Donald Trump dice che riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele porterà la pace: porterà l’esatto contrario

Condividi su:

di Robert Fisk

Donald Trump dice che riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele porterà la pace: porterà l’esatto contrario

Fonte: Comedonchisciotte

Trump si è allontanato da ogni idea di equità nei negoziati di pace e si è messo dalla parte di Israele

Sono stato chiamato da una radio irlandese per parlare della decisione di Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale d’Israele. Cosa passa nella mente del Presidente degli Stati Uniti, mi è stato chiesto. Io ho risposto immediatamente: “Non ho la chiave del manicomio”. Quello che una volta poteva sembrare un’osservazione esagerata è stata accettata come una normale reazione giornalistica al leader della più grande superpotenza del mondo. E riascoltando il discorso che Trump ha fatto alla Casa Bianca, avrei potuto essere anche molto meno controllato. Il testo stesso del documento è folle, assurdo, vergognoso.

Addio Palestina. Addio alla soluzione dei due stati. Addio palestinesi. Perché questa nuova “capitale” israeliana non è per loro. Trump non ha neanche usato la parola “Palestina”. Ha parlato di “Israele e palestinesi” – in altre parole, di uno stato e di altri che non meritano uno stato, a cui ora non possono neanche più aspirare. Non c’è da meravigliarsi se ieri sera ho ricevuto una telefonata a Beirut da una donna palestinese che aveva appena ascoltato la distruzione fatta da Trump del “processo di pace”. “Ricorda ‘Le crociate?’”, mi ha chiesto, riferendosi al grande film di Ridley Scott sulla caduta di Gerusalemme del 1187. “Bene, ora è il regno dell’inferno”. Continua a leggere

Non c’è nessun rischio della propaganda russa in Italia

Condividi su:

Segnalazione Arianna Editrice

di Tiberio Graziani

Non c’è nessun rischio della propaganda russa in Italia

Fonte: Sputnik

Uno studio pubblicato dal think-tank americano Atlantic Council parla del “soft power” (strumenti non-militari) intrapresa dal Cremlino per influenzare e condizionare la politica, il mondo economico e i mass media del Vecchio Continente, da Madrid ad Atene.

“Attenti ai Cavalli di Troia russi”. Mosca vuole “destabilizzare sempre di più l’Occidente” e a rischio è anche l’Italia, con le elezioni vicine, la propaganda del Cremlino può appoggiarsi a partiti come la Lega e il Movimento 5 Stelle”, sostengono i ricercatori.

Sputnik Italia si è rivolto a Tiberio Graziani, Presidente dell`IsAG, per analizzare questo report pubblicato in una fase di persistente tensione nei rapporti Russia-Occidente a causa della crisi in Ucraina ancora irrisolta.

— Parlando del “soft power” russo, lo studio dell’Atlantic Council sottolinea che Mosca sfrutta le debolezze e le fratture interne europee e americane infiltrandosi nelle istituzioni, nella politica, nei pilastri democratici dell’Occidente per promuovere la sua visione del mondo e perseguire i suoi obiettivi economici e strategici. C’è davvero una Quinta Colonna del Cremlino nell’Occidente?

Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica (l’IsAG), Direttore della rivista “Geopolitica”.
© Foto: fornita da Tiberio Graziani
Tiberio Graziani, Presidente dell’Istituto di Alti Studi in Geopolitica (l’IsAG), Direttore della rivista “Geopolitica”.

— Prima di rispondere alla sua domanda, mi permetta una premessa d’ordine generale. E’ noto che nell’ambito delle relazioni internazionali ogni Nazione tenda a promuovere la propria visione del mondo a sostegno del proprio interesse nazionale, e che tale promozione abbia maggiore efficacia in quelle aree che presentano criticità, vuoi economiche, vuoi politiche, vuoi istituzionali. Un esempio storico e recente di questo fenomeno è costituito dalla prassi attuata dagli Stati Uniti nel loro periodo di maggior espansione, passato alla cronaca, specialistica e non, come il “Momento unipolare”. In quel periodo, che grosso modo va dal collasso della superpotenza sovietica sino al crollo delle Torri Gemelle, gli USA, in assenza di concorrenti, hanno intensificato la promozione della propria visione del mondo su scala globale.

