Moscovici: “Se vincono i nazionalisti tornerà la guerra in Europa”

Condividi su:

Il commissario torna all’attacco in vista delle elezioni Ue: “Bisogna sconfiggere i nazionalisti o l’Europa morirà”

Moscovici torna all’attacco. E mette nuovamente nel mirino i “populisti” e i “nazionalisti”.

 

Non fa nomi, il Commissario Ue. Ma non è difficile immaginare a chi siano indirizzate le dichiarazioni contenute nel suo discorso al Centre for European Reform. E dopo aver immaginato dei tanti “piccoli Mussolini” che si aggirano per il Vecchio Continente, ora arriva addiruttira a parlare del rischio di un nuovo conflitto intra-europeo.

Continua a leggere

Patto Onu renderebbe impossibile espellere i clandestini

Condividi su:

Vi spieghiamo perché il “Global Compact for Safe, Orderly and Regular Migration” (GCM), ovvero il primo trattato mondiale sponsorizzato dall’Onu, di fatto elimini le frontiere.

Per questo Stati Uniti, Ungheria, Austria, Croazia, Cechia, Slovacchia e altri Paesi hanno deciso di non firmarlo: troppo evidenti i rischi che i governi perdano il controllo delle proprie frontiere.

L’obiezione che fanno i favorevoli è che il trattato sarebbe “non vincolante”: ma allora non si capisce perché firmare qualcosa che non serve a nulla. Invece serve, a liberalizzare l’immigrazione. Dando il colpo definitivo alla nostra sovranità nazionale.

Continua a leggere

Violenza e retorica sulle donne

Condividi su:

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

A che servono le manifestazioni, le assordanti campagne, le facce dipinte e le giornate mondiali contro la violenza subita dalle donne? A giudicare dai risultati non servono a nulla. Da anni c’è un crescendo di mobilitazione femminista, di attenzione mediatica straordinaria, di leggi speciali contro il sessismo maschilista e la violenza alle donne, c’è perfino l’aggravante del femminicidio rispetto a un “semplice” assassinio. E da anni non diminuiscono anzi sembrano aggravarsi i crimini commessi contro le donne. Qualcuno dirà che oggi si denunciano le violenze alle donne mentre ieri no, e per questo sembrano in crescita. Ma il discorso crolla se si fa riferimento agli assassini di donne, che erano ovviamente registrati ieri come oggi e non sono certo diminuiti con gli anni, anzi. L’incertezza e la fragilità del ruolo maschile, l’autonomia e l’emancipazione femminile, innescano nelle menti più deboli reazioni folli, solitamente omicide ma anche suicide, che in una società “maschilista” erano meno frequenti.

Continua a leggere

Gilet gialli. La marcia su Parigi

Condividi su:

“Giubbotti gialli! Il 24, tutta la Francia a Parigi! Il movimento del Giubbotti Gialli non si è esaurito il 17 scorso.  Diverse migliaia sono rimasti sui rondò, qua e là, bloccandoli.  La parola d’ordine è il raduno di massa a Parigi per sabato 24.  Non so se sia un’impressione a distanza, ma l’incalzare delle notizie ha un andamento ,  se …

Leggi tutto.

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/gilet-gialli-la-marcia-su-parigi-i-preparativi/

Black Friday, a Milano arrivano gli sconti persino sui funerali

Condividi su:

 

“Acquista oggi e muori quando vuoi” è lo slogan promozionale lanciato da un’impresa di pompe funebri

L’Outlet del funerale di Cologno Monzese – ha lanciato una promozione davvero unica: sconti del 20 per cento sul pacchetto deluxe.

