Da Lutero a Lefebvre: Bergoglio dona la giurisdizione alla Fraternità San Pio X

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0064-terremoti-e-segni-1La giusta analisi, che pare il seguito logico a quella che ha superato le 7.000 letture del nostro Matteo Castagna in merito al “matrimonio” tra la Fraternità San Pio X e i modernisti, viene scritta per RS, segnalata e qui pubblicata:

di Augusto Maria de Gattis

“Avete visto? Nessun accordo”, hanno (timidamente) esultato i resistenti della Fraternità San Pio X in seguito alla conferenza stampa di “monsignor” Rino Fisichella con la quale veniva resa pubblica la “Lettera apostolica” di Bergoglio a conclusione del “giubileo”.

E invece no: un riconoscimento, ancorché di fatto e pastorale, c’è eccome. Ma si sa, Bergoglio è l’uomo della pastoralità, della pragmaticità, è colui al quale non interessano troppo le dispute teologiche, quelle le lascia ai teologi di professione. Lui è l’uomo dell’ecumenismo del battesimo, del ciò-che-unisce, tanto in Lutero quanto in Lefebvre.

Allora, cosa è avvenuto ieri con la Misericordia et Misera? Nulla di che, a sentire le lande resistenti fraternine: solamente l’estensione di quanto disposto dal “Santo Padre” all’inizio dell’“Anno Santo”, ovvero la concessione di giurisdizione ai sacerdoti lefebvriani che, dunque, confesseranno lecitamente e validamente «fino a nuove disposizioni». Hai detto niente! Si tratta di un riconoscimento vero e proprio, da parte del “papa” che la Fraternità riconosce e con il quale è in comunione: come potrebbe, altrimenti, il “papa”, riconoscere chi non riconosce? Come potrebbe, il “papa”, accordare diritti a chi non fosse pecora del proprio ovile? Come potrebbe, il “papa”, dare giurisdizione a chi non fosse, ai suoi occhi, già membro della Chiesa?

Purtroppo, per la Fraternità San Pio X non dev’essere stata nemmeno una grande novità. Già il 10 aprile scorso, infatti, il superiore generale mons. Fellay, durante un pellegrinaggio (“giubilare”, naturalmente, con annesso lucro delle “indulgenze”), aveva preannunciato che il “papa” avrebbe esteso tale concessione: glielo confidò Bergoglio stesso nell’incontro avuto il 1 aprile precedente, lo stesso incontro durante il quale il modernista Bergoglio garantì la cattolicità della Fraternità (sic!). Paradossale? No, lefebvriano. Continua a leggere

Bergoglio: “non mi toglie il sonno chi mi dice che sono luterano” (Leone X si rivolta nella tomba!)

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Il “Papa” spiega: “Lutero voleva fare una riforma che doveva essere come una medicina. Poi le cose si sono cristallizzate, si sono mescolati gli interessi politici del tempo, e si è finiti nel cuius regio eius religio, per cui si doveva seguire la confessione religiosa di chi aveva il potere”.

“Io proseguo sulla strada di chi mi ha preceduto, seguo il Concilio”. (lo abbiamo sempre detto: lui prosegue nel solco tracciato dal conciliabolo della “Contro-Chiesa”, avanzando o indietreggiando nel cammino rivoluzionario a seconda delle circostanze e dei tempi, N.d.R.)

Quanto alle opinioni, bisogna sempre distinguere lo spirito col quale vengono dette. Quando non c’è un cattivo spirito, aiutano anche a camminare. Altre volte si vede subito che le critiche prendono qua e là per giustificare una posizione già assunta, non sono oneste, sono fatte con spirito cattivo per fomentare divisione”. Così Papa Francesco, in un’intervista ad Avvenire, respinge l’accusa di voler “protestantizzare” la Chiesa, alla luce del suo recente viaggio in Svezia per i 500 anni della riforma di Martin Lutero. Accusa che, aggiunge Bergoglio, “non mi toglie il sonno”.

