VESCOVO TREVISO INCASSA 6.387.500 EURO CON I ‘PROFUGHI’

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TREVISO – I seminari non sono vuoti. E la diocesi è stata l’unica istituzione a fare appieno la sua parte in tema di accoglienza dei migranti. È la ridicola reazione del mullah vescovo di Treviso, tal Gianfranco Agostino Gardin, contro la Lega e il M5S.

Ne ha per tutti: per i sindaci che non collaborano con l’invasione e il suo business, per le forze politiche che non assecondano gli affari della Curia, per il governatore Luca Zaia che accusa la Chiesa di non voler mettere a disposizione il seminario “vuoto”. Ma ovviamente, intendeva ‘gratis’: sappiamo tutti che la Chiesa di Bergoglio fornisce volentieri i suoi immobili esenti da Imu a 35 euro a ‘profugo’ in pensione completa.

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Lo pseudovescovo Casale, emerito di Foggia, già beniamino di conservatori e alleanzini, furentemente pro Sodoma.

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mons_casale

 

 

Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero 

 

Per quanto i conciliari siano marci e corrotti, si stenterebbe a credere a queste dichiarazioni.

http://www.tribunapoliticaweb.it/societa/2015/10/20/21304_unioni-civili-mons-giuseppe-casale-giusto-legittimare-legami-stabili-gay/

http://www.lettera43.it/esclusive/monsignor-casale-l-omosessualita-e-ricchezza_43675218038.htm

 

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La diocesi di Vercelli invita l’Arcigay “Rainbow” presso il Seminario Arcivescovile

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FESTA DEI POPOLI

CONCILIARI IN AZIONE

Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Lupo Glori

Si è da pochi giorni conclusa a Vercelli la VII edizione della cosiddetta “Festa dei Popoli”, tenutasi dal 29 settembre al 10 ottobre 2015 presso il Seminario Arcivescovile della diocesi retta dall’arcivescovo Marco Arnolfo, nominato da Papa Francesco il 27 febbraio 2014.

La cosa non farebbe notizia se non fosse che la Diocesi di Vercelli ha ritenuto opportuno invitare alla manifestazione, per il secondo anno consecutivo,l’associazione omosessuale territoriale Arcigay “Rainbow”. Sul suo sito internet, l’organizzazioneLGBT di Valsesia Vercelli ha ringraziato infatti per l’invito, scrivendo: «Con molto piacere vi informiamo che anche quest’anno Arcigay“Rainbow” è stata invitata e a sua volta estende a tutti, in particolare a tutte le vercellesi e i vercellesi, l’invito a partecipare alla VII edizione della “FESTA DEI POPOLI” Sabato 10 ottobre 2015, dalle ore 15:00, all’interno del Seminario Arcivescovile, Piazza Sant’Eusebio, 10 a Vercelli».

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Bergoglio demolisce ulteriormente il Papato in senso sinodalista e consegna a ciascuna conferenza “episcopale” di farsi la propria dottrina

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Risultati immagini per bergoglio distrugge la chiesaSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Zenit – 17 ottobre 2015

“Il Papa non sta, da solo, sopra la Chiesa; ma dentro come battezzato tra i battezzati”

Nella cerimonia per il 50° della istituzione [del Sinodo], Francesco spiega il senso del Sinodo: una Chiesa che cammina insieme e che ascolta il “fiuto” del Gregge

di Salvatore Cernuzio

Città del Vaticano, 17 ottobre 2015 (ZENIT.org)

“Sinodo”. La parola in sé chiarisce ciò che Dio richiede all’assise in corso in Vaticano: “Camminare insieme, laici, pastori, Vescovo di Roma”. Un concetto “facile da esprimere, a parole, ma non così facile da mettere in pratica”, osserva Francesco nel lungo e corposo discorso pronunciato oggi nella cerimonia in Aula Paolo VI per il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo.

