La vigna e il cinghiale

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LEONE X

Segnalazione di Federico Prati

Perché hai abbattuto la sua cinta […]? La devasta il cinghiale del bosco (Sal 80 [79], 13-14).

Quando papa Leone X, nel 1520, applicò la metafora salmica al rivoluzionario di Wittenberg, la cinta della vigna diletta era ancora saldamente in piedi.

Certo, buona parte del Popolo di Dio – clero, religiosi e laici – aveva bisogno di un’urgente riforma, che alcuni illuminati vescovi e fondatori avevano già avviato; ma la devastazione provocata dal cinghiale fu allora efficacemente arginata da un Concilio ecumenico e dalle eroiche imprese apostoliche di nuovi ordini religiosi, come i Gesuiti e i Cappuccini, che riconquistarono alla Chiesa Cattolica ampie regioni d’Europa. D’altronde il ribelle, che morirà suicida dopo l’ennesima crapula, aveva avuto successo unicamente per ragioni politiche, grazie all’appoggio di principi altrettanto ribelli all’autorità costituita dell’Imperatore romano-germanico. L’Europa si spaccò in due e fu sconvolta da quasi un secolo e mezzo di guerre spaventose; ma la Chiesa Cattolica rimase cattolica.

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20 settembre 1870 ­ 2015: viva il Papa-Re!

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EVVIA IL PAPA RE

Segnalazione del Centro Studi Federici

 

20 settembre 1870 – 2015: viva il Papa-Re!

 

1) I caduti papalini del 20 settembre 1870

Nella battaglia del 20 settembre 1870, l’esercito italiano ebbe 4 morti e 9 feriti tra gli ufficiali, 45 morti e 132 feriti tra la truppa. I pontifici, invece, registrarono solamente 19 morti, deceduti il 20 settembre 1870 e nei giorni successivi in seguito alle ferite, e 68 feriti. Ecco l’elenco dei caduti pontifici:

Zuavi:

Sergente Duchet Emilio, francese, di anni 24, deceduto il 1 ottobre.

Sergente Lasserre Gustavo, francese, di anni 25, deceduto il 5 ottobre.

Soldato de l’Estourbeillon, di anni 28, deceduto il 23 settembre.

Soldato Iorand Giovanni Battista, deceduto il 20 settembre.

Soldato Burel Andrea, francese di Marsiglia, di anni 25, deceduto il deceduto il 27 settembre.

Soldato Soenens Enrico, belga, di anni 34, deceduto il 2 ottobre.

Soldato Yorg Giovanni, olandese, di anni 18, deceduto il 27 settembre.

Soldato De Giry (non si hanno altri dati).

altri tre soldati non identificati, deceduti il 20 settembre.

Carabinieri:

Soldato Natele Giovanni, svizzero, di anni 30, deceduto il 15 ottobre.

Soldato Wolf Giorgio, bavarese, di anni 27, deceduto il 28 ottobre.

Dragoni:

Tenente Piccadori Alessandro, di Rieti, di anni 23, deceduto il 20 ottobre.

Artiglieria:

Maresciallo Caporilli Enrico, italiano, deceduto il 20 ottobre.

Soldato Betti, italiano, deceduto il 20 settembre.

Soldato Curtini Nazzareno, italiano, deceduto il 20 settembre.

Soldato Taliani Mariano, di Cingoli, di anni 29, deceduto il 20 settembre.

Soldato Valenti Giuseppe, di Ferentino, di anni 22, deceduto il 3 ottobre.

(Attilio Vigevano, La fine dell’esercito pontificio, ristampa anastatica, Albertelli Editore, Parma 1994, pagg. 672-673; nel testo del Vigevano i nomi di battesimo sono stati italianizzati).

2) Esercito pontificio: paesi d’origine degli ufficiali e della truppa nel primo semestre del 1870

… Metà all’incirca di questa forza era italiana, l’altra metà era formata da individui di diverse nazionalità: la Francia vi figurava con circa 3000 uomini, il Belgio con 700 uomini, l’Olanda con circa 900, la Germania e l’Austria con 1200, la Svizzera con 1000, il Canada con 300; vi erano poi inglesi, russi, spagnoli, portoghesi, americani del nord; si aggiunsero infine le così dette rarità rappresentate da 3 turchi, 4 tunisini, 3 siriaci, un marocchino, 2 brasiliani, un peruviano, un messicano; l’estremo artico della terra v’era raffigurato da 2 svedesi del capo nord e l’estremo sud da un nativo della Nuova Zelanda (tutti di fede cattolica).

