Aborto – Ecco cosa scrisse Pasolini

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Per dire NO all’aborto non è necessario essere cattolici integralisti. Basta usare la ragione.

Oggi ricorre il 40esimo anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, intellettuale marxista ma capace di andare controcorrente e di prendere posizioni assolutamente in contrasto con quelle della sua area politica. Per l’occasione, riproponiamo l’intero articolo che pubblicò il 19 gennaio 1975 sul Corriere della sera e che aveva come titolo: “Sono contro l’aborto” (qui il sito da cui lo abbiamo preso). Chiaramente non condividiamo tutto quel che Pasolini scrisse in questo pezzo. Ma vogliamo solo mostrare come, pur con argomentazioni rigorosamente laiche, è possibile essere contrari all’aborto.

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Le strategie occulte dei “neocons” USA per scatenare il conflitto con la Russia

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RUSSIA

 

di Luciano Lago

Forse non tutti sono consapevoli del fatto che la maggior parte degli eventi che si verificano sulla scena internazionale non sono determinati dalle decisioni prese dai governi in forma ufficiale e neppure si può pensare che molti di questi siano casuali, senza una apparente collegamento con decisioni prese da qualche organismo di potere.

Così la Storia ci insegna che i conflitti esplodono all’improvviso per effetto di cause che sono soltanto apparenti, da considerare realisticamente dei semplici pretesti, mentre le vere cause, quelle profonde, come i contrasti di interessi fra grandi potenze, i grandi gruppi economici, il controllo delle fonti di energia, ecc.. Situazioni che determinano anche guerre occulte, che quasi mai emergono o vengono portati all’attenzione del grande pubblico.

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Preghiamo per la Russia. Di nuovo sul Calvario

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“Il sostegno dell’opinione pubblica russa all’intervento in Siria sicuramente crollerà se vengono uccisi più soldati russi o avviene un attentato terroristico di grande portata in patria…”: così, su Newsweek del 31 ottobre, i due analisti William Courtney (già ambasciatore Usa in Georgia e Kazakhstan, dunque uno specialista della sovversione estera) e Donald Jensen, della John Hopkins.

Alla luce della tragedia del volo russo da Sharm el Sheik, le parole di cui sopra assumono un senso preciso. Non si tratta di due privati. Si tratta del progetto del governo americano. Già pochi giorni fa Ashton Carter, il ministro del Pentagono, ha previsto che i russi sarebbero presto vittime di un attacco in Siria, e “avranno molti morti da piangere”.

Ormai molti blog hanno rilanciato l’informazione che il sito Aurora titola così: “McCain e Saakashvili complottavano per abbattere un aereo in Siria”. Saakasvili, l’ex presidente della Georgia, autore dell’attacco alle minoranze russofone di Ossezia del Sud ed Inguscezia , nel 2008, è stato oggi nominato da Poroscenko governatore di Odessa. Il governo georgiano di oggi lo ricerca per truffe, frodi, corruzioni varie.

Saakasvili e McCain
Saakasvili e McCain

E’ stata diffusa una conversazione intercettata fra lui e un suo ex ministro, l’israelo-georgiano David Kezerachvili , dove i due parlano di missili tipo Stinger (di fabbricazione sovietica) in Siria per distruggere più possibile di villaggi kurdi (quelli che combattono l’Isis) e seminare il caos nell’armata siriana. Dal colloquio è chiaro che il mandante di tutto è il senatore McCain, che aspetta con ansia i risultati del bel colpo.

