Polonia: Bergoglio cade davanti alla statua della Madonna. Successe anche a Guadalupe. Segnali dal Cielo?

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Fuori programma per Francesco in Polonia, inciampa e cade davanti all’altare

Fuori programma per papa Francesco in Polonia, inciampa e cade davanti all'altare /Foto 1 - 2

(AFP PHOTO)

Papa Francesco manca il gradino davanti all’altare e scivola, fortunatamente senza riportare conseguenze. L’incidente è avvenuto nella giornata della celebrazione al Santuario della Madonna Nera di Czestochowa, in Polonia (FOTO).

“Più spavento che male”, scrive in un tweet ‘I.Media’, agenzia in lingua francese specializzata sul Vaticano, raccontando come il Pontefice sia scivolato ai piedi dell’altare, per poi rimettersi velocemente – e senza conseguenze – in piedi.

Nell’omelia presso il Santuario di Jasna Góra, dove ha presieduto la Celebrazione eucaristica in occasione del 1050esimo anniversario del Battesimo della Polonia durante il viaggio apostolico per la XXXI Giornata Mondiale della Gioventù di Cracovia, Bergoglio ha detto che “il Signore non mantiene le distanze ma è vicino e concreto, sta in mezzo a noi e si prende cura di noi, senza decidere al posto nostro e senza occuparsi di questioni di potere. Predilige infatti farsi contenere in ciò che è piccolo, al contrario dell’uomo, che tende a voler possedere qualcosa di sempre più grande”.

“Essere attratti dalla potenza, dalla grandezza e dalla visibilità è tragicamente umano – ha aggiunto – ed è una grande tentazione che cerca di insinuarsi ovunque; donarsi agli altri, azzerando le distanze, dimorando nella piccolezza e abitando concretamente la quotidianità, questo è squisitamente divino”.

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“Papa” Lutero II

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Segnalazione di Gianni Toffali Questa nota è uscita su “L’Espresso” n. 30 del 2016, in edicola dal 22 luglio, nella pagina d’opinione dal titolo “Settimo cielo” affidata a Sandro Magister.

http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1351342?refresh_ce

Un papa che non s’era mai visto. Un po’ protestante

L’idillio tra Francesco e i seguaci di Lutero. L’allarme di cardinali e vescovi contro la “protestantizzazione” della Chiesa cattolica. Ma anche la diffidenza di autorevoli teologi luterani  di Sandro Magister

