Germania: commessi in 6 mesi dai ‘profughi’ 142.500 crimini

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Segnalazione Corrispondenza Romana

germania

A dir certe cose si viene qualunquisticamente tacciati di razzismo, ma i numeri sono numeri e non si possono cambiare: i cosiddetti “profughi”, in Germania, nei primi sei mesi del 2016 hanno commesso ben 142.500 crimini. Dati ufficiali, diffusi dall’Ufficio federale di Polizia criminale e subito ripresi dal Daily Mail, oltre tutto dati relativi alla certezza della cattura del responsabile, quindi non fondati né su impressioni, né sui “si dice”.

Tale cifra equivale a ben 780 reati al giorno con un incremento di quasi il 40% rispetto al 2015: per lo più si tratta di episodi di natura finanziaria o di casi di contraffazione. Ma non solo, c’è di ben peggio. Politicamente questa notizia si è rivelata una bomba, fortissime sono ormai le pressioni esercitate sul Cancelliere tedesco, Angela Merkel, affinché cambi immediatamente rotta rispetto alla sua linea possibilista sulla questione migratoria.

Intanto, è di queste ore ed ha già provocato forte sdegno e dure reazioni la notizia del poliziotto tedesco, che avrebbe cercato di convincere una 15enne a non sporgere denuncia contro un 50enne algerino, accusato d’averla aggredita sessualmente. Alla fine l’agente avrebbe ceduto e compilato il rapporto, ma solo grazie all’insistenza del padre della vittima e di un testimone, un 44enne dettosi pronto, nel caso il funzionario di Pubblica Sicurezza non avesse compiuto il proprio dovere, a denunciare l’accaduto alla stampa.

L’incredibile vicenda, immediatamente ripresa dal Rheinische Post, è accaduta a Rheinberg. L’aggressore è stato rintracciato in una vicina struttura di accoglienza, grazie al personale di sicurezza ed a quello della Croce Rossa, prontamente allertati. In merito alla condotta dell’agente, la Polizia ha avviato un’indagine interna.

Sono notizie, che rendono ancor più sconcertante le frontiere lasciate indiscriminatamente aperte, anzi spalancate dai vertici dell’Unione Europea di fronte ad un’invasione silenziosa di massa, incuranti non solo delle infiltrazioni jihadiste, il che è già evidentemente molto grave, bensì incuranti anche di quelle folle di criminali (e sono tanti, come riportano quotidianamente le cronache), giunti qui per dar impunito sfogo alla propria attività delittuosa. (M.F.) Continua a leggere

Una conferenza della GLDI: «Lucifero portatore di luce…» (2014)

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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di P. Paolo M. Siano

Dal sito internet della Gran Loggia d’Italia – Piazza del Gesù – Palazzo Vitelleschi(GLDI), http://www.granloggia.it/, è possibile collegarsi al video (durata 01:07:38, “postato” il 16 maggio 2015, http://www.youtube.com/embed/NHGas17jKPs?width=640&height=480&iframe=true) della conferenza Lucifero portatore di luce. Un’indagine oltre le visioni dantesche, tenuta a Torino il 12 maggio 2014 (Salone Internazionale del Libro). La conferenza, organizzata dalla GLDI, si concentra sulla figura di Lucifero e si pone sulla scia del film di Louis Nero Il Mistero di Dante (2014) nel quale (fatta eccezione di due voci cattoliche) «Dante Alighieri è presentato generalmente come un Iniziato Templare dei Fedeli d’Amore» e la sua “Commedia” come «un’opera esoterica».  

Moderatore della conferenza è Giancarlo Guerreri (scrittore), con interventi di don Roberto Carelli (teologo), Khared Fouad Allam (islamologo), Aurora Distefano (scrittrice) e Louis Nero. All’inizio Guerreri mostra circa 7 minuti del film di Nero in cui il Lucifero dantesco è lodato come «la causa dell’inizio del processo di reintegrazione» (Guerreri), oppure come «Metatron il Volto di Dio», «il portatore della luce dentro le tenebre» (Gabriele La Porta), oppure come «il nucleo più profondo di sé stessi che l’Iniziato impara a trovare e a superare» (Marcello Vicchio), oppure come «la pietra occulta che nasconde la vera medicina, che è effettivamente la rivoluzione di noi stessi» (Distefano). Continua a leggere

Islamici: “ridateci le moschee abusive”

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Dopo la chiusura dell’ultimo “centro culturale” fuorilegge arriva la minaccia: “Pronti ad invadere San Pietro”

Roma Nonostante la protesta organizzata dalla comunità musulmana al Colosseo contro la chiusura delle moschee abusive, la polizia locale di Roma Capitale, nei giorni scorsi, ha apposto i sigilli ad un’altra sala preghiera in via Montenovesi, nel quartiere Boccea.

