La S. Vergine del Rosario e la battaglia di Lepanto

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Fonte: http://www.sodalitium.biz/anniversario-della-battaglia-lepanto/

lepantoStoria della festa

“La festa del Rosario fu istituita da san Pio V, in ricordo della vittoria riportata a Lepanto sui Turchi. È, cosa nota come nel secolo XVI dopo avere occupato Costantinopoli, Belgrado e Rodi, i Maomettani minacciassero l’intera cristianità. Il Papa san Pio V, alleato con il re di Spagna Filippo II e la Repubblica di Venezia, dichiarò la guerra e Don Giovanni d’Austria, comandante della flotta, ebbe l’ordine di dar battaglia il più presto possibile. Saputo che la flotta turca era nel golfo di Lepanto, l’attaccò il 7 ottobre dei 1571 presso le isole Echinadi. Nel mondo intero le confraternite del Rosario pregavano intanto con fiducia. I soldati di Don Giovanni d’Austria implorarono il soccorso del cielo in ginocchio e poi, sebbene inferiori per numero, cominciarono la lotta. Dopo 4 ore di battaglia spaventosa, di 300 vascelli nemici solo 40 poterono fuggire e gli altri erano colati a picco mentre 40.000 turchi erano morti. L’Europa era salva. Nell’istante stesso in cui seguivano gli avvenimenti, san Pio V aveva la visione della vittoria, si inginocchiava per ringraziare il cielo e ordinava per il 7 ottobre di ogni anno una festa in onore della Vergine delle Vittorie, titolo cambiato poi da Gregorio XIII in quello di Madonna del Rosario” (Dom Prosper Guéranger).

“Il 7 ottobre è un giorno memorabile negli annali dell’Europa occidentale. In questo giorno, nell’anno 1571, le potenze che rappresentavano la civiltà cristiana si unirono per scongiurare la grande minaccia che veniva dall’Est, nella battaglia di Lepanto. E’ un giorno di ringraziamento, ricordato nel calendario della Chiesa, non soltanto perché i santuari d’Europa e i loro altari furono salvati dalla totale distruzione, ma bensì perchè una larga parte di quella vittoria fu universalmente attribuita alle preghiere che aveva disposto di fare il Papa di allora, san Pio V. Quel giorno ci ricorda il aiuto efficacissimo che Noi, successore di quell’altro Pio, possiamo offrire ai difensori dei diritti di Dio e dell’uomo” (Pio XII, 7 ottobre 1947). Continua a leggere

A Washington, non a Mosca, si parla apertamente di guerra

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guerradi Maurizio Blondet

I tg vi hanno detto che Putin  ha sospeso l’accordo, stipulato con gli Usa nel 2000,   per la distruzione bilaterale del plutonio d’uso militare (bruciandolo nei reattori).  Così, gli ascoltatori hanno un motivo di più per aver paura del “neo-imperialismo di Putin”, come dice il nostro ministro Gentiloni:  cosa vuol fare  il russo, del plutonio? Gentiloni  è il portavoce dell’ambasciata Usa,  commenta l’Antidiplomatico.

Naturalmente non vi hanno detto (noi ve l’abbiamo riferito)  che il capo del Pentagono Ashton Carter ha varato un piano per ammodernare l’intero arsenale nucleare americano, stanziando 340 miliardi: ciò che è una violazione plateale dei trattati di riduzione controllata dagli Usa firmati con Mosca fin dai tempi dell’Urss, ed ha l’intenzione strategica di rendere possibile “il primo colpo”, ossia sferrare un attacco preventivo atomico contro la Russia, tanto da rendere impossibile la ritorsione. Continua a leggere

A soli 9 anni va all’università e vuole dimostrare che Dio esiste

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william-maillis1William Maillis, “genio puro”

Il Community College si trova nella contea di Allegheny, in Pennsylvania (Sati Uniti). Il suo allievo più giovane si chiama William Maillis, ed è giovane davvero: si tratta di un “bambino prodigio” di appena 9 anni!

A 6 mesi, secondo quanto hanno raccontato i genitori, William già riconosceva i numeri, a 7 ha iniziato a pronunciare frasi complete. A 2 anni sapeva già leggere, scrivere e fare le moltiplicazioni. A 4 ha imparato a leggere in greco, a 5 conosceva la geometria e a 7 dominava concetti di trigonometria. Continua a leggere

Orbán ora sfida le urne: anche senza quorum vuol bloccare i migranti

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Il referendum anti immigrati non è passato ma lui non ci sta: «Dura, però non molliamo»

Come un bravo pugile, il premier ungherese Viktor Orbán, andato momentaneamente al tappeto domenica quando il suo referendum sugli immigrati non ha raggiunto il necessario quorum del 50%, si è subito rialzato per riprendere il combattimento.