LUTEROGLIO

ROMA, 22 luglio 2016 – Nell’allarmata lettera che tredici cardinali di cinque continenti si apprestavano a consegnare a papa Francesco all’inizio dell’ultimo sinodo, essi lo mettevano in guardia dal portare anche la Chiesa cattolica al “collasso delle chiese protestanti liberali nell’epoca moderna, accelerato dal loro abbandono di elementi chiave della fede e della pratica cristiana, in nome dell’adattamento pastorale”: > Tredici cardinali hanno scritto al papa. Ecco la lettera (12.10.2015) Poi in extremis i tredici cancellarono queste due righe dalla lettera effettivamente messa nelle mani del papa. Ma oggi le riscriverebbero pari pari, visto l’idillio sempre più marcato che si sta sviluppando tra Francesco e i seguaci di Lutero. Il 31 ottobre Jorge Mario Bergoglio volerà in Svezia, a Lund, accolto dalla locale vescovo donna, per festeggiare assieme alla Federazione luterana mondiale i cinquecento anni della Riforma protestante. E più s’avvicina quella data, più il papa manifesta simpatia per il grande eretico. Nell’ultima delle sue conferenze stampa volanti, di ritorno dall’Armenia, ha tessuto l’elogio di Lutero. Ha detto che era animato dalle migliori intenzioni e che la sua riforma fu “una medicina per la Chiesa”, sorvolando sulle divergenze dogmatiche essenziali che da cinque secoli contrappongono protestanti e cattolici, perché – sono sempre parole sue, questa volta dette nel tempio luterano di Roma – “la vita è più grande delle spiegazioni e interpretazioni”: > Conferenza stampa… L’ecumenismo di Francesco è fatto così. Il primato è ai gesti, agli abbracci, a qualche atto caritatevole fatto assieme. I contrasti di dottrina, anche abissali, li lascia alle discussioni dei teologi, che confinerebbe volentieri “su un’isola deserta”, come ama dire neanche troppo per scherzo. La prova finora insuperata di questo suo approccio è stata, lo scorso 15 novembre durante la visita ai luterani di Roma, la risposta che diede a una protestante che gli chiedeva se poteva fare la comunione a messa, assieme al marito cattolico. La risposta di Francesco fu una fantasmagorica girandola di sì, no, non so, fate voi. Ma non perché il papa non sapesse cosa dire. La “liquidità” espressiva era voluta. Era la sua maniera di rimettere tutto in discussione, rendendo tutto opinabile e quindi praticabile: > Risposte del Santo Padre… Puntualmente, è arrivata infatti “La Civiltà Cattolica”, la rivista dei gesuiti di Roma che è ormai la passaparola di Casa Santa Marta, a confermare che sì, Francesco voleva far capire proprio questo: che anche i protestanti possono fare la comunione nella messa cattolica: > Comunione per tutti, anche per i protestanti (1.7.2016) Ha un bel dire il cardinale Gerhard L. Müller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, che “noi cattolici non abbiamo alcun motivo per festeggiare il 31 ottobre 1517, cioè l’inizio della Riforma che portò alla rottura della cristianità occidentale”. Papa Francesco neanche lo ascolta e la festa la fa, incurante che Müller – che era appunto uno dei tredici cardinali della memorabile lettera – la veda come un altro passo verso la “protestantizzazione” della Chiesa cattolica: > Come il cardinale Müller rilegge il papa (29.3.2016) Un papa come Bergoglio, in realtà, a un moderno Lutero non dispiacerebbe. Niente più indulgenze né purgatorio, che cinque secoli fa furono la scintilla della rottura. E invece una superlativa esaltazione della divina misericordia, che lava via gratis i peccati di tutti: > Le indulgenze e il purgatorio? Francesco li ha messi in soffitta (19.12.2016) Non è detto, però, che l’idillio sia ricambiato da tutti i protestanti. In Italia, il loro ceppo storico è costituito dalla minuscola ma vivace Chiesa valdese. E i suoi due più insigni teologi, Giorgio Tourn e Paolo Ricca – entrambi della stessa generazione di Bergoglio ed entrambi formati alla scuola del maggior teologo protestante del Novecento, Karl Barth –, sono molto critici della deriva secolarizzante sia della loro Chiesa, sia della Chiesa di papa Francesco. “La malattia – ha detto Ricca in un recente dibattito a due su “Riforma” – è che siamo tutti volti al sociale, cosa sacrosanta, ma nel sociale esauriamo il discorso cristiano, e fuori da lì siamo muti”. E Tourn: “La politica di papa Bergoglio è un fare la carità. Ma è chiaro che la sola testimonianza dell’amore fraterno non porta automaticamente a conoscere Cristo. Non c’è oggi un silenzio di Dio, ma il silenzio nostro su Dio”: > Una Chiesa in torpore Francesco però va avanti imperterrito e pochi giorni fa ha perfino nominato un teologo protestante suo amico, Marcelo Figueroa, direttore della nuova edizione argentina de “L’Osservatore Romano”: > Pope Francis and His Unofficial Spokespeople
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Bergoglio: “la Chiesa: deve chiedere scusa ai gay” e loda Lutero

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LUTEROGLIO

Segnalazione di Raimondo Gatto

 

…E di ritorno dall’Armenia: “Martin Lutero? Era un riformatore”.

