Bergoglio. C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla. Cosa ci dice la Chiesa?

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Scritto e segnalato da Carlo di Pietro

di CdP Ricciotti.

Partiamo con alcune riflessioni di Bergoglio:

«La guerra è proprio la scelta per le ricchezze: “Facciamo armi, così l’economia si bilancia un po’, e andiamo avanti con il nostro interesse”. […] C’è una parola brutta del Signore: “Maledetti!”. Perché Lui ha detto: “Benedetti gli operatori di pace!”. Questi che operano la guerra, che fanno le guerre, sono maledetti, sono delinquenti» (RAI News).

«C’è un solo modo per vincere una guerra: non farla […] Dobbiamo camminare insieme, è sempre meglio l’amicizia che la lotta, la pace che la guerra […] Camminare uniti ci aiuta a essere solidali» (TgCom24).

«La guerra porta distruzione e moltiplica le sofferenze delle popolazioni. Speranza e progresso vengono solo da scelte di pace» (Il Giornale).

«In questi casi, dove c’è un’aggressione ingiusta, posso soltanto dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto. Sottolineo il verbo: fermare. Non dico bombardare, fare la guerra, ma fermarlo (??? come, con i fiori ???, NdA). I mezzi con i quali si possono fermare, dovranno essere valutati. Fermare l’aggressore ingiusto è lecito. Ma dobbiamo anche avere memoria! Quante volte, con questa scusa di fermare l’aggressore ingiusto, le potenze si sono impadronite dei popoli e hanno fatto una vera guerra di conquista! Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore ingiusto. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, è stata l’idea delle Nazioni Unite: là si deve discutere, dire: “E’ un aggressore ingiusto? Sembra di sì. Come lo fermiamo?”. Soltanto questo, niente di più» (Vatican.va).

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Bergoglio: la cultura cristiani è selettiva ed allontana poi la stoccata sul gender

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BERGOGLIO

Scritto e segnalato da Carlo di Pietro

di CdP Ricciotti.

Il Giornale titola: Il Papa boccia i più bravi a scuola – Francesco e la meritocrazia: “La scuola non deve selezionare i migliori, ma accogliere tutti”.

Il riferimento è al DISCORSO […] AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO MONDIALE PROMOSSO DALLA CONGREGAZIONE PER L’EDUCAZIONE CATTOLICA (DEGLI ISTITUTI DI STUDI), Aula Paolo VI, Sabato, 21 novembre 2015.

Dice Bergoglio: “E’ vero che non solo i vincoli educativi si sono rotti, ma l’educazione è diventata anche troppo selettiva ed elitaria. Sembra che abbiano diritto all’educazione soltanto i popoli o le persone che hanno un certo livello o una certa capacità; ma certamente non hanno diritto all’educazione tutti i bambini, tutti i giovani. Questa è una realtà mondiale che ci fa vergognare. E’ una realtà che ci porta verso una selettività umana, e che invece di avvicinare i popoli, li allontana; allontana anche i ricchi dai poveri; allontana una cultura dall’altra… “.

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SELFIE INTERRELIGIOSO DELL’APOSTATA TRAVESTITO DI BIANCO….

