La casta del Csm tiene segrete le sue spese da 18 anni

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Segnalazione Quelsi

magistratiDal 1998 il Csm nega alla Corte dei Conti i rendiconti delle proprie spese: dopo 18 anni potrebbe finalmente cadere questo muro. Domani è attesa la decisione in merito. Nel frattempo, qualche domanda sorge spontanea: quanto spende il Csm e in cosa spende i propri soldi? E soprattutto, perché sinora ha tenuto riservate le proprie spese? Ne ha parlato su Il Tempo Valeria Di Corrado.

di Valeria Di Corrado

Il Consiglio superiore della magistratura non vuole che si «ficchi il naso» nei suoi conti. È dal lontano 1998 che il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. In pratica, sono ben diciotto anni che i giudici contabili non possono esaminare la corretta rendicontazione delle spese effettuate, anno per anno, per il funzionamento dell’organo di autogoverno della magistratura. «Non siamo tenuti a farlo», è l’interpretazione difensiva del Csm. Ora saranno i magistrati di via Baiamonti a decidere se questo organo dello Stato può ritenersi effettivamente «immune» dal controllo della Corte dei conti o se invece non ha agito correttamente, per tutti questi anni, aggirando il controllo dei giudici contabili.
Domani si terrà, davanti alla sezione giurisdizionale per il Lazio, il cosiddetto giudizio per la resa del conto. In sostanza, si discuterà sull’assoggettabilità del Consiglio superiore della magistratura all’obbligo di presentare il rendiconto del¬le sue entrate e delle sue uscite.

Il conto giudiziale è un documento in cui viene certificato come sono stati utilizzati i soldi pubblici. La compilazione è delegata agli agenti contabili, cioè a coloro che hanno maneggio di denaro o di valori dello Stato. Spetta a loro dimostrare come sono stati spesi i fondi stanziati per il funzionamento degli enti pubblici o degli organi dello Stato, allegando ricevute e giustificazioni. Il conto giudiziale deve prima essere approvato dalla stessa amministrazione e poi inviato alla Corte dei conti. I magistrati non sono chiamati a valutare nelmerito come sono stati spesi i soldi pubblici, ma se tutte le uscite sono giustificate correttamente. La sentenza finale può essere di «discarico», quando il conto è regolare, o di condanna, quando vi sono voci di spesa che risultano non giustificate. In quest’ultimo caso l’agente contabile viene condannato a rifondere le spese. Ogni volta che il conto giudiziale non viene presentato alla Corte dei conti, ne nasce un giudizio per la resa del conto.

Nel caso di specie, gli agenti contabili che operano in seno al Csm sono dipendenti pubblici che fanno capo all’Economo, all’Istituto Cassiere e al Consegnatario dei beni. Sono incaricati di gestirei fondi stanziati dal ministero dell’Economia per il funzionamento de¬gli uffici di piazza dell’Indipendenza. Una volta incamerato questo denaro, devono dimostrare come viene erogato: dal pagamento degli stipendi del personale, alle spese di cancelleria o di guardiania.

Ebbene, si è scoperto che dal 1998 il Csm non presenta i conti giudiziali alla Corte dei conti. Il giudice relatore, Ivan De Musso, nonché presidente della sezione contabile per il Lazio, ha inviato una lettera di ricognizione al Csm. La risposta del segretario generale è stata perentoria: il Consiglio non è soggetto a questo controllo. Da qui si è aperto il processo che verrà discusso domani. La memoria difensiva con cui il Csm si è costituito in giudizio verte su due punti: in primo luogo, l’organo è dotato di autonomia contabile e amministrativa, il controllo sulle spese viene effettuato in virtù di un regolamento interno; in secondo luogo, in quanto organo costituzionale, il Csm non sarebbe soggetto alla giurisdizione della Corte dei conti.

Secondo invece l’interpretazione del giudice relatore, la giurisprudenza della Corte costituzionale e della Corte di Cassazione parla chiaro al riguardo: solo gli organi costituzionali «supremi» non sono obbligati a presentare il conto giudiziale, e tra questi non rientra il Csm. Come organi costituzionali «supremi», infatti, vengono contemplati solo la Presidenza della Repubblica, i due rami del Parlamento e la Corte costituzionale. Se questa interpretazione verrà accolta dal collegio, il Csm sarà costretto a mostrare tutte le sue spese, senza più scuse.