 

Il Giornale.it, 26/06/2016 – 23:35

 

Nessun passo indietro. Nel giorno dell’attacco frontale di Ankara, Bergoglio ribadisce che quello perpetrato contro gli armeni dai turchi è stato un genocidio.

“Mi dicono che è offensivo parlare di genocidio. Ma io sempre ho parlato dei tre genocidi: quello armeno, quello nazista e l’ultimo, quello di Stalin”. Sul volo di ritorno da Yerevan, capitale dell’Armenia, Bergoglio ha affrontato con i giornalisti i problemi e le emergenze di stringente attualità.

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Immigrati all’udienza in San Pietro. Bergoglio: “Il cristiano dia posto a tutti”

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CONSUETA FARNETICAZIONE BERGOGLIONA PRO ACCOGLIENZA INDISCRIMINATA, IN LINEA CON IL MONDIALISMO IMPOSTO DAI POTERI FORTI SOVRANAZIONALI

 

 

All’udienza generale papa Francesco porta un gruppo di immigrati sull’altare. E bacchetta i fedeli: “I rifugiati sono nostri fratelli d accogliere”

“Qualcuno avrebbe voluto che fossero rimasti nella loro terra…”. Questa mattina papa Francesco ha portato un gruppo di immigrati sull’altare allestito in San Pietro per celebrare l’udienza generale.

Papa Francesco con gli immigrati in San Pietro

Il Santo Padre è stato accolto da un gruppo di extraomunitari che ha esposto in piazza uno striscione con la scritta “I rifugiati, per un futuro insieme”.

Poco prima di iniziare l’udienza generale, Bergoglio è andato incontro agli immigrati portati a Roma dalla Caritas di Firenze e li ha accompagnati sull’altare (guarda la gallery) dove hanno ascoltato la catechesi. “Oggi mi accompagnano questi ragazzi – ha spiegato agli altri fedeli presenti in piazza San Pietro – tanti pensano che sarebbe stato meglio se fossero rimasti nella loro terra. Lì soffrivano tanto”. Da qui l’appello pressante del Pontefice: “Per favore, sono i nostri fratelli. Il cristiano dà posto a tutti”. Bergoglio ha, quindi, invitato i fedeli a riflettere: “Pensiamo alle nostre miserie. Ognuno ha la propria. E quante volte le copriamo con l’ipocrisia delle buone maniere”.

 

 

“Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”. Questo il tema scelto dal Papa per la prossima Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato che si terrà il 15 giugno 2017. “La migrazione è un fenomeno mondiale, non solo europeo o mediterraneo – ha spiegato – tutti i Continenti sono toccati da questa realtà che non riguarda esclusivamente persone in cerca di lavoro o di migliori condizioni di vita, ma anche adulti e minorenni che fuggono da vere tragedie”. Per il Santo Padre è necessario garantire che “in ogni Paese i migranti in arrivo” e che “le loro famiglie godano del pieno riconoscimento dei propri diritti. Ciò che preoccupa maggiormente è la condizione dei minori nel contesto della migrazione internazionale”.

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Bergoglio: Spesso la mia fede è in crisi e rimprovero Gesù

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NON E’ CHE NON SI FOSSE CAPITO…

Le parole di Papa Bergoglio riportate da Avvenire: “Tante volte mi trovo in crisi con la fede, a volte ho avuto l’audacia di rimproverare Gesù e anche di dubitare”.

Può, il capo della Chiesa Cattolica, vivere una crisi di fede? Sì, e ad ammetterlo è stato proprio papa Francesco ieri in una dichiarazione riportata da Avvenire, quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. A uno dei ragazzi che gli ha chiesto se ha mai avuto una crisi il pontefice ha replicato: “Tante volte mi trovo in crisi con la fede, a volte ho avuto l’audacia di rimproverare Gesù e anche di dubitare. Questo sarà la verità? Ma sarà un sogno?”. Bergoglio ha spiegato ai giovani che ciò gli è accaduto “da ragazzo, da seminarista, da religioso, da prete, da vescovo e anche da Papa”.

