di Maurizio Blondet

Fonte: Maurizio Blondet
Grida, sdegni, alti lai dei media italioti per la supposta intenzione del governo britannico, dopo il Brexit, di “schedare” i lavoratori stranieri, di “ridurne il numero”, di “togliere agli studenti esteri le borse di studio” (tutte cose smentite da Londra), insomma di mancare di senso di solidarietà europea, di voltare le spalle alla civiltà. Un mese prima, nobile rabbia, collera civilissima, alto sdegno per il referendum del Canton Ticino “per fermare i frontalieri”. Il ministro Gentiloni è arrivato a minacciare sanzioni ‘europee’ contro la Federazione Elvetica: “Nessuna discriminazione o salta l’intesa con la UE”. Repubblica: “Monito anche da Bruxelles (e ti pareva..): “La libera circolazione dei lavoratori è principio fondamentale”. Repubblica, ha allestito un servizio su “dieci anni di campagne anti-italiani in Ticino”.
Ora, non si vorrebbe disturbare i media, i giornalisti, l’opinione pubblica pronta alla nobile indignazione , il ministro Gentiloni. Solo, avvertirli che Berlino si prepara a fare esattamente la stessa cosa: discriminare i cittadini UE. Non gli extracomunitari, si badi, proprio i comunitari.
Una nuova legge, avanzata dalla ministra del lavoro, la socialdemocratica Andrea Nahles, decreta che “gli immigrati UE che vengono in Germania senza avere un impiego non avranno i benefici sociali (di disoccupazione, e Hartz IV) per cinque anni”. La ministra non si è risparmiata nemmeno una battuta che, se fosse stata pronunciata da Teresa May (o da Salvini) avrebbe suscitato convulsioni di indignazione: “Non vogliamo incoraggiare certe forme di turismo sociale”.
La ministra Nahles
Negare le provvidenze ai cittadini UE è illegale e lo è sempre stato, come hanno confermato innumerevoli sentenze della corte europea di ‘giustizia’in Lussemburgo. . Ma dobbiamo dire: “era” , perché la Germania ha chiesto un cambiamento, e la suddetta corte di “giustizia” ha subito obbedito, rovesciando le sentenze precedenti: sì, ha decretato, i cittadini UE che vanno in Germania non hanno immediatamente diritto alle previdenze sociali tedesche. Pochi mesi dopo, al ministra Nahles ha presentato la sua proposta. Perfetta sincronizzazione, si direbbe.
La Merkel, il 19 settembre, aveva riconosciuto di “aver commesso errori” nella sua politica di accoglienza degli immigrati; un occhio ai sondaggi, ha visto che doveva fare qualcosa contro gli stranieri, per far contenta la CSU bavarese e i cittadini tentati di votare AfD: ha escogitato questo attacco ai cittadini UE. Ha riscosso immediatamente il favore dei comuni ( sui quali grava questo tipo di welfare, che loro valutano in 800 milioni di euro). Ha funzionato: nel ‘barometro ARD’ pubblicato il 6 ottobre la cancelliera è risaluta di 9 punti, diconsi nove, e adesso è al 54%.
Uno potrebbe credere che maree di europei si siano dirette in Germania per godere delle ricche previdenze sociali senza far nulla: polacchi e bulgari, greci e romeni e italiani…ora, secondo il ministero federale del lavoro i cittadini UE che vivono in Germania sono 4 milioni (4.013.179), di questi, che ricevono un aiuto sociale a spese dei tedeschi sono 34 mila, ossia lo 0,85% del totale. Continua a leggere