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Royal Bank of Scotland ai suoi clienti: “Anno disastroso, vendete tutto”

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royal bank of scotland rbsSegnalazione Quelsi

Royal Bank of Scotland avverte i suoi clienti: quest’anno sui mercati finanziari sarà pessimo, meglio vendere tutto. Secondo gli analisti di RBS il petrolio potrebbe arrivare addirittura a 16 dollari al barile. Lo ha riportato Gianni Di Noia su Il Giornale.

di Gianni Di Noia

«Vendere tutto, in una stanza affollata, le porte di uscita sono piccole». Così si è espressa RBS (la Royal Bank of Scotland) in un report destinato ai suoi clienti e prontamente ripresa dalla pagina economica del tabloid inglese The Telegraph.

Per le banche d’affari è prassi, a inizio anno, mandare ai propri clienti finanziari dei report nei quali gli analisti esprimono alcune previsioni sulle prospettive dei mercati per l’anno a seguire. Quest’anno RBS ha consigliato ai clienti di prepararsi ad un “anno catastrofico” e a una crisi deflazionistica globale, avvertendo che i principali mercati azionari potrebbero perdere fino al 20% e il petrolio potrebbe precipitare a 16 dollari al barile.

Secondo Andrew Roberts, capo economista RBS, a causare la crisi dei mercati sarebbe la contrazione mondiale sul commercio e sui prestiti sommata all’indebitamento mondiale giunto oramai a livelli record. Come effetti, alla RBS prevedono un’ulteriore discesa dei tassi di interesse tedeschi e americani, con un possibile clamoroso dietrofront da parte della Federal Reserve sulla decisione di rialzare i tassi di interesse presa a fine 2015.

Come epicentro della crisi globale è indicata la Cina che nonostante la recente ammissione tra le valute di riserva mondiali da parte del Fondo Monetario Internazionale dovrà affrontare un aumento della fuga di capitali e una svalutazione importante della moneta. Fattore questo che potrebbe esportare deflazione e contagio di crisi in tutto il mondo.

In questi ultimi giorni sono molte le banche d’affari che hanno prodotto report e previsioni; tra queste molte hanno una visione critica verso il 2016, ma RBS si è distinta dalle altre per la durezza della previsione. Vendere tutto e concentrarsi sull’obbligazionario di alta qualità. Un sostanziale invito a rimanere liquidi.

A favore di RBS c’è il precedente non proprio incoraggiante della crisi del 2008, prevista in anticipo dai loro analisti, e l’inizio di un anno decisamente pesante per i mercati.
È presto per capire se tale allarme sia fondato e quanto, ma è sicuramente un’analisi da non sottovalutare data l’autorevolezza della fonte.

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Tutti sono Charlie: per la libertà di stampa e di pensiero…ma in Francia vogliono vietare i miei libri

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Segnalazione di Redazione BastaBugie

”Sposati e sii sottomessa” e ”Sposala e muori per lei” sono consigli alle amiche sul matrimonio sulla differenza tra l’uomo e la donna… eppure in Francia c’è chi vuole vietarne la vendita
di Costanza Miriano

Alla Francia si perdona tutto, se non altro in nome di Houellebecq, di Givenchy (ma la mente, Tisci, è italiano), di Santa Teresina e Giovanna e di moltissimo altro. Le si perdonano anche le testate sul petto (soprattutto se poi vinciamo). In più c’è da dire che non riesco a offendermi, ma anzi mi commuovo per questa cosa: attualmente ventiduemila Galli hanno firmato, in pochi giorni, una petizione per chiedere il ritiro dal mercato di due miei libri, Sposati e sii sottomessa e Sposala e muori per lei, appena usciti in Francia per i tipi di Le Centurion (sono consigli alle amiche sul matrimonio, sulla differenza tra noi e quell’essere di un’altra specie che ci troviamo nel letto, e sulla fatica di tenere insieme tutto). Una signora, come racconta il Figaro, ha deciso di chiedere al Segretario di Stato incaricata per i diritti delle donne, Pascale Boistard di vietarne la vendita. Lo considero un enorme biglietto di auguri di Natale, non ne ho mai ricevuto uno con così tante firme – puntano alle venticinquemila – al massimo forse ce n’erano una ventina sul regalo di compleanno dei compagni di classe. Che tante persone si interessino a me mi sembra davvero sproporzionato, emozionante che non si limitino a non comprare i miei libri – come fanno circa sei miliardi di persone nel mondo con la massima tranquillità – ma che si disturbino a firmare una petizione per impedire agli altri di farlo. Continua a leggere

Adozioni gay – La maggioranza degli italiani dice NO

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omosessualismo_adozioni-gay_tribunale_roma_lesbicheSegnalazione di Notizie ProVita

L’85% degli italiani è contrario alle adozioni gay.