Papa Francesco ha anche commentato due giorni fa la persecuzione dei cristiani in medio oriente, spiegando – con molta nestà intellettuale – che di certo l’espressione “genocidio” è inopportuna. Secondo Bergoglio, spiega Avvenire, si tratta di un'”espressione riduttiva, che focalizza la questione da un ottica sociologica e ciò riduce una realtà articolata e complessa a categorie di pura dinamica sociale. In realtà, ha aggiunto, in Medio Oriente si tratta di persecuzione, di martirio, e dunque di sacrificio della propria vita per ragioni di fede”. Papa Francesco: “Meglio fare figli che avere cani e gatti in casa” Nei giorni scorsi aveva fatto molto discutere, soprattutto tra gli animalisti, una dichiarazione del Papa: “Oggi l’Italia ha un tremendo calo delle nascite, credo che l’indice demografico sia sotto zero. Tutto è cominciato con la cultura del benessere vent’anni fa. Ho conosciuto tante famiglie che preferivano avere dei gatti o un cane a casa piuttosto che fare un figlio, perché fare un figlio non è facile e poi bisogna portarlo avanti…”. Quindi Bergoglio ha aggiunto: “E’ una sfida, perché si crea una persona che diventerà libera. I cani o i gatti, non mi accusino gli animalisti, ci daranno affetto ma è un affetto ‘programmato’, non libero. I figli saranno liberi e dovranno andare nella vita con i rischi che comporta: questa è la sfida che fa paura perché la libertà fa paura. E invece bisogna rischiare, senza avere paura”.

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Bergoglio: “Non importa andare a Messa, Dio condanna chi fa i muri”. Dove sta scritto?

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Bergoglio dai Luterani: nessuna condanna per chi non va a Messa. Dio punisce solo chi “fa muri”

di CdP Ricciotti.

Bergoglio recentemente ha reso omaggio ai Luterani a Roma (link 1 videolink 2 citazioni). Confrontiamo la sua fede con la Cattolica.

Dice Bergoglio: «[Nel giorno del Giudizio] non ti sarà chiesto se sei andato a Messa […] ma se la tua vita l’avrai usata per fare muri o per servire […] Tutti noi battezzati, luterani e cattolici, siamo in questa scelta: il servizio, l’essere servo»

Cosa dice, invece, la Chiesa?

125 D. Che cosa c’insegna il settimo articolo: Di là ha da venire a giudicare i vivi e i morti? R. «Il settimo, articolo del Credo c’insegna che alla fine del mondo Gesù Cristo pieno di gloria e maestà verrà dal cielo per giudicare tutti gli uomini, buoni e cattivi, e per dare a ciascuno il premio o la pena che avrà meritato». 867 D. Con qual peccato si perde la Fede? «R. La Fede si perde con negare o dubitare volontariamente anche di un solo articolo propostoci a credere». 909 D. Come si perde la Carità? «R. La Carità si perde con qualunque peccato mortale». 951 D. Qual è il peccato mortale? «R. Il peccato mortale è una trasgressione della divina legge, per la quale si manca gravemente ai doveri verso Dio, verso il prossimo, verso noi stessi». 469. Oltre i comandamenti di Dio, che altro dobbiamo noi osservare? «Oltre i comandamenti di Dio noi dobbiamo osservare i precetti della Chiesa».  474. Quanti e quali sono i precetti della Chiesa?  «I precetti della Chiesa sono cinque: Udir la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate […]». 475. Che cosa ci ordina il primo precetto o comandamento della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate? «Il primo precetto della Chiesa: Ascoltare la Messa tutte le domeniche e le altre feste comandate, ci ordina di assistere con divozione alla santa Messa in tutte le domeniche e nelle altre feste di precetto». 472. È peccato trasgredire un precetto della Chiesa? «Il trasgredire avvertitamente un precetto della Chiesa in materia grave è peccato mortale». (Catechismo Maggiore)