Frattanto, terroristi dell’Isis sono stati fatti passare dalla Siria all’Ucraina: “negli ultimi tre mesi”, rende noto Meyssan, “una base è stata allestita dal regime di Kiev a

Kherson, di fronte alla Crimea. Qui la Turchia vi ha organizzato il trasferimento di molte centinaia di combattenti di Daesh…I jihadisti però non sono stati instradati in Crimea, ma nel Donbass. I battaglioni Sheik Manur e Djokhar Dudaiev, di cui il New York Times aveva rivelato l’esistenza in luglio e che erano stati quasi immediatamente disciolti, sono stati di nuovo ricostituiti”.

http://www.voltairenet.org/article189139.html

Su iniziativa americana, i generali di 38 paesi europei sono stati convocati a discutere i mezzi militari e propagandistici da usare contro Mosca: “Deterring Putin” è stato il tema della convocazione. In questi stessi giorni la NATO ha scatenato un’esercitazione militare di vastità mai vista da decenni, Trident Juncture, con l’impiego di 36 mila uomini in base allo scenario di “risposta ad un’invasione di una regione fittizia chiamata Ceresia da parte di un vicino ostile che usa tattiche di guerriglia ibride come quelle che Putin ha adottato in Ucraina” (sic).

Read more: http://www.politico.com/story/2015/11/united-states-vladimir-putin-europe-russia-215401#ixzz3qK6fmzJO

Ma è quasi impossibile avere un’idea di quante iniziative di sovversione ed attacco siano in corso attualmente e contemporaneamente, da parte dell’impero del Caos, per stroncare la Russia. Per esempio, gli Usa stanno finanziando laboratori per la produzione di armi biologiche in numerosi paesi dell’Est europeo, un tempo parte del campo sovietico. Lo ha sottolineato, durante una riunione del Comitato di sicurezza nazionale russo, Nikolai Patrushev, capo dell’FSB (ex Kgb) e del Comitato nazionale antiterrorismo (NAK): sono “decine di miliardi di dollari” che vengono investiti per la produzione “di armi biologiche a fini militari” ai confini stessi della Russia” sui “territori della Comunità degli Stati Indipendenti”. Uno di questi centri di produzione è nella capitale della Georgia, Tbilisi, e si chiama “ Richard G. Lugar Center for Public and Animal Health Research”. Questa produzione viola i trattati che gli Usa stessi avevano firmato per l’abolizione di armi chimiche e biologiche: la Russia le sta distruggendo e ne sarà totalmente priva nel 2020. Gli Usa si sono dati tempo fino al 2028, e nel frattempo stanno accelerando l’insediamento di fabbriche di produzione in paesi addossati alla Russia. La natura criminale di queste azioni, anche da parte di una potenza nota per azioni criminali internazionali, non dovrebbe sfuggire ad alcuno.

http://presstv.ir/Detail/2015/10/31/435712/Russia-Security-Council-Nikolay-Patrushev-biological-weapons-labs-CIS

Per questo chiederei ai lettori di cominciare a formare una catena di preghiere per i russi. Una catena di Rosarii.

Intendiamoci: i criminali internazionali, convinti che a forza di attentati e perdite inflitte ai russi, faranno diminuire il favore che Putin riscuote fra di loro, quasi certamente sbagliano calcoli. Non ne capiscono l’abnegazione, l’immensa storica capacità di soffrire. Non ricordano gli attentati dei ceceni? Quando presero ostaggi tutto il pubblico e il personale del teatro Dubrowska, un migliaio di persone? Gli Spetznaz furono mandati a liquidare i terroristi armati e pieni di esplosivo; li addormentarono con un gas sconosciuto e venefico; anche 130 ostaggi rimasero uccisi da questa sostanza. L’Occidente aspettò una rivolta dell’opinione pubblica; qualche “liberal” inscenò qualche protesta…ma la gente non protestò. La maggioranza dei russi accettò che “quello” si doveva fare, a qualunque costo.

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E quando i folli di Basayev presero la scuola di Beslan, Nord Ossetia, con dentro 777 bambini fra gli oltre mille ostaggi? Cominciò il primo settembre 2004 e andò avanti per giorni, giorni d’angoscia della povera gente i cui bambini erano lì prigionieri di orrribili mostri pieni di eccitanti, in mostra davanti alle telecamere del mondo intero. Alla fine le forze di sicurezza russe fecero uso di carri armati e razzi incendiari; morirono tutti i terroristi ma anche 385 ostaggi, fra cui 186 scolari. L’intera Russia si unì al dolore di quei genitori, di quegli insegnanti, di quelle povere famiglie: pochissimo criticarono l’azione del governo. I sondaggi mostrarono che un 58% dei russi aveva tratto da quella tragedia una lezione: bisogna essere ancor più duri coi ceceni. Costi quel che costi.