Secondo sondaggi condotti da IPR Marketing, in Italia la stragrande maggioranza della popolazione non accetta l’idea che un bambino possa essere privato del papà o della mamma e cresciuto da una coppia omosessuale.

Come spiega sul Quotidiano Nazionale il direttore di IPR Marketing, Antonio Noto, mentre il 74% dei cittadini si dice favorevole al riconoscimento delle unioni civili tra coppie eterosessuali, il 40% si oppone alle unioni gay. Segno che c’è ancora una gran parte di opinione pubblica del Bel Paese che crede ancora nel dato di natura. E infatti si scende al 38% di favorevoli ad un vero e proprio “matrimonio” omosessuale.

Ad ogni modo – per onestà va rilevato – si tratta di percentuali preoccupanti, impensabili solo qualche decennio fa. Segno che la “Rivoluzione” procede spedita grazie alla propaganda, cedimento dopo cedimento dei buoni.

Comunque, ad oggi solo il 15% degli italiani farebbe adottare bambini a coppie dello stesso sesso.

Noto scrive poi che «il tema dei diritti specifici (assistenza familiare al partner malato, reversibilità della pensione, adozione), invece, vede gli italiani assumere posizioni più articolate. Su due questioni, larga parte del campione è propensa ad andare incontro alle richieste delle coppie omosessuali: la possibilità di assistenza di un partner convivente in caso di ricovero ospedaliero (72%) e l’ammissione quale erede naturale pro-quota con altri eventuali familiari in caso di decesso del partner (55%). Respinte, diversamente, la garanzia del mantenimento economico in caso del rapporto di convivenza (favorevole il 44%), così come la reversibilità della pensione del convivente (32%)». Continua a leggere

Utero in affitto. Figli di coppie gay scambiati

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Utero in affitto. Coppia gay commissiona una figlia in Nepal, ma arriva la bambina sbagliata

Dopo un test genetico i due uomini israeliani hanno scoperto l’errore e hanno rispedito indietro la bambina. «È un errore umano grave ma non è raro»

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Sono partiti da Israele, destinazione Nepal, per prendere la figlia che avevano commissionato a una madre surrogata. Una volta ritornati a casa, dopo aver effettuato un test genetico obbligatorio, si sono accorti che la bambina non era la loro e l’hanno rimandata indietro.

«ERRORE UMANO». È quanto successo a una coppia omosessuale, che si era avvalsa della collaborazione dell’agenzia israeliana esperta in utero in affitto Tamuz. Questa ha dichiarato che si tratta di un «caso di errore umano». L’ovulo comprato e fertilizzato con lo sperma dei due uomini non era infatti stato impiantato nell’utero della donna giusta.

TEST GENETICO. La bambina è nata il mese scorso ma l’errore è stato scoperto solo questa settimana durante un test genetico condotto allo Sheba Medical Center di Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv. Simili test sono richiesti in Israele per legge a tutte le coppie omosessuali che si recano all’estero per la pratica dell’utero in affitto. I risultati solitamente richiedono diverse settimane.

BAMBINI E MADRI SURROGATE. La coppia gay ha rispedito indietro la bambina, che è stata affidata ai genitori che l’avevano davvero commissionata, e ora sta aspettando di vedere se la donna che questi ultimi avevano scelto come surrogata sta portando in grembo il loro bambino oppure no. Se non fosse così, i loro ovuli fecondati potrebbero essere andati persi e la seconda madre surrogata potrebbe essere incinta del figlio risultante dal materiale genetico di una terza coppia.

SBAGLI FREQUENTI. Da sempre il Nepal è una meta ambita dalle coppie omosessuali israeliane, ma la nazione himalayana ha bloccato le nuove pratiche ad agosto in attesa di rivedere la legge, come fatto anche da India e Thailandia. Secondo Dana Magdassi, proprietaria dell’agenzia Lotus, simili errori non sono così rari: «È uno sbaglio molto grave che avviene spesso anche da noi in Israele. Si sente parlare poco di simili errori all’estero, perché i dottori sanno che una volta che le coppie israeliane rientrano in patria sono costrette a fare un test genetico», ha spiegato ad Haaretz.

