I grandi killer delle atrocità partigiane ora in libreria
VIDEO – E’ UFFICIALE: I DEBITI DE “L’UNITA'” E DEL PD? LI PAGHEREMO NOI. GUARDATE COSA SI SONO INVENTATI
«Saranno tutti i cittadini a pagare i debiti dell’Unità e del Pd. A cominciare dai primi 95 milioni di euro dei decreti ingiuntivi. È emerso chiaramente dalle dichiarazioni della presidenza del Consiglio riportate nell’ultima puntata di Report e nelle notizie stampa. Non solo: fin dal fallimento dell’Unità del 1994 i debiti sono stati portati a carico dello Stato»: lo sostiene in un’interrogazione parlamentare il deputato del M5S della commissione Attività produttive Andrea Vallascas.
«Non fu un caso – scrive nel testo – che nel 2007, prima della nascita del Pd, i Democratici di Sinistra blindarono il proprio patrimonio immobiliare – valutato per circa mezzo miliardo di euro – dentro a una Fondazione Ds. La stessa che a sua volta ha poi ceduto gli stessi immobili un sistema di 57 fondazioni locali, presenti in tutto il territorio nazionale. Soggetti giuridici indipendenti e autonomi che gestiscono ancora circa 2400 immobili. Ma non più connessi al partito. L’obiettivo come ricorda la trasmissione Report, proprio quello di «fare da schermo e diventare inattaccabili dai creditori».
La Curia si schiera coi musulmani «A Bergamo serve una moschea»
Anche la ex chiesa cattolica, dopo aver fatto ogni sforzo per allontanare i fedeli cristiani, promuove l’islamizzazione.
Bergamo – Il direttore del Segretariato migranti della Diocesi don Massimo Rizzi, ha ribadito la volontà della Curia di sostenere il progetto di una moschea, schierandosi così con l’assessore all’Innovazione, Giacomo Angeloni.
Comportamento da osservarsi in Chiesa consigliato da Padre Pio

Entra in chiesa in silenzio e con gran rispetto, tenendoti e reputandoti indegno di comparire davanti alla Maestà del Signore. Appena sei in vista del Dio Sacramentato, fa’ devotamente la genuflessione.
Trovato il posto, inginocchiati e rendi a Gesù Sacramentato il tributo della tua preghiera e della tua adorazione.
Partecipando alla S. Messa e alle funzioni, usa molta gravità nell’alzarti, nell’inginocchiarti, nel metterti a sedere; e compi ogni atto religioso con la più grande devozione.
Si modesto negli sguardi, non voltare la testa di qua e di là per vedere chi entra e chi esce non ridere, per riverenza al luogo santo ed anche per riguardo a chi ti sta vicino.
Studiati di non profferire parola con chi che sia, a meno che la carità, ovvero una stretta necessità, non lo esiga.
Se preghi in comune, pronunzia distintamente le parole della preghiera, fa’ bene le pause e non affrettarti mai. Insomma comportati in modo che tutti gli astanti ne rimangano edificati e siano per mezzo tuo spinti a glorificare e ad amare il Padre Celeste.
MEDITAZIONE PRIMA DELLA MESSA DEL S. CURATO D’ARS
Cominciate a prepararvi alla S. Messa sin da quando vi svegliate, unendovi a tutte le Messe che si celebreranno in quel momento. Quando la campana suona per chiamarvi alla casa del Buon Dio, pensate che è Gesù Cristo stesso che vi chiama. Andate in chiesa con un po’ di anticipo, al fine di avere qualche momento per meditare sulla grande azione alla quale state per assistere. Non dite, come certa gente senza fede, che voi non avete il tempo, ricordate ciò che disse il Santo Profeta: “ Quale gioia quando mi dissero: andremo alla casa del Signore” . Dal momento che uscirete da voi stessi, occupatevi di quello che andate a fare e di ciò che domanderete al Buon Dio. Cominciate a lavare il vostro spirito dalle cose terrene, per non pensare che a Dio. Evitate ogni conversazione inutile, che non serve altro che a farvi mal ascoltare la S. Messa. Entrando in chiesa, ricordatevi ciò che dice il Santo Patriarca Giacobbe: E’ veramente la casa di Dio e la porta del cielo”. Quando siete al vostro posto, umiliatevi profondamente di fronte alla vostra indegnità ed alla grandezza del vostro Dio che vuole, malgrado i vostri peccati, ammettervi alla sua presenza. Fate un atto di Fede con tutto il vostro cuore. Domandate a Dio che vi faccia la grazia di non perdere nessuno dei favori che Egli accorda a coloro che vengono con le buone disposizioni. Aprite il vostro cuore, affinché la Parola di Dio possa entrarvi, mettervi le radici e portarvi i frutti per la vita eterna. Prima di uscire dalla chiesa, non mancate mai di ringraziare il Buon Dio delle grazie che vi ha concesso e andatevene in voi stessi, meditando su quello che avete visto e ascoltato. Allora la casa del Buon Dio sarà veramente per noi la porta del cielo: è questo che io vi auguro.
