Quando Dario Fo viene beatificato da Avvenire

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fogrilloLapresseFo_52905888.jpgSegnalazione di Gianni Toffali

​Il premio Nobel per la Letteratura Dario Fo è morto all’ospedale Sacco di Milano, dove era ricoverato da un paio di settimane. I familiari di Fo, 90 anni compiuti il 24 marzo, erano stati avvisati dai medici dell’aggravarsi delle sue condizioni di salute nelle ultime ore.

Domani (oggi per chi legge) alle 12 sarà allestita la camera ardente al Piccolo Teatro Strehler di Milano.

LE INTERVISTE AD AVVENIRE «Papa Francesco su migranti e dignità umano è stato rivoluzionario» (5/01/2015) I «Diamo tempo ai Cinque Stelle» (8/09/16)

“Con Dario Fo l’Italia perde uno dei grandi protagonisti del teatro, della cultura, della vita civile del nostro Paese”, ha dichiarato il premier Matteo Renzi. “La sua satira, la ricerca, il lavoro sulla scena, la sua poliedrica attività artistica restano l’eredità di un grande italiano nel mondo”. L’autore di “Mistero buffo” aveva vinto il Nobel nel 1997. Tre anni fa era mancata la moglie Franca Rame, con la quale aveva condiviso carriera artistica e passioni politiche.

>>> Addio a Dario Fo, Nobel anomalo
di Alessandro Zaccuri

CONTINUA SU: http://www.avvenire.it/Cultura/Pagine/morto-dario-fo-.aspx Continua a leggere

La vera storia di Dario Fo nella Repubblica Sociale Italiana

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TROPPO CLAMORE PER UN ARTISTA BLASFEMO CHE SI E’ SCHIERATO CON IL POLITICAMENTE CORRETTO ED E’ STATO RICOMPENSATO CON UNA BRILLANTE CARRIERA E PERSINO CON UN NOBEL. NESSUNO HA RICORDATO CHE IERI, 13 OTTOBRE 2016, ERA IL 99ESIMO ANNIVERSARIO DEL MIRACOLO DEL SOLE, VISTO DA OLTRE 70MILA PERSONE, AVVENUTO IN PORTOGALLO, A FATIMA. VIRGO GLORIOSA ORA PRO NOBIS!

di Giuseppe Parente

(G.p) Dario Fo è andato oltre. Il grande attore, il sommo drammaturgo, il regista, lo scenografo, lo scrittore, il pittore, finanche l’impresario. L’uomo di sinistra controcorrente e fuori dal coro, il militante politico senza bandiere di partito. Con la moglie Franca Rame fu tra i principali esponenti di Soccorso Rosso Militante.Una vita a farsi beffe del potere, premio Nobel per la letteratura nel 1997. Un premio che fece infuriare tanto gli intellettuali italiani.
Morto a 90 anni e sette mesi per problemi di natura polmonare. Era ricoverato da 12 giorni all’ospedale Sacco di Milano.
Nato a Sangiano il 24 marzo del 1926, da Felice Fo e Pina Rota da famiglia intellettualmente vivace. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, a seguito della chiamata alle armi della neonata Repubblica Sociale Italiana si arruola giovanissimo volontario nelle file dell’esercito repubblichino, prima nel ruolo di addetto alla contraerea di Varese e poi come paracadutista nelle file del Battaglione Azzurro.
La scoperta di questa militanza nelle file della Repubblica Sociale Italiana emerse, per la prima volta, negli anni settanta, scatenando polemiche, querele e processi da parte di Dario Fo che si trascinarono per anni.
Solo in seguito Dario Fo ammetterà e parlerà di questa parentesi, affermando anche che si era arruolato volontario nell’unico esercito esistente, in quanto italiano e non in quanto fascista, solo per non essere deportato in Germania.
Del passato repubblichino di Dario Fo, ci parla con maggiore doviziosa di particolare la collega Ercolina Milanesi con un interessante video che pubblichiamo volentieri.

