink di Verona, denunciò, poi, scritte calunniose vicino a casa e un attentato con benzina, tanto da issare una protezione attorno all’abitazione, a tutela dell’incolumità messa a dura prova, in quella città nera, ebbra della discriminazione fomentata da anni di Rosari riparatori, da parte dei cattolici tradizionalisti.

A due anni di distanza, la procura scaligera ha indagato i due omosex per il reato di simulazione, sostenendo che le scritte se le sarebbero fatte da soli. Le indagini hanno provato che il gruppetto di giovani era totalmente estraneo a qualsiasi gruppo politico, ma che aveva bevuto qualche bottiglia di Montenegro. L’aggressore se l’è cavata con 400 euro di multa per la sberla.

Per la presunta aggressione con taniche di benzina le indagini non sono concluse ma il “mucchio selvaggio” è stato escluso da responsabilità dagli investigatori.

Il Comune di Grezzana, dopo più inviti a rimuovere le recinzioni abusive caduti nel vuoto, ha provveduto alla rimozione d’ufficio, coi suoi operai. Perché, pare che non esistano categorie protette dal reato di abuso edilizio, sempre che, al Senato, qualcuno non ne chiederà l’inclusione all’interno del ddl Zan.

A molti veronesi è tornato in mente il caso di Luis Marsiglia, di origini ebraiche, che negli anni 90′ finse un’aggressione da parte dei naziskin, che, invece, si era procurato da solo per continuare a fare il professore di religione senza averne i titoli.

Ad altri sono venute in mente le tante mistificazioni e accuse infondate che la splendida Verona riceve da troppo tempo, da parte di giornalisti e magistrati buontemponi, tutti ideologicamente schierati da una certa parte politica, che oggi festeggia per la presunta elezione di Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti.

Altri veronesi si interrogano già sugli effetti incredibili e devastanti che il ddl Zan, che punisce l’omotransfobia, potrebbe creare a degli innocenti, lasciati in balia di certa magistratura. Altri, i più peperoni, chiedono al Pd e al M5S di accogliere una ulteriore modifica al ddl, che punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia” per tutelare anche le specie umane non particolarmente protette da leggi ad hoc, che si sentono fragili, a causa di alcuni comportamenti d’odio ideologico arcobaleno che potrebbero rovinare loro la vita, senza alcun motivo.

DA

Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

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