L’inutile battaglia del Senatore Joseph McCarthy contro il progressismo negli Stati Uniti
LA RIFLESSIONE
di Raimondo Gatto
Premessa
Avete mai sentito parlare della “caccia alle streghe” contro gli attori e gli sceneggiatori di Hollywood negli anni cinquanta?[1] Certamente sì, ma l’esiguo numero di chi ricorda, ritiene che al tempo, essa fosse verità evangelica; nel corso degli anni ho sentito esponenti di destra ripetere questa leggenda, frutto della propaganda comunista, senza che nessuno, per pigrizia mentale o per colpevole ignoranza abbia mai osato metterla in dubbio. L’abilità del Partito Comunista Italiano, cui dobbiamo il monopolio dell’attuale sotto-cultura, fu quella di insediarsi nelle cattedre universitarie, nelle redazioni giornalistiche e nelle Tv lasciando ai “non comunisti” il monopolio degli affari[2] del gigantesco apparato statale italiano.
Nel secondo dopoguerra, la propaganda americana invase le sale cinematografiche con i film western[3] prodotti a Hollywood;[4] dopo il filone “cow boy”, i cineasti USA pretesero di designare la società americana quale “modello” per noi primitivi e arretrati “cattolici”; tra l’altro ricordo, la pubblicità di “Scandalo al Sole”, uscito nel 1959, per introdurre l’ “angoscioso tema del divorzio”, costume tipicamente statunitense, che le leggi del regime fascista a tutela della famiglia, aveva escluso dalla nostra legislazione [5]. Partendo da queste memorie, tenterò di ricostruire una vicenda degli anni ’50 falsificata nel corso del tempo dai media progressisti perché è ora di levare il coperchio sulle bugie che hanno condizionato il pensiero ed il vivere del nostro popolo dagli negli ultimi sessant’anni.
Il corporativismo fascista “alternativa” al bolscevismo Continua a leggere











