Il tappeto mobile

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di Lorenzo Parolin

Il tappeto mobile

Fonte: Lorenzo Parolin

Èno – Che diresti se qualcuno percorresse una via mobile nel verso sbagliato?

Pino – Direi che è un imbecille. Io alla fiera di Francoforte ci ho provato per scherzo ed ho avuto una sensazione di impotenza. Riuscivo lo stesso ad avanzare, ma lo spreco di energia era frustrante; al contrario, dal verso giusto si procedeva speditamente e si provava un senso come di onnipotenza.

Èno – Capisco; anch’io sono della tua stessa idea, tuttavia, dopo aver osservato tante persone ed aver fatto tante prove, devo concludere che il verso giusto nel quale percorrere la vita è quello rovescio.

Pino – Come sarebbe a dire?

Èno – Vedi, la vita assomiglia un po’ anch’essa ad un tappeto mobile, perciò capisco quelli che si lasciano trasportare pigramente, e ancor di più capisco quelli che sfruttano il suo movimento naturale sommandovi quello personale per fare più strada; ma l’idea che mi sono fatta è che quel tappeto muova verso la sede del Male, e che quello che a molti appare un affare sia solo una follia. Anch’io non volevo credere che il fluire naturale delle cose fosse ingannevole, anzi, per lungo tempo non ho nemmeno voluto prendere in considerazione l’eventualità di camminare in senso contrario; oggi, invece, ne sostengo l’utilità.

Pino – Vorresti forse dire che la maggior parte del mondo sta andando nel verso sbagliato? Continua a leggere

Donald Trump nomina due pro-life alla Casa Bianca

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Segnalazione Corrispondenza Romana

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di Lupo Glori

Mentre non si placano le accese polemiche, a tutti i livelli, nei confronti dell’inattesa e, per molti, disorientante elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti d’America, tutti gli occhi della stampa mondiale sono ora puntati sulle decisive nomine presidenziali in corso che andranno a definire quello che sarà il nuovo staff della Casa Bianca a partire dal prossimo 20 gennaio 2017.

Le prime scelte, in proposito, del neo eletto Trump, come prevedibile, hanno suscitato reazioni opposte e contrastanti. Se da un lato la stampa progressista ha infatti subito accusato il tycoon di aver optato per consiglieri «estremisti, razzisti e antisemiti», dall’altra parte, i leader conservatori hanno applaudito, accogliendo con soddisfazione le prime investiture del loro presidente. Quest’ultime, come reso noto da tutti i principali media internazionali, sono andate a Reince Priebus e Steve Bannon.

Priebus, eletto a capo di gabinetto, chief of staff, è un politico navigato, appartenente da anni all’establishment del Partito Repubblicano; Bannon, nominato consigliere speciale e chief strategist della Casa Bianca, è stato presidente esecutivo di Breitbart News, uno dei più importanti e attivi siti web della “destra” americana, punto di riferimento soprattutto per la cosiddetta “alt-right”, abbreviazione che sta per “alternative right”, movimento che ha costituito un’importante base elettorale per Trump. Continua a leggere

Quel vizio innato e idiota di complottare su tutto

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I COMPLOTTI ESISTONO, MA VEDERLI O CERCARLI OVUNQUE E’ RIDICOLO E PATOLOGICO COSI’ COME E’ MALA FEDE O SCIOCCA INGENUITA’ SOSTENERE CHE NON ESISTANO MAI (N.d.R.)

Segnalazione di Redazione BastaBugie

I rettiliani, il Priorato di Sion, la setta degli Illuminati che governa il mondo, Elvis è vivo, gli alieni nell’Area 51, le scie chimiche, ecc.
di Rino Cammilleri

