Verona secondo Santoro…

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Fontana, il ministro venuto dal niente nella Verona della politica ultras

«Sono un suo amico da 23 anni. Se non fosse che lui riconosce papa Francesco e io no, potremmo dire che condividiamo tutto. Fontana è un amico che si sta sforzando di fare al meglio il ministro della famiglia. Se dovesse aver bisogno di una man sa di poter contare su di me e sulla mia associazione».

Non c’è da meravigliarsi per le affermazioni di Matteo Castagna, cattolico tradizionalista militante – per la serie dio, patria e famiglia – animatore del circolo “Christus Rex Traditio”, che sembra arrivato dal Medio Evo. Altre, che vengono pronunciate da un dirigente di Forza Nuova, Luca Castellini, ultrà della curva Hellas Verona, sono ancora più sconvolgenti: «Anche lui difende la famiglia naturale. È molto in sintonia con il pensiero forzanovista».

Verona la scandalosa, che si riposa dai fasti della tre giorni del Congresso mondiale della famiglia. Involontariamente, Castagna e Castellini ci propongono un inedito ritratto del ministro della famiglia e delle disabilità, Lorenzo Fontana.

Senza Verona, Fontana sarebbe un extraterrestre. Colpisce l’analisi politica di Castellini: «Verona è sempre stata una città di destra, anticomunista, identitaria, conservatrice, cattolica, borghese. Fino ad ora è stata una avanguardia scandalosa ora è in sintonia con il Paese, che ha sdoganato le nostre storiche battaglie per la tutela della identità nazionale, per la famiglia tradizionale, la cultura cattolica». Continua a leggere

D’Urso e Pupo demoliscono la famiglia in prima serata: ecco il ‘poliamore’

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Il cantante sostiene la necessità di dover vivere con due donne contemporaneamente.

Barbara D’Urso ancora contro la famiglia naturale. Continua la strategia della conduttrice Mediaset, che ormai da un mese dedica la sue prime serate a tematiche “calde”, sempre pronta a creare tensioni e attrarre spettatori. Dopo aver parlato di utero in affitto, maternità surrogata e adozioni gay, questa volta l’argomento centrale della prima serata è stato il cosiddetto “poliamore”. Protagonista della puntata è stato Pupo, che ha raccontato a presentatrice, ospiti e pubblico i dettagli del vivere contemporaneamente con due donne. Il cantante infatti si divide ormai da anni tra due relazioni amorose vissute in contemporanea. Una con la moglie Anna e l’altra con la fidanzata e manager Patricia.

Neanche a dirlo, lo sgomento in studio è stato tanto, specie per la disinvoltura con cui l’ex conduttore di “Affari tuoi”ha descritto la sua elaborata situazione sentimentale. “Le amo entrambe alla stessa maniera. La famiglia di cui parlano in tanti non esiste. Tutti hanno tradito, tutti hanno l’amante. Io ho solo reso ufficiale una cosa diffusissima. Loro si accettano reciprocamente”.

Pur distaccandosi dalla scelta di Pupo, la stessa D’Urso ha invitato i suoi ospiti a non puntare il dito contro il “poliamore”: “E’ pur sempre amore, e dove c’è amore c’è famiglia“. Un disco rotto ripetuto a oltranza dalla conduttrice già nelle scorse puntate.

 

fonte – https://vocecontrocorrente.it/durso-e-pupo-demoliscono-la-famiglia-in-prima-serata-ecco-il-poliamore/

Mani tagliate ai ladri e lapidazione per omosessuali e adulteri, le nuovi leggi in Brunei

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Per ordine del sultano del Brunei, uno degli uomini più ricchi del mondo, da quest’anno nel piccolo paese del Sud-est asiatico entra in vigore il nuovo codice penale che introduce reati e pene ispirati ai precetti più stringenti della sharia, la legge islamica, come la condanna a morte per lapidazione per omosessuali e l’amputazione per i ladri.

Amputazione di mani e piedi per il reato di furto, carcere e per chi non prega e addirittura pena di morte tramite lapidazione per adulteri e omosessuali. Non stiamo parlando di antiche leggi risalenti al medioevo ma della nuova riforma legislativa in vigore nel 2019 in Brunei. Per volere del sultano Hassanal Bolkiah, uno degli uomini più ricchi del mondo e al potere ininterrottamente dal 1967, dalla prossima settimana infatti tutti i cittadini del piccolo regno sud-est asiatico saranno soggetti al nuovo codice penale basato sulla sharia, l’antica legge islamica. Il governo locale in realtà aveva annunciato da tempo la svolta integralista introducendo a piccoli passi nuove norme, nuovi reati e pene sempre più severe come il divieto di bere alcol e l’obbligo di andare in moschea per la preghiera del venerdì, ma ora la trasformazione appare completa. Continua a leggere