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No, non temo quel che i criminali internazionali si propongono per i russi. Ma piango per questo popolo: un popolo profondamente ferito dai settant’anni di comunismo: un bagno di sangue che ha lasciato una piaga aperta nella demografia – 60 milioni di morti, 22 dei quali nella guerra contro il Nazismo, troppi altri nel Gulag – e dove tutti, carnefici non meno che perseguitati, portano dentro una piaga nell’anima, per ciò che hanno fatto o non hanno fatto. Per le code davanti alle botteghe vuote, per la vodka ingurgitata, per “il grugno maialesco” che ha sfigurato il volto angelico che la Russia spera sempre di conquistare. Per la paura dei passi di stivali sul pianerottolo, per la tessera di partito e quella per la razione semestrale di mutande (anche quelle), per la puzza di cavoli, le riunioni di fabbrica ad applaudire le menzogne del delegato; per i parenti che non sono tornati dal Lager…

una pensionata durante il liberismo
una pensionata durante il liberismo

Dopo questo, è arrivato l’altro flagello: la libertà. Con la consulenza della Scuola di Chicago. Cosa è costata ai russi il “passaggio-lampo al capitalismo”, è un GuLag che aspetta ancora il suo Solgenitsyn. I prezzi prima controllati lasciati da valutare al mercato: aumenti dei beni essenziali dell’800 per cento, stipendi divenuti ridicoli. Allora i vecchietti han cominciato a morire: o di fame, con la pensione ridotta in potere d’acquisto a 15 dollari mese, o ammazzati dai gangster per occuparne il bilocale nel falansterio di stato. Fisici nucleari ridotti a raccogliere cicche da vendere al mercato, medici che hanno vissuto per mesi mangiando solo cavoli o papate, ufficiali a cui la paga bastava una settimana (800 mila soldati furono rimpatriati e alloggiarono per anni in tende con le famiglie ), umiliazioni, oligarchi dai nomi ebraici che si vantavano in tv delle loro Ferrari e Rolls. La mortalità in quegli anni è cresciuta del 60%; due milioni di bambini furono abbandonati per strada, quasi metà della popolazione campò con meno di 4 dollari al giorno, i beni e i cespiti pubblici furono saccheggiati. E dappertutto il vuoto, lo smarrimento delle anime. La sensazione di vivere vite di seconda mano in un tempo di seconda mano (Tempo di seconda Mano è il titolo del libro della Svetlana Aleksievic, a cui hanno dato il Nobel perché odia Putin…ma è un cumulo di storia e confessioni lancinanti di inenarrabili sofferenze, di colpe e di pene, di violenze e di silenzi. Anime ferite, anime deformate anime esauste e di seconda mano.

Vladimir Putin: “Per i russi, lo Stato forte non è un’anomalia da combattere, ma al contrario è fonte e garanzia di ordine, iniziatore e forza-guida di ogni cambiamento”. Putin ha raccontato che sua madre lo fece battezzare di nascosto. Lui va’ a Messa di Natale alla Santissima Trinità, la stessa chiesa dove andava il maresciallo Kutuzov, che sconfisse Napoleone arretrando: nell’immenso spazio russo.

L’apparatchik che, appena presidente nel 2000, davanti agli attentati ceceni va’ in tv a promettere “Li staneremo e li strangoleremo nel cesso”, lui di solito così freddo e controllato, mostrando quel fondo di brutalità che non dorme mai nella mente di un agente degli organi.

Lui che ha fatto ricostruire la cattedrale del Salvatore che Stalin abbattè, è lo stesso che ha restituito la bandiera rossa all’Armata, e la stella rossa ai militari. Le sue parole in quell’occasione meritano la citazione:

La bandiera rossa è stata innalzata a Berlino (…) se accettiamo di non poter usare i simboli di epoche precedenti, inclusa quella sovietica, allora vuol dire che i nostri padri e madri sono vissuti inutilmente, la loro esistenza è stata priva di senso, son vissuti invano”.