(A. Vigevano, op.cit., pag, 123)

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L’allarme dei media tedeschi: “Se la Russia ci attaccasse, non potremmo fare nulla”

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I carri armati tedeschi non sono in grado di fronteggiare i T-90 russi. Cresce la tensione in Europa

La Germania impotente davanti all’avanzata dei carri armati russi. È questo lo scenari ipotizzato dai media tedeschi e raccolto da difesaonline.it: “Nonostante nella Bundeswehr siano in servizio alcuni dei migliori carri armati al mondo, nulla potrebbero contro i nuovi tank russi. Le munizioni dei carri armati tedeschi, non sarebbero in grado di produrre abbastanza energia cinetica per mettere fuori uso l’ultima versione dei T-90 e dei T-80“.

Un fiasco totale, insomma. Le armi e la corazza del T-90 russo “sono state aggiornate rendendo la piattaforma ben diversa da quella entrata in servizio nel 1990. E nel 2017, entrerà in servizio il tank-killer: l’Armata“.

Inoltre, il governo tedesco ha realizzato imponenti tagli alla Difesa, portando così il numero dei Leopard-2 a 225 (come nota difesaonline, “durante la Guerra Fredda, i tedeschi avevano in inventario poco meno di 2400 Leopard di tutte le versioni“).

La crisi ucraina, però, ha destato parecchie preoccupazioni nel governo tedesco, che ha così deciso di ordinare altri 100 Leopard-2. Come nota difesaonline, però, il problema di questi mezzi sta “nel loro sistema di combattimento“. Come notano i media tedeschi, infatti, “per essere efficaci, i proiettili dei Leopard dovrebbero essere di uranio impoverito. Tuttavia, dal punto di vista politico questo è ormai inaccettabile“.

Foto tratta da Wikipedia

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Docenti a scuola di teorie pro-gender. Ed è bufera

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NO GENDER - Copia

In una scuola di Roma corso per “educare alle differenze”. Con il patrocinio del Comune. I genitori protestano

Roma – Nella fucina degli insegnanti pro-gender: a Roma la due giorni per «educare alle differenze». A fianco della cartina d’Italia, sul muro, alcune locandine colorate con diverse famiglie. Un bimbo, due bimbi, due mamme, due papà.

Non è la scuola del futuro, a Roma è già realtà. Sabato e domenica alla scuola Cattaneo, in pieno Testaccio, è andata in scena la due giorni di «Educare alla differenze» – appuntamento irrinunciabile per chi vuole introdurre nelle scuole italiane «un altro genere di informazione»: decisamente gay-friendly e, come va di moda ripetere, «libero da pregiudizi». È la fucina degli insegnanti «pro-gender» (o pro-studi di genere che dir si voglia). Ad organizzare tutto sono tre associazioni vicinissime alla galassia Lgbt, con tanto di patrocinio del Comune di Roma.

Docenti e genitori imparano come combattere il bullismo, ma anche come insegnare ai bimbi a liberarsi dagli «stereotipi di genere»: per la fascia d’età 0-6 anni, le insegnanti ricompongono in modo non convenzionale le fiabe ritagliate su fogli di carta: la principessa libera il principe, mentre la nonna va al ballo con il rospo. Biancaneve ingenua e bellissima – ça va sans dire – è un modello nefasto e superato. Altrove si utilizzano giochi da tavolo per riscrivere il vocabolario. Sulle carte del Memory, un maschio e una femmina costruiscono una casa: per distinguere le carte i bimbi sono costretti a dire «il muratore» e «la muratrice». C’è la teoria del genderbread, per cui l’identità sessuale non è mai definita ma sempre in divenire, mentre a proporre un «laboratorio sull’identità sessuale degli adolescenti» è il centro lgbt bolognese «Cassero», noto per aver organizzato una festa in cui uomini travestiti da Gesù mimavano atti sessuali con una grossa croce. Nell’aula a fianco, il tavolo «fuori programma» ospita «De-generiamo», un laboratorio di «quasi-danza» che vuole riflettere su «identità e stereotipi» esplorando «autoerotismo, post-pornografia, dominazione e sottomissione, bondage e burlesque». Il tutto nella cornice di un evento organizzato da associazioni che si propongono come interlocutrici del Miur al tavolo che dovrà discutere le linee guida per attuare la riforma della Buona scuola laddove (comma 16 legge 107/2015) parla di «educare alla parità tra i sessi, prevenire violenza di genere e discriminazione, informare e sensibilizzare studenti, docenti e genitori».

Il ministro – pardon, ministra – Giannini ha annunciato querele contro chi insinui che la riforma contenga riferimenti al gender. Come regolarsi con queste associazioni: ammetterle o no al tavolo del Miur, farle entrare o no in classe? Le associazioni dei genitori già sono sul piede di guerra e promettono battaglia.

