Il futuro è adesso

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di Paolo De Gregorio

Il futuro è adesso

Fonte: Paolo De Gregorio

Ogni ragionamento sul prossimo governo deve tener conto di uno scenario futuro in cui i due partiti che hanno vinto le elezioni, Movimento 5 stelle e Lega, tenderanno ad assorbire l’elettorato di partiti in decadenza, rispettivamente Pd e Forza Italia, e quindi alleanze, tipo Lega-Forza Italia, e Movimento 5stelle-Pd, risulterebbero fatali alla novità di un rinnovamento politico e un fallimento per la realizzazione del programma promesso agli elettori.

Movimento 5 stelle e Lega, vincenti e in espansione, con l’orizzonte strategico di arrivare ad un bipartitismo, pescando nei bacini elettorali di PD e Forza Italia, hanno attualmente gli stessi interessi e potrebbero trovare un accordo su pochi punti, tipo abolizione della legge Fornero, reddito di cittadinanza, e soprattutto su una nuova legge elettorale che garantisca la governabilità. E andare così a nuove elezioni (magari in coincidenza con le europee dell’anno prossimo) da avversari, ma leali e di parola, senza inciuci con la vecchia politica.

Molte delle persone con cui parlo sono entusiaste di uno scenario del genere, con due soli partiti, senza più litigiose coalizioni che, come avvenuto tra Berlusconi e Salvini, si scontrano già 5 minuti dopo le elezioni per eleggere i presidenti delle Camere. Continua a leggere

La clamorosa bufala delle cinture di castità

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Segnalazione Redazione BastaBugie
Non è vero che i Crociati obbligassero le loro mogli ad indossarle… le prime risalgono al 1800 (come giochi erotici o per evitare una violenza sessuale)
da Aleteia

(LETTURA AUTOMATICA)
L’uso delle cosiddette cinture di castità, fasce metalliche flessibili in grado di coprire i genitali e poi chiuse con lucchetti, risalirebbe ai tempi delle Crociate, quando i cavalieri in partenza per il Santo Sepolcro volevano assicurarsi la fedeltà delle proprie mogli durante la loro assenza. La cintura non è altro che un falso storico. Basta osservarle per capire come possano essere fonte di ferite e infezioni e abbiano serrature relativamente facili da aprire.
Come nota Focus (agosto 2014) prima di tutto, c’è un problema di igiene: anche se la classica cintura prevede piccole aperture per l’espletazione dei bisogni fisiologici, ferite, infezioni e di conseguenza la morte di chi le indossava sarebbero sopraggiunte in tempi molto rapidi.
Inoltre, è plausibile che prima di partire i cavalieri si accoppiassero con le proprie mogli, magari con la speranza di trovare un bambino al loro ritorno. È evidente che la presenza di una cintura di ferro avrebbe impedito il parto. Senza contare l’obiezione più semplice: qualunque serratura medievale poteva essere aperta da un fabbro in pochi secondi.

PUREZZA TEOLOGICA
Al di là di queste incongruenze logiche, c’è il fatto che non esistono autentiche cinture databili al Medioevo. L’idea di astinenza sessuale è certamente antichissima e lo stesso termine latino cingulum castitatis (traducibile appunto come cintura di castità) compare, a partire dal VI secolo, in alcuni testi di Papa Gregorio Magno, Alcuino di York, San Bernardo di Chiaravalle, fino a Giovanni Boccaccio. Ma in tutti questi casi è inteso come un simbolo di purezza teologica, non certo come un oggetto di dissuasione erotica. Continua a leggere

“Né sfruttati, né bamboccioni”. Esce oggi il nuovo libro di Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta.it

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Segnalazione Linkiesta

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 “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia”

Il nuovo libro di Francesco Cancellato, direttore de Linkiesta.it, da oggi in libreria

Tutti i paradossi della questione generazionale in Italia: formazione, lavoro, welfare e gender gap nell’era dei millenials

In un contesto mondiale in cui tutto sembra volgere a favore dei giovani – l’avanzamento tecnologico, la predisposizione alla flessibilità, la sfida delle nuove competenze per un’industria 4.0 – l’Italia si configura come un’anomalia. Le scelte politiche compiute in diversi campi, dall’istruzione alle riforme del lavoro, dalle politiche per diminuire il gender gap al welfare, non hanno favorito la stabilizzazione dei giovani italiani nel mercato, anzi hanno aumentato la distanza tra scuola e lavoro, accrescendo a tal punto la sfiducia nei confronti della formazione da dar vita al triste fenomeno dei neet. Il saggio invita ad assumere il carattere olistico della questione generazionale che è il centro nevralgico attorno al quale si addensano molti, se non tutti, i problemi italiani. Risolverla è un imperativo categorico e morale pena il tracollo dell’intero welfare e il serio rischio che le generazioni a venire vivano, per la prima volta, una vita peggiore di quella dei loro padri.