Aiuto, la ’ndrangheta ha scoperto i bitcoin (e non c’è una legge per evitare il riciclaggio)

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Bitcoin LinkiestaSegnalazione di Mario Spezia

Luigi Bonaventura, ex boss crotonese, ora collaboratore di giustizia: “La ’ndrangheta non è più coppola e lupara. I nuovi mafiosi sono tutti laureati e al passo con gli sviluppi tecnologici. Non si diventa boss solo perché si è killer, ma se si è capaci di pensare e fare soldi senza avere problemi”

E non è l’unica startup di exchange di criptovalute a rischio. Perché in questa trama da film di spionaggio, non esiste un agente 007: al momento non c’è un regolamento italiano o europeo che possa fermare il possibile riciclaggio delle cosche mafiose tramite i bitcoin. «Non possiamo escludere che qualcuno legato ad associazioni mafiose abbia acquistato dei nostri utility token (un voucher per utilizzare in futuro i servizi della startup)», spiega un portavoce di Eidoo, «ma sarebbe stato rischioso e stupido farlo con Eidoo perché esistono siti stranieri più facili, veloci e impersonali per raggiungere quello scopo». Continua a leggere

Legittima difesa, assolto chi ha un processo in corso

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Con la nuova legge sulla Legittima difesa vengono “cancellati” i processi di chi è accusato di eccesso colposo. Intervista. Ecco perché e come

La nuova legge sulla legittima difesa, approvata dal parlamento a guida giallo-verde e voluta fortemente dalla Lega di Matteo Salvini (una guida su come funziona potete trovarla qui), cambia radicalmente la condizione di chi è finito a processo per eccesso colposo, per essersi difeso da un’aggressione in casa o nella propria attività.

Ne abbiamo parlato con l’avvocato Elisabetta Aldrovandi, presidente dell’Osservatorio nazionale Sostegno vittime ed eletta Garante Tutela vittime di reato per la Lombardia.

leggi tutto

fonte – http://www.affaritaliani.it/cronache/legittima-difesa-con-la-nuova-legge-assolto-chi-ha-un-processo-in-corso-596494.html?refresh_ce

La “fine” dell’Unione Europea?

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Leviamo subito ogni dubbio, l’Unione Europea non è finita ed è comunque in forte dubbio che lo sarà nei prossimi anni. Le contingenze spingono però a pensare che – comunque vadano le prossime elezioni – l’UE così come la conosciamo sia prossima alla sua fine.

In questo momento storico possiamo infatti immaginare le istituzioni europee come un farraginoso bastione che divide due forze in controtendenza ed all’apparenza belligeranti, ma che crollato il divisorio potrebbero facilmente trovare dei punti in comune. Queste due entità sono i populisti-sovranisti da un lato e l’asse franco-tedesco dall’altra, ma per quale motivo due visioni così diverse potrebbero trovare un punto di contatto a scapito dell’attuale élite europeista?

La questione parte da lontano, più precisamente dalla caduta del muro di Berlino in poi. Collassato il blocco sovietico le vecchie élite europee -per portare gli ex stati dell’Est Europa in orbita occidentale- assimilarono velocemente i paesi neo indipendenti all’interno delle istituzioni continentali, senza avere però la forza di riformare l’architettura europea in maniera federale. La crescita economica degli anni novanta e dei primi anni duemila fecero però dimenticare tutte le criticità formatesi per vent’anni, fino a quando la crisi economica del 2007 ha riportato contemporaneamente tutti i nodi al pettine. Continua a leggere

Le finte paladine del pensiero unico

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La verità è che abbiamo paura del pensiero diverso: chi non si allinea, chi si smarca dalla corrente dominante viene additato come potenziale minaccia.

Ma a cosa? Non certo ai diritti delle donne, materia ad alto tasso di strumentalizzazione da una parte e dall’altra. Più se ne parla e meno si fa, dimenticando che la «demografia è un destino»: gli italiani invecchiano, quelli che tirano le cuoia non vengono rimpiazzati perché si fanno sempre meno figli, e in tanti, troppi casi una donna si trova a dover scegliere tra il ruolo di genitore e la propria carriera.