Per quanto concerne l’economia, la maggior parte delle Nazioni ha infatti adottato acriticamente il modello liberista nordamericano, senza tener conto delle specificità culturali, sociali e storiche locali, concorrendo in tal modo agli effetti della globalizzazione, poi rivelatisi devastanti per ampi strati delle proprie popolazioni. Riguardo al livello istituzionale, gli USA hanno promosso in varie parti del Pianeta le riformulazioni degli assetti statali secondo il protocollo dello state-building, anche in questo caso senza tener conto delle particolarità locali.

In merito al livello concernente la visione del mondo, hanno promosso non solo l’american way of life, ma varie ideologie, tra cui quella del politically correct e dei diritti umani. Quest’ultima, in particolare, ha in seguito costituito il sostrato filosofico e culturale di vere proprie azioni di guerra, condotte, secondo i principi dell'”ingerenza umanitaria” e dell’ “esportazione della democrazia”, in aree ritenute strategiche per l’Amministrazione statunitense e per le lobbies nordamericane del petrolio, degli armamenti e delle costruzioni.

Tornando alla sua domanda, non penso affatto che in Occidente ci sia una Quinta Colonna del Cremlino. Esiste sicuramente un interesse russo, caratterizzato principalmente dal principio della cooperazione e della condivisione delle responsabilità, che Mosca nutre verso l’Europa e gli Stati Uniti. E’ sulla base di tale criterio, quello della cooperazione cioè, che Mosca regola le azioni del proprio soft power. Il documento stilato dall’Atlantic Council, un think tank di Washington che ha lo scopo di “promuovere la leadership americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica”, è uno dei tanti rapporti che ciclicamente vengono prodotti da altrettanti think tank d’ispirazione atlantica, anche in collaborazione con centri studi ed università nazionali ed internazionali. Questi documenti hanno l’obiettivo di monitorare le dinamiche del posizionamento politico, economico e strategico di alcuni Stati ritenuti potenzialmente ostili o e/o le criticità di alcune aree geopolitiche e geoeconomiche ritenute d’interesse “atlantico”.— E che cosa rappresenta invece per Lei il “soft power” russo? Come lo difenderebbe?

— Il “soft power” russo, il potere seduttivo della Russia è innanzitutto la sua cultura, la sua capacità di metabolizzare e riformulare in una sintesi originale le culture e le esperienze storiche delle varie popolazioni che hanno abitato ed abitano il suo territorio. Inoltre, la capacità di amministrare un ampio territorio facendo tesoro delle esperienze storiche del passato senza nessun rinnegamento.

— Il report sostiene che Mosca fornisce finanziamenti e sostegno politico a partiti “anti-sistema” di destra e di sinistra in Europa con l’obiettivo di influenzare le percezioni delle élite e dell’opinione pubblica nei paesi europei e di condizionare il dibattito politico nell’Unione Europea. In particolare, la Russia ha molti potenziali alleati politici in Italia, una vasta area che include la Lega, Movimento 5 Stelle, Fratelli d’Italia, il partito di estrema destra Forza Nuova e alcune piccole formazioni di estrema sinistra. Pensa che l’Italia in vista delle elezioni è a “rischio”?

— Non credo che un attore mondiale come la Russia, come peraltro un altro Stato, possa legare la propria politica estera verso l’Italia al destino elettorale di alcuni partiti, tanto meno a quello di frazioni estremiste di destra o di sinistra. Mosca (come d’altronde Roma, Londra, Parigi o qualsiasi altro governo di un’altra nazione) tiene conto delle dinamiche interne ai vari Paesi, degli equilibri tra i vari partiti e movimenti politici e come questi possano influenzare i governi e quindi i rapporti diplomatici e più in generale la politica estera, ma soprattutto, secondo il mio punto di vista, tiene conto di elementi più strutturali, come quelli ad esempio connessi ad alcune politiche di sviluppo che fanno perno sull’approvvigionamento energetico, sulla cooperazione tecnologica e scientifica, sulla risoluzione della crisi mediterranea.

— Per i ricercatori le campagne propagandistiche promosse dal Cremlino sono realizzate tramite strumenti mediatici come l’agenzia Sputnik e il canale televisivo RT che hanno come finalità strategica “la disgregazione dell’Ue e la destabilizzazione di determinati governi europei”. Da un cittadino europeo Lei sente qualche pressing da queste testate giornalistiche russe? Come vede la vera missione di RT e Sputnik?  

