La maxi conferenza stampa di Putin

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Dalla geopolitica all’economia, il Presidente russo Vladimir Putin come ogni anno risponde alle domande dei giornalisti nella maxi conferenza stampa di fine anno, trasmessa in diretta da tv, radio e giornali russi online. Gli anni scorsi le conferenze di fine anno sono durate circa quattro ore. Nel 2014 l’intervento di Putin è stato uno tra i più corti: in oltre tre ore, il capo del Cremlino ha risposto a 53 domande.

La diretta di Rbth:

15.10 (ora di Mosca): rispondendo a un’ultima domanda su Sebastopoli, il Presidente russo Vladimir Putin conclude la sua conferenza stampa

15.01 (ora di Mosca): Putin dice di aver conosciuto Nemtsov personalmente. I responsabili della sua morte, dice, saranno trovati

14.58 (ora di Mosca): Durante la conferenza stampa si parla anche delle adozioni di bimbi russi da parte di coppie americane

14.47 (ora di Mosca): Dalla platea, un giornalista egiziano chiede quando verrà revocato il divieto di recarsi in Egitto per i turisti russi. Putin sostiene che non si tratta di una decisione presa

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Francia: massoneria “sfacciata” a scuola e nelle istituzioni

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ARTICOLO

Segnalazione Corrispondenza Romana

Si scrive laicità, si legge massoneria. Sempre più scoperto il gioco di connivenze ed intrecci tra istituzioni e grembiulini, impiantato in Francia. O meglio, non solo in Francia, sebbene qui, dove i “poteri occulti” si sentono evidentemente più “forti”, escono maggiormente allo scoperto.

Quella che l’agenzia Médias-Presse-Info chiama esplicitamente una «collusione tra il potere socialista ed il Grand’Oriente di Francia» non si limita più a grandi manovre politico-economiche-finanziarie degne del gioco Monopoli, bensì anche in scambi di cortesie e strizzatine d’occhio. Ad esempio, invitando graziosamente i seguaci di squadra e compasso all’inaugurazione della nuova sistemazione di Piazza della Laicità, a Parigi, nel XVarrondissement (nella foto, il volantino). Ciò, su invito personale del Sindaco della capitale, Anne Hidalgo, ovviamente targata Ps, partito affiliato all’Internazionale socialista.

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Rabbino Israeliano: «I malvagi europei meritano di essere bagnati nel sangue per quello che hanno commesso al nostro popolo 70 anni fa»

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 CHE BEL OM

Segnalazione di Federico Prati

Martedì, 15 Dicembre 2015 13:22

Rabbino Israeliano: «I malvagi europei meritano di essere bagnati nel sangue per quello che hanno commesso al nostro popolo 70 anni fa»

 TEJ AVIV- Il rabbino capo della cittadina israeliana di Kiryat Arba, Dov Lior, non usa mezzi termini per descrivere gli attentati dell’Isis di una settimana fa.

Il rabbino estremista ha dichiarato: «I malvagi europei meritano di essere bagnati nel sangue per quello che hanno commesso al nostro popolo 70 anni fa»

Dov Lior, vicino alla destra nazionalista israeliana, è sempre stato al centro di polemiche per alcune sue dichiarazioni estremiste. Nel 2009, nella prefazione a un libro, aveva infatti dichiarato che la legge ebraica, consentiva di uccidere civili non israeliani e l’anno scorso aveva rincarato la dose: «La Striscia di Gaza va rasa al suolo, dobbiamo sterminarli tutti, se serve. Se la questione è la sicurezza di Israele, ogni forma di umanitarismo va accantonata e noi siamo un paese costantemente sotto attacco».

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Democrazia israeliana

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Segnalazione del Centro Studi Federici

Cremisan: continuano la confisca delle terre e lo sradicamento degli ulivi

BET JALA – Sono passati cinque mesi da quando la terra nella zona di Beir Onah, accanto al monastero di Cremisan, è stata confiscata dallo Stato di Israele. Lo scorso agosto, inaspettatamente, i bulldozer israeliani hanno sradicato 50 olivi di oltre 1500 anni per continuare la costruzione del muro di separazione.

Manifestazioni pacifiche settimanali si sono tenute per protestare contro la decisione; la risposta è stata il lancio di gas lacrimogeni per disperdere la folla. Inoltre, preghiere quotidiane si sono svolte in loco e vi hanno partecipato rappresentanze religiose e diplomatiche, insieme ai manifestanti dalla zona di Betlemme.

In questi ultimi tre mesi, sono state sospese sia le manifestazioni sia le preghiere, a causa della violenza e delle tensioni in Terra Santa, e per garantire la sicurezza della gente.

Lo scorso ottobre, durante la raccolta delle olive, le forze di difesa israeliane hanno proibito agli agricoltori e ai contadini nella regione di Beir Onah la raccolta perché – secondo loro – la regione è una zona militare chiusa. Da allora, i bulldozer israeliani hanno continuato lo sradicamento degli ulivi, pur non avendo ricevuto dalla Corte Suprema di Israele il via libera per proseguire queste costruzioni.

