Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero
Ebrei e Ghetto ebraico a Venezia
Ghetto Vecchio a San Geremia. Qui si stendeva anticamente un tratto di terreno, chiamato il getto o il ghetto, perché, come scrive il Temanza nelle illustrazioni all’Antica Pianta di Venezia, era la sede delle pubbliche fonderie, ove si gettavano le bombarde, e del magistrato presidente alle stesse. Tali fonderie esistevano fin dal secolo XIV, leggendosi in una Parte [deliberazione] del 29 maggio 1306: Cum tempore quo diminuta fuerunt salaria, fuisset diminutum salarium Nicolao Aymo qui est officialis ad Ghettum[1] ecc. Avevano cessato d’esistere però nei primordii del secolo XV, poiché nel 1458 un Gasparino De Lon, avente l’età di 50 anni, citato come testimonio in una contesa giurisdizionale fra il parroco di San Geremia, e quello dei Santi Ermagora e Fortunato, dopo aver detto che il luogo ideo vocabatur el getto quia erant ibi ultra duodecim fornaces, et ibi fundebatur aes[2], soggiunse che si ricordava d’aver veduto quelle fonderie nella sua puerizia, e che erant deputati tres domini ad eundem locum et offitium, prout sunt ad alia offitia, et erant scribanus et alii officiales, et vìvebant centum personae quodammodo ex illo offitio[3].
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