VIDEO NEL LINK ORIGINALE:

Fonte: http://www.fascinazione.info/2016/10/la-vera-storia-di-dario-fo-nella.html?m=1 Continua a leggere

Lo Zdk invita i cattolici tedeschi ad andare in moschea

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Segnalazione Corrispondenza Romana

moschea-tedesca

Poche idee e confuse: è questa l’impressione che si ricava, leggendo l’ultimo comunicato dello Zdk, il Comitato Centrale dei cattolici tedeschi, tanto meno rappresentativo quanto più progressista, secondo un criterio inversamente proporzionale.

Per il prossimo 3 ottobre in Germania è stata indetta la «Giornata della moschea aperta», una sorta di “open day” collettivo traslato dalle strategie commerciali in ambito confessionale. Lo Zdk è euforico all’idea, invita tutti ad andarci e vede in ciò esclusivamente un’occasione «di informazione e di incontro». Ed incalza: «Rivolgiamo un appello: i cristiani hanno bisogno delle conoscenze basilari sull’islam».

Eppure pare vero esattamente l’opposto: se nel 1950 circa il 50% dei cattolici tedeschi la domenica andava a Messa, secondo un sondaggio dell’Istituto demoscopico Allensbach oggi è praticante solo l’8% dei fedeli della Germania che fu “occidentale” ed il 17% di quella che fu “orientale”. La loro età media è di 60 anni.  I protestanti son messi anche peggio. Il Cristianesimo, qui, pare destinato ben presto a diventare minoranza.

In un contesto di questo tipo pare del tutto evidente come la priorità per un cattolico tedesco non sia affatto quella di conoscere le basi dell’islamismo, bensì l’abc della propria fede, l’unica vera, benché ormai ampiamente dimenticata, quando non colpevolmente ignorata. La priorità sta nel mandar bene in testa quanto scritto dal beato Pio IX, che nell’enciclica Singolari quidam del 17 marzo 1856 affermò: «Nella Chiesa Cattolica, per il fatto che essa conserva il vero culto, vi è il santuario inviolabile della fede stessa ed il Tempio di Dio, fuori del Quale non si può sperare né la vita, né la salvezza». Concetto, ribadito anche da Pio XII nella Lettera al Sant’Officio dell’8 novembre 1949, ove si legge: «Ora, tra le cose che la Chiesa ha sempre predicate e che non cesserà mai dall’insegnare, vi è pure questa infallibile dichiarazione che dice: non vi è salvezza fuori della Chiesa». Queste son le cose da riprendere in mano, altro che Corano! Continua a leggere

Presepi di Terra Santa

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img_3841-1024x1024Segnalazione del Centro Studi Federici

Anche quest’anno il Centro studi Davide Albertario, in occasione del s. Natale, organizza la vendita di presepi ed oggetti decorativi in legno di ulivo e madreperla realizzati dagli artigiani cristiani in Terra Santa. 
 
Saranno presenti alla giornata per la regalità sociale di Modena il 15/10, al XV Convegno albertariano a Milano il 12/11, ed in alcuni oratori dell’Istituto Mater Boni Consilii. Li potete anche ordinare online (nei limiti degli stock disponibili), mandandoci una mail (info@davidealbertario.it)
 
Acquistando questi presepi contribuite al sostentamento delle comunità cristiane perseguitate poichè i proventi della vendita vanno ad esse.
Ci sarà anche una sorpresa di artigianato napoletano che vi sveleremo a Modena….
 
Al link una galleria di foto con alcuni dei pezzi disponibili:
 
Giornata di Modena del 15 ottobre 2016:
 
Convegno albertariano di Milano del 12 novembre 2016:

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Russia, missili puntati sull’Europa e pane razionato a S. Pietroburgo: Mosca ribolle, con l’Occidente è escalation di tensione

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Russia, missili puntati sull’Europa e pane razionato a S. Pietroburgo: Mosca ribolle, con l’Occidente è escalation di tensioneSegnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

Peggiora il clima tra i due “blocchi” dopo il fallimento della tregua negoziata in Siria con Washington. Putin annulla l’incontro con il presidente francese Hollande e trova un accordo con Damasco per l’ampliamento della base navale militare di Tartus. Il Cremlino: “Parenti dei funzionari tornino in patria”