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Anatema vs Bergoglio

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Risultati immagini per Bergoglio gay friendlySegnalazione di Raimondo Gatto

A Rio de Janerio si è svolta dsl 22 al 29 Luglio 2013 la giornata mondiale della gioventù con la presenza di Bergoglio. Attualmente i paesi di tutto il mondo si trovano sotto la pressione delle Nazioni Unite, dei massoni e delle strutture sovranazionali che impongono di legalizzare l’omosessualità. L’omosessualità distrugge i valori morali, spirituali e fisici, distrugge l’istituzione della famiglia, infrange la legge di Dio e la ribellione contro Dio e apre la porta alla satanizzazione dei popoli cristiani. Insieme con l’ ingiustizia minorile è il più potente mezzo di riduzione, ovvero l’autogenocidio dell’umanità…

https://www.youtube.com/watch?v=HwxfLMfzUYM

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Fatelo smettere di insultare Gesù!

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papa aereodi Maurizio Blondet

Che “Francesco” detesti noi cattolici, è evidente. Ama i protestanti  e dice che sono stati i cattolici a perseguitarli, celebra Lutero come un santo,  gli piacciono i laicisti miliardari come Eugenio Scalfari, è pieno di benevolenza e carità per Pannella e Bonino – ma i cattolici  proprio non li sopporta.  Rifiuta di dare il suo appoggio a quelli che difendono la famiglia. Per  i cattolici ha solo rimproveri  duri. “Fanno figli come conigli”. Sono “farisei”.  Quelli di noi   sgomenti davanti alle sue iniziative più estemporanee, ci accusa di fondamentalismi antistorico, eticismo senza bontà, intellettualismo senza saggezza» (EG 231).  Infinita misericordia per “gli immigrati” purché  musulmani, nessuna per gli immigrati cristiani. Nessuna pietà per i Francescani dell’Immacolata che sta schiacciando e annullando.

Rimprovera i vescovi italiani di essere attaccati al denaro, anche quelli che in realtà vivono poveramente – accusa che i media sono ben lieti di amplificare, perché  mostrare il Papa  “buono” ostacolato dalla Chiesa “cattiva”  fa’ parte del gioco anti-cristiano. Continua a leggere

Effetto Bergoglio, è boom di “sbattezzati”: 50mila richieste

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Come risaputo, il cosiddetto “sbattezzo” è un’idiozia, poiché una volta ricevuto, il Sacramento del Battesimo non si può più togliere. E’ possibile, altresì, come avviene, farsi cancellare dai registri parrocchiali, come segno di volontà di non appartenere più alla comunità “cattolica”.

Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

E’ boom di sbattezzati. Non si ferma la tendenza a chiedere lo sbattezzo anzi, stando ai dati forniti dall’Uaar (Unione degli atei e agnostici razionalisti) sono in costante aumento quanti si rivolgono al sacerdote della parrocchia presso la quale si sono battezzati per dare l’addio alla Chiesa.

papa-francesco

“Le statistiche parlano chiaro – afferma all’Adnkronos Adele Orioli, portavoce dell’Uaar– e, in base ai moduli che continuano ad arrivare, non è un azzardo parlare di vero e proprio record di richieste di ‘sbattezzo’. Si registrano picchi in corrispondenza di determinati scandali: ad esempio con la vicenda di Eluana Englaro furono davvero in tanti a dare l’addio alla Chiesa cattolica”. Colpa della “secolarizzazione galoppante”, denuncia il teologo Paolo Ricca. Continua a leggere

E Bergoglio apre al diaconato per le donne: licenza di battezzare e sposare…

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IL PAZZO

“RENZI DISTRUGGE LA FAMIGLIA, BERGOGLIO IL SACERDOZIO”

“COSTITUIRE UNA COMMISSIONE UFFICIALE”

Quello del diaconato costituisce il primo grado dell’ordine sacro nella Chiesa cattolica, seguito dal sacerdozio e dall’episcopato