Per il Papa, l’incontro con la chiesa luterana a Lund “è stato un passo in più nel cammino ecumenico che è iniziato cinquant’anni fa e in un dialogo teologico luterano-cattolico che ha dato i suoi frutti con la dichiarazione comune, firmata nel 1999, sulla dottrina della giustificazione, cioè su come Cristo ci rende giusti salvandoci con la sua grazia necessaria, il punto da cui erano partite le riflessioni di Lutero”. Papa Francesco ricorda che, prima di lui, Benedetto XVI era andato a Erfurt e “aveva ripetuto che la domanda su ‘come posso avere un dio misericordioso’ era penetrata nel cuore di Lutero, e stava dietro ogni sua ricerca teologica e interiore. C’è stata una purificazione della memoria”. “Lutero – spiega ancora il Pontefice – voleva fare una riforma che doveva essere come una medicina. Poi le cose si sono cristallizzate, si sono mescolati gli interessi politici del tempo, e si è finiti nel cuius regio eius religio, per cui si doveva seguire la confessione religiosa di chi aveva il potere”.

CONTINUA SU: http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/18/papa-francesco-non-mi-toglie-il-sonno-chi-dice-che-sono-luterano/1333496/
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Bergoglio: non svendo la dottrina, seguo il Concilio (che è la stessa cosa)

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L’intervista ad Avvenire

di Stefania Falasca giovedì 17 novembre 2016
Giubileo, ecumenismo, Concilio: intervista di Avvenire a Francesco alla vigilia della chiusura della Porta Santa: «La Chiesa non è una squadra di calcio che cerca tifosi»
Papa Francesco: non svendo la dottrina, seguo il Concilio

«Il Giubileo? Non ho fatto un piano. Le cose sono venute. Semplicemente mi sono lasciato portare dallo Spirito. La Chiesa è il Vangelo, non è un cammino di idee. Questo Anno sulla misericordia è un processo maturato nel tempo, dal Concilio… Anche in campo ecumenico il cammino viene da lontano, con i passi dei miei predecessori. Questo è il cammino della Chiesa. Non sono io. Non ho dato nessuna accelerazione. Nella misura in cui andiamo avanti, il cammino sembra andare più veloce, è il motus in fine velocior ». Casa Santa Marta, è mezzogiorno. La conversazione con papa Francesco entra diretta nelle dinamiche di un periodo ecclesiale intenso, e non poteva che soffermarsi in particolare sugli incontri e sui passi ecumenici compiuti che hanno costellato anche i viaggi apostolici in questo Anno della misericordia che sta per concludersi e sulla ricerca prioritaria dell’unità dei cristiani, in questo tempo storico lacerato dai conflitti.

Dopo il viaggio in Svezia gli dissi al telefono che, durante il volo di ritorno a Roma, dialogando con i giornalisti su quell’importante incontro riconciliato con i luterani, era rimasta inevasa una sua chiosa, e che da tempo pensavo di rivolgergli alcuni interrogativi proprio sull’ecumenismo. Mi prese in contropiede dicendomi che avrebbe potuto rispondere subito. «Ma adesso?…», gli chiesi, e mi accordò un bonario rinvio.

All’appuntamento almeno arrivo in anticipo. Entro con mio figlio, mentre fuori piove. Ma è già ad attenderci sulla porta. Come già in altre circostanze è sulla soglia che lo ritrovo, come il padre di sempre, come la prima volta che lo incontrai, non pochi anni fa. La pazienza nell’aspettare sembra sia la sua fibra, una ragione d’essere, il suo mestiere. Prende gli occhiali e sfoglia senza fretta la sfilza di domande. A margine ha appuntato qual- che nota. Mentre si alza a disporre i fiori bagnati di pioggia penso agli sgoccioli dell’Anno Santo, alla Porta della misericordia che sta per chiudersi, e rileggo un’osservazione di cinquant’anni fa del patriarca ortodosso Atenagora nel dialogo con Olivier Clément, che mi sorprende: «Dovremmo scrutare più profondamente il destino di Pietro nel Vangelo. Pietro – ha scritto san Gregorio Palamas – è il prototipo stesso dell’uomo nuovo, ovvero il peccatore perdonato. Egli può essere qui solo per ricordare alla Chiesa che essa vive del perdono di Dio e non ha altra forza che la Croce. Se nella Chiesa c’è un vescovo che è “l’analogo” di Pietro allora siamo ben lontani dal potere e dalla gloria mondana. E se Pietro dimenticasse che la sua testimonianza fondamentale è quella del peccatore perdonato allora, a immagine di Paolo ad Antiochia, profeti verranno a opporsi a lui “a viso aperto” ( Gal 2,11)». Guardo il Papa in silenzio, poi gli chiedo:

