La marcia dei Rothschild verso la guerra

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di Dean Henderson

La marcia dei Rothschild verso la guerra

Fonte: Aurora sito

Proprio come l’inchiesta fasulla dell’implicato nella BCCI Robert Mueller, i servitori nell’MI6 dei Rothschild hanno inventato uno strumento di propaganda ancora più efficace con cui attaccare la Russia. Il presunto avvelenamento di Sergej Skripal ha rapidamente finito per dominare i principali titoli dei media. Chiunque osi mettere in discussione il coinvolgimento russo viene rapidamente tacciato da nemico dello stato. Testimone la caricatura creata dal servizio fotografico della BBC del leader laburista inglese Jeremy Corbyn sovrapposta al Cremlino. Poi il Mossad inviava le sue forze nella City di Londra per ritrarre Corbyn come antisemita. Negli Stati Uniti, mentre repubblicani e democratici urlavano che si doveva correre in difesa della corona, il “folle” Trump si astenne dal criticare la Russia fin quando non avesse visto le prove. Si era perfino spinto a congratularsi con Putin per la vittoria elettorale a Mosca. Di nuovo la “gente sana di mente” ululò e arrivò il turno di Stormy Daniels in 60 Minutes di follie. Il giorno dopo Trump fu preso a pugni e messo sul carro dei Rothschild, espellendo diplomatici russi in tandem con circa 20 nazioni dell’UE. Putin ha vinto le elezioni con una maggioranza del 77% del 67% dei russi che aveva votato. Gli osservatori internazionali avevano verificato immediatamente i risultati. Gli Illuminati non possono odiare di più Vladimir Putin senza includere, chiaramente, i “deprecabili” russi che videro il saccheggio del proprio Paese da parte di Goldman Sachs&Co. nel 1998. Quell’anno circa 70 milioni di russi furono gettati sul lastrico. Nel 1989, prima che la CIA e il loro agente Boris Eltsin smantellassero lo Stato russo, solo 2 milioni di russi erano classificati poveri. Alla guida del treno della guerra russofoba dei Rothschild troviamo il Consiglio Atlantico, i cui membri urlavano alla radio ribadendo con forza la menzogna sugli Skripal. Il Consiglio Atlantico è l’ultima incarnazione dell’Unione Atlantica. Continua a leggere

Mark Zuckerberg Proposes Facebook ‘Supreme Court’ to Rule on ‘Hate Speech’

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Segnalazione Breitbart

http://media.breitbart.com/media/2017/05/wi/ap/25/1l57jq-e1519160171138.jpg

Facebook CEO Mark Zuckerberg has proposed a ‘Facebook Supreme Court’ to rule on hate speech reports on the social media platform.

TO BE CONTINUED:

http://www.breitbart.com/tech/2018/04/02/mark-zuckerberg-proposes-facebook-supreme-court-to-rule-on-hate-speech/?utm_source=newsletter&utm_medium=email&utm_term=daily&utm_content=links&utm_campaign=20180402 Continua a leggere

Siamo davvero il Paese degli ignoranti

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Segnalazione Linkiesta (in collaborazione con Il Saggiatore)

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Siamo davvero il Paese degli ignoranti?

Le classifiche, impietose, ci dipingono come uno dei Paesi più ignoranti d’Europa. E noi stessi ci siamo abituati a definirci come tali. Ma l’Italia è davvero il Paese degli ignoranti. Il saggio di Antonio Sgobba “?. Il paradosso dell’ignoranza da Socrate a Google” prova a fare un po’ di chiarezza (o a complicarci le idee) (LEGGI)

Linkiesta | Longread è una collaborazione tra Linkiesta e il Saggiatore, storica casa editrice milanese, di cui ogni domenica pubblicheremo l’estratto di un libro, non necessariamente una novità editoriale, che in qualche modo si lega all’attualità dei sette giorni appena trascorsi. 

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Ambasciatore russo in Italia: Londra cerchi la traccia russa in avvelenamento di Napoleone

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https://cdnit1.img.sputniknews.com/images/297/55/2975564.jpg

Sergey Razov, ambasciatore russo in Italia, con questa frase ha indicato l’assurdità delle dichiarazioni di Londra secondo le quali Sergei Skripal sia stato avvelenato da Mosca.

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https://it.sputniknews.com/mondo/201803295829618-Ambasciatore-russo-italia-napoleone-avvelenamento/ Continua a leggere

CONCILIARI DIVISI: Lavanda dei piedi negata agli immigrati a Manduria

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Nel Tarantino due preti (conciliari, n.d.r.) si rifiutano di svolgere il rito. È intervenuto il “vescovo”

di Emanuela Carucci

Clamoroso nella chiesa di San Michele Arcangelo di Manduria, in provincia di Taranto.