FONTE: https://www.maurizioblondet.it/black-friday-a-milano-arrivano-gli-sconti-persino-sui-funerali/

 

Quando non c’è bisogno delle mafie. 1 miliardo di appalti

Condividi su:

Friuli, imprese più abili delle mafie. Appalti truccati per 1 miliardo di €Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Cronache

Ma quale concorrenza, quale libero mercato!? “Tutti i grandi e medi appalti sono truccati”. E’ l’operazione “Grande Tagliamento”, una mega inchiesta sui lavori pubblici che ieri mattina ha messo a segno una miriade di perquisizioni in tutta Italia per spiegare come un miliardo di euro di lavori vengano spartiti a tavolino fra imprese.

Continua a leggere

È sempre colpa del nazionalismo

Condividi su:

di Marcello Veneziani

Ma davvero volete farci credere che il guaio principale del nostro tempo, in Italia, in Europa e nel mondo, sia il nazionalismo? Dalla Merkel a Macron, da Soros a Mattarella, dal Collettivo Media e Intellettuali Uniformati fino ai cantanti e perfino gli astrofisici, tutti additano il nazionalismo come il male principale da debellare, anzi la causa di tutti i mali presenti. L’astrofisico Rovelli ha scoperto nel nazionalismo un buco nero senza eguali nell’universo…

Prima ancora d’interrogarci sul nazionalismo, la sua esistenza e la sua consistenza, passiamo in breve rassegna le piaghe principali del momento e chiediamoci se hanno qualche relazione col nazionalismo.

Continua a leggere

Dove si nascondono i moderati

Condividi su:

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Ma che fine hanno fatto i moderati, si chiede Antonio Polito sul Corriere della sera? Già, dove si sono cacciati, ma se è per questo che fine hanno fatto i liberali, i conservatori, i cattolici in politica? Nel giro di poco tempo sono spariti, anche se in tanti pensavano che fossero la maggioranza profonda del paese. Oggi a uno sguardo di superficie, l’Italia si divide in due blocchi principali: uno largo e basso, i radical pop, e uno stretto e lungo, i radical chic.

I primi vengono definiti populisti o sovranisti, i secondi sono il residuo ideologico della sinistra, la punta avanzata di quel che resta dei progressisti. I liberali coltivano il privato, si preoccupano dell’economia come del resto si addice loro, o invocano l’Ue, si agganciano all’Europa. I cattolici sembrano estinti dal punto di vista politico, non hanno uno sbocco comune, come era ai tempi della Dc e come in fondo è stato dopo con la divaricazione in cattolici popolari, inclinanti verso il centro-destra, e cattolici dem che propendevano per il centro-sinistra.

Continua a leggere

La Francia ribolle. E adesso Macron è sotto assedio

Condividi su:

parigi macron

I gilet gialli sono a Parigi. E la capitale francese diventa il teatro di una delle proteste più violente e simboliche degli ultimi anni. La Francia profonda è arrivata nelle via della grande metropoli francese. Un mondo in rivolta, una Francia lontana anni luce da quella delle magnifiche sorti e progressive che Emmanuel Macron vorrebbe rappresentare. È un Paese impoverito, preoccupato da una crisi economica che non sembra avere fine, stanco di un presidente sempre più distante incapace di comprendere i bisogni della Francia reale. Questa Francia, già scesa per le strade di tutto il Paese nella scorsa settimana, continua la sua protesta. E adesso assedia Macron.

Gli appelli del governo a mantenere la calma non sono bastati. La marcia di avvicinamento dei gilet gialli verso la grande manifestazione parigina è stata costellata di critiche feroci, muri contro muri, ma soprattutto dalla volontà del governo francese, rappresentato dal ministro dell’Interno Christophe Castaner e dal premier Édouard Philippe, di tirare dritto. Parigi non si piega ai manifestanti: è stato quello il messaggio lanciato dai palazzi del potere. E adesso la protesta ha colpito direttamente il cuore del Paese, Parigi, con 81mila manifestanti che ancora paralizzano parti del Paese e migliaia che hanno invece preso d’assalto il centro della capitale.

Continua a leggere

1 94 95 96 97 98 99 100 576