Darwinismo? Sempre meno accoliti

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di Harun Yahya

Darwinismo? Sempre meno accoliti

Fonte: Il Talebano

Dal giorno in cui fu presentata per la prima volta da Darwin, la teoria dell’evoluzione è sempre stata forse l’argomento maggiormente discusso al mondo. La teoria infatti viene discussa non solo nel campo della biologia, ma anche nei programmi di filosofia, politica, sociologia e arte. Nessuna teoria scientifica è mai stata oggetto di tali controversie e polemiche legate a campi diversi, correlati tra loro e non.

Come è risaputo, l’emergere col passare del tempo di nuove prove a sostegno di una teoria la rafforza e la rende più concreta. Al contrario, quando delle prove vengono rifiutate, la teoria in questione viene accantonata e classificata come “non valida e inconsistente”.

Tuttavia, questa procedura standard non è mai stata applicata alla teoria dell’evoluzione, un insieme di falsità senza alcuna prova scientifica a sostegno, e basate su ipotesi illogiche. Nonostante questo, il darwinismo è sempre stato favoreggiato e difeso dai circoli accademici, ideologici e politici, nei quali la visione del mondo ateista e materialista regna suprema. Mantenere viva la teoria dell’evoluzione è sempre stato fondamentale per la sopravvivenza della visione del mondo ateista e materialista e, per questo, coloro che rifiutavano la teoria venivano ritenuti contrari alla scienza, ignoranti, fanatici e retrogradi. Continua a leggere

Tutto quello che ci hanno nascosto sui gay

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Molti dati non vengono divulgati, come ad esempio che il 99,7% dei casi di violenza su omosessuali viene commessa da altri omosessuali
di Brian Clowes

«Love is love»? Ma di quale amore stiamo parlando?
Quando gli omosessualisti parlano di adozione, immancabilmente parlano del loro bisogno, del loro desiderio, del loro “diritto” ad adottare. Ignorano i diritti e il benessere dei bambini: e se gli adulti trattano i ragazzini come meri accessori, finisce sempre che i bambini soffrono.
Il diritto dei bambini a un padre e una madre è un vero diritto, un interesse protetto dalla legge. L’interesse degli adulti ad avere un bambino è un desiderio legittimo, ma non un diritto.
Ci sono centinaia di studi sugli effetti della genitorialità omosessuale sui bambini. Quelli che dicono che non c’è differenza o che anzi i bambini crescono meglio con due mamme o due papà, sono condotti su pochi intervistati, tutti volontari presi tra gli attivisti LGBT, e ignorano le regole basilari della scienza statistica.
I soli studi che sono stati condotti con criteri scientifici rigorosi hanno mostrato che la genitorialità omosessuale confonde – se non danneggia – la psiche dei ragazzini.
Tra l’altro è provato che i figli cresciuti con genitori omosessuali sono tre o quattro volte più propensi a diventare essi stessi omosessuali o bisessuali, da grandi. Continua a leggere

Generazione Famiglia – Abbiamo vinto!

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Cari amici,
una bellissima notizia…

VITTORIA! 

abbiamo vinto il ricorso contro l’ingiunzione dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), che ci ordinava di interrompere la campagna di affissioni iniziata a Roma a fine settembre in occasione del tour del Bus della Libertà.

Questo ci suscita due sentimenti sicuri.

Primo: una grande soddisfazione. Tener duro, perseverare, crederci, sacrificarsi per arrendersi agli esiti “fatali”… rende e ripaga.

Secondo: un’immensa gratitudine. Nei confronti di chi? Vostri! Oltre a tutti voi che ci seguite e sostenete sempre in mille modi con grande entusiasmo, molti di voi hanno risposto anche all’appello che avevamo fatto per aiutarci a pagare le spese legali per affrontare questo caso.

Grazie a tutti!

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L’udienza davanti al Giurì dello IAP si è svolta venerdì scorso, a Milano. In quella sede, il Comitato di Controllo dell’Istituto ha confermato tutte le “accuse“.

