Privato della sua dignità, trattato come un delinquente per aver divulgato notizie scomode al potere. Così Assange passa da una cella all’altra
di Paolo Becchi su Libero, 12/04/2019
L’arresto di Assange è solo la prosecuzione della lenta distruzione fisica e psichica di un uomo colpevole solo di aver fatto il suo lavoro: quello del giornalista, del reporter che scopre notizie vere ma inquietanti che nessuno avrebbe mai rivelato e le ha rese pubbliche. Stiamo parlando dei 400mila file divulgati da Wikileaks che proverebbero crimini di guerra in territorio iracheno da parte della coalizione militare a guida statunitense e delle mail compromettenti di Hillary Clinton.
Non vogliamo qui ricostruire la sua intera vicenda, le accuse infamanti di violenza sessuale fatte dagli svedesi – accuse false e non a caso in seguito ritirate – e poi l’accusa sicuramente più pesante, quella di aver rivelato notizie compromettenti per gli Stati Uniti. Assange godeva del diritto d’asilo nell’ambasciata ecuadoriana a Londra grazie all’intervento dell’ex presidente dell’Ecuador Rafael Correa. Per diversi anni è vissuto come un recluso, libero per modo di dire, ma se non altro riusciva ancora a comunicare con l’esterno, almeno finché i funzionari ecuadoriani, con un pretesto e sotto forte pressione statunitense, non hanno interrotto il suo accesso a internet e vietato ogni visita.
Il cambiamento del presidente in Ecuador ha rappresentato per lui il colpo di grazia. Continua a leggere


Oggi, durante un incontro al Cremlino con i ministri e altri alti funzionari statali, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il test finale del nuovo missile balistico intercontinentale Sarmat è andato a buon fine. Lo riportano i media russi.
Il caporedattore di Wikileaks Kristinn Hrafnsson ha ipotizzato che nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra fosse stata orchestrata un’operazione spia su vasta scala per estradare Julian Assange.


di Roberto Pecchioli
Giornata di testimonianza, informazione e “potenziamento” in autismo con la rappresentazione di ciò che le famiglie con autismo vivono e soffrono. Le necessità di abilitazione, inserimento sociale e didattiche scolastiche idonee all’integrazione, alla comprensione dei soggetti con autismo, DSA, BES ed altro. Come le famiglie vivono la diagnosi, lo stress vissuto quotidianamente e le difficoltà superate per ottenere risultati concreti. A Cagliari abbiamo presentato anche il nostro ideale di inclusione scolastica nella scuola di San Benedetto da Norcia di Maria Chiara Nordio. Il tutto grazie all’ospitalità ed alla organizzazione dell’associazione
di Giacomo Bergamaschi
Lo abbiamo imparato con la siriana Bana al-Abed, poi con
Momento topico dell’evoluzione del diritto penale europeo, era stato il Consiglio europeo di Tampere del 1999.