Per Bergoglio – quarto Pontefice ad utilizzare questa “preziosa eredità” del Vaticano II voluta da Paolo VI – proprio il cammino della sinodalità è ciò “che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. Perché “il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione”. E, inoltre, “anche il Gregge possiede un proprio ‘fiuto’ per discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa”. [giacobinismo e teologia della liberazione: popolo sovrano] Continua a leggere

Sinodo, inizia la settimana decisiva. Si va verso una maggioranza di “centrosinistra”

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PAPAdi Pietro Schiavazzi

Schönborn in tedesco vuol dire “nato bello”. Sono teologiche ma suonano etimologiche le ragioni per cui Francesco ha ieri delegato al cardinale austriaco Christoph Schönborn, intellettuale di punta del sacro collegio, aristocratico discendente della nobiltà mitteleuropea e democratico esponente dei progressismo moderato, l’incarico di commemorare il cinquantesimo anniversario del Sinodo: un istituto che “nato bene”, appunto, il 15 settembre 1965, per prolungare il respiro e lo spirito di squadra del Concilio, è tuttavia invecchiato male, perdendo gradualmente fiato e fascino, ingrigendosi e omologandosi al destino dei parlamenti mondani, fino a scivolare in un presente di sospetti e dispute, tra colpi di scena e atmosfere da talk-show. Netta in proposito la stroncatura dell’ultimo sinodo di Ratzinger, del 2012, “dove ci sono stati molti interventi interessanti. Ma pochissimi hanno dato testimonianza… Noi restiamo troppo spesso nelle teorie, quasi mai parliamo in maniera personale delle nostre esperienze”, ha sentenziato lapidario il presule.

Schönborn, fermo nelle sue critiche all’evoluzionismo darwiniano ma rapido a congratularsi con la drag queen e connazionale Conchita Wurst per la vittoria nell’Eurofestival, incarna perfettamente la Chiesa “poliedrica” di Francesco ed esprime il potenziale di una maggioranza di “centrosinistra”, che potrebbe prendere corpo da qui a sabato: emarginando ai due estremi le posizioni più radicali, di Walter Kasper e di George Pell, o del partenopeo Bruno Forte e del felsineo Carlo Caffarra, e operando una saldatura con i centristi guidati dall’arcivescovo di Washington Donald Wuerl, membro della commissione che ha il compito di redigere il testo conclusivo, e dal collega Rino Fisichella, organizzatore del Giubileo e Presidente del Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Un’ampia basi di consensi, che affrancherebbe il Pontefice dal soccorso interessato dei trasformisti, ossia di quei conservatori solerti a conservare il posto anziché la dottrina, e dei loro omologhi progressisti, attenti a progredire in carriera piuttosto che nel pensiero: “L’esito infine, così speriamo, non è un compromesso politico su un minimo comune denominatore, bensì questo valore-aggiunto, che dona lo Spirito Santo, così da poter dire, a conclusione: Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi”. Continua a leggere

Intervento dei “vescovi” polacchi al Sinodo conciliare

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Segnalazione di un lettore I “vescovi” polacchi al Sinodo:

Episcopado polaco no apoyará comunión en adulterio.
adeste fideles martedì, 07:10
Toronto Catholic Witness

Lunes, 12 de octubre 2015

“Arzobispo Stanislaw Gadecki habla: su declaración completa en el Sínodo en nombre de todo el Episcopado polaco: la Sagrada Comunión para aquellos en uniones adúlteras es “en contra de la voluntad de Cristo”. En nombre de todo el Episcopado polaco, Su Gracia, el arzobispo Stanislaw Gadecki, bellamente describe la doctrina inmutable en la imposibilidad de dar la comunión a los divorciados civilmente “se volvió a casar”. Cualquier cambio es herejía.

Polonia semper fidelis.

Traducción del polaco al inglés porToronto Catholic Witness.
(español traducción electrónica)

Sábado, octubre 10, 2015

Al principio me gustaría hacer hincapié en que la siguiente dirección no es sólo mi opinión personal, pero la opinión de toda la Conferencia Episcopal polaca.

