Aleppo, città-simbolo del genocidio siriano

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Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Il Vescovo di Aleppo: l’intervento armato contro l’ISIS porterà altro caos “(il petrolio dell’ISIS) lo comprano le grandi compagnie petrolifere, a dieci dollari al barile invece che a cento…”

 

Intervista a padre Georges Abou Khazen, di Davide Malacaria

 

AlepOrmai il 60% della popolazione ha abbandonato Aleppo, la città siriana che sta diventando il simbolo di questa guerra che dura tempo e che molti si ostinano a chiamare civile, ma che di civile non ha nulla. Simbolo perché la presenza cristiana è più numerosa che altrove in Siria, anche se ora è ridotta a un piccolo gregge. E perché ormai da anni resta in un tragico stallo che vede metà città occupata dai tagliagole anti-Assad che rendono impossibile la vita nei quartieri non occupati. I cosiddetti ribelli vi imperversano con bombardamenti continui, giorno e notte, e nei mesi scorsi hanno tagliato per ben due volte le tubature che rifornivano di acqua l’intera popolazione civile. Il vescovo di Aleppo, padre Georges Abou Khazen, racconta di quei giorni, quando flussi continui di gente si affollavano presso le fontane edificate vicino a chiese e moschee per tentare di limitare i danni di quell’atto terroristico che ha prostrato la città. Una penuria di acqua che ancora continua, nonostante il ripristino della rete idrica, aumentando i disagi di una popolazione stremata dai bombardamenti continui.

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Arriva “Ello” il nuovo social network che dichiara guerra a Facebook al motto di “Tu non sei il prodotto”

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Segnalazione Quelsi

 

smile negroSfondo nero. Un cupo tema minimal ed un inquietante smile senza occhi dal bianco sorriso. Arriva “Ello” il nuovo social ancora più smart, semplice, snello e dai nobili ideali. “Crediamo che un social network può essere uno strumento di responsabilizzazione. Non è uno strumento per ingannare, costringere e manipolare – ma un posto per collegare, creare e celebrare la vita. Tu non sei un prodotto”.

 

 

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E’ ufficiale: il Microchip r-fid sbarca nella scuola italiana!

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Ci siamo. Il microchip R-fid è sbarcato nella scuola italiana. In una scuola di Cles (un piccolo comune in provincia di Trento) è stato introdotto per il controllo degli ingressi degli studenti, per monitorare i ritardi. Per ora il microchip NON è impiantato sottopelle, ma la direzione intrapresa è inequivocabile.  Già da un paio d’anni negli Stati Uniti molte scuole hanno introdotto il microchip R-Fid, sanzionando chi lo rifiuta

Staff nocensura.com

 

 

bimbo con codice a barreDi seguito l’articolo de ladige.it

Non solo astuccio, quaderni e libri. Quest’anno l’occorrente da mettere nello zainetto per la scuola si è arricchito di un nuovo elemento: il microchip. ACles, le presidi degli istituti superiori «Russell» e «Pilati» hanno dotato ogni studente di un tag adesivo applicato sul libretto delle assenze, che consente larilevazione elettronica dei ritardi. Una rivoluzione digitale legata all’adozione del nuovo registro elettronico.

 

Il microchip viene intercettato da rilevatori appositamente installati agli ingressi del polo scolastico, per segnalare le presenze al passaggio dei ragazzi. La novità non è certo passata inosservata, tanto da diventare tema di dibattito nel corso di una recente assemblea d’istituto al liceo Russell convocata per l’elezione dei rappresentanti. In passato, i ritardi venivano rilevati attraverso un codice a barre stampato sul libretto, e ora qualche ragazzo non riesce proprio a tollerare l’adozione dei trasmettitori elettronici.

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Gli arrabbiati ungheresi di Jobbik attaccano omosex e rom

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Segnalazione di Matteo Castagna

 

Alle ultime elezioni il partito dell’ultradestra scelto da un elettore su cinque. «Razzisti? No, lottiamo per la libertà: ieri il nemico era l’Urss, oggi è Strasburgo»

di Paolo Valentino 

 

robert-winnickiBUDAPEST Quando i Karpathia intonano «Justice for Hungary», punta di lancia del loro rock nazionalista, il popolo di Jobbik è in delirio. Nulla entusiasma i giovani arrabbiati dell’estrema destra ungherese più della mistica della nazione negletta, vittima di tutte le ingiustizie della Storia e oggetto di ogni cospirazione globale, fosse ebraica, capitalista, euro-germanica, perfino omosessuale.
«Cari discendenti di Attila», ama arringare i suoi seguaci il giovane leader, Gabor Vona, invocando per la razza magiara una dubbia discendenza iranica dagli Unni e più indietro dai Sumeri. Ma dietro le anticaglie della retorica, comprensive di croci frecciate e manuali sciamanici, karaoke nazionalisti, folklore e milizie in uniforme, Jobbik sa muoversi anche nella modernità: usa i social network, impazza su Facebook dove Vona ha oltre 300 mila likes, ha siti d’informazione come Kuruc Info e Alfahir , cura un circuito culturale e artistico nelle università, molto popolare tra professori e studenti.

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La crisi del turismo a Verona: il caso dell’Arena

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LA CRISI DEL TURISMO A VERONA: IL CASO DELL’ARENA (del prof. Riccardo Pelizzo)

UOMO CON OCCHIALII numeri sono numeri ed il nostro anfiteatro romano li sta perdendo. Urge ripulire, cambiare, rinnovare. I motori tradizionali del turismo a Verona tirano  meno e di conseguenza attirano meno turisti. Il caso dell’Arena di Verona e’ a tal proposito emblematico. L’Arena nel corso degli ultimi anni ha perso una significativa porzione della sua forza di attrazione, con conseguente danno …

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Le due Rome

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Segnalazione del Centro Studi Federici

 

Segnaliamo alcuni brani del libro “LE DUE ROME. Dieci anni dopo la Breccia”, del padre Gaetano Zocchi (Tip. Giachetti, Figlio e C., Prato 1881). 

