In Libano pronte a schierarsi tutte le formazioni della Resistenza

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Le milizie sciite irachene si dichiarano pronte a trasferirsi in Libano in caso di guerra con Israele e si preparano a difendere il paese dei cedri da una prossima aggressione israeliana.

Negli ultimi mesi, diversi responsabili delle milizie sciite irachene hanno visitato il sud del Libano.

Un think tank israeliano non ha escluso, da parte sua, una implicazione del movimento iracheno Al Nuyaba in quella che è stata definita una disputa tra Iran ed Hezbolah da una parte e Israele dall’altra. Al Nuyaba è una formazione che forma parte del “Hashid al Shaabi” il poderoso esercito sciita adeestrato dall’Iran, e possiede grandi capacità militari che ha utilizzato con efficacia contro il gruppo terrorista del Daesh.

Il Centro di informazioni sull’Intelligence israeliana ha pubblicato il 24 dicembre una informativa che descriveva i profondi vincoli tra l’ Al Nuyaba e Irán ed il movimento Hezbolá. “Al Nuyaba è un importante gruppo sciita che dispone di profonde radici nell’Iraq”, ha affermato l’informativa, che aggiunge che il movimento iracheno si incarica di garantire la sicurezza della frontiera siriano-irachena e la rotta Damasco-Baghdad.In caso di guerra di Israele contro il Libano, risulta probabile che queste milizie, assieme con quelle di altri paesi, viaggeranno nel sud del Libano e nel Golan siriano per combattere al fianco di Hezbollah contro Israele. Questo potrà garantire una corrente continua di combattenti su questo fronte.

In uno dei suoi recenti discorsi, il segretario generale di Hezbollah, Sayyed Hassan Nasralá, ha voluto avvisare Israele contro qualsiasi avventurismo militare nel sud del Libano. “Se Israele attacca il Libano, si troverà di fronte ad un Esercito completo di combattenti della causa della Resistenza che faranno fronte comune contro Israele”, ha puntualizzato Sayyed Nasralá.

Forze d’Intervento Rapido

Nel frattempo, l’Iran e la Russia stanno costruendo e addestrando una “forza di dispiegamento rapido” d’elite basata sugli sciiti iracheni. Una delle sue funzioni sarà quella di espandere il fronte contro Israele sia in Siria che in Libano. Si prevede che il prossimo arrivo in Siria della forza sciita irachena possa essere utilizzato per staccare una sezione per il servizio sul confine israelo-libanese. Il mese scorso un capo della milizia sciita irachena si è recato in Libano per ispezionare le posizioni israeliane su quel confine.Il gruppo iracheno è composto da 5.000 combattenti sciiti, che stanno seguendo un corso speciale di addestramento in Siria. Sono stati scelti da due milizie sciite irachene ad alte prestazioni: uno è il Nujaba di Kaabil (movimento della parte di Dio), che è la versione irachena del libanese Hezbollah ed è diretto da Sheikh Akram al-Kaabi. Dispone di quattro sottounità, la Brigata “Ammar Ibn Yasir”, la Liwa al-Hamad — Lode Brigata, la Liwa al-Imam al Hassan al-Mujtaba — l’Imam Hssan il Prescelto e la Brigata di Liberazione del Golan. Le altre milizie sono le Forze di Abud al-Fadl al-Abbas.

La grande differenza tra questa forza d’élite irachena e le altre milizie sciite che il comando unito della Resistenza schiera in Siria è che questa sarà dotata di una forza aerea, secondo le fonti di intelligence di Israele. Gli ufficiali delle forze aeree russe e iraniane stanno allestendo un’unità di aviazione  formata da elicotteri da combattimento, composta da mezzi di assalto russo Mil Mi-17 e cargo choppers, nonché da elicotteri da attacco Shaed 285 iraniani.La maggior parte della nuova forza dovrebbe essere pronta per iniziare a spostarsi verso ovest nel corso di aprile e attraversare la Siria del sud-est nelle regioni di Abu Kamal e Deir ez-Zour entro l’inizio di maggio al più tardi. Finora, le forze americane schierate nell’Iraq occidentale e nella Siria sud-orientale, al centro di Al Tanf, hanno usato l’aviazione aerea e il fuoco dell’artiglieria per controllare  l’avanguardia che proviene dal confine siriano.

