Cosa vogliono dalla zarina Boschi (i miliardi, il potere)
di Maurizio Blondet
Ricordate Francesco Spano? Quel tizio col cappottino arancione che dirigeva l’UNAR sigla per il pomposo Ufficio Nazionale per anti discriminazioni razziali? – quello che finanziava con denaro pubblico locali di droga e prostituzione omosex? Dove (per usare i termini di Dagospia) “le uniche attività culturali sono il glory hole dove infilare il gingillo? Dove si spaccia droga? Dove ci sono dark room “Sono delle stanze buie dove la gente entra vestita, nuda, per fare sesso con chi capita, senza guardarsi in faccia?
Ebbene: vi ricorderete che questo Spano era pure socio dei locali “culturali” che finanziava coi soldi nostri a botte di 55 mila euro (“…Mi hanno abbonato a mia insaputa”). Vi ricorderete anche che alla fine Spano, ha firmato una lettera vibrante di sdegno per la sua virtù offesa ( “la macchina del fango contro chi compie con lealtà e correttezza al proprio dovere”..). S’è dimesso dall’incarico. Si spera si sia dimesso anche dallo stipendio, che non ricordo più se ammontava a 150 o a 200 mila euro annui; non so, non sono sicuro. Magari Maria Elena Boschi gli ha trovato un altro incarico presso la Presidenza del Consiglio.
Rievoco la faccenda per spiegare quel che fa della “Presidenza del Consiglio” una preda invidiatissima, che fa una gola immensa, che adesso “poteri forti o quasi vogliono togliere alla Boschi per metterci uno di loro. Un centro di potere che ha il vantaggio di essere poco visibile, con immensa capacità di spesa, che assume chi vuole e dà gli stipendi che vuole agli amici suoi, per incarichi fantastici o inventati. Come “ finanziare e promuovere progetti che abbiano come fine ultimo l’integrazione e la lotta alla discriminazioni di genere, razza, religione o orientamento sessuale”, quale è appunto la missione del suddetto UNAR, creato nel 2003 con un decreto. Sottolineo: decreto. Continua a leggere









