Marino ritira le dimissioni: è ancora il sindaco di Roma

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Marino ritira le dimissioni: “Voglio una discussione in aula”

Alle 16.27 Marino ha smesso di essere un sindaco dimissionario per tornare ad essere primo cittadino a tutti gli effetti. “Illustrerò alla presidente Baglio la mia intenzione di avere una discussione aperta, franca e trasparente nell’aula Giulio Cesare”

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Marino ritira le dimissioni: è ancora il sindaco di Roma

Il sindaco di Roma, Ignazio Marino ha firmato la lettera con la quale ritira le dimissioni presentate lo scorso 12 ottobre. Così in una nota il Campidoglio. Ora si aspettano le dimissioni dei consiglieri Pd che in un incontro con Orfini avrebbero deciso per questa linea.

GLI ASSESSORI MOLLANO IL MARZIANO – Subito dopo la comunicazione da parte di Marino, hanno rassegnato le dimissioni il vicesindaco Marco Causi e l’assessore ai Trasporti Stefano Esposito. “Ho appena consegnato la mia lettera di dimissioni” hanno fatto sapere. Entrambi erano entrati a far parte della squadra capitolina con l’ultimo rimpasto di giunta così come Marco Rossi Doria. Anche lui ha annunciato di lasciare: “Torno al mio lavoro di maestro”. Tra i dimissionari anche l’assessore Luigina Di Liegro. Ha affermato invece l’assessore alla Legalità Alfonso Sabella a SkyTg24: “Lunedì torno a fare il magistrato”. Poi ha aggiunto: “Le mie dimissioni? Valuterò perchè devo completare il mio lavoro nelle prossime con l’invio di atti alla Corte dei Conti”.

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Adozioni gay: la magistratura attacca

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CARRETTI ARMATI

Segnalazione Corrispondenza Romana

In campo militare la strategia dell’accerchiamento è una tattica che prevede l’annientamento del nemico tramite manovre di aggiramento tese a chiudere tutte le sue linee operative.

L’aggiramento, in qualsiasi sua forma, è un’azione di guerra mirata essenzialmente a forzare la situazione di stallo che si crea in una battaglia ed il suo effetto è rilevante soprattutto dal punto di vista del morale delle truppe, in quanto tende a gettare nello sconforto l’attaccato che sa di non avere più vie di fuga.

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Sarà Obama a “salvare” dai tagli Planned Parenthood?

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Segnalazione di Corrispondenza Romana

di Mauro Faverzani

Facciano e dicano quel che vogliono, i pro-life: il presidente Obama, l’abortista numero 1 degli Stati Uniti, pare proprio deciso ad andar dritto per la sua strada, infischiandosene del voto della Camera dei Rappresentanti previsto per venerdì. Voto, che dovrebbe provvidenzialmente decretare il definitivo taglio per l’intero anno dei fondi pubblici destinati alle cliniche associate a Planned Parenthood. In Senato non si prevedono sorprese, l’iniziativa non dovrebbe incontrare ostacoli. Dove, invece, l’agenzia InfoCatolica preannuncia che possa fermarsi è di fronte al più che probabile veto proprio dell’inquilino della Casa Bianca, deciso a far sì che la multinazionale dell’aborto, anche illegittimo (come han dimostrato gli ultimi video usciti), continui a ricevere fiumi di denaro pubblico per uccidere nascituri.

«In questo momento, Planned Parenthood si accaparra un terzo del mercato totale dell’aborto– ha spiegato Carol Tobias, al vertice dell’organizzazione pro-life National Right to Life – Per troppo tempo, i fondi federali dei contribuenti sono stati qui incanalati, è ora di fermare tutto questo. Plaudiamo all’approvazione di questa legge e chiediamo al Senato di agire in fretta».

Secondo l’ultimo rapporto annuale, Planned Parenthood avrebbe ricevuto almeno 528 milioni di dollari dal Governo Usa, nonché dai governi dei singoli Stati dell’Unione. Al momento, del resto, solo il Texas ha preso la coraggiosa decisione di azzerarle i contributi.