Il Papa a Philadelphia: “Il futuro della Chiesa nel ruolo più attivo di laici e donne” Papa Francesco: “Urgente dare più spazio alle donne nella vita della Chiesa” Papa Francesco: “Più spazio per le donne nella Chiesa e nella società” Libby Lane è la prima donna vescovo della chiesa anglicana: “Un giorno storico” 12 maggio 2016 Una Commissione di studio sul diaconato femminile nella Chiesa delle orgini. Partirà da qui la riflessione su una questione complessa, ma sentita, come il ruolo delle donne nella Chiesa e la loro possibilità di estendere presenza e servizio nella comunità dei credenti. Ad annunciarla è stato oggi lo stesso Papa Francesco durante una udienza alla quale hanno partecipato circa 900 rappresentanti dell’Uisg e delle comunità religiose femminili. Nel corso dell’incontro in Vaticano, una parte è stata dedicata alle domande rivolte al pontefice proprio sui temi legati alle donne nella Chiesa. Rispondendo ad una di queste, Francesco ha ricordato di aver chiesto tempo addietro ad un eminente studioso di chiarire quale fosse, in realtà, il ruolo e la funzione delle donne ammesse al diaconato nei primi secoli del cristianesimo. Domanda alla quale era seguita una risposta solo parziale. Per questo Bergoglio ha detto di credere nell’opportunità di “costituire una commissione ufficiale che possa studiare la questione”. “Sarebbe bene per la Chiesa chiarire questo punto. – ha quindi aggiunto il Papa – Sono d’accordo. Mi esprimerò per fare qualcosa del genere”. Anche secondo quanto ricostruito e pubblicato dalla Radio Vaticana, il Papa ha toccato la questione della presenza delle donne nei processi decisionali della Chiesa. Papa Francesco, vaticana, si è detto “d’accordo a un aumento delle responsabilità a vari livelli da parte di personalità femminili, nei casi in cui non sia prevista la giurisdizione che è connessa all`ordine sacro. Questo poiché, ha sottolineato, lo sguardo di una donna può contribuire ad arricchire sia la fase di elaborazione di una decisione, sia quella esecutiva”. Quello del diaconato costituisce il primo grado dell’ordine sacro nella Chiesa cattolica, seguito dal sacerdozio e dall’episcopato. Al diacono sono assegnati servizi particolari nella comunità cristiana come la lettura dei testi sacri, il servizio per la carità e l’amministrazione di alcuni sacramenti. Cardinale Walter Kasper: ci saranno “tante resistenze” L’apertura al diaconato femminile fatta oggi dal Papa troverà “tante resistenze” nella Chiesa. Il cardinale Walter Kasper, fine teologo già presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, anni fa lanciò la proposta di una ‘diaconessa’ parrocchiale’ (“una figura nominata non attraverso il sacramento ma con una benedizione”, ricorda). “La cosa – racconta all’Adnkronos il porporato tedesco – sollevò tante divisioni. Le stesse divisioni e resistenze che ci saranno anche oggi. Sono molti i contrari al diaconato delle donne perchè molti pensano che possa essere l’anticamera dell’ ordinazione presbiteriale”. Kasper ricorda come “ci sono tante donne che oggi, nel totale silenzio e senza alcun riconoscimento, svolgono questa funzione”. Il Papa oggi, parlando con novecento superiore generali dell’Uisg, ha detto che sono maturi i tempi per istituire una Commissione che possa studiare la questione. “Immagino che ci saranno tempi lunghi – osserva Kasper -, la Commissione dovrà studiare la questione che è divisiva da sempre. Sono in tanti a pensare che le donne devono continuare a rimanere escluse dal ministero sacerdotale. Continueranno ad essere in tanti a remare contro”. Il diaconato femminile, come ricorda il cardinale tedesco, era previsto nella Chiesa nel III – IV secolo –

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