Siria: false notizie e vere tragedie

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Aleppo Cattedrale S Elia dei Maroniti 3

Segnalazione del Centro Studi Federici

Padre Daniel: “La pace in Siria sembra più lontana e l’opinione pubblica ancora più accecata…” 

Lettera da Qara, venerdì, 11 settembre 2015

Tempesta nel deserto

Per tre giorni siamo stati sotto la polvere. Giovedì si è schiarito un po’. Non c’era sole, ma solo un bel banco di nebbia con polvere che penetrava dappertutto, anche nelle nostre camere. E se il sole nel pomeriggio si faceva vedere per un attimo, sembrava piuttosto la luna, cioè una macchia rotonda bianca senza irradiazione. Nessuno qui lo ha mai sperimentato, nonostante il fatto che abbiamo già avuto molte tempeste. Era come una versione indebolita del flagello delle locuste prima dell’esodo del popolo ebraico dall’Egitto. Si poteva scrivere un messaggio con il dito nella sabbia infiltrata che si trovava dappertutto. Qui si dice che la maggior parte della sabbia arriva dall’Arabia Saudita, da dove proviene anche la maggior parte dei terroristi. L’unica consolazione: in Arabia Saudita sembrano esserci ora il maggior numero di conversioni alla fede cristiana. I media occidentali vedevano nella tempesta di sabbia ancora qualcosa di positivo, nel senso di: “la tempesta della sabbia ha il vantaggio che l’esercito non può bombardare”. E’ vero che l’esercito non può bombardare i terroristi e cosi questi ultimi possono continuare liberamente le loro abominevoli azioni e occupare nuove aree…

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Soros elogia Renzi e vuole un milione di migranti all’anno

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soros

– di Giorgio Nigra –

Roma, 26 set – Ha la faccia del cattivo dei film e, una volta tanto, cattivo lo è davvero. EppureGeorge Soros passa universalmente per un buono, persino in Italia, nazione che nei primi anni ’90 cercò simpaticamente di mandare in bancarotta.

Ma evidentemente non c’era niente di personalese il Corriere della Sera può intervistare il noto speculatore senza causare neanche un centesimo delle polemiche che ha suscitato Vespa invitando in trasmissione quei dilettanti di borgata dei Casamonica.

Cosa dichiara Soros al giornalone della buona borghesia italica? Ma ovviamente che Renzi è l’uomo giusto per risollevare l’Italia. “Sinceramente – dice – per le prospettive dell’Italia ho buone speranze. Matteo Renzi è riuscito a introdurre dei cambiamenti importanti nel mercato del lavoro”.

Ma, attualmente, sono i migranti il core business della sua attività. Dopo alcune banalità sul fatto che “senza una politica realmente europea su questo fronte, il fatto che ogni Paese si muove per proprio conto potrebbe distruggere l’Unione. Di certo ha già distrutto Schengen, l’accordo sulla libertà di movimento delle persone. E il mercato unico sulla libertà delle merci attraverso le frontiere europee può essere la prossima vittima” (chissà perché ai “buoni” non scandalizza mai questo continuo paragone fra uomini e merci…).

Arrivano poi le pagelle stilate nei confronti degli Stati sovrani: “È evidente che quella della Germania è superiore a quelle di Grecia o Ungheria. Ma questa capacità di assorbimento bisogna anche svilupparla. Oggi l’agitarsi più vuoto e inutile mi pare sia in Francia e in Gran Bretagna: per entrambe la capacità di accogliere risulta molto sotto a quanto dovrebbe essere. Anche solo per ragioni demografiche, l’Europa ha bisogno di un milione di nuovi arrivi ogni anno. E i Paesi che ne accoglieranno di più, sono quelli che cresceranno di più in futuro”. Ecco, con l’elegia alla Grande Sostituzione siamo al completo. Benvenuti nel nuovo mondo.

Fonte: Il Primato Nazionale

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Tempesta di fuoco contro l’ISIS intorno a Kuweires!

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Dozzine di jet imperversano contro i tagliagole del ‘califfato’!

 

Per tutta la giornata di ieri un quasi continuo carosello di cacciabombardieri ha imperversato sopra la pianura intorno a Kuweires scaricando dozzine di missili aria-terra, bombe a guida laser e grappoli di razzi contro le postazioni dei terroristi dell’ISIS. La foto che vedete, presa ieri proprio nella zona in questione testimonia eloquentemente della massiccia potenza di fuoco scatenata contro i tagliagole.

Di questo passo il rilevamento della postazione assediata di Kuweires é solo questione di giorni.

E come se non bastasse le forze governative siriane (Esercito regolare, NDF, Liwa Al-Quds, Brigate Baath) hanno preso l’iniziativa in diverse zone circostanti ad Aleppo, ingaggiando i terroristi ad Al-Ameriyeh, Khan Touman, Kfarnaha, Al-Rashidin e Bustan al-Basha.

