Messali a confronto

Condividi su:

dolan

 

Segnalazione di Pietro Ferrari

Il tema della liturgìa tradizionale è sempre molto sentito ma non tutti conoscono le differenze tra il Messale conciliare del 1962 e quello precedente. Mons Daniel Dolan ci fornisce una semplice comparazione non solo tra “vecchio e nuovo rito” ma anche tra i messali di G23 e Pio X.

Messali di Pio X e di G23 a confronto

Messa antica vs Nuova Messa

 

 

Continua a leggere

Islamica Albione

Condividi su:

bradford

Segnalazione del Centro Studi Federici

I “poteri forti”, che vogliono destabilizzare la Vecchia Europa e agitare lo spauracchio islamico per giustificare la guerra permanente contro il terrorismo, possono essere soddisfatti. Grazie all’immigrazione forsennata, interi quartieri in numerose città europee sono controllati dai musulmani, che impongono sempre più la legge coranica. Un esempio emblematico proviene dalla Scozia, dove nella cittadina di Bradford (soprannominata Bradfordistan), un musulmano pakistano, forse per aver augurato buona Pasqua ai cristiani, è stato ucciso da un correligionario (nella foto: un gruppo di nuovi “scozzesi” davanti alla moschea di Bradford).

  Continua a leggere

‘Non ci sono innocenti’ e la gioventù di Freda e Ventura

Condividi su:

NON CI SONO INNOCENTI

Segnalazione Edizioni di Ar

C’è un antefatto: nel marzo del 1945, nelle campagne intorno a Vicenza, un manipolo di brigatisti neri dissotterra i cadaveri di alcuni partigiani e li getta sul sagrato della chiesa per vendicare i propri camerati che il prete si era rifiutato di seppellire.

L’episodio illumina del suo livore quello che accadrà due decenni più tardi. L’azione salta al 1967, dove troviamo alcuni neofascisti veneti riuniti in una piccola stanza nel centro storico di Padova. Sono estranei alla galassia di partitelli dell’area: le loro parole sono diverse, le voci diverse, le intenzioni diverse. Leggono i classici del proprio firmamento ideologico e ne traggono spunto per interpretare il panorama di quegli anni, divisi tra l’ebbrezza del boom economico e un presagio di tempesta.

Continua a leggere su Barbadillo.it

Continua a leggere

Bergoglio ha incontrato sabato Bernard Fellay, capo dei lefebvriani

Condividi su:

A Econe sono contentissimi di esser riconosciuti cattolici da Bergoglio (che, però, per Mons. Tissier “propaga l’eresia) e di poter confessare “validamente e lecitamente” per l’anno della Misericordia. Quindi prima soffrivano del misconoscimento conciliare e confessavano illecitamente? (n.d.r.)

 

Il colloquio “è andato bene”, spiegano fonti vaticane al Foglio. Si va verso la prelatura sul modello Opus Dei

di Matteo Matzuzzi | 04 Aprile 2016 ore 07:42

 

Mons. Bernard Fellay è alla guida della Fraternità San Pio X dal 1991

Il Papa ha incontrato sabato in Vaticano Bernard Fellay, Superiore generale e diretto successore di monsignor Marcel Lefebvre alla guida della Fraternità San Pio X. Il colloquio, apprende il Foglio, “è stato positivo”. Tra Francesco e Fellay “l’intesa è buona”. Si tratta di un ulteriore passo verso il riconoscimento canonico della Fraternità da parte della Santa Sede, nella forma di una prelatura costituita ad hoc sul modello di quella dell’Opus Dei, quindi con ampi margini di autonomia non solo organizzativa.

 In una recente intervista tradotta in più lingue e pubblicata sul sito della Fraternità, Fellay si mostrava assai disponibile al dialogo, sottolineando in più d’un passaggio l’apprezzamento per il Pontefice regnante: “Non mi stupirebbe – diceva il Superiore generale – che ci considerasse come una di queste periferie alle quali dona palesemente la sua preferenza. E in quella prospettiva, usa l’espressione ‘compiere un percorso’ con la gente in periferia, sperando che si arriverà a migliorare le cose. Dunque non è una volontà ferma di risolvere subito: un percorso va dove va… ma, alla fine, è abbastanza calmo, tranquillo, senza troppo sapere ciò che potrà risultare. Probabilmente, è questa una delle ragioni più profonde”. Un precedente incontro, portato alla luce dal sito Rorate Caeli, si era tenuto negli ultimi mesi del 2013, a Santa Marta. Non un vero colloquio, ma un incontro poco più che casuale. Sempre nell’intervista, Fellay osservava un altro aspetto, che fa comprendere quanto il percorso di riconciliazione sia avviato: “E’ chiaro che Papa Francesco vuole lasciarci vivere e sopravvivere. Ha perfino detto, a chi lo vuole sentire, che non farebbe mai del male alla Fraternità. Ha anche detto che noi siamo cattolici. Ha rifiutato di condannarci per scisma, dicendo: ‘non sono scismatici, sono cattolici’, anche se dopo ha usato un termine un po’ enigmatico, cioè che noi siamo in cammino verso la piena comunione. Questo termine ‘piena comunione’… sarebbe proprio bello una volta avere una definizione chiara, perché si vede che non corrisponde a niente di preciso. E’ un sentimento… è un non si sa troppo bene cosa”.