L’autore: Francesco Cancellato, è direttore del quotidiano online Linkiesta.it e opinionista in numerose trasmissioni televisive e radiofoniche.
Per Egea – UBE è autore di Fattore G: perché i tedeschi hanno ragione (2016).

EGEA € 16,00 – pagg. 144

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Il vero obiettivo di Salvini è prendersi Forza Italia (e Di Maio gli sta dando una mano)

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Segnalazione Linkiesta

Il leader di via Bellerio lavora a un centrodestra a sua immagine e somiglianza. Vuole essere il successore di Berlusconi. E ha bisogno di non rompere la coalizione. Il patto con Di Maio serve a consolidare un nuovo bipolarismo: il loro

di Alessandro Franzi

Non l’abbraccio mortale con il Movimento 5 Stelle, ma la definitiva conquista del centrodestra. E’ questo l’orizzonte che sembrano indicare le mosse di Matteo Salvini, dopo aver trasformato la Lega (Nord) nel primo partito della prima coalizione uscita dalle elezioni del 4 marzo. L’abboccamento con i 5 Stelle – il primo partito – è una necessità dovuta alla mancanza di una maggioranza numerica in Parlamento. Ma è anche qualcosa in più. Sia Salvini sia Luigi Di Maio intendono gestire la nascita di quella che considerano la terza repubblica, non più solo slegata dalle ideologie novecentesche ma anche disancorata dai legami con le tradizionali famiglie politiche. E per farlo entrambi i leader, Salvini e Di Maio, si sono coalizzati per indebolire gli avversari: da una parte Silvio Berlusconi, dall’altra il Pd. E per riscrivere le regole del gioco: una legge elettorale con premio di maggioranza che possa certificare alle prossime elezioni, quando ci saranno, un nuovo bipolarismo. Il loro. Una strategia che potrebbe anche non passare da un governo politico fra Lega e M5S, che ne ucciderebbe in un sol colpo tutta la carica di novità.

Chi e come andrà a Palazzo Chigi, però, lo si vedrà solo nelle prossime settimane. Certo è che Salvini ha in mente da parecchio tempo un centrodestra che qualcuno ribattezzerebbe “Lega Italia”. Non è importante il nome, quanto la strategia. Dalla fine del 2013, il segretario del Carroccio ha lavorato alla costruzione di una sua proposta nazionale, non più circoscritta al Nord Italia. Ha adottato parole d’ordine unificanti: contro la sovranità ceduta all’Unione Europea, contro le nuove migrazioni, contro l’Islam. Ha dato scandalo con i suoi discorsi improntati alla dissacrazione del politically correct. E ha inaugurato quello che gli riesce sempre bene: una campagna elettorale permanente, che è scesa al Sud, passando per le regioni del Centro Italia che lo hanno premiato con risultati elettorali spesso a due cifre. Salvini rappresenta la nuova destra. Non solo quella radicale che si è raccontata in questi mesi. Il suo messaggio estremo ha raggiunto un elettorato moderato rimasto senza riferimenti, e dunque pronto ad affidarsi senza remore intellettuali. Salvini rappresenta dunque anche un nuovo centrodestra, che non ha più in Berlusconi il suo totem.

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Paul Craig Roberts – La Terza Guerra Mondiale si sta avvicinando

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http://vocidallestero.it/  di Paul Craig Roberts (EX MEMBRO GOVERNO USA DI DONALD REAGAN)

In un recente articolo Paul Craig Roberts torna a parlare di Terza Guerra Mondiale, accusando la Russia di essere troppo pusillanime verso l’aggressiva politica USA: nella velleità di essere riconosciuta come parte dell’Occidente, secondo Roberts la Russia non completa mai il lavoro, ma lascia sempre uno spiraglio aperto agli USA, sperando di ingraziarseli, mentre di fatto concede a Washington un altro giro per prevalere nel conflitto che Washington ha iniziato. Questo è quello che è successo in Siria, dove la guerra rischia di riaccendersi, e in Ucraina. E nel frattempo in Occidente continua l’escalation della propaganda: non passa giorno senza che la Russia venga accusata di cyber-attacchi, ingerenza nelle elezioni dei paesi occidentali, addirittura sovversione della democrazia. E col caso Skripal si è fatto un nuovo salto di qualità, andando vicini ad accusarla di terrorismo di stato. Insomma, quel che sembra una preparazione dell’opinione pubblica occidentale alla Terza Guerra Mondiale che Roberts paventa.