I musulmani romani hanno perciò annunciato una nuova mobilitazione. Quella di Boccea, infatti, è la sesta moschea non a norma ad essere posta sotto sequestro in pochi mesi.

Il motivo è sempre lo stesso: abusi edilizi e mancato rispetto delle norme per la sicurezza all’interno dei locali. Di sale-preghiera così, a Roma, ce ne sono circa 52.

Si chiamano centri culturali islamici, ma in realtà sono vere e proprie moschee, ricavate in garage, scantinati o ex magazzini, che ogni venerdì accolgono centinaia di fedeli islamici (guarda il video).

 

«Qui pregano fino a 300 persone, se ci chiudono dove andiamo?», ci dice Hussein che lavora in una ferramenta a Tor Pignattara, a pochi metri dal centro islamico dove tutti i giorni viene a pregare. Questo quartiere della periferia est di Roma, dove la metà degli abitanti sono musulmani, è il cuore della protesta islamica contro la chiusura dei luoghi di culto.

«Noi viviamo qui, lavoriamo qui, non possiamo mica andare a pregare ai Parioli – spiega Anwar, presidente di una sala preghiera del quartiere -. In Italia non c’è una legge per le moschee, quindi noi troviamo i locali e li sistemiamo a modo nostro».

Qui a Tor Pignattara l’ennesima chiusura la considerano «una presa in giro», perché è avvenuta mentre era ancora aperto il tavolo tra la Prefettura, il Comune e le associazioni islamiche, per trovare una soluzione al problema (guarda le foto). Continua a leggere

Trump l’europeista (e più “socialista” di Hillary). Ecco perché ha vinto e ora?

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facebook_1478713319638Abbiamo voluto aspettare un giorno a commentare la vittoria di Donald Trump per due motivi: 1) Su queste cose, i commenti a caldo si rischiano di pagare cari nel tempo. Abbiamo suscitato la curiosità dei lettori che per tutto ieri hanno visitato il sito, con migliaia di ritorni di visita degli stessi utenti, favorendo, dati alla mano, la lettura di altri articoli, soprattutto di tematica religiosa. 2) Abbiamo preferito star fuori dalla sbornia dei commenti e, quindi, differenziarci, raccogliendo maggiori elementi di giudizio, per fornirvi oggi un’analisi più completa. Opinabilissibila, perché la politica è l’arte del possibile. L’ articolo è di Alessio Mannino, Direttore del quotidiano on-line www.vvox.it cui collabora anche il nostro Responsabile Matteo Castagna, che qui scrive la sua opinione e la vignetta, sagace e azzeccatissima, è dell’amico Alfio Krancic. 

di Alessio Mannino

5 motivi per cui la vittoria dell’inaffidabile miliardario istrione donnaiolo è una buona notizia per noi. sempre che mantenga le promesse

Ogni buon europeo non dovrebbe essere scontento della vittoria di Donald Trump. Perché all’Europa, e dunque anche all’Italia, conviene. Almeno stando alle idee di politica internazionale esposte da “The Donald”, che ora come ora non possiamo sapere se saranno le classiche, elettorali, promesse da marinaio. Dandole per buone con scettica riserva (l’uomo non è esattamente un campione di affidabilità), passiamole in rassegna e vediamo cosa potrebbe comportare la presidenza Trump per noi.