“I residenti di San Pietroburgo riceveranno razioni di 300 grammi di pane al giorno in caso di guerra“. L’annuncio del governatore della città, Georgy Poltavchenko, ha confermato come le tensioni tra la Russia e le potenze occidentali – cominciate due anni e mezzo fa con la rivoluzione dell’Ucraina e la conseguente invasione della Crimea – stiano aumentando, in particolare a causa delle divergenze sulla guerra civile in Siria. Una escalation della tensione si è verificata negli ultimi giorni tra esercitazioni militari, un incontro diplomatico cancellato tra il presidente Putin e l’omologo francese Hollande, missili nucleari schierati nell’enclave russa di Kaliningrad, tra Lituania e Polonia, in direzione dell’Europa.

Mosca sposta missili nucleari a Kaliningrad – Diversi Iskander-M sono stati posizionati nella enclave baltica della Russia, puntati sull’Europa, e nell’area sono stati effettuati diversi voli dei bombardieri russi. A comunicare la notizia è stato lo stessoministero della Difesa sostenendo, però, che la manovra rientra in “esercitazioni di routine” che prevedono l’uso di tali missili. “Queste unità missilistiche sono state schierate più di una volta (nella regione di Kaliningrad) e lo saranno ancora come parte di una esercitazione militare delle forze armate russe”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa, Igor Konashenkov. Il generale ha inoltre affermato che uno dei missili è stato “volutamente esposto alla vista di un satellite spia americano”. Continua a leggere

Le parrocchie romane “tradiscono” Bergoglio: profughi poco accolti

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Risultati immagini per No accoglienza businessSegnalazione di Raimondo Gatto

Solo dietro pressioni del Vaticano si è saliti in pochi giorni da una a due su dieci concretamente impegnate nell’aiuto

Roma – L’appello di Jorge Bergoglio ad accogliere i profughi nelle parrocchie viene definito da alcuni sacerdoti romani un «cambiamento epocale» che implica una rivoluzione di mentalità tra parroci e fedeli.
Forse il tempo è ancora poco, forse la Chiesa non è ancora pronta, forse le condizioni economiche e sociali non aiutano. Fatto sta che dopo quasi un mese, l’invito di Bergoglio («Ogni parrocchia accolga una famiglia di profughi») sembra essere caduto nel vuoto.

Almeno per quanto riguarda la diocesi di Roma. Al 21 settembre, infatti, erano appena 34 le parrocchie che avevano dato la loro disponibilità ad ospitare immigrati. Un numero ben al di sotto delle aspettative, visto che le parrocchie della Capitale sono 334 e quindi parere positivo era arrivato da una parrocchia su dieci. A queste si andavano ad aggiungere nove istituti religiosi, tra seminari
e conventi. Il pressing della diocesi, nel timore di un flop che a Roma sarebbe fortemente simbolico, ha fatto sì che nel giro di pochi giorni altre parrocchie abbiano dato la loro disponibilità all’accoglienza. Il numero è salito a 70, una parrocchia ogni cinque, sicuramente al di sotto delle aspettative del Papa che ha invitato i sacerdoti a superare le paure e a non restare chiusi. Continua a leggere

Tasse al 17%, Pil e investimenti in crescita. La Gran Bretagna post Brexit vola

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thinkstockphotos-526561176E’ presto per fare bilanci, ma gli indicatori sono tutti positivi

Fare bilanci di sorta a soli tre mesi di distanza dal referendum popolare che ha decretato l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea può essere esercizio sterile; è passato troppo poco tempo, i dati riflettono dinamiche anche precedenti al voto e in ogni caso i britannici non hanno ancora attivato l’articolo 50 del trattato di Lisbona (quello che fa effettivamente partire il processo di uscita), e secondo alcuni osservatori politici probabilmente mai lo faranno realmente. Tuttavia non si può ignorare il fatto che le previsioni catastrofiste, che raccontavano di un immediato crollo dell’economia d’Oltremanica, si stiano dimostrando clamorosamente sbagliate. Perchè in futuro le cose potrebbero cambiare, ma al momento l’economia britannica naviga tutt’altro che in cattive acque.