Hezbollah in Jaroud Aarsal
© SPUTNIK. ZAHRAA EL-AMIR

Inutile dire che questa nuova realtà cambia lo scenario strategico del Medio Oriente e suscita profonda preoccupazione nei comandi israeliani. I responsabili militari di Tel Aviv sono ormai al corrente che la situazione è radicalmente cambiata e alle forze israeliane non sarà più consentito di compiere incursioni nel territorio del Libano dove troveranno ad aspettale un fronte compatto di forze che ha già dimostrato la sua efficacia nella lotta contro i terroristi del Daesh (ISIS) ben armati ed equipaggiati grazie agli apporti forniti da Arabia Saudita e servizi di intelligence USA.L’Asse della Resistenza (Hezbollah-Siria-Iran) si è di fatto ulteriormente potenziato con l’apporto di queste  forze sciite irachene che avranno il  loro peso nell’equilibrio della regione.

Fonte: Controinformazione.info

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Chi è il nuovo alleato di Hezbollah pronto a combattere contro Israele

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Il capo della potente milizia irachena Harakat al-Nujaba si è impegnato a schierarsi con il suo alleato libanese, Hezbollah, se scoppierà una nuova guerra con Israele. Lo riporta il The Times of Israel. Il segretario generale del movimento, Akram al-Kaabi, ha visitato nel pomeriggio di ieri la tomba del massimo comandante di Hezbollah, Imad Mughniyeh, pseudonimo Haj Radwan, per commemorare i dieci anni dalla sua morte avvenuta a Damasco. La commemorazione arriva durante la peggiore crisi militare fra Siria e Israele ma anche in una fase di estrema tensione fra Israele e Libano, con Hezbollah e le forze armate israeliane pronte a scendere di nuovo in guerra. Ma è una visita che dimostra anche l’assoluta solidità dell’asse sciita che da Teheran arriva nel Mediterraneo e dove le forze alleate dell’Iran hanno rinsaldato un’alleanza politica e militare che ora li porta ade essere tutti uniti in un fronte comune. Lo ha confermato al-Kaabi, che, a margine della cerimonia a Beirut, ha dichiarato: “Noi della resistenza irachena staremo con Hezbollah, e staremo con Hezbollah in ogni attacco israeliano o azione contro di essa“, dice Kaabi. Continua a leggere

Il buco sale a quasi 1,5 milioni. Il Movimento ammette: conti gonfiati

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Il leader: “Non mi fido più di nessuno”. Verifiche su Toninelli. Lezzi: io innocente

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Migranti, ecco la “nuova rotta balcanica” verso l’Europa

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Secondo la stampa croata sarebbe in aumento il numero dei migranti che cercano di raggiungere l’Europa Occidentale attraversando Albania, Montenegro, Bosnia, Croazia e Slovenia

di Alessandra Benignetti

Nonostante il patto da sei miliardi di euro tra Bruxelles e Ankara per contenere il flusso dei migranti e integrare 3,7 milioni di profughi siriani in territorio turco, gli sbarchi verso le coste della Grecia continuano.

È dell’inizio di febbraio la notizia del naufragio di un’imbarcazione di piccole dimensioni con a bordo 84 migranti siriani a largo di Mersin, nel sud della Turchia. La tragedia è stata evitata grazie all’intervento della guardia costiera turca. Dopo essere stati tratti in salvo, i profughi sono stati identificati e posti in stato di fermo temporaneo. Ma come loro, in molti, soprattutto afghani, pakistani e siriani, non si rassegnano e sfidano i controlli per intraprendere la lunga marcia verso l’Europa Occidentale. La meta è sempre la stessa. A cambiare, invece, è l’itinerario. Continua a leggere

Scempio a Latina: profanata la stele in onore di Norma Cossetto, martire delle Foibe

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Scempio a Latina

Dopo la scoperta dell’ignobile gesto il monumento è stato ripulito

Era stata inaugurata solo ieri, per la Giornata del Ricordo, la stele in memoria di Norma Cossetto. Ma il monumento che Latina aveva tributato alla giovane istriana martire delle Foibe è stato già profanato, imbrattato dal simbolo dell’anarchia disegnato con vernice rossa. Dopo la scoperta, questa mattina, dell’ignobile gesto la stele è stata ripulita dall’amministrazione comunale.

