La Pinotti difende l’islam “La Bibbia sottomette la donna”

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Il ministro della Difesa condanna i fatti di Colonia solo a 11 giorni da Capodanno. Poi trova la scusa: “Non c’è stata occasione di esprimersi prima”

L’imbarazzo della sinistra sui fatti di Colonia, è evidente, è enorme. Schiave del “politicamente corretto”, le donne del Pd, di Sel e le femministe tutte sono rimaste in silenzio di fronte alle violenze degli immigrati.

Il motivo? Il rischio di mettere in dubbio il totem dell’accoglienza, quel mantra delle porte-aperte-senza-limiti diventato il nuovo “libretto rosso” dell’ideologia socialdemocratica. Il tutto per evitare di ammettere che l’islam ha un problema: quello del rapporto con la donna.

Solo quando la vicenda è sfuggita loro di mano, solo quando la polizia tedesca ha detto che tra i responsabili di quegli stupri (così bisogna chiamarli) c’erano dei profughi e richiedenti asilo, alcune donne della sinistra hanno alzato – lentamente – la testa. Ma la Pinotti, pur di difendere la religione islamica, mette sul tavolo un passo della Bibbia che giustificherebbe la sottomissione della donna. Cita solo una frase, non tutta. Prendeno un enorme abbaglio.

Il silenzio “del giorno dopo” delle femministe rimane una ferita incurabile. Un’affronto alle donne. Il ministro della Difesa Roberta Pinotti, intervistata dalla Stampa, ha provato ad accampare delle scuse che sanno di beffa per lettori ed elettori. Perché le donne di sinistra non hanno alimentato un dibattito, costruttivo, sugli enormi limiti dell’Islam in merito al modo di trattare il genere femminile? Perché non si sono alzate in piedi per denunciare che chi arriva in Europa non accetta “senza se e senza ma” i principi fondanti la cultura nostrana? Continua a leggere

Putin ha ragione, la Nato non ha più senso

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Risultati immagini per fuori dalla natoSegnalazione di Arianna Editrice

di Sergio Romano 

Fonte: Linkiesta

L’ex ambasciatore, oggi editorialista: «L’industria delle armi americana controlla la politica estera dell’Occidente. Schäuble dice bene, serve un esercito europeo, ma non accadrà»

Botti d’inizio anno. A dare fuoco alle polveri per primo è stato il presidente russo Vladimir Putin, che poche ore dopo la mezzanotte del primo gennaio ha dichiarato, aggiornando la lista delle principali minacce alla Russia, che «la Nato è il nemico». Poche giorni prima era stato il turno del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble, che in un’intervista alla Bild am Sontag aveva detto che «Il nostro scopo finale dovrebbe essere un esercito dell’Unione Europea», poiché «le risorse che spendiamo per i nostri ventotto eserciti nazionali potrebbero essere usate molto meglio, se le spendessimo assieme».
Così, nel giro di meno di una settimana, la Nato, l’alleanza militare occidentale nata in funzione antisovietica nel 1949, è stata messa nel mirino. Direttamente, da uno dei suoi più strenui oppositori. Indirettamente, ma nemmeno troppo, da un ministro di uno dei più importanti stati membri. La domanda, in fondo, è una sola, ma si può declinare in modi diversi: a che cosa serve oggi la Nato? Che senso ha? Contro chi combatte?

«Putin ha ragione, sulla Nato. E anche Schäuble». A dirlo non è uno qualunque, ma Sergio Romano, oggi apprezzato editorialista e scrittore, ma, negli anni ottanta, rappresentante italiano alla Nato e ambasciatore italiano in Unione Sovietica.

In che senso hanno ragione?
Occorre fare un passio indietro. Una volta caduto il muro di Berlino, gli americani, per un certo periodo, non seppero che cosa fare della Nato. Per qualche anno hanno temporeggiato e si sono tenuti il dossier sul tavolo. A un certo punto, tuttavia, alcuni consiglieri del presidente Clinton gli hanno prospettato una soluzione: conservare la Nato e allargarla ai paesi ex satelliti dell’Unione Sovietica che avessero fatto domanda di adesione; quelli del Patto di Varsavia, per intenderci. Fu una scelta che la Russia considerò subito con molto sospetto.

Come mai?
La Nato è nata in funzione di un nemico. Ora che il nemico non c’era più, che senso aveva conservarla senza che ciò lasciasse trapelare diffidenza verso Russia? Credo che le reazioni russe avessero qualche giustificazione.

