Eurogendfor, la polizia speciale europea non risponde ai giudici

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Vedi anche: La BUFALA secondo la quale Eurogendfor è una BUFALA

CARABINIEREI Paesi Bassi sono il luogo dove l’Italia ha cambiato la propria storia negli ultimi 25 anni, non solo legandosi al Trattato di Maastricht, con la cessione della sovranità monetaria e legislativa, ma per poter definitivamente abbandonare la veste di Stato sovrano era necessario rinunciare all’esclusività delle funzioni delle forze armate sul proprio territorio, con l’istituzione di una milizia sovranazionale. Questo passaggio è avvenuto nel 2007 a Velsen, piccola municipalità dei Paesi Bassi, dove è stato firmato un trattato congiuntamente a Francia, Spagna, Paesi Bassi e Portogallo che istituisce la gendarmeria europea, l’Eurogendfor, che andrà ad esautorare le forze dell’ordine nella gestione dell’ordine pubblico. Uno scenario irrealistico, ma che è stato messo nero su bianco con la legge di ratifica numero 84 del 14 maggio 2010, votata dal Parlamento con 443 voti favorevoli su 444 presenti, solamente un astenuto. L’Eurogendfor sarà la milizia che si incaricherà della gestione delle crisi (scioperi, manifestazioni) sul territorio italiano, e non risponderà più direttamente alle istituzioni parlamentari.

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L’ultima di Renzi: i debiti P.A. non pagati? Colpa delle imprese

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Segnalazione Quelsi

by Eugenio Cipolla

RENZI WANTED«Io agli 80 euro entro qualche mese ci credo, ma che riusciate a pagare 56 miliardi di debiti della Pubblica Amministrazione francamente…piuttosto vado in pellegrinaggio». «In pellegrinaggio dove?». «Concordiamo». Quando il 14 marzo Matteo Renzi andò ospite da Bruno Vespa a Porta a Porta, la scena che milioni di italiani si trovarono davanti fu questa. Una scommessa politica in piena regola e non una semplice goliardata come molti pensano.

A tal punto che fu lo stesso sindaco di Firenze a spingersi oltre, sfidando il conduttore. «Noi diamo come termine la fine dell’estate, il 21 settembre, il giorno di San Matteo», disse Renzi. «Se noi abbiamo sbloccato e pagato i debiti della P.A. entro quella data, Bruno Vespa fa a piedi Firenze-Monte Senario». Ovviamente, come tante altre cose che doveva realizzare entro i primi cento giorni di governo, Renzi non è riuscito a mantenere quella promessa.

Ad oggi (i dati sono consultabili sul sito del Mef, ndr) i debiti pagati alle imprese dalla Pubblica Amministrazione al 23 settembre sono solo 31,3 miliardi, circa 25 miliardi in meno di quelli promessi dal presidente del Consiglio. Il quale, quando l’opinione pubblica e lo stesso Vespa lo scorso 21 settembre gli chiesero conto del suo fallimento, respinse le accuse, affermando in maniera convinta:«I soldi ci sono, e quindi l’impegno a pagare i debiti 2013 entro il 21 settembre è stato mantenuto. Tutti coloro che devono avere dei soldi dalla pubblica amministrazione possono averli iscrivendosi al sito del ministero dell’Economia. Chi va sul sito del governo trova la pratica per ricevere i denari». Continua a leggere

Verona, diffamazione di Report contro il colonnello della Finanza? Il pm chiede l’archiviazione

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ranucciMA ALLORA E’ RANUCCI CON REPORT LA VITTIMA DI UNA “MACCHINA DEL FANGO”? (n.d.r.)

A lato Il giornalista Sigfrido Ranucci di Report

Per il giornalista Sigfrido Ranucci potrebbe arrivare a breve un’altra vittoria, dopo quella sul sindaco Tosi. La Procura ha seri dubbi sull’autenticità delle registrazioni audio raccolte da due persone vicine a Tosi: “Audio tagliato e manipolato”