In primis, il fatto che il messaggio: “Basta violenza di genere: i bambini sono maschi, le bambine sono femmine” fosse nel complesso ingannevole e soprattutto discriminatorio.

Abbiamo passato le settimane scorse a smontare questi rilievi, con una profonda ricerca anche nella giurisprudenza passata dello IAP, ma anche citando i casi concreti di abusi verificatisi nelle scuole a causa dell’Ideologia Gender.

La nostra linea difensiva è stata questa: il messaggio non esprime in alcun modo un giudizio sulla condizione personale di chi non si riconoscesse nel proprio sesso biologico. Non è mai stato, non è e non sarà mai nostro scopo occuparci in alcun modo di questo.

Il nostro messaggio denuncia casi concreti di violenta costrizione ai danni di bambini e bambine affinché adottino comportamenti e attitudini naturalmente propri del sesso opposto. Costringere i bambini a fare le femmine e le bambine a fare i maschi.

Questo è assolutamente inaccettabile, e abbiamo fatto di tutto per restare liberi di poterlo denunciare.

È stata una linea vincente, e siamo rimasti liberi. Tutti noi!

E ora, torniamo a concentrarci sugli obiettivi della nostra associazione. Prima di tutto: entrare a far parte del Forum Nazionale delle Associazioni di Genitori nelle Scuole (FONAGS) accreditato presso il Ministero dell’Istruzione. Siamo nella fase conclusiva della domanda di accesso.

Una volta nel FONAGS, migliaia di genitori avranno dentro il Ministero dell’Istruzione una rappresentanza nuova capace di fare qualcosa che spesso serve ma che non sempre altre realtà hanno avuto coraggio di fare: sbattere i pugni.

A proposito: è urgente firmare e diffondere questa petizione per chiedere al Ministro Fedeli di inserire nella riforma in corso del Patto Educativo di Corresponsabilità anche il Consenso Informato Preventivo da richiedere ai genitori prima di inserire qualsiasi attività sulla sessualità e sull’affettività in orario scolastico.

Nelle prossime settimane vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

Restate sempre connessi a ogni nostra attività tramite la Pagina Facebook e il Profilo Twitter di Generazione Famiglia!
Un carissimo saluto, a presto!

Jacopo, Filippo, Maria Rachele
e tutta Generazione Famiglia

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Festival per la Vita – Città di Trento: l’etica al centro

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IMG-20171112-WA0009Segnalazione di Toni Brandi

ProVita Onlus, il Coordinamento Famiglie Trentine, il Movimento per la Vita di Trento e l’Associazione Culturale La Torre, sono lieti di invitarti alla quarta edizione del Festival della Vita – Città di Trento.

Con l’edizione 2017 si torna a parlare in primo luogo di famiglia, la cellula primaria della società. È evidente a tutti che l’attuale e dominante cultura laica, in nome di un falso progresso, stia ostinatamente perseguendo l’obiettivo di annientare il concetto stesso di famiglia, fondato naturalmente sul valore sociale dell’amore fecondo tra un uomo e una donna, valore che nella nostra tradizione cattolica ha rappresentato il fondamento sul quale si reggono tutte le dinamiche sociali.

Proprio per analizzare questa epocale trasformazione, a dare il via venerdì 21 novembre al Festival della Vita – Città di Trento, sarà un ospite d’eccezione, una voce laica autorevole, ma fuori dal coro del politicamente corretto: Stefano Zecchi.
Già professore di estetica presso l’università di Milano, lo scrittore e giornalista veneziano ha, infatti, negli ultimi tempi concentrato i propri interessi proprio sulle cause della decadenza della famiglia e, conseguentemente, sul declino di quello che – come recita il titolo del suo ultimo libro edito per i tipi della Mondadori – era il “Paradiso Occidente”. Continua a leggere

Firma per le Donne! Perché siano davvero informate sull’Aborto…

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Segnalazione di Toni Brandi

Circolo Cattolico Christus Rex,

download (2)Aggiungi la tua firma affinché le donne siano davvero informate sulle conseguenze dell’aborto volontario!