Gli Stati Uniti come si giustificarono?
In un prima fase sembrarono tenere conto delle preoccupazioni russe Vi fu un cordiale incontro fra George W. Bush e Putin nel Texas, seguito da un vertice, nel maggio del 2002, a Pratica di Mare, dove nacque una specie di comitato di collegamento fra Nato e Russia, senza specifiche funzioni. Eppure un senso avrebbe potuto averlo.

Quale?
Poteva essere l’embrione di una organizzazione per la sicurezza collettiva.

E non lo è diventato ?
No. Una organizzazione per la sicurezza collettiva difende la pace all’interno dei propri confini. La Nato è un alleanza concepita per combattere. Si prepara alla guerra contro chi ne è fuori.

La Nato nasceva in funzione di un nemico. Ora che non c’era più, che senso aveva conservarla senza che ciò assumesse un senso quantomeno di diffidenza nei confronti della Russia

Che cosa accade dopo?
Accade, com’era facilmente intuibile, che i paesi dell’est hanno cominciato a mettersi in fila per aderire a questa nuova Nato “allargata”.

Come mai?
Perché i paesi est europei ritenevano di avere bisogno di sicurezza e pensavano che l’avrebbero trovata in una organizzazione diretta dagli Stati Uniti. Così la Nato rimase in vita e si allargò, ma le sue caratteristiche rimasero immutate: un comandante supremo supremo americano, basi americane, piani strategici americani.

Se Nato e Russia sedevano insieme in uno stesso comitato di contatto, perché i rapporti sono tornati tesi?
Le frizioni iniziano quando Bush denuncia il Trattato Abm, quello sui missili anti-missili, con cui Usa e Urss si erano accordati negli anni Settanta per non costruire più di una base anti-missilistica nel loro territorio. Un trattato meraviglioso: accettando di avere una sola base antimissilistica, entrambe lasciavano il resto del loro territorio indifeso, esposto alle eventuali rappresaglie dell’altro, se uno dei due avesse sferrato un primo colpo. Niente poteva garantire la pace meglio di questa reciproca vulnerabilità.

Come mai Bush denuncia questo trattato?
Per creare una grande rete di difese anti-missilistiche, composta da sommergibili nucleari nel nord, un grande radar nella Repubblica Ceca e una base in Polonia. I russi, comprensibilmente, si chiesero in funzione di quale nemico una tale difesa venisse organizzata.

E gli americani?
Risposero che dovevano premunirsi contro paesi canaglia come l’Iran. Una cosa che, in effetti, aveva poco senso. Subito dopo , altri paesi dell’Europa orientale si dissero disposti a ospitare basi simili.

Perché tutta questa voglia di ospitare armi e basi Nato?
E’ permesso sospettare che le lobby militari , in questa vicenda abbiano avuto una parte. Se un Paese entra nella Nato deve adeguarsi agli standard dell’Alleanza. Chi gli fornirà armi e infrastrutture?

Domanda retorica?
L’industria militare americana ha un primato industriale, ma anche un forte potere politico. Il primo che se ne accorse fu Eisenhower, che nel suo discorso d’addio del 16 gennaio 1961, alla fine del secondo mandato presidenziale, denunciò l’esistenza di un complesso militare-industriale che cercava di orientare le politiche americane.

Aveva ragione?
Credo che la realtà gli abbia dato ragione Pensiamo a Dick Cheney, che per anni ha fatto la spola tra industria militare e uffici pubblici. Ma ci sono anche molti ufficiali delle forze armate che terminano la carriera quando sono ancora relativamente giovani e vanno a lavorare nell’industria.

Che se l’Unione Europea non ha un esercito, non ha una politica estera. E se non ha una politica estera, involontariamente, implicitamente, segue pedissequamente la politica estera degli Usa.

