Revisionismo, ultimo atto “L’Anpi nasconde la storia”

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Polemiche per un’iniziativa dei partigiani a Sedriano. Il centrodestra attacca sulla stele di piazza Repubblica

di Alberto Giannoni

Viene inaugurato oggi, dal municipio 4, il primo monumento dedicato alle vittime delle foibe a Milano. Ed è tutto un fiorire di iniziative, nelle Zone governate dal centrodestra.

La stele che dovrebbe essere posta in piazza della Repubblica invece, ancora non si vede, anche se in Comune annunciano un imminente incontro per sbloccare uno stallo che si protrae da anni.

La storia del ricordo è anche storia di polemiche. I massacri delle foibe e l’esodo degli istriani-dalmati sono stati a lungo sottaciuti o negati, per ragioni politiche. L’antico tabù della sinistra ha continuato a produrre silenzi, o peggio gaffe, provocazioni e revisionismi. E un caso del genere sembra anche quello di Sedriano, dove per il 9 febbraio viene organizzata un’iniziativa in cui, secondo il centrodestra, la storia delle foibe viene accostata al fascismo. «È davvero vergognoso – commenta l’eurodeputato di Forza Italia Stefano Maullu – che l’Anpi cerchi di nascondere le responsabilità del comunismo: l’Anpi ha organizzato un convegno dal titolo “Fascismo, Foibe, Esodo”, evitando in tutti i modi di alludere alle uccisioni e agli omicidi perpetrati dai comunisti». Continua a leggere

“Il corpo di Pamela è stato sezionato in modo scientifico”

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L’autopsia sul corpo di Pamela non chiarisce molti dubbi, ma rivela dettagli importanti. Anche il secondo nigeriano avrebbe venduto droga

di Lucio Di Marzio

Non sciolgono i dubbi sul caso i primi esiti dell’autopsia sul corpo di Pamela Mastropietro, eseguita dallo staff di medicina legale dell’Università di Macerata.

Nei risultati consegnati nel primo pomeriggio alla Procura della Repubblica ci sono però alcune conclusioni importanti del pool di periti.

Secondo Mariano Cingolani, medico che si è occupato dell’esame insieme ai colleghi Dora Mirtella e Roberto Scendoni “il corpo è stato tagliato in modo ‘scientifico’ e tutti gli organi sono presenti”, ma poiché “mancano tracce di sangue e di urina sui resti del cadavere” i primi accertamenti “non hanno consentito di raggiungere risultati altamente significativi sul piano probatorio”.

Di più si potrebbe sapere dagli ulteriori accertamenti che saranno effettuati la prossima settimana, ma intanto emergono nuovi dettagli per quanto riguarda il profilo legale del caso. Secondo la procura di Macerata il nigeriano Desmond Lucky, accusato di concorso in omicidio, avrebbe venduto una “modestissima” quantità di eroina alla 18enne trovata smembrata a Pollenza. Non ci sono però gli estremi per la custodia cautelare. Continua a leggere

Parigi, ala dell’Università “occupata” da clandestini

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Segnalazione Corrispondenza Romana

Incredibile situazione di tensione sociale e di degrado, quella messa in scena dallo scorso 30 gennaio nell’edificio A dell’Università Parigi VIII, a Saint-Denis: con la complicità di autonomi ed estrema sinistra, diverse decine di immigrati clandestini africani hanno occupato i locali. Si tratta di sudanesi, eritrei, etiopi e guineani, che pretendono la regolarizzazione “gratis” – ovvero saltando tutti i passaggi previsti per legge – ed un alloggio (sempre gratis).

I vertici dell’Ateneo hanno emesso un comunicato, in cui incredibilmente esaltano la propria «tradizione d’ospitalità e solidarietà» sin dai tempi – scrivono – «della fondazione». Per questo propongono un diploma specifico destinato ai rifugiati ed un programma, denominato «Pausa», destinato ad accogliere tutti gli scienziati perseguitati nei propri Paesi.

