Da chiesa ad atelier, la triste parabola di palazzo Lanfranchi
Segnalazione Corrispondenza Romana

Venne progettato e realizzato da frate Francesco da Copertino su commissione del Vescovo, mons. Vincenzo Lanfranchi, e con uno scopo ben preciso, farne il Seminario diocesano: per questo, tra il 1668 ed il 1672 a Matera fu edificato palazzo Lanfranchi, con le statue della Madonna del Carmine e dei Santi (San Filippo Neri, san Giacinto, san Bartolomeo) sulla facciata.
Ora questi stessi spazi sono stati riattati a Museo nazionale d’arte medioevale e moderna della Basilicata, con una sezione dedicata espressamente al collezionismo, dopo esser stati liceo e sede della Sovrintendenza per i Beni Artistici e Storici.
Con un passato tanto glorioso e ricco di fede e spiritualità, addolora profondamente vedere oggi l’antica chiesa, intitolata proprio alla Madonna del Carmine, ridotta ad atelier e trasformata in una sede per l’esposizione di abiti, come tristemente testimonia la foto qui pubblicata. Continua a leggere






Ma quale accoglienza? Ma quale carità? Blocco navale, espulsioni dei clandestini e respingimenti immediati!! Chi ha bisogno di aiuto, una volta accertato attraverso rapporti e convenzioni internazionali, lo sia a casa sua, se è nelle nostre disponibilità. Perché anche la carità ha un ordine: prima vengono i nostri connazionali, poi, se possibile, gli altri. (N.d.r.)
L’ ex assessora alla Legalità e ai Diritti, Elena Fiorini, ha già assicurato la sua partecipazione al “Pride”, così come è atteso anche l’ex sindaco Doria, mentre sono ben determinati a non partecipare al corteo tutti i membri, ancora in pectore, della nuova giunta e, con loro, il neosindaco Marco Bucci. Così come nessuno degli assessori regionali della giunta Toti vi metterà piede. Ma ciò che imboccherà la giunta comunale, dove la casella “Legalità e Diritti”, almeno nelle proiezioni, non compare neppure più, è una strada molto decisamente impostata sulla difesa della famiglia tradizionale, a partire dalle campagne di educazione all’affettività nelle scuole. Viene da più parti indicato l’alveo della prossima azione del Comune, con la legge regionale che ha approvato lo sportello anti-gender. E viene assicurato che «ogni proposta didattica degli insegnanti su temi che “intrecciano” la sfera della sessualità dovrà essere condivisa con tutte le famiglie degli alunni, se anche una sola di esse sarà contraria, allora si dovrà ridiscutere quella scelta», indicano diversi dirigenti del partito di Giorgia Meloni e del futuro vicesindaco, Stefano Balleari, Fratelli d’Italia. Condivide, anche se in maniera più diplomatica, Forza Italia e, con minore convinzione, ma solo perché considerati temi di secondo piano, la Lega Nord.
