Notizie dalla Torre: conferenza su Ucraina, Omofobia o Eterofobia?, Guareschi…

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Segnalazione dell’Associazione Culturale La Torre (TN)

LA TORREIl nostro portale www.associazionelatorre.com è aggiornato quotidianamente: di seguito segnaliamo alcune delle principali notizie ed il nostro prossimo evento.
Si ricorda che l’archivio delle notizie pubblicate sul nostro sito, è accessibile al seguente collegamento:
http://www.associazionelatorre.com/category/notizie/

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IL PIANO DEL BILDERBERG PER DISTRUGGERE L’UMANITA’

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Di Redazione

ROBOCOPDI DAVE HODGES

Recentemente ho intervistato Daniel Estulin, autore di un futuro best seller: “Transevoluzione – l’imminente era della decostruzione umana”. La nuova opera di Estulin si basa per lo più su un libro bianco del Bilderberg, che gli è stato passato da un informatore. Il documento era ricco di informazioni che indicavano la fine della razza umana come la conosciamo.

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Icone russe e ucraine avrebbero iniziato a piangere

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Segnalazione di Gianni Toffali

 

orthodoxbahamasDipinti ed icone religiose stanno piangendo in Ucraina e Russia. Segno che qualcosa sta per accadere? Annunciano un disastro?

Dio ci mette in guardia contro un enorme cataclisma che potrebbe iniziare in Russia e Ucraina? Non è escluso. In entrambi i Paesi, in una decina di monasteri delle icone hanno cominciato a piangere.

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Opporsi all’ideologia omosessualista è possibile

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di Alfredo De Matteo

 

no-gay-marriageHa suscitato molto clamore la notizia che il presidente ugandese Yoweri Museveni ha firmato la legge anti gay approvata in parlamento lo scorso dicembre, malgrado le forti pressioni (leggasi minacce) internazionali ricevute.

Tale legge prevede una serie di misure preventive che possono sembrare eccessive, soprattutto agli occhi di un Occidente ormai allo sbando intellettuale, morale e culturale, come l’ergastolo per i recidivi, la denuncia obbligatoria delle persone omosessuali e il divieto di qualsiasi forma di propaganda, ma che riflettono almeno in parte il tentativo di arginare un fenomeno, quello dell’ideologia del gender, che sta assumendo contorni sempre più preoccupanti e che minaccia seriamente la salute morale e materiale delle popolazioni tutte. In realtà, la inusitata durezza della legge ugandese mira a proteggere soprattutto i minori sia dalla propaganda gay sia dalla violenza a cui possono essere sottoposti; la norma, infatti, tende a punire severamente gli atti di omosessualità “aggravata” (ossia la violenza contro i minori, fenomeno di certo non estraneo al mondo omosessuale vista la forte e statisticamente accertata correlazione tra omosessualità e pedofilia) e la diffusione di messaggi inneggianti al comportamento contro natura.

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Ennesima provocazione di Luxuria dal Santuario di Montevergine

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di Luigi Bertoldi

 

Luxuria-dal-Santuario-di-Montevergine1Vladimir Luxuria ha scoperto la propria strada: diventare pasdaran Lgbt, dedicarsi alla guerriglia politica ed indossare i panni del provocatore (o provocatrice, che dir si voglia). In Italia e all’estero. Cercando la trasgressione, sfidando l’altrui sopportazione e sognando lo scontro, per poter strillare all’aggressione omofobica ed al “martirio” gay.

Una parte che le riesce male, pur impegnandosi a fondo: troppo pretestuose le sue rivendicazioni, per darle davvero retta. Prima dice d’esser stata folgorata dal buddismo, ma poche settimane dopo si converte sulla via di Bagnasco: il fatto che il Cardinale Presidente della Cei, ai funerali di don Gallo, alla Comunione le abbia posto nelle mani la Sacra Eucaristia a favore di fotografo, l’ha fatta improvvisamente «riconciliare» col Cattolicesimo, complice «Papa Francesco», che starebbe «aprendo ai gay» secondo quanto da lei dichiarato alla stampa, mostrando una volubilità spirituale da primatista olimpico.