1. No hay duda de que la Iglesia en nuestro tiempo debe – en un espíritu de caridad – ayudar a los divorciados que viven en nuevas relaciones civiles, cuidar de ellos con amor especial que no se consideran a sí mismos separados de la Iglesia, para que puede, y de hecho – como bautizados – están obligados a participar en la vida de la Iglesia.

Hágales por lo tanto, ser alentados a escuchar la Palabra de Dios, para asistir al Sacrificio de la Misa, a perseverar en la oración, para apoyar las obras de caridad y las iniciativas conjuntas para la justicia, educar a sus hijos en la fe cristiana y cultivar el espíritu y obras de penitencia con el fin de que en el día a día, pueden buscar el perdón por la gracia de Dios. Como madre misericordiosa, que la Iglesia de esta manera fortalecer su fe y la esperanza (cf. Juan Pablo II, Familiaris consortio, 84).

2. La Iglesia, sin embargo – en la enseñanza en la prestación de la Sagrada Comunión para los divorciados que están viviendo en una unión civil – no puede ceder a la voluntad del hombre, sino a la voluntad de Cristo (cf .. Pablo VI, Discurso a la romana Rota, 28 de enero 1978, Juan Pablo II, Discurso a la Rota Romana, 23 de enero 1992;. 02 de enero 1993, 22 de enero 1996) Por lo tanto, la Iglesia no puede ceder a un falso sentimentalismo de compasión por la gente, ni a ninguna falsa – aunque popular en el mundo – los modos de pensar.

Fue de acuerdo [entre nosotros] que aquellos que se acercan a la Santa Comunión sin una unión sacramental “more uxorio” [como esposos], sería hacerlo en contra de la tradición de la Iglesia. Incluso los documentos de los primeros sínodos: Alvira, Arles, Neocaeserea que tuvieron lugar en los años 304-319, confirmaron la doctrina de la Iglesia que los vivos se divorció en re-uniones no puede acceder a la comunión eucarística.

La base de esta posición es el hecho de que “su estado y forma de vida contradicen objetivamente esa unión de amor entre Cristo y su Iglesia, significada y actualizada en la Eucaristía” (Juan Pablo II, Familiaris consortio, 84;. 1 Cor 11 : 27-29; Benedicto XVI, Sacramentum Caritatis, 29; Francis Ángelus, agosto, 16a, 2015).

3. La Eucaristía es el sacramento de los bautizados que están en un estado de gracia sacramental. Se acordó que para permitir que los que no están en la gracia sacramental para recibir la Sagrada Comunión, podría causar un gran daño no sólo para el cuidado pastoral de las familias, sino también en la doctrina de la gracia santificante de la Iglesia.

De hecho, la decisión de darles la Sagrada Comunión abriría par en par la puerta de administrar este sacramento a todos los que viven en el estado de pecado mortal. Esto, a su vez, en consecuencia, sería negar el sacramento de la Penitencia y distorsionar el significado de vivir en el estado de la gracia. Es necesario hacer hincapié en que la Iglesia no puede aceptar ninguna llamada Ley de Gradualidad (Juan Pablo II, Familiaris consortio, 34).

Así como Francisco Papa nos recordó, que no queremos, ni tenemos ninguna autoridad para cambiar la doctrina de la Iglesia.

+ Stanislaw Gadecki Arzobispo Metropolitano de Poznan

Presidente, Conferencia Episcopal de Polonia Episcopal

FUENTE

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I neocatecumenali: da Cristo al giudaismo

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Segnalazione di Fedrico Prati

Un nostro interlocutore neocatecumenale ci scriveva: “sono conscio che se si privilegia troppo l’aspetto della mensa rischia di venir meno la percezione del sacrificio sull’altare, l’ho sperimentato sulla mia pelle, anche se devo dire che ultimamente dai miei ‘catechisti’ è stato ripetuto più volte che la messa è un sacrificio“… Notare: lo dicono “ultimamente”; il che significa che prima non avveniva, ammesso che lo dicano effettivamente e, comunque, se anche lo dicono e poi non “si vive” né nella celebrazione né conseguentemente nella vita, non è la stessa cosa che dice e fa la Chiesa.