— Realisticamente, il confine tra “propaganda” e informazione è molto impreciso. Anche alcuni rapporti scientifici sembrano essere pura propaganda. Per quanto riguarda i media russi in lingua straniera, non avverto la finalità specificamente propagandistica volta alla disgregazione dell’UE ed alla destabilizzazione di alcuni governi europei, come è stata riscontrata dai ricercatori cui Lei si riferisce. Sputnik e RT, come altre testate e siti telematici russi, sono fonte di preziose informazioni che spesso non vengono veicolate dai media “occidentali”. Ritengo che la diversità di interpretazione dei fatti arricchisca lo spirito critico e la consapevolezza del lettore.

— Pochi giorni fa è stato annunciato che l’aggregatore di notizie Google News nasconderà i materiali di RT e Sputnik col fine di combattere “la propaganda russa” e il “lavaggio del cervello”.  A Suo avviso, l’Ue dovrebbe sviluppare una propria strategia di soft power per rispondere alla sfida del soft power russo?

— Questa non è certamente una bella notizia. Nascondere l’informazione di chicchessia, peraltro a livello mondiale, non promette nulla di buono, prefigura scenari orwelliani. Inoltre non sembra tenere in gran conto l’intelligenza dei lettori, i quali, evidentemente, sono considerati da Google estremamente manipolabili. L’UE ha un suo potere seduttivo, che esercita con successo in gran parte del Pianeta, sia sul piano culturale che su quello economico. Tuttavia non ne fa un uso appropriato e finalizzato ai propri interessi continentali, in quanto  l’UE non è una vera e propria entità sovrana e politica. Per diventarla dovrebbe emanciparsi dalla tutela statunitense.

Sputnik

 

— Quale sarà il futuro dei rapporti tra la Russia e l’Ue?

— L’UE sta attraversando una profonda crisi. I vari nazionalismi e micronazionalismi, la ventata cosiddetta populista ed euroscettica sono i sintomi della crisi del sogno europeo. La perdita di credibilità di Bruxelles si rifletterà pertanto anche sulle relazioni con Mosca. Nel prossimo futuro le relazioni tra l’UE e la Federazione non saranno certamente facili.

A cura di Marina Tantushyan

Continua a leggere

GUERRA O PACE? La Guerra Civile in Ucraina

Condividi su:

Segnalazione di Andrea Giovanazzi

Mi permetto di inviare l’invito alla conferenza organizzata da alcune associazioni trentine La Torre con ospiti nazionali tra cui il giornalista e reporter Sebastiano Caputo e l’inviato di guerra Vittorio Rangeloni.
Entrambi i relatori, moderati dal dott. Simone Marletta, hanno una passione per il giornalismo e la verità che li accomuna.
Nonostante la giovane età sono stati presenti su più fronti di guerra e ci porteranno la loro testimonianza in merito ai fatti della vicina guerra in Ucraina ed i retroscena di come i media a livello nazionale ed internazionale trattano l’argomento.
La conferenza si terrà mercoledì 13 dicembre a Volano (TN)
GUERRA O PACE? 
La Guerra Civile in Ucraina
Inline images 2Dall’aprile 2014 è in corso in Europa una guerra di cui non si parla più sulle grandi testate giornalistiche. È la guerra nel Donbass, regione orientale dell’Ucraina. È il secondo conflitto in Europa, dopo quello nei Balcani degli anni ’90 del novecento, dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. Eppure oggi nessun mezzo di informazione ne parla. Perché? Perché è così importante non parlare di una guerra che si svolge nel cuore dell’Europa? Come mai i grandi organi d’informazione non si pongono il problema di capire perché è in atto questo conflitto sanguinoso?

Le Associazioni “La Torre”, “Anthropos”, “Aiutateci a salvare i Bambini onlus” e “L’Uomo Libero” in collaborazione con l’Azione Cattolica Ragazzi e l’Oratorio di Volano, con il patrocinio istituzionale dei comuni di Volano, Rovereto e Avio nonché il supporto della Fondazione Caritro, intendono affrontare questo importante tema, al fine di sondare quali interessi si celino dietro questo conflitto. Il popolo ucraino, nel caso specifico, non sarebbe che una vittima di questa guerra per procura che vede nell’espansionismo ad est della NATO uno dei principali motivi.