La Camera dei Rappresentanti ha anche creato una nuova commissione d’inchiesta, per indagare sulle attività svolte dalla multinazionale dell’aborto. Commissione, presieduta da Marsha Blackburn, membro del Congresso del Tennessee, e da altri sette legislatori repubblicani. I democratici han preferito non nominare alcuno nel gruppo di lavoro, astenendosi dal parteciparvi. Vogliono evidentemente avere le mani libere, per poterne attaccare un domani i risultati.

Se il veto di Obama giungesse, ciò renderebbe il presidente degli Stati Uniti ancor più scandalosamente di quanto già non sia complice di un’organizzazione, dedita ad uccidere “legalmente” i figli nel ventre delle loro madri, nonché pluri-indagata per un traffico illegale di organi fetali, partito proprio dai suoi centri.

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The Synod: Marriage, Modernism & the Mass

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Segnalazione di don Anthony Cekada

BERGOLLIOThe Synod: Marriage, Modernism and the Mass

Sermon by the Most Rev. Daniel L. Dolan

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From the his years as a young priest in the 1970s, the Most Rev. Daniel L. Dolan has enjoyed the reputation of being one of the best preachers in the traditional Catholic movement. His sermons are known for their solid doctrinal content, originality in thought, popular style, topicality, and engaging delivery.

We are pleased to present Bishop Dolan’s sermon on October 25, 2015, the Feast of Christ the King, during the annual Forty Hours Devotion at St. Gertrude the Great Church in West Chester, Ohio.

It was delivered immediately after the conclusion of the 2015 Synod on the Family, presided over by Francis, at which the bishops passed resolutions opening the door for the reception of Communion by the divorced and remarried.

Consider making a contribution to support Bishop Dolan and St. Gertrude the Great’s internet apostolate of bringing solid Catholic preaching and live webcasts of its Masses to faithful Catholics throughout the world.

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[QUESTIONE EBRAICA] Piergiorgio Seveso introduce ‘Pensieri teologicamente scorretti” di P. Vassallo

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Mentre scorrevamo le pagine, ricche e molto dotte, scritte in un italiano corposo e ubertoso, di questo interessantissimo saggio di Piero Vassallo, una parola montava, imperiosa e prorompente, arcana e terribile, alle labbra della nostra mente: Deicidio.

In un mondo come quello che ci circonda e ci assedia, sostanziato dal totalitarismo liberale, le parole “proibite” sono tantissime, ogni giorno aumentano di numero e se ne fanno ormai lemmari e lezionari (para)liturgici, le si trascrive in codici pubblici e privati, in nuovi manuali di comportamento e di comunicazione.

Tra queste spicca certamente la parola “Deicidio”.

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Siria: ribelli “moderati” filo-USA attaccano una chiesa durante la messa

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Un colpo di mortaio ha raggiunto ieri sera la chiesa latina di Aleppo dedicata a san Francesco, nel quartiere di Aziziyeh, mentre nell’edificio era in corso la messa. La granata, proveniente dalle aree in mano ai ribelli anti-Assad, ha raggiunto il tetto, creando uno squarcio nella cupola, ma non è penetrata nella chiesa, esplodendo all’esterno e provocando sette feriti. Lo riferisce Fides.

Per il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo, “se la granata fosse esplosa all’interno sarebbe stata una strage”. “Erano circa le sei meno dieci di sera, in chiesa c’erano circa quattrocento persone, e la liturgia era arrivata al momento della comunione”, riferisce all’agenzia Fides il vescovo Georges Abou Khazen, vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino.

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SELFIE INTERRELIGIOSO DELL’APOSTATA TRAVESTITO DI BIANCO….