«I rettiliani, la base dei nazisti al Polo, il Priorato di Sion, il complotto per diffondere l’Aids, l’occultamento del raggio della morte di Marconi, l’occultamento del cronovisore costruito da padre Pellegrino Ernetti nei sotterranei dell’Università cattolica, la cospirazione degli archeologi per non farvi sapere quanto siano antiche le piramidi, le attività segrete della setta degli Illuminati che dal Settecento cerca di governare il mondo, l’omicidio Pasolini…».
Ma anche: Elvis è vivo e Paul McCartney è morto, gli alieni nell’Area 51, le scie chimiche, il falso allunaggio, Kennedy… Perché non possiamo fare a meno di immaginare complotti? E’ un vizio giacobino (Robespierre non faceva altro che “smascherarne”) e comunista (le «forze oscure della reazione») o è congenito? Matteo Sacchi, nel suo gustoso pamphlet Il complottismo è servito (Edizioni del Giornale, pp. 20, €. 2,50) opta per la seconda soluzione, ricordando gli «untori» manzoniani (del 1630) ma anche i «ladri di bambini» della Parigi del 1750.

CHISSÀ CHE COSA C’È DIETRO
E si potrebbe andare ancora indietro, ai tempi in cui le epidemie inesplicabili dalla medicina venivano attribuite agli avvelenatori di pozzi, o ai Romani che descrivevano i cristiani come cannibali e incestuosi. Si dirà che erano tempi di ignoranza, come quelli attuali in cui i talebani impediscono le vaccinazioni, e anche il cinema impazza coi complotti della Cia, delle multinazionali, dei servizi deviati. Il Sessantotto ce lo ha riportato alla grande, il complottismo, così che il «chissà che cosa c’è dietro» è ormai diventato un modo diffuso di pensare.
E ministri devono perdere tempo a rispondere in Parlamento a interrogazioni sulle scie chimiche, gli ufo, la P4. Giovanni Paolo I? Avvelenato, lo sanno tutti. Manuela Orlandi? Eh…! Perfino il naufragio della Concordia, avvenuto a 99 anni e 9 mesi da quello del Titanic. Tre 9. Che, capovolti, fanno 666. Ora, tutto questo non vuol dire che complotti non ce ne siano.
Prendete, per esempio, la campagna mondiale Lgbt e quella di Soros. Ma è un «complotto» alla luce del sole, dichiarato. Chiunque abbia una idea in testa e i soldi per diffonderla «complotta». Lo farei anch’io. Solo che il complottismo universale è altra cosa, e pecca di ingenuità. Infatti, presuppone che il nostro prossimo sia molto più intelligente di quel che è. Si pensi all’onnipotente Cia: con i suoi flop, le sue dabbenaggini, gli errori dilettanteschi si potrebbe riempire un (grosso) volume. E gli altri servizi segreti del mondo non sono da meno: 007 vince sempre al cinema, mica davvero. Lo stesso vale per Rambo e i suoi epigoni.

ALTRO CHE COMPLOTTISTI
Più un complotto è vasto e meno regge. Infatti, come fa un segreto a rimanere tale quando è condiviso da migliaia di persone? Per esempio, il «complotto» arabo-israeliano (sic!) delle Twin Towers richiedeva tante e tali complicità da rendere impossibile che in tutti questi anni non sia trapelato niente. Sì, perché il più delle volte il «complotto» non è che una castroneria iniziale, che poi si cerca di coprire o rimediare facendo sparire chi se ne è accorto; ma, così facendo, si allarga a tal punto il numero degli implicati da creare, semmai, una specie di Frankenstein che non si sa più come fermare.
Altro che complottisti: apprendisti stregoni. Chi tenne in caldo Khomeini a Parigi e poi lo mandò a detronizzare lo Scià credeva di fare le scarpe ai sovietici. Risultato: i sovietici non ci sono più, sì, ma adesso c’è il jihad mondiale. E di questi esempi se ne potrebbe fare a bizzeffe. Si paventa, oggi, un mondo in cui tutti saremo spiati e controllati (complotto), ma se le macchine fossero perfette non ci sarebbero i meccanici, gli elettrauto, i computerai e tutti quei lavoratori che ci tolgono dai quotidiani impicci – ripeto, quotidiani – che gli utensili ci infliggono (realtà). E più sono complessi e peggio è. Ma per favore. L’unico che complotta davvero è Satana. Gli altri sono solo i suoi utili idioti.