Anche a Nord della città, lungo le direttrici per il confine turco, si sono registrati intensi combattimenti a Kafr Hamra, Byanoun e Hreitan.

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Magenta, Raduno di F.N, intervista Matteo Castagna Responsabile di “Christus Rex”

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MATTEO CASTAGNA

Dalla sua pagina Facebook Castagna lancia il seguente post “Chi è cattolico non china la testa davanti ai poteri forti e non spaccia il business per carità. Chi lo fa, dal Vaticano alle parrocchie non è cattolico“.

Vi rimandiamo alla video intervista fatta oggi in Piazza Liberazione a Magenta:

 

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Putin più forte che mai: i cinesi schierano la portaerei Liaoning ed un incrociatore davanti alla costa siriana

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Liaoning

(di Franco Iacch) 27/09/15

Russia, Iran ed adesso la Cina. Putin ha formato una nuova “triplice alleanza” in Siria con i paesi storicamente vicini al Cremlino. Secondo quanto comunicato dal governo di Damasco, una nave da guerra cinese sarebbe in rotta verso la Siria: attualmente si troverebbe nel Mediterraneo. Questa informazione è stata però smentita dagli israeliani. Secondo l’agenzia di intelligence DEBKA, i cinesi avrebbero già schierato a ridosso delle coste siriana la portaerei Liaoning ed un incrociatore lanciamissili.

I cinesi non avrebbero ancora una capacità offensiva. Secondo gli analisti israeliani, infatti, il vettore attraccato al porto di Tartus è privo della sua componente aerea. Gli aerei da guerra giungeranno in Siria entro la metà di novembre, in volo attraverso l’Iran o trasportati dai cargo russi.

Se così fosse, ecco spiegata l’esigenza di stabilire una “cellula di coordinamento militare” a Baghdad. Secondo Debka, i cinesi starebbero allestendo una squadriglia di J-15, caccia multiruolo di quarta generazione, elicotteri antisom Z-18F e da allerta precoce Z-18J. Pechino schiererà infine mille soldati.

L’Iran, invece, ha in Siria oltre mille soldati appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie per assistere gli Hezbollah a Zabadani. Putin da Vladivostok ha invocato la creazione di una coalizione contro lo Stato islamico: alla chiamata hanno risposto Cina ed Iran.

Fin dal 2011, le forze fedeli ad Assad combattono contro diversi gruppi di opposizione, alcuni dei quali estremisti radicali come il Fronte al-Nusra e lo Stato islamico. Dall’inizio della guerra in Siria, gli Stati Uniti hanno sostenuto l’opposizione siriana moderata, chiedendo le dimissioni di Assad. La Russia, invece, ha riconosciuto Assad come l’unica autorità legittima della Siria.

Mosca non sta solo cercando di sostenere il governo siriano, ma anche di espandere il proprio ruolo all’interno della Siria in modo che possa influenzare la scelta di un nuovo governo nel caso in cui Assad venisse spodestato. Mosca, in pochissime settimane, ha creato un perimetro difensivo avanzato (Tartus, Latakia, Istamo ed Al-Sanobar) da dove poter proiettare la loro potenza nella Regione.

La base navale di Tartus è ultimo avamposto russo nel Medio Oriente dopo il crollo dell’Unione Sovietica. Sarebbe opportuno considerare un dato: la base di Tartus, sulla costa mediterranea della Siria e collegata al Bassel al-Assad International, aeroporto a sud di Latakia, è ormai protetto da cinque navi da guerra russe, tre cinesi e da almeno due sottomarini. E’ inespugnabile.

L’isolamento dell’Occidente nei confronti della Russia, a seguito delle sanzioni imposte dopo la vicenda Ucraina, ha in un certo senso autorizzato Putin ad agire senza alcun tipo di consenso internazionale. Anzi, proprio per i russi, riscoperti patriottici dopo la vicenda Ucraina, Putin è stato il solo ad allinearsi con il regime siriano in nome della lotta al terrorismo e l’estremismo.

Gli Stati Uniti, invece, sarebbero coloro che avrebbero facilitato l’ascesa dello Stato islamico con il fallimento della loro strategia. Mosca, infatti, non fa parte della coalizione internazionale contro l’Isis.

Ci si chiede, adesso, chi potrebbe opporsi alle iniziative della coalizione russo-cinese. La risposta è semplice: nessuno.

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GIOVANNI 23 PRIMO ISPIRATORE DELLE ATTUALI BERGOGLIATE

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BergogliadeL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Tutto è iniziato con un giocondo invito a guardare la luna e la gente rimase emozionata di udire uno, vestito da papa, invitare dal suo Olimpo a carezzare i bimbi per lui; come è buono questo successore tanto umano dell’ieratico Pio XII!