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TUTTO CIO’ AVVIENE TRANQUILLAMENTE IN VATICANO…

«Scomunichiamo e anatematizziamo ogni eresia che si erge contro la santa, ortodossa e cattolica fede, come l’abbiamo esposta sopra. Condanniamo tutti gli eretici, sotto qualunque nome; essi hanno facce diverse, ma le loro code sono strettamente unite l’una all’altra, perché convergono tutti in un punto: sulla vanità. Gli eretici condannati siano abbandonati alle potestà secolari o ai loro balivi per essere puniti con pene adeguate. I chierici siano prima degradati della loro dignità; i beni di questi condannati, se si tratta di laici, siano confiscati; se fossero chierici, siano attribuiti alla chiesa, dalla quale ricevono lo stipendio. […] Decretiamo, inoltre, che quelli che prestano fede agli eretici, li ricevono, li difendono, li aiutano, siano soggetti alla scomunica; e stabiliamo con ogni fermezza che chi fosse stato colpito dalla scomunica, e avesse trascurato di dare soddisfazione entro un anno, da allora in poi sia ipso facto colpito da infamia, e non sia ammesso né ai pubblici uffici o consigli, né ad eleggere altri a queste stesse cariche, né a far da testimone. […] Se poi si tratta di un chierico, sia deposto dall’ufficio e dal beneficio: infatti chi ha una colpa maggiore, sia punito con una pena più grave. Chi trascurasse di evitarli, dopo la dichiarazione di scomunica da parte della chiesa, sia colpito dalla scomunica fino a che non abbia dato la debita soddisfazione.
I chierici non amministrino a questi uomini pestilenziali i sacramenti della chiesa; né osino dare ad essi sepoltura cristiana; non accettino le loro elemosine o le loro offerte. Diversamente, siano privati del loro ufficio, e non tornino mai più in suo possesso, senza un indulto speciale della sede apostolica. La stessa disposizione va applicata a qualsiasi religioso, senza tener conto dei loro privilegi in quella diocesi, in cui avessero avuto l’ardire di provocare tali eccessi.»

(Concilio Lateranense IV, cost. III)

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L’antimodernismo in Liguria

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La Redazione di www.agerecontra.it ringrazia il Centro Studi Federici per aver ripreso e rilanciato questo nostro articolo

L’antimodernismo in Liguria

Segnaliamo un articolo molto interessante sulle vicende dell’antimodernismo in Liguria all’epoca di San Pio X, che permette anche di avere un giudizio più realista sulla figura del card. Siri.

Sull’argomento: Card. Tommaso Pio Boggiani, Un Vescovo contro la Democrazia Cristiana, pagg. 36, euro 5,00

http://www.sodalitium.biz/index.php?ind=reviews&op=entry_view&iden=9

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Hotovely: “Il mio sogno è sventolare la bandiera israeliana sul Monte del Tempio”

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La dichiarazione della vice ministra israeliana mostra il doppio binario su cui viaggia il governo Netanyahu: alle rassicurazioni del premier alla comunità internazionale per il mantenimento dello status quo sulla Spianata delle moschee, si contrappone l’anima più vera dell’esecutivo israeliano che è contraria a qualunque compromesso con i palestinesi

La vice ministra degli Esteri israeliana, Tzipi Hotovely (Foto: Yonatan Sindel/Flash90)

di Roberto Prinzi

Roma, 27 ottobre 2015, Nena News Si potrà dire e scrivere di tutto sulla vice ministra degli Esteri israeliana Tzipi Hotovely tranne che non sia sincera. Ieri la parlamentare del Likud (il partito del premier Netanyahu) ha dichiarato che il suo “sogno è vedere sventolare la bandiera israeliana sul Monte del Tempio [Spianata delle moschee per i palestinesi, ndr]. Una affermazione da non sottovalutare soprattutto nelle ore in cui il primo ministro prova a tranquillizzare la comunità internazionale affermando di voler mantenere lo status quo sul sito religioso. “Penso che [il monte del Tempio] sia il centro della sovranità israeliana, il luogo più sacro per il popolo ebraico” ha detto la vice ministra intervistata dal canale del parlamento israeliano. “Se dovessi dire al premier cosa sia giusto [fare], [direi che] non trovo assolutamente appropriato vedere le bandiere dello Stato islamico e di Hamas lì. E’ una disgrazia” ha aggiunto.

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