Siria, ISIS, terrorismo, Islam e sanzioni: l’intervento di Putin all’ONU
La Russia ritiene un grave errore il rifiuto a collaborare con le forze siriane nella lotta contro il terrorismo; oltre a Damasco di fatto nessuno lotta contro il terrorismo, ha affermato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
“Riteniamo che sia un grande errore il rifiuto di cooperare con le autorità siriane e le forze governative. Con chi, con coraggio, combatte faccia a faccia contro il terrorismo. Dobbiamo finalmente riconoscere che in Siria, oltre alle forze del presidente Assad e alle milizie curde nessuno combatte sul serio contro lo “Stato Islamico” e le altre organizzazioni terroristiche,” — ha detto Putin.
“Si vorrebbe chiedere a coloro che hanno creato questa situazione se almeno ora si rendono conto di cosa hanno fatto”, — ha aggiunto Putin.
Il presidente russo ha esortato ad aiutare il governo legittimo di Bashar Assad in Siria, oltre che a sostenere il governo della Libia e dell’Iraq.
“Soprattutto penso che sia estremamente importante aiutare a ricostruire le istituzioni statali in Libia, sostenere il nuovo governo iracheno e fornire assistenza completa per il governo legittimo della Siria”, — ha detto Putin.
Putin ha esortato ancora una volta a formare una grande coalizione contro ISIS; secondo il capo di Stato russo, i protagonisti di questa coalizione devono essere i Paesi musulmani.
“Lo Stato Islamico non solo è una minaccia diretta contro di loro, ma anche per i suoi crimini sanguinosi rovina un’importante religione come l’Islam. Gli ideologi di ISIS si fanno beffe dell’Islam e distorcono i suoi veri valori umanistici,”- ha detto Putin, parlando all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Putin ha commentato il ruolo delle sanzioni nella politica internazionale.
“Oggi sono quasi diventate una regola le sanzioni in elusione della Carta delle Nazioni Unite: non solo perseguono obiettivi politici, ma servono anche come mezzo per eliminare i concorrenti dal mercato”, — ha detto il presidente russo
Siria: Erdogan, adesso, ha contro anche Pechino
Per giorni la notizia è rimasta dubbia, perché a darla per prima è stata DEBKA File, sito israeliano specialista di disinformazione come d’intelligence: la portaerei cinese Liaoning-CV-16 aveva passato il canale di Suez, era nel Mediterraneo diretta verso le coste della Siria; l’accompagna un incrociatore lanciamissili;era a Latakia; no, ha già attraccato a Tartus. Adesso le fonti si moltiplicano, iraniane, siriane, arabe, sicché si può forse dire con qualche sicurezza: sì, i cinesi sono arrivati. Nel quadro, a dire il vero, di una esercitazione navale congiunta russo-cinese da tempo annunciata: ma davanti alla Siria, e con la portaerei?

Data la nota prudenza di Pechino, c’è qualcosa di molto importante ad averla decisa ad appoggiare l’azione anti-Isis di Putin a sostegno del regime di Assad, così lontano dalla sua area di influenza diretta.
Probabilmente la cosa è questa: 3500 uiguri – della temuta minoranza musulmana cinese – si sono insediati in Siria, in un villaggio presso Jisr-al Shagour appena strappato all’esercito regolare di Assad, vicino alla roccaforte del Partito Islamico del Turkestan (TIP), uiguro, che è integrato nella Armata di Conquista (Jaish al-Fatah), un temibile e ben organizzato gruppo composto di otto formazioni guerrigliere, da Al Nusra e di Fratelli Musulmani di Siria.