Tra i relatori del Congresso mondiale delle famiglie compaiono alcuni personaggi dalle idee eccentriche se non apertamente discriminatorie, eppure anche loro hanno il sacrosanto diritto di esprimersi. Bene ha fatto il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ad accogliere l’invito: la laicità si pratica con i fatti, non a parole. Da uomo divorziato, padre di due figli avuti da donne diverse, il ministro dell’Interno ha ribadito che la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza non si tocca, che i diritti conquistati non sono in discussione, e tuttavia il futuro pone sfide nuove dalle quali non possiamo farci cogliere impreparati. Invece la propaganda prende il sopravvento, nella piazza della «contromanifestazione» compaiono i soliti volti, sindacalisti e pseudofemministe arrabbiate, le stesse che non trovano il tempo per un sit-in davanti a un’ambasciata araba, non spendono mai una parola contro quel sudario di pietra che è il burqa, il multiculturalismo è un «bene» da tutelare anche quando significa lapidazione per le adultere, spose bambine, mutilazioni genitali. Eh no, la pietra dello scandalo si chiama Congresso mondiale delle famiglie, una iniziativa che s’inserisce nella frattura interna al mondo cattolico tra cosiddetti «conservatori» (quelli di Verona, nostalgici di Ratzinger) e «progressisti» (tendenza Bergoglio). La questione non è banale: il welfare per la famiglia non va inteso come una vendetta contro donne emancipate e gay. Le politiche di sostegno agli uomini e alle donne che sognano un progetto familiare rappresentano una priorità nelle società occidentali altrimenti votate all’estinzione. La difesa della famiglia intesa come mamma e papà non comporta una lesione dei diritti gay, né un passo indietro lungo il sentiero della secolarizzazione. Chi alimenta un tale equivoco fa bieca propaganda, come uno «sfigato» qualunque. Tié.

fonte – http://www.ilgiornale.it/news/politica/finte-paladine-pensiero-unico-1671634.html?mobile_detect=false

Quelle donne in marcia. Ha sfilato l’odio contro Dio, la Patria e la Famiglia

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La controprotesta di sinistra e femministe. Bestemmiano augurando la morte a Salvini

Non si capisce cosa voglia dire quella ragazza con il dito medio alzato al cielo, mentre l’amica le fa una foto davanti il Palazzo della Gran Guardia a Verona, la sede scelta per il XIII Congresso della Famiglia

Il Wcf. E non si capisce no. Messa al mondo da padre e madre. Come tutti gli altri.

Allora ieri a Verona è andata in scena la contro-protesta. La manifestazione delle femministe di «Non una di meno». La manifestazione della sinistra. Di quella sinistra che rinnega la famiglia, che odia la vita, che predica uguaglianza pace amore e libertà e poi grida nelle piazze. Lancia fumogeni, bestemmia, schernisce i poliziotti e augura la morte alle persone. «Salvini, Salvini, speriamo tu muoia», gridavano in coro. «Poliziotti, poliziotti ma che ci state a fare se a casa ci sono i piatti da lavare». Gridavano così davanti a quegli schieramenti di poliziotti, militari e carabinieri messi lì apposta per loro.

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App gay e terrorismo: Grindr sotto analisi in Belgio per una grave minaccia

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La polizia in Belgio sta indagando su Grindr: da alcuni profili della dating app gay arrivano delle minacce alla città di Ostenda.

Prima un solo utente, poi più d’uno. Per questo la polizia in Belgio sta indagando sulla dating app gay Grindr, mettendo sotto analisi una serie di profili che hanno minacciato la città di Ostenda.

Gli utenti minacciosi (il primo ha come nickname Aanslag, parola che in olandese significa attacco) hanno dichiarato che la città doveva prepararsi ad affrontare una grossa minaccia.

Stando agli utenti in questione gli attacchi sarebbero partiti da due popolari bar gay e non avrebbero risparmiato neanche i presenti, facenti parte della comunità LGBT o meno.

In particolare Aanslag avrebbe scritto: “Nessuno può fermarci. Abbiamo 27 persone“. Preso atto della situazione, la polizia ha iniziato le indagini, sottolineando come certe azioni siano molto probabili in Belgio. Basti pensare al 2016, quando il paese è stato colpito da numerosi attacchi terroristici.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/app-gay-e-terrorismo-grindr-sotto-analisi-in-belgio-per-una-grave-minaccia/

Legittima difesa. Il calvario e quello che non sapete

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Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Mentre è in discussione la legge sulla Legittima difesa una speciale inchiesta di Panorama racconta la storia di chi ha sparato per difendersi. Vicende degne del Far West, tra assalti brutali ed esiti rocamboleschi. Ma poi c’è il giorno dopo, il calvario che nessuno racconta tra vite distrutte, spese insostenibili, minacce inaccettabili e uno Stato assente. 

La legge che sta approvando il nuovo governo Lega-M5S (votata anche da Forza Italia e Fratelli d’Italia) cambia tutto, ecco come e cosa è accaduto a chi ha provato a reagire. In edicola dal 13 marzo Panorama l’inchiesta di Antonio Amorosi. Continua a leggere

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