NO GLOBAL
1. «L’americanismo, non il globalismo, sarà il nostro credo». Prima vengono gli Americani («America First»), poi tutto il resto. Il miliardario statunitense è un no global. Sembra paradossale, ma è così. All’origine delle cause sociali che l’hanno portato a battere l’odiosa Hillary Clinton (il tasso reale di disoccupazione più alto dei numeri statistici, l’aumento da 28 a 45 milioni dal 2008 a oggi degli americani che per mangiare ricorrono ai buoni alimentari, il divario fra ricchi e poveri aumentato, tutto questo in barba alle magnifiche sorti progressive del bluff Obama, che sarà ricordato in positivo solo per l’insufficiente Obamacare) c’è proprio la globalizzazione. Continua a leggere

ISRAELE SI PREOCCUPA PER LA VITTORIA SCIITA AD ALEPPO. E VA A MOSCA

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di Maurizio Blondet

Lunedì, una delegazione di personalità israeliane  s’è recata a Mosca per incontri con le  autorità russe. Secondo il Jerusalem Post,  sono deputati della commissione affari esteri e della commissione forze armate, guidati da Avi Ditcher,  appunto presidente della Commissione esteri,e  falco del Likud. Prima di partire, il falco ha diramato alle agenzie ebraiche: “Protesterò per il voto di Mosca all’UNESCO, scandaloso e inaccettabile”.  Un’idea fissa, evidentemente. La delegazione dovrà “persuadere la Russia ad adottare posizioni più positive verso Israele”.

Secondo le fonti di Teheran,  Israele “ha paura di una vittoria dell’Asse di Resistenza ad Aleppo”  (Asse di Resistenza chiamano le forze militari congiunte sciite- che combattono in Siria: Hezbollah, alawiti  e cristiani per Assad,  corpi dell’Iran) e  vuole garanzie da Mosca soprattutto riguardo all’Iran: stato che per Israele “sostiene il terrorismo” (tradotto dalla neolingua:   non ha voltato le spalle ai palestinesi).  Israele in Siria si trova a fianco dei  sauditi, del Katar, degli Usa e della Turchia a sostenere i jihadisti, i terroristi e  mercenari che ora  stanno cedendo; e nella prospettiva di una vittoria dell’Asse, lo stato ebraico si trova in posizione imbarazzante, di cui sta cominciando a valutare i  pericoli. La  vasta politica di destabilizzazione promossa dagli Usa sul progetto israeliano (Piano Kivunim) sta dando risultati forse opposti a quelli sperati.  Hanno adesso le forze armate russe molto vicine,    che li tengono  sotto la portata degli S-400, e alleate alle forze armate iraniane combattenti per mantenere Assad a Damasco.

Dall’inizio  della guerra in Siria, l’aviazione sionista ha bombardato più volte le posizioni dell’esercito regolare siriano e  convogli di Hezbollah (allo stesso modo gli americani hanno sistematicamente distrutto le infrastrutture civili della Siria: ponti, centrali elettriche, fabbriche), e sempre impunemente, perché Damasco non osava tirarsi addosso un altro nemico bellico nella guerra aperta.  A metà settembre  però qualcosa è cambiato: la contraerea siriana ha abbattuto un F-16 israeliano (e un suo drone); la cosa è stata smentita da Israele,  ma ha lasciato le più vive inquietudini nella leadership sionista. Fino a che punto Mosca è davvero alleata dell’Iran?  Tanto più che, come dicono le fonti iraniane,  certe fonti “riferiscono   di contatti sempre meno frequenti tra le forze russe in Siria e Israele, il che inquieta Tel Aviv” .  I taciti accordi e lo scambio di informazioni militari volti ad evitare scontri diretti  con l’aviazione israeliana  non sono più tanto importanti per gli stati maggiori russi.  Cosa è cambiato?

Saldatura Cairo-Teheran?

Ad Ovest di Sion, l’avvicinamento  dell’Egitto di Al Sissi a Mosca e alla Siria è evidente: ad ottobre russi ed egiziani hanno tenuto un’esercitazione congiunta, novità assoluta. Nello stesso ottobre, altissimi ufficiali dell’intelligence sono volati a Damasco per incontrare una delegazione di pari grado, capeggiati  dal generale Ali Mamlook, consigliere di sicurezza nazionale del Presidente Assad. A novembre, soldati e ufficiali egiziani sono arrivati a Damasco per esercitazioni e scambio di intelligence sulla guerriglia urbana e contro-terrorismo.

Voci non confermato parlano di tonnellate di armamento e munizioni che la Russia invia – tramite l’Egitto – all’armata “nazionale” della Libia, il governo di Tobruk non  riconosciuto dagli occidentali.