Nota di BastaBugie:

ESISTONO GLI ALIENI? LE UNICHE PROVE SONO I FILM DI FANTASCIENZA: WORLD INVASION (2011), INDEPENDENCE DAY (1996), 2001 ODISSEA NELLO SPAZIO (1968)
Ecco come la cultura relativista, antirazionalista ed antiscientifica si è servita del mito degli extraterrestri trasformandolo in fenomeno di massa anticristiano
di Claudio Siniscalchi
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=1749
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Monsignor Fellay: “Quasi pronto l’accordo tra Vaticano e Fraternità San Pio X”

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Dopo l’accordo de facto attivato sostanzialmente con Ratzinger, la FSSPX va per piccoli passi verso quello de iure, sebbene non sia realmente indispensabile averne fretta. La comunicatio in sacris coi modernisti e il riconoscimento delle loro autorità come legittime autorità della Chiesa Cattolica, frutto dell’ambiguità dell’eredità dottrinale del fondatore, sono da anni sufficienti a rifiutare la Fraternità San Pio X come istituto religioso integralmente cattolico. Ringraziamo quei sacerdoti e quei vescovi che già negli anni ’70, ’80 e ’90 ebbero la lungimiranza di comprendere cosa sarebbe avvenuto e con grande coraggio e determinazione seguirono l’unica strada percorribile del sedevacantismo, donando alla Chiesa la continuità apostolica.

Fonte: http://www.lafedequotidiana.it/monsignor-bernard-fellay-quasi-pronto-laccordo-vaticano-fraternita-san-pio-x/?utm_source=dlvr.it&utm_medium=facebook

di Matteo Orlando

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Monsignor Bernard Fellay, svizzero, uno dei quattro sacerdoti ordinati vescovi da Lefebvre nel 1988 (a cui il 21 gennaio 2009 è stata revocata la scomunica) in occasione dell’apertura di un nuovo seminario della Fraternità San Pio X in Virginia (USA)  che ha la possibilità di ospitare ben 120 seminaristi, ha detto che l’accordo sullo status finale della Fraternità fondata da monsignor Lefebvre all’interno della Chiesa Cattolica è “quasi pronto”, rimarrebbero solo alcune modifiche da specificare relativamente all’ecumenismo, alla libertà religiosa e alla riforma liturgica.

La Fraternità San Pio X dovrebbe diventare una prelatura (sull’esempio dell’Opus Dei, attualmente l’unica prelatura esistente al mondo)  e per questo monsignor Fellay chiede preghiere e mette in guardia da quelli che chiama “modernista” che cercano di imporre alla Fraternità San Pio X condizioni inassumibili. La fraternità sacerdotale San Pio X, fondata il 1° novembre del 1970 a Friburgo, raccoglie ancora oggi i numerosi continuatori delle idee del vescovo francese Marcel Lefebvre. È composta da sacerdoti ma anche da frati e da suore ed è diretta da un superiore generale, aiutato da due assistenti e da un economo generale.

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PIECZENIK: “Mai più 11 Settembre, mai più false flag”. E invece Obama..

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di Maurizio Blondet

Steve Pieczenik  ha postato un altro dei suoi video. Si rallegra della vittoria di Trump, che attribuisce alla mobilitazione dei “16 servizi di intelligence”, ed elenca “ciò che il popolo americano non vuole più”:   “Non più false flag,  non più 11 Settembre,  non più Sandy Hook, Sparatorie  di Orlando, o altri imbrogli, propaganda e stronzate! Quel che vogliamo oggi è  la verità”.  Abbiamo già spiegato che Pieczenik è un esponente dello “Stato profondo”,  l’uomo che al tempo del rapimento Moro fu mandato in Italia dal Dipartimento di Stato per assicurarsi che Moro non tornasse a casa;  a modo suo un servitore dello Stato –   e di quegli apparati nazionali  che i neocon hanno sbattuto fuori  l’11 Settembre, prendendo a forza il comando della politica estera Usa nella “lotta al  terrorismo islamico”, per il bene di Israele.  Se evoca oggi “Mai più 11 Settembre”,  sta avvertendo: sappiamo che siete stati voi,  possiamo riaprire l’inchiesta.