Ancor oggi ci sono donnette con un cappottino da quattro soldi che alzano quella bandiera rossa con falce e martello nei raduni dei comunisti, “perché io non ho nulla da rimproverarmi”. E non sono vissute invano. Mi ricordano tanto mia madre che avrebbe portato lo stendardo fascista, per lo stesso motivo; le parole di Putin sono rivolte a loro.

Vite di seconda mano
Vite di seconda mano

Putin della bandiera rossa all’Armata, è anche quello che, all’accademia navale di San Pietroburgo, ha fatto elevare una statua all’ammiraglio Kolchak. Il nome non dirà niente ai giovani, e poco ai russi, perché è stato un nome cancellato. Aleksandr Kolchak (1874-1920) fu il comandante supremo della Guardia Bianca, l’esercito che combattè per lo Zar a Zar morto, contro l’Armata Rossa di Trotzky. Giunse a comandare 110 mila uomini; sul Volga provocò la rotta dei rossi nel panico. Sperò nell’aiuto delle potenze occidentali, naturalmente invano. I suoi si ritirarono combattendo fino in Siberia. Trotski aveva ordinato di identificare e prendere ostaggio le famiglie degli ufficiali bianchi. Alla fine, misero le mani anche sull’ammiraglio e lo fucilarono ad Irkutsk, e ne gettarono il corpo in un fiume.

Kolchak
Kolchak

Nemmeno di Kolchak, nemmeno dei suoi cosacchi e guardamarina, si dica che sono vissuti inutilmente.

Certo, c’è stato qualche anno in cui i russi qualunque hanno sperato di poter mettere il grufolo nei beni del consumismo occidentale: il gorgonzola italiano, il pollame e le mele tedesche, una settimana coi bambini a Sharm a fine stagione con lo sconto. Ora vedono che non gli è stato concesso.

Qualche giorno fa, una nostra giornalista radiofonica si meravigliava, da Mosca, di trovare i russi tutti a favore dell’intervento in Siria, tutti per Putin. “Ma tutti sono tristi”. Certo; consapevoli che di nuovo, mutilati, feriti, esausti come sono, devono un’altra volta salire sul loro Calvario. Ed hanno come nemica la ultima vera “contro-civiltà”, il criminale impero del Caos .

Preghiamo dunque una catena di Rosarii per questo popolo. Che l’Immacolata lo difenda e protegga, e faccia trionfare il suo cuore immacolato. E il Salvatore lo salvi.

A woman prays as she lights a candle in a church in St.Petersburg during a day of national mourning for the plane crash victims in St. Petersburg, Russia, on Sunday, Nov. 1, 2015. A Russian passenger plane has crashed in the Sinai peninsula Saturday with 217 passengers, mostly Russians, and seven Russian crew members killed. (AP Photo/Dmitry Lovetsky) Postmedia PIX Today ORG XMIT: POS1511010455284930 ORG XMIT: POS1511011346322971

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Alleanza Saudita-Israele: il vero “Asse del Male”

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By Gordon Duff

Il matrimonio tra l’Arabia Saudita ed Israele costituisce il vero cuore dell’ISIS. Il denaro ed il potere di queste due nazioni che, assieme con la Turchia, governano il traffico di influenza che si trova nel cuore di Washington D.C., i terroristi dell’ISIS possono essere stati armati non soltanto dalla CIA ma è probabile anche dietro la falsa campagna di bombardamenti degli Stati Uniti ed il continui episodi aviolanci “accidentali” di armi ai terroristi in Iraq ed in Siria.

Quando e se accadrà che, il primo missile BUK dell’arsenale dell’ISIS, inviato dall’Ucraina sotto il controllo militare nordamericano, abbatterà un aereo americano, potete stare sicuri che la Russia sarà incolpata esattamente come lo è stata per il MH17. Una cosa però è chiara: il termine coniato dal presidente Reagan, “l’asse del male”, descrive in modo adeguato qualche cosa di vivo come lo è oggi, il tacito non dichiarato ma inesorabile fattore , che ogni volta di più trasuda la sua follia velenosa e malevola attraverso più balze del nostro pianeta.