In più, l’Egitto ha rifiutato al richiesta saudita di impegnarsi nella guerra genocida agli Houti in Yemen, ed ha votato, al Consiglio di Sicurezza Onu, la risoluzione russa  sulla Siria. Immediatamente l’Arabia Saudita ha tagliato al Cairo le forniture di gas e petrolio – ma queste sono state subito sostituite dalle forniture dell’Irak: con un accordo firmato da Al Sisi e dal primo ministro iracheno Haidar Al-Abbadi  con la mediazione di Mosca e di Teheran.  Per il Cairo l’accelerazione dei nuovi legami di sicurezza ha una motivazione in più:  la vittoria di Hillary Clinton peggiorerà le relazioni di Al Sissi con  Washington, visto che la presidenza  americana è così profondamente infiltrata   dai Fratelli Musulmani, i cui interessi sono apertamente coltivati da Huma Abedin (e occultamente da Obama in tutti gli anni della sua presidenza)

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La prima Messa nella   devastata chiesa della Immacolata Concezione, della cittadina cristiano di Karakosh presso Mossul, liberato dalle milizie cristiane.

Ma per Israele ce n’è abbastanza per vedere  il solidificarsi di un’alleanza fra i due paesi più popolosi, Egitto e Iran, uniti dalla Siria e dall’Irak sciita, sotto gli auspici di Mosca. Quindi   l’urgenza con cui la delegazione del Likud vuol tastare il polso russo. Che Mosca non stia più al gioco della finzione americano è evidente. Da ultimo, la sua diplomazia ha bollato la “riconquista di Mossul” voluta dalla propaganda Usa e a cui partecipa l’intera corte dei miracoli   europea con la corte dei miracoli curdo-turca,  di “operazione degenerata in un carnaio medievale di cui la prima vittima è la popolazione civile”, e  dove gli occidentali “non hanno messo a punto alcun piano di salvataggio come  corridoi umanitari e sistemi di evacuazione della popolazione” (naturalmente l’ONU non protesta). Continua a leggere

Mistocolvitto.it e Christus Rex-Traditio hanno presentato “Coop Connection” a Verona

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20161107_214507di Redazione

Mistocolvitto.it dell’amico Vittorio Bonfante è un blog che ha grandi potenzialità sul web, raggiungendo picchi a livello nazionale che fanno invidia ai siti più letti. Ecco che, dunque, il video della serata di ieri sera, presto disponibile, manterrà certamente il trend delle centinaia di migliaia di visualizzazioni.

Alla richiesta di collaborazione nell’organizzazione della presentazione del libro “COOP CONNECTION” (Ed. Chiarelettere) sul sistema delle Cooperative in Italia e dei loro agganci con un’economia malata e intrecci con il mondo imprenditoriale, bancario, assicurativo e politico che fanno ribrezzo, quanto alle modalità corruttive documentate, nell’impunità garantita dalle leggi fatte dai soliti noti, noi di “Christus Rex-Traditio” ci siamo messi subito a disposizione.

20161107_210738Nonostante prevedibili boicottaggi di varia natura, il risultato è stato ottimo e lo sarà ancor di più grazie alle potenzialità del web. Del resto, si andava a toccare un tasto assai dolente per una buona fetta d’Italia, un Ministero importante come quello di Pinotti, interessi che coinvolgono personaggi che operano anche in territorio scaligero. Il giornalista del nuovo quotidiano diretto da Maurizio Belpietro “La Verità”, Antonio Amorosi è sceso nei particolari, senza fare sconti a nessuno, assieme al Presidente di una Coop di Imola, che ben conosce il Sistema che va a sfruttare il lavoratore, senza dargli alcuna tutela perché è de iure un imprenditore, ma de facto un dipendente sottopagato. Attraverso una dichiarazione del Prof. Guidotto, il libro parla, ad esempio di “Libera”, la coop di “don” Ciotti e delle sue opacità, della situazione veneta, emiliana in particolare, del totale smarrimento della finalità sociale e mutualistica di questo Sistema, in favore di quella redditizia, addirittura delle quotazioni in borsa, che dovrebbero essere impensabili perché proibite, ma che riescono attraverso artifici e società parallele, subappalti e tangenti milionarie. Argomento a sè, ma non meno scottante, quello della cosiddetta “accoglienza-business“…

Il libro, appena uscito, è stato sequestrato dalla Magistratura, ma è talmente documentato che non è stata ravvisata alcuna ipotesi di reato ed è in libera vendita.