“La profanazione della stele alla memoria di Norma Cossetto inaugurata solo ieri a Latina è il segno di una furia ideologica stupida e cieca, alimentata da un clima di contrapposizione che non ha ragion d’essere”, dichiara l’ex sindaco di Latina, Vincenzo Zaccheo commenta il gesto vile e vigliacco contro la memoria della giovane vittima delle foibe con l’apposizione di simboli anarco-comunisti.

“Con quel gesto – conclude Zaccheo – la povera Norma Cossetto è stata uccisa due volte. Prima nell’eccidio delle foibe, poi nel gesto vile vigliacco contro la sua memoria e contro le vittime di quelle stragi. Latina, città dell’accoglienza che ha dato rifugio a migliaia di famiglie espiantate dalle loro terre dalla furia cieca dei partigiani comunisti italo-jugoslavi di Tito, non può tollerare la stupidità di questo gesto. Mi auguro e spero che l’amministrazione comunale intervenga con una ferma condanna, oltre che con il ripristino immediato della stele e che vengano al più presto individuati gli autori di questo scempio”.

http://www.iltempo.it/cronache/2018/02/11/news/scempio-a-latina-profanata-la-stele-in-onore-di-norma-cossetto-martire-delle-foibe-1049886/ Continua a leggere

La telefonata di Putin a Netanyahu ferma le bombe israeliane in Siria

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LAPRESSE_20180129172246_25571588È la domanda che molti si sono posti questo fine settimana: come mai la Russia permette a Israele di bombardare le postazioni governative in Siria? La risposta è semplice: Vladimir Putin non può perdere un alleato come Israele. I legami storici tra i due Paesi sono profondi – un sesto della popolazione israeliana è costituita da russi di origini ebraica – e Tel Aviv è uno degli attori chiave della regione. Andare allo scontro frontale sarebbe una follia (se non un suicidio politico).

Ma la “linea rossa” sarebbe stata oltrepassata questo fine settimana, quando le forze siriane hanno abbattuto un F16 israeliano che aveva condotto attacchi contro “obiettivi iraniani” in Siria.Secondo quanto riporta Haaretz, il presidente russo avrebbe chiamato il premier israeliano per chiedergli di evitare mosse capaci di condurre a “nuove e disastrose conseguenze per la regione”. Conseguenze che riguardano non solo gli alleati sciiti di Mosca, ma anche (e soprattutto) le stesse truppe russe presenti in Siria. Questo invito, secondo quanto riporta il quotidiano israeliano, sarebbe stato accolto da Tel Aviv. Continua a leggere

Siria, Israele cerca di imporsi ma è Putin che guida il gioco

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LAPRESSE_20180210123150_25655290Gli attacchi in Siria e lo scontro sull’influenza iraniana nella regione rendono sempre più accesa la sfida tra Israele e Russia per il controllo della guerra e della regione. Uno scontro che dura ormai da mesi e che sia Putin che Netanyahu non sembrano riuscire a limitare per le esplicite divergenze d’interessi fra Mosca e Tel Aviv su come deve essere gestita e  conclusa questa travagliata guerra che appare sempre più interminabile e densa di complicazioni. Israele, a detta dei media israeliani, vorrebbe imporre alla Russia e a tutti gli attori in gioco nella regione una serie di “linee rosse” per limitare l’influenza dell’Iran e della milizia di Hezbollah in Siria. Tuttavia, come riporta Haaretz, Israele non può farlo senza l’accordo con la Russia. E questo resta un problema poiché, come ormai è chiaro da anni, è soprattutto il presidente russo Vladimir Putin “a guidare il gioco” nel Paese arabo. Continua a leggere