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Alla figlia di Scalfaro ancora la scorta

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Il padre lasciò il Quirinale nel ’99. A Marianna resta garantita la sorveglianza

Marianna Scalfaro, figlia dell’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi, usufruisce di un servizio di tutela per ogni uscita pubblica o privata. Lo rivela il quotidiano Il Giorno, ricordando le voci di “minacce ricevute dalla donna da parte di una non meglio specificata Falange Armata” dopo l’elezione del padre al Quirinale, nel maggio del 1992.

Da allora Marianna Scalfaro è sotto protezione. Oltre a beneficiare della scorta, che la accompagna anche in tutte le uscite, anche la sua residenza romana, tra Monteverde e Bravetta – sempre secondo il quotidiano milanese – sarebbe “oggetto di attenzione da parte delle volanti della zona”.

La first daughter – Oscar Luigi Scalfaro, morto il 29 gennaio a 93 anni, rimase vedovo all’età di 44 anni. Nelle occasioni ufficiali, durante il mandato presidenziale al suo fianco lo accompagnava dunque la figlia Marianna. Laureata in psicologia, Marianna Scalfaro è attiva nel mondo del volontariato.

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La Lucania si mobilita con ProVita per “fermare l’aggressione Gender alle famiglie”. Comitati cittadini per vigilare anche nelle scuole

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La Lucania si mobilita con ProVita per “fermare l’aggressione Gender alle famiglie”. Comitati cittadini per vigilare anche nelle scuole

di CdP Ricciotti

La Basilicata è stata la prima Regione ad approvare in Consiglio una mozione – la “Mozione Pace” redatta anche con la consulenza di ProVita, Radio Spada, Christus Rex ed altre Associazioni – che vieta esplicitamente l’insegnamento della “Teoria Gender” nelle scuole e che, nel contempo, si prefigge di verificare scrupolosamente che “venga rispettato il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità, riconoscendo il suo diritto prioritario ai sensi dell’art. 26 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo e dei decreti che riconoscono le scelte educative dei genitori (artt. 1.2, 3.3 e 4.1 del DPR 275/99, art. 3 del DPR 235/97, artt. 2.3, 2.6 e 3 del DPR235/2007 e il Prot. AOODGOS n. 3214 del 22.11.2012)”.

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Qui una breve rassegna informativa: – Presentata in Consiglio regionale una mozione “No Gender in Basilicata”; – Passata a maggioranza la mia mozione su “Ruolo della famiglia e teoria del gender”; – Teoria del Gender, Pace, Mollica e Napoli replicano al segretario del PD.

Purtroppo la vicenda NON ha avuto una grossa eco sui media più noti, che evidentemente hanno preferito adottare una “censura cautelativa” per evitare eventuali “emulazioni extra-lucane”, tuttavia il web, che generalmente offre canali d’informazione indipendenti e svincolati dalle principali lobbies governative o para-governative, ha dato ampio risalto alla notizia (qui centinaia di link indicizzati da Google).

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Anche ProVita vi ha dedicato due articoli: – Gender a scuola: in Basilicata vincono famiglia e buon senso; – Gender: la Basilicata dice no, trasversalmente (anche con voti PD).

La “testata” indipendente Radio Spada (voce della omonima Casa Editrice) ha pubblicato tempestivamente un piccolo dossier – La Basilicata è la prima regione italiana a vietare l’indottrinamento gender nelle scuole – che ha ottenuto quasi 5.000 condivisioni Facebook nelle prime 48/72 ore. Notizia rilanciata da decine di siti e portali (es. Informare per Resistere che conta ben 733.000 followers su Facebook).

Una marea di persone sono state dunque informate per “resistere all’aggressione del Gender alle Famiglie”.

