Gli scheletri nell’armadio degli oppositori di Maduro

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Nel caos venezuelano, la coalizione di forze che si oppone al governo delPartido Socialista Unido de Venezuela (PSUV) di Nicolas Maduro è fortemente eterogenea al suo interno: la Mesa de la Unidad Democratica (MUD), attorno a uno zoccolo duro di formazioni dichiaratamente socialdemocratiche e liberali, raccoglie al suo interno partiti di orientamento centrista, movimenti di ispirazione socialisteggiante e …

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Il prof. Sinagra scrive di nuovo alla Boldrini: “Non si rende conto di quanto è rifiutata dagli italiani”

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Leggo, dice Sinagra, che lei ha deciso di ricandidarsi come Deputato. Le dico subito che la notizia non è devastante ma è semplicemente comica…

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Quell’armata buonista che invece dei disperati protegge i trafficanti

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Da Saviano alla Boldrini: pur di schierarsi con il migrante si mettono contro chi, finalmente, combatte i criminali

di Gian Micalessin

C’ era una volta la Sinistra. Oggi – come dimostra la difesa di Ong e, implicitamente, dei trafficanti di uomini – è un gruppuscolo talebano affascinato dallo «scafismo umanitario», ma estraneo a realtà e buon senso.

Purtroppo la galassia ideologica – da cui tracimano gli articoli di Roberto Saviano, le geremiadi di Laura Boldrini o le invocazioni di Emergency – continua ad affascinare milioni di svagati «Ecce Bombo» italiani figli di un paese dove scuole, università e media sono stati per 50 anni monopolio della sinistra. E così la tribù perduta degli «Ecce Bombo» pur di difendere lo «scafismo umanitario» arriva a lapidare un ex comunista come il ministro dell’Interno Marco Minniti colpevole di difendere l’interesse nazionale anziché vuote ideologie. Ma partiamo dall’alto, ovvero da quella presidenza della Camera occupata da Laura Boldrini. Il 7 luglio scorso, intervistata da Repubblica, la signora si scaglia contro il codice delle Ong appena sottoposto ai ministri europei riuniti a Tallin. «Vedo spiega la Boldrini – una profonda mancanza di coraggio e di visione, pensare di arginare i flussi di migranti rendendo più problematici i soccorsi non è solo cinico ed eticamente inaccettabile, ma è anche una misura che non funziona. Non sarò mai abbastanza grata alle Ong per quello che stanno facendo». Continua a leggere

Nave di destra davanti alla Libia: “Già identificata la prima Ong”

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Segnalazione di F.F.

La nave anti Ong della missione Defend Europe si avvicina alle coste della Libia: “Le Ong non potranno più collaborare con gli scafisti”

di Giuseppe De Lorenzo

Sono di fronte alla Libia. A pochi chilometri da Tripoli. In quel fazzoletto di mare da tre anni al centro dell’attenzione mediatica: immigrazione, morti, trafficanti di uomini, Ong e scafisti.

La nave C Star affittata da Generazione Identitaria, il movimento di destra che combatte “l’invasione di massa”, in queste ore sta navigando a poche miglia dalle acque internazionali libiche per “monitorare le azioni illegali delle Ong” che salvano e traghettano migranti in Italia.

Il Mar Mediterraneo è diventato scenario di una guerra tra giovani idealisti. Da una parte i ragazzi della nave Iuventa, sequestrata nei giorni scorsi dalla procura di Trapani con l’accusa di essere in combutta con gli scafisti libici. Dall’altra i militanti di Generazione Identitaria, che vogliono spezzare il filo che legherebbe le Ong al traffico di esseri umani. “Estremisti Umanitari”, ha definito i tedeschi della Iuventa il ministro Marco Minniti. Ed estremisti sono forse anche gli identitari europei, francesi, tedeschi, inglesi e italiani uniti dal comune sentire di un’Europa che non deve essere “colonizzata dagli stranieri”. Continua a leggere

Nelle chat segrete delle Ong il prete conciliare amico della Boldrini

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Segnalazione di F.F.

Nei messaggi paralleli ai canali ufficiali di soccorso pure padre Zerai: indicava la posizione dei barconi

di Fausto Biloslavo

Una chat, parallela ai soccorsi ufficiali, fra le navi delle Ong di fronte alla Libia. Un prete molto noto, che segnala nella chat dove andare a prendere i barconi e viene accolto con tutti gli onori alla Camera dalla presidente Laura Boldrini.

E una rete pro «invasione» finanziata pure dall’Arci, che si scaglia contro le autorità italiane che vogliono vederci chiaro sul ruolo delle organizzazioni umanitarie negli arrivi dalla Libia.

