Renzi, i mille giorni e la giustizia barocca

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Segnalazione Quelsi

 

by Cristina E. Rapisarda

 

RENZI MONONEURALEL’Italia è in recessione e l’Istat, per la prima volta dopo 55 anni, annuncia la deflazione. Il premier Renzi intanto sorride e sguazza gaudente, tra un gelato e l’altro, in mezzo a tweet e hashtag sempre più fantasiosi. Tra questi ecco comparire la tanto agognata riforma della giustizia. Qualcuno potrà obiettare che ci siano problemi più urgenti, come la disoccupazione e la povertà che cresce, ma rendere certo il diritto è di primaria importanza per incentivare economia e aziende.

 

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Bertinotti si è pentito: oggi giusto essere liberali

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Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

BERTINOTTI2Fausto Bertinotti ha cambiato idea. Il comunismo ha fallito, la cultura politica da cui si deve ripartire è quella liberale, perché è quella che “che ha difeso i diritti dell’individuo”. A differenza del comunismo, aggiungiamo noi.
Reale pentimento? Cambio radicale di idee? Oppure c’è qualcosa di sbagliato nel liberalismo? Guardare per credere, clicca su Video qui sotto

 

 

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Regione Abruzzo, prime grane per D’Alfonso

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Segnalazione Quelsi

 

by Antonio Scardone

 

ALFONSOIl movimento “Abruzzo Civico”, fondato dal giornalista RAI Giulio Borrelli, si è riunito in assemblea plenaria a Ripa Teatina (CH) il 25 agosto ed ha stilato un documento per spiegare come in questi tre mesi di governo il presidente della regione D’Alfonso avrebbe compiuto scelte non corrispondenti agli accordi elettorali e senza avere la giusta considerazione di Abruzzo Civico, né relativamente al ruolo ed allo spirito di questa lista, né tanto meno al peso che essa ha dimostrato di avere alle urne, poiché alle scorse regionali essa ha raccolto un robusto 8%.

 

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Cacciate i Fascisti…dalle strade!

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Segnalazione di Simone Costa 

viamussolini-300x161Strano paese l’Italia, talmente strano che una mattina d’agosto ti svegli, accendi la tv che, per errore, è sintonizzata sulle discutibili ma “canonizzate” reti Rai e senti ciarlare un semisconosciuto, pare giornalista, su alcune vie e scuole d’Italia intitolate (non sia mai!) a presunti fascisti del passato ed alla necessità, urgentissima, di rimuovere tale vergogna.

Così in attesa che il governo Renzi prepari un’azione urgentissima in tal senso (con un nuovo annuncio stile televendita di Mastrota) il signore in questione informava i residenti, a modo suo, di chi fosse la persona che dava il nome alla propria via di casa ottenendo lo sdegno unanime dei passanti facendoci sentire e vedere, come solito in Italia, soltanto ciò che a lui conveniva in totale conformità allo schifo fatto dagli storici (degni di riviste storiche alla “Topolino”) negli ultimi 70 anni.

In giro per l’Italia infatti esistono ancora oggi alcune strade e scuole intitolate a personaggi minori del fascismo, molti morti prima della guerra, esponenti locali notabili o che si sono spesi per la propria comunità e che hanno avuto in cambio una via secondaria intitolata alla loro persona. Continua a leggere

Lega Nord, Bossi porta il partito in tribunale: “Negato vitalizio da 400mila euro”

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Una scrittura privata con il tesoriere Stefani aveva garantito al Senatur uno “stipendio fisso”, poi negato dal segretario Salvini anche per via della crisi delle casse del movimento

bossi-salvini-640Approda in tribunale la querelle tra le due anime della Lega: quella di Umberto Bossi e quella del nuovo corso di Matteo Salvini. Oggetto del contendere il vitalizio di 900mila euro al Senatur percepito dalla Lega che dopo varie trattative sarebbe stato ridotto a 400mila euro, poi a 200 e infine negato da Salvini a Bossi il quale ha citato davanti al tribunale di Milano il suo partito.

Nella ricostruzione di Repubblica, Bossi aveva ottenuto un sequestro cautelativo di 6 milioni di euro sui conti leghisti per assicurarsi il vitalizio e pagare la parcella del proprio avvocato, Matteo Brigandì. Grazie alla mediazione del tesoriere del partito, Stefano Stefani, si era giunti una scrittura privata con la quale Bossi svincolava i 6 milioni e si assicurava un vitalizio di 400mila euro, poi ridotti a 200 per le difficoltà di cassa del Carroccio.