Poco dopo il sito di Radio Spada è stato vittima di attacchi hacker e non è stato più possibile condividere la notizia su Facebook, come è accaduto anche al sito del Consigliere di Basilicata Aurelio Pace, primo firmatario della “Mozione contro il Gender”.

Nel dossier è possibile visionare anche l’intervento del Consigliere Pace poco prima della votazione favorevole della sua mozione in Consiglio: https://youtu.be/9ou65W2-q2s.

Nel silenzio generale del mainstream, il passaparola web ha comunque ottenuto i primi risultati positivi.

Nel mese di Ottobre 2015 anche la Regione Lombardia ha approvato una “mozione anti-Gender” (Fonte Ansa). Titola Il Fatto Quotidiano: “Regione Lombardia, ok a mozione anti-gender nelle scuole: “Via i libri dalle aule, teoria è un pericolo per i bambini”.

Come è accaduto pochi giorni fa in Liguria, dove sono state presentate ed approvate due mozioni, una “contro l’insegnamento della Teoria Gender nelle scuole” ed una “contro la Teoria del Gender” (Fonte). Il 29 Ottobre 2015 il Secolo d’Italia rilancia la notizia: “La Liguria guidata da Toti dice no al gender. E la sinistra va su tutte le furie”.

Dunque è ormai assodato che la cosiddetta “Teoria del Gender” esiste e che, finalmente, la Politica si sta occupando della questione con decisione e competenza, nella chiara intenzione di far rispettare la legge e di tutelare Famiglia e Bambini da una vera “aggressione” che sembra pianificata a tavolino, nel silenzio generale e senza alcuna formazione/informazione preventiva.

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È giunto il tempo di correre ai ripari”, sostiene Pace da Potenza, che ha deciso di organizzare una serie di incontri formativi ed informativi. Slogan delle iniziative GENDER O NON GENDER. EVOLUZIONE O INVOLUZIONE.

Per troppo tempo la politica è stata esclusa dal dibattito sul Gender. Come pure le famiglie sono state tenute all’oscuro di tutto – prosegue Pace – pertanto è necessario formare ed informare in ogni Regione, non è possibile vivere passivamente questa aggressione alle famiglie”.

Al mantra omosessualista: “la Teoria Gender non esiste”, i Consiglieri regionali replicano: “se la Teoria Gender non esiste, ma noi stiamo dimostrando che esiste e che va fermata, tutte queste minoritarie Associazioni di contestatori perché si preoccupano? Che paura hanno? Ci lascino pure fare una brutta figura, ci lascino combattere contro i mulini a vento”.

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Nel mese di Settembre in Basilicata sono stati organizzati i seguenti momenti informativi e formativi: – Montalbano Jonico. Convegno su famiglia e gender; – Matera: città della cultura anche quando si interroga su scuola, famiglia, gender; – Melfi (PZ). Incontro su famiglie e gender. Grazie a Mons. Todisco.

Sono seguiti altri interventi sulla stampa locale: – Rafforzare la consapevolezza del ruolo della famiglia e MOLTO IMPORTANTE: Il Ministro Giannini costretto a precisare: la “Teoria del Gender” è contro le norme vigenti nel mondo della scuola.

Anche i campani iniziano a mobilitarsi, difatti all’inizio di Ottobre è stato organizzato un primo incontro in provincia di Avellino: A Montemarano (AV), a parlare di Scuola, famiglia e gender con le mamme.

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Con le spalle muro, un’Associazione pro-gay lucana ha pensato, con la collaborazione di Vladimiro Guadagno (alias Vladimir Luxuria), di organizzare una manifestazione “Tutti i sessi nei Sassi” (v. Sassi di Matera). I firmatari della Mozione contro il Gender e pro-Famiglia hanno prontamente replicato manifestando l’intenzione di organizzare nello stesso giorno e sempre a Matera il Family-Day, per dimostrare chiaramente che Politica e Popolo non hanno più intenzione di subire passivamente diktat anti-scientifici ed imposizioni ideologizzanti. “Che facciano il Gay pride nei Sassi – affermano gli organizzatori – noi risponderemo con il Family day. Scenderemo in piazza, come a san Giovanni, con migliaia di famiglie; dimostreremo ancora una volta che il Popolo non vuole Gender e non vuole indottrinamento anti-scientifico ai bambini”.