L’accenno a Sandy Hook è parimenti significativo: è il massacro in una scuola  elementare nel Connecticut, avvenuto il 14 dicembre 2012, dove un  malato mentale ha ucciso 27  bambini e insegnanti. Un evento su cui i blogger alternativi hanno fin dall’inizio gettato il dubbio:  la versione ufficiale non concorda coi fatti. Stessa cosa per la sparatoria di Orlando, la strage nella discoteca gay “Pulse”, nel giugno di quest’anno,  attribuita a un musulmano – che poi risultato essere frequentatore della stessa discoteca.  I cospirazionisti americani  hanno subito denunciato un”false flag”  nel quadro della strategia della tensione. Tesi ferocemente screditate dai media. Oggi, Pieczenik,  allusivamente, conferma: sappiamo che siete stati voi.

Ma chi sono i “voi”? Li  vediamo affrettarsi ad infiltrare anche l’amministrazione Trump. Esempio:   sono usciti articoli adulatori sul generale Michael Flynn,  che tutti danno come  suggeritore di Trump  per il Medio Oriente e   la pacificazione con Mosca.  Quando era capo della DIA (Intelligence militare) fino al 2014, Flynn  ha raccontato come ha sabotato – insieme al capo degli stati maggiori di allora, ammiraglio Dempsey-   il piano di Obama di armare  i jihadisti in Siria per abbattere  Assad,collaborando sotto sotto coi russi.

http://www.politico.com/story/2016/07/donald-trump-general-michael-flynn-vp-225253

Adesso risulta che Michael Flynn ha scritto un libro – Field of Fight – che ha come sottotitolo “come possiamo vincere la guerra contro l’Islam radicale e i suoi alleati”, dove egli racconta sì degli “insabbiamenti e falsificazioni” di Obama a favore dell’IS e di Al Qaeda, ma segnala il “ruolo centrale dell’Iran nella crescita dell’Islam radicale” (non dell’Arabia Saudita!).  Ora, il libro è stato scritto dal generale   insieme a Michael Ledeen.

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La Polonia intronizza Gesù Cristo, Re della Nazione

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cristo-redi Matteo Castagna

Negli scritti di Rozalia Celakówna possiamo leggere: “la Polonia non perirà a patto che accolga Cristo quale Re in pieno significato di questa parola, se si sottometta alla legge Divina, alla legge del Suo Amore”. (…) “Verrà il terribile castigo al mondo (…). Solo quegli Stati non periranno (…) che Lo riconosceranno il loro Re e Signore (…). C’è però la salvezza per la Polonia: se Mi riconoscerà quale suo Re e Signore totalmente attraverso l’Intronizzazione. I Paesi e popoli che non la accoglieranno e non si sottometteranno all’ autorità del dolce amor di Gesù scompariranno per sempre dalla superficie della terra e non sorgeranno mai più”.

Oggigiorno, l’Intronizzazione, nell’Europa occidentale viene realizzata dalle singole persone, dalle famiglie, dalle comunità di preghiera legate alla Tradizione Cattolica, ma soltanto l’Intronizzazione di Gesù Cristo a livello nazionale significherebbe un preludio, di fatto, nella direzione dello Stato confessionale. E la Polonia si appresta a farlo, nonostante i mugugni e la contrarietà di buona parte delle autorità religiose ufficiali.

Negli anni ’30, Rozalia Celakowna ebbe visioni importanti sul futuro drammatico dell’umanità. Propagò il culto del Sacro Cuore e l’idea della necessità di compiere l’intronizzazione di Cristo Re in ogni Paese del mondo da parte delle autorità ecclesiastiche e dei governanti con un atto ufficiale e pubblico per impedire il degrado morale, la secolarizzazione e la distruzione definitiva del nostro Pianeta. Nel 1938, il Primate della Polonia, Card. August Hlond nominò una commissione speciale che dichiarò la conformità delle apparizioni di Rozalia con la Dottrina Cattolica.

