Terrorismo risorgimentale a Roma e “plebiscito-truffa” in Veneto

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img-20161022-wa0032A lato, foto del seggio, ieri a Verona in Piazza Erbe con figuranti in divisa d’epoca che sparano a salve

Al referendum sulla famosa “devolution” non si raggiunse il quorum, ma il Veneto votò a maggioranza per l’autonomia. Ieri alcuni sindaci hanno fatto mettere la bandiera a mezz’asta, alcune associazioni venetiste hanno organizzato manifestazioni contro l’annessione al Regno d’Italia del 1866 e a Verona il Comitato Veneto Indipendente ha ricostruito il seggio delle votazioni del “plebiscito-truffa”, che coi brogli, la coercizione ed il voto palese costrinse gli elettori ad un “SI'” forzato. A Venezia, un altro gruppo venetista ha eletto il 121esimo Doge a Palazzo Ducale, nella persona di Albert Gardin. “D’ora in poi, nulla sarà come prima” – hanno sostenuto i promotori. Staremo a vedere…  

Segnalazione del Centro Studi Federici

22 ottobre 1867: terrorismo risorgimentale 
 
22 ottobre 1867: il terrorismo colpisce Roma 
 
Terrorismo a Roma: l’attentato alla caserma Serristori

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La Ciccone propone sesso a chi vota la Clinton. Significa che i democratici sono proprio in difficoltà…

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Durante lo show di Amy Schumer al Madison Square Garden di New York – Video da YouTube

“Se votate Hillary Clinton vi farò…”: Madonna, che non finisce mai di provocare e di stupire, promette ai supporter della candidata sesso orale in cambio di voti.

CONTINUA SU http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/2016/10/20/la-provocazione-hot-di-madonna-sesso-per-chi-vota-clinton_3c6d8cdd-0a2f-40fb-a34c-6f7fd4af8216.html Continua a leggere

Unione civile salva clandestino: non potrà più essere espulso

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

La decisione della Suprema Corte: il “contratto di convivenza” va tenuto in considerazione in caso di espulsione per un extracomunitario condannato

di Chiara Sarra

Le unioni civili? Creano una “scorciatoia” per i clandestini. Soprattutto dopo la sentenza della Cassazione che ha accolto il ricorso di un extracomunitario senza permesso di soggiorno che non potrà essere espluso proprio grazie al “contratto di convivenza” previsto dalla nuova legge.

La prima sezione penale della Suprema Corte ha infatti annullato con rinvio un’ordinanza con cui il tribunale di sorveglianza di Torino aveva confermato l’espulsione dall’Italia di un extracomunitario. Un’espulsione “obbligatoria”, secondo il giudice torinese, “quale misura sostitutiva da applicarsi nell’ultimo biennio di pena ai condannati privi di titolo di soggiorno”. L’immigrato irregolare, nel suo ricorso in Cassazione, aveva invece rilevato di “aver pienamente e compiutamente documentato di vivere da tempo in Italia con il suo nucleo familiare originario” e, in particolare, di “convivere more uxorio con una cittadina italiana”.

La Cassazione, con una sentenza depositata oggi, ha accolto il ricorso dell’uomo perché “l’applicazione normativa non può ignorare” la legge sulle unioni civili (legge n.76/2016) “giustamente accolta dall’opinione pubblica, dagli operatori e dai teorici del diritto come disciplina epocale, con la quale sono state riconosciute dall’ordinamento statuale e disciplinate positivamente, le unioni tra persone dello stesso sesso e, con esse, anche quelle di fatto tra eterosessuali“. Secondo la Cassazione, infatti, il legislatore voleva “parificare” la nozione di “coniuge” con quella di “persona unita civilmente” attraverso l’introduzione, a fianco del matrimonio, del “contratto di convivenza“. Continua a leggere

LA LIBERA STAMPA IN EUROPA. SUONA LO STESSO SPARTITO.