Un passaggio assai apprezzato a Econe, dove ha sede la Fraternità, è quello relativo alla facoltà concessa dal Pontefice ai cattolici di confessarsi anche presso sacerdoti lefebvriani. Il Papa lo ha chiarito nella Lettera dello scorso 1° settembre con cui ha concesso l’indulgenza in occasione dell’Anno giubilare : “Un’ultima considerazione è rivolta a quei fedeli che per diversi motivi si sentono di frequentare le chiese officiate dai sacerdoti della Fraternità San Pio X. Questo Anno giubilare della Misericordia non esclude nessuno. Da diverse parti, alcuni confratelli Vescovi mi hanno riferito della loro buona fede e pratica sacramentale, unita però al disagio di vivere una condizione pastoralmente difficile. Confido che nel prossimo futuro si possano trovare le soluzioni per recuperare la piena comunione con i sacerdoti e i superiori della Fraternità. Nel frattempo, mosso dall’esigenza di corrispondere al bene di questi fedeli, per mia propria disposizione stabilisco che quanti durante l’Anno Santo della Misericordia si accosteranno per celebrare il Sacramento della Riconciliazione presso i sacerdoti della Fraternità San Pio X, riceveranno validamente e lecitamente l’assoluzione dei loro peccati”.

Continua a leggere

Sul “modello Verona” Report disse solo la verità

Condividi su:

tosi roar

 Analoga richiesta definitiva di archiviazione per il nostro Responsabile Nazionale Matteo Castagna, che per il gip Livia Magro “ha detto solo la verità”. A due anni dalla puntata-shoc, la completa riabilitazione del programma e del giornalista Ranucci. E Tosi rinviato a giudizio coatto per calunnia, si dovrà presentare in tribunale il 15 Giugno:

Com’è andata a finire? “L’ARENA”

Di Sigfrido Ranucci

CONFERENZA STAMPA DI FLAVIO TOSI DEL 21/02/2014

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Prima di chiudere però un aggiornamento, com’è andata a finire una storia che ci ha

tenuto in graticola per due anni. Febbraio di due anni fa, ci stavamo occupando

dell’amministrazione di Verona. Bene, la querela con tanto di sputtanamento e

conferenza stampa arriva prima della messa in onda

ANGELO PANGRAZIO – TGR VENETO

Tosi, ha registrazioni audio/video portate questa mattina dal Procuratore della

Repubblica di Verona. Perché? Cosa c’è?

FLAVIO TOSI – SINDACO VERONA

Beh, sono registrazioni il cui protagonista è Sigfrido Ranucci – che noi abbiamo

denunciato appunto questa mattina alla Procura della Repubblica di Verona nelle mani

del procuratore Schinaia. Registrazioni nelle quali si dimostra che la trasmissione

Report e Sigfrido Ranucci che lavora per Report, co-autore, stava costruendo –

costruendo nel senso di montare qualcosa di non vero – una serie di notizie cercando

di averle, di comprarle anche in maniera illecita nel senso utilizzando in maniera

illecita fondi della Rai e utilizzando quindi una trasmissione di Stato, Report, Rai3, per

appunto distruggere politicamente e personalmente il sottoscritto.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Intanto nulla, nulla abbiamo mai acquistato dalle nostre fonti in vent’anni di storia. Di

cosa ci stavamo occupando: di come e se giravano voti in cambio di appalti e

assunzioni, del pericolo di infiltrazioni della criminalità e della possibilità, se era vero

che il sindaco Tosi poteva essere ricattatato per via di un video compromettente. Chi

dice di possedere questo video incontra Sigfrido Ranucci e lo registra di nascosto, poi

porta i file al sindaco Tosi, che li rende pubblici e porta il materiale in procura. Allora

partono nei nostri confronti quattordici querele, nel tempo un po’ sono state

archiviate, le ultime nove poco tempo fa dal Tribunale di Verona, che scrive: “Non vi

è un solo fatto tra quelli raccontati nella trasmissione che non sia risultato vero”.

Determinante è stato anche il fatto che nei file portati da Tosi in procura non c’era

proprio tutta la verità. Rivediamo

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

Quello che Tosi non sapeva, quando aveva portato in procura le registrazioni

clandestine fatte dal suo emissario, Sergio Borsato, è che anche noi avevamo le

nostre di registrazioni dalle quali emergeva un’altra versione dei fatti. La prima è che

non siamo noi a offrire soldi per il video hard, ma è lo stesso Borsato a chiederceli e

spiega anche il perché.

DA REPORT DEL 07-04-2014

SERGIO BORSATO

Io ti ho portato proprio tutta la persona intera con il CD…

SIGFRIDO RANUCCI

Ah grazie!