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TUTTO CIO’ AVVIENE TRANQUILLAMENTE IN VATICANO…

«Scomunichiamo e anatematizziamo ogni eresia che si erge contro la santa, ortodossa e cattolica fede, come l’abbiamo esposta sopra. Condanniamo tutti gli eretici, sotto qualunque nome; essi hanno facce diverse, ma le loro code sono strettamente unite l’una all’altra, perché convergono tutti in un punto: sulla vanità. Gli eretici condannati siano abbandonati alle potestà secolari o ai loro balivi per essere puniti con pene adeguate. I chierici siano prima degradati della loro dignità; i beni di questi condannati, se si tratta di laici, siano confiscati; se fossero chierici, siano attribuiti alla chiesa, dalla quale ricevono lo stipendio. […] Decretiamo, inoltre, che quelli che prestano fede agli eretici, li ricevono, li difendono, li aiutano, siano soggetti alla scomunica; e stabiliamo con ogni fermezza che chi fosse stato colpito dalla scomunica, e avesse trascurato di dare soddisfazione entro un anno, da allora in poi sia ipso facto colpito da infamia, e non sia ammesso né ai pubblici uffici o consigli, né ad eleggere altri a queste stesse cariche, né a far da testimone. […] Se poi si tratta di un chierico, sia deposto dall’ufficio e dal beneficio: infatti chi ha una colpa maggiore, sia punito con una pena più grave. Chi trascurasse di evitarli, dopo la dichiarazione di scomunica da parte della chiesa, sia colpito dalla scomunica fino a che non abbia dato la debita soddisfazione.
I chierici non amministrino a questi uomini pestilenziali i sacramenti della chiesa; né osino dare ad essi sepoltura cristiana; non accettino le loro elemosine o le loro offerte. Diversamente, siano privati del loro ufficio, e non tornino mai più in suo possesso, senza un indulto speciale della sede apostolica. La stessa disposizione va applicata a qualsiasi religioso, senza tener conto dei loro privilegi in quella diocesi, in cui avessero avuto l’ardire di provocare tali eccessi.»

(Concilio Lateranense IV, cost. III)

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Bergoglio: “I tempi cambiano, noi cristiani dobbiamo tenere il passo”… magari con i giudei

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PAPA-GIUDEO

Segnalazione di Federico Prati

La nuova circoncisione

“Ciò che non è ammesso è il tranquillo conformismo che, di fatto, fa restare immobili”, ha aggiunto il Pontefice durante l’omelia in Santa Marta, mentre si attende il documento finale del Sinodo. “Capire i segni dei tempi non è un lavoro esclusivo di un’élite culturale”

“I tempi cambiano e noi cristiani dobbiamo cambiare continuamente”.

È il monito che Papa Francesco ha rivolto, durante la consueta omelia della messa mattutina nella sua residenza di Casa Santa Marta, prima delle votazioni del documento finale del Sinodo dei vescovi sulla famiglia in corso in Vaticano. L’invito di Bergoglio è chiarissimo: “Dobbiamo cambiare saldi nella fede in Gesù Cristo, saldi nella verità del Vangelo, ma il nostro atteggiamento deve muoversi continuamente secondo i segni dei tempi. Siamo liberi. Siamo liberi per il dono della libertà che ci ha dato Gesù Cristo. Ma il nostro lavoro è guardare cosa succede dentro di noi, discernere i nostri sentimenti, i nostri pensieri; e cosa accade fuori di noi e discernere i segni dei tempi”.

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Bergoglio all’Angelus sul Sinodo: «È stato faticoso ma porterà frutto»…marcio…

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L’Assemblea si è chiusa sabato sera con un importante documento che apre ai divorziati risposati, alle coppie di fatto e a chi ha contratto matrimonio con rito civile

di Redazione Roma Online

Il Papa all’Angelus (Ap)

«È stato faticoso ma porterà molto frutto». Così il Santo Padre durante l’Angelus in una piazza San Pietro affollata di fedeli, è tornato a parlare dei lavori del Sinodo appena conclusi. «La parola Sinodo significa “camminare insieme”. E quella che abbiamo vissuto è stata l’esperienza della Chiesa in cammino specialmente con le famiglie del popolo santo di Dio sparso in tutto il mondo — ha detto Francesco prima dell’Angelus — e la profezia del popolo in cammino l’ho confrontata anche con le immagini dei profughi in marcia sulle strade dell’Europa, una realtà drammatica dei nostri tempi».

La Messa conclusiva dei lavori del Sinodo

Nella prima mattina di domenica, Bergoglio, ha officiato la Messa conclusiva del Sinodo sulla famiglia, Il Papa ha ringraziato cardinali, patriarchi, arcivescovi maggiori, arcivescovi, vescovi e presbiteri membri del Sinodo. «Carissimi fratelli sinodali, noi abbiamo camminato insieme. Vi ringrazio per la strada che abbiamo condiviso con lo sguardo rivolto al Signore e ai fratelli, nella ricerca dei sentieri che il Vangelo indica al nostro tempo per annunciare il mistero di amore della famiglia. Proseguiamo il cammino che il Signore desidera – ha esortato Bergoglio -. Chiediamo a lui uno sguardo guarito e salvato, che sa diffondere luce, perché ricorda lo splendore che lo ha illuminato. Senza farci mai offuscare dal pessimismo e dal peccato, cerchiamo e vediamo la gloria di Dio, che risplende nell’uomo vivente».