La Nato è una minaccia per la Russia, quindi?
Credo che Putin abbia qualche motivo per pensarlo. Certo si può avere ragione anche con qualche con qualche gesto eccessivo, come nella vicenda ucraina.
D’accordo, però nella Nato non ci sono solo gli Stati Uniti. Ora sono ventotto Paesi. Possibile che nessuno alzi un sopracciglio?
La Nato ha un funzionamento molto particolare Come tutti i grandi trattati del dopoguerra le grandi decisione si prendono alla unanimità. Alla Nato tuttavia i voti sono rari.
Com’è possibile?
La Nato funziona col consenso. Il Segretario Generale apre un dibattito sino a quando dichiara di constatare l’esistenza di un consenso. Qualcuno potrebbe alzarsi e dissentire, ma nessuno lo fa perché nessuno vuole assumere un atteggiamento visibilmente ostile a quello degli Stati Uniti. È successo quando il ministro degli Esteri francese Villepin disse che la Francia non avrebbe approvato la guerra contro l’Iraq. Ma lo disse all’Onu, non alla Nato La collera americana fu enorme.. Da allora comunque gli Stati Uniti hanno inventato le coalizione dei volonterosi che si possono formare anche se non tutti sono d’accordo.
Quindi pure con la Germania e con Schäuble, che parla di esercito europeo, non saranno teneri…
Schäuble ama fare il guastafeste, quello che dice le verità scomode. Non so se in quell’intervista stesse parlando a nome del governo, o se parlasse indirettamente alla Merkel. Probabilmente l’ha detto per ricordare quale è il vero problema dell’Europa.
Quale?
Che se l’Unione Europea non ha un esercito, non ha una politica estera. E se non ha una politica estera, involontariamente, implicitamente, fa quella degli Stati Uniti. La Merkel lo sa bene. Anche lei, qualche anno fa, in un diverso contesto, disse che se vi fossero nuove cessioni di sovranità a organi comuni molti progressi sarebbero possibile, fra cui anche anche la mutualizzazione del debito tra gli Stati europei, contro cui sinora la Germania si è sempre schierata.
Potrebbe accadere? Non ho molte speranze.
Perché? Perché i Paesi che spendono per le loro forze armate – Francia e Gran Bretagna – non hanno intenzione di rinunciare a ciò che le rende diverse dagli altri. Mentre quelli che non spendono abbastanza, come l’Italia, finiscono per pensare che la Nato presenta pur sempre qualche vantaggio. Siamo prigionieri della nostra inettitudine.
Proviamo a immaginare, però. Quando parla di una política estera europea, secondo lei in che modo dovrebbe differenziarsi da quella americana?
La sola scelta di sicurezza per l’Europa dovrebbe quella della neutralità. L’Europa non può essere una potenza militare interventista e aggressiva.

Fuori dalla Nato, quindi?
Credo che se l’Europa scegliesse la strada della neutralità metterebbe in discussione l’esistenza della Nato. Ripeto, però: oggi faccio fatica a immaginare che questo possa accadere.

a cura di

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Cristina Campo

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IMG_19_1_mlSegnalazione del Centro Studi Federici

Il 10 gennaio 1977 moriva Cristina Campo. RIP
 
Cristina Campo (1923-1977), scrittrice e poetessa, ha conosciuto dopo la morte un grande successo di pubblico e di critica. Sembrano averla dimenticata solo i cattolici “tradizionalisti”, dei quali pure essa fu una personalità di primo piano. Tra i fondatori di “Una voce-Italia”, ha dato un contributo decisivo alla redazione del “Breve esame critico” del nuovo messale, presentato a Paolo VI dai Cardinali Ottaviani e Bacci. Attorno a Cristina Campo, in quegli anni, troviamo Mons. Lefebvre e Padre Guérard des Lauriers, e molti altri ancora. Nello stesso tempo, seguendo le tracce di Cristina Campo, ci si può perdere nei meandri di un’altra “tradizione” ben diversa da quella cattolica! Da Simone Weil alla psicanalisi junghiana, dal manicheismo all’esicasmo bizantino, dal Vedanta al cabalismo di Abraham J. Heschel. Qual é dunque il vero volto di Cristina Campo, una intrepida ammiratrice della Messa romana o una inquietante iniziata? L’autore cerca di risolvere questo dilemma senza far altro che affidarsi ai documenti. Don Ricossa ha potuto avvalersi dell’archivio di uno dei protagonisti della nostra storia – Padre M.L. Guérard des Lauriers – e delle testimonianze dell’ultimo suo confessore, il cardinale Augustin Mayer…
Nella seconda parte di questo libro viene ripubblicato un testo ormai introvabile (edito da Borla nel 1970) ma fondamentale: la Risposta alla “Lettera ad un religioso” di Simone Weil scritta da Padre Guérard des Lauriers, che fu molto importante nel cammino spirituale di Cristina Campo.
 