 Due sacerdoti si sono rifiutati di fare la lavanda dei piedi ad alcuni immigrati presenti tra i fedeli la sera del giovedì santo. A darne notizia è il Nuovo Quotidiano di Puglia.

Il gesto, forte, ha sconvolto la comunità del centro in provincia di Taranto. Manduria, che finora è stata il simbolo italiano dell’accoglienza, insieme a Lampedusa, nel 2011 ospitò in una tendopoli, poi smantellata, migliaia di migranti.

Pare che uno dei preti della parrocchia avesse espresso il desiderio di invitare dodici immigrati per il lavaggio dei piedi. Sembra che, però, l’idea non sia piaciuta al suo collega e gli stranieri siano stati poi esclusi dal rito ripetuto ogni anno, in tutte le chiese, la sera del giovedì santo riprendendo il gesto di Gesù compiuto durante l’Ultima Cena e raccontato nel Vangelo di Giovanni. Continua a leggere

Pasqua, ad Arcore “prete conciliare” fa vestire i ragazzini da “profughi”

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Il prete della parrocchia di Sant’Eustorgio di Arcore ha fatto vestire alcuni ragazzi del Gruppo missionario come i richiedenti asilo che arrivano dal mare, con tanto di coperta termica e di cartelli appesi al collo.

Foto del Giornale di Vimercate

Enrico Perego, ex sindaco e attualmente capogruppo della Lega in consiglio comunale, ha affidato la sua reazione indignata a un lungo post su Facebook. Eccolo.

Ancora una volta assistiamo ad uno stravolgimento della nostra tradizione religiosa piu’ significativa come la Via Crucis, per far posto a messaggi che non possono non avere richiami politici. Ad Arcore, nella Chiesa di Sant Eustorgio, la via Crucis ha visto netto il richiamo ai migranti, con una rappresentazione figurata di giovani vestiti come richiedenti asilo. Il prete faccia il prete, curi le anime e dia il suo aiuto a tutti, indipendentemente dal colore, dalla religione di chi ne ha bisogno ma non dovrebbe superare questi ambiti, non dovrebbe veicolare il messaggio che chiunque possa e debba essere accolto , aiutato ed inserito nelle nostre societa’. Se passasse questo principio , sebbene umanamente condivisibile, allora tutti possono pensare che sia sufficiente lasciare la propria terra per risolvere i propri problemi. Ed e’ proprio qui che la questione da umana diventa politica.Vogliamo farci invadere da tutti i poveri dell’africa? Il pastore di anime non pensa che gestire queste masse abbia un costo? E se tutto questo ha un costo, chi lo deve sostenere? Che diritto ha il prete di chiedere allo Stato di far fronte a questi impegni? Che diritto ha di chiedere a tutti noi di sostenere questi costi, e’ stato eletto da qualcuno? La chiesa cattolica continua da tempo a perdere consensi, crede che la sua universalita’, la sua disponibilita’ verso tutto il mondo degli oppressi le possa far guadagnare consensi e fiducia nella gente. Credo che invece si sbagli perche’ questi atti, come quello del Papa che lava i piedi a carcerati islamici, sono visti come un segno di debolezza dal mondo non cristiano , sono un atto di sottomissione. Forse la gente vorrebbe una Chiesa meno “universale” e piu “patriottica”, piu’ vicina alle nostre tradizioni, piu’ vicina alla nostra gente.” Continua a leggere

Venezia: Profanazione Chiesa San Salvador

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Riceviamo con richiesta di pubblicazione la seguente lettera che ci sembra avere un contenuto interessante per le tematiche trattate da questo sito

Intendo segnalare, come già fatto al Patriarcato, l’uso oltraggioso e profanatorio della chiesa parrocchiale di San Salvador, dissacrazione operata con evidente permesso dell’amministratore parrocchiale don Massimiliano D’ Antiga che tra i fedeli assume impropriamente anche il titolo di Parroco, qual non è. 

Dall’immagine allegata si evince inequivocabilmente di come la chiesa sia stata utilizzata per una esecrabile ed illecita attività dissacratoria del luogo di culto, tutelato dalla Soprintendenza, con riti, musiche, scenografie e paramenti che richiamano i riti satanici, con figuranti mascherati e donne seminude. 

