Bufala o realtà?
Segnalazione del Centro Studi Federici
L’Isis e lo strano colonnello israeliano
“La sicurezza irachena ha La sicurezza irachena ha arrestato nei giorni scorsi un colonnello israeliano della Brigata del Golan insieme ad un gruppo di terroristi dell’Isis”. La notizia è stata diffusa dall’agenzia iraniana Fars. Il colonnello arrestato si chiama Yusi Oulen Shahak e l’agenzia fornisce anche il suo numero di matricola. Le forze di sicurezza irachene lo stanno interrogando per capire le ragioni della sua presenza fra i combattenti dell’Isis». La notizia è stata rilanciata da Rai News 24 del 29 ottobre.
Cimitero verde
Segnalazione e commento di Maurizio-G. Ruggiero
Ecco un gran bel concentrato di panteismo, neopaganesimo ateo ed ecologismo nel cimitero verde. Un vero monumento alla modernità senza Dio.
Dove il grande assente è l’aldilà e cosa ne sarà di noi. “E nello stesso luogo in cui sarete spirato, avete appena reso l’anima a Dio e sarete stato giudicato da Gesù Cristo, ecco che si riderà, si canterà, si ballerà. E l’anima vostra, allora, dove sarà?” (Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, Apparecchio alla morte, Napoli, 1758).
“Nel libro per i bambini ci sono riferimenti alla teoria del gender”
TOLENTINO – L’opinione pubblica continua a dividersi sulla cosiddetta “Teoria dei Gender” a scuola.
Questa volta, a finire sul banco delle proteste, è un libro di testo adottato dall’istituto comprensivo don Bosco di Tolentino per le classi terze della scuola primaria. Il partito Lega Nord della città, guidato da Giovanni Gabrielli, si fa portavoce di alcuni genitori che denunciano la presenza, in alcune pagine dei libri di testo adottati, di “elementi espliciti inerenti la cosiddetta Teoria del Gender”. “A questo proposito – scrive Lega Nord – siamo palesemente preoccupati per la possibilità di inserimento all’interno dei Piani dell’Offerta Formativa di questa teoria che troverebbe attuazione in pratiche ed insegnamenti non riconducibili ai programmi previsti dagli attuali ordinamenti scolastici. Riteniamo indispensabile – prosegue il partito – da parte della dirigenza scolastica, fornire tutti i chiarimenti del caso in merito all’utilizzo del libro di testo adottato nelle classi terze della scuola primaria”.
Marino ritira le dimissioni: è ancora il sindaco di Roma
Marino ritira le dimissioni: “Voglio una discussione in aula”
Alle 16.27 Marino ha smesso di essere un sindaco dimissionario per tornare ad essere primo cittadino a tutti gli effetti. “Illustrerò alla presidente Baglio la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell’aula Giulio Cesare”
Marino ritira le dimissioni: è ancora il sindaco di Roma
Il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. Così in una nota il Campidoglio. Ora si aspettano le dimissioni dei consiglieri Pd che in un incontro con Orfini avrebbero deciso per questa linea.
GLI ASSESSORI MOLLANO IL MARZIANO – Subito dopo la comunicazione da parte di Marino, hanno rassegnato le dimissioni il vicesindaco Marco Causi e l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito. “Ho appena consegnato la mia lettera di dimissioni” hanno fatto sapere. Entrambi erano entrati a far parte della squadra capitolina con l’ultimo rimpasto di giunta così come Marco Rossi Doria. Anche lui ha annunciato di lasciare: “Torno al mio lavoro di maestro”. Tra i dimissionari anche l’assessore Luigina Di Liegro. Ha affermato invece l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella a SkyTg24: “Lunedì torno a fare il magistrato”. Poi ha aggiunto: “Le mie dimissioni? Valuterò perchè devo completare il mio lavoro nelle prossime con l’invio di atti alla Corte dei Conti”.
Adozioni gay: la magistratura attacca
Segnalazione Corrispondenza Romana
In campo militare la strategia dell’accerchiamento è una tattica che prevede l’annientamento del nemico tramite manovre di aggiramento tese a chiudere tutte le sue linee operative.
L’aggiramento, in qualsiasi sua forma, è un’azione di guerra mirata essenzialmente a forzare la situazione di stallo che si crea in una battaglia ed il suo effetto è rilevante soprattutto dal punto di vista del morale delle truppe, in quanto tende a gettare nello sconforto l’attaccato che sa di non avere più vie di fuga.
Sarà Obama a “salvare” dai tagli Planned Parenthood?