Ecco il testo della petizione che oggi ti propongo…

Dal 1978, anno della legalizzazione dell’aborto in Italia, più di 6 milioni di vite di bambini nel grembo materno sono state soppresse. Questo è il dramma principale dell’aborto: una condanna a morte prima di nascere.

Tuttavia l’aborto danneggia più persone: non solo il bambino ma anche la madre, il padre, i fratelli, i nonni. I danni fisici e psicologici che l’aborto provoca alla madre sono purtroppo gravi e reali, ma nessuno la mette in guardia sul pericolo che corre.

A livello psicologico l’aborto può causare la sindrome post abortiva, la quale si manifesta sotto forma di ansia, tristezza, depressione, autolesionismo, pensieri ossessivi o suicidari, anche dopo decenni.

Le conseguenze fisiche a breve termine possono comprendere emorragie, infezioni, perforazioni dell’utero ed altre complicanze legate alla procedura abortiva. L’ultima Relazione del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194/1978 fa una stima parziale di 640 complicanze fisiche di questo tipo nel solo anno 2015.

A lungo termine, le conseguenze per la madre possono comprendere sterilità, successivi aborti spontanei, parti prematuri, gestosi, placenta previa, perdite ematiche, necessità di isterectomia post-partum, gravidanze extrauterine, endometriosi e cancro al seno.

Rispetto a quest’ultimo problema, la migliore ricerca scientifica individua proprio nell’aborto uno dei principali fattori di rischio di cancro al seno, che aumenta di oltre il 150%.

Infine, l’aborto può portare addirittura alla morte anche della madre: il Center for Disease Control and Prevention, ente governativo statunitense, ammette che dal ’73 a oggi sono quasi 500 le donne morte per aborto legale solo negli Stati Uniti, mentre l’Organizzazione Mondiale della Sanità confessa che ogni anno circa 150 donne in Europa, e nel resto del mondo addirittura decine di migliaia, muoiono a causa dell’aborto.

L’aborto in pillole (RU486), poi, moltiplica per dieci volte il rischio di morte per aborto e nel 2014 due giovani donne sono morte anche in Italia.

È fondamentale che le madri conoscano i pericoli che corrono loro stesse: per amore della verità, nell’interesse della loro salute e perché potrebbe essere un fattore che le induce a non abortire e salvare così anche la vita del loro bambino.

Firma qui per aderire a questa campagna diretta a informare le donne – specie quelle più vulnerabili e disperate – sulle conseguenze dell’aborto volontario.

Firmando la petizione, sosterrai le iniziative di ProVita volte a:

– Chiedere al Ministero della Salute di diffondere le informazioni relative ai danni che l’aborto può causare alla salute delle donne;

– Trasmettere alle Commissioni Sanità in Parlamento proposte di legge volte a garantire che le donne vengano messe a conoscenza delle conseguenze dell’aborto sul bambino e sulla madre, in particolare quando si recano nei consultori e nelle strutture sanitarie per abortire.

– Comunicare con le donne che vivono gravidanze difficili e che sono tentate dall’aborto, affinché aprano gli occhi su questa terribile realtà, nella speranza che possano più facilmente fare una scelta per la vita e non una scelta di morte.

Firma e fai firmare questa petizione cliccando qui!

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Transessuale che si dice cattolico si è candidato nell’UdC per le Regionali

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): attivista gay alla condirezione di Repubblica, il governo elimina il Bonus bebè
da Gender Watch News

Gianluca nel 1998 decide di cambiare “sesso” e diventa Roberta Giulia Mezzasalma. Si sposa e poi divorzia. Ora a 45 anni decide di candidarsi nell’Unione dei Democratici cristiani di centro per la Regione Sicilia.
Il giornale Quotidiano.net lo intervista e gli fa questa domanda: “Come fa a conciliare le sue scelte, non convenzionali, con quelle di un partito tradizionale e cattolico come quello di Cesa?”. Risposta: “Sono cattolica sfegatata, anche se non ho tempo di frequentare la chiesa perché il ristorante mi assorbe molto. Lo scorso anno Papa Francesco ha chiesto scusa a nome della Chiesa a tutti gli omosessuali e allora mi sono detta: perché non posso anche io mandare alla gente un messaggio altrettanto positivo con la mia candidatura?”.
Ma se i cattolici sfegatati sono a favore di omosessualità e transessualità quelli contro queste due tendenze cosa sono?

