Per la visita di Bergoglio in Usa, ecco il Rosario ‘gay friendly’
Dopo la visita a Fidel Castro, col quale Bergoglio non ha parlato del “passato”, perché “sono questioni personali di coscienza” (vallo a dire a tutte le vittime del regime comunista cubano!) ecco una perla da USA:
Segnalazione Corrispondenza Romana
E’ la coroncina del Rosario arcobaleno in versione gay friendly la nuova strategia degli attivisti Lgbt in occasione della visita di papa Francesco negli Stati Uniti. La parola «strategia» non è scelta a caso. Poiché di questo si tratta.
Un grappolo di sigle omosessuali si è, infatti, riunito per questo viaggio del Pontefice sotto un’unica denominazione, quella di «Egualmente beati», con un fine: promuovere le proprie istanze presso il Pontefice, sperando in qualche sua parola di sostegno, e sfruttare la popolarità della sua tappa americana. Tale network si rende conto della propria impopolarità, permanente presso il popolo dei fedeli, i quali la considerano per ciò che è ovvero in aperto, palese contrasto con la retta Dottrina cattolica. Per questo, l’organizzazione sta tentando una manovra di accerchiamento, di sensibilizzazione e, dove possibile, di indottrinamento, che le consenta di acquisire maggiore consenso nei ranghi ecclesiali. Non senza qualche successo, specie tra i Vescovi: «I Vescovi si fanno sentire e con forza – ha dichiarato John Freml, attivista di «Egualmente beati» – ma rappresentano solo una piccola parte della Chiesa Cattolica, che, non va dimenticato, non è solo gerarchia». Da qui, l’operazione “simpatia” intrapresa.