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Il 24 Ottobre a Potenza, in un Teatro Stabile stracolmo in ogni ordine di posto, per circa 2 ore si è parlato di Gender in compagnia del noto giornalista Mario Adinolfi (La Croce Quotidiano), di alcuni Consiglieri firmatari della Mozione, del vescovo Superbo, del Sindaco della Città Dario De Luca, della Pastorale Giovanile, dell’Associazione Stampa Cattolica (U.C.S.I.) e di altre Associazioni, soprattutto di giovani – Es. Spina nel Fianco (link e galleria fotograficalocandinaevento Facebook).

Anche in questo caso la stampa locale, soprattutto la Rai, ha preferito idealizzare un sedicente “confronto” fra pro-Gender e no-Gender, dando risalto non tanto all’appuntamento del Teatro Stabile, scelto dalla quasi totalità della cittadinanza ivi rappresentata (era presente anche il Garante regionale per l’Infanzia), ma alla contestazione organizzata all’esterno del Teatro da una ventina di militanti gay e/o pro-gay (qui il servizio TG3 RAIqui parte dell’incontro informativo in Teatro).

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La Basilicata dice no”, così i Consiglieri firmatari della Mozione hanno pensato di non fermarsi e di non lasciarsi demoralizzare.

Il 30 Ottobre 2015 è stata quindi indetta una Conferenza Stampa (qui foto ed infoqui video di presentazione), questa volta non boicottata dai media, con la presenza di Toni Brandi (Presidente ProVita) e Federico Iadicicco (Responsabile Nazionale Famiglia di FdI). Ha dichiarato Toni Brandi alla presenza di tutta la Stampa locale: “La vostra mozione è stata meravigliosa, è qualcosa di eccezionale visto che la Basilicata, grazie al lavoro di voi Consiglieri Regionali che l’avete sottoscritta, ha dato una grande lezione al resto della nostra Italia” (qui l’articolo ProVita).

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È seguita una generale Rassegna stampa consultabile sull’evento Facebook. Carta stampata qui e Siti internet qui.

Alcuni articoli tratti dal web: – Ansa. ‘Aggressione a famiglia’: ciclo incontri; «Gay pride a Matera? Faremo il family day». Ciclo di incontri contro la teoria gender; Mozione su Gender, il plauso di Brandi a Pace e Mollica; Sassilive. L’aggressione del Gender alle nostre famiglie; Sassiland. L’aggressione del Gender alle nostre famiglie; LaSiritide. Nella CS dei Consiglieri Aurelio Pace e Franco Mollica le lodi di Toni Brandi.

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Numerosi gli appuntamenti informativi e formativi in programma che si sono svolti fra il 30 e 31 Ottobre 2015, alla presenza di Famiglie ed Istituzioni. Quasi tutte le aree della Basilicata sono state coperte per gruppi, da Moliterno a Potenza (info e foto 1 e 2); da Melfi a Matera (info e foto 1 e 2).

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Sono state inoltre realizzate due dirette radiofoniche: Radio Tour (https://youtu.be/pAZ2ZnidJk4) e Radio Kolbe (https://youtu.be/xZRSOJfvNqo).

Anche i TG hanno diffuso l’informazione: – Rai Tg3 (https://youtu.be/1rq21_p4lbs); – TRM (https://youtu.be/V2YfC-ghjtY) e LaNuovaTV (https://youtu.be/3_YOT7RkocE).

Politica, Famiglie ed Associazioni hanno dimostrato ancora una volta che, insieme, è possibile avere la giusta visibilità e vincere ogni battaglia, anche quelle che apparentemente sembrano più ostiche e che, solitamente, scoraggiano.

La serie di incontri GENDER O NON GENDER. EVOLUZIONE O INVOLUZIONE non termina qui e, con l’aiuto di Dio, saranno organizzati numerosi altri appuntamenti.