Don Francesco Ricossa – Padre M.-L. Guérard des Laurieres o.p.
Cristina Campo, o l’ambiguità della Tradizione. Risposta alla «Lettera ad un religioso» di Simone Weil, CLS, pagg. 172, euro 9,50.

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Terra Santa: giudei profanano cimitero cattolico

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ts_cimitero_profanatoSegnalazione del Centro Studi Federici

Divelte croci nel cimitero cattolico di Beit Jamal vicino a Gerusalemme
Lo rende noto il consigliere dell’Assemblea dei vescovi di Terra Santa Wadie Abunassar
 
9/1/2016 – Croci divelte e spezzate. Il Patriarcato latino di Gerusalemme ha denunciato oggi un nuovo episodio anticristiano nel cimitero del Monastero cattolico di Beit Jamal, nei pressi di Beit Shemesh ad un passo da Gerusalemme. Una decina di croci – come mostrano le foto diffuse da Wadi Abunassar, consigliere dell’Assemblea dei Vescovi di Terra Santa – erette sulle tombe di sacerdoti dai cognomi italiani che hanno vissuto e operato nel Monastero retto dai Frati salesiani. 
 
Un fatto – anche se non ci sono per ora indizi che vanno in questa direzione – che sembra riproporre altri episodi analoghi compiuti nei mesi scorsi in Israele e attribuiti ad ultrà ebrei. Atti delittuosi condannati dall’intera leadership ebraica a partire dal presidente dello stato Reuven Rivlin e dal premier Benyamin Netanyahu. Il Patriarcato latino, retto da Fouad Twal, ha sottolineato che già nel passato il Monastero luogo è stato oggetto di altri attentati: nel settembre del 1981 fu preso di mira lo stesso cimitero e vandalizzate le croci dei preti lì seppelliti; nel marzo del 2014 l’edificio fu imbrattato di graffiti anticristiani. 

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Cantalamessa: “Nessuno, del resto, dice oggi che, per il semplice fatto di non essere battezzato, uno sarà condannato e andrà all’inferno”…

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Risultati immagini per solo chi è battezzato sarà salvoSegnalazione di L.M.

Isaia 55,1-11; 1 Giovanni 5,1-9; Marco 1,7-11
Gesù aveva forse bisogno, anche lui, di essere battezzato come noi? No certamente. Egli volle, con quel gesto, mostrare che si era fatto uno di noi in tutto. Soprattutto voleva porre termine al battesimo «di acqua» e inaugurare quello «di Spirito». Nel Giordano non fu l’acqua che santificò Gesù, ma Gesù che santificò l’acqua. Non solo l’acqua del Giordano, ma quella di tutti i battisteri del mondo.
La festa del Battesimo di Gesù è l’occasione annuale per riflettere sul nostro battesimo. Nell’opinione di molta gente il battesimo viene spiegato come un entrare a far parte di una realtà umana – la Chiesa – di cui forse non si condividono tutte le posizioni; viene visto solo nella sua dimensione orizzontale. Di qui tante crisi e abbandoni e oggigiorno perfino richieste di cancellare il proprio nome dal registro dei bat¬tesimi. Ma il battesimo è infinitamente di più. È entrare in una relazione stabile con Dio Padre come figli, con Gesù come membra del suo corpo, con lo Spirito Santo come suo tempio. Il bambino viene battezzato nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, non nel nome del Papa, dei vescovi e dei sacerdoti! Continua a leggere

Colonia, incidenti e violenze a Lipsia Neonazisti attaccano negozi: fermi

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Colonia, incidenti e violenze a Lipsia Neonazisti attaccano negozi: fermiSecondo la polizia si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. In città si sta svolgendo anche una manifestazione anti-immigrati di Pegida (il partito anti Islam nato nel 2014) e un corteo contro quest’ultimo raduno. Nella città renana domenica sono stati aggrediti e feriti alcuni stranieri

Non si attenua la tensione in Germania per le violenze di Colonia nella notte di San Silvestro. Nella città renana, domenica sera, è partita la caccia allo straniero. Per la polizia gli attacchi ai non tedeschi sono stati panificati via social network. A Lipsia invece, lunedì sera, sono stati attaccati diversi negozi ed eseguiti diversi fermi. Secondo la tv regionale Mdr, un gruppo di neonazisti ha assaltato alcuni esercizi commerciali nel quartiere di Connewitz. La polizia ha eseguito una serie di fermi tra le circa 250 persone che con il volto coperto hanno lanciato pietre contro le vetrine e acceso fumogeni. Secondo la polizia si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. In città si sta svolgendo anche unamanifestazione anti-immigrati di Pegida (il partito anti Islam nato nel 2014) e un corteo contro quest’ultimo raduno.