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Gli U$A forniscono l’I$I$ di missili anticarro TOW

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Segnalazione di Federico Prati

di Eric ZUESSE

Secondo quanto scritto dal giornale Britannico” The Telegraph”, in una recente informativa, i missili anticarro TOW made in USA, che il presidente statunitense Barack Obama ha inviato in Ottobre ai gruppi dei miliziani islamici sunniti che combattono in Siria per utilizzarli contro le forze non settarie dell’autorità al governo, Bashar al-Assad, sono stati tanto efficaci contro le forze di Assad e le forze russe (quelle che il governo di Assad aveva invitato a propria difesa), che il governo siriano, per difendere le proprie forze attaccate dai jihadisti infiltrati in Siria da parte dei sauditi e dei paesi occidentali, si vede obbligato a far inviare in battaglia dalla Russia i costosi carri T-90, che sono molto meno vulnerabili ai missili.

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JUDÍOS A “LA VANGUARDIA DE BIENVENIDA” DE LA INVASIÓN

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Segnalazione di Diego Pappalardo

 

Los judíos europeos están “a la vanguardia de acoger la afluencia de inmigrantes y refugiados.” Tal y como lo afirma una de las principales historiadoras judías de Europa, la doctora Diana Pinto.

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En su intervención en la conferencia de un Centro Comunitario Judío en Jerusalén la semana pasada, Pinto, investigadora y miembro del Instituto de Investigación de Política Judía que tiene su sede en Londres, describió cómo “los judíos europeos, recordando su propia condición de refugiados en la postguerra, son los máximos partidarios de acoger la afluencia de inmigrantes y refugiados musulmanes, considerando esta iniciativa como una de las mayores apuestas de la próxima década.”

De acuerdo con la cobertura de su discurso publicado en el periódico The Times of Israel, Pinto, que también es miembro fundador del Consejo Europeo de Relaciones Exteriores, dijo que “en esta interfaz en la que interactúan pueblos cargados de identidad histórica, los judíos europeos dicen ‘No importa de dónde vienen, lo que importa es a dónde van. ‘”

Los comentarios de Pinto fueron confirmados por un artículo en Jewish Telegraphic Agency, del 8 de septiembre de 2015 (“European Jews, mindful of risks, urge aid to refugees”) , publicación que hace alusión a varios casos de Judíos que piden ayuda para las hordas de invasores no blancas, aunque sean muy conscientes de que muchos de los árabes que ingresan en Europa son anti-semitas.

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La JTA citó a Ron van der Wieken, presidente de la Organización Central judía de los Países Bajos, diciendo que mientras él era “consciente de que algunos refugiados de Oriente Medio abrigan sentimientos bastante negativos hacia los judíos, los judíos no pueden retirar su apoyo a los necesitados que además huyen de la violencia”, e instó a Holanda a idear una” política de “caridad” para los refugiados.

Zoltan Radnoti, el presidente electo por la junta rabínica del grupo Mazsihisz, protector de las comunidades judías de Hungría, fue entonces citado diciendo, “Ayudo a los refugiados con el temor de que pueda estar contribuyendo a enviar peligro a otros Judíos en Europa. Sé que algunos de los refugiados han disparado contra nuestros soldados [israelíes]. Lo sé. Pero también sé que tengo el deber de ayudar”.

Mazsihisz ha establecido depósitos de recolección en instituciones Judías de Budapest para la que entrega alimentos, ropa, pañales, medicamentos, agua y otras necesidades a los invasores.

En Italia, la JTA informó que la comunidad judía de Milán abrió las puertas de su museo del Holocausto para dar cabida a los invasores sin hogar procedentes de Oriente Medio y África.

En Bruselas, la JTA continuó, Menachem Margolin, rabino de Jabad y director de la Asociación Europea de vestíbulo judío, encabezó una delegación de rabinos para entregar alimentos no perecederos a los invasores.

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The Times of Israel informó (“5 cosas que usted puede hacer para ayudar a la crisis de los refugiados”, 17 de septiembre, 2015), que se celebró una reunión de emergencia del Consejo de Diputados de Judíos británicos en septiembre para “coordinar más de 20 organizaciones judías que dan respuesta a la crisis de los refugiados e inmigrantes “.

El Consejo de Diputados de Judíos británicos incluso ha creado un sitio web especial llamado “Apoyo a los refugiados”, con el apoyo de todas las principales sinagogas y organizaciones judías en el Reino Unido, para que sea “una ventanilla única para aquellos que quieran participar en apoyo a los refugiados y solicitantes de asilo, tanto en el Reino Unido como en el extranjero “.

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The Times of Israel ha propuesto diferentes maneras a sus lectores para ayudar a los invasores en Europa. En primer lugar, el artículo dijo a sus lectores que no envíen comida ni ropa, ya que es preferible el envío de dinero porque, como ha sugerido Shachar Zahavi, miembro de la ONG IsraAid israelí: “Preferimos comprar artículos de primera necesidad en nuestro suelo (Grecia)”.