Dall’inchiesta di Trapani sulla Ong tedesca Jugend Rettet stanno saltando fuori piste interessanti ancora tutte da chiarire. Le intercettazioni che hanno portato al sequestro di nave Iuventa, che si faceva portare i migranti sotto bordo dai trafficanti, hanno svelato l’esistenza di una chat parallela ai canali ufficiali di soccorso fra i responsabili delle navi delle Ong di fronte alla Libia. E nella chat arrivano i messaggi di padre Mussie Zerai, che avrebbero indicato i barconi pieni di migranti da recuperare. Il prete cattolico è considerato un’icona buonista dell’immigrazione, ma in realtà potrebbe nascondere interessi politici o altro. Gli inquirenti non parlano di casi singoli per evitare di rivelare attorno a chi stanno stringendo il cerchio, ma la Marina militare aveva più volte segnalato il ruolo ambiguo di personaggi come Zerai. «Il sospetto è che pure gente con l’abito talare non si prodigasse solo per fini caritatevoli – ha rivelato una fonte de il Giornale – Ci chiamavano segnalando l’arrivo dei barconi sottolineando che stavano registrando la telefonata. Una specie di ricatto».

Le intercettazioni di due responsabili della sicurezza di nave Vos Hestia dell’ong Save the children aprono un altro capitolo del caso. «C’era una community, una chat, una cosa del genere… so che arrivava sul telefono dei team leader di Save the Children» e di altre Ong al largo della Libia dice uno degli intercettati riportato dal quotidiano la Repubblica. Un canale via Whatsapp parallelo a quello di soccorso ufficiale della Guardia costiera. Ed ogni volta, si verificava «la stranezza del fatto che noi ci recavamo sul posto e trovavamo il gommone». Le Ong ammettono l’esistenza della chat parallela, ma mettono le mani avanti sostenendo che i messaggi non sono mia giunti dalla Libia.

Le segnalazioni, come dicono gli intercettati, arrivano anche da padre Zerai. Nel 2013 era stato accolto con tutti gli onori alla Camera dalla presidente Boldrini. L’eritreo giunto in Italia nel 1992, a soli 17 anni, ha ottenuto asilo politico e studiato prima a Piacenza e poi all’università Pontificia diventando sacerdote nel 2010. I suoi fan lo hanno addirittura candidato al Nobel per la pace. Zerai si crede Mosè. A tal punto che ha intitolato un suo libro autobiografico Padre Mosè – Nel viaggio della disperazione il suo numero di telefono è l’ultima speranza. Don Zerai si vanta di aiutare i migranti a sbarcare in Italia da 15 anni. Non è un caso che il Vaticano abbia deciso di trasferirlo da Roma alla parrocchia svizzera di Friburgo.

Padre Zerai con la sua onlus Habeshia ha ispirato WatchTheMed, un portale telefonico europeo su internet per aiutare chi vuole arrivare da noi sui barconi. Dal sito si può addirittura scaricare un’app per i diversi tipi di cellulare e lanciare l’«alarm phone», una telefonata d’emergenza così ti vengono a prendere in mezzo al mare. Sul portale uno dei cofondatori, Lorenzo Pezzani, ricercatore di un’università londinese, si scaglia contro l’Italia per il pugno di ferro con le Ong. «Gli attacchi contro i salvataggi nel Mediterraneo devono finire – scrive – Le recenti proposte italiane ed europee (il codice di condotta delle Ong, nda) è l’ultimo passo di una campagna di delegittimizzazione che mette a rischio migliaia di vite in mare». La lunga denuncia è stata pubblicata su Open democracy, un sito d’informazione finanziato anche dal miliardario George Soros.

Non solo, Sea Watch, una delle Ong tedesche più radicali impegnate nel Mediterraneo fa parte dela piattaforma WatchTheMed legata a padre Zerai. Il sito, che serve a recuperare in mare profughi e clandestini senza distinzione, è nato grazie alla campagna internazionale «Boat4people», che ha come aderenti l’Arci, l’associazione della sinistra italiana.

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Saluto romano al Campo X: «Archiviare inchiesta»

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Segnalazione di F.F.

Il pm chiede il proscioglimento di dieci militanti di destra: “Fu solo una commemorazione”

di Cristina Bassi

È stata una manifestazione «dal connotato fascista». Ma non «pericolosa», cioè non tale da «raccogliere adesioni ad un progetto di ricostituzione del disciolto partito fascista».