Nell’anno del 1050esimo anniversario della cristianizzazione della Polonia, il popolo si propone di riconoscere il Suo regno e di assoggettarsi alle Sue leggi, affidando e consacrando a Lui, Gesù, il loro Paese –  dice il testo dell’ Atto solenne di accoglimento di Gesù Cristo come Re e Sovrano, che, nell’indifferenza generale dei grandi media, verrà proclamato sabato 19 novembre 2016 a Cracovia e il giorno dopo in tutte le chiese della Polonia. L’Atto di accoglimento di Gesù, Christus Rex, continuando la tradizione di consacrazione dell’umanità al Sacro Cuore di Gesù da parte di Leone XIII e quella della consacrazione a Cristo Re di Pio XI è la risposta che viene soprattutto dalle autorità politiche vicine al premier e non solo, alle richieste dettate dalla pietà popolare dei numerosissimi movimenti religiosi per l’intronizzazione di Gesù, Re della Polonia. In quest’epoca buia, dominata dal laicismo, dopo la consacrazione del Perù ai Cuori Immacolati di Gesù e Maria effettuata il 21 Ottobre dal suo nuovo Presidente, sempre d’origine polacca, Pedro Pablo Kuczynski, si tratta di un atto molto significativo nella direzione della Regalità Sociale di Cristo, sepolta col Concilio Vaticano II, che dona speranza ai cattolici di tutto il mondo. (Ci giungeranno le foto dell’evento da alcuni amici polacchi) Continua a leggere

Rivoluzione monetaria e economica, politica di pace: Donald Trump è un nuovo Kennedy?

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del Prof. Claudio Moffa

Rivoluzione monetaria e economica, politica di pace: Donald Trump è un nuovo Kennedy?

Fonte: Agenzia Stampa Italia

Rivoluzione monetaria, economica e sociale all’interno, e politica di pace sul piano internazionale: sono le due promesse di Donald Trump a due giorni dalla sua vittoria elettorale.

Una svolta profonda nella storia degli Stati Uniti, soprattutto quella più recente, il quarto di secolo che dagli inizi degli anni Novanta ha fatto di Whashington – con alcune eccezioni, vedi le pur precarie opzioni di Obama nelle guerre di Libia e di Siria – una superpotenza iperinterventista sul piano militare, e allo stesso tempo un paese succube come il resto del mondo, della finanziarizzazione globale negatrice di sviluppo e di crescita della ricchezza reale. Quel mondo di Wall Street il cui sostegno alla Clinton, Trump ha non a caso denunciato durante la campagna elettorale.

E’ una svolta probabilmente non invisa al Presidente uscente – vedi il lungo cordiale colloquio di Obama con Trump – e che potrebbe riservare ancora molte sorprese. Una pagina che rimette in discussione molte certezze circolate in tutti i media, attuali e dell’ultimo anno.

Tra le domande, interne ed esterne allo scenario americano: la vittoria di Trump non rappresenta forse anche il ritorno alla politica di una fetta almeno dell’elettorato americano? Chi ha vinto e chi ha perso dopo la sconfitta della Clinton, in Europa e in Medio Oriente? Che fine farà l’alleanza angloamericana protagonista di tutte le guerre postbipolari dal 1991 ad oggi, e rilanciata dalla Brexit? Trump rimetterà veramente in discussione l’accordo nucleare iraniano? Ed è poi così amico di Israele, come ha sostenuto ieri Netanyahu? E ancora: c’è una relazione tra l’accelerazione della guerra all’Isil negli ultimi due mesi – da Mosul a Raqqa a Aleppo – e la campagna elettorale risoltasi solo all’ultimo momento a svantaggio della Clinton? Continua a leggere

Quanto Veneto sulle news nazionali!