Di questi e di altri fondamentali argomenti parleremo con due ospiti d’eccezione quali Vittorio Nicola Rangeloni, corrispondente di guerra dal Donbass, il quale ci racconterà che cosa sta realmente accadendo in Ucraina in questo momento, rompendo così il silenzio assordante della stampa italiana. E con Sebastiano Caputo, giornalista e reporter de “Il Giornale.it”, esperto di Medioriente e di media, il quale ci farà capire quale è la reale posta in gioco in questo conflitto ed il ruolo dei media a livello internazionale, che vede da un lato l’espansionismo americano e dall’altro la Russia di Putin sempre più decisa a porvi un argine.

La serata sarà moderata dal dott. Simone Marletta, Presidente dell’associazione “Anthropos”.

L’appuntamento è per mercoledì 13 dicembre alle ore 20.30, presso l’Aula Magna delle scuole elementari di Volano (TN).

Tutta la cittadinanza è cordialmente invitata.

GUERRA O PACE? 
La Guerra Civile in Ucraina
Aula Magna Scuola Elementare
via Raffaelli – Volano (TN)
Mercoledì 13 dicembre ore 20:30
Sebastiano Caputo
Giornalista e reporter
Vittorio Nicola Rangeloni
Giornalista inviato di guerra dal Donbass
Modera la serata dott. Simone Marletta
Presidente dell’associazione Anthropos
Organizza
Associazione La Torre
Anthropos
Aiutateci a salvare i bambini – Onlus
L’Uomo Libero Onlus
In collaborazione con
Azione Cattolica Volano
Oratorio di Volano
Con il patrocinio di
Comune di Rovereto
Comune di Volano
Comune di Avio
Con il gentile contributo di
Fondazione Caritro
L’evento sarà trasmesso in diretta sul canale Facebook dell’associazione La Torre

Continua a leggere

IL SUPERSTATO CANAGLIA. MA BERLINO (forse) SI SMARCA

Condividi su:

Segnalazione di Alberto Z.

https://www.maurizioblondet.it/wp-content/uploads/2017/12/ukraine_map_region_language.jpg

“Non accetteremo mai  l’occupazione e  la tentata annessione della Crimea”, ha scandito Rex Tillerson a Vienna: “Le sanzioni resteranno fino a quando la Russia restituirà il pieno controllo  della penisola …

CONTINUA SU:

https://www.maurizioblondet.it/superstato-canaglia-berlino-forse-si-smarca/?t=1&cn=ZmxleGlibGVfcmVjc18y&refsrc=email&iid=4fe2818a4ec6427ea1b04e56a15d5c51&fl=4&uid=974325840&nid=244+272699400 Continua a leggere

Il paese invaso dai migranti: 113 profughi con 110 abitanti

Condividi su:

A Gambara, nella frazione di Corvione, gli stranieri richiedenti asilo superano la popolazione residente. Grimoldi: “Sostituzione etnica”

Ben 113 migranti contro 110 abitanti. A Gambara, nella frazione di Corvione, gli stranieri richiedenti asilo superano la popolazione residente.

Ed è subito scontro nella provincia di Brescia, dove sono 38 i comuni che devono fare i conti con un tasso di accoglienza più alto rispetto a quello massimo fissato dal Ministero degli Interni.

A disegnare la mappa dell’accoglienza nella provincia lombarda è stato il quotidiano Brescia Oggi, che ha messo in risalto proprio il caso limite di Gambara. Duro l’attacco del centrodestra: “A Corvione di Gambara ci sono più richiedenti asilo che residenti. Il governo, i sindaci di sinistra e i professionisti dell’immigrazione stanno combinando disastri“, ha detto l’assessore regionale alla Sicurezza Simona Bordonali. “Un dato che certifica un ulteriore fallimento che non vogliamo passi sottotraccia. Questi ospiti alloggiano da anni in un ex ristorante che potrebbe accoglierne al massimo 90. Ormai per gli immigrati lo Stato va tranquillamente in deroga alla legge. La soglia ministeriale, l’intero territorio comunale di Gambara dovrebbe ospitare al massimo 12 richiedenti asilo. Invece se ne contano 10 volte tanti. Il tutto con il silenzio assenso del sindaco che al posto di combattere la situazione sta regalando a questi ospiti decine di carte d’identità“. Continua a leggere

Ungheria, eretta una croce di fronte alla Lidl: “Contro chi censura il crocifisso”

Condividi su:

Segnalazione di F.F.