NUMERI – Partiamo dagli indicatori economici più immediati: come già scritto gli investimenti esteri suolo di Sua Maestà sono aumentati dell’11% nell’ultimo anno. Si aggiunga che le vendite al dettaglio sono cresciute dell’1,4% a luglio (che vuol dire + 5,9% su base annua, numeri da boom economico), che le richieste di sussidio di disoccupazione sono scese di 8.600 unità, che la fiducia dei consumatori è aumentata del 5% nei mesi estivi, che l’indice dei direttori acquisiti (l’indice composito dell’attività manifatturiera di un Paese) è ai massimi da vent’anni a questa parte, che la Borsa di Londra è cresciuta del 10% dopo lo scivolone di giugno e che anche la sterlina è in forte recupero. Lo scorso 17 agosto, inoltre, l’agenzia di rating Moody’s (che prima del referendum aveva vaticinato revisioni al ribasso in caso di Brexit) ha scritto di non attendersi alcuna recessione, prevedendo anzi una crescita dell’1,5% quest’anno e dell’1,2% il prossimo anno, in entrambi i casi più di qualunque altro partner europeo.

DISOCCUPAZIONE – Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 4,9% nei tre mesi a luglio come atteso. Si tratta del livello più basso da agosto-ottobre 2005. Nei tre mesi a luglio, il totale dei disoccupati è risultato essere pari a 1,63 mln di unità (-39 mila rispetto al trimestre precedente e -190 mila rispetto allo stesso trimestre del 2015). Nello stesso periodo il numero degli occupati si è attestato a 31,77 mln di unità, salendo di 174 mila unità su trimestre e di 559 mila unità su anno.

Infine, il tasso di crescita dei salari medi (esclusi i bonus) ha mostrato una variazione positiva del 2,1%, dal 2,3% del trimestre precedente e contro il 2,2% atteso. Includendo i bonus si è registrato invece un incremento del 2,3%, rispetto al 2,5% precedente ed al 2,1% del consensus.

TASSE AL 17% – Subito dopo l’esito del referendum pro-Brexit, l’ex cancelliere Osborne aveva annunciato l’intenzione di abbassare la percentuale di tassazione alle imprese al 15% per mitigare l’effetto dell’addio all’Unione europea. Al momento la Gran Bretagna ha una corporate tax del 20%, che secondo il programma dovrebbe diminuire al 19% nell’aprile 2017, fino a scendere al 17% entro il 2020. Lo ha confermato Philip Hammond, Cancelliere allo scacchiere di Sua Maestà, durante il vertice Ecofin con i suoi colleghi europei.

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Con la migrazione forzata George Soros farà una strage di europei

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di Sam Gerrans

Con la migrazione forzata George Soros farà una strage di europei

Fonte: Comedonchisciotte

Il filantropo George Soros ha recentemente pubblicato una lettera sul Wall Street Journal dal titolo ‘Perché sto investendo 500 milioni di dollari sui migranti’. In questo articolo, vorrei fare un distinguo e, da quella lettera, cercherei di separazione cosa pensa veramente Soros e cosa invece ci sta direndo.

La lettera di Soros  comicia così: “Il mondo è stato sconvolto da un’ondata di migrazioni forzate. Decine di milioni di persone sono in movimento, stanno scappando dai loro paesi d’origine in cerca di una vita migliore, all’estero. Alcuni scappano da una guerra civile o da un regime oppressivo; altri sono costretti a fuggire da una povertà estrema, attirati dalla possibilità di guadagnare qualcosa di più per se stessi e  per le loro famiglie. “

E’ proprio vero. E a Soros dovrebbero averglielo detto quelli del suo think tank  che è parecchio coinvolto con questa “migrazione forzata”, dato che se non ha dato – de facto – il via a questo esodo, almeno l’ha facilitato e, secondo Viktor Orban, primo ministro dell’Ungheria (quello che ha indetto un referendum per decidere se accettare le quote migranti, richieste dalla UE), come  ha citato Bloomberg: “Probabilmente il suo nome è il  miglior esempio di chi appoggia tutto ciò che può indebolire gli stati nazionali e che sostiene tutto ciò che può cambiare lo stile di vita tradizionale degli europei […] Questi attivisti che appoggiano gli immigrati, senza volerlo,  diventano parte di una rete di contrabbando-umano internazionale”.   Questi attivisti sono al  centro di quella rete.