Foto utero in affitto da Shutterstock

Fonte: http://www.tempi.it/utero-in-affitto-coppia-gay-commissiona-una-figlia-in-nepal-ma-arriva-la-bambina-sbagliata#.VpXnIn5d7qC Continua a leggere

La manina americana dietro l’invasione

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Segnalazione FB di Alfio Krancic

Un’Europa debole e senza in capitolo è negli interessi Usa

di Francesco Alberoni

Le migrazioni non si fermeranno finché dalle coste della Turchia verranno fatti partire gommoni pieni di asiatici e i greci li aiuteranno a sbarcare sulle loro isole.

Le emigrazioni non si fermeranno se gli scafisti libici continueranno ad imbarcare africani e le navi europee li trasborderanno. L’Europa, non essendo uno Stato sovrano, non ha confini esterni: li hanno l’Italia, la Grecia e la Bulgaria, ma sono impotenti contro la Turchia o le bande armate libiche.Un tempo c’era un accordo politico fra questi Paesi, sicché venivano controllati tutti coloro che passavano il confine e fermati coloro che non avevano ricevuto l’autorizzazione da entrambi i Paesi. Ma per far rispettare queste regole occorre una forza armata. Nessuno sbarca in Inghilterra o negli Usa illegalmente perché sparano. Ma poiché l’Europa non ha un suo esercito e Italia e Grecia sono impotenti (mentre Libia e Turchia sono armate fino ai denti e c’è tutto il mondo islamico che preme), si è finito per accettare tutti la dottrina secondo cui qualunque africano o asiatico che dice di star male nel suo Paese ha il diritto di entrare in Europa e di ricevere aiuti.Gli europei, così come non hanno un esercito, non hanno neppure una leadership: si sono sempre lasciati guidare dagli americani che hanno impedito l’unificazione economica fra Europa occidentale e Russia per indebolirle entrambe e si sono alleati con gli arabi e il loro petrolio. Poi hanno combinato un sacco di disastri in questi Paesi e in cambio hanno concesso ai loro abitanti di emigrare a piacimento in Europa.Se avessero voluto, gli americani con i loro alleati arabi avrebbero potuto far finire la guerra in Libia e, sempre se avessero voluto, avrebbero chiesto alla Turchia di pattugliare le sue coste e non far partire neanche un gommone per la Grecia. I soldi per l’ospitalità dei profughi li avrebbe volentieri messi l’Europa. Ma non lo hanno fatto perché loro e i loro amici islamici vogliono una Europa debole. L’unica cosa che gli americani non vogliono è che l’Europa si metta d’accordo con la Russia perché un loro accordo creerebbe una potenza che cambierebbe radicalmente le cose. E gli europei non lo capiscono.

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SGG Choir: Music for Epiphany 2016

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Segnalazione di don Anthony Cekada

SGG Choir: Music for Epiphany 2016

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St. Gertrude the Great Church, West Chester OH

  • Mass in Honor of St. Joseph Calasanctius, Orestes Ravanello (1871–1938, Venetian, Romantic)
  • O Magnum Mysterium, Tomás Luis de Victoria (1548–1611, Spanish school, Renaissance)
  • Brightest and Best (Star of the East), Alastair Cassels-Brown (1927–2001, American, Modern)
  • Allegro Maestoso from Sonata II, Felix Mendelssohn (1809–1847, French, Romantic)

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La FIFA censura Gesù

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Segnalazione Quelsi

Nel video ufficiale trasmesso dalla FIFA in occasione dell’assegnazione del Pallone d’oro, vinto da Leo Messi, la Federazione Internazionale di Calcio ha omesso un piccolo dettaglio: Gesù.
Osservate cosa c’è scritto nella fascia che indossa in testa Neymar, e poi controllate come per magia sia sparita la scritta “100% JESUS” nel fotogramma del video ufficiale. Che questo abbia a che vedere con i mondiali 2022 assegnati al Qatar? Resta una vergogna…

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Silvia Cirocchi | gennaio 12, 2016 alle 2:51 pm | Categorie: Attualità | URL:http://wp.me/p3RTK9-aP2

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