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di Maurizio Blondet

Sì,  si dovrebbe parlare di cose più gravi e urgenti, come le 140 tonnellate di oro di Gheddafi che la Clinton ha fatto sparire per comprare armi ai terroristi   siriani (rivelazione di Wikileaks), o il riaccendersi delle provocazioni  di Kiev contro i separatisti, o  la ‘liberazione’ di Mossul…ma  questa è troppo bella. Guardate le pagine di Libération. Il giornale della gauche (e dei Rotschild) impegnato a fondo nella satanizzazione di  Vladimir Putin.  Lo stesso spartito suonato in Italia da La Stampa e  da Repubblica

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“Vladimir Putin – Come fermarlo? Indifferente alle pressioni e alle  messe in guardia, bombarda Aleppo massicciamente. Quale minacce agitare?”

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“L’occidente di fronte alla Corazzata Putin”

 

 

 

 

 

 

 

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La cattedrale ortodossa appena  finita  a Parigi  ha una storia  sospetta. Anzi decisamente sporca.

 

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Occorre giudicare Vladimir Putin?

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di Thierry Meyssan

Occorre giudicare Vladimir Putin?

Fonte: Megachip

Nel considerare Vladimir Putin quale responsabile della ripresa della Russia, i neoconservatori statunitensi e israeliani tentano dal 2011 di arrestarlo, giudicarlo e condannarlo davanti a un tribunale internazionale. Fedele servitore della loro strategia, il presidente francese François Hollande ha pubblicamente suggerito di renderlo responsabile dei crimini dei jihadisti in Siria.
DAMASCO (Siria) – Durante la seconda guerra mondiale, il capo di Stato francese che aveva abolito la Repubblica, Philippe Pétain, fece giudicare e condannare a morte il suo ex delfino diventato il capo della Francia libera, Charles de Gaulle.
Seguendo questo modello, l’attuale presidente della Repubblica francese, François, Hollande ha evocato la possibilità di aprire un procedimento giudiziario internazionale per i crimini di guerra commessi in Siria e di giudicare non solo il Presidente della Repubblica araba siriana, Bashar al-Assad, ma anche quello della Federazione Russa, Vladimir Putin [1]; propositi ripresi in modo sfumato dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon.
Queste dichiarazioni intervengono allorché il Canada, gli Stati Uniti, la Francia, i Paesi Bassi e il Regno Unito sostengono i jihadisti di Aleppo Est contro Hezbollah, l’Iran, la Russia e la Siria. [2]
La volontà di condannare Putin non giunge nuova (ci fu già in successione per la seconda guerra di Cecenia, per l’Ucraina e ora per la Siria). È un’idea ricorrente dei neoconservatori statunitensi e israeliani. Durante la campagna elettorale presidenziale russa del 2012, gli Stati Uniti avevano addirittura proposto al presidente Medvedev di aiutarlo a presentarsi contro Vladimir Putin, di finanziare la sua campagna elettorale e di dargli un pieno accesso ai circoli dei dirigenti del pianeta qualora avesse preso l’impegno di consegnare loro Vladimir Putin. Cosa che evidentemente non ha fatto.

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Rissa e blocco stradale: arrestati dieci migranti a Sassari

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downloadSegnalazione di Raimondo Gatto

Nel centro di accoglienza sardo di Li Lioni la situazione è esplosiva: migranti nigeriani e somali si fronteggiano quasi ogni giorno, a volte anche in modo viole
Dieci persone sono state arrestate ieri dopo la maxi rissa fra migranti che ha bloccato fra l’altro la ex strada 131 in provincia di Sassari nei pressi di Porto Torres.

Verso l’ora di pranzo, racconta La Nuova Sardegna, all’interno del centro di accoglienza di Li Lioni è scoppiata una zuffa furibonda fra profughi somali e nigeriani. A sentire il responsabile del centro i somali avrebbero protestato perché non volevano mangiare le stesse pietanze servite ai nigeriani.