Lo que realmente se necesita, manifestó Zahavi, son “portabebés para ser distribuidos en Grecia a aquellas familias que aún están en movimiento y cruzando las fronteras.” Además, IsraAid ha organizado a doctores judíos para establecer clínicas en Grecia y Serbia.

TheTimes of Israel también informó que la sociedad hebrea de Ayuda al Inmigrante, con sede en Estados Unidos (la HIAS) ha anunciado que cuenta con centenares de profesionales en doce países a través de los cuales se presta asistencia jurídica, apoyo psicológico y formación en medios de vida sostenibles a los refugiados.

Por supuesto, como es típico de la hipocresía supremacista judía, estos Judíos y sus organizaciones están a favor de los invasores no blancos que propagan por Europa, pero al mismo tiempo, todos apoyan a Israel, que se ha negado rotundamente a aceptar a un solo “refugiado” bajo ningún concepto y sin importarle Siria.

Como se detalla en The LA Times del 6 de septiembre de 2015 ( Un país que no acogerá a refugiados sirios: Israel”), el primer ministro de Israel, Benjamin Netanyahu, dijo que “la falta de profundidad demográfica y geográfica” de Israel requería controlar sus fronteras contra ambos “migrantes ilegales y el terrorismo”.

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Esta “falta de profundidad demográfica” a la que se refería es, por supuesto, el hecho de que la inmigración a Israel está estrictamente controlada y se basa en fundamentos raciales: nadie que no sea judío puede inmigrar a ese estado.

Esta exclusividad racial es lo que se entiende por las repetidas llamadas para el mantenimiento de Israel como “Estado judío y democrático” -los propagandistas judíos siempre se amparan en la parte de “democrática” de ese grito con el fin de desviar la atención del hecho de que lo que realmente quieren es un estado judío racial, sólo para Judíos.

Si bien es, por supuesto, el derecho de todas las razas y las personas el tener su propio estado, parece que el lobby judío internacional sólo quiere reservar este derecho para sí mismos, y negárselo a todos los demás.

De ahí que el lobby judío internacional, a través de la acción política directa y sus medios de comunicación de masas controladas, siempre está “a la vanguardia” de promover la invasión no blanca en los países europeos, pero al mismo tiempo, fanáticamente apoya a Israel que está cerrado en su política de fronteras y de inmigración basada en políticas raciales del Estado.

BN

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L’Immacolata in trincea

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MADONNA IN TRINCEA

Segnalazione del Centro Studi Federici

1915-1918: Prima Guerra Mondiale. Quella della grande carneficina di giovani. Molti seminaristi e molti giovani salesiani dovettero vestire la divisa e andare a combattere. Anche su fronti opposti. Un giovanissimo chierico salesiano, Ambrogio Rossi (nel 1916 chierico salesiano), raccontò la sua singolare, per certi versi miracolosa esperienza. Questo è il suo racconto.

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Banca Etruria, la lettera a Dagospia: “Nella banca anche la nuora del padre della Boschi”

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RICORDANDO CHE NELLA BANCA DELLA LEGA, “CREDIEURONORD”  SI VIAGGIAVA SECONDO ANALOGHI PRINCIPI: CAMBIANO I NOMI O I PARTITI, MA NON LA PRASSI…

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Una mail, ricevuta e pubblicata da Dagospia, che aggiunge ulteriore “pepe” al caso dei crac bancari che sta monopolizzando la cronaca degli ultimi giorni. Al centro c’è sempre lei, Maria Elena Boschi, finita nel mirino per il ruolo che padre e fratello ricoprivano in Banca Etruria. E ora, al padre e al fratello, si aggiunge un nuovo pezzettino di famiglia. Almeno stando alla mail pubblicata da Dago, che recita: “Nella formazione tipo della famiglia Boschi all’interno di Banca Etruria, va ricordata anche Eleonora, dipendente dell’istituto aretino e nuora di Boschi papà, moglie di Boschi figlio, cognata di Boschi ministro. Una banca radicata nel territorio – continua la mail -, una famiglia radicata nella banca. Saluti domenicali e buone azioni per tutti, Paolo l’aretino”.

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Erdogan ordina i saccheggi dell’IS in Siria?

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“Ad Aleppo, il governo turco ha contribuito al saccheggio della struttura industriale. Esperti turchi erano a fianco dei jihadisti ad indicare quali macchinari trasportare in Turchia”: l’accusatore è Farés el-Chehabi, imprenditore di Aleppo, presidente della Camera di Commercio e Industria di Siria; ed è un sunnita, non un alawita. Riuscito a tornare dopo quattro anni nella zona liberata dove aveva delle fabbriche, ne ha constatato il saccheggio. E lo ha detto in un’intervista a L’Orient Le Jour, il più importante giornale libanese.

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