SERGIO BORSATO

Ce lo siamo portati a casa dall’estero. Però attenzione, questo ha una fifa boia. E…

dobbiamo vincere un po’ la sua paura. Lui ha paura che gli fanno la pelle perché

questo qua era presente, questo è quello che ha registrato il video.

SIGFRIDO RANUCCI

Ah ok.

SERGIO BORSATO

Cioè adesso però dobbiamo ammorbidire lui. Ma dopo bisogna pagarlo. E lui, lui mi

dice… A me servono per stare un altro po’ fuori dai coglioni.

SIGRFIDO RANUCCI

Sì.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

Borsato ci rivela anche di essere stato il depositario del filmato hard e di averlo offerto

in passato ad altri.

SERGIO BORSATO

Solo perché chiaramente io avevo simpatie bossiane, volevo portarlo nelle sedi della

Lega per cercare di far emergere sta roba. Il cucciolo eliminarlo da piccolo.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

Il cucciolo da eliminare nella guerra interna al partito era Tosi, astro nascente della

corrente che faceva capo a Maroni, antagonista di Bossi. Per questo nel 2011 Borsato

è andato a Vittorio Veneto a offrire il video ai dirigenti vicini a Bossi.

EX DIRIGENTE PROVINCIALE DELLA LEGA

Questo Dvd ce l’aveva in mano uno che lo portava, poi lo riportava. Nel mio caso,

Sergio era quello che lo portava… lo portava in giro.

SIGFRIDO RANUCCI

Sergio Borsato?

EX DIRIGENTE PROVINCIALE DELLA LEGA

Esatto.

SIGFRIDO RANUCCI

Se Lei mi dice esiste, perché l’ho visto…

EX DIRIGENTE PROVINCIALE DELLA LEGA

Ho visto dei fotogrammi.

SIGFRIDO RANUCCI

In quei fermi fotogrammi…

EX DIRIGENTE PROVINCIALE DELLA LEGA

C’è sempre ‘sta situazione. Io l’ho sempre chiamato il bunga-bunga di Tosi insomma.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

L’ex dirigente della Lega ha poi confermato alla Digos di Padova di aver visto nella

borsa di Borsato i documenti compromettenti. E che Borsato andasse a offrire il

materiale sulla vita privata di Tosi, l’ha confermato al Gazzettino anche un altro

leghista: Gianantonio Da Re. Al termine della vicenda giudiziaria il gip Livia Magri,

archiviando le accuse nei nostri confronti, ha disposto invece l’imputazione coatta di

Tosi per calunnia e diffamazione aggravata nei confronti di Report e del sottoscritto

perché colpevoli di gravi omissioni.

LUCA TIRAPELLE – LEGALE REPORT PROCEDIMENTI GIUDIZIARI VERONA

Il fatto di aver sottaciuto, di aver omesso di riferire nella denuncia depositata, la

denuncia preventiva depositata nei confronti dei cronisti di Report, il fatto che proprio

il suo emissario si dichiarò di essere uno dei detentori, per lo meno uno dei detentori

di questo video hard.

SIGFRIDO RANUCCI FUORI CAMPO

Secondo il gip ci sarebbe anche un’altra omissione che rivelerebbe la malafede del

sindaco.

LUCA TIRAPELLE – LEGALE REPORT PROCEDIMENTI GIUDIZIARI VERONA

L’altra omissione è che vi fosse proprio un accordo preventivo tra il sindaco di Verona

e Sergio Borsato per cercare di carpire delle informazioni e tutti gli elementi di

inchiesta che sarebbero poi confluiti nella trasmissione di Report andata in onda il 7

aprile del ’14.

MILENA GABANELLI IN STUDIO

Quindi tutto bene per noi che siamo stati archiviati, mentre il pubblico ministero ha

chiesto per Tosi il rinvio a giudizio per calunnia nei confronti del nostro Sigfrido

Ranucci. Il tribunale si esprimerà il prossimo 23 giugno.

 

Continua a leggere

Mons. Fellay: “Francesco ci spaventa enormemente, e non solo noi. Eppur ci piace”

Condividi su:

E se la benevolenza fosse dovuta alla sostanziale rinuncia della pubblica Buona Battaglia?

La sorprendente analisi dell’enigma Francesco fatta dal superiore generale della Fraternità San Pio X, Bernard Fellay. Con il resoconto delle visite di un cardinale e di tre vescovi, inviati segretamente da Roma

di Sandro Magister


ROMA, 1 aprile 2016 – L’ecumenismo di papa Francesco è davvero a larghissimo raggio. Ha incontrato il patriarca ortodosso di Mosca, andrà in Svezia a celebrare i cinquecento anni di Lutero, è amico di molti leader pentecostali, ha perfino in simpatia i seguaci dell’arcivescovo ipertradizionalista Marcel Lefebvre.

E quest’ultimo è il dato più sorprendente. Perché in campo cattolico l’ostilità contro i lefebvriani è tanto più intollerante proprio tra coloro che più si fanno vanto di spirito ecumenico e di misericordia.

Continua a leggere

1 740 741 742 743 744 745 746 1.214