In sala ascoltavano attenti anche esponenti politici, quali il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lista Zaia), alcuni esponenti dell’Associazione Battiti, il portavoce di “Verona ai Veronesi”, il responsabile provinciale di Forza Nuova, oltre a militanti e sostenitori di Mistocolvitto.it, di Christus Rex-Traditio e persone del quartiere.

Intervista a Antonio Amorosi | autore di Coop Connection

antonio amorosiAbbiamo intervistato Antonio Amorosi, autore di Coop Connection (Chiarelettere 2016) recensito da ZEST qui

di Antonia Santopietro

Lei è un giornalista di inchiesta e quindi questo libro è espressione di una visione ampia della politica e della società, quali sono le motivazioni per cui sceglie di mettere a nudo il sistema delle COOP visto che si tratta della prima inchiesta su questo sistema in Italia?
Più che in passato il potere si misura con la capacità di stare nell’ombra, di essere invisibile. E il giornalismo che vale la pena fare è quello che parla del potere. Che segue e mostra le sue strategie, le sue traiettorie più segrete e potenti. Ma attenzione! Non stiamo parlando della banale attività di disvelamento del potere, le sue maschere, i segreti dei politici, dei partiti o di esercizi simili. Quella ormai, nella società dello spettacolo, è l’attività distraente del potere stesso che porta alla luce l’ovvio. Illuminando la quotidianità in ogni suo angolo. E ci fa sentire sicuri, protetti. Come se conoscessimo il mondo in cui viviamo. Quando ne sappiamo ben poco. Ce ne rendiamo conto individualmente solo quando all’improvviso ci troviamo senza lavoro o fallisce la nostra banca, o collassa la Coop dove abbiamo depositato i risparmi o c’è un attentato. Continua a leggere

La “mediocrazia” ci ha travolti, così i mediocri hanno preso il potere

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Nella “pars destruens” condividiamo molte cose. Nella parte costruttiva, c’è poco. Ovvero manca l’essenziale: Dio e la Sua Regalità Sociale. E’ l’unica vera soluzione

di Angelo Mincuzzi 

La “mediocrazia” ci ha travolti, così i mediocri hanno preso il potere

Fonte: Ilsole24ore

Una «rivoluzione anestetizzante» si è compiuta silenziosamente sotto i nostri occhi ma noi non ce ne siamo quasi accorti: la “mediocrazia” ci ha travolti. I mediocri sono entrati nella stanza dei bottoni e ci spingono a essere come loro, un po’ come gli alieni del film di Don Siegel “L’invasione degli ultracorpi”. Ricordate?
“Mediocrazia” è il titolo dell’ultimo libro del filosofo canadese Alain Deneault, docente di scienze politiche all’università di Montreal. Il lavoro (“La Mediocratie”, Lux Editeur) non è stato ancora tradotto in italiano ma meriterebbe di esserlo se non altro per il dibattito che ha saputo suscitare in Canada e in Francia.
Deneault ha il pregio di dire le cose chiaramente: «Non c’è stata nessuna presa della Bastiglia – scrive all’inizio del libro -, niente di comparabile all’incendio del Reichstag e l’incrociatore Aurora non ha ancora sparato nessun colpo di cannone. Tuttavia, l’assalto è stato già lanciato ed è stato coronato dal successo: i mediocri hanno preso il potere». Già, a ben vedere di esempi sotto i nostri occhi ne abbiamo ogni giorno. Ma perché i mediocri hanno preso il potere? Come ci sono riusciti? Insomma, come siamo arrivati a questo punto?
Quella che Deneault chiama la «rivoluzione anestetizzante» è l’atteggiamento che ci conduce a posizionarci sempre al centro, anzi all’«estremo centro» dice il filosofo canadese. Mai disturbare e soprattutto mai far nulla che possa mettere in discussione l’ordine economico e sociale. Tutto deve essere standardizzato. La “media” è diventata la norma, la “mediocrità” è stata eletta a modello.

Chi sono i mediocri Continua a leggere

Il vero mito americano

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di Massimo Fini

Il vero mito americano

Fonte: Massimo Fini

Tutto il mondo guarda con il fiato sospeso all’esito delle prossime elezioni americane, in particolare il mondo occidentale che vede negli Stati Uniti, per utilizzare un’espressione di Paolo Guzzanti, condivisa da una totalizzante maggioranza, ‘il faro della nostra civiltà’.

