Segnalazione Quelsi
di Riccardo Ghezzi
Mentre il mondo omosessualista italiano sfida la Russia di Putin, sfruttando la visibilità garantita dalle olimpiadi invernali di Sochi, in Uganda si approva una legge che prevede l’ergastolo per i gay. Niente a che vedere con la leggina, liberticida ma tutt’altro che persecutoria, che prevede il divieto della propaganda omosessuale al cospetto di minori, voluta da Vladimir Putin. In Russia i gay non vanno in carcere e non sono discriminati, salvo documentati episodi di violenza che non sono però riconducibili al varo della contestatissima legge; in molti Paesi africani invece si viene spediti direttamente in galera per omosessualità. Se è vero che l’Uganda, da questa settimana, è l’unico Paese che prevede l’ergastolo, è altrettanto vero che in quasi tutti i Paesi del Continente Nero, ad eccezione del Sudafrica, l’omosessualità è vietata e punita severamente: in Stati come la Nigeria è prevista una pena detentiva fino a un massimo di 14 anni, nei Paesi islamici in cui vige la Shari’a va peggio, essendo contemplata addirittura la pena di morte.
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