di Paul Craig Roberts, 13 marzo 2018

“In un conflitto nucleare, il ‘danno collaterale’ sarebbe la fine di tutta l’umanità” – Fidel Castro

I russi, nell’ansia di mostrare all’Occidente quanto sono amichevoli, hanno lasciato mettere a Washington un piede nella porta in Siria, e Washington lo sta utilizzando per ricominciare la guerra. L’insuccesso russo nel finire il lavoro ha lasciato i mercenari stranieri di Washington, che la stampa prezzolata americana fa passare per “combattenti per la libertà”, nell’enclave siriana. Perché la guerra ricominci, Washington deve trovare un modo di andare in aiuto dei suoi mercenari.

Il regime di Trump ha trovato, o così pensa, la sua giustificazione per tornare alla falsa accusa del regime di Obama alla Siria sull’uso di armi chimiche. Questa bugia, inventata di sana pianta dal regime di Obama, è stata messa a tacere dall’intervento della Russia, che ha assicurato che non c’erano armi chimiche siriane. Infatti, se la memoria ci assiste, la Russia consegnò le armi chimiche agli USA perché fossero distrutte. Ci sono pochi dubbi che Washington le abbia ancora e che ne userà alcune, con i loro contrassegni siriani, in quello che appare come un attacco false flag imminente di cui potrà essere accusato Assad. In altre parole, Washington creerà un “momento critico”, ne incolperà Assad e Putin, e – con o senza l’autorizzazione del Congresso – inizierà l’intervento americano per conto dei suoi mercenari.

Se possiamo credere a James Mattis, il generale degli US Marine in pensione che è Segretario della Difesa, la Siria, un paese senza armi chimiche e che non ne ha bisogno nelle sue operazioni di rastrellamento contro i mercenari di Washington, sta usando gas cloro “contro il suo stesso popolo”, esattamente la stessa frase usata dal regime di Obama quando tentò di orchestrare una giustificazione per l’attacco in Siria. Mattis ha detto di ricevere resoconti sull’uso di gas cloro da parte di Assad, mentre contemporaneamente sostiene che non ci sono prove dell’uso di gas, ancora meno da parte dell’esercito siriano.

Il Segretario della Difesa in realtà ha accusato la Siria di “prendere di mira gli ospedali” col gas cloro, anche se ammette che non ci sono prove. Mattis ha continuato accusando la Russia di complicità nell’uccisione di civili, un’impresa nella quale gli USA eccellono. Continua a leggere

La dittatura del presente

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di Roberto Pecchioli

La dittatura del presente

Fonte: Ereticamente

La nostra è un’epoca di falsa democrazia, astratte libertà e concrete dittature. Una di queste, la più sorprendente, è la supremazia del presente, una vera e propria dittatura del tempo presente. Il pensiero unico materialista conosce e idolatra esclusivamente ciò che appartiene all’oggi, ed è quindi moderno. In altre occasioni, abbiamo rilevato come il vocabolo modernità altro non significhi che “al modo odierno”. E’ un termine utilizzato da sempre con riferimento al presente, ma senza l’enfatizzazione, la carica positiva e idolatrica da cui è circondato da ormai mezzo secolo. La superiorità programmatica di oggi su ieri, postulata e sottintesa come evidente è infatti uno dei mille frutti avvelenati della stagione tossica che chiamiamo Sessantotto.  Da allora, tutto si ridusse all’attualità, all’attimo, trascinando ogni cultura, credenza, costume, storia davanti al tribunale grottesco dell’Eterno Presente. Strano tribunale davvero, privo di una giurisdizionale spaziale o territoriale, ma esclusivamente temporale con scadenza prestabilita alla fine del giorno corrente. L’indomani trascina inevitabilmente il presente nel passato, destituendolo d’importanza; un incantesimo che si scioglie allo scoccare della mezzanotte, come quello di Cenerentola. Una dittatura che rinasce continuamente al nuovo giorno, una Fenice che si rigenera dalle proprie ceneri: post fata resurgo, giacché è moderno ciò che vale oggi e il sole sorge ogni mattina. La vittima più evidente è il passato, gravato dal pregiudizio negativo, tacciato di oscurità e arretratezza, ma il presente, nonostante l’altro mito vigente, quello del progresso, distrugge anche il futuro. Continua a leggere