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Santa Bernadetta, zuava del Papa

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SANTA BENEDETTA

Segnalazione del Centro Studi Federici

In occasione del 20 settembre ricordiamo l’eroismo dell’esercito pontificio con una lettera di santa Bernadetta Soubirous a Pio IX, in cui si definiva “zuava” del papa. La nota di mons. Trouchu, a margine della lettera, fa comprendere la forte ammirazione che i cattolici dell’epoca avevano per i soldati di Pio IX, in particolare per gli Zuavi. Ieri come oggi è importante imitare questi eroi nella difesa della causa cattolica, contro i nemici interni ed esterni della Chiesa e della regalità sociale di Cristo.

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India. Estremisti indù: «O la vita o Cristo»

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settembre 17, 2015Leone Grotti

Molti cristiani del villaggio Hututag, stato di Jharkhand, sono finiti all’ospedale. Il pastore della Comunità: «Dicono che ci bruceranno vivi»

 

«O rinunciate alle vostre vite o rinunciate a Cristo: scegliete». Sono queste le due possibilità che un gruppo di estremisti indù ha dato a una congregazione cristiana del villaggio di Hututag, nello stato di Jharkhand, India. I cristiani si sono rifiutati di abiurare e per questo sono stati minacciati, picchiati e derubati.

«NON SMETTEREMO». Circa 30 cristiani si erano riuniti venerdì in una casa insieme al pastore della comunità, Sarvajit Bharti, per pregare. Nel mezzo della preghiera delle donne hanno fatto irruzione in casa, insultandoli. Poi due uomini hanno portato fuori a forza un aiutante del pastore, picchiandolo e intimandogli di smettere di pregare. «Non ci fermeremo», gli ha risposto secondo quanto riportato da Morning Star News. «Non stiamo facendo niente di male».

ASCE, VANGHE E BASTONI. A quel punto 15 estremisti indù armati di pistole, asce, vanghe e bastoni hanno fatto irruzione nella casa, picchiando senza pietà i cristiani presenti. A una donna di 60 anni sono state fratturate entrambe le mani, un’altra di 30 anni è stata lasciata per terra in stato di incoscienza, altri ancora sono stati portati in ospedale in condizioni gravi.

«DICONO CHE CI BRUCERANNO VIVI». «È da aprile che continuano a metterci pressione, dicendo di scegliere tra la vita e Cristo, ci minacciano costantemente di cacciarci via dal villaggio se non torniamo a venerare gli idoli indù», spiega il pastore Bharti. «Hanno anche detto che ci bruceranno vivi. La situazione è difficile soprattutto per i bambini, che soffrono la sete, visto che nel villaggio impediscono ai cristiani di accedere ai pozzi».

CRESCE L’INTOLLERANZA. L’intolleranza nei confronti dei cristiani continua a crescere in India. Il mese scorso si è celebrato il settimo anniversario della strage di Orissa, nella quale circa 100 cristiani sono stati massacrati dagli estremisti indù, 56 mila cristiani sono rimasti senza casa, 6.500 case sono state rase al suolo e 350 chiese e luoghi di culto bruciati.

«AUMENTA LA NOSTRA FEDE». L’arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar, monsignor John Barwa, ha però dichiarato a Fides che la fede degli indiani non diminuisce, nonostante le persecuzioni: «La fede dei cristiani diventa sempre più forte davanti alle persecuzioni. Abbiamo anche deciso di istituire una “Giornata dei martiri” per ricordare le vittime di Orissa. Intendiamo dare così alle famiglie delle vittime profonda consolazione, perpetuando la memoria dei loro cari e riconoscendoli come martiri: sono morti infatti per la loro fede cristiana e la testimonianza di Cristo».

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Vicenza, proteste e preghiere “riparatrici” per pièce teatrale

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VICENZA – Non poteva essere più turbolento il debutto della “Prima lettera di San Paoli ai Corinzi”, della catalana Angelica Liddell, opera che mescola sesso e religione. Preghiere, crocifissi, manifesti del sindaco Variati e del vicesindaco Bulgarini d’Elci imbrattati con vernice marrone, cori di protesta. Questo lo show fuori dal teatro Olimpico di Vicenza, mentre andava in scena lo spettacolo, in cui i protagonisti si mostrano nudi davanti al crocifisso.