A PROCESSO, PER 2 PAROLE IN CORSIVO IN UN LIBRO: “SERVO SCIOCCO”

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Risultati immagini per Danilo Quinto da servo di Pannelladi Danilo Quinto

Carissimi Amici, Carissimi Lettori,

scrivo queste righe nel giorno del mio compleanno. Era il 1956. Il tempo vola. E’ un soffio e non ce accorgiamo. Poi ci fermiamo, vediamo la nostra vita e ci chiediamo che cosa ne abbiamo fatto.

“Ti invito ogni giorno”, mi ha scritto stamattina un carissimo amico sacerdote, “a fare come il Cireneo: tu te ne vai per la tua strada, poi ad un bel momento trovi l’uomo-Dio piegato sotto il peso della Croce, e tu che la prendi al suo posto per quel breve tratto di strada. In fondo, questa è la tua giornata, la tua vita. Ma il Signore segue il Cireneo e lo ringrazia. Poi muore al posto suo”.

Seguiamo il Signore. Prendiamo la Sua Croce. Sarà bellissimo, poi, vivere con Lui. Per sempre. Il tempo non volerà. Non esisterà. Noi siamo stati creati e amati dall’inizio per vivere nell’eternità.

Il 22 febbraio, salvo ulteriori rinvii, affronterò l’ultima udienza del processo per diffamazione che mi hanno intentato i radicali per due parole: servo sciocco, scritte in un libro di 6 anni fa, il mio primo libro, nel quale io stesso mi definivo servo di Pannella. Quelle due parole erano una metafora, come quelle che usava Carlo Goldoni nelle sue bellissime commedie. Ben altre erano le cose che raccontavo in quel libro, tutte documentate. Tutte vere, quindi, perché per queste non mi è mai stato contestato nulla. La vicenda è stata raccontata da par suo, nel suo blog Stilum Curiae, da Marco Tosatti: IL SILENZIO DI TUTTI, MEDIA CATTOLICI COMPRESI, INTORNO AL PROCESSO PER DIFFAMAZIONE CONTRO DANILO QUINTO (http://www.marcotosatti.com/2018/02/08/la-vergogna-del-silenzio-di-tutti-media-cattolici-compresi-intorno-al-processo-per-diffamazione-contro-danilo-quinto/). Grazie, Marco Tosatti! Così come ringrazio gli altri siti internet che ne hanno parlato (Christus Rex – Agere Contra, Amici della Tradizione Cattolica di Forlì, Anonimi della Croce, Passaparoladesso, Miradouro, Samizdatonline, Messainlatino, Esistenzialmente periferico). Continua a leggere

“I cattolici americani preferiscono il presidente Trump a Bergoglio”

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Edward Pentin è il corrispondente da Roma del National Catholic Register. Un quotidiano che genericamente viene definito “liberal” e che, in ogni caso, rappresenta una voce importante del cattolicesimo americano. In questa intervista esclusiva, Pentin analizza, dal suo punto di vista e da quello degli americani, il rapporto tra i cattolici statunitensi e Papa Bergoglio.

Il suo giornale è stato particolarmente attento sul “caso Barros”. Come ritiene sia stata la “gestione” di questa vicenda?

“Caotico. Il problema è l’incoerenza del Papa nel trattare i casi di abuso: da un lato si è mostrato impegnato a implementare nuove strutture per combattere il crimine, ma dall’altro ha favorito amici o amici di amici – cardinali, vescovi e sacerdoti – che hanno coperto in funzione di abusi o commesso abusi stessi. Il caso del vescovo Barros è solo un altro esempio di una tendenza provata”.

Donald Trump e i cattolici. Il tycoon è un esponente pro life. Come valuta, ad oggi, le azioni messe in campo dal presidente degli Stati Uniti? Continua a leggere

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