Nel concreto, però, il senso d’accoglienza dell’Università finisce ben presto, tanto che, dopo tante belle parole, si lamenta l’assenza di passi avanti nei negoziati con i clandestini e si biasima che ancora non li si sia accompagnati in «un luogo più appropriato, più ampio e sicuro» dell’attuale, che, se non fosse occupato abusivamente, dovrebbe essere, in realtà, sede di numerosi corsi. Insomma, se ne vadano ovunque, basta che lascino finalmente libere le aule… Mostrando così l’incoerenza di chi sventola l’utopia solo a parole, mai nei fatti. Continua a leggere

Gli “intellettuali” mettono il bavaglio al filosofo. La miserabile censura subita da Alain de Benoist

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di David Allegranti

Gli "intellettuali" mettono il bavaglio al filosofo. La miserabile censura subita da Alain de Benoist

Fonte: Arianna editrice

Questa è la storia della miserabile censura subita da Alain de Benoist presso la Fondazione Feltrinelli.
Qui trovate:
a) L’articolo a commento della vicenda di David Allegranti (su Il Foglio e ilfoglio.it 6/2/2018)
b) La lettera-petizione dei censori
c) Lo scambio epistolare fra de Benoist e la Fondazione Feltrinelli.

Gli intellettuali mettono il bavaglio al filosofo

Questo incontro non s’ha da fare. E infatti non si farà: la Fondazione Giangiacomo Feltrinelli ha sospeso la conferenza con Alain de Benoist, scrittore, filosofo e fondatore della Nouvelle Droite, che il prossimo 13 febbraio avrebbe dovuto dialogare con il politologo Piero Ignazi e con Gad Lerner nelle vesti di moderatore. Un appuntamento che faceva parte del ciclo “What is left / What is right” al quale ha già partecipato, il 30 gennaio scorso, Florian Philippot, ex esponente di spicco del Front National. Continua a leggere

Uno dei feriti da Traini fugge dall’ospedale: è giallo sulle ragioni

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Perché il migrante ferito da Traini, è fuggito dall’ospedale? Se avesse qualche precedente, o peggio, la beffa sarebbe atroce…

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http://www.secoloditalia.it/2018/02/uno-dei-feriti-da-traini-fugge-dallospedale-e-giallo-sulle-ragioni/ Continua a leggere

La fase più dura della guerra in Siria

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Segnalazione di F.F.

L’inviato dell’Independent Robert Fisk, da poco tornato da un reportage in Siria, ha scritto che le guerre, quando stanno per concludersi, diventano più pericolose. Il caso siriano ne è un esempio. Come abbiamo scritto tempo faBashar al Assad, salvo eventi eclatanti, ha ormai vinto la guerra. La partita contro lo Stato islamico è ormai chiusa e i ribelli sono asserragliati essenzialmente nella provincia di Idlib, a Daraa e al confine con la Giordania.

L’operazione turca “Ramoscello d’olivo“, iniziata il 20 gennaio scorso, prosegue anche grazie alla bassa manovalanza dell’Esercito siriano libero, usato prima da Recep Tayyip Erdogan per combattere contro Damasco e ora riciclato contro i curdi.

I curdi siriani ritengono che la luce verde a questa operazione sia arrivata dopo un accordo tra Putin e il Reìs che prevederebbe per Mosca il via libera per eliminare i ribelli asserragliati a Idlib. In questo modo, secondo Alberto Negri, “i curdi sarebbero stati traditi due volte. Dagli americani che dopo averli usati nell’assedio di Raqqa contro l’Isis adesso li lasciano come bersaglio della Turchia. Ma anche dalla Russia che comunque ha sempre fornito uno storico sostegno ai curdi, in particolare del Pkk, storico partito marxista-leninista che per altro da diverso tempo ha abbandonato la versione ideologica più ortodossa per abbracciare una visione più aderente alla realtà sociale del Medio Oriente”. Continua a leggere

Macerata, Traini resta in cella: “Non sono pentito del gesto”

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A nostro avviso Luca Traini necessiterebbe di assistenza spirituale da parte di un vero e buon sacerdote cattolico (N.d.R.)

