Scritto e segnalato da Carlo di Pietro
[…] Considera come l’inferno è una prigione infelicissima piena di fuoco; in questo fuoco sono sommersi i dannati avendo un abisso di fuoco di sopra, d’intorno, di sotto. Fuoco negli occhi, fuoco nella bocca, fuoco da per tutto. Tutti poi i sensi hanno la loro propria pena. Gli occhi acciecati dal fumo e dalle tenebre, ed atterriti dalla vista degli altri dannati e dei demoni. Le orecchie odono giorno e notte continui urli, pianti, bestemmie. L’odorato è appestato dai fetori di quegli innumerevoli corpi puzzolenti. Il gusto è cruciato da ardentissima sete e da fame canina, senza poter ottenere mai una goccia d’acqua, né un tozzo di pane. Perciò quegli infelici, carcerati, arsi dalla sete, divorati dal fuoco, afflitti da tutti i tormenti, piangono, urlano, si disperano, ma non vi è, né vi sarà mai chi li sollevi o li consoli. Oh inferno, inferno, al quale alcuni non vogliono credere, se proprio non vi cadono! Che dici tu che leggi? Se ora tu dovessi morire dove andresti? Tu non hai la forza di sopportare una scintilla di candela sulla mano, e sopporterai di dover stare in un lago di fuoco, che ti divori, sconsolato ed abbandonato da tutti per tutta l’eternità?
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