L’alleanza Bergogliusconi, ovvero “L’ho sempre pensato, il cav. è di sinistra”

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del Prof. Franco Damiani

 L’HO SEMPRE PENSATO: BERLUSCONI E’ DI SINISTRA

silvio-berlusconi-in-comizio-gay“Il cavaliere arcobaleno. Il nuovo amore niente affatto spericolato di B. per la causa gay. Anarca etico e naturaliter libertario. L’alleanza tattica sui valori ruiniani, il due di picche alla Lista pazza. Diritti e nuove coercizioni”. Questa la sintesi dell’articolo odierno del “Foglio”. Direi che non c’è molto da commentare. Il “liberale, libertin…o e libertario” Berlusconi sarebbe il “leader naturale del centro-destra”?

Finalmente l’equivoco si è dissolto: Berlusconi è ideologicamente parente dei Pannella e della sinistra relativista. Impagabile quel “valori ruiniani”, che infatti non sono i principi cattolici ma una loro sciagurata caricatura. Ma illuminante  il periodo che segue: “Storia nota e ora destinata alla naftalina, secondo gli intendimenti del nuovo segretario generale della Cei, monsignor Galantino, interprete privilegiato e autorizzato dell’era bergogliana”. Conclusione: “Allora il nuovo confine del Cavaliere dei diritti per tutti deve diventare anche quello della difesa delle differenze, della libertà di educazione, del rifiuto di una legge anti-omofobia che vuole colonizzare le coscienze e introdurre il reato di opinione, come spiegava Luigi Amicone sul “Foglio” di sabato. Insomma quell’ “a voi le nozze gay, a noi le scuole” è diventata la parola d’ordine della nuova alleanza Bergogliusconi. Satanica, va da sé. . Continua a leggere

Riforma sanitaria ed immigrazione: ancora due sonori schiaffi per Obama

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Segnalazione Quelsi

by Rosengarten

OCCHIOUna delle peculiarità della democrazia statunitense è rappresentata dalle Midterm Elections, cioè le elezioni di medio termine. Si chiamano così perchè si svolgono il primo martedì di novembre degli anni pari nei quali non ci sono le elezioni presidenziali, con le quali si alternano con cadenza quadriennale. Esse riguardano il Congresso, con il rinnovo dei 435 rappresentanti della Camera e di un terzo dei senatori che sono in tutto 100, quindi alternativamente una volta si eleggono 33 nuovi membri del Senato, una volta 34.

Inoltre, 36 dei 50 stati della confederazione eleggono il proprio governatore in concomitanza delle Midterm, che vengono quindi a costituire un caposaldo della politica americana, con il quale gli elettori possono esprimere un giudizio di peso rilevante sulla politica del governo ed in particolare su quella del Presidente Usa, imponendo spesso con il loro voto dei drastici correttivi e conversioni ad U della politica degli Stati Uniti. Quindi, le prossime Midterm di novembre consentiranno agli americani di esprimere il proprio parere ed il proprio apprezzamento, o una feroce critica, sulla linea politica ed i risultati ottenuti alla metà del suo secondo mandato dal presidente Obama. Al momento, esse si prefigurano come un difficile banco di prova per l’attuale amministrazione e sono molti gli osservatori politici che si sbilanciano a prevedere un tracollo del partito democratico per colpa della politica obamiana. Continua a leggere

Conti nel caos, a Renzi serve un pallottoliere

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Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

RENZI PALLOTTOLIERENella giungla delle tasse portata dagli ultimi governi, probabilmente una serie di piccoli balzelli sui risparmi sono passati quasi inosservati.
Eppure oggi è il grande giorno, sicuramente perché grandi sono i numeri degli aumenti che colpiranno la storica area dei piccoli risparmiatori, anima e corpo di un’Italia che ormai sta svanendo.

L’Italia del risparmio si avvicina al baratro, con tassi ormai sempre meno convenienti e quindi il buon Renzi decide di dargli un colpetto per farla cadere definitivamente di sotto. Guai a parlare di patrimoniale, però, quella parola è innominabile tanto quanto l’arci-nemico del maghetto Harry Potter: a sinistra la adorano, ma proporla ad un centrodestra storicamente contrario potrebbe tradursi in una Caporetto in salsa dem.