Soros continua: “Il nostro fallimento collettivo nello sviluppare e mettere in pratica politiche efficaci per gestire l’aumento del flusso ha contribuito notevolmente alla miseria umana e alla instabilità politica, sia nei paesi da cui le persone sono in fuga che nei paesi che li ospitano, volenti o nolenti. I migranti sono spesso costretti ad una vita di disperazione e di inattività, mentre i paesi ospitanti non sono capaci di trarre i benefici che potrebbe portare l’ integrazione di questi migranti “.

Migrants from the Middle East and Asia walk on their way to Hungary in Belgrade, Serbia, July 22, 2016. © Marko Djurica

Non una cura ma un veleno”:  Il  PM ungherese dice che il suo paese non ha bisogno di nessun immigrato.

Ho già accennato a qualcuna delle peculiarità psicologiche di Soros; come i suoi modi narcisisti quando sembra assumere un tono regale e dice “noi”.  Atteggiamento che stabilisce bene le distanze quando parla de “Il nostro fallimento collettivo nello sviluppare e attuare politiche efficaci”. Se vuol farci credere che parla come governo, dobbiamo ricordarci che Soros non è mai stato eletto in nessuna nazione.

Ma questo non gli impedisce, tuttavia, di immischiarsi nei nostri affari interni e dare il proprio sostegno a insurrezioni, come le cosiddette rivoluzioni colorate,  in Georgia e Ucraina, o alimentare il caos con il  BLM negli Stati Uniti.

Come si sa ha anche attaccato la sterlina inglese, guadagnandoci un miliardo di dollari.

Soros vuole far sentire il lettore dalla sua parte usando il  “noi”. Ma NOI non siamo inclusi (nel suo mondo);stiamo semplicemente ascoltando quello che ci dice dovrà succedere.

Poi scrive dei “benefici provati  che potrebbe portare una maggior integrazione”. Questo è quasi un enigma di retorica; lui ed i suoi avvocati si aspettano – non senza ragione – che la maggior parte dei lettori interpreteranno, secondo le proprie ragioni, quello che viene scritto. Parla di prova, ma non dà nessuna prova di quello che dice – e questa è una grave omissione,  visto che ci si aspetta che tutto il nostro futuro culturale ed economico si basi sulle sue sole affermazioni.

Molti paesi, tra cui il Giappone, la Cina, UAE, Israele e Singapore, sono estremamente attenti nel concedere la cittadinanza. Se i benefici di cui parla Soros fossero “provati”, sicuramente, anche questi paesi sarebbero dalla sua parte.

Per continuare: “I governi devono svolgere un ruolo di primo piano nell’affrontare questa crisi creando e sostenendo una adeguata infrastruttura fisica e sociale per migranti e rifugiati. Ma è essenziale usare anchetutta la forza del settore privato.

Riconoscendo queste parole, l’amministrazione Obama ha recentemente lanciato una “call to action”, per chiedere alle imprese USA di svolgere un ruolo maggiore nel far fronte alle sfide messe in atto dalla migrazione forzata. Oggi, i leader del settore privato si stanno coordinando alle Nazioni Unite ad assumereimpegni concreti ed aiutare a risolvere il problema “.

Soros, naturalmente, non diventa rosso nemmeno quando ci viene a dire “cosa devono fare” i nostri governi.

Il termine“migrazione forzata” è un gancio mentale molto intelligente. Possiamo essere certi che qualcuno ci ha lavorato per ore e ore, scartando tante alternative, meno valide. La forza di queste parole sta nel fatto che esprimono sia l’impotenza di fronte ad una forza esterna inarrestabile, sia le sue inevitabili conseguenze – mentre allo stesso tempo trascurano le cause.

