Il vero Francesco piange…

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SAN FRANCESCO DI PAOLA PIANGE: “MIRACOLO” A COSENZA

 

SAN FRANCESCOC’era folla lunedì sera dinanzi alla statua di San Francesco di Paola (foto) alle spalle della chiesa di San Vito Martire a Cosenza. L’andirivieni era non solo giustificato ma addirittura obbligato: si trattava di capire quanto fosse fondata la voce che da alcune ore circolava con insistenza per tutta la città. E non solo.

 

 

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Iraq, giornalista musulmana va in onda con la croce al collo contro la persecuzione dei cristiani

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Segnalazione Quelsi

 

daliaIncurante delle possibili conseguenze del suo gesto clamoroso, la giornalista Dalia Al Aqidi (nella foto a sinistra), dipendente dell’emittente irachena Sumaria, si è messa una croce al colloe si è scagliata dalla tv contro il «fascismo politico islamista», unendosi alla schiera di quei musulmani iracheni che a proprio rischio e pericolo hanno deciso di difendere i cristiani dalla persecuzione dello Stato islamico. Perché «colui che tace sulla giustizia è un diavolo muto», ha detto la donna.

 

 

 

 

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La Stampa – Insegnanti dal Sud I torinesi precipitano nelle graduatorie

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segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

 

I sindacati non sono rimasti sorpresi:”ce lo aspettavamo ma non così”
 

Ogni anno ai primi di settembre i docenti precari si ritrovano in un salone dove i funzionari del Csa
assegnano le cattedre. Tra loro quest’anno anche tanti che arrivano dal Sud Fabio Albanese, Mariateresa Martinengo  

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Per il prossimo anno scolastico le scuole della provincia attendono un esodo di massa di docenti dalle regioni del Sud. La recentissima pubblicazione delle graduatorie, soprattutto per quel che riguarda le elementari e le medie, l’aggiornamento triennale ha portato ai primi posti quasi tutti docenti del Meridione, Sicilia e Calabria soprattutto ma anche Campania e Puglia, che hanno approfittato della «finestra» di quest’anno per dire basta alle attese senza speranza nelle graduatorie delle proprie città, lunghe e con scarsa disponibilità di cattedre, per tentare la fortuna all’altro capo della Penisola.  

 Il fenomeno non riguarda solo Torino ma buona parte delle città del Nord dove una maggiore disponibilità di cattedre e i punteggi dei docenti precari locali che non sono quasi mai molto alti, hanno invogliato migliaia di precari meridionali. Per dire, per trovare il primo nato a Torino nella graduatoria di Francese bisogna arrivare al 23° posto, al quindicesimo in quella di Italiano, al decimo in quella di Educazione artistica, al settimo in quelle di Tedesco e di Educazione musicale, al quarto per la Matematica. Prima di loro, tanti docenti con luogo di nascita a Catania (moltissimi), Messina (molti), Reggio Calabria, Palermo, Ragusa, Agrigento, e poi Cosenza, Sassari, Catanzaro, Napoli, Lecce, Brindisi.  

 «Ce lo aspettavamo ma non in questo modo. Nella primaria – rivela Teresa Olivieri, segretaria Cisl scuola – su 105 in graduatoria, 101 vengono dal Sud, è un dato eclatante. Nel francese, chi era primo lo scorso anno ora è 47° e non so se nei prossimi 3 anni avrà il ruolo. È una guerra tra poveri». Questo nuovo «fenomeno migratorio» della disperazione trova base nella grave mancanza di lavoro al Sud che, nel mondo della scuola, si trasforma in precariato storico di docenti con decine di anni di insegnamento sulle spalle (e relativi corposi punteggi) e una mancanza di cattedre progressivamente maggiore che, di anno in anno, toglie loro la possibilità di raggiungere il tanto agognato «ruolo», la cattedra di diritto, il ruolo, il posto fisso.  

 «Dopo 15 anni di servizio – dice Cristina, marito e un figlio, una catanese pronta a trasferirsi – dovevo fare una scelta. A 49 anni non posso più permettermi di aspettare oltre. La Sicilia resta nel cuore ma mio figlio deve crescere lontano da qui». Anche Maria, tre lauree e sei abilitazioni, tra un mese si trasferirà dalla Sicilia: «Non è stata una decisione a cuor leggero, sfido chiunque a chiudere casa, salutare la famiglia e andare dall’altro lato dell’Italia. Ma cosa dobbiamo fare se ogni anno da noi c’è sempre più il rischio di non avere nemmeno una supplenza? Mi hanno detto “Statevene a casa invece di rubarci i posti”, non è bello sentirsi dire certe cose».  