L’Italia nemica di Putin per colpa della solidarietà atlantica a senso unico

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di Alberto Negri

L’Italia nemica di Putin per colpa della solidarietà atlantica a senso unico

Fonte: Alberto Negri

Perché l’Italia dovrebbe fare la guerra fredda alla Russia? Uno dei ritornelli più consunti della politica internazionale che si leggono in queste ore sulla stampa italiana, dopo la scontata rielezione Putin alla presidenza russa e il caso Skripal, si chiama “solidarietà atlantica”. Ma per l’Italia in che cosa consiste? I termini militari questo: il nostro è il Paese della Nato con più ordigni nucleari americani in Europa anche se non li gestisce direttamente, oltre 70, di cui 20 nella base di Ghedi e 50 ad Aviano. Tra le testate ci sono anche bombe termonucleari della potenza di 50 chilotoni la cui presenza costituisce in caso di conflitto nucleare il motivo di un ipotetico attacco preventivo.

Se poi si passa alla politica, la cosiddetta “solidarietà atlantica” per l’Italia ha aspetti paradossali. Le atomiche degli Usa in Italia, come le basi o le “facilities” delle forze armate americane, sono quasi sempre per i politici italiani un argomento tabù, anche per quelli che hanno appena vinto le elezioni: non se ne parla mai perché il gradimento di Washington a un leader o a un partito resta un aspetto fondamentale. L’ombra di Sigonella, con lo scontro nel 1985 tra Craxi e gli Stati Uniti di Reagan sulla la sorte dei sequestratori della nave Achille Lauro, permane come una sorta di monito: prima o poi i conti con Washington si pagano. Nessuno vuole disturbare il manovratore della Nato, (cui per altro Donald Trump vorrebbe che gli europei contribuissero di più). Anche quando il manovratore non fa esattamente i nostri interessi: lo ha detto anche qualche tempo fa l’ex capo di stato maggiore Vincenzo Camporini quando Francia, Usa e Gran Bretagna decisero nel 2011 di bombardare la Libia Gheddafi senza neppure farci una telefonata. Ricordiamo che all’epoca la Russia si astenne sula risoluzione Onu che diede il via ai bombardamenti: “Se non avessimo concesso le basi italiane per i loro aerei le operazioni di bombardamento sarebbero state più lunghe e difficoltose”. Quindi, è il ragionamento del generale, opporsi era tecnicamente possibile, invece ci siamo anche accodati ai raid con una decisione presa essenzialmente dall’ex capo di stato Giorgio Napolitano.  Per quanto riguarda la Libia, l’Italia la “solidarietà atlantica” ed europea l’ha vista davvero poco: decine di miliardi persi, centinaia di migliaia di profughi mentre l’argomento immigrazione è stato decisivo nel determinare il nuovo quadro politico. Insomma Salvini e Di Maio devono in parte i loro voti anche al fallimento di questa “solidarietà atlantica” (ed europea), che l’Italia non ha mai visto, al contrario. Continua a leggere

Le “trame” del potere

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di Danilo Quinto

Carissimi Amici, Carissimi Lettori,

lo scorso 22 febbraio, all’udienza per il processo per diffamazione intentato dai radicali per le parole “servo sciocco”, scritte in corsivo in un libro di 6 anni fa, dopo l’esame di un teste a mia difesa, è stato formulato un nuovo capo d’imputazione, che riguarda un’altra frase del libro. Sono stati chiesti i termini a difesa e il 18 giugno si terrà la successiva udienza.

Sono sempre più convinto, nella mia miseria di peccatore, che nella nostra vita dobbiamo rispondere con il bene al male che riceviamo, dobbiamo pregare per i nostri persecutori, dobbiamo volere il loro bene, anche se continueranno a farci del male. Questo è il dono della Grazia, che dobbiamo coltivare in noi stessi, aggrappati alla Croce di Nostro Signore Gesù Cristo. Con coraggio. Senza alcuna paura. Sopportando e benedicendo coloro che ci infliggono le sofferenze. Cristo ci chiede la perfezione in questa vita terrena, ci chiede di imitarLo, di accettare tutto e di abbandonarci solo alla Sua volontà. Egli sa come accarezzarci nel dolore e dobbiamo avere la certezza che non ci abbandona mai. Qualunque cosa accada, Egli ci è sempre accanto.

Chi vuole partecipare con una donazione alla mia difesa e alla mia battaglia di libertà e verità, può farlo utilizzando il cc di mia moglie: 

LIDIA TAMBURRINO – UNICREDIT -IBAN IT 69 M 02008 67171 000401223296 – BIC/SWIFT UNCRITM1NR3 (per i versamenti dall’estero) – CAUSALE: DONAZIONE. Continua a leggere

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