Nota di BastaBugie: ecco altre notizie dal gaio mondo gay (sempre meno gaio). Continua a leggere

Aborto: per l’Onu i figli non nati non han diritto alla vita

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Incredibilmente disumano! La Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, riunitasi a Ginevra nei giorni scorsi per valutare in prima lettura la bozza del trattato sui diritti civili e politici, ha escluso i bambini non nati da quanti abbiano diritto alla vita, non essendo stato ritenuto questo né «conveniente», né «efficace».

Lo hanno deciso i 18 membri, sposando con ciò in pieno la linea sostenuta dalle lobby abortiste ed infischiandosene invece delle richieste di segno opposto pervenute da oltre un centinaio di governi e di organizzazioni pro-vita, tra cui Stati Uniti, Polonia, Russia, Egitto e Giappone, per il quali la Commissione non avrebbe l’autorità per includere nel trattato il diritto all’aborto.

Secondo la prof.ssa Sarah Cleveland, docente di diritto internazionale, una decisione diversa avrebbe però reso più difficile la concessione dell’aborto in caso di stupri. Così, partendo come sempre dal caso limite, non si è in alcun modo tenuto conto né dell’interesse superiore dei figli ancora nel ventre materno a veder la luce, né della Convenzione sui Diritti del Fanciullo, che impegna gli Stati a tutelare i piccoli sin da «prima della nascita». Continua a leggere

Darwin: per “Le Scienze” l’evoluzionismo nega se stesso

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Segnalazione Corrispondenza Romana

È non solo mistificante, ma falso definire l’evoluzionismo darwiniano una scienza. Eppure il mensile Le Scienze ci prova e, nel numero in edicola, definisce tale teoria «sostenuta da prove sperimentali». Che non sia così lo ha, però, ammesso persino uno scientista doc come il matematico Piergiorgio Odifreddi, presidente onorario dell’Uaar-Unione Atei Agnostici Razionalisti: «Non esiste una teoria condivisa, che spieghi il passaggio dalla materia inorganica a quella organica», ha dichiarato (https://www.corrispondenzaromana.it/evoluzionismo-de-mattei-e-odifreddi-a-confronto/).

L’evoluzionismo darwiniano è privo di qualsiasi connotazione scientifica: si basa, in realtà, su una semplice teoria filosofica, peraltro smentita dalle recenti conoscenze genetiche, che hanno sposato invece la teoria della «permanenza della specie».

Eppure, il periodico, edizione italiana de Scientific American, con un articolo e con un libro di prossima uscita, si chiede esterrefatto come sia possibile che l’universo e la vita «siano considerati i frutti di un creatore [così, con la minuscola… – NdR] da milioni e milioni di persone in tutto il mondo? Negli Stati Uniti, forse il Paese più avanzato dal punto di vista scientifico e tecnologico, i sondaggi stimano che circa il 40% della popolazione maggiorenne ritiene falsa la teoria darwiniana». Continua a leggere

Le 7 mosse dell’Unione Europea per diffondere l’ideologia gender

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Segnalazione di Luca R.

https://www.osservatoriogender.it/wp-content/uploads/2017/10/iqa87g3i74qr4wp7j9q_3greoj24ajw77al4znidhmrnm3vi7qa6bu-jxfwglz48c-iuezzlju47p8hdu11riq-mpta.jpg

Un’operazione a tenaglia. Le lobby LGBT si muovono in modo parallelo su una serie di istituzioni europee per fare in modo che gradualmente l’ideologia gender

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https://www.osservatoriogender.it/le-7-mosse-dellunione-europea-diffondere-lideologia-gender/ Continua a leggere

Qualcuno dovrebbe spiegare alla signora Murgia l’ovvio

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Segnalazione di Nicola Pasqualato

di Silvana De Mari

Come diceva la buonanima di Chesterton verrà il momento in cui dovremo sguainare le spade per affermare che due più due fa quattro e l’erba è verde. Il momento è venuto. Difendere l’ovvio è difficile. Proprio perché è ovvio è intuitivo.