 Ma perchè proprio quest’anno se è vero che, al precedente aggiornamento delle graduatorie, tre anni fa, nulla del genere era accaduto? Una spiegazione la offrono gli stessi precari in trasferta: nel 2011 la scuola scontava un vecchio provvedimento del Miur che imponeva, a chi si trasferiva da una provincia all’altra, di restare per 5 anni nel nuovo incarico. La norma sostituiva quella, in vigore da molto tempo, che consente di chiedere trasferimento dopo un anno, se ci sono i requisiti (avvicinamento al coniuge, figli piccoli, genitori bisognosi di assistenza, per esempio). Alcuni ricorsi al Tar hanno fatto decadere la norma dei 5 anni e si è tornati a quella precedente. E chissà quanti dei prof in arrivo a Torino per il prossimo settembre saranno in cattedra qui nell’anno scolastico successivo. 

 

Fonte: http://www.lastampa.it/2014/08/02/cronaca/insegnanti-dal-sud-i-torinesi-precipitano-nelle-graduatorie-2gFphruvY5L2SwV9Gej0KJ/pagina.html

Perché non esiste una cura per Ebola?

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Segnalazione Quelsi

 

EBOLA2È ormai di oltre 700 morti il bilancio dell’epidemia di Ebola che da mesi sta devastando l’Africa occidentale. Più di 1.300 persone sono state infettate dal virus in tre paesi – Guinea, Sierra Leone e Liberia – mentre un quarto, la Nigeria, che è anche il più popoloso paese africano, attende con il fiato sospeso di capire se l’americano Patrick Sawyer, morto a Lagos dopo essere sbarcato già malato da un volo proveniente dalla Liberia, possa aver contagiato altre persone. Anche se le autorità sanitarie occidentali annunciano misure di sicurezza ed escludono una pandemia globale, si prevede che la malattia farà ancora molte vittime prima di essere debellata.

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Segnalazione di don Anthony Cekada 

 

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SACERDOTE TRADIZIONALEWatch the Mass, hear a great sermon — anywhere!

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Aspettando Mr. Ebola

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Segnalazione di Filippo Prati

 

EBOLAAndiamo per gradi.Tra il 1346 ed il 1352 il Vecchio Continente venne colpito dalla Morte Nera, l’epidemia di peste bubbonica che falcidiò 1/3 della popolazione europea. Nei tre secoli precedenti la popolazione europea fece un salto quantico, sostanzialmente raddoppiò in numero, passando da 40 a 80 milioni (secondo le stime più autorevoli): questo venne reso possibile dall’assenza di grandi conflitti tra gi stati e produzioni agricole negli anni più che mai abbondanti.

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Corte Europea dei diritti dell’uomo: matrimonio gay non è un diritto!

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LE SENTENZE CHE NON VANNO SUI GIORNALONI…

di Redazione Notizie ProVita

Gli Stati che non prevedono alcuna forma di matrimonio gay non sono omofobi ma rispondono conformemente alle indicazioni del diritto internazionale.

Questo l’importante messaggio contenuto nella sentenza emessa la scorsa settimana dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo che, esprimendosi su di uno specifico caso di una coppia finlandese in cui l’uomo ha cambiato sesso dopo il matrimonio, ha messo definitivamente un punto sulla spinosa questione. Continua a leggere

Palestina libera!! Replica a Giuliano Ferrara

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del Prof. Franco Damiani (Addetto stampa del Circolo Christus Rex)

Risposta all’appello di Giuliano Ferrara “Israeliani di tutto il mondo, unitevi”.

All’appello dell’ “Elefantino” rispondiamo che conosciamo quanto basta quelle storie, dubbi non ne abbiamo:

benché Lei affermi che “anche i cristiani di tutto il mondo, intesi non come credo cultuale ma come nazione occidentale, dovrebbero unirsi. e contro gli stessi identici nemici” stiamo totalmente dalla parte dei palestinesi martoriati a Gaza. I “cristiani” cui Lei fa appello non sono cristiani ma cristianisti o teocon come lei. Continua a leggere

Italia in crisi: dalla riforma costituzionale alla polizia di regime

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Segnalazione di Redazione Il Faro sul Mondo

di Cristina Amoroso

Quando un Paese conta sei milioni di cittadini che soffrono di povertà assoluta e “non riescono ad acquistare beni e servizi per una vita dignitosa”… e i sei milioni diventano 10 milioni e 48 mila, se al conteggio si uniscono le persone che vivono in condizioni di povertà relativa, il 16,6%, secondo il report dell’Istat pubblicato il 14 luglio… c’è pericolo di una rivolta?
Quando un Paese assiste ad un brusco ed inatteso calo della produzione industriale a maggio 2014 con l’indice destagionalizzato diminuito dell’1,2% rispetto ad aprile, e il numero dei disoccupati pari a 3 milioni 222 mila con un tasso di disoccupazione in continuo aumento, con tassi di occupazione calati in particolare tra giovani, uomini e mezzogiorno… c’è pericolo di rivolta? Continua a leggere

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