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di Marco Milioni

Sarà per la congiunzione astrale delle notizie, sarà perché stavolta è girata così ma le news di rango nazionale che hanno a che fare col Veneto e che stanno affollando il panorama del Belpaese sono molte. C’è la vicenda della povera Valeria morta un anno fa durante gli attentati di Parigi. C’è la storiaccia di cronaca nera che riporta in auge, sempre che fossero davvero finiti, i tempi della mafia del Brenta: e poi lo stranissimo affaire Caorle. Non potevano mancare le grane legate ad ambiente ed infrastrutture con le dichiarazioni clamorose sulla Pedemontana Veneta del capo dell’Anticorruzione Raffaele Cantone. Sulla Spv poi si è scatenato Renzo Mazzaro de La Nuova con un servizio pubblicato sabato 12 novembre ed un altro pubblicato il giorno appresso. Parlare di grandi opere nel Veneto però significa parlare inevitabilmente di Venezia e di Mose. Lo fa L’Espresso in edicola ieri con un lunghissimo approfondimento a quattro mani. Ma non è finita perché Il Corsera con un editoriale Gian Antonio Stella ed una breve scheda di Bernardo Iovene introducono l’approfondimento che lo stesso Iovene firma per Report. E che andrà in onda a breve. Potevano mancare i rovesci bancari. Certo che no. Per quelli ci pensa Stefano righi sul Corriere Economia di oggi, che dice la sua, come al solito in modo molto chiaro con un breve servizio in taglio basso a pagina 10. E se si parla di economia si può parlare anche di drammi umani che la crisi comporta. Questa chiave di lettura ha suscitato l’interesse del regista Fabrizio Cattani e dell’inviato di Rai Tre Domenico Iannacone. L’approccio dei due autori viene messo a confronto su Vvox.it in un servizio firmato dal sottoscritto e pubblicato proprio oggi. Se invece vi interessa la politica, allora i cascami del caso Padova, col Carroccio che perde la sua città più importante, fanno proprio per voi.

Fonte: http://marcomilioni.blogspot.it/2016/11/quanto-veneto-sulle-news-nazionali.html?m=1 Continua a leggere

Bergoglio anti -Trump ma il tycoon piace ai cattolici

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papa-francesco-bergoglio-comunista-709979MENTRE SI RIVEDE L’EX LEADER NO-GLOBAL DEL G8 DI GENOVA, AGNOLETTO, CHE IN UDIENZA DA BERGOGLIO LO PROCLAMA SUO CAPO, IN NOME DEL PACIFISMO

Segnalazione di Raimondo Gatto

Bergoglio: “Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri”. Eppure la maggioranza dei fedeli ha votato per il presidente

di Paolo Bracalini 

Il Vaticano resta in attesa prima di prendere una posizione sul fenomeno Trump ma certo le premesse non sembrano le migliori.

Il magnate newyorkese in effetti ha tutte le caratteristiche per risultare sospetto agli occhi della Santa Sede: è ricco, poco diplomatico e per giunta molto duro sull’immigrazione illegale. Bergoglio, in un colloquio con Repubblica, dopo aver premesso di non voler dare «giudizi sulle persone e sugli uomini politici» aggiunge però un pensiero che sembra ritagliato sul nuovo
presidente Usa: «Voglio solo capire quali sono le sofferenze che il loro modo di procedere causa ai poveri e agli esclusi». Tanto che il quotidiano di De Benedetti titola: «Trump? Non giudico. Mi interessa soltanto se fa soffrire i poveri».

Quando Trump era ancora solo un candidato, e anche molto sfavorito nella corsa alla Casa Bianca, Bergoglio non aveva risparmiato critiche severe sul questione del «muro» col Messico. «Una persona che pensa di fare i muri, chiunque sia, e non fare ponti, non è cristiano. Questo non è nel Vangelo» – disse Bergoglio sul volo di ritorno dal Messico nel febbraio scorso – Non mi
immischio ma solo dico che questo uomo (Trump, ndr) non è cristiano, se dice queste cose». Ora, dopo l’elezione del tycoon, ufficialmente il Vaticano è più prudente («Muri? Aspettiamo di vedere quali saranno le scelte che Trump farà durante il suo mandato. Diamogli il tempo di cominciare» commenta il segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin). Ma la sinistra orfana di Obama guarda già a Bergoglio come al leader mondiale in chiave anti Trump. Continua a leggere

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