CONTINUA:  https://www.avvenire.it/papa/pagine/giubileo-ecumenismo-concilio-intervista-esclusiva-del-papa-ad-avvenire
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Socci attacca “Papa” Francesco, Castagna replica: “Sede Vacante dal 1958” e scoppia la bagarre su Twitter

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Il quotidiano “Leggo” riprende i tweet di Socci, Castagna e un altro signore che vedono una correlazione tra il terremoto e la riabilitazione di Lutero. Castagna rilancia: “Ma è Sede Vacante dalla morte di Pio XII, col conciliabolo si sono fatti un’altra Chiesa, con a capo un Antipapa”. Socci e l’altro signore prendono le distanze, sempre su Twetter, così da rimarcare le differenze, come si aspetta il nostro Castagna. E rimane la Sede Vacante! Mediaticamente sdoganata più che mai. (N.D.R)

http://m.ilgiornale.it/news/2016/11/01/bergoglio-va-in-svezia-per-far-pace-coi-luterani-e-litiga-con-i-teolog/1325523/

Bergoglio va in Svezia per far pace coi luterani E litiga con i teologi

Da molti in Vaticano il suo gesto è visto come provocazione. Socci: “Un oltraggio a Norcia”

Riconciliazione e polemiche. Papa Francesco arriva in Svezia per il suo diciassettesimo viaggio internazionale.

L’occasione è storica: la commemorazione dei 500 anni (meno uno) della Riforma protestante, nella cattedrale di Lund. Era proprio il 31 ottobre 1517 quando Martin Lutero affisse le 95 tesi nella chiesa di Wittenberg. Ed è la prima volta che protestanti e cattolici ricordano insieme quella data spartiacque nelle relazioni tra le due confessioni cristiane. Bergoglio tende la mano, dice che la «separazione con i luterani è una profonda ferita». «Non possiamo rassegnarci alla divisione e alla distanza che la separazione ha prodotto tra noi – ha detto Francesco -. Ora abbiamo la possibilità di riparare ad un momento cruciale della nostra storia, superando controversie e malintesi che spesso ci hanno impedito di comprenderci gli uni gli altri».

Ma in Italia è un fuoco di polemiche. «Invece di andare a rendere omaggio a Lutero che ha distrutto la cristianità scrive sul proprio profilo Facebook il giornalista Antonio Socci Bergoglio dovrebbe consacrare l’Italia mettendola sotto il patrocinio della Madonna». E ancora: «Papa Francesco va in Svezia dal nemico Lutero, mentre la Basilica di Norcia crolla per le scosse del terremoto che ha devastato il centro Italia. San Benedetto è stato il grande unificatore spirituale e culturale dell’Europa. All’opposto del santo di Norcia conclude Socci sta la figura di Martin Lutero, su cui potremo avere mille pareri diversi, ma è incontestabile che sia stato, storicamente, il grande divisore dell’Europa e della cristianità. Lui stesso si definì l’uomo della discordia». La critica fa il giro del web e comincia a propagarsi sui social network: piuttosto che pregare, il Papa vola in Svezia. Alcuni rilanciano: Bergoglio va a rendere omaggio a chi con la sua riforma ha fatto milioni di morti e che avrebbe volentieri «strappato la lingua» ai Papi. Tra molti teologi e porporati il blitz vedese del papa è vista come una vera provocazione. E così durante il volo che da Roma lo ha portato a Malmö, Bergoglio sembra quasi rispondere alle critiche. «Questo viaggio è importante, perché è un viaggio molto ecclesiale nel campo dell’ecumenismo. Aiutatemi a far capire alla gente l’importanza di questo viaggio», ha chiesto con forza ai giornalisti.