Qualcuno dovrebbe spiegare alla signora Murgia l’ovvio.

La cessione di ovuli è bizzarramente chiamata donazione, termine che assona a donazione di sangue e si ammanta del concetto, qui folle, di generosità e bontà ma, soprattutto del concetto, ancora più folle, di Non pericolosità. Donare il sangue è generoso e buono e salva la vita di chi ha bisogno di sangue: la parola è bisogno, NECESSITÀ assoluta. Donare il sangue è innocuo. Cedere ovuli a chi ha desiderio di averne (DESIDERIO) è una pratica cruenta ed endocrinologicamente mostruosa. Le giovani donne che, attratte dalle grosse cifre, si sono sottoposte a questo, sono state bombardate di ormoni per produrre molti ovuli contemporaneamente: questo causa invecchiamento, ritenzione idrica e diminuzione della fertilità, può causare trombosi venose o la gravissima coagulazione intravasale disseminata. Occorre operare, gli ovuli sono DENTRO l’addome, e non esiste la chirurgia sicura; inoltre l’intervento chirurgico è per l’organismo una malattia: gli ovuli sono dentro l’addome, per prenderli occorre un intervento che può complicarsi con emorragia intraperitoneale anche perché i vasi sono fragili a causa degli ormoni: si sono avuti casi di peritonite.

Qualcuno spieghi alla signora Murgia che la gravidanza e il parto lasciano segni sempre e che di gravidanza e parto si può morire. Qualcuno spieghi alla signora Murgia che “donare” gli ovuli è un “lavoro” che causa sempre dolore e malattia, che può causare molto dolore e molta malattia, e in casi eccezionali la morte. La gravidanza è un”lavoro” che può causare malattia e morte, come il parto. Il parto è dolore. Un “lavoro” può essere dolore? Una donna pagata per provare dolore e cedere ad altri la sua capacità di dare la vita è il punto più atroce dello sfruttamento delle donne. Qualcuno spieghi alla signora Murgia che la gravidanza e il parto, lungo e doloroso che causa picchi di endorfine, crea un legame tra le due creature protagoniste che è il legame emotivamente più forte che esista in natura. Qualcuno spieghi alla signora Murgia che ogni creatura vivente (e a maggior ragione una creatura umana, la più complessa) è frutto dell’interazione tra genetica e ambiente. Nella gravidanza si fanno gli aggiustamenti epigenetici, così da “tarare” la nuova creatura su mamma; il cervello del nascituro nasce conoscendo la voce della madre e conoscendo le sonorità della lingua di lei, lingua materna. Se ne è staccato entra in una situazione endocrinologica che si chiama stress cronico. Cioè ha un danno.

Diceva Goebbles: ripetete la stessa menzogna a lungo e diventerà vera. I migranti ci pagheranno le pensioni e non costituiscono un problema, far nascere un bambino senza madre, una ha dato l’ovulo, l’altra l’utero, è bello. Possiamo aggiungere che i terremotati nelle loro roulotte stanno bene e fanno felici campeggio, per questo un governo intelligente e attento ai bisogni ha evitato di rimetterli nella banalità di una casa. Paghiamo felici il canone, anche perché non possiamo non pagarlo: la televisione ci rende felici con le sue verità: va tutto bene. Nel frattempo qualcuno spieghi a noi come è possibile fare una trasmissione su una pratica vietata per legge.

Silvana De Mari MMM: moglie, madre e medico, comandante brigate Chesterton per la difesa dell’ovvio.

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