E, proprio a proposito di olimpiadi, eccola proiettata in una missione internazionale a Sochi, sventolando la bandiera arcobaleno con tanto di scritta in russo «Gay è ok», per esser certa di suscitare la reazione nel Paese di Putin, per niente conciliante con l’ideologia omossessista. Reazione, giunta puntuale, perché certo la Russia non è l’Italia. Il fermo attuato dalla Polizia locale, fa scattare come una molla la protesta Lgbt con l’immancabile Vendola, il Sel e la sinistra varia. Poi le autorità russe han probabilmente capito che non ne valeva la pena ed han ritenuto meglio rilasciarla.

Non paga, l’irriducibile kamikaze trans ha deciso di puntare ancora più in alto e per la Candelora si è recata al Santuario di Montevergine con altri 3.500 tra omosessuali e gender vari, dettisi devoti all’icona bizantina della Madonna, chiamata “Mamma Schiavona” e proclamata loro protettrice. Ispirata forse dalla santità del luogo, Luxuria ha pensato bene di scrivere al Papa a nome di tutto il popolo Lgbt, per contrastare la discriminazione nella Chiesa, poiché «la fede dovrebbe essere garantita a tutti», trasformandola da dono di Dio in “diritto” infuso.

A parte l’evidente contrasto tra la doxa e la prassi in Luxuria & C. ‒ a sentirli, fedeli piissimi; nei fatti, trasgressori del Catechismo ‒, colpiscono ancora una volta le motivazioni addotte per l’incredibile “petizione”. Motivazioni, che “pescano” direttamente dalle parole del Pontefice, «dichiarazioni, che ci sembra segnino un cambiamento» addirittura «storico nel linguaggio utilizzato nei nostri confronti», «segnali di una Chiesa, che vuole aprirsi e accogliere», scrive, non senza un inevitabile ed accomodante riduzionismo dei concetti espressi da Papa Francesco, ma insomma la sostanza resta.

Così Luxuria auspica addirittura «al più presto» di poter avere con tutta la sua truppa «il piacere di un incontro e di un dialogo con Sua Santità». Conclusione in crescendo rossiniano con struggente invocazione al Santo Padre: «Fiduciose di una risposta, affidiamo le nostre preghiere alla Madonna Schiavona, “la mamma di tutti e tutte”». A margine dell’intera, sconcertata vicenda, restano alcune domande serie. La prima: fino a quando si possa tollerare che la fede, quella vera, venga pubblicamente umiliata e derisa, dando spazio e voce agli artefici di umorali conversioni blitz da rotocalco ed estemporanee esternazioni da talk show. La seconda riflessione: reso evidente quanto prevedibile – ovvero il rischio che talune sortite possano venire strumentalizzate – non sarebbe ora per la Chiesa di cambiar registro e parlare non per slogan à la page, ma secondo un evangelico «sì, sì; no, no»? Anche perché «il di più viene dal maligno» (Mt. 5, 37)

Chi erano i cecchini in Ucraina? L’inquietante telefonata tra Ashton (Ue) e Paet (Estonia)

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Segnalazione Quelsi

by Gianni Candotto

 

CECCHINODurante le molte rivolte di questi ultimi anni, dalle primavere arabe alla Siria all’Ucraina, abbiamo sempre avuto una costante: a un certo punto apparivano dei cecchini che sparavano sulla folla facendola inferocire e elevando così il livello dello scontro fino a sfociare in vere e proprie rivolte.
E’ accaduto in Egitto, è accaduto in Libia, è accaduto in Siria ed è infine accaduto in Ucraina.
Molti si sono domandati che senso avesse per un governo, che poteva disporre di forze di repressione molto più adeguate allo scopo, utilizzare dei cecchini che sparavano sulla folla facendola inferocire e creando l’esatto effetto opposto di quello che avrebbe dovuto fare una forza di polizia con un minimo di raziocinio. Alcuni hanno ipotizzato, ma senza alcuna prova, che i cecchini non fossero uomini dei governi ma non meglio identificati agenti provocatori mandati ad elevare scientificamente il livello degli scontri per tutti altri interessi.

