Il sindaco di Riccione indagato perché non vuole il TRC, la “grande opera” inutile del Pd
Segnalazione Quelsi
| by Riccardo Ghezzi |
Renata Tosi, sindaco di Riccione, dopo Elena Zanola, ex sindaco di Montichiari. In Italia sembra ormai una costante che i primi cittadini scrupolosi e intenzionati a fare il loro mestiere siano indagati. I nostri lettori già conoscono la vicenda di Elena Zanola, leghista addirittura finita agli arresti domiciliari per aver intrapreso un braccio di ferro con la discarica più inquinante di Montichiari. Gli arresti sono stati revocati, ma Elena Zanola ha perso per strada persino i suoi alleati di centro-destra e, nonostante un buon risultato al primo turno, non è stata rieletta alle ultime comunali, venendo sconfitta per poco dal candidato sindaco del centro-sinistra, appoggiato al ballottaggio anche da Forza Italia.
Renata Tosi, ex consigliere della Lega Nord presentatasi come indipendente e appoggiata dalla lista civica “Noi riccionesi”, ha invece posto fine al dominio della sinistra a Riccione. Ma lo sta pagando a caro prezzo. Uno dei motivi della sua vittoria elettorale è stata la ferma opposizione ad una “grande opera” fortemente voluta dalla sinistra locale ma giudicata costosa, inutile e persino dannosa per l’ambiente da buona parte dei residenti, che non a caso si sono chiaramente espressi alle urne.
Il sindaco sta mantenendo la promessa, sta facendo le pulci al TRC, il Trasporto Rapido Costiero, la grande opera in questione. Ha partecipato alle proteste dei cittadini davanti al cantiere e per questo è ora indagata per interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e abuso d’ufficio. Eppure, la protesta in questione non è certo stata violenta come quella dei No Tav in val Susa. Continua a leggere








