Renzi venne al sud. O era Cavour?

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Segnalazione Quelsi

 

by Giuseppe Mele

 

RENZI SGUARDO INTELLIGENTECompiuto il miracolo dell’unità, Cavour lasciò (con intermezzo del solito Lamarmora ) il governo al toscano Bettino Ricasoli. Non venne mai a Napoli. Nel divertente “Venga a Napoli, signor conte” si ricordano le centinaia di lettere di ministri, ambasciatori e amici che chiamavano il Benso nella matassa inestricabile del Sud. Ma egli non andò mai, lasciando tutti i dubbi sull’affondamento delle documentazioni del Nievo contenenti le ruberie mazziniane e garibaldine.

 

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Mai così tanti clandestini: il governo ferma Mare nostrum

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Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

ALFANO SONOIl calcolo è provvisorio e va aggiornato ogni 24 ore, o anche meno. Solo in due giorni si sono aggiunti più di trecento nuovi clandestini sbarcati tra Pozzallo e Reggio Calabria. Un’invasione, con numeri che triplicano quelli del 2013, certificando il fallimento di «Mare nostrum», l’operazione lanciata nell’ottobre 2013 per scoraggiare gli sbarchi ma rivelatasi del tutto inefficace (a fronte di costi per 9 milioni di euro al mese). Dall’inizio del 2014, cioè in meno di otto mesi, il Viminale calcola qualcosa come 101mila arrivi (somali, eritrei, siriani e libici), l’81% sulle coste più esposte, quelle siciliane (Lampedusa soprattutto). Se si prende l’arco degli ultimi dodici mesi si arriva a 116.944 nuovi clandestini, con 35.424 domande di status di rifugiato (che comporta notevoli spese di mantenimento a carico dello Stato italiano), e 10mila rimpatri, un decimo. Gli scafisti arrestati sono stati 539, e 53.243 gli immigrati presenti (al 31 luglio scorso) nelle strutture temporanee e nei centri di identificazione.

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Bono Vox e quella lettera al Presidente “Mateo” Renzi

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Segnalazione Quelsi

 

by Emanuele Ricucci

 

RENZI BONOProseguono le beffe e stavolta sono siglate a dovere. Prosegue, peraltro, il pessimo rapporto tra questa Italia ed il mondo anglosassone, almeno dal punto di vista linguistico. Il superbo monologo in inglese catastrofico al “Digital Venice” di Venezia sapientemente interpretato dal Premier capobanda dei Wighs nostrani, Mattew Renzis, ha involontariamente intenerito oltralpe chi, effettivamente, l’inglese lo parla davvero e lo accompagna, da sempre, ad una passione irrinunciabile: l’impegno civile.

 

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Un volantino incita i No Tav alla lotta armata

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by Riccardo Ghezzi

volantino-noa-3

 

Segnalazione Quelsi

I No Tav hanno fallito, è tempo di lasciare spazio ai Nuclei Operativi Armati, i Noa, e alla lotta armata. E’ l’ultimo proclama che ricorda tempi andati, quelli del terrorismo e gli anni di piombo. Una dichiarazione bellicosa contenuta in un volantino che ora è al vaglio della Digos.
Un segnale allarmante non solo per la violenza e per le minacce nei confronti di politici e giornalisti, chiaramente identificati con tanto di cognome, quanto soprattutto per quella che potrebbe essere una svolta definitiva del movimentismo No Tav. Una protesta sempre più ideologico e sempre meno ancorata al merito della questione Alta Velocità. Il tunnel in Val Susa è ormai diventato un mero pretesto per battaglie ideologiche di più ampio respiro. Battaglie che contemplano anche lotta armata e violenza.

 

 

 

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La “tratta” di essere umani, soprattutto minori, facilitata da Mare Nostrum (o Mostrum…)

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minori

13 agosto www.imolaoggi.it – La “tratta” di essere umani, tratta soprattutto minori. Il fenomeno è facilitato dall’emergenza sbarchi e da Mare Nostrum.