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Il laicismo della Mezzaluna cancella due feste cristiane

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

 Con la nomina di Dounia Bouzar al vertice dell’Osservatorio della laicità francese diviene concreto il rischio che passi anche la sua proposta di cancellare due feste cristiane dal calendario e di sostituirle con quella musulmana dell’Eid e con quella ebraica di Yom Kippur.

Attualmente in Francia sono 11 in tutto le festività: di queste, solo 6 hanno un legame con la fede cristiana. Anzi: il Lunedì di Pentecoste ormai è divenuto una “mezza vacanza”, poiché una fetta significativa della popolazione attiva in tale giornata lavora comunque. Il 1 gennaio, il 1 maggio, l’8 maggio, il 14 luglio e l’11 novembre, invece, sono totalmente prive di qualsiasi connotato religioso. Perché, dunque, non rimpiazzare un paio di queste ricorrenze “neutre” con le due ricorrenze ebraica e musulmana?

È quanto si chiede la petizione recentemente lanciata dalle agenzie L’Observatoire de la ChristianophobieRiposte CatholiqueLe Salon BeigeNouvelles de France,Le Rouge & le Noir, agenzie rivoltesi direttamente al primo ministro francese, affermando: «Come non vedere nella proposta della signora Bouzar un nuovo atto d’aggressione cristianofobica?», domandandosi se il prossimo passo possa essere quello, per assurdo, di «radere al suolo tutte le chiese, ritenendo che possano offendere la laicità».

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“I musulmani preghino in chiesa, ma i cristiani tolgano i crocifissi”

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CROCIATI

Fa discutere la proposta della vescova di Stoccolma: sala di preghiera comune per i fedeli di tutte le religioni e niente simboli

Che poi è una vescova, donna e lesbica. Eva Brunne, nominata a capo della diocesi della capitale svedese nel 2009, ha proposto la creazione di una sala di preghiera comune all’interno della chiesa, per accogliere fedeli di tutte le religioni.

Per non turbare la coscienza dei non cristiani, dunque, via le croci e gli altri simboli religiosi. Via libera, invece, all’indicazione della direzione della Mecca, essenziale per la preghiera degli islamici.

L’iniziativa del vescovo, però, non è sembrata molto gradita ai fedeli: su Internet e in particolare sui social network la Brunne è stata duramente attaccata, con tanto di minacce di morte.

Lei però non si fa intimidire e anzi contrattacca: “Nessuna minaccia potrà fermarmi: c’è solo una via ed è la via dell’amore”. Non sono solo i fedeli, però, a guardare con perplessità alla decisione del vescovo.

Patrick Petterson, parrocco a Stoccolma, commenta scettico: “Non ho nessun problema se fedeli di altre religioni vengono a pregare in chiesa. Ma credo che come cristiani dovremmo mantenere i nostri simboli.”

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L’ultima messa di “don” Elvis – Rete8

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L’ultima messa di Don Elvis

E’ stata celebrata ieri alle 11.30 l’ultima messa di Don Elvis, il prete rock di Ovindoli sotto inchiesta per aver sollecitato i lavori nella ‘sua’chiesa.

I suoi parrocchiani lo hanno difeso, in massa e fino alla fine, nella speranza di far compiere un passo indietro al vescovo di Avezzano Santoro che ne ha disposto la momentanea sospensione di ogni attività. Ad Ovindoli, tuttavia, cresce il numero delle firme raccolte a sostegno di Don Elvis: una vicenda la sua scoppiata a fine agosto quando, il prete romeno con la passione per il rock, è finito sotto inchiesta a causa di un messaggio via whatsapp col quale sollecitava il completamento dei lavori di ristrutturazione della ‘sua’ chiesa parrocchiale ad Ovindoli alla ditta incaricata dell’appalto. Dopo qualche giorno arrivò come una doccia gelata la decisione vescovile di sospendere Don Elvis: sul sito della curia, tuttavia, è stato reso noto il nome del nuovo parroco sebbene non sia indicata la data di inizio missione. Una vicenda quella di Don Elvis che siamo pronti a scommettere non finirà così.

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