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“Chiudere le frontiere”, corteo a Rieti

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FN RIETI

Rieti 19 settembre – Primo corteo in città dei militanti di Forza Nuova, “per sensibilizzare la popolazione sulla perdita di identità e di lavoro che sta subendo il popolo italiano a causa della massiccia invasione di clandestini e della crisi del sistema capitalistico”. “Perdita d’identità – dicono da Forza Nuova – a causa della massiccia invasione di clandestini accolti a braccia aperte dai finti buonisti, che poi magari sul business dell’accoglienza speculano sopra, e perdita di lavoro a causa di una crisi del sistema capitalistico che sta impoverendo sempre di più il ceto medio basso e arricchendo sempre di più chi già è ricco”.Presenti, oltre al responsabile provinciale Massimo D’Angeli, il segretario regionale del Lazio, Gianguido Saletnich e il segretario nazionale Roberto Fiore, tra gli animatori del seguitissimo comizio conclusivo.

Forza Nuova Rieti Ufficio stampa –

FN RIETI 2

 

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A PENSARE DA «REAZIONARI» NON È PECCATO E CI SI AZZECCA!

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newsweek-bwergoglioL’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

Se “a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca!”, oggi, a pensare da «reazionari» ci si azzecca quasi sempre.

E la ragione è che in genere il «pensiero reazionario» è cattolico, perciò consapevole che l’artefice finale del male è Satana, che deve servirsi di artifizi umanisti per avere una voce decisiva nel governo delle società umane.

L’artifizio più usato è di elevare il regime democratico a ideale insuperabile per reggere ogni questione umanoide. Tale sistema è aperto alla pluralità di opinioni, in mezzo alle quali è facile far imperare quella che passa come volontà popolare maggioritaria, essendo in verità prodotto dello stesso sistema che interagisce sull’opinione pubblica. Insomma, un circolo vizioso manipolabile da gruppi ristretti, nel cui tavolo decisionale siede pure qualcuno carico d’idee d’«avanguardia» per mutazioni rivoluzionare, fresco da un cerdo patto demoniaco per il potere!

«Società di Pensiero»: Retaggio rivoluzionario in atto

Sulla dinamica delle “Sociétés de pensée”, gruppi invisibili d’estrazione intellettualistica per la rivoluzione, abbiamo l’ottimo lavoro di Augustin Cochin. Si tratta del libro «lo spirito giacobinismo e le società di pensiero», dove l’autore conclude che gli eventi rivoluzionari dal 1789 in poi furono condizionati da azioni programmate in modo coperto e satanico da “società di pensiero” che si costituirono in Francia verso la metà del secolo sull’onda illuminista dell’enciclopedismo dominante.

Sergio Romano anni fa dedicò attenzione a queste formazioni della «intellighenzia» che formulano le grandi soluzione per la vita sociale anche in ambito mondiale. Si tratta del corso storico seguito dall’opinione “illuminista” nel suo «segretismo apatride» per la “realizzazione di una società irreale, costruita sulla carta da irresponsabili”. Ciò si è visto, se ben ricordo, nella sua prefazione dal titolo «Attualità di uno storico reazionario» al libro di Cochin, edito in Italia da Bompiani. Continua a leggere

Liddell al Teatro Olimpico di Vicenza. “Christus Rex”: protestiamo contro la blasfemia e ripariamo con la preghiera

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STASERA alle 20.00 TUTTI A VICENZA! Matteo Castagna ne parlerà alle 19.00 circa dai microfoni di Radio Forza Nuova. Sintonizzatevi cliccando su www.radiofn.eu 

Dal quotidiano On-line Vicenzapiù:

QUOTIDIANO | Categorie: Religioni, Associazioni

Liddell al Teatro Olimpico. Christus Rex: fermiamo la blasfemia a Vicenza

Di Redazione VicenzaPiù ieri alle 12:35 | 0 commenti

ArticleImageRiceviamo da Matteo Castagna, responsabile nazionale Circolo cattolico Christus Rex 

Sta emergendo un cretinismo suicida esasperato a Vicenza, nei confronti del teatro, usato per oltraggiare violentemente la Religione Cattolica e verso l’ideologia del gender, che viene sottovalutata o coscientemente appoggiata per favorire la disgregazione della famiglia naturale. L’ignobile complicità fra amministrazione comunale sinistrorsa e Curia, in nome dell’abbraccio satanico con le mode del mondo fa ribollire il sangue.

Non solo occorre riparare pregando pubblicamente, ma serve anche una azione di forte protesta e indignazione contro le false o illegittime autorità che stanno dalla parte delle oscenità e delle blasfemie o le minimizzano. E’ bene ricordare a costoro e ai vari “moderati nella Fede” che San Giovanni nell’Apocalisse dice chiaramente che “Dio vomiterà i tiepidi” (Ap 3,16).Il Circolo Cattolico “Christus Rex”, dopo aver pregato il Santo Rosario di riparazione per conto proprio in una chiesa di Vicenza, sosterrà la protesta di Forza Nuova, unico movimento politico che difende senza se e senza ma il Cattolicesimo, vergognosamente irriso e vilipeso.

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