Uno dei problemi che non viene trattato o che non viene affrontato come si dovrebbe, è quello della tratta delle persone, inteso sia per lo sfruttamento lavorativo e l’accattonaggio, sia per lo sfruttamento sessuale e dalla pedopornografia.

Escludendo  gli individui il cui unico scopo è quello di matrice ideologica, estremista e fondamentalista di invaderci, sottometterci e dominarci (leggasi, islamizzazione), sempre più persone arrivano dall’Africa illudendosi di trovare lavoro e una vita migliore, con il miraggio dell’eldorado inculcato dai media asserviti alle lobby euro-arabe e dai sindacati che hanno aperto centri per l’impiego nel Magreb. Nella migliore delle ipotesi questi lavoratori finiscono nelle reti del caporalato, dello sfruttamento e dell’accattonaggio. Un tema su cui quasi nessuno controlla.

Il fenomeno sotto osservazione è invece la tratta degli esseri umani a fini di sfruttamento sessuale, omosessuale e pedopornografico. Questi reati, che siano sfruttamento sessuale o sfruttamento lavorativo, sono una violazione dei diritti fondamentali dell’uomo poichè il fenomeno colpisce in particolare gruppi vulnerabili come donne e minori, vittime dalla violenza, dal turismo sessuale e dalla pedopornografia. Continua a leggere

Il piccolo grande Vecchio

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NOTIZIE D’AGOSTO

Segnalazione Quelsi

by Giuseppe Mele

tavecchioUn tal vecchio, Carlo Tavecchio, è stato eletto alla testa della Federazione Italiana Gioco Calcio. E’ uno dei tanti che si incrociano nel paese a tutti i livelli ed in tutte le regioni. Vengono in mente esempi all’infinito. L’80ntenne che a Roma detiene il controllo del voto dei circa 30mila giornalisti pubblicisti. L’anziano che gestisce, sul serio, da decenni la prima Tv privata. L’imprenditore, anch’egli con tante decadi, che dopo aver portato il suo gruppo alla leadership mondiale delle lenti, si inventa un patto innovativo di azionariato dei dipendenti. L’uomo che per Confindustria porta avanti i suoi modelli di formazione digitale da tre decenni, il che nel mondo tecnologico corrisponde a 3 secoli.

L’Italia media, provinciale, che qualcuno ha voluto denominare mediocre, era fatta così, lo è e lo sarà. Ammira i grandi spiriti, genialoidi, innovativi e creativi ma si affretta a costruire loro un altare, un piedistallo, una nicchia da dove possano pontificare senza fare danni ed interferire troppo nel tran tran quotidiano, una sorta di esempio positivo alla rovescia, da far ammirare ai figli senza che essi si sognino di calcarne le orme. Uno Steve Jobs, agli occhi di questi anziani, resta quello che era veramente in vita: un isolato, strano, stressato, cattivo caratterialmente e aziendalmente, un partner e socio di cui non fidarsi ma un cliente e fornitore ottimo che sui bassi salari e lo sfruttamento dei dipendenti ha costruito una fortuna. Continua a leggere

Hamas è frutto di ciò che ha seminato Israele

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di Amira Hass 

«Hamas sta distruggendo con crudeltà e paura quella tradizionale mentalità del doppiopesismo che Israele padroneggia da sempre». «Aprite la striscia di Gaza, lasciate che la gente torni al mondo. Scopriranno da soli che la vita è più bella della morte».

hass

Ho già alzato bandiera bianca. Ho smesso di cercare nel dizionario una parola per descrivere la testa amputata di un bambino tagliato a metà assieme alle urla del padre: «Svegliati, svegliati! Ti ho portato un giocattolo!». In che modo ha posto la questione Angela Merkel, cancelliera della grandiosa Germania? Con il diritto di Israele di potersi difendere. Sto ancora lottando con l’esigenza di condividere dettagli sull’infinito numero di discorsi che ho fatto con i miei amici a Gaza, per poter documentare che cosa significhi l’attesa del tuo turno al mattatoio.