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Studio tedesco: di cannabis si può morire

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Segnalazione Quelsi

by Anna Buoncristiani

cannabis_flower-999px-300x300[1]C’è una novità sgradevole, che fornisce un argomento in più a chi si oppone alla legalizzazione delle cosiddette droghe leggere. Oggi sullaNuova Bussola Quotidiana Gianni Fochiriferisce i risultati d’un recentissimo studio tedesco, da cui risulta che gli effetti patologici della cannabis possono portare addirittura alla morte. Caso non frequente, fa notare Fochi, ma da non escludere dal conto. Da chimico abituato a trattare problemi di interesse ambientale, sanitario e sociale, egli fa notare l’assoluta incoerenza di una società che pretende il rischio zero (semplicemente un assurdo), addirittura il divieto, per ogni sostanza anche solo sospetta di conseguenze nocive, magari tutt’altro che gravi, mentre considera un progresso liberalizzare lo spinello. Di fronte alla cannabis “ogni rifiuto del rischio svanisce, ogni precauzione va a farsi friggere. Quei medici ed educatori che agitano gli spettri d’effetti nefasti per la salute fisica e psichica sono tutti oscurantisti e servi del Vaticano: ignoriamoli! Non si sta addirittura diffondendo in varie parti del pianeta l’uso medico della cannabis? E dunque, libertà di farsi una canna!”. Fochi prosegue ricordando che da molti anni si raccomanda di assumere le medicine, anche quelle considerate banali, solo quando servono davvero. Per la cannabis, invece, s’invoca via libera: di cannabis non è mai morto nessuno. Ed ecco la smentita: l’articolo dei ricercatori tedeschi comincia con parole che, tradotte, suonano così: “Si dice che la tossicità dei cannabinoidi è bassa. Il pubblico non sa gran che degli effetti cardiovascolari pericolosi della cannabis, per esempio dell’aumento provocato nel battito cardiaco e nella pressione sanguigna”. Vengono poi descritti i casi di due maschi giovani e sani, morti inaspettatamente sotto l’influsso acuto di cannabinoidi. Fochi non nasconde che si tratta per ora di un unico studio: occorrono altre ricerche, cosa del resto assolutamente valida anche per certi presunti inquinanti sui quali la scienza non ha ancora un quadro chiaro e soprattutto condiviso, ma su cui intanto frotte di ambientalisti irrazionali montano spauracchi tremendi. Nell’attesa che gli effetti gravi della cannabis vengano studiati con tutta l’attenzione doverosa, sarebbe però da incoscienti assecondare lo spinello libero. Era già sensato considerarlo una follia per motivi medici e psicologici. Ora, a maggior ragione, è il caso di opporsi.

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Nudi e disinibiti: il libro per bambini consigliato dal governo Hollande alle scuole

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

 

Il libro mostra immagini di vecchi, della maestra, del poliziotto e dei bambini nudi per insegnare l’uguaglianza attraverso il nudismo

da Tempi

 

UOMA DONNO«Quando ho visto questo libro il sangue mi si è rimescolato e fa parte dei libri raccomandati agli insegnanti!». Questo è il commento incredulo del leader dell’Ump Jean-Francois Copé davanti al nuovo testo che il ministro dell’Educazione francese ha voluto inserire tra quelli consigliati agli insegnanti per i corsi del programma ABCD dell’uguaglianza: “Tous à poil”, Tutti nudi.

IL NUDISMO CI RENDE UGUALI
Nel libro tutti si spogliano per restare come mamma li ha fatti: i vecchi, il poliziotto, i vicini, la maestra e ovviamente i bambini. Così si insegna «l’uguaglianza attraverso il nudismo». Per i curatori del libro, riporta oggi il Foglio, l’album deve insegnare ad essere «disinibiti». In protesta alla nuova iniziativa del governo francese di Francois Hollande, la Manif pour tous ha chiesto di togliere il volume dagli istituti scolastici e dalle biblioteche pubbliche.

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