Aveva così aperto i cuori a qualsiasi cambiamento e aggiornamento umanitaristico che volessi proporre, anche quello lasciato a successori indicati! Sì, perché indicò sempre Montini e ormai nel conclave era già montato lo schema di pressioni per eleggerlo, coi risultati che si sono visti nel tempo di Paolo 6º. Costui poteva andare oltre i provini di Roncalli, che al tempo dell’invito a guardare alla luna aveva il piano già ben preparato da altri in barba a quanti pensavano a un concilio da preparare sulla scia del Vaticano I.

D’allora furono aperti i giochi con l’entrata in campo di teologi come il conciliare Ratzinger, che dette lustro teologale alle ardite tesi del Vaticano 2, promosse dalle squadre del Reno, tutti ispirati dalla ventata riformista del regista Karl Rahner.

Ma in materia d’ispirazioni, niente sarebbe iniziato senza quelle – superne luci – di Roncalli, alias Giovanni 23.

L’illusione attuale per i cattolici sta nel vedere le bergogliade come novità, in contrasto con il predecessori (Vedi A. Socci: «CARO PAPA BERGOGLIO, MA PERCHE’ LEI OMAGGIA I TIRANNI E UMILIA I PERSEGUITATI ? – Lo Straniero). Ma come? I predecessori non erano già decisamente aperti a un «movimento d’animazione spirituale per la democrazia universale» (MASDU)? Certo che lo erano, e anche all’ONU, in America Latina e Cuba. Continua a leggere

Perversione per tutti: la nuova “religione”che ci sta distruggendo

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OMINO SU FRECCIA

Segnalazione Redazione BastaBugie

 

I tre modi di agire della cultura della morte e i tre modi di opporsi per far trionfare la cultura della vita

di Stefano Fontana

Cosa sta avvenendo? A mio avviso si sta compiendo una completa istituzionalizzazione della perversione. Non do a questo termine un significato primariamente morale, anche se il suo fine ultimo è certamente morale, di pervertimento della coscienza umana oltre che dei costumi. Vi assegno un significato primario di tipo metafisico. La perversione è il rifiuto della versione corretta delle cose, il rifiuto del loro ordine e del loro senso e la celebrazione del loro dis-ordine e del loro contro-senso. La perversione morale è sempre esistita. Ma oggi si assiste ad un fatto radicalmente nuovo. Come racconta Dostoevski ne I Démoni, la perversione deve diventare un diritto, il “diritto al disonore”. La perversione viene così programmata, elargita, esigita, rimborsata fiscalmente. Ma non è finita lì. La nota sentenza della Corte suprema degli Stati Uniti che ha obbligato gli Stati dell’Unione a riconoscere per legge il matrimonio omosessuale ha non solo contraddetto i principi non negoziabili, ma ha dichiarato non negoziabili i principi opposti a quelli della legge naturale. Non solo si può non attenersi alla legge naturale, ma si deve. Diventa illecito attenervisi. Dopo quella sentenza gli Stati americani sono obbligati a istituzionalizzare la perversione. Oggi simo davanti a questo salto di qualità. In Francia La legge Taubira ha riconosciuto i matrimoni omosessuali, ma i suoi sostenitori dicono che loro obiettivo ultimo è farne un principio costituzionale. La perversione costituzionalizzata. Anche per l’aborto è così. Che siamo passati dai “casi eccezionali” all’aborto di massa non fa più notizia, ma si vuole che il diritto all’aborto entri nel dettato costituzionale affinché da quel momento tutti debbano collaborarvi. Dall’aborto come eccezione all’aborto come diritto. Punto e basta. Non deve essere più chi abortisce che si deve giustificare davanti alla legge, ma chi vorrebbe impedirlo. Il gender è già un fatto ampiamente istituzionalizzato che procede automaticamente per la collusione sistemica tra pubblica amministrazione, ordini professionali, associazionismo LGBT, gruppi economici, media di sistema. E’ in atto una macchina. Ma lo scopo ultimo sarà anche qui la sua costituzionalizzazione. Si arriverà a sostituire l’articolo 29 della Costituzione prevedendo una famiglia asessuata, la cui definizione sessuale sarà lasciata ai soggetti interessati. La filiazione di desiderio e non più genealogica a quel punto sarà pienamente normale e tutti dovranno – dovranno! – collaborarvi. La sentenza della Consulta italiana sul diritto all’eterologa già prefigura tutto ciò. Arriveremo, vi chiederete, anche a costituzionalizzare l’incesto? Anche a costituzionalizzare il commercio dei bambini e l’utero in affitto? Questo non lo so. Mi limito a far mio quanto scritto da Michel Pinton su Liberté Politique: «Guardiamoci bene dal pensare che, per quanto forte essa sia già, la nuova religione sia arrivata alla fine del suo sviluppo. Alcune conseguenze del suo dogma centrale si sono mostrate trent’anni dopo la sua nascita, come l’uguaglianza di tutte le forme di sessualità. Molte altre sono ancora sconosciute».

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