Dopo la commemorazione nella cattedrale di Lund, il Papa e il presidente della Federazione luterana mondiale, il vescovo Mubib Yunan, hanno firmato una dichiarazione congiunta: «Mentre siamo profondamente grati per i doni spirituali e teologici ricevuti attraverso la Riforma, confessiamo e deploriamo davanti a Cristo il fatto che luterani e cattolici hanno ferito l’unità visibile della chiesa», si legge. Stamattina il Pontefice celebra la solenne messa nello Swedbank Stadion a Malmö prima di ripartire, alle 12.30 per rientrare in Vaticano.

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Bergoglio “scomunica” Leone X e riabilita Lutero: ecco a voi LUTEROGLIO!

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facebook_1477903714146SEDE VACANTE – ENNESIMA PROVA

DA “IL MESSAGGERO” DI IERI

Bergoglio in Svezia chiede perdono per la scomunica a Martin Lutero: «Abbiamo sbagliato»

di Franca Giansoldati

Malmo “Sarà un viaggio molto importante per l’unità dei cristiani” ha detto il Papa in aereo, non appena partito per Lund, città chiave della realtà luterana, dove è andato per celebrare in modo congiunto i 500 anni dell’affissione sul duomo di Wittenberg delle 94 tesi di Martin Lutero. Una cerimonia commemorativa densa di elementi simbolici perché mai prima d’ora un pontefice aveva sdoganato la Riforma in modo tanto esplicito e intenso. “Lutero ha messo la Parola di Dio nelle mani del popolo”. Papa Bergoglio viene accolto dalla arcivescova che guida la Chiesa luterana, Antje Jackelen, sorridente, vestita di nero, con una gonna longuette e un bel crocifisso d’oro bene in vista sulla giacca. Davanti a lei e a tutti i vertici delle chiese protestanti Papa Francesco pronuncia parole importanti. Un vero mea culpa. “Anche noi dobbiamo guardare con amore e onestà al nostro passato e riconoscere l’errore e chiedere perdono. Dio solo è giudice”. E ancora. “Si deve riconoscere con la stessa onestà che la nostra divisione si allontanava dalla intuizione originaria del popolo di Dio, che aspira naturalmente a rimanere unito, ed è stata storicamente perpetrata da uomini di potere di questo mondo più che per volontà del popolo fedele”. Come dire che aveva ragione Lutero e non Papa Leone X che poi lo ha scomunicato. Oggi, a distanza di 500 anni, le scomuniche non ci sono più, quelle sono morte con la scomparsa del riformatore tedesco anche se restano però tante incomprensioni e diffidenze da stemperare con una buona dose di pazienza. Intanto Francesco e i luterani si incontrano sul terreno della concretezza, presentando una road map di obiettivi comuni che include la lotta contro la violenza, la sfida climatica, la povertà, la questione della pace, il tema del conflitto mediorientale. Una piattaforma impegnativa che il monaco agostiniano certamente avrebbe apprezzato. Continua a leggere

Francesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

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Bergoglio con l’ “arcivescova” luterana Antje Jackelen (ansa)                

La parola dell’a-cattolico amico di Bergoglio è identica alla suaFrancesco, Lutero e il valore condiviso della riforma

Per Bergoglio le religioni dovrebbero affratellarsi a partire da quelle monoteistiche

di EUGENIO SCALFARI

IL 31 OTTOBRE del 1517 Martin Lutero affisse sulla porta della cattedrale di Wittenberg le sue 95 tesi che inaugurarono ufficialmente la religione luterana, ma già l’anno prima il contenuto di quelle tesi era stato elaborato e reso pubblico nelle riunioni dei monaci agostiniani dei quali Lutero era stato nominato vicario generale.

Si dà il caso che in quella stessa data si compie domani mezzo millennio. Il nostro papa Francesco non poteva esimersi dal partecipare a questa ricorrenza che sarà celebrata a Lund in Svezia dai luterani guidati dal rappresentante mondiale di quella religione. La messa sarà naturalmente celebrata da loro. Papa Francesco vi parteciperà pregando e poi terrà un discorso sulla Riforma.

Ho avuto l’onore di ricevere tre giorni fa una telefonata da Lui che desiderava — così mi ha detto — parlare con me di quella Riforma che ebbe un’enorme importanza per tutta la Chiesa e mise in moto allora il luteranesimo ma, in seguito, l’intera galassia protestante che conta ormai nella sua interezza 800 milioni di fedeli. I luterani veri e propri sono una minoranza, 80 milioni in tutto, cioè un decimo del protestantesimo. I cattolici sono un miliardo e trecento milioni.