Se qualcuno volesse ricordare le cause sono : gli attacchi USA e Nato contro paesi che non hanno fatto loro nessun male; l’invito esplicito di Angela Merkel fatto al terzo mondo per trasferirsi in Europa; tutto il materiale e il supporto informativo diffuso delle organizzazioni finanziate da Soros.

Soros continua: “”In risposta, ho deciso di stanziare 500 milioni di dollari per investimenti che si rivolgono specificamente alle esigenze dei migranti, dei rifugiati e delle comunità ospitanti. Investirò in start-up, in società consolidate, in iniziative ad impatto-sociale e in imprese fondate dagli stessi migranti e rifugiati. Anche se la mia preoccupazione principale è dare aiuto a migranti e rifugiati che arrivano in Europa, cercherò buone idee di investimento che porteranno benefici ai migranti in tutto il mondo. “

Ecco la traduzione:  “Ora che l’afflusso continua di immigrati è una cosa sicura, ho intenzione di investire 500 milioni dei miei dollari per rendere questo processo inarrestabile, senza fine e per fare in modo che si auto-finanzi, in modo che io ci possa fare anche un sacco di soldi. E dato che le parole che uso sono piene di pietà, nessuno potrà nemmeno avere da ridire su quello che faccio”.

Per tornare alla lettera di Soros: “ Questo mio impegno di equità  voluto nell’investimento andrà ad integrare i contributi filantropici che le mie fondazioni hanno già  dedicato alla migrazione forzata, un problema sul quale abbiamo lavorato a livello mondiale per decenni e al quale abbiamo dedicato notevoli risorse finanziarie”

Basta togliere dal contesto la parola “filantropia ‘(cosa che non significa – a livello di élite – la stessa cosa che voi pensate che dovrebbe significare) per rendersi conto che dedicare significa  rendere più facile  per Soros, e solo così si capirà correttamente il significato di questa frase; questa è una attenta dichiarazione politica preparata con cura artigianale.

Continua : “Cercheremo di fare investimenti in una vari settori, tra cui nella tecnologia digitale, che sembra un campo molto promettente per trovare soluzioni ai problemi specifici che spesso devono affrontare le persone che ricominciano una vita altrove. Migliorie in questo settore possono aiutare  le persone ad accedere in modo più efficiente ai servizi governativi,  legali, finanziari e di salute. Imprese private stanno già investendo miliardi di dollari per sviluppare nuovi servizi per le comunità non-migranti.

Questo è il motivo per cui il denaro adesso passa  istantaneamente da un portafoglio-mobile ad un altro, come succede con i tassisti che trovano clienti solo con un cellulare o con un medico in Nord America,  che può visitare un paziente in Africa in tempo reale. Personalizzare ed estendere queste innovazioni per servire i migranti contribuirà a migliorare la qualità della vita di milioni  di persone in tutto il mondo. 

Tutti gli investimenti che facciamo saranno di proprietà delle mie organizzazioni senza scopo di lucro e questi investimenti sono destinati ad avere successo, perché così io voglio dimostrare come il capitale privato può svolgere un ruolo costruttivo nell’aiutare i migranti e tutti gli utili  ricavati da queste operazioni, andranno a finanziare i programmi delle Open Society Foundations,  compresi gli utili dei programmi di cui beneficieranno migranti e rifugiati “.

Così, chi vuole, potrà collegarsi al sistema che voi e le vostre famiglie pagherete per tutta la vita e potrà accedere ai più importanti canali programmati d Soros, senza niente più di un telefono cellulare. Nel frattempo, Soros continuerà a riempirsi le tasche di tutti quei soldi che potranno rastrellare le sue stesse organizzazioni che faranno anche in modo che il flusso di migranti non si fermerà mai.

Soros continua a vantarsi: “Da campioni da sempre della società civile, noi continueremo a concentrarci e fare in modo che i nostri investimenti portino veramente a prodotti e servizi di cui potranno beneficiare i migranti e le comunità di accoglienza”

Non so cosa voglia dire Soros quando parla di  ‘società civile’, ma io vorrei focalizzarmi sul a suo uso del termine ‘beneficio’ : beneficio per chi? Secondo il metro di George Soros ? – di un uomo che usa destabilizzare Stati sovrani come parte del suo modus operandi?