Eccoci quindi a dover fronteggiare dopo una serie di piccole imposte, tra bolli sui depositi Titoli, poi diventati aumenti sui bolli dal 0,15% allo 0,20% e la mirabolante Tobin Tax al gusto pizza, l’ennesimo aumento.
Perché naturalmente bolli e bollini non bastavano, quindi già a Gennaio 2012 le aliquote su Titoli, Fondi e Conti deposito erano aumentate con un colpo di bacchetta magica dal 12,5% ad un grasso 20%, ma da oggi, 1 Luglio 2014 si va oltre. Continua a leggere

Che figura! Renzi e Hollande confondono la propria bandiera

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Segnalazione Quelsi

di Federica Campilongo

FIRME

 

Una bella magra figura quella portata a casa dai presidenti Matteo Renzi e François Hollande al rientro dalla prestigiosa cerimonia a Ypres , in Belgio, in occasione del centenario della Grande Guerra.

La foto, pubblicata su Instagram e subito commentata da Il Giornale, immortala una pagina del libro della presenze, dove i vari rappresentati degli Stati membri dell’Unione Europea avrebbero dovuto lasciare la propria firma accanto la bandiera del Paese rappresentato. “Avrebbero” perché c’è chi non l’ha fatto.

Facendo attenzione, infatti, si nota bene un errore. Ovvero: Renzi e Hollande hanno invertito le bandiere. Adesso quindi il nome di Matteo Renzi si trova accanto la bandiera francese e il nome di Francois Hollande accanto al nostro tricolore.

E’ vero pure che i colori poco definiti avranno giocato un brutto scherzo alla vista di uno dei due presidenti. Uno dei due perché ci sarà di certo stato “il primo” a commettere l’errore, “obbligando” così l’altro a prendere il suo posto. Chi sia stato la sbadato? Sono aperte le scommesse.

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Elezioni buone ed elezioni cattive

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Le elezioni presidenziali in Siria vanno analizzate, non condannate a priori

Assad Christians11Si è votato in Afghanistan, elezioni presidenziali, primo turno il 14 aprile e secondo il 14 giugno. Il vincitore tra i due candidati, Abdullah Abdullah e Ashraf Ghani, verrà comunicato non si sa quando.

Per ora si sa solo il numero delle vittime, alcune centinaia, degli attacchi dei talibani ai seggi. Difficile immaginare quanto possano essere state regolari le elezioni in un paese come l’Afghanistan, arretrato da ogni punto di vista, sconvolto da un interminabile conflitto e che vede una parte significativa del proprio territorio occupato dai guerriglieri taliban o da realtà tribali su cui il governo centrale non esercita praticamente nessuna autorità. Circostanze prive di importanza per i media occidentali che hanno unanimemente definito queste elezioni come “sicuramente democratiche e costituenti un passo verso la pacificazione del paese”.

Si è votato in Ucraina, elezioni presidenziali. Anche in questo caso le elezioni, per i nostri media mainstream, sono state “democratiche ed un passo significativo verso la normalizzazione della situazione”. Nessun peso infatti è stato attribuito alla circostanza che una parte del paese sia sconvolto da una guerra civile, che milioni di Ucraini russofoni non abbiano partecipato alla consultazione, che il nome del vincitore – l’oligarca Poroschenko – fosse noto in anticipo e conosciuto per essere stato uomo del Dipartimento di Stato americano. Continua a leggere

Salta l’eurogruppo Le Pen e Lega Nord: come volevasi dimostrare…

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di Matteo Castagna

SALVINI LE PENIn campagna elettorale dicevamo, con la cognizione di causa di chi conosce personalmente il modo di fare e le reali intenzioni di certi politicanti, che sarebbe stato un grave errore fidarsi della Lega Nord. Spiegavamo che l’assenza (o l’estromissione forzosa tramite i consueti artifici della casta?) della “destra radicale”, quella realmente anti-euro, antiatlantista, antimondialista, quella del “sangue contro l’oro”, quella della sovranità nazionale e monetaria, non avrebbe giustificato il voto a chi ne ha scopiazzato il programma e occupato l’area politica per intercettarne le preferenze.

Perché sapevamo che costoro avrebbero fatto tutto, solo ed esclusivamente, per ottenere seggi (con i conseguenti lauti stipendi e privilegi) attraverso la mera propaganda inconcludente che ne ha caratterizzato anche l’attività in italia. La stessa Grande Finanza europea dichiarò che non avrebbe avuto nulla da temere da Le Pen o dalla Lega, perché chi starnazza per prender voti, facendo parte del Sistema, non viene temuto da nessuno. Molti amici, conoscenti e simpatizzanti ci ascoltarono, contribuendo a quell’enorme percentuale d’astenuti, che, di fatto, delegittima il Parlamento europeo. La dimostrazione di quanto sostenevamo non è tardata. E’ andato a vuoto il tentativo di creare in europarlamento un’alleanza della “destra euroscettica”. Marine Le Pen non è riuscita (o non ha voluto?) a trovare europarlamentari di sette stati diversi, come previsto dal regolamento. Continua a leggere