Se si aggiungono gli ortodossi, gli anglicani, i valdesi, i copti, si superano i 2 miliardi di anime fedeli. Papa Francesco sa che ho studiato abbastanza a fondo la vita di Lutero e la sua Riforma e mi sono chiesto quale sia il rapporto di Francesco con le altre Chiese cristiane al di là dei riti e delle credenze.

Francesco — è bene ricordarlo — crede nell’unicità di Dio. Questo significa che tutte le religioni, a cominciare da quelle monoteistiche ma anche le altre, credono in quel Dio al quale arrivano ciascuna attraverso le sue Scritture, la sua teologia, la sua dottrina e i suoi canoni. Tutte quindi dovrebbero affratellarsi e questo è il risultato che Francesco persegue pur essendo ben consapevole che ci vorranno molti e molti anni per ottenerlo. CONTINUA SU http://www.repubblica.it/vaticano/2016/10/30/news/francesco_lutero_e_il_valore_condiviso_della_riforma-150895049/ Continua a leggere

Francesco I: una cum Giuda

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Risultati immagini per Caifa bacio di GiudaSegnalazione di Federico Prati

 

https://it.zenit.org/articles/francesco-incontra-i-leader-ebraici-insieme-la-nostra-voce-e-piu-forte/

http://www.papaboys.org/papa-francesco-dialoga-membri-del-consiglio-ebraico-mondiale-nel-segno-della-vicinanza-dellamicizia/

http://www.toscanaoggi.it/tags/view/Religioni/Ebrei

http://www.federaec.it/2016/09/25/il-concilio-vaticano-ii-e-gli-ebrei/ Continua a leggere

Ostensorio fatto con le lamiere delle baraccopoli per Bergoglio

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PAUPERISMO BLASFEMO (N.d.r.)

 Il tabernacolo, costruito con lamiere della baraccopoli di Kibera, che sarà donato a Bergoglio
L’iniziativa della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti. Al Santo Padre verrà donato un tabernacolo, realizzato con le stesse lamiere di Kibera
REDAZIONE LA STAMPA
TORINO

Oggi, 19 ottobre, durante l’udienza del mercoledì, verrà presentato a papa Francesco il «Pastorale della Misericordia», realizzato con le lamiere della baraccopoli di Kibera, a Nairobi, in Kenya, lo slum più grande dell’Africa subsahariana. Tale pastorale – che culmina con un ostensorio – viaggerà, in una sorta di staffetta spirituale, nelle diocesi di Italia e del mondo, manifestando in tal modo la presenza viva e autentica di Cristo, che diventa «leggibile» proprio attraverso il materiale con cui è costruito: ferraglia povera, di scarto, che simboleggia l’amore di Gesù tra i poveri e per i poveri. Nell’occasione, al Papa verrà donato un tabernacolo, costruito con le stesse lamiere. L’iniziativa è della Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti che ha già presentato nei mesi scorsi a papa Francesco altri due suoi progetti: la «Croce di Lampedusa», costruita con i legni delle barche dei migranti; le «ostie della Misericordia», prodotte nel carcere di Opera dal laboratorio «Il senso del pane».

A oggi, oltre un miliardo di persone, in tutto il mondo, vive nelle baraccopoli – un terzo di queste proprio negli slum dell’Africa subsahariana – e si prevede che, nel 2020, il numero di abitanti sarà circa di un miliardo e mezzo. Soltanto negli slum di Nairobi, abitano 2 milioni di persone che non hanno energia elettrica, né rete fognaria e acqua potabile; appena il 5% dei bambini va a scuola. «Se Gesù nascesse oggi», commenta Arnoldo Mosca Mondadori, che ha ideato il progetto insieme all’artista Giovanni Manfredini, «forse nascerebbe in una baraccopoli. Vorremmo che questo pastorale girasse il mondo, come testimonianza nei confronti di questo dramma della nostra contemporaneità».