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Sinodo, Francesco e la Messa conclusiva dei lavori
L’Assemblea

Si tratta della XIV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi sul tema «La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa e nel mondo contemporaneo». Terminati ieri sera i lavori con l’approvazione superiore ai due terzi di un documento finale, che apre ad una maggiore integrazione nella Chiesa di tutte le persone che fino ad ora ne arano escluse, come i divorziati risposati, le coppie di fatto e quanti sono sposati solo civilmente.

L’omelia sulla famiglia

«Dio è un padre. E come Padre si prende cura dei suoi figli, li accompagna nel cammino, sostiene il cieco e lo zoppo, la donna incinta e la partoriente. La sua paternità apre loro una via accessibile, una via di consolazione dopo tante lacrime e tante amarezze». Queste le parole di Papa Francesco durante l’omelia nella messa conclusiva del Sinodo in Vaticano «Gesù, appena uscito da Gerico, si ferma per rispondere al grido di Bartimeo. Si lascia toccare dalla sua richiesta, si fa coinvolgere dalla sua situazione: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Potrebbe sembrare una richiesta inutile: che cosa potrebbe desiderare un cieco se non la vista? – continua ancora -. Eppure, con questo interrogativo fatto a tu per tu, diretto ma rispettoso, Gesù mostra di voler ascoltare le nostre necessità. Desidera con ciascuno di noi un colloquio fatto di vita, di situazioni reali, che nulla escluda davanti a Dio».

Includere chi vive ai margini

«C’è una tentazione, quella di cadere in una fede da tabella. Possiamo camminare con il popolo di Dio, ma abbiamo già la nostra tabella di marcia, dove tutto rientra: sappiamo dove andare e quanto tempo metterci; tutti devono rispettare i nostri ritmi e ogni inconveniente ci disturba. Rischiamo di diventare come quei molti del Vangelo che perdono la pazienza e rimproverano Bartimeo – ancora un passaggio dell’omelia di Papa Francesco nella messa conclusiva del Sinodo in Vaticano -. Poco prima avevano rimproverato i bambini, ora il mendicante cieco: chi dà fastidio o non è all’altezza è da escludere. Gesù invece vuole includere, soprattutto chi è tenuto ai margini e grida a Lui. Costoro, come Bartimeo, hanno fede, perché sapersi bisognosi di salvezza è il miglior modo per incontrare Cristo».

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Bergoglio demolisce ulteriormente il Papato in senso sinodalista e consegna a ciascuna conferenza “episcopale” di farsi la propria dottrina

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Risultati immagini per bergoglio distrugge la chiesaSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Zenit – 17 ottobre 2015

“Il Papa non sta, da solo, sopra la Chiesa; ma dentro come battezzato tra i battezzati”

Nella cerimonia per il 50° della istituzione [del Sinodo], Francesco spiega il senso del Sinodo: una Chiesa che cammina insieme e che ascolta il “fiuto” del Gregge

di Salvatore Cernuzio

Città del Vaticano, 17 ottobre 2015 (ZENIT.org)

“Sinodo”. La parola in sé chiarisce ciò che Dio richiede all’assise in corso in Vaticano: “Camminare insieme, laici, pastori, Vescovo di Roma”. Un concetto “facile da esprimere, a parole, ma non così facile da mettere in pratica”, osserva Francesco nel lungo e corposo discorso pronunciato oggi nella cerimonia in Aula Paolo VI per il 50° anniversario dell’istituzione del Sinodo.