La profanazione è avvenuta  in forma gravissima anche per la presenza del Santissimo Sacramento e per l’oltraggio allo stesso altare maggiore 
che è stato dissacrato e rivestito di un lugubre telo nero con simboli misterici. Si veda la foto allegata tra le meno scioccanti al fine di non turbare ulteriormente la sensibilità dei fedeli e lettori. 
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Ecco perché Renzi è pronto a far saltare il Partito Democratico

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Segnalazione Linkiesta

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Ecco perché Renzi è pronto a far saltare il Partito Democratico

Buona parte del partito è riunita attorno al segretario-reggente Martina. Ma Renzi e i renziani non mollano. Anzi, in caso il partito appoggiasse un governo a Cinquestelle Matteo pronto a far saltare tutto. Mentre incombe la paura elezioni. (di Giulio ScrannoLEGGI)

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Il cantiere del pensiero unico

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di Marco Della Luna

Il cantiere del pensiero unico

Fonte: Marco Della Luna

Uno dei più cospicui fenomeni del nostro tempo è il gigantesco e industrioso cantiere del pensiero unico globalizzato – con i suoi committenti, architetti, sacerdoti guardiani – che serve a rendere prevedibili e direzionabili i comportamenti sociali nel mondo super-accelerato e conflittuale in cui viviamo.

Il capitalismo finanziario globale, manovrando l’industria culturale (entertainment compreso), che esso in buona parte possiede, ha creato un’ortodossia, un pensiero obbligato, mainstream, scientifically correct, che delegittima, isola o criminalizza – cioè praticamente scomunica, espelle dalla società conformata –  non solo il pensiero divergente dall’ortodossia, ma la stessa libera indagine scientifica, economica e storiografica, al riguardo di alcune cose fondamentali per indirizzare secondo i suoi piani il corso della trasformazione della società. Queste cose sono: certe vicende storiche, certi aspetti dell’economia, l’integrazione europea, l’euro, l’immigrazione, l’islam, le diversità etniche, l’identità sessuale; e, da ultimo, le asserite efficacia e innocuità dei vaccini obbligatori.

Su queste cose sono state costruiti protected beliefs, credenze protette, nel senso che il dissenso rispetto all’ortodossia, e la stessa libera indagine scientifica e storica di quelle credenze, sono sanzionati con la delegittimazione morale, il boicottaggio della carriera, la discriminazione amministrativa, l’esclusione dei media, dall’insegnamento, dall’editoria, quando non anche da conseguenze penali punto. I dati di fatto in contrasto con l’ortodossia vengono taciuti all’opinione pubblica, soprattutto nei campi chiave per l’orientamento del pensiero e della sensibilità collettivi, della concezione generale della realtà, del consenso politico, della legislazione e della giurisdizione. Continua a leggere

L’alba della guerra psicografica

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di Wayne Madsen 

L’alba della guerra psicografica

Fonte: Aurora sito

Da qualche parte nelle viscere del complesso israeliano di sorveglianza-intelligence-militare, forse in una dozzina o più laboratori informatici altamente protetti a Tel Aviv, Herzliya, Ramat Gan e Petach Tikva, l’idea fu per la prima volta sollevata. Prendendo in prestito gli strumenti psicografici sviluppati dalle società di marketing online e abbinandoli con metodi di propaganda antichissimi e tecniche di guerra psicologica più moderne utilizzate dai servizi militari e d’intelligence, è stato deciso che le elezioni possono essere manipolate, non alle urne, ma influenzando gli elettori. Benvenuti nel mondo della guerra basata sui risultati psicografici o “POW”. Non è più di moda interferire nel conteggio dei voti. Invece, gli esperti di guerra psicografica hanno deciso che è molto più vantaggioso influenzare gli elettori prima di esprimere il voto. Questa forma di guerra informatica apparve nel 2006 dopo lo sviluppo del Megaphone Desktop Tool, un programma software progettato per rispondere a ciò che era considerato contenuto anti-israeliano sul web. Utilizzando feed RSS (Rich Site Summary), Megaphone e un’organizzazione di propaganda ombrello denominata Give Israel Your United Support (GIYUS) poterono sostenere le politiche israeliane votando automaticamente nei sondaggi on-line, rispondendo ai commenti ritenuti negativi nei confronti d’Israele nelle chat room e nei forum online e indirizzando la posta elettronica a varie organizzazioni giornalistiche, tra cui BBC, Independent Television News (ITN) e Reuters. Secondo “The Register” nel Regno Unito, ciò che Megaphone fece fu “un esercizio high-tech sul ballottaggio“. Megaphone fu soprannominato “lobby”. Continua a leggere

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