A Colonia nella zona della stazione centrale sei cittadini pachistani e un siriano sono stati aggrediti. Mentre un nordafricano è stato inseguito. Il governo ha messo in guardia dal contagio xenofobo: “Bisogna assolutamente evitare di alimentare un sospetto generale sui rifugiati”. Anche il presidente del Consiglio dei musulmani tedeschi Ayman Mazyek ha denunciato dalle pagine del Koelner Stadt Anzeiger una “nuova dimensione di odio” contro i fedeli di religione islamica: mail e telefonate di minacce, mentre nella rete si scatenano gli insulti. Continua a leggere

Bergoglio: “i migranti portano contributo sociale, economico e culturale”. Come a Colonia!

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CdV – “Una particolare riconoscenza” e’ stata espressa da Papa Francesco “all’Italia, il cui impegno deciso ha salvato molte vite nel Mediterraneo e che tuttora si fa carico sul suo territorio di un ingente numero di rifugiati”. “Auspico – ha detto nel tradizionale discorso al Corpo Diplomatico – che il tradizionale senso di ospitalita’ e solidarieta’ che contraddistingue il popolo italiano non venga affievolito dalle inevitabili difficolta’ del momento, ma, alla luce della sua tradizione plurimillenaria, sia capace di accogliere ed integrare il contributo sociale, economico e culturale che i migranti possono offrire“.

Il Papa ha poi definito “importante” che “le Nazioni in prima linea nell’affrontare l’attuale emergenza non siano lasciate sole, ed e’ altrettanto indispensabile avviare un dialogo franco e rispettoso tra tutti i Paesi coinvolti nel problema – di provenienza, di transito o di accoglienza – affinche’, con una maggiore audacia creativa, si ricerchino soluzioni nuove e sostenibili”.

Secondo Bergoglio, “non si possono pensare nell’attuale congiuntura soluzioni perseguite in modo individualistico dai singoli Stati, poiche’ le conseguenze delle scelte di ciascuno ricadono inevitabilmente sull’intera Comunita’ internazionale”.

Nel suo discorso, il Papa ha voluto esprimere “gratitudine per tutte le iniziative prese per favorire una dignitosa accoglienza delle persone, quali, fra gli altri, il Fondo Migranti e Rifugiati della Banca di Sviluppo del Consiglio d’Europa, nonche’ per l’impegno di quei Paesi che hanno mostrato un generoso atteggiamento di condivisione”. “Mi riferisco anzitutto – ha elencato – alle Nazioni vicine alla Siria, che hanno dato risposte immediate di assistenza e di accoglienza, soprattutto il Libano, dove i rifugiati costituiscono un quarto della popolazione complessiva, e la Giordania, che non ha chiuso le frontiere nonostante ospitasse gia’ centinaia di migliaia di rifugiati”.

“Parimenti non bisogna dimenticare gli sforzi di altri Paesi impegnati in prima linea, tra i quali specialmente la Turchia e la Grecia“, “E’ noto – ha detto ancora il Papa – che le migrazioni costituiranno un elemento fondante del futuro del mondo piu’ di quanto non l’abbiano fatto finora e che le risposte potranno essere frutto solo di un lavoro comune, che sia rispettoso della dignita’ umana e dei diritti delle persone”.

(AGI)

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Siracusa, apre il primo centro benessere gestito dalle suore: previsti anche trattamenti anti-cellulite

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Risultati immagini per centro benessere suoredi Franca Giansoldati

Città del Vaticano – L’ultima frontiera del turismo religioso prova a unire il benessere spirituale al benessere fisico. La preghiera al massaggio aiurvedico. Le letture del Vangelo al percorso Kneipp, una delle cure termali più praticate nei centri benessere nata in Germania per guarire dalla tubercolosi grazie ad immersioni quotidiane nel Danubio. Succede a Siracusa, proprio davanti ad uno dei panorami più belli della Sicilia, a due passi dalla mitica fonte Aretusa di Ortigia, dove le suore orsoline della sacra famiglia, la congregazione alla quale appartiene anche suor Cristina Scuccia, vincitrice della seconda edizione del talent show The Voice of Italy (2014), hanno aperto la Domus Mariae Benessere per te, una modernissima casa per ferie dotata di ogni comfort.