Per questo il pm Piero Basilone, in accordo con il responsabile del pool antiterrorismo e antieversione Alberto Nobili, ha chiesto l’archiviazione per dieci militanti di estrema destra indagati per il raduno del 29 aprile scorso al Campo X del cimitero Maggiore. In quell’occasione un migliaio di appartenenti a Lealtà e azione e Casa Pound tra cui il leader Gianluca Iannone, avevano commemorato i caduti della Repubblica di Salò. Dopo che il prefetto, sentito anche il sindaco, non aveva autorizzato la consueta manifestazione del 25 Aprile. Continua a leggere

“Coi migranti facciamo affari”. Il colosso dell’accoglienza che fattura 8 milioni di euro

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Ma quale accoglienza? Ma quale carità? Blocco navale, espulsioni dei clandestini e respingimenti immediati!! Chi ha bisogno di aiuto, una volta accertato attraverso rapporti e convenzioni internazionali, lo sia a casa sua, se è nelle nostre disponibilità. Perché anche la carità ha un ordine: prima vengono i nostri connazionali, poi, se possibile, gli altri. (N.d.r.)

La Kb assiste ben 600 immigrati. Sono distribuiti in sei centri. Il proprietario: Se il Prefetto mi chiama, in un’ora trovo cento posti”

di Sergio Rame

Negli ultimi sei mesi di quest’anno in Lombardia sono arrivati 12mila migranti, a fronte di 95mila a livello nazione.

“Sono soddisfatta di come va il protocollo per i migranti firmato da 76 Comuni alla presenza del ministro degli Interni Minniti. Oggi i Comuni sono 82”, commenta il prefetto di Milano Luciana Lamorgese in conferenza stampa in prefettura insieme ai vertici delle altre forze di pubblica sicurezza. “A fronte di arrivi corposi nei mesi precedenti – aggiunge – da tre settimane siamo quasi alla piena normalità, non ci sono stati arrivi massivi, come si poteva temere con l’estate”. Continua a leggere

La botte di ferro

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Agerecontra.it si conferma uno dei siti del genere con maggiori visite.

“Con picchi di oltre 20.000 visite in un solo giorno, si conferma l’interesse dei lettori perché tratta tematiche attuali, spesso controverse e dibattute, con un taglio fortemente controcorrente, sia in religione che in politica e attualità. Ma, secondo me, il successo di questo sito non è dato solo dalla costanza e dalle tematiche controverse. Si comprende che chi lo gestisce è gente libera e, soprattutto, non stanca come altri con inutili e interminabili sermoni o intellettualismi o baruffe di nicchia. Io, comunque, non condivido né la linea né il taglio, ma sul piano comunicativo è un sito vincente, nel suo ambito e, forse, oltre” (cit. di uno dei più famosi ed affermati giornalisti italiani).

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Nuovi studi confermano che la Sindone è autentica

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In un convegno internazionale studiosi di varie discipline confermano i dati dei vangeli e che la reliquia risale all’epoca di Cristo (VIDEO: Sindone)
di Emanuela Marinelli

I risultati di un’importante ricerca sono stati pubblicati recentemente sulla rivista PlosOne. L’indagine è stata condotta dal dipartimento di Ingegneria industriale di Padova, dove insegna Giulio Fanti, in collaborazione con Elvio Carlino, dell’Istituto officina dei materiali del Cnr di Trieste, e Liberato De Caro e Cinzia Giannini, dell’Istituto di cristallografia del Cnr di Bari. Questo gruppo di scienziati, che si avvale degli strumenti di microscopia più avanzati, ha trovato su una fibra della Sindone tracce di nanoparticelle biologiche di creatinina, una sostanza chimica prodotta dal metabolismo muscolare, legate a nanoparticelle di ossido di ferro. Il tipo, la dimensione e la distribuzione delle nanoparticelle di ossido di ferro rivela che non possono essere coloranti per la pittura, ma sono piccole particelle di ferridrite della ferritina, una proteina che costituisce la riserva di ferro dell’organismo nei tessuti. Il legame costante della ferritina con la creatinina si verifica nell’organismo umano in caso di grave politrauma. Questa ricerca conferma, quindi, che l’Uomo della Sindone è stato vittima di pesanti torture prima di una morte cruenta.

CONGRESSO SCIENTIFICO DI PASCO (STATI UNITI)
Anche il recente congresso scientifico svoltosi a Pasco (Stati Uniti) dal 19 al 22 luglio ha portato nuovi risultati che avvalorano l’autenticità della Sindone, il lenzuolo conservato a Torino che la tradizione attribuisce alla sepoltura di Cristo. Gli studiosi presenti provenivano da diversi paesi e il contributo di quelli italiani è stato notevole, sia nel settore storico che in quello scientifico. Notevoli sono stati anche i contributi degli altri congressisti, provenienti da Spagna, Francia, Stati Uniti, Messico e Australia. Gli abstract di tutti gli interventi si trovano qui. Alcuni interventi sono disponibili su YouTube. La storia antica della Sindone si identifica con quella dell’Immagine di Edessa, che fu chiamata Mandylion dai Bizantini. Continua a leggere

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