Gianfry confessa tutta la verità sul video del rientro

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Segnalazione Quelsi

 

by Giuseppe Mele

 

FINI UOMO INUTILELe critiche hanno massacrato l’ipotesi di ritorno in politica di Gianfranco Fini. Nel sonno, solo nel lettone, il Fin Meschino si agita, bofonchia “Voi uccidete un uomo morto, anzi, un politico defunto”. Poi però al Gianfry è apparso in sogno Zapatero, anticipatore sulla via dei disastri politici. Era ai giardinetti Zap, che, poichénomina sunt significatio rerum, è felice ora che fa il giardiniere.

 

 

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Conciliari a libro paga PD

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Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero

 

PD_bandieraSi sa che, se scoppiasse un giorno la tangentopoli dei Vescovi conciliari, questa sarebbe imparagonabile rispetto a tutte le altre per profondità ed estensione. Per adesso le forze rivoluzionarie stanno zitte e coprono tutto, per assicurarsi il tradimento delle gerarchie vaticano-secondiste.

 

 

 

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Massimo Fagioli contro Nichi Vendola: “Non puoi essere comunista, cattolico e omosessuale”

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Segnalazione di Luciano Gallina

 

BERTINOTTINella guerriglia comunista che sta portando Sinistra e Libertà all’autodisintegrazione, ora, arrivano anche i missili di Massimo Fagioli, il controverso psichiatra rosso, molto vicino a Fausto Bertinotti e celebre per alcune discusse frasi sugli omosessuali. “Questa scissione dentro Sel – spiega – era ineluttabile. E’ giusto che alcuni abbiano lasciato il cattocomunista Vendola, perché il cattocomunismo porta ogni cosa verso il fallimento”. Così lo psichiatara sull’addio di Gennaro Migliore e di una cospicua fronda a Nichi Vendola.

 

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Centri sociali, Rocchetta contro Bitonci

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 LE DELIRANTI VISIONI STORICO-POLITICHE DEL “VENETISMO” ATEO, CHE STRIZZA L’OCCHIO AL PEGGIO DEL PEGGIO DELLA SINISTRA EXTRAPARLAMENTARE

centri socialiSono espressione di necessità oggettive, grave pensare di chiuderli». Gallob: «Se vogliono farci la guerra noi siamo qui»

«I centri sociali sono espressione e concretizzazione di necessità oggettive. Trovo grave e poco confacente allo spirito della Repubblica Veneta l’idea del neo sindaco di chiuderli senza cercare il dialogo».

Franco Rocchetta, fondatore e ideologo della Liga Veneta, alza la bandiera dell’indipendentismo contro il proposito della nuova giunta di chiudere il Pedro. Ieri pomeriggio l’ex sottosegretario agli Esteri era davanti a palazzo Moroni con Tommaso Cacciari, Max Gallob, Vilma Mazza e altri ragazzi del Pedro. Una presenza che non deve stupire: nel 1999 Rocchetta (che nella sua lunga militanza politica è stato iscritto anche al Pri Veneto, al Pci e a Lotta Continua) ha partecipato alla missione «di pace e dialogo» a Belgrado e nel sud della Serbia organizzata da Beppe Caccia, Luca Casarini, don Vitaliano Della Sala e Gianfranco Bettin. Certo, solo un paio di mesi fa a difesa di Rocchetta e degli altri secessionisti veneti arrestati il 2 aprile con l’accusa di terrorismo e poi scarcerati, si era mobilitata l’intera Lega con il segretario Salvini in prima linea. Ma per il fondatore della Liga Veneta quella del Carroccio è una parentesi chiusa. «Un forza di liberazione non può diventare centralista».

Ed è così che dietro il gonfalone della Serenissima, ma dove il leone di San Marco ha un passamontagna calato sul muso di zapatista memoria, Rocchetta ha definito l’esperienza dei centri sociali «perfettamente in linea con la storia veneta» bollando come «grave» il proposito espresso da Bitonci. «Non capisco le ragioni del nuovo sindaco». Anche Cacciari e Gallob hanno fatto riferimento alla storia. Anche se più recente. «Se ci vogliono fare la guerra noi siamo qui» ha detto Gallob. «Bitonci sappia che noi c’eravamo (ha detto il portavoce del Pedro indicando una foto che ritrae la delegazione veneta che nel maggio del 2012 ha partecipato a occupy Francoforte, manifestazione contro l’Europa della finanza), ci siamo e ci saremo. Noi siamo per l’autonomia, l’indipendenza e la libertà. Continua a leggere

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