Segnalazione di Corrispondenza Romana
di Mauro Faverzani
Facciano e dicano quel che vogliono, i pro-life: il presidente Obama, l’abortista numero 1 degli Stati Uniti, pare proprio deciso ad andar dritto per la sua strada, infischiandosene del voto della Camera dei Rappresentanti previsto per venerdì. Voto, che dovrebbe provvidenzialmente decretare il definitivo taglio per l’intero anno dei fondi pubblici destinati alle cliniche associate a Planned Parenthood. In Senato non si prevedono sorprese, l’iniziativa non dovrebbe incontrare ostacoli. Dove, invece, l’agenzia InfoCatolica preannuncia che possa fermarsi è di fronte al più che probabile veto proprio dell’inquilino della Casa Bianca, deciso a far sì che la multinazionale dell’aborto, anche illegittimo (come han dimostrato gli ultimi video usciti), continui a ricevere fiumi di denaro pubblico per uccidere nascituri.
«In questo momento, Planned Parenthood si accaparra un terzo del mercato totale dell’aborto– ha spiegato Carol Tobias, al vertice dell’organizzazione pro-life National Right to Life – Per troppo tempo, i fondi federali dei contribuenti sono stati qui incanalati, è ora di fermare tutto questo. Plaudiamo all’approvazione di questa legge e chiediamo al Senato di agire in fretta».
Secondo l’ultimo rapporto annuale, Planned Parenthood avrebbe ricevuto almeno 528 milioni di dollari dal Governo Usa, nonché dai governi dei singoli Stati dell’Unione. Al momento, del resto, solo il Texas ha preso la coraggiosa decisione di azzerarle i contributi.
La Camera dei Rappresentanti ha anche creato una nuova commissione d’inchiesta, per indagare sulle attività svolte dalla multinazionale dell’aborto. Commissione, presieduta da Marsha Blackburn, membro del Congresso del Tennessee, e da altri sette legislatori repubblicani. I democratici han preferito non nominare alcuno nel gruppo di lavoro, astenendosi dal parteciparvi. Vogliono evidentemente avere le mani libere, per poterne attaccare un domani i risultati.
Se il veto di Obama giungesse, ciò renderebbe il presidente degli Stati Uniti ancor più scandalosamente di quanto già non sia complice di un’organizzazione, dedita ad uccidere “legalmente” i figli nel ventre delle loro madri, nonché pluri-indagata per un traffico illegale di organi fetali, partito proprio dai suoi centri.
Siria: ribelli “moderati” filo-USA attaccano una chiesa durante la messa
Un colpo di mortaio ha raggiunto ieri sera la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell’edificio era in corso la messa. La granata, proveniente dalle aree in mano ai ribelli anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all’esterno e provocando sette feriti. Lo riferisce Fides.
Per il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo, “se la granata fosse esplosa all’interno sarebbe stata una strage”. “Erano circa le sei meno dieci di sera, in chiesa c’erano circa quattrocento persone, e la liturgia era arrivata al momento della comunione”, riferisce all’agenzia Fides il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino.
Farneticazioni UE
Hotovely: “Il mio sogno è sventolare la bandiera israeliana sul Monte del Tempio”
La dichiarazione della vice ministra israeliana mostra il doppio binario su cui viaggia il governo Netanyahu: alle rassicurazioni del premier alla comunità internazionale per il mantenimento dello status quo sulla Spianata delle moschee, si contrappone l’anima più vera dell’esecutivo israeliano che è contraria a qualunque compromesso con i palestinesi
di Roberto Prinzi
Roma, 27 ottobre 2015, Nena News – Si potrà dire e scrivere di tutto sulla vice ministra degli Esteri israeliana Tzipi Hotovely tranne che non sia sincera. Ieri la parlamentare del Likud (il partito del premier Netanyahu) ha dichiarato che il suo “sogno è vedere sventolare la bandiera israeliana sul Monte del Tempio [Spianata delle moschee per i palestinesi, ndr]. Una affermazione da non sottovalutare soprattutto nelle ore in cui il primo ministro prova a tranquillizzare la comunità internazionale affermando di voler mantenere lo status quo sul sito religioso. “Penso che [il monte del Tempio] sia il centro della sovranità israeliana, il luogo più sacro per il popolo ebraico” ha detto la vice ministra intervistata dal canale del parlamento israeliano. “Se dovessi dire al premier cosa sia giusto [fare], [direi che] non trovo assolutamente appropriato vedere le bandiere dello Stato islamico e di Hamas lì. E’ una disgrazia” ha aggiunto.











