Ossona, le “scritte naziste” e la lista civica (di sinistra) in cerca di visibilità

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by Ilaria Maria Preti

Segnalazione Quelsi

16406_10205178332247740_5194626423109439325_nSu un muro privato di Ossona, piccolo Comune della provincia di Milano, vicino a Magenta, nella notte fra domenica 9 e lunedì 10 novembre, sono apparse delle scritte inneggianti al nazismo. A dire il vero, più che inneggianti al nazismo sembravano inneggiare ad un festa. No Rom No islam, dicono, facendo il verso a No Martini No party. Perlomeno così sembrerebbe. Le frasi sono state attribuite alla destra perché il messaggio continuava con una svastica e una croce celtica, non dissimili a quelle ritrovate a Castellanza, nella sede del PD.

Alcuni esponenti dei gruppi di destra di Magenta, cui abbiamo spudoratamente chiesto se la scritta l’avevano fatta loro o se sapevano chi l’avesse fatta, ci hanno risposto che a Ossona non avevano nessun militante e che per giunta la scritta non era nello stile della destra. Continua a leggere

La Croce Rossa britannica si piega al “gender diktat”

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

Bryan BarkleyDalla Gran Bretagna arriva la notizia, pubblicata sul “Daily Mail” del 1 novembre, di un volontario della “Croce Rossa” licenziato in tronco per aver osato manifestare pubblicamente il proprio personale dissenso alla legge nazionale sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Bryan Barkley, 71 anni, dei quali 20 dedicati al volontariato nella “Red Cross” inglese, è stato, infatti, messo improvvisamente alla porta dal momento che le sue idee sono risultate incompatibili con i valori della storica istituzione umanitaria internazionale.

L’imperdonabile colpa del signor Barkley è stata quella di mettere in scena una pacifica protesta solitaria, lo scorso mese di marzo, davanti alla cattedrale di Wakefield, il proprio paese natio nel West Yorkshire, esponendo un cartello con su scritto: “No matrimonio dello stesso sesso”‘ e ‘”No alla ridefinizione del matrimonio”. Continua a leggere

Cei riassume Boffo, salvato da clausola

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 © ANSADa fine ottobre è dipendente “a casa”, fino alla pensione

(ANSA) – ROMA, 12 NOV – L’ex direttore di Avvenire e di Tv2000, Dino Boffo, licenziato lo scorso 14 febbraio dalla tv dei vescovi, è stato riassunto dalla Cei. Da fine ottobre Boffo è stato riassunto come dipendente “a casa”, fino alla pensione. La decisione dopo la verifica dell’esistenza di una clausola di salvaguardia nel contratto, finora ignorata. Intanto, è fissata per il 3 febbraio al Tribunale di Roma l’udienza nella causa per il licenziamento ritenuto “ingiurioso”, in cui Boffo ha citato il vertice della Cei.

http://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2014/11/12/cei-riassume-boffo-salvato-da-clausola_74720246-353f-443c-910e-3e813cf332cb.html

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Enzo Bianchi e Alberto Melloni smascherati

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Segnalazione di C.A.

Articolo e dossier importanti su un grave progetto di Bianchi e Alberto Melloni sotto la copertura dell’ecumenismo.

L’ecumenismo riscritto da Enzo Bianchi e Alberto Melloni

I capi della “scuola di Bologna” hanno messo in cantiere una nuova opera molto ambiziosa: una storia del movimento per l’unità dei cristiani finalizzata a una riforma integrale della “Chiesa conciliare”, a cominciare dallo smantellamento del papato nella sua forma attuale. In Bergoglio credono di avere un alleato

di Sandro Magister


ROMA, 3 novembre 2014 – A fine ottobre papa Francesco ha ricevuto una delegazione di vescovi veterocattolici dell’Unione di Utrecht.

È una realtà, questa, numericamente molto piccola, ma portatrice di un modello di Chiesa che piace a non pochi cattolici progressisti. Riconosce al papa un primato d’onore, ma non accetta che egli sia infallibile né che abbia giurisdizione sui vescovi. Fa eleggere i vescovi da sinodi composti di chierici e laici. Nella messa dà la comunione eucaristica a tutti, basta che siano battezzati in una delle varie confessioni cristiane. Amministra l’assoluzione collettiva dei peccati. Consente le seconde nozze ai divorziati. Continua a leggere

Cento milioni di morti ma per Rizzo il comunismo è gioventù

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Segnalazione Quelsi

by Eugenio Cipolla

RIZZOLa verità, per certi versi un po’ amara, è che l’Italia post-fascista, quella dei ben pensanti e del politically correct, quella della democrazia e della libertà di stampa, quella che ha bandito le camicie nere, sdoganando quelle rosse, ci ha regalato una storia fatta da morti di serie A e morti di serie B, ossia i morti della Shoah e quelli del comunismo.
Tempo addietro Silvio Berlusconi (era il 27 gennaio 2013, giorno della memoria delle vittime dell’Olocausto) se ne uscì con una constatazione storica sul fascismo tanto vera quanto inopportuna per il contesto in cui fu pronunciata. “L’Italia non ha le stesse colpe della Germania, all’inizio ci fu una adesione inconsapevole alle politiche del nazismo. Il fatto delle leggi razziali è stata la peggiore colpa di un leader, Mussolini, che per tanti altri versi invece aveva fatto bene”. E’ una cosa giusta, per carità, ma è una cosa da dire solo 364 giorni l’anno.

Apriti cielo. Berlusconi fu subito accusato di essere un fascista antisemita che mirava alla distruzione dello Stato di Israele, nonché di offendere le sei milioni di vittime della Shoah e tutti i loro parenti fino alla settima generazione (questo nonostante Netanyahu lo abbia accolto a Gerusalemme con tutti gli onori possibili e Berlusconi stesso si sia professato più volte come il migliore amico di Israele, auspicandone l’ingresso in Europa). L’Italia è questa. E’ quel paese che si indigna per i morti della Shoah ma che al contempo rimane indifferente agli oltre cento milioni di morti causati dal comunismo. Continua a leggere

Diffamazione o prescrizione. Il dilemma di Travaglio

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Segnalazione Quelsi

by Redazione

TRAVAGLIOVi immaginate Marco Travaglio «prescritto» come un Andreotti qualunque? Travaglio «prescritto» come un Berlusconi qualunque? Sia chiaro: non accadrà.

Cioè, noi non lo sappiamo, ma non abbiamo motivo di dubitare che il condirettore del Fatto quotidiano farà esattamente quello che ha sempre predicato per gli altri, e rinuncerà alla prescrizione. I fatti risalgono al 2007: l’11 maggio di quell’anno compare su l’Unità diretta da Antonio Padellaro un articolo dal titolo «Di niente di meno» nella rubrica «Uliwood party» di Travaglio.

Il giornalista critica l’allora direttore di RaiUno Fabrizio Del Noce paragonandolo a un «Re Mida alla rovescia», capace di clamorosi insuccessi con ogni conduttore da lui «sfiorato». Del Noce s’incazza e lo querela, anzi, lo ha già querelato per un precedente articolo cui Travaglio fa riferimento nello scritto incriminato: «Vorrei rassicurarlo (Del Noce, ndr ), il titolo dell’articolo “La prevalenza del Cretino” era tratto da un celebre libro di Fruttero e Lucentini. Potrebbe farselo leggere da qualcuno che ci capisce e poi farselo raccontare. Il mio titolo tentava di descrivere il cretinismo imperante nella rete ammiraglia, elencando tutti i talenti con i quali Noisette è riuscito a scontrarsi nella sua ridicola gestione di RaiUno». Continua a leggere

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