Per Bergoglio – quarto Pontefice ad utilizzare questa “preziosa eredità” del Vaticano II voluta da Paolo VI – proprio il cammino della sinodalità è ciò “che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio”. Perché “il mondo in cui viviamo, e che siamo chiamati ad amare e servire anche nelle sue contraddizioni, esige dalla Chiesa il potenziamento delle sinergie in tutti gli ambiti della sua missione”. E, inoltre, “anche il Gregge possiede un proprio ‘fiuto’ per discernere le nuove strade che il Signore dischiude alla Chiesa”. [giacobinismo e teologia della liberazione: popolo sovrano] Continua a leggere

Sinodo, inizia la settimana decisiva. Si va verso una maggioranza di “centrosinistra”

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PAPAdi Pietro Schiavazzi

Schönborn in tedesco vuol dire “nato bello”. Sono teologiche ma suonano etimologiche le ragioni per cui Francesco ha ieri delegato al cardinale austriaco Christoph Schönborn, intellettuale di punta del sacro collegio, aristocratico discendente della nobiltà mitteleuropea e democratico esponente dei progressismo moderato, l’incarico di commemorare il cinquantesimo anniversario del Sinodo: un istituto che “nato bene”, appunto, il 15 settembre 1965, per prolungare il respiro e lo spirito di squadra del Concilio, è tuttavia invecchiato male, perdendo gradualmente fiato e fascino, ingrigendosi e omologandosi al destino dei parlamenti mondani, fino a scivolare in un presente di sospetti e dispute, tra colpi di scena e atmosfere da talk-show. Netta in proposito la stroncatura dell’ultimo sinodo di Ratzinger, del 2012, “dove ci sono stati molti interventi interessanti. Ma pochissimi hanno dato testimonianza… Noi restiamo troppo spesso nelle teorie, quasi mai parliamo in maniera personale delle nostre esperienze”, ha sentenziato lapidario il presule.

Schönborn, fermo nelle sue critiche all’evoluzionismo darwiniano ma rapido a congratularsi con la drag queen e connazionale Conchita Wurst per la vittoria nell’Eurofestival, incarna perfettamente la Chiesa “poliedrica” di Francesco ed esprime il potenziale di una maggioranza di “centrosinistra”, che potrebbe prendere corpo da qui a sabato: emarginando ai due estremi le posizioni più radicali, di Walter Kasper e di George Pell, o del partenopeo Bruno Forte e del felsineo Carlo Caffarra, e operando una saldatura con i centristi guidati dall’arcivescovo di Washington Donald Wuerl, membro della commissione che ha il compito di redigere il testo conclusivo, e dal collega Rino Fisichella, organizzatore del Giubileo e Presidente del Consiglio per la Nuova Evangelizzazione. Un’ampia basi di consensi, che affrancherebbe il Pontefice dal soccorso interessato dei trasformisti, ossia di quei conservatori solerti a conservare il posto anziché la dottrina, e dei loro omologhi progressisti, attenti a progredire in carriera piuttosto che nel pensiero: “L’esito infine, così speriamo, non è un compromesso politico su un minimo comune denominatore, bensì questo valore-aggiunto, che dona lo Spirito Santo, così da poter dire, a conclusione: Abbiamo deciso, lo Spirito Santo e noi”. Continua a leggere

Bergoglio: scoppio d’ira e malore dopo la lettera dei “cardinali”

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 Bergogliade

Alta tensione in Vaticano. Dagospia.com rivela che ieri sera intorno alle 19, quando sul blog del vaticanista de “L’Espresso” è comparsa la lettera con cui 13 cardinali sollevavano al Papa le loro obiezioni sul Sinodo, il sempre mite e pacifico Bergoglio sarebbe andato su tutte le furie

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Bergoglio, agente attivo del mondialismo

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BERGOGLIO LE MONDIALIST

Editoriale di Jérôme Bourbon, RIVAROL 3204 di giovedì 1 ottobre 2015.