E allora andiamola a vedere, necessariamente a volo d’uccello, la storia di questo ‘faro della civiltà’. Comincia con un vile (Winchester contro frecce) e spietato genocidio, non disdegnando l’uso delle ‘armi chimiche’ allora a disposizione, whisky per fiaccare l’integrità di un popolo altamente spirituale come i Pellerossa. Delle decine di milioni di nativi nordamericani oggi ne sono rimasti circa quattro. Inutile dire che tutta la letteratura e filmografia americana, e non solo, fino a Soldato blu, che è del 1970, ha dipinto i conquistatori come il ‘Bene’ che combatteva contro dei barbari e degli ‘scalpatori’(qualcosa del genere arieggia anche oggi in altre aree del mondo). Per la verità, almeno in Italia, molto prima di Soldato blu, era stato l’autore di fumetti Gianluigi Bonelli a riequilibrare un po’ le cose creando nel 1948 la figura di Tex Willer, alias ‘Aquila della Notte’.

L’America è stata l’ultimo Stato democratico ad abolire, nel 1865, la schiavitù scomparsa in Europa dalla caduta dell’Impero romano. E in questa speciale classifica negativa gli americani sono sorpassati solo dalla Mauritania, che notoriamente non è considerata un ‘faro della civiltà’ e all’epoca non era certamente un regime democratico, che l’abolì solo dieci anni dopo.

Gli Stati Uniti hanno avuto l’apartheid fino al 1964/1965. E avevano appena finito di abolirla che, col consueto moralismo a posteriori, si scagliavano contro l’apartheid sudafricana che qualche ragione in più ce l’aveva poiché 5 milioni di bianchi vivevano circondati da 20 milioni di neri. Peraltro negli Stati Uniti l’abolizione dell’apartheid sembra più formale che sostanziale, basta osservare l’impressionante sequenza di omicidi a danno degli afroamericani ad opera della polizia yankee. Continua a leggere

AVETE NOTATO? IL VATICANO DA’ SEMPRE RAGIONE AL “MONDO”

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di Maurizio Blondet

Fiumi di inchiostro sono stati versati, dai siti cattolici,  sulla durissima reprimenda del Vaticano contro Radio Maria, dalle cui antenne sarebbe stato detto che il terremoto dell’Italia  centrale sarebbe stata  una punizione divina per il varo della legge sulle unioni civili.  Non  si parli di “Punizioni divine”!  Il numero 2 della segreteria di stato, monsignor Becciu, ha invitato Radio Maria a “correggere i toni del linguaggio e conformarsi di più al Vangelo e al messaggio della misericordia e della solidarietà propugnato con passione da papa Francesco” .  Quelle pronunciate alla radio  “sono affermazioni offensive per i credenti  e scandalose per chi non crede”. Subito il fondatore di Radio Maria, padre Livio, ha espulso dalla radio per  sempre il colpevole, teologo Cavalcoli.

Al fiume d’inchiostro aggiungo il mio rigagnolo, senza alcuna pretesa di originalità, giusto con una nota terra-terra. Come è stato già appurato, quella frase non è stata detta  affatto. Cavalcoli  ha fatto un discorso molto più complesso, come  ovvio. La frase “il terremoto è la punizione divina per la legge sulle unioni civili” è stata attribuita a padre Cavalcoli da L’Espresso  – una semplificazione e falsificazione – poi subito ripresa e amplificata da tutti i media “che contano”,  Corriere, Repubblica, TG,  giù giù fino all’immondo Cruciani; all’estero, se ne è occupata persino la BBC: “Vatican condemns radio station” etc. etc.

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Non in linea con papa Francesco

Queste emittenti rappresentano e incarnano  quel che in termini spirituali si chiama “il mondo”,  e gli interessi “mondani”.

Il ben noto “mondo” di cui Gesù ci ha avvertito:  «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.