Per esempio, il discorso che ho avuto sabato mattina con J. del campo dei rifugiati di al-Bureji, mentre era in viaggio verso Dir al-Balah con sua moglie. Hanno all’incirca sessant’anni. Quella mattina la sua anziana madre aveva ricevuto una telefonata, e aveva ascoltato una voce registrata che dava istruzione ai residenti del campo di lasciare Dir al-Balah. Un libro sulla psicologia militare di Israele dovrebbe contenere un capitolo intero dedicato a questo sadismo, ipocritamente automascherato da compassione: un messaggio registrato che richiede a centinaia di migliaia di persone di lasciare le proprie case già prese di mira, per un altro posto ugualmente pericoloso, a dieci chilometri di distanza. Che cosa esattamente, ho chiesto a J., stai lasciando? «Cosa? Perché?», ha detto. «Abbiamo una capanna vicino alla spiaggia, con un po’ di terra e dei gatti. Andiamo a sfamare i gatti e torniamo indietro. Andiamo assieme. Se la macchina si dovesse rompere, moriremo assieme». Se fossi una psicanalista, scriverei: A differenza dell’hasbara israeliana, Hamas non costringe gli abitanti di Gaza a rimanere o fuggire dalle loro case. È una decisione lasciata a loro. Dove potrebbero andare? «Se dobbiamo morire, è più dignitoso morire a casa, invece che scappando via», dice il completamente laico J. Sono ancora convinta che una frase di questo genere valga mille analisi. Ma quando si parla di palestinesi, allora la maggior parte dei lettori preferisce i riassunti. Continua a leggere

Calabria bollente: solidarietà a Report per gli attacchi subiti da Giorlo e da Tosi

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Notizia con ampio risalto sul Corriere di Verona di ieri, Domenica 10 agosto 2014, a seguito della quale Il nostro Circolo Christus Rex ha già espresso solidarietà al giornalista, nell’attesa di ulteriori, eventuali sviluppi e rammaricandosi per il silenzio che, per il momento regna nel “centro-destra”… IN FONDO ALL’ARTICOLO, QUELLO DEL CORRIERE.IT DI OGGI A FIRMA DI MOTTOLA CON IL FILMATO E CON LA PUNTATA DEL 7 APRILE DI REPORT SU VERONA

Villa San Giovanni (Reggio Calabria) 9 agosyo 2014 – Giornalista aggredito: Paolucci-Romeo (Pd) solidarietà a Report per attacco Tosi-Giorlo

Rimaniamo turbati nel leggere del furioso ed incivile attacco subito dal cronista di Report, Giorgio Mottola, ad opera del Sindaco di Verona, il leghista Flavio Tosi, e dal suo ex assessore allo Sport di origini calabresi, Marco Giorlo. Quest’ultimo dimessosi nell’aprile scorso proprio in seguito ad un servizio della trasmissione di RaiTre su cui la Procura di Verona aprì un’inchiesta. La troupe di Report ha raggiunto Tosi in Calabria con l’intento di porgli delle domande su un’altra inchiesta a cui la trasmissione ha lavorato in passato: i presunti rapporti tra Tosi e alcuni calabresi, indagati o coinvolti in indagini di ‘ndrangheta.

I due, davanti alle domande del giornalista, avrebbero risposto insultando la trasmissione e lo stesso Mottola, spintonato fino a farlo cadere. ( Il Corriere di Verona riporta che il giornalista Mottola avrebbe rincorso Giorlo, perché sarebbe fuggito e avrebbe tentato, tra vari insulti, di gettargli a terra la telecamera. Addirittura, l’ira funesta sarebbe stata bloccata da alcune persone, intervenute per evitare che dagli spintoni la situazione potesse degenerare. Un novello Valerio Staffelli per Report? Cosa ha da temere l’ex assessore calabrese? Perché Tosi risponde solo con insulti tipo “mi fate schifo!” o “vergognatevi”? Non aveva forse detto che avrebbe accettato di essere intervistato da un giornalista di Report che non fosse Sigfrido Ranucci? Perché tanta tensione? n.d.r.)