Se certi ingenui avessero ancora qualche dubbio sulla personalità e i veri obiettivi del successore di Josef Ratzinger, la «visita trionfale» (Le Parisien dixit) di Jorge Mario Bergoglio negli Stati Uniti dovrebbe finire con l’illuminarli. Obama e tutto quanto l’America conta di sinistri, di immigrazionisti, hanno calorosamente gioito per i discorsi pronunciati da Francesco. Bisogna dire che l’uomo in bianco è stato forte, riprendendo punto per punto tutte le parole d’ordine delle organizzazioni mondialiste. Nel suo lungo discorso a New York davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, così come nel suo intervento al Congresso di Washington, entrambi salutati con frenetici applausi in piedi (cosa ben lontana dagli insegnamenti di Cristo, secondo i quali i suoi veri discepoli, quelli che lo avrebbero servito in giustizia e verità, sarebbero stati odiati e perseguitati dal mondo), Bergoglio, riprendendo tutti i luoghi comuni massonici e mondialisti, ha chiamato “gli Stati del mondo intero a costruire un ordine economico mondiale”, ha espresso la sua viva inquietudine per il cambiamento climatico e l’inquinamento (bisognerà aggiungere un undicesimo comandamento: “Non inquinare la terra e lottare contro il riscaldamento climatico”, per rientrare nei canoni del capo della chiesa conciliare?). Francesco ha chiesto che alla prossima conferenza di Parigi sul clima si raggiungano “accordi fondamentali”, insistendo molto sulle priorità per la salvaguardia della “casa comune”, che egli aveva già elencate nella sua “enciclica” Laudato si’. Francesco, quarto occupante il seggio di Pietro che si reca all’ONU, dopo Paolo VI, Giovanni Paolo II (due volte) e Benedetto XVI, ritiene che “esiste un vero diritto all’ambiente” (sic!) che dev’essere meglio riconosciuto: “la crisi ecologica può mettere in pericolo l’esistenza stessa dell’umanità”. “In tutte le religioni, l’ambiente è un diritto fondamentale”, ha dichiarato con vigore in questo emiciclo massonico. Nel suo discorso al Congresso, egli si è augurato che gli Stati Uniti ritornino allo spirito dei loro Padri fondatori, il che è particolarmente scioccante quando si pensi che costoro erano tutti dei massoni protestanti, profondamente anticattolici, ed anche questo la dice ulteriormente lunga sul pensiero, la personalità e le convinzioni dell’uomo in bianco. Il quale si è anche esplicitamente pronunciato contro la pena di morte, per gli assassini, ovviamente, non per le vittime. Come scrive Christian Daisug, il corrispondente permanente dagli Stati Uniti de Le Journal du matin [Le réchauffement climatique inquiète les Nations-Unies]: «Bergoglio ha puntato un dito accusatore verso l’industriale bianco americano. Eccesso di capitalismo: non ha fatto parola del denaro vagante, né della corruzione di Wall Street. Armi da fuoco: ha denunciato quelle che uccidono, senza menzionare quelle che salvano. Pena di morte: la compassione è stata tutta per i mostri, considerati tutti recuperabili.» Francesco ha tenuto anche a sostare in raccoglimento davanti ad una delle vasche del memorial dell’11 Settembre, prima di partecipare ad una riunione ecumenica all’interno del museo sotterraneo, dove si trovavano le torri del World Trade Center. Qui, nel corso di una cerimonia che riuniva rappresentanti delle confessioni: ebraica, musulmana, sikh, ortodossa, indù, ha supplicato per il rispetto delle differenze… «La nostra presenza qui sia un segno potente delle nostre volontà di condividere e riaffermare il desiderio di essere forze di riconciliazione». Ma è sulla questione dell’immigrazione che Bergoglio si è mostrato più insistente: «Quale figlio di una famiglia di emigranti, sono lieto di essere ospite in questa Nazione, che in gran parte fu edificata da famiglie simili», ha detto Francesco al suo arrivo alla Casa Bianca, nel corso della cerimonia protocollare.  