Dopo che la situazione è degenerata rapidamente, il responsabile ha subito chiamato i carabinieri, intervenuti con una pattuglia insieme alla polizia di Stato e alla polizia locale. La situazione è però tornata a scaldarsi dopo che i militari hanno individuato gli istigatori della rivolta conducendoli in caserma. Gli immigrati rimasti nel centro hanno subito dato vita ad una protesta bloccando due corsie della vicina strada ex 131. Continua a leggere

Berlino discrimina i cittadini UE (e tutti zitti)

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di Maurizio Blondet

Berlino discrimina i cittadini UE (e tutti zitti)

Fonte: Maurizio Blondet

Grida, sdegni, alti lai dei media italioti per  la supposta intenzione del governo britannico,  dopo il Brexit,  di “schedare”  i lavoratori stranieri, di  “ridurne il numero”, di “togliere agli studenti esteri le borse di studio” (tutte cose smentite  da Londra), insomma di mancare di senso di solidarietà  europea, di voltare le spalle alla civiltà.    Un  mese prima, nobile rabbia, collera  civilissima, alto sdegno per il referendum del Canton Ticino “per fermare i frontalieri”. Il ministro Gentiloni è arrivato a minacciare sanzioni ‘europee’ contro la  Federazione Elvetica: “Nessuna discriminazione o salta l’intesa con la UE”.   Repubblica: “Monito anche  da Bruxelles (e ti pareva..): “La libera circolazione  dei lavoratori è  principio fondamentale”. Repubblica, ha allestito un servizio su “dieci anni di campagne anti-italiani in Ticino”.

Ora, non si vorrebbe disturbare i media, i giornalisti, l’opinione pubblica pronta alla  nobile indignazione , il ministro Gentiloni. Solo, avvertirli che Berlino si prepara a  fare esattamente la stessa cosa: discriminare i cittadini UE. Non gli extracomunitari, si badi, proprio i comunitari.

Una nuova legge, avanzata dalla ministra del lavoro, la socialdemocratica Andrea Nahles, decreta che “gli immigrati UE che vengono in Germania senza avere un impiego non avranno i benefici sociali (di disoccupazione, e Hartz IV) per cinque anni”.   La ministra non si è risparmiata nemmeno una battuta che, se fosse stata pronunciata da Teresa May (o da Salvini) avrebbe suscitato convulsioni di indignazione: “Non vogliamo  incoraggiare certe forme  di turismo sociale”.

La ministra NahlesLa ministra Nahles

Negare   le provvidenze ai cittadini UE è illegale e lo è sempre stato,  come hanno confermato innumerevoli sentenze della corte  europea di ‘giustizia’in Lussemburgo. . Ma dobbiamo dire: “era” , perché la Germania ha chiesto un cambiamento, e la suddetta corte di “giustizia”  ha subito obbedito, rovesciando le sentenze  precedenti: sì, ha  decretato, i cittadini UE che vanno in Germania non hanno immediatamente diritto alle previdenze sociali tedesche.  Pochi mesi dopo, al ministra Nahles ha presentato la sua proposta. Perfetta sincronizzazione,  si direbbe.

La Merkel, il 19 settembre, aveva riconosciuto di “aver commesso errori”  nella sua politica di accoglienza degli immigrati; un occhio ai sondaggi, ha visto che doveva fare  qualcosa contro gli stranieri, per far contenta la  CSU bavarese e  i cittadini tentati di votare AfD:  ha escogitato questo attacco ai cittadini UE.  Ha riscosso immediatamente il favore dei comuni ( sui quali grava questo tipo di welfare, che loro valutano in 800 milioni di euro). Ha funzionato: nel ‘barometro ARD’ pubblicato il  6 ottobre la cancelliera è risaluta di 9 punti, diconsi nove, e adesso è al 54%.

Uno potrebbe credere che maree di europei si siano dirette in Germania per godere delle ricche previdenze sociali senza far nulla: polacchi e bulgari, greci e romeni e italiani…ora, secondo il ministero federale del lavoro  i cittadini UE che vivono in Germania sono 4  milioni (4.013.179),  di questi, che ricevono un aiuto sociale a spese dei tedeschi sono 34 mila, ossia lo 0,85% del totale. Continua a leggere

Viaggio nel paradiso degli econazisti

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Il movimento degli artamani, i “protettori della zolla”, nacque nel 1926. Si isolavano nelle campagne per costituire un’élite ultranazionalista e antisemita. Dagli anni Novanta sono tornati. Nell’indifferenza della società e della politica