Il grosso reparto di uiguri è ritenuto essere arrivato sotto la protezione dell’intelligence turca, che avrebbe arruolato questi combattenti e li avrebbe forniti di falsi passaporti. I jihadisti del Tip, turcofoni, hanno diffuso ai primi di settembre delle foto, dove mostrato d’aver conquistato la base aerea siriana di Abu Duhour , strappandola alle truppe di Assad,e trovandoci vecchi ma efficienti MiG e armi sofisticate.

Nel marzo scorso, con l’aiuto della Turchia, la formazione di uiguri è stata la protagonista nel debellare i siriani di Assad a Jisr al Shughour
In breve – valuta l’analista Christina Lin, del Center for Transatlantic Relations at SAIS-Johns Hopkins University – la componente uigura, per la sua combattività e disciplina, sta diventando il gruppo prominente nella coalizione terrorista. Ciò ovviamente con l’aiuto di Ankara, che favorisce l’egemonia di turcofoni nella galassia di jihadisti arabi.
Per Pechino, stroncare questo gruppo armato è un caso d’interesse nazionale. Il terrorismo uiguro ha già compiuto sanguinosi attentati in territorio cinese, fra cui un clamoroso attentato suicida in piazza Tienanmen nel dicembre 2013, e l’ancor più feroce strage avvenuta il 17 agosto 2015 a Bangkok, dove la bomba contro il tempio induista di Erawan uccise venti turisti e ne ferì oltre cento. Fra gli uccisi, almeno cinque erano cinesi; l’attacco era una ritorsione contro il governo thailandese che aveva consegnato a Pechino un centinaio di uiguri ricercati, e voleva appunto colpire turisti cinesi; non senza l’aiuto, come ha dimostrato la polizia Thai, di elementi del Lupi Grigi turchi…
Non c’è voluto molto, per Pechino, per identificare nel pericoloso crescere del terrorismo uiguro la mano “ottomana”, e le smisurate ambizioni di Erdogan, che non fa’ mistero di sognare una ricostituzione dell’impero ottomano con tutti i suoi kanati: fra cui lo Xinjang cinese.
Nel gennaio di quest’anno, quando ha ricevuto il capo palestinese Abbas nel suo sfarzoso palazzo presidenziale, Erdogan lo ha atteso su una scalinata, affiancato da una guardia d’onore di 16 guerrieri in costumi storici, fra cui ce n’era uno in antico costume del kanato degli uiguri.

E da mesi i media vicini ad Erdogan conducono una accanita campagna di stampa contro il regime cinese, colpevole di reprimere la religione musulmana, per esempio di vietare il digiuno del Ramadan; a Istanbul la folla se l’p presa coi ristoranti cinesi, che hanno subito danni…Abbastanza per convibcere Pechino che il presidente turco sta giocando o la carta dell’irredentismo uiguro contro la propria integrità territoriale, nel quadro della sua guerra ottomana per interposti terroristi contro Assad, i curdi interni ed esterni (in Irak), senza dimenticare di mettersi ai ferri corti con l’egiziano Al Sisis ed Hamas.
http://chinamatters.blogspot.it/2015/07/turkey-plays-uyghur-card.html
Il risultato è che Erdogan ha oggi la portaerei cinese nel mare di casa. E Pechino farà di tutto per salvare il governo di Assad e sterminare i jihadisti cino-turcomanni. “Pechino ha deciso di contribuire alla lotta contro Daesh, per questo ha inviato la sua nave da guerra alle coste siriane”, ha dichiarato Igor Morozov, senatore russo. L’Iran ha mandato forze armate e sul terreno si coordina con le forze russe; il governo iracheno (sciita) si coordina con Iran, Russia e Siria nella lotta contro Daesh (invece che con la coalizione messa insieme dagli Usa); a questo scopo, è stato allestito a Baghdad un centro di informazioni e intelligence congiunto per coordinare le operazioni anti-ISIS.
Una nuova alleanza militare
E non basta. Secondo la già citata Christina Lin, “se Assad lo chiede e ne ha il permesso dalla Russia, la Cina e gli altri membri dello SCO lo assisteranno militarmente” anche inviando truppe, perché ciò sarebbe “in accordo col diritto internazionale, essendo il regime di Assad ancora il governo legittimo e riconosciuto dall’Onu”.