Per tutto il suo soggiorno negli Usa, nei suoi discorsi all’ONU, al Congresso, ai vescovi americani, nelle omelie, il successore di Benedetto XVI ha insistito con forza sulla necessità dell’accoglienza obbligatoria, senza riserve e senza condizioni, delle ondate di clandestini, cosa che secondo lui è la sola opzione possibile. Ora, qui non si tratta del fatto che i paesi bianchi e occidentali dovrebbero accogliere caritativamente una manciata di stranieri, ma di aprire le braccia a milioni di invasori e di soppiantatori. Si tratta di rovesciare in maniera definitiva – si pensa – la sostanza etnica e confessionale di interi paesi. Di conseguenza, farsi promotori di questa invasione, come Bergoglio fa in Italia (invasa ogni giorno di più), negli Stati Uniti e dovunque si venga a trovare, è cosa inaccettabile e prova che egli è un agente attivo del mundialismo, che lavora mano nella mano con l’ONU per farla finita con la civiltà bianca, europea e cristiana, visto che l’immensa maggioranza degli immigrati che vengono all’assalto dei paesi occidentali sono di religione maomettana. Araldo dell’immigrazione-invasione, Bergoglio partecipa attivamente anche alla distruzione della famiglia. Ci si ricordi della celebre formula “chi sono io per giudicare un gay?”, del suo recente sostegno espresso ad una editrice lesbica che nei suoi libri promuove la teoria del gender, del suo appoggio a dei preti apertamente omosessuali e operanti per i “diritti dei gay”, della sua accoglienza calorosa, il 1 settembre, di Mons. Jacques Gaillot, già vescovo di Evreux, che, uscendo dall’incontro in Vaticano, ha dichiarato che Bergoglio ha approvato, non solo la sua attività in Francia a favore dei “migranti”, ma anche la benedizione religiosa che egli elargisce regolarmente a delle “coppie” omosessuali. Anche l’indissolubilità del matrimonio è messa sotto i piedi e ci si orienta verso un “divorzio cattolico”, come per gli anglicani, gli ortodossi e i protestanti, che possono divorziare e risposarsi più volte, un “divorzio” però che non si fa chiamare col suo nome. Come è d’uso a partire dal Vaticano II, si finge di richiamare i princípi per meglio trasgredirli bellamente: si ricorda l’indissolubilità del matrimonio, in teoria, mentre in pratica la si nega. Con due “Motu proprio”, Mitis Iudex Dominus Iesus («Il Signore Gesù, giudice clemente») eMitis et misericors Iesus («Gesù mite e misericordioso») resi pubblici l’8 settembre, Francesco ha anche voluto rendere più rapido e accessibile il procedimento giudiziario delle cause di nullità del matrimonio. Da oggi, basta una sola sentenza per annullare un matrimonio, contro le due di prima; si stabilisce la gratuità del procedimento, che è semplificato ed accelerato; questo aumenterà in maniera esponenziale le domande di annullamento. Peraltro, a partire dal 4 ottobre e fino al 25, il Sinodo sulla famiglia – la cui prima parte si è svolta l’anno scorso nello stesso periodo ed ha già spianato la strada al riconoscimento delle “coppie” omosessuali e alla possibilità di far accedere ai sacramenti i divorziati risposati – rischia di portare a compimento lo smantellamento della morale familiare e coniugale; così da favorire la confusione, il relativismo morale e dottrinale e infine l’apostasia generale, rendendo le nazioni e i popoli d’Europa ancora più vulnerabili di fronte a tutte le iniziative di dissoluzione interna e di invasione esterna, di fronte a tutti i veleni morali e contro-natura (droga, omosessualità, pornografia, aborto ed eutanasia di massa), di fronte all’ondata dell’immigrazione maomettana conquistatrice e soppiantatrice.

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Bergoglio negli USA ha avuto un incontro privato con coppie gay

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Il giorno prima dell’incontro con Kim Davis (USA: non rilascia licenze per nozze gay, arrestata impiegata) a Washington la scorsa settimana, Papa Francesco ha tenuto un incontro privato con un amico di lunga data, omosessuale.

Yayo Grassi, un uomo apertamente gay, ha portato il suo compagno, Iwan, e molti altri amici presso l’ambasciata del Vaticano il 23 settembre per una breve visita al Papa. Un video dell’incontro mostra Grassi e Francesco che si salutano con un abbraccio caloroso.

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