Fonte: http://www.repubblica.it/venerdi/reportage/2016/10/13/news/educazione_hitleriana_viaggio_nel_paradiso_degli_econazi-149673676/

REPORTAGE

Ai bambini è vietato usare parole inglesi. I genitori praticano il ritorno alla terra e l’odio xenofobo. In Germania sono tornati i “protettori della zolla” che tirarono la volata al Führer. Siamo andati a vedere

dalla nostra inviata Tonia Mastrobuoni

KOPPELOW (Germania). Nessuno è benvenuto, nel regno degli econazisti. Dimenticate gli skinhead col bomber o gli hooligan con le svastiche tatuate sul petto. Siamo a Koppelow, nell’idilliaca “Svizzera del Meclemburgo”, nel laboratorio di un esperimento che fa paura. Qui i nazisti fondarono nel 1926 il movimento degli artamani, dei “protettori della zolla”. L’obiettivo era creare un’élite in piena campagna, isolarsi dalla liberale Repubblica di Weimar rendendosi autosufficienti, costruire un’élite völkisch, germanica e antisemita, cacciare i lavoratori polacchi. Prepararsi al Terzo Reich. Ne facevano parte gerarchi delle SS del calibro di Heinrich Himmler o il futuro comandante di Auschwitz Rudolf Höss.

Vent’anni fa, gli artamani sono tornati. Con ambizioni simili. Allora Huwald Fröhlich, tagliaboschi e produttore bio, scrisse varie lettere su riviste di estrema destra come Opposition für Deutschland, invitando i camerati a raggiungerlo nel luogo simbolo dell’avanguardia bruna. Con lui arrivarono il fabbro Jan Krauter, che vende coltelli e rune di ferro, e la rilegatrice Irmgard, sul cui sito web campeggia il Signore degli anelli di Tolkien, mito intramontabile dell’estrema destra. Continua a leggere

Perché Bob Dylan non doveva vincere il Nobel

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Risultati immagini per bob dylanTorna l’equivoco del cantautore poeta, che in Italia conosciamo benissimo. Non avevamo bisogno del Nobel per sapere che Dylan era un artista immenso. E il Nobel premiando Dylan mostra solo una cosa: è finito

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Quando Dario Fo difendeva ​gli assassini del rogo di Primavalle

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di Giuseppe De Lorenzo

Dall’attacco al commissario Calabresi alla difesa degli assassini (rossi) dei fratelli Mattei, arsi vivi a Primavalle. Ecco le battaglie politiche di Dario Fo

Dario Fo non fu soltanto un artista. Fu un Nobel nello schierarsi politicamente, sempre all’estremo.

 E infatti passò dalla Repubblica di Salò al Soccorso Militante Rosso. Il passo non è breve, ma lui lo fece. L’importante infatti era piacere, salire sul carro giusto. Tanto che quando divenne un idolo della sinistra (estrema) appoggiò campagne politiche che definire erronee sarebbe troppo delicato.

Le battaglie politiche di Dario Fo

Il 16 aprile 1973 i militanti di Potere Operaio incendiarono la casa di Mario Mattei, esponente del Msi, e uccisero i figli Virgilio e Stefano di 22 e 8 anni. Franca Rame e Dario Fo si schierarono in difesa di Achille Lollo, condannato a 18 anni di reclusione per incendio doloso e omicidio colposo come autore di quello che passerà alla cronache come il rogo di Primavalle. Come scrive oggi Aldo Cazzullo sul Corriere, Fo spalleggiò non “una vittima della repressione”, ma “il carnefice dei fratelli Mattei arsi vivi a Primavalle”.

Per Achille Lollo, Franca Rame organizzò una raccolta fondi “per farlo sentire meno solo”. “Ho provato dolore e umiliazione – scrisse la moglie di Fo – nel vedere gente che mente, senza rispetto dei propri morti”, affermando che a provocare la morte dei due bambini di Primavalle fossero stati gli stessi “fascisti”. Al suo fianco c’era sempre il marito drammaturgo e premio Nobel: insieme fecero parte dell’associazione Soccorso Militante Rosso creata appositamente per sostenere i compagni accusati di omicidio e altri reati. Continua a leggere

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