Oltretutto, i cinque anni di crudele destabilizzazione operati da Usa, Israele e i Saudit via jihadisti hanno ottenuto, oltre ai 250 mila morti e i milioni di fuggiaschi, anche questo effetto probabilmente imprevisto: lo SCO, Shanghai Cooperation Organization, si sta trasformando radicalmente e rapidamente in una vera e propria alleanza militare. Di cui anche l’Egitto (oltre la Siria) ha chiesto di far parte da giugno. L’Iran ne fa ià parte dal 2013.
“L’audace mossa unilaterale di Putin ha dato scacco matto a Wahington,” che oggi non ha altra scelta che “collaborare con la Russia per stabilizzare la Siria e scongiurare la caduta della regione nell’anarchia”, ha commentato il notista Alasatir Croke. Persino Erdogan, persino Cameron cominciano ad ammettere che sì, Assad, forse, può rimanere.
Ma c’è uno che non ci sta. Hollande ha cominciato la sua guerra, ed i suoi aerei hanno cominciato a bombardare le postazioni dell’ISIS in Siria. Così, da solo, come se non ci fossero russi, iraniani, cinesi, uiguri…”Per legittima difesa”, ha proclamato il capo del governo Valls. Cosa abbia bombardato, non si sa. Ma continua a proclamare che Assad deve andarsene.
Maria Zahkarova, portavoce del ministro Lavrov (Esteri), ha così commentato le imporese del Tartarin de Tarasconne: “Vorrei conoscere i dettagli del concetto di legittima difesa riguardo a bombardamenti aerei su uno Stato che non ha dato il suo consenso e non ha aggredito nessuno, nonché la conformità di queste azioni col diritto internazionale”…e poi: “Che inventori! Il referendum in Crimea è una annessione, ma i bombardamenti aerei senza il mandato del Consiglio di Sicurezza e senza l’accordo del paese colpito è legittima difesa….La Francia sta uccidendo il diritto internazionale agli occhi della comunità internazionale”…Putin ha cambiato le regole del gioco, e Hollande non se n’è accorto.
Preghiera a San Michele Arcangelo
Una star omosessuale sul palco con Bergoglio al Madison Square Garden
Una star del mondo omosessuale americano è stata scelta come primo “lettore” per la messa celebrata da Papa Francesco al Madison Square Garden di New York. La notizia, passata in sordina in Italia, ha avuto ampio risalto sui social media statunitensi, attraverso i post sorpresi e compiaciuti di numerosi attivisti LGBT. Il personaggio al quale è stato affidato l’ambito ruolo di presenziare alla solenne messa papale in veste di lettore è Mo Rocca, scrittore satirico, attore e reporter televisivo, fino ad oggi noto al pubblico americano per la sua opposizione all’insegnamento cattolico sui rapporti omosessuali e per il suo sostegno alle nozze fra persone dello stesso sesso. All’indomani dell’approvazione del matrimonio omosessuale da parte lo Stato di New York, Mo Rocca, sul sito gay “Stonewall Riots” aveva prontamente commentato entusiasta: “Bisogna esserci per un pezzo di storia come questo…è indimenticabile e emozionate, un grande posto in cui stare”.
La chiesa e l’immigrazione. Il cuore del problema
Riceviamo e pubblichiamo una riflessione dell’amico Martino Mora su un problema di scottante attualità
di Martino Mora
Le polemiche al calor bianco sull’immigrazione che hanno costellato le prime pagine dei giornali di quest’estate 2015, hanno messo in luce ancora una volta (se ce ne fosse bisogno) quello che il pensatore cattolico Thomas Molnar sosteneva da anni: “La Chiesa oggi si allinea al mondialismo, nuova religione dei secoli a venire”. Per giunta, aggiungiamo noi, spacciando per cristianesimo quello che ormai ne è – e lo diciamo con la morte nel cuore – una misera contraffazione.
Da questo punto di vista l’immigrazionismo, l’ecumenismo sincretista e i richiami di Ratzinger (nella “Caritas in Veritate”del 2009) e di Bergoglio (nella “Laudato si’” del 2015) ad un’unica autorità mondiale (vecchia idea già presente nella giovannea “Pacem in Terris” del 1963), sono strettamente legati. Compongono, in un tutto, l’adesione dell’attuale Chiesa cattolica al mondialismo. Cerchiamo di capire.