L’accordo prevedeva anche la rinuncia da parte della Lega di costituirsi parte civile nel procedimento penale contro il Senatur e i suoi due figli per i presunti fondi sottratti alla Lega. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe appunto stata l’annuncio della decisione del Carroccio di volersi costituire parte civile nel procedimento, la cui prima udienza è prevista il 10 ottobre. Da qui l’atto di citazione mentre, sul piano penale, Bossi si sarebbe riservato di denunciare Salvini per truffa. Continua a leggere

I tre chilometri di spiaggia riservati a Napolitano e dipendenti del Quirinale

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Segnalazione Quelsi

 

by Riccardo Ghezzi

 

BAGNANTI“Non si può camminare sulla spiaggia”. “Perché?”. “Tenuta presidenziale”.
Con queste parole un finanziere ha sbarrato la strada ad un inviato del Fatto Quotidiano, che ha filmato tutto, e ad alcuni bagnanti.
Ad Ostia, nei pressi della tenuta del presidente Napolitano, c’è una spiaggia riservata al Capo dello Stato, i dipendenti del Quirinale e loro famigliari. A stabilirlo è un decreto legge. Tre chilometri di spiaggia e persino un tratto di mare, fino a 300 metri dalla riva, sono inaccessibili ai bagnanti “normali”.

 

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Un volantino incita i No Tav alla lotta armata

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by Riccardo Ghezzi

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Segnalazione Quelsi

I No Tav hanno fallito, è tempo di lasciare spazio ai Nuclei Operativi Armati, i Noa, e alla lotta armata. E’ l’ultimo proclama che ricorda tempi andati, quelli del terrorismo e gli anni di piombo. Una dichiarazione bellicosa contenuta in un volantino che ora è al vaglio della Digos.
Un segnale allarmante non solo per la violenza e per le minacce nei confronti di politici e giornalisti, chiaramente identificati con tanto di cognome, quanto soprattutto per quella che potrebbe essere una svolta definitiva del movimentismo No Tav. Una protesta sempre più ideologico e sempre meno ancorata al merito della questione Alta Velocità. Il tunnel in Val Susa è ormai diventato un mero pretesto per battaglie ideologiche di più ampio respiro. Battaglie che contemplano anche lotta armata e violenza.

 

 

 

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Italia: tra manovra lacrime e sangue, default o commissariamento

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manocchia12 agosto www.imolaoggi.it  – Grazie a Renzi e ai suoi predecessori, Monti e Letta, l’Italia avrà la grande opportunità di scegliere tra un altra manovra lacrime e sangue, il default o il commissariamento da parte dei criminali della Troika. Tre suicidi diversi, ma sempre suicidi. @matteorenzi Ci vorrà tempo, sarà difficile, ci saranno intoppi. Ma nessuno potrà più fermare il cambiamento iniziato oggi #italiariparte #lavoltabuona

Per dirla alla maniera di Eduardo De Filippo (Gennaro), ripensiamo alla bellissima commedia di alto valore morale “Napoli milionaria”, in cui racconta di una famiglia che, a causa di comportamenti spregiudicati e scorretti di alcuni suoi componenti, finisce sull’orlo dell’abisso della perdizione e la figlia malata rischia morire. Allora  la moglie redenta lo guarda implorante e, con gli occhi imploranti, gli chiede: “come ci risaneremo? Come potremo tornare quelli di una volta? Ce la faremo?” Gennaro intuisce e risponde con il suo tono di pronta saggezza: ”s’ha da aspetta Ama’ (Amalia); ha da passà a nuttata”.

Per dirla invece con le mie parole… : per chi non lo sapesse, sembra una barzelletta, ma non lo è. L’Italia, nonostante tutto, è il Paese europeo con il saldo migliore tra entrate e spese (al netto degli interessi) delle amministrazioni pubbliche negli ultimi 20 anni. Infatti ha cumulato 585 miliardi di euro del cosiddetto avanzo primario (con un 20 per cento riferibile alle privatizzazioni), contro gli 80 miliardi soltanto della Germania (dal 1995) e addirittura saldi negativi per Francia (-479 miliardi) e Spagna (-270 miliardi). Continua a leggere

Hamas è frutto di ciò che ha seminato Israele

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di Amira Hass 

«Hamas sta distruggendo con crudeltà e paura quella tradizionale mentalità del doppiopesismo che Israele padroneggia da sempre». «Aprite la striscia di Gaza, lasciate che la gente torni al mondo. Scopriranno da soli che la vita è più bella della morte».