Luca Traini resta in carcere a Montacuto. Il gip ha infatti confermato l’arresto e di fatto ha anche disposto la custodia cautelare

di Franco Grilli

Luca Traini resta in carcere a Montacuto. Il gip ha infatti confermato l’arresto e di fatto ha anche disposto la custodia cautelare con l’accusa di strage aggravata dall’odio razziale.

Traini si è avvalso della facoltà di non rispondere. Il 28enne, come ha raccontato il legale, Giancarlo Giulianelli, ha reso dichiarazioni spontanee davanti al pubblico ministero. “Il mio obiettivo – ha riferito Traini al pm – erano i neri che spacciano droga a Macerata”. Continua a leggere

La madre di Pamela: “Ringrazio Traini per il cero acceso per Pamela”

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Traini voleva uccidere gli immigrati per vendicare Pamela. Ma la madre della giovane romana fatta a pezzi: “Sono contraria alla violenza e alla strumentalizzazione politica”

di Giovanni Neve

È rinchiuso nel carcere di Montacuto, ad Ancona, e si trova sempre in isolamento. Per Luca Traini, il 28enne che sabato scorso a sparato all’impazzata puntando su un gruppo di extracomunitari, si profila il reato tentata strage con l’aggravante dell’odio razzista.

Un storia drammatica che si lega al dramma di Pamela Mastropietrola 18enne romana fatta a pezzi da due spacciatori nigeriani. Contro di loro si è abbattuto l’odio di Traini“Ringrazio Traini per aver acceso il cero per mia figlia – commenta Alessandra Verni, mamma della giovane, ai microfoni del Tempo – ma sono contraria alla violenza e alla strumentalizzazione politica che di tutta questa orribile storia si sta facendo”. Continua a leggere

Le carte choc sulla mutilazione: “Così Pamela è stata smembrata: tolta parte dell’organo sessuale”

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Sul Tempo le carte choc degli inquirenti: “Molti organi non si trovano più”. Il medico legale: “È morta per ferite da taglio sul torace o per overdose”

di Sergio Rame

In quelle carte c’è tutto l’orrore del mondo, il male nella sua forma più buia. A tirarle fuori è il Tempo che oggi le pubblica in eslusiva in quella che diventa la cronaca di un viaggio nelle atrocità umane.

La bestia ha un nome è un cognome: Innocent Oseghale. È stato lui a deturpare “completamente” il corpo di Pamela Mastropietro smembrandolo “in vari pezzi con grossi strumenti da taglio”. Non lo ha fatto da solo. Con lui c’era un altro nigeriano. Insieme hanno “mutilato” la 18enne in più punti, l’hanno dissanguata e hanno lavato i vari pezzi con “una sostanza a base di cloro”. Quindi li hanno infilati nelle valigie.

Prima le hanno tagliato la testa. Poi si sono accaniti sul torace: le hanno asportato le mammelle, il bacino e il monte di venere. Quindi, le hanno tagliato le mani e “diviso” in due parti le braccia e le gambe. Alcuni “pezzi”, come il collo e una parte dell’organo sessuale, non si trovano nemmeno più. Tutto questo orrore è ora racchiuso nella carte degli inquirenti. Carte che oggi il Tempo ha pubblicato in esclusiva e che ci permettono di ricostruire la mattanza di Macerata. Il dossier è nelle mani del giudice delle indagini preliminari Giovanni Manzoni che ha firmato l’ordinanza di convalida del fermo. Al momento Innocent Oseghale si trova, infatti, in carcere in attesa del processo. Manca, però, un tassello a svelare tutto il suo diabolico piano: la causa della morte di Pamela. Continua a leggere

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