La registrazione sarebbe stata manipolata e quindi le affermazioni pronunciate non corrisponderebbero al vero. Per il giornalista di “Report”, Sigfrido Ranucci, potrebbe arrivare a breve un altro sospiro di sollievo. La Procura di Padova avrebbe infatti chiesto l’archiviazione della denuncia presentata dall’ex comandante della guardia di finanza di Verona, Bruno Biagi che in estate è stato trasferito a Roma. Il militare aveva infatti querelato il giornalista della trasmissione tv di Rai3 condotta da Milena Gabanelli per diffamazione. Le registrazioni audio risalivano al 13 febbraio 2014 ed erano state raccolte da due persone ritenute vicino al sindaco di Verona, Flavio Tosi, per confermare l’intenzione del reporter di voler “distruggere” l’immagine di alcuni politici scaligeri. Continua a leggere

Ennesimo attentato contro Gianni Lannes: esplode auto sotto casa

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esplosione

Chi è STATO? Ieri sera alle 23 circa ignoti hanno fatto saltare in aria un auto sotto l’abitazione di Gianni Lannes. Solo per un caso fortuito non ci sono danni a persone, ma solo a case e cose. Sul luogo del disastro sono intervenuti i Vigili del Fuoco. Il messaggio reiterato è inequivocabile. E’ in atto una persecuzione vera e propria. Ora, come in passato: nessuno ha visto o sentito niente. Il copione si ripete: esattamente il 2 e 21 luglio nonché il 5 novembre 2009, ignoti attentarono alla vita del giornalista investigativo. Singolare coincidenza: proprio in uscita del suo libro NATO: COLPITO E AFFONDATO, che ha consentito alla Procura della Repubblica di Trani, di riaprire il caso sulla strage di innocenti pescatori italiani. Oggi Gianni Lannes sarà a Molfetta per ricordare le vittime del peschereccio Francesco Padre, mentre venerdi 7 novembre presenterà a Vicenza il suo ultimo libro di inchiesta ITALIA, USA E GETTA(tema: nuclearizzazione nordamericana dell’Italia). A tutt’oggi le indagini giudiziarie sugli attentati di 5 anni fa, ovviamente sono ancora in alto mare: le autorità giudiziarie non hanno ancora trovato mandanti ed esecutori materiali di tali eventi delittuosi, mentre in Parlamento giacciono decine di interrogazioni ed interpellanze al governo italiano, prive di risposta! Per due anni Gianni Lannes ha vissuto sotto protezione della Polizia di Stato, fino a quando un funzionario del ministero dell’Interno ha comunicato telefonicamente (il 19 luglio 2011), senza alcuna motivazione, la cessazione improvvisa del servizio di tutela. Nel 2015 Gianni Lannes darà alle stampe i volumi di inchiesta: Continua a leggere

Cortei, nuove regole per gli agenti. Polizia e manifestanti come il rapporto di coppia, una metà la mette lui, una la mette lei

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by Emanuele Ricucci

Manifestazioni e arresti per la visita del PapaLa protesta di piazza è come il più giusto degli amori di coppia, una metà la mette lui, l’altra lei ed il tutto è suggellato dal sentimento più profondo. Per evitare che la sigla P.S. non indichi più “Polizia di Stato” bensì “Pacche Simpatiche” sulla spalla o che qualcuno vada frettolosamente all’ospedale con gli effetti di una manganellata in fronte, occorre prendere spunto dal “Simposio” di Platone: in corteo, una metà la mette lui, l’altra lei. Una metà la “mette” la Polizia, l’altra i manifestanti ed il tutto, deve essere suggellato dal buon senso. Com’è possibile? La “militanza” – che non è il nome di un’organizzazione fascio-nazi-pazzo-reazionaria – insegna che, se si ha reale necessità di mutuare un messaggio, di farlo arrivare chiaro e forte, ogni mezzo è utile, tranne la violenza o l’ingaggio facile; il motivo della manifestazione, di certo, non risalterà in un contesto battagliero, bensì in uno pacifico ed ordinato, oggi giorno soprattutto. Continua a leggere

IL CIMITERO VERTICALE su “Mi manda RaiTre” (il video)

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Segnalazione di www.veronapulita.it

IL CIMITERO VERTICALE su “Mi manda RaiTre” (il video)

Un deputato leghista di Verona, tale Matteo Bragantini, tanto anonimo quanto trasparente rispetto alla realtà locale (qualcuno ricorda una – dico una – iniziativa utile promossa da questo tizio?) ha avuto il (buon) tempo di proporre una interrogazione parlamentare in cui critica la puntata di “Mi Manda RaiTre” riguardante il progetto di cimitero verticale a Verona, andata in onda giovedì … Leggi online.