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In Basilicata si stanno inoltre creando dei gruppi locali che dovranno supervisionare nelle scuole al fine di segnalare tempestivamente qualsiasi violazione della mozione regionale che ormai vieta l’indottrinamento gender nelle scuole.

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La Mozione lucana contro il Gender e pro-Famiglia sarà presentata anche a Roma il 28 Novembre 2015 nel conteso del Convegno DAL DIVORZIO AL GENDER. FAMIGLIE CENTRIFUGATE E IDENTITA’ LIQUIDA: UNA DISSOLUZIONE DALLE ORIGINI REMOTE.

Ad maiorem Dei gloriam.

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La mano (non più) nascosta dietro i ribelli

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DAESH

Segnalazione di Federico Prati

di Maurizio Blondet

Il colonnello israeliano

Ormai è ampiamente confermato dall’agenzia Fars e riportato dai blog: l’ebreo che aiutava gli islamici a far la guerra si chiama Yusi Oulen Shahak, è colonnello della famigerata brigata Golani, e il suo numero di matricola militare Re34356578765az231434. Le forze irachene che l’hanno catturato hanno la prova di ciò che sostenevano da mesi, anche grazie alle confessioni che avevano strappato a jihadisti catturati: che nella fulminea e vittoriosa avanzata delle truppe del Califfato dell’estate 2014, quando presero Mussul quasi senza colpo ferire, erano comandati da agenti del Mossad o altri entità israeliane.

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Abominazione gay

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TERZETTO GAY

Canada: terzetto di gay vuole un figlio ingravidando le proprie sorelle

I tre uomini canadesi dicono di amarsi e di voler mettere su famiglia con l’aiuto delle sorelle.

 I politici nostrani che sostengono e spingono per lastepchild adoption contenuta nella legge Cirinnà voluta da Renzi, si dicono certi che questa apertura alle adozioni gay non comporterà ulteriori sviluppi.

 Ovvero che tra qualche anno il Parlamento non cederà alla richieste di adozione “diretta” dei bambini da parte delle coppie omosessuali.

 C’è poco da crederci. E chissà che dopo la stepchild adoption, eventuali adozioni a coppie gay, non si arrivi – come in Canada – alle adozioni per i terzetti omosessuali. Altro che poligamia. Qui si parla di tre persone che vivono bene insieme, forse si amano, e quindi vogliono fare una famiglia. Il ragionamento – nella testa di chi ha sempre sostenuto che l’unica cosa fondamentale per “fare famiglia” fosse l’esistenza del “l’amore” – dovrebbe valere anche nel caso del terzetto. Sia gay che eterosessuale.

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Halloween?

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Holy Helpers

Segnalazione del Centro Studi Federici

31 ottobre: Vigilia di Ognissanti, digiuno e astinenza.

1° novembre: festa di Ognissanti.

2 novembre: Commemorazione dei fedeli defunti.

Il Catechismo Maggiore Di San Pio X

Parte Seconda – Delle Feste Solenni della B. Vergine e delle Feste dei Santi

CAPO X. DELLA FESTA DI TUTTI I SANTI.

207 D. Qual festa si celebra nel primo giorno di novembre?

  1. Nel primo giorno di novembre si celebra la festa di tutti i Santi.

208 D. Perché la Chiesa ha istituito la festa di tutti i Santi?

  1. La Chiesa ha istituito la festa di tutti i Santi:

per lodare e ringraziare il Signore d’aver santificati i suoi servi in terra e d’averli coronati di gloria in cielo;

per onorare in questo giorno anche quei Santi de’ quali non si fa una festa particolare fra l’anno;

per procurarci maggiori grazie col moltiplicare gli intercessori;

per riparare in questo giorno i mancamenti che nel corso dell’anno abbiamo commesso nelle feste particolari dei Santi;

per eccitarci maggiormente alla virtù cogli esempi di tanti Santi d’ogni età, d’ogni condizione e di ogni sesso, e colla memoria della ricompensa che godono in cielo.

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