In ogni «tappa» del viaggio del pastorale, la Fondazione Casa dello Spirito e delle Arti donerà un tabernacolo, realizzato con le lamiere delle baraccopoli di tutto il mondo. Il significato del pastorale è stato espresso da monsignor Pierangelo Sequeri, teologo e attuale preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II. «È umile, questo Pastorale del Cristo povero, nomade e migrante fin dalla sua tenera infanzia. In effetti, fu ricavato dalle modeste lamiere dei luoghi dell’accoglienza e dell’abbandono che infinitamente si ripetono, anche ora. Poiché porta il Pane del cielo, però, è diventato puro e splendente come neppure l’argento migliore potrebbe esserlo. Quando impugneremo questo Pastorale, dovremo ricordarcelo: non saremo mai all’altezza di questa purezza e di questa bellezza. Questo Pastorale è per chi è capace di commuoversi per il popolo che deve esserne guidato e consolato, spronato e guarito».

Fonte: http://www.lastampa.it/2016/10/18/vaticaninsider/ita/news/francesco-benedir-lostensorio-dei-poveri-fatto-con-le-lamiere-delle-baraccopoli-KHUeP9k4H0IQWhP88qhLhJ/pagina.html?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

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Lutero varca il Vaticano nell’ anniversario dei 99 anni dal “miracolo del Sole” di Fatima

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ENNESIMA VERGOGNA CONCILIARE: LA RIABILITAZIONE DEL “PORCUS SAXONIAE”!! CON TANTO DI STATUA FATTA ERIGERE IN SALA NERVI IN VATICANO PER L’INCONTRO CON GLI ERETICI

Segnalazione di Gianni Toffali

Difficile tacere su questo ennesimo scempio. Ne avevamo parlato nelle discussioni; ma ritengo necessario contribuire a dare visibilità alla denuncia che si sta travalicando ogni limite. Oltretutto un controsenso: in Vaticano entra una statua di Lutero mentre i suoi seguaci hanno abolito le statue della devozione cattolica… Continuo a chiedermi come un sensus fidei cattolico possa tollerare aberrazioni simili senza batter ciglio. Anche per questa ennesima affermazione del falso ecumenismo, perdona, benedici e libera nos Domine!
Riprendo da qui. estrapolandolo, il breve testo che segue e le immagini che, da sole, sono eloquenti oltre ogni dire.
Siamo all’inizio dell’annus terribilis. Se non è l’abominio della desolazione ci siamo molto vicini.

«Pestis eram vivus, moriens ero mors tua»;
«Papa, da vivo ero la tua PESTE; da morto sarò la tua MORTE!» (Martin Lutero)

Una “profezia” che si realizza all’inizio dell’Anno centenario di Fatima?

dono delle 95 tesi di Lutero e della carta ecumenica in edizione prestigiosa

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Bergoglio ai luterani: testimoniamo insieme la misericordia di Dio

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2016-10-13 Radio Vaticana

Liberi dai pregiudizi, con l’aiuto di Dio camminiamo verso la piena comunione: così il Papa nel suo discorso ai partecipanti al pellegrinaggio dei luterani provenienti dalla Germania e ricevuti nell’Aula Paolo VI in Vaticano. Ce ne parla Sergio Centofanti:

Sono circa un migliaio i luterani giunti in Vaticano dalla regione tedesca dell’Anhalt che quasi subito aderì alla Riforma. Oggi – ha detto nel suo saluto il presidente della Chiesa evangelica locale, Joachim Liebig – qui la religione è ormai minoritaria.

Papa Francesco ricorda il suo ormai prossimo viaggio a Lund, in Svezia (31 ottobre-1 novembre), per fare memoria dei 500 anni dall’inizio della riforma di Lutero, un’occasione per ringraziare il Signore per 50 anni di dialogo ufficiale tra luterani e cattolici:

“Rendiamo grazie a Dio perché oggi, luterani e cattolici, stiamo camminando sulla via che va dal conflitto alla comunione. Abbiamo percorso insieme già un importante tratto di strada. Lungo il cammino proviamo sentimenti contrastanti: dolore per la divisione che ancora esiste tra noi, ma anche gioia per la fraternità già ritrovata”.

Parte essenziale di questa commemorazione – ha detto il Papa – “sarà il rivolgere i nostri sguardi verso il futuro, in vista di una testimonianza cristiana comune al mondo di oggi, che tanto ha sete di Dio e della sua misericordia”: Continua a leggere

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