Soros conclude:  “Lavoreremo a stretto contatto con organizzazioni quali l’Ufficio dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati e l’International Rescue Committee,  per stabilire le linee guida che seguiranno i nostri investimenti. Il nostro obiettivo è quello di sfruttare, per il bene pubblico, tutte le innovazioni che solo il settore privato può fornire.

Spero che il mio impegno ispirerà altri investitori a perseguire la stessa missione. “

Per dirla in parole più chiare: “Quello che volevo fare io l’ho già fatto, e adesso tutti voi – pesci piccoli sempre più in basso nella catena alimentare – vi potete ancora  guadagnare  qualche bel dollarone, se raccoglierete le briciole di quello che resterà dopo la svendita dei vostri paesi, perché se quest’affare non fosse una cosa sicura per me, io certamente non mi ci sarei mai messo. “

Questa è pulizia culturale-e-etnica in salsa-business; è l’usurpazione de facto dello Stato-nazione come costrutto sociale dei popoli europei,  come atto di una guerra a tutto campo – una guerra progettata per distruggere gli stati ricchi di petrolio e tutti gli stati che non hanno una banca centrale e, allo stesso tempo, per far collassare gli Stati sovrani.

Comunque, il motivo di questo articolo non era parlare di immigrazione di massa – anche se con l’inevitabile  e probabile annientamento della classe media nei “paesi ospitanti” scelti da Soros ‘non ci sarà più nessun posto dove potranno andare i veri rifugiati; il fatto è che abbiamo tante di quelle tasse che resteremo senza nemmeno una foglia di fico per coprirci,  fino  quando uomini come Soros possono apertamente inventare e dettare la politica (ai governanti).

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“Mafiosi a Verona la festa è finita!” – Parla Salvatore Borsellino

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Stasera in Sala Lucchi a Verona, una delegazione di “Christus Rex” parteciperà all’incontro organizzato da Verona Pulita con l’amico Mario Spezia, già ospiti a “Traditio” nei mesi scorsi, in cui il fratello del magistrato Paolo Borsellino, assassinato dalla Mafia, terrà una conferenza/dibattito. Il problema delle infiltrazioni mafiose è sentito anche al Nord ed in particolare in Veneto. A verona, negli ultimi anni, sappiamo quanto si sia palesato, con ben 10 interdittive ad aziende considerate come contigue alle associazioni criminali.

Salvatore Borsellino (fratello del giudice Paolo) stasera a Verona ore 21.00

 Sala Lucchi, Piazzale Olimpia (VR)

Verona – 6 ottobre 2016 – Dalla terribile Strage di Via d’Amelio, in cui il 19 luglio 1992 perse l’amatissimo fratello Paolo, alle infiltrazioni mafiose nella Provincia di Verona. Salvatore Borsellino, fratello del giudice antimafia siciliano, sarà a Verona domani venerdì 7 ottobre alle 21 in Sala Lucchi, piazzale Olimpia, per un incontro gratuito e aperto a tutti.

Borsellino, di professione ingegnere, incontrerà il fondatore di Verona Pulita Michele Croce, che sulla mafia e sulle infiltrazioni mafiose ha condotto una battaglia dura e senza sconti. Con loro Mario Spezia, dei “Cittadini contro le mafie e la corruzione”.

Salvatore Borsellino è il fondatore di 19luglio1992, un movimento antimafia nazionale che si è battuto per la verità e la giustizia sulle stragi mafiose e si è sempre schierato a fianco dei magistrati antimafia impegnati in processi delicatissimi, come quello sulla “Trattativa Stato-Mafia”.

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“Verona ai Veronesi”: corteo a Legnago contro l’ “ACCOGLIENZA-BUSINESS!”

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Il Comitato civico “Difesa Bassa Veronese” con “Verona ai Veronesi”, dopo il successo di Pescantina (VR) della scorsa settimana, porterà in corteo la protesta della gente nei confronti dell’ “accoglienza-business” e a difesa del Bene Comune. Come a Pescantina, aderisce una delegazione di “Christus Rex”.

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