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Ho già alzato bandiera bianca. Ho smesso di cercare nel dizionario una parola per descrivere la testa amputata di un bambino tagliato a metà assieme alle urla del padre: «Svegliati, svegliati! Ti ho portato un giocattolo!». In che modo ha posto la questione Angela Merkel, cancelliera della grandiosa Germania? Con il diritto di Israele di potersi difendere. Sto ancora lottando con l’esigenza di condividere dettagli sull’infinito numero di discorsi che ho fatto con i miei amici a Gaza, per poter documentare che cosa significhi l’attesa del tuo turno al mattatoio.

Per esempio, il discorso che ho avuto sabato mattina con J. del campo dei rifugiati di al-Bureji, mentre era in viaggio verso Dir al-Balah con sua moglie. Hanno all’incirca sessant’anni. Quella mattina la sua anziana madre aveva ricevuto una telefonata, e aveva ascoltato una voce registrata che dava istruzione ai residenti del campo di lasciare Dir al-Balah. Un libro sulla psicologia militare di Israele dovrebbe contenere un capitolo intero dedicato a questo sadismo, ipocritamente automascherato da compassione: un messaggio registrato che richiede a centinaia di migliaia di persone di lasciare le proprie case già prese di mira, per un altro posto ugualmente pericoloso, a dieci chilometri di distanza. Che cosa esattamente, ho chiesto a J., stai lasciando? «Cosa? Perché?», ha detto. «Abbiamo una capanna vicino alla spiaggia, con un po’ di terra e dei gatti. Andiamo a sfamare i gatti e torniamo indietro. Andiamo assieme. Se la macchina si dovesse rompere, moriremo assieme». Se fossi una psicanalista, scriverei: A differenza dell’hasbara israeliana, Hamas non costringe gli abitanti di Gaza a rimanere o fuggire dalle loro case. È una decisione lasciata a loro. Dove potrebbero andare? «Se dobbiamo morire, è più dignitoso morire a casa, invece che scappando via», dice il completamente laico J. Sono ancora convinta che una frase di questo genere valga mille analisi. Ma quando si parla di palestinesi, allora la maggior parte dei lettori preferisce i riassunti. Continua a leggere

Renato Curcio invitato a parlare del suo libro alla “Festa Rossa” in provincia di Pisa

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Segnalazione Quelsi

by Riccardo Ghezzi

Renato-CurcioRenato Curcio, tra i fondatori delle Brigate Rosse, sarà ospite alla “Festa Rossa” di Perignano, frazione di Casciana Terme Lari in provincia di Pisa. Presenterà il suo libro “Il Pane e la Morte”.
La notizia arriva proprio in giorni caratterizzati dalle polemiche per la partecipazione di Francesco Schettino, comandante della Costa Concordia tuttora indagato per il naufragio, ad un seminario seguito dagli studenti dell’Università La Sapienza. Discutibili relatori ed ex brigatisti che scrivono libri e vengono invitati a presentarli in pubblico. Le polemiche, divampate soprattutto a livello locale, non hanno fatto cambiare idea a Paolo Papucci, presidente dell’associazione politico-culturale “La Rossa” che ha organizzato l’evento: “Non siamo un partito, siamo solo un’associazione che vuole parlare e discutere di tematiche forti, insieme a personaggi in grado di farlo. Curcio ha pagato e il suo passato non ci interessa e non è al centro del dibattito” le parole dell’organizzatore che così ha replicato alle critiche. Il nome dell’associazione “La Rossa” facilita il compito di chi vorrebbe capirne l’orientamento politico. Grazie all’idea di invitare Curcio, sappiamo anche che tra i “rossi” di oggi c’è chi vuole rivalutare le Br.

Renato Curcio è stato condannato come mandante degli omicidi di Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci. La giuria ha stabilito anche che fosse lui l’autore materiale dei volantini che hanno rivendicato il gesto. Mazzola e Giralucci erano due attivisti del Msi di Padova, si trovavano proprio all’interno della sede del partito quando sono stati sorpresi da un’irruzione dei brigatisti, avvenuta il 17 giugno 1974. I due missini hanno cercato di reagire, i brigatisti hanno sparato uccidendoli. Continua a leggere

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