In un provocatorio discorso al Parlamento di Budapest, ha detto di non avere alcuna intenzione di ignorare la volontà degli oltre tre milioni di ungheresi che hanno votato no e che anche se la consultazione non è legalmente valida intende egualmente modificare la Costituzione per vietare l’imposizione di una quota obbligatoria di profughi. «Abbiamo dichiarato guerra a Bruxelles – ha rilanciato – sappiamo che sarà durissima e che ci saranno vendette e rappresaglie, ma qui è in gioco il nostro futuro e non possiamo mollare». Orban ha anche rivendicato il fatto di essere stato il primo, con l’erezione dei muri ai confini con Serbia e Croazia, a difendere le frontiere esterne di Schengen e il primo a sottoporre, con il referendum di domenica, il problema dei migranti al giudizio del popolo: «Spero – ha poi aggiunto in una intervista – che altri Paesi seguano presto il nostro esempio».

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Indagate su chi controlla il sistema degli appalti pubblici a Palermo

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mafiaUn’eclatante protesta contro la magistratura messa in scena a due giorni dalla commemorazione della strage di Capaci. a scendere in piazza non è il Pdl come qualcuno potrebbe pensare. Un grande striscione dalla scorsa notte avvolge il muretto perimetrale di piazza Vittorio Emanuele Orlando ovvero quella antistante la cittadella della giustizia di Palermo.

Pretendo un processo anche contro di me per calunnia- scrive Francesco Carbone autore del grande striscione -. Il coraggio di denunciare”.

Non si comprende come l’uomo sia riuscito a mettere in posa quanto necessario alla protesta in un’area super sorvegliata. L’opera di montaggio deve essere stata lunga e complessa. il cartellone, infatti, avvolge il muretto perimetrale della piazza antistante il palazzo di giustizia di Palermo. Continua a leggere

Calabria: testimone di giustizia offre materiale gratis per tendopoli, il Comune dice no

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L'imprenditore di Palmi sotto scorta, Gaetano Saffioti.Gaetano #Saffioti è un ribelle di Calabria. Uno dei primi e uno dei pochi che hanno sfidato a muso duro lo strapotere delle cosche di ‘ndrangheta della Piana di Gioia Tauro. Un imprenditore che ha deciso di denunciare alla magistratura soprusi e vessazioni mafiose, dando il via alla storica operazione “tallone d’Achille”, che nel 2002 ha portato all’arresto di numerosi capi clan e al sequestro di beni per decine di milioni di euro.

Una scelta difficile, in un tempo e in una terra ostaggi del silenzio e dell’omertà, che è costata un prezzo altissimo a Saffioti: da quel giorno vive sotto scorta. Non solo. Da quel giorno, gli affari della sua impresa sono colati a picco, e lavorare in Calabria è diventato sempre più difficile. Intorno a lui solo terra bruciata e saluti mancati. È ripartito dall’estero, riuscendo a mantenere aperta l’azienda a Palmi con i proventi degli appalti vinti fuori Italia. Perché in terra calabra, Saffioti neanche gratis riesce a lavorare. E la triste, ennesima conferma, arriva dal rifiuto del comune di San Ferdinando alla sua offerta di fornitura gratuita di ghiaia per la realizzazione della tendopoli che dovrà ospitare i #migranti.

Offerta rifiutata

Sulla base del protocollo voluto dall’ex prefetto di Reggio Calabria, Claudio Sammartino, la tendopoli di San Ferdinando si amplierà con altre 44 tende “per garantire maggiore vivibilità e sicurezza agli immigrati”. Saffioti, interpellato dalla Prefettura, si è offerto di fornire gratuitamente la ghiaia per preparare il terreno. Un regalo da decine di migliaia di euro. Il 6 agosto l’imprenditore ha contattato i commissari prefettizi che amministrano il Comune di San Ferdinando dopo lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, confermando la sua offerta e comunicando che dall’8 agosto la fornitura sarebbe potuta iniziare. Poi il silenzio; dal Comune nessuna notizia, spariti, almeno con il testimone di giustizia. Questi, dal canto suo, apprende che sul cantiere quel materiale starebbe già arrivando. E, ovviamente non è il suo, ma quello di una ditta che non è nella white list e non sarebbe nemmeno in possesso della certificazione dei materiali. Continua a leggere

Escalation della NATO! Sofri e Goracci si son già arruolati. E voi cosa aspettate?

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di Maurizio Blondet 

Escalation della NATO! Sofri e Goracci si son già arruolati. E voi cosa aspettate?

Fonte: Maurizio Blondet

Martedì 27,   la NATO ha annunciato l’invio di aerei-radar AWACS sul cielo siriano:  una chiarissima misura di  minaccia bellica contro la Russia, e di sostegno ormai spudoratamente aperto ai terroristi dell’IS  contro Damasco:  gli  AWACS servono infatti a dare la caccia agli aerei nemici, di cui lo  Stato Islamico è sprovvisto, e non alle sue Toyota pick-up.   Da notare: l’annuncio non è stato dato dagli Usa impegnati con la loro “coalizione” contro Damasco, ma direttamente dal segretario della NATO, Jens Stoltenberg,  alla fine di una riunione di ministri della UE.