L’iniziativa di un gruppo di attivisti ungheresi: una maxi-croce di fronte alla Lidl accusata di censurare le croci dalle foto usate per pubblicizzare prodotti e negozi

di Ivan Francese

Una enorme croce eretta proprio di fronte alla Lidl, per protestare contro alcune scelte di marketing che censurano l’identità cristiana d’Europa.

È questa l’idea di alcuni attivisti ungheresi che hanno deciso di punire così la linea della catena tedesca di supermercati, “rea” di aver cancellato le croci dalle foto di alcune chiese utilizzate nella pubblicità dei prodotti e dei negozi. Continua a leggere

L’Italia e il nodo libico

Condividi su:

libia siria

Segnalazione del Centro Studi Federici

La Libia, un Paese nel caos più totale dal futuro tuttora ignoto, si ritrova al centro degli interessi geopolitici delle grandi potenze. L’attuale labirinto libico, dossier strategico per Roma, va letto nella prospettiva della guerra del 2011. L’Italia e il nodo libico.
 
Per comprendere a fondo il complesso scacchiere libico è fondamentale sapere le ragioni dell’attacco contro la Libia del 2011, accompagnato da un coro mediatico secondo cui Muammar Gheddafi da un giorno all’altro diventò un dittatore pazzo da distruggere. “Libia. Da colonia italiana a colonia globale” è un libro di Paolo Sensini (edito da Jaca Book) che ripercorre la travagliata storia della Libia gettando luce sulle fatidiche “primavere arabe” e sulle vicende che i media mainstream hanno taciuto.

Continua a leggere

L’Italia del rancore

Condividi su:

di Luigi Tedeschi

L’Italia del rancore

Fonte: Italicum

Un sentimento di rancore diffuso pervade l’Italia: la ripresa alimenta i profitti ma non i redditi di una popolazione afflitta da disoccupazione, precarietà del lavoro, declassamento sociale.

Il Censis certifica: l’Italia è affetta da rancore, diagnosticato come un male sociale che alimenta populismo e sovranismo, se non il fantasma ricorrente del fascismo. I dati macroeconomici evidenziano una crescita del Pil nel 2017 intorno all’1,5%, ripresa trainata dal settore manifatturiero, dall’export e dal turismo. Tuttavia, cresce anche il dissenso sociale, si accentuano le diseguaglianze e il rancore diffuso contro le istituzioni, i partiti, l’Europa. Continua a leggere

L’antifascismo psichiatrico pre-elettorale del cane di Pavlov

Condividi su:

di Roberto Pecchioli

L’antifascismo psichiatrico pre-elettorale del cane di Pavlov

Fonte: Ereticamente

Chi trova un nemico trova un tesoro. Rovesciando il detto popolare, questo ci sembra il commento più adatto all’ondata di antifascismo di ritorno che sta pervadendo l’Italia ufficiale. Colti di sorpresa da qualche inatteso successo elettorale “nemico”, nudi di fronte al loro fallimento politico, lorcompagni e l’esercito ausiliario progressista hanno trovato la soluzione, la solita: antifascismo, ancora antifascismo, ogni giorno di più, a dosi omeopatiche. E’ diventata una dipendenza e, come per gli alcolisti irrecuperabili, basta un solo bicchiere per ubriacarsi. In qualche caso, è sufficiente l’odore del vino. Il neo- antifascismo è ormai giunto a questo stadio penoso. Continua a leggere

Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia

Condividi su:

Segnalazione Linkiesta

Image

Gerusalemme capitale d’Israele, la mossa di Trump contro Iran e Russia

L’ambasciata americana a Gerusalemme è parte di una strategia per avvicinare Israele all’Arabia Saudita in opposizione a Iran e Libano. I negoziati di pace con i palestinesi sarebbero il prossimo passo dell’amministrazione Trump. (di Fulvio Scaglione, LEGGI)

Continua a leggere

1 … 212 213 214 215 216 217 218 … 576