Grotta del vapore, piscina terapeutica, saune, bagno turco, solarium, ambienti rilassanti con illuminazione a effetto notte stellata dove gustare, alla fine dei trattamenti tisane depurative, docce emozionali, trattamenti estetici rivitalizzanti per rivitalizzare e tonificare il corpo e combattere la cellulite. Il depliant distribuito per illustrare le potenzialità di questo centro benessere si apre con lo slogan: L’amore per se stessi, per la vita e per gli altri. Continua a leggere

La Congregazione di Gesù e Maria ha fatto visita a Verona

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20160108_203840di Matteo Castagna

Su invito del Circolo Cattolico “Christus Rex” da giovedì 7 a sabato 9 Gennaio 2016 i cattolici tradizionalisti veronesi hanno ricevuto la visita di Padre Rigoberto Sanchez della Congregazione di Gesù e Maria, accompagnato dal seminarista Marco Rui, provenienti dalla Bretagna, ove dispone di un nutrito gruppo di fedeli.

La Congregazione fa capo a S.Ecc. Rev.ma Mons. Andrés Morello, che vive in Patagonia, ove dirige un seminario e che già a dicembre ci scrisse una bella lettera di auguri e benedizioni. Si tratta di un Vescovo sedevacantista simpliciter della linea Thuc.

La visita è stata occasione di conoscenza reciproca, di illustrazione delle attività sia di “Christus Rex” che del Comitato per la celebrazione delle Pasque veronesi, che del Comitato contro il relativismo religioso e la presentazione delle strutture esistenti, di discussione inerente la situazione ecclesiale e politica, che ha trovato edificante armonia e concordanza di vedute. Il tutto si è svolto in un clima estremamente cordiale, molto interessante per i contenuti espressi, che fa ben sperare nella possibilità di una graduale ed organizzata collaborazione. Padre Rigoberto ha celebrato la Santa Messa tradizionale “non una cum” l’occupante conciliare, sia venerdì 8 che sabato 9 gennaio ed ha lodato ed incoraggiato l’opera militante di tanti anni in terra scaligera.

Ora, ci affidiamo alla preghiera, affinché i propositi e le intenzioni possano realizzarsi secondo la volontà di Dio, per la Sua maggior Gloria e per il Bene delle anime. Continua a leggere

LA SOMMA MISERICORDIA DIVINA OSCURATA DA SIMULACRI PAPALI

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bergoglio abissaleDomenica 10 Gennaio 2016 dalle 6.00 alle 9.00 del mattino il nostro Responsabile Nazionale di “Christus Rex” Matteo Castagna sarà ospite della trasmissione “Notizie Oggi” su Canale Italia. Saranno possibili telefonate in diretta al numero in sovrimpressione.

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Arai Daniele

L’Amore di Dio per la creatura umana si è manifestato in modo supremo nel Sacrificio di Cristo Crocifisso – figura dell’infinita Misericordia del Padre. Esso è celebrato nella Santa Messa, Sacrificio incruento. Ma fu alterato dal NOM conciliare.
Dove è il Sacrificio che invoca penitenza nella bolla d’indizione del «Giubileo della Misericordia», o altrove nella facondia bergogliona? Non c’è.

Dove Bergoglio, rappresentando la sequenza dei «papi conciliari», ricorda l’Atto fondante della Chiesa? Da nessuna parte perché ciò non appartiene alla «cultura modernista» protestantizzante del Vaticano 2, festosamente celebrato ricordando piuttosto una misericordia umana, che interpreta a suo modo la frase di Gesù: “Misericordia Io voglio e non sacrificio…” (Mt 9,13). Ma queste parole si riferiscono al sacrificio imperfetto dei Giudei, specialmente quando serviva di scusa per omettere atti di misericordia verso il prossimo. Eppure, serviva anche a capire che solo il Figlio di Dio poteva offrite il Sacrificio perfetto voluto dal Padre misericordioso.

E il Figlio, per misericordia, istituì la Chiesa, dove sarebbe rappresentato da un uomo per confermare la Sua Parola infallibile, consegnata agli Apostoli. Per i protestanti, però, sia la realtà del Sacrificio, sia l’idea di un solo apostolo con potere infallibile per confermare la Dottrina di Gesù Cristo erano travisate; tutto era già nelle lettere delle Scritture, che avrebbero sostituito la Tradizione orale con le sue idee sacrificali! Continua a leggere

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