Stoltenberg ha accusato la Russia e la Siria insieme  per i bombardamenti sui terroristi ad Aleppo, e anche della distruzione del convoglio umanitario del 19 settembre scorso:  la falsità  di questa ultima accusa è patente, dato che del convoglio faceva parte, con l’Onu, la Mezzaluna Rossa siriana, ente   collegato con Damasco: assurdo sostenere che il governo abbia colpito  una sua organizzazione.

Le menzogne dei media sono già arma bellica

Ma  la spudoratezza stessa di queste menzogne da parte della NATO – che fa’ parte della colossale operazione di psy-op denunciata da Manlio Dinucci  –

(vedi http://www.voltairenet.org/article193473.html) Continua a leggere

Italia, laboratorio di guerra NATO&USA

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di Antonio Mazzeo

Italia, laboratorio di guerra NATO&USA

Fonte: Megachip

In Italia è in atto una colonizzazione militare. Sono più di 100 le basi NATO e degli Stati Uniti sul territorio italiano, aree dove gli americani fanno spesso e volentieri quello che vogliono. L’Italia è di fatto un deposito di armi straniere, comprese 90 bombe atomiche, un vero laboratorio di guerra NATO & USA.
La guerra fredda è lontana, ma l’attività della NATO e la sua presenza in Europa non fa che aumentare. L’Italia è un esempio emblematico, rappresenta una piattaforma di lancio ideale per gli Stati Uniti e le loro guerre, il tutto nel silenzio assoluto dei politici e dei mass media. Gli italiani non sanno che cosa accade all’interno delle basi militari americane sul suolo italiano, non si ha nemmeno la certezza del numero delle testate atomiche che si aggira fra le 60 e le 90 bombe. In effetti gli americani trovano una grande libertà d’azione in Italia, che si può ormai chiamare “la terra delle basi USA”. È ora di chiedersi finalmente a che cosa servono le basi NATO e USA in Italia? Quali sono i rischi che corre l’Italia? Sputnik Italia ne ha parlato con Antonio Mazzeo, giornalista da tempo impegnato nei temi della pace e della militarizzazione.
– Antonio, quante basi militari e soldati americani ci sono sul territorio italiano? Abbiamo dei dati?
– Formalmente abbiamo la possibilità di avere dei dati più o meno reali dalle richieste che fa il Dipartimento della Difesa al Congresso e al Senato per farsi autorizzare le spese per potenziamenti delle basi americane in Italia.

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Putin convoca il ” Santo Consiglio di Guerra” per le minacce del Regime Obama

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Un altro modo per chiudere la terza guerra mondiale è quello di diventare una realtà evidenzia la relazione del  Consiglio di Sicurezza (SC ) e dice che il Presidente Putin ha chiesto un immediato convocazione del ” Santo Consiglio di guerra ” in risposta alle minacce ricevute questa settimana dalla Federazione dal regime di Obama che include un piano per una guerra nucleare e la minaccia di scatenare attacchi terroristici sul territorio russo . [ Nota: Alcune parole e / o frasi che compaiono tra virgolette in questo rapporto sono approssimazioni lingua inglese di parole / frasi russe non avendo esatta controparte.]

In risposta alle minacce regime di Obama nei confronti della Federazione, dice la Relazione, il Ministero della Difesa ( MoD ) questa mattina ha emesso un avvertimento agli americani dicendo che la cooperazione in Siria potrebbe essere ancora possibile, ma ha pure affermato che questo è possibile solo se Washington si astiene da ” qualsiasi minaccia ai militari e ai cittadini russi “.

Grave la relativa e crescente minaccia di ostilità alla Federazione del regime Obama , continua la relazione, è stato il discorso del Segretario alla Difesa americano Ash Carterquesta settimana sulle forze nucleari americane ” missilistiche “, che è stato descritto come un discorso del ” Dr. Stranamore “tirata contro la Russia – è stato esposto dal portavoce del Dipartimento di Stato John Kirby ha minacciato di rimandare a casa le truppe russe” in sacchi di plastica “e di abbattere di aerei russi .

sul punto di partenza (avanti) con la guerra WW3

Il fallimento di cinque anni di guerra per procura di Obama per un cambio di regime in Siria mostra a tutto il mondo a vedere, questo osserva il rapporto, e anche gli esperti occidentali, accettando che la campagna militare della Russia contro questi selvaggi islamici salvato quella nazione dal diventare trampolino di lancio di questi terroristi , Ministero degli affari esteri ( MoFA ) portavoce Maria Zakharova ha risposto a queste minacce americane affermando: Continua a leggere

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