Il fatto, se confermato, oltre che per la sua gravità oggettiva, diventa ancora più inaccettabile se messo nel contesto in cui si è verificato; la manifestazione “Meeting Nazionale giovani, antimafia e politiche legalitarie” in corso in questi giorni a Villa San Giovanni. Continua a leggere

Inculturazione a scuola elementare: così nel biellese rievocano i “calibbardini” e il risorgimento

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Segnalazione di Maurizio-G. Ruggiero

150 ANNI DI UNITA’ D’ITALIA

I bambini hanno assistito a uno spettacolo (allestito nella scuola dell’infanzia di Crevacuore) che aveva come tema la spedizione dei Mille e come protagonisti: Giuseppe Garibaldi, Nino Bixio, Vittorio Emanuele II. A scuola si è parlato di queste vicende storiche e i bambini hanno disegnato il viaggio dei mille sulle loro navi.

In classe abbiamo poi approfondito l’argomento legato all’Unità d’Italia e agli avvenimenti che l’hanno caratterizzata. Sono stati realizzati disegni e cartelloni su questi argomenti e una cartina che ha evidenziato la situazione dell’Italia, con i suoi sette regni, prima dell’unione.

I bambini hanno avuto modo di conoscere più da vicino le regioni italiane al giorno d’oggi. Prendendo spunto dalle loro vacanze abbiamo fatto un “viaggio” alla scoperta delle località d’Italia scoprendo quali regioni hanno visitato i bambini

La festa di Carnevale

Abbiamo raccontato ai bambini una storia sulle principali maschere regionali realizzando un cartellone. Continua a leggere

Clamorosa sentenza: Sì ai diritti dei cani, no a quelli degli uomini

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 Segnalazione di Redazione BastaBugie

PLUTOL’accesso di cani e gatti alle spiagge è un loro diritto perché secondo un tribunale sono individui: cosa c’è dietro questa follia?

di Luigi Santambrogio

Pagina 17 del Giornale di lunedì 21 luglio 2014. Il pezzo di apertura racconta la sentenza pronunciata da un Tribunale italiano. Leggiamo: «Si volta pagina, s’apre un nuovo capitolo. Il titolo? Civiltà». Indovinello: qual è il “nuovo capitolo che si apre” e a quale nuova “civiltà” allude l’entusiasta cronista? Risposta facile facile, penserete: siamo sul quotidiano di casa Berlusconi e la sentenza epocale è senza dubbio quella uscita dal processo Ruby: assoluzione piena per l’ex Cavaliere e tutta l’allegra compagnia. Sbagliato, non è quella. Si tratta, invece, della pronuncia emessa dalla sezione reggina del Tar della Calabria, stabilisce che vietare l’accesso di cani e gatti alle spiagge è illegittimo, perché pure gli animali godono di diritti intangibili e inalienabili. Come gli esseri umani. I magistrati calabresi erano stati chiamati in causa da alcune associazioni ambientaliste contro l’ordinanza con la quale, nell’estate del 2013, il Comune di Melito Porto Salvo vietava l’accesso alle spiagge agli animali.

LA CLAMOROSA SENTENZA DEL TAR

La scorsa settimana i giudici del Tar hanno bocciato il Comune definendo la decisione «irragionevole, illogica, irrazionale». Si legge nella sentenza: «l’ordinanza sarebbe in contrasto con i principi espressi nella legge regionale che si prefigge all’art. 1 la finalità di realizzare un corretto rapporto uomo-animale-ambiente». E invece di porre un divieto assoluto di accesso alle spiagge, il Comune avrebbe dovuto trovare un’altra soluzione più degna della libertà umana e canina. «Di fatto tale limitazione alla libertà personale costituirebbe un limite non consentito alla libera circolazione degli individui». Cioè delle persone, ma pure dei cani riconosciuti, per estensione, anch’essi titolari di tutela giuridica.

Quella calabrese è solo l’ultima di una serie di verdetti animalisti, ma soprattutto bestiali, che vanno a formare una sorta di nuova Dichiarazione dei Diritti degli animali. Continua a leggere

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