 

ITALIA… Vi ha la Roma vecchia e la Roma nuova. Vi ha la Roma dei Papi e la Roma dei framassoni. Vi ha la Roma che prega e quella che bestemmia; la Roma dei martiri e quella dei tiranni; la Roma benedetta e quella maledetta. Vi ha la Roma di granito e la Roma di cartapesta; la Roma eterna e quella che, nata ieri, non è certa di vedere il domani. Vi ha la Roma di Cristo e la Roma dell’Anticristo.

 

 

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Sacrifici umani per giocare meglio. Indagato ex calciatore dell’Udinese

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Segnalazione Quelsi

 

by Redazione

 

calciatore mangiatoreUDINE – Omicidio plurimo e occultamento di cadavere, allo scopo di effettuare un sacrificio che migliorasse il suo rendimento in campo. Le accuse, che hanno dell’incredibile, provengono dalla stampa del Ghana, e sono indirizzate ad Asamoah Gyan, ex attaccante dell’Udinese.
La vicenda si riferisce alla scomparsa, lo scorso 6 luglio, del rapper Castro e della sua fidanzata, Janet Badu, molto amici della punta ora in forza all’Al-Ain, formazione degli Emirati Arabi.

 

 

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Vicenza, esercitazioni internazionali in assetto antisommossa: Eurogendfor?

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di Staff nocensura.com

 

vicenza natoPaura e stupore ieri a Vicenza, dove nei pressi dell’ex caserma “Ghisa” si è svolta un’imponente esercitazione internazionale che ha visto impegnati centinaia di uomini, in assetto anti-sommossa, armati fino ai denti, alcuni dei quali con il volto coperto o in tenuta da bonifica radioattiva. 

 

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In mostra la Barbie modello “Vergine Maria “e Gesù “Ken il Guerriero”

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 Segnalazione di Corrispondenza Romana

BARBIELa Barbie modello “Vergine Mariae Gesù in stile “Ken il Guerriero”. Sono soltanto due dei personaggi dei celebri giocattoli targati “Mattel” realizzati dagli “artisti” argentini Pool Paolini e Marianela Perelli. Le Madonne versione Barbie, “Ken Sacro Cuore di Gesù” e tanti altre bambole di questo genere saranno esposte alla mostra “Barbie, la religione di plastica”, che avrà luogo a Buenos Aires dal prossimo 11 ottobre.

Tra le “opere” presentate da Pool&Marianela, cosi si firmano i due “artisti” argentini, ci sono anche  Barbie Maria Maddalena, Madonna di Fatima e di Lourdes,  San Cayetano e  Gesù crocifisso. In mostra vi saranno un totale di 33 realizzazioni tra cui bambole raffiguranti figure sacre anche di altre religioni, come il Buddismo e l’Ebraismo.

Pool&Marianela hanno precisato di non voler urtare in alcun modo la sensibilità religiosa dei fedeli di alcuna religione e per questo si sono guardati bene da rappresentare Maometto in versione “Ken il guerriero”.

Gli pseudo-artisti argentini si accodano dunque alla lunga fila di coloro che, prima di loro, nel mondo dell’arte, hanno scelto la facile strada della provocazione e della dissacrazione, per farsi conoscere, al di là del proprio talento artistico. Una scelta banale e molto poco anti-conformista che prende di mira il bersaglio sbagliato. Pool&Marianela ignorano o fanno finta di non conoscere la nota massima: “Gioca con i fanti e lascia stare i Santi”. (L.G.) Continua a leggere

Ma l’Italia, con questi suoi figli, che deve farci? Ad Elmas vieni pagato se vai all’estero

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Segnalazione Quelsi

by Emanuele Ricucci

FOTO ANTICATranquilli, siamo nell’epoca dei provvedimenti premurosi. Se hai nostalgia di un figlio partito a cercare fortuna per l’estero, non preoccuparti. Da oggi potresti crescerne uno straniero, mai visto prima, che sostituirebbe il giovane cervello italico partito alla volta della sua fuitina professionale, ricevendo, oltre tutto, un nutriente sussidio.

Proprio sul fronte della nuova emigrazione italiana arriva l’ultima trovata. E tutto si risolve con un gioco di sostituzioni prive d’anima e ricche di arredamento progressista. La colpa? Della crisi, ovvio. La crisi è un problema per ogni cosa, ma può essere anche un rimedio. Come? Se sei senza lavoro e rischi di soffocare, vattene da qui. Lascia il paese dei balocchi: l’amministrazione comunale, pur di non sentirti ancora rompere le uova nel paniere, ti sovvenzionerà viaggio, vitto, alloggio e corso d’Inglese. Ci si arrangia come possibile per far quadrare i conti in quest’Italia da “8 Settembre ‘43”, in perenne debito con la dignità, come colta da un impazzimento generale tra le maglie di una libertà senza riferimenti, cieca e schizofrenica. Che la fuga di cervelli o fuitine dal bel paese a scopo migratorio/professionale fossero consuetudine assodata ed ormai prodotta in serie, si sapeva, ma che si dovesse arrivare ad essere pagati per la volontà di sfrattare, lascia sinceramente a desiderare.

Accade ad Elmas, piccolo centro della Sardegna dove i residenti possono usufruire di un bonus spese per lasciare il paese e non tornare più. La nuova emigrazione ha come sponsor il Comune di Elmas. Il progetto si chiama Adesso parto. Continua a leggere

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