La cosa terra-terra che volevo far notare è questa: il numero due della Segreteria di Stato non ha  avuto il minimo dubbio sul fatto che un teologo  alquanto noto nella Chiesa, forse, non aveva detto una simile scemenza;  nemmeno   ha provato a chiamare  padre Cavalcoli per chiedergli: ma cosa hai detto davvero, figliolo? No: ha subito preso per verità assoluta quello che sulla faccenda ha detto “il mondo”.  E ovviamente, Becciu ha   preso le parti  del “mondo”: senza la minima esitazione, senza alcuna riflessione e senza il minimo controllo preventivo.   Se c’è una disputa, una polemica,  possiamo esser sicuri che il nuovo Vaticano darà sempre ragione, per immediata reazione, al “mondo”, e torto al fedele cristiano. Ormai è un riflesso condizionato:  è sempre il fedele che viene messo sotto accusa dal Vaticano, di cui si sospettano pregiudizi, rigidità, e persino di dire menzogne  e malvagità. “Il mondo” invece, non mente mai, non ha bisogno mai di rimproveri.   Becciu non ha dubitato un attimo che l’Espresso  è un giornale ideologico, e dice falsità ; immediatamente ha creduto che un teologo domenicano  molto rispettato  potesse aver detto una cretinata, ed aver  offeso “il mondo”.

Non ci poteva essere  più plastica dimostrazione della “mondanità”  della Chiesa di  Bergoglio e della sua Junta. Del resto, è  proprio questo il compimento del modernismo arruffone di questa junta al potere: avendo rigettato la dottrina cattolica, ogni contenuto della fede  come “fariseismo”, per forza aderisce alle dottrine del “mondo”, alle voci più potenti e intimidatorie del “mondo”. Essa  assume le idee di “bontà” e “misericordia” che sono proprie del mondo e gradite al mondo: amnistia ai carcerati, accoglienza agli immigrati, globalizzazione, riscaldamento climatico, raccolta differenziata.  Istintivamente, il Vaticano  sta sempre dalla parte del “Mondo” contro i fedeli.

Non è difficile trovare conferme  a questa adesione al mondo e ostilità ai cattolici.  Pochi giorni prima, un viceministro israeliano in visita al Vaticano, Ayub Kara, ha effettivamente detto – e diramato alle agenzie ebraiche – la frase:  il  sisma è  la punizione divina all’Italia per essersi astenuta alla votazione  all’Unesco.  Ora, a reagire  è stato il parlamentare ebraico Emanuele Fianco del PD: “Parole vergognose e inaccettabili”; ma  nulla ha detto il Vaticano.  Nessuna protesta  pubblica. Zero.  Che differenza con la ringhiosa ostilità con cui Becciu  ha messo sotto accusa Radio Maria e Cavalcoli, diramando la sua condanna alle (mondanissime) agenzie di stampa.   Questo perché  il viceministro sionista è “il mondo”; e per il mondo c’è, in Vaticano, infinita indulgenza, comprensione, simpatia.  Ci si identifica con i suoi “valori” e si è pronti a sorvolare sulle loro offensive scemenze. Continua a leggere

Sfregio all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci e a tutto il mondo cristiano

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n-cenacolo-large570Segnalazione di Raimondo Gatto

Il fondatore di Miss Bum Bum ha pubblicizzato la finalissima del concorso facendo posare le modelle in modo che ricordassero l’Ultima Cena di Leonardo.
Ma sul web è scattata la polemica

di Anna Rossi 

L’Ultima cena, il celebre dipinto di Leonardo da Vinci, è stato sfregiato: al posto dei 12 discepoli e di Gesù sono state messe le finaliste di Miss Bum Bum.

Così Cacau Oliver, l’ideatore del concorso più famoso in Brasile, ha pensato di promuovere la finalissima della gara. Ma la sua invenzione – se così si può chiamare – non è piaciuta al pubblico che ha accusato Cacau Oliver di blasfemia. La scelta dell’uomo è stata fin troppo azzardata: cercare di nobilitare un concorso, che giudica il lato b migliore, con un dipinto che ritrae soggetti religiosi è stata considerata come una vera e propria offesa da quasi la maggior parte dei cristiani che sul web si sono scatenati.

Una delle finaliste di Miss Bum Bum che si trova nel dipinto reinventato – più precisamente quella che interpreta Gesù – ha espresso il suo disappunto al DailyMail: “Ho fatto la foto a causa del mio contratto. Ma non mi piace e non ero felice. Non si può giocare con la parola di Dio. Capisco perfettamente la gente che si è arrabbiata. Anche io sono arrabbiata, per me tutto questo è una bestemmia. Da quando ho fatto la foto non riesco a dormire. Ho chiesto perdono al Signore. Siamo andati troppo oltre, siamo state parte di un grande peccato”. Continua a leggere

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