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Un “mostro” nel Duomo di Milano, insorgono i fedeli: “Assomiglia ad un tumore in metastasi”

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Il cardinale Angelo Scola, arcivescovo del capoluogo lombardo, benedirà la statua dell’artista inglese Tony Cragg. L’opera d’arte contemporanea, ispirata alla celebre “Madonnina”, però non piace a molti.

Un’opera d’arte astratta, vagamente ispirata alla Madonnina che da secoli vigila sulla città di Milano, è stata collocata all’interno del Duomo per celebrare l’Expo e sarà inaugurata nelle prossime ore dal cardinale Angelo Scola, arcivescovo della città meneghina. Il problema è che “Paradosso”, opera dell’artista contemporaneo britannico Tony Cragg, è tutto fuorché un esempio di arte sacra e centinaia di cattolici, ma non solo loro, stanno esprimendo la loro contrarietà al progetto sui social network. L’opera, commissionata dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, l’ente che si occupa di manutenzione e restauro di una delle chiese più famose d’Europa, secondo il suo presidente, il cardinale Angelo Caiola, lascerebbea ogni spettatore la possibilità di vivere la stessa emozione dello scultore, entrando in dialogo con la forma artistica, alla ricerca di una chiave di lettura personale. Le linee svaniscono, le forme si aprono: il paradosso sta anche nella possibilità di leggervi più interpretazioni.” Ma, sostengono alcuni, se vi si possono leggere più interpretazioni, che tipo di omaggio alla Madonna sarebbe? Continua a leggere

Medjugorje, sospetti sulla presunta “veggente”

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CROCEBIANCATutto è nato da una lettera inviata dal vescovo di Anagni e Alatri, Lorenzo Loppa. Una «circolare ai parroci» in cui di fatto chiede di cancellare un incontro di preghiera, previsto per l’8 e 9 novembre a Fiuggi.

E proprio la presenza della veggente è nel mirino del vescovo, che si riferisce a «incontri o celebrazioni pubbliche nelle quali verrebbe data per scontata l’attendibilità di tali fenomeni» cioè, appunto i «fenomeni di Medjugorje». Nella sua lettera il vescovo – spiega l’ Adnkronos – ricorda che, a proposito dell’incontro di Fiuggi, «in conformità con le norme per procedere nel discernimento di presunte apparizioni e rivelazioni, la Congregazione per la dottrina della fede sta continuando l’esame degli aspetti dottrinali e disciplinari dei fatti di Medjugorje». Continua a leggere

“Report”: i paradossi della giustizia

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REPORTNella puntata di “Report“, in onda su Rai3 domenica alle 21.45, i Paradossi della giustizia “Processo azzerato”, in Italia la macchina della giustizia costa ben 4 miliardi e mezzo di euro. Solo nel 2013 sono stati avviati 1 milione e 400 mila nuovi processi penali. Basta però che uno dei giudici del collegio venga trasferito o vada in maternità o in pensione che il processo di primo grado rischia di ricominciare da capo. I tempi così si allungano mentre si avvicinano quelli della prescrizione.

E ancora “Fascicoli on the road”, a Napoli, i fascicoli degli uffici giudiziari anteriori al 2009 sono conservati in affitto in un deposito di Italia Logistica, la società di Poste, situato a Scanzano, in provincia di Perugia. Una follia organizzativa, visto che quando servono i fascicoli, invece di salire di un paio di piani dagli archivi del Tribunale, viaggiano avanti e indietro per quasi 600 km, e questo perché non riescono a trovare in una città come Napoli, uno spazio idoneo per conservarli grande circa 4 mila metri quadrati. Questo sistema oltre i costi per l’amministrazione pubblica, provoca pure ritardi nei procedimenti giudiziari.
E infine, nella puntata di Report “La citazione”, l”atto di citazione è la lettera con la quale si da inizio ad una causa. Se la causa ha un valore inferiore ai 1033 euro, le spese di notifica sono esenti per chi la chiede e sono a carico dell’Erario. Lo spirito della legge era quello di favorire i cittadini meno abbienti nel recuperare dei crediti, invece si è trasformata un’incredibile occasione di risparmio per le società e gli avvocati che per recuperare crediti spediscono gratis decine e decine di migliaia di questi atti per conto delle grandi aziende private, come